Paestum-Velia: oltre mezzo milione di visitatori nel 2023, è record assoluto. Il direttore Tiziana D’Angelo: “E il 2024 sarà ancora più ricco con progetti scientifici e di valorizzazione; scavi archeologici, museo del Santuario di Santa Venera a Paestum, e museo Archeologico a Elea-Velia”


Tiziana D’Angelo, direttore del parco, accompagna il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano e il direttore generale dei Musei Massimo Osanna all’inaugurazione delle nuove sale del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)
Il 2023 è stato un anno di record assoluto nella storia del parco archeologico di Paestum e Velia, con 506.955 visitatori che hanno colto l’opportunità di scoprire le bellezze dei due siti archeologici e del museo, segnando un traguardo senza precedenti e con un incremento del 30% rispetto al 2022. Entusiasta il direttore del Parco, Tiziana D’Angelo, che dichiara: “Oltrepassare la soglia del mezzo milione di visitatori è un traguardo importante che segna per noi un livello fino ad ora mai raggiunto di partecipazione del pubblico. Nel 2023 i nostri visitatori hanno trovato a Paestum e Velia un Parco dinamico e rinnovato, con un museo ristrutturato e riallestito, aree archeologiche sempre più accessibili, nuovi percorsi di fruizione, una grande mostra archeologica e multimediale, importanti cantieri di scavo e un ricco programma di eventi culturali e laboratori didattici. Per il nuovo anno ci stiamo impegnando per consolidare questa crescita, ampliando e migliorando ulteriormente la nostra offerta culturale e soprattutto ascoltando attentamente e recependo le esigenze di tutte le nostre comunità”.

Successo di pubblico per la mostra “Elea. la rinascita” nell’area archeologica di Velia (foto pa-paeve)

L’applaudito concerto diretto da Beatrice Venezi nell’area archeologica di Paestum (foto pa-paeve)
Il nuovo anno si conferma già ricco di idee: anche nel 2024, i progetti scientifici, di valorizzazione e promozione del Parco, tra cui spiccano, a Paestum, gli scavi in corso al tempietto arcaico, un intervento di scavo, restauro e valorizzazione delle terme del Foro, i lavori per il restauro e il riallestimento del museo del Santuario di Santa Venera e dell’ex stabilimento Cirio e il completamento dei lavori di ristrutturazione e riallestimento del museo nazionale; a Velia, invece, una campagna di scavo stratigrafico sull’acropoli, un intervento di riqualificazione della galleria ferroviaria ottocentesca e l’avvio di un progetto per la realizzazione del museo Archeologico di Elea-Velia.
Il 2024 porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” dopo il successo al Quirinale. Bilancio dello scavo nel 2023 e presentazione del progetto CADMO (museo Archeologico, area archeologica e Hub Internazionale di ricerca)

I bronzi di San Casciano esposti nella sala del Bronzino al Quirinale della mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” (foto mic)
Il 2024, a fine gennaio, porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano”, proveniente dal Quirinale dove ha riscontrato uno straordinario successo di pubblico. Le oltre 20 statue e statuette bronzee, insieme a diverse monete ed ex voto rinvenuti nel 2022 nel santuario termale etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si), potranno così continuare ad essere ammirate in attesa della realizzazione del museo loro preposto nel Palazzo dell’Arcipretura di San Casciano, acquisito dallo Stato per ospitare queste antiche testimonianze del passato. L’esposizione, curata da Jacopo Tabolli, direttore scientifico degli scavi al “Santuario Ritrovato” del “Bagno Grande” di San Casciano dei Bagni e professore di Etruscologia dell’università per Stranieri di Siena, e da Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Mic, sarà allestita al Mann per tre mesi. “Questi reperti eccezionali, che ci parlano di un passato in cui i mondi romano ed etrusco si riconoscevano nelle medesime tradizioni, hanno la capacità di riconnetterci alle nostre più antiche radici”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “In attesa del loro ritorno nel luogo da cui sono emersi, dove verranno ospitati in un museo per il quale abbiamo già acquistato l’edificio in cui ogni tipo di pubblico potrà comprendere il significato di questa scoperta straordinaria, ora sarà Napoli ad accogliere Gli dei ritornano. I visitatori del Mann avranno così l’opportunità di ammirare questi tesori, restituiti a noi dalla terra e dall’acqua in cui erano celati”.

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)
Nel 2022 è stata la scoperta archeologica dell’anno: oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo, rimasti immersi, e in qualche modo protetti, nei fanghi delle calde acque termali del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si) per più di duemila anni (vedi San Casciano dei Bagni (Si). Dai fanghi della sorgente termale del Bagno Grande del santuario etrusco-romano emergono oltre 20 statue in bronzo, molti ex-voto, cinquemila monete in oro argento e bronzo di oltre duemila anni fa. L’archeologo Tabolli: si riscrive la storia della statuaria antica e della romanizzazione del territorio. È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace del 1972 | archeologiavocidalpassato). Lo scavo promosso dal ministero della Cultura e dal comune toscano è coordinato del prof. Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena. Poi nel 2023, mentre proseguiva la campagna di scavo, i bronzi di San Casciano sono stati premiati alla Borsa mediterranea del turismo archeologico con l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, come miglior scoperta archeologica 2022 nel mondo, ed è stata la prima volta per una scoperta italiana (vedi Paestum. Per la prima volta assegnato all’Italia l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: la 9a edizione va alla scoperta delle “24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana”, riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena). La consegna del premio al sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti e a Jacopo Tabolli responsabile scientifico | archeologiavocidalpassato). E al Quirinale, nella sala del Bronzino, è stata aperta la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano”, prima dal 22 giugno al 29 ottobre, poi prorogata al 22 dicembre 2023.

L’area di scavo a San Casciano dei Bagni alla fine della campagna 2023 (foto uni stranieri siena)
IL PROGETTO CADMO. A giugno 2023 il ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), nell’ambito dei Fondi ordinari per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE), ha decretato di finanziare il progetto presentato dall’università per Stranieri di Siena denominato CADMO-Centro di Archeologia per le Diversità e le Mobilità preromane. L’ammontare complessivo del progetto presentato è di 3 milioni di euro. Il progetto, che nasce attorno allo scavo del Bagno Grande, prevede la nascita a San Casciano di un museo Archeologico, di un’Area archeologica e di un Hub Internazionale di ricerca. Il progetto, che prevede quattro azioni principali, è stato presentato il 29 dicembre 2023 a San Casciano di Bagni nell’incontro “Verso un hub internazionale di Archeologia”. La prima è dedicata alla nascita di una sede dell’università per Stranieri di Siena a San Casciano dei Bagni: una proiezione dell’ateneo senese sul territorio della provincia che non ha precedenti e che costituisce una sfida nel rapporto tra la ricerca e le comunità, con un laboratorio permanente legato allo scavo e una foresteria che accolga studiosi e studiose che partecipano alle attività di ricerca. Si tratterà di un luogo accogliente, anche per le famiglie, quando molto spesso la ricerca archeologica è profondamente impari proprio per le difficoltà legate all’accoglienza dei bambini di chi fa ricerca sui cantieri di scavo. La seconda azione sarà dedicata ad incentivare percorsi internazionali di ricerca, di mobilità, per archeologi stranieri che verranno a studiare e a portare avanti i loro progetti connessi con le attività del Centro CADMO dell’università per Stranieri di Siena nell’Hub di Ricerca di San Casciano dei Bagni. Si tratta di un programma innovativo di Visiting Fellowship volto a fare del centro un vero incubatore di ricerca internazionale. La terza azione sarà dedicata alle applicazioni multidisciplinari di analisi su scavo (dalle acque termali all’ambiente dell’antichità). La quarta azione recupera la centralità dell’“archeologia civica” così come vissuta a San Casciano dei Bagni fin dall’inizio dello scavo nel 2019. L’obiettivo è quello di consolidare il legame tra la conoscenza e la società in cui si svolge il progetto, fornendo alle comunità locali approcci pratici e politici alla conservazione di beni culturali e paesaggi e all’abitare.

Il team di scavo a San Casciano dei Bagni alla fine della campagna 2023 (foto uni stranieri siena)
LO SCAVO NEL 2023. Lo scavo del Santuario ritrovato ha raggiunto quest’anno un’estensione di circa 400 mq, raggiungendo una profondità dal piano di campagna in alcuni punti di oltre quattro metri. Emanuele Mariotti, direttore dello scavo, racconta: “Anche la campagna di scavo 2023 ha riservato sorprese straordinarie, confermando come il sito del Bagno Grande sia, nel suo complesso, un contesto ricchissimo che va ben al di là dei singoli oggetti o dei singoli bronzi. Grazie al lavoro encomiabile di decine di archeologhe e archeologi, la ricerca si è arricchita di nuovi dati, suggestioni e nuovi interrogativi. Il cantiere, durante i 4 mesi di scavo, si è ulteriormente ingrandito, abbracciando le aree intorno all’edificio sacro con la grande vasca votiva. La topografia del luogo si è arricchita e chiarita, mostrando nuove strutture e bellissime murature che andranno a valorizzare sempre di più il sito, anche in ottica di un futuro parco archeologico-termale. Allo stesso tempo, l’acqua continua ad essere la vera protagonista di questo luogo: l’acqua e la grande vasca votiva, dove, ancora sui bordi e dai bordi, esposte e poi celate dagli eventi della storia, spesso drammatici, nuove testimonianze e reperti come la statua marmorea di Apollo sauroctono e il donario bilingue etrusco/latino, ci parlano di arte, divinità, cure, persone e soprattutto di incontro tra la cultura etrusca e il mondo romano”.

I frammenti della statua di Apollo scoperti a San Casciano dei Bagni nella campagna 2023 (foto uni stranieri siena)
APOLLO. La prosecuzione dello scavo all’interno del tempio ha portato al rinvenimento, sul bordo della vasca sacra, di parti spezzate di una meravigliosa statua in marmo, quasi integralmente ricomponibile, pertinenti ad un Apollo Sauroctonos (Apollo con la lucertola). La statua fu spezzata al momento della chiusura del santuario agli inizi del V secolo d.C. Questo è il tempo infatti in cui tutto il luogo di culto fu chiuso ritualmente, probabilmente per effetto della cristianizzazione diffusa del territorio. Mentre il deposito votivo fu protetto con la deposizione delle grandi colonne di travertino che ornavano il portico del tempio, la statua di culto di Apollo fu spezzata, frammentata e i pezzi quasi sparpagliati e poi coperti dalle massicciate di abbandono del sito. In parallelo con quanto sappiamo e osserviamo ancora oggi – la “contestazione della statua” coincide con un momento di profonda trasformazione e di grandi interrogativi politici e sociali.
Napoli. Il museo Archeologico nazionale chiude il 2023 con oltre 550mila visitatori: +25% rispetto al 2022. Il dg Musei Massimo Osanna: “Eventi di qualità e collezioni storiche per un dialogo sempre più stretto con il pubblico”

Paolo Giulierini, direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)
Al museo Archeologico nazionale di Napoli ci sono tutti gli elementi per poter esultare: numeri da record di visitatori, nuovi allestimenti, grandi eventi. Peccato che a fare il bilancio di un 2023 particolarmente positivo non ci sia il vero artefice di tutto questo, il direttore Paolo Giulierini, che a novembre 2023 ha lasciato per fine mandato, e che in molti confidano in un suo ritorno, vincitore del prossimo bando di concorso al posto di direttore alla guida del Mann. “Il 2024 inizia con ottimi auspici per il Museo e per la città”, commenta il direttore generale Musei del ministero della Cultura, Massimo Osanna: “la programmazione di eventi culturali di qualità e la valorizzazione delle collezioni storiche permetteranno di costruire un dialogo sempre più stretto con cittadini e turisti. Speriamo che il 2024 ci premi, facendo archiviare definitivamente la battuta di arresto determinata dal Covid”.

Visitatori all’ingresso del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Sezione Campania Romana al Mann: il portico chiuso dalla statua equestre di Marco Nonio Balbo (foto graziano tavan)
Oltre 550mila visitatori al museo Archeologico nazionale di Napoli nel 2023: il trend di presenze è in crescita di circa il 25% rispetto al 2022, quando al Mann sono stati registrati 441mila ingressi. L’anno appena trascorso è stato segnato dell’inaugurazione del nuovo allestimento della Sezione Campania Romana, che presenta oltre duecento reperti in sale non risultate fruibili negli ultimi quarant’anni (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale l’attesa è finita: dopo 50 anni, apre la sezione Campania Romana delle sale monumentali occidentali. Oltre duecento reperti dalle città vesuviane e dall’area flegrea. L’invito del direttore Giulierini | archeologiavocidalpassato).

Restauro mosaico di Alessandro al Mann: il cantiere a vista (foto graziano tavan)
A novembre scorso, è stata avviata la fase esecutiva del restauro del Mosaico di Alessandro: il cantiere è oggi visibile al pubblico (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre il “cantiere trasparente”: il pubblico potrà seguire in diretta il restauro del mosaico di Alessandro. Un video racconta l’operazione di ribaltamento conclusa con successo | archeologiavocidalpassato).

Lavori ai depositi Cavaiole del Mann (foto livia pacera)

Lavori ai depositi Cavaiole del Mann (foto livia pacera)
Si lavora alacremente anche nei depositi: nei sotterranei denominati “Cavaiole” fervono le attività di catalogazione e risistemazione degli innumerevoli manufatti custoditi (vedi Napoli. Alla scoperta dei depositi sotterranei delle Cavaiole, interessati da un intervento di 12 milioni di euro: intervista al direttore Paolo Giulierini e video della passeggiata con l’architetto Amanda Piezzo | archeologiavocidalpassato).
Roma. Comunicati i nuovi direttori dei musei: Fabrizio Sudano all’Archeologico di Reggio Calabria, e Stella Falzone all’Archeologico di Taranto
I nomi erano previsti per dicembre, e così è stato. Il ministero della Cultura ha comunicato l’esito della selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore dei seguenti musei italiani, di prima e di seconda fascia. Vediamo quelli che riguardano i musei archeologici. I direttori dei musei di prima fascia, indicati dal ministro Gennaro Sangiuliano nell’ambito della terna proposta dalla Commissione giudicatrice, non hanno riguardato musei archeologici che, invece, troviamo in quelli di seconda fascia, individuati dal direttore generale Musei, Massimo Osanna.

Fabrizio Sudano, direttore dell’Archeologico di Reggio Calabria (foto sabap-rc-vv)
Fabrizio Sudano per il museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria che subentra a Carmelo Malacrino: soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia. La terna comprendeva Elena Rita Trunfio e Stella Falzone.

Stella Falzone, direttrice dell’Archeologico di Taranto
Stella Falzone per il museo Archeologico nazionale di Taranto che subentra a Eva Degl’Innocenti: archeologa, staff scientist dell’Accademia delle Scienze di Vienna. Ha diretto numerosi progetti di valorizzazione, scavo archeologico e musealizzazione. La terna comprendeva Anita Guarnieri e Luigina Tomay.
Roma. A Palazzo Massimo “Con sobria chiarezza”, due giornate di studio in onore di Giovanni Becatti a cinquant’anni dalla scomparsa: in presenza e on line. Il programma
“Con sobria chiarezza” giornate di studio in onore di Giovanni Becatti. A cinquant’anni dalla scomparsa, il parco archeologico di Ostia antica celebra la figura di Giovanni Becatti con due giornate di convegno a Roma, a Palazzo Massimo alle Terme, il 4 e 5 dicembre 2023: in presenza e on line sul canale YouTube del Parco: https://www.youtube.com/@parcoarcheologicodiostiaan4711. Grazie al contributo di allievi, colleghi e continuatori della sua opera nell’ufficio degli Scavi di Ostia, verrà ripercorsa la carriera di uno studioso che ha lasciato un’impronta profonda nella storia dell’arte antica e nell’archeologia del XX secolo. Di multiformi interessi, Becatti seppe spaziare dall’arte minoica alla paletnologia e dall’arte greca arcaica alla tarda antichità, affrontando con uguale competenza e passione l’arte, la storia e la filologia classica. I vari contributi consentiranno di delineare il profilo di un vero umanista, capace di coniugare l’attività di ricerca sul campo con una conoscenza enciclopedica delle fonti antiche e dell’iconografia, unite a una grande versatilità scrittoria e divulgativa.

Il leone: dettaglio della sala di rappresentanza in opus sectile di una villa (domus) monumentale fuori Porta Marina a Ostia, conservato al museo dell’Alto Medioevo (foto Muciv)
Del periodo ostiense verranno esaminati i molteplici filoni di ricerca che Becatti seppe dipanare nella sua lunga attività al servizio della Soprintendenza archeologica. Giunto ventiseienne a Ostia, ma già con l’esperienza formativa degli scavi a Lemno con la Scuola Archeologica Italiana di Atene, divenne il principale collaboratore del direttore degli Scavi Guido Calza, che gli affidò la pubblicazione delle sculture trovate negli sterri per l’Esposizione Universale del 1942 e lo studio tipologico di tappeti musivi e mitrei. Nel frattempo coltivava la sua vocazione per l’insegnamento, iniziando a Pisa quella feconda attività didattica che l’avrebbe portato a Milano, Firenze e Roma, coltivando in ogni cattedra una prolifica scuola di allievi ed epigoni. La carriera accademica non gli impedì di continuare la collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Ostia, portando a termine il volume della Topografia Generale – primo della serie di Scavi di Ostia – e pubblicando nella stessa collana l’Edificio con Opus Sectile fuori Porta Marina, esempio eccezionale dell’arte dell’intarsio marmoreo fiorita nella tarda antichità. Le testimonianze dei colleghi e di chi lo conobbe sono concordi nel delineare una figura modesta, laboriosa, collaborativa e disponibile, che fino all’ultimo portò il suo contributo sia in ambito editoriale, con la grandiosa impresa dell’Enciclopedia dell’Arte Antica, sia continuando a stimolare la ricerca sul campo, con l’avvio dello scavo universitario delle Terme del Nuotatore. In occasione del convegno verrà affissa una targa in ricordo dello studioso sulla facciata del Museo Ostiense, dove sono ugualmente onorati i colleghi e i collaboratori dei suoi esordi, quasi a voler ricostituire quell’affiatato gruppo di lavoro e di ricerca che “con sobria chiarezza” seppe avviare gli studi moderni su Ostia.
Programma 4 dicembre 2023: “Giovanni Becatti e Ostia”, modera Alessandro D’Alessio. Alle 9, saluti istituzionali: Stéphane Verger (direttore del museo nazionale Romano), Massimo Osanna (direttore generale Musei); 9.15, introduzione al convegno con Alessandro D’Alessio (direttore del parco archeologico di Ostia antica); 9.30, Fausto Zevi (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti, un ricordo ostiense”; 10, Dario Daffara (parco archeologico di Ostia antica) “Il silenzioso ardore per la ricerca: Giovanni Becatti a Ostia (1938-1954) e a Milano (1954-1957)”; 10.30, Claudia Valeri (Musei Vaticani) “Giovanni Becatti e la scultura ostiense”; pausa caffè; 11.30, Cristina Genovese (parco archeologico di Ostia antica) “Mosaici e pavimenti marmorei di Ostia: attualità dello studio di Giovanni Becatti”; 12, Carlo Pavolini (già università della Tuscia – Viterbo) “Considerazioni sulle Case ostiensi del tardo impero 75 anni dopo”; 12.30, discussione. Pausa pranzo. Alle 14.30, Claudia Tempesta (parco archeologico di Ostia antica), Stella Falzone (università Roma Tre) “Rileggere Becatti alla luce di Gismondi: il contributo della documentazione d’archivio alla ricostruzione del contesto della Domus sotto il Vicolo del Dioniso”; 15, Filippo Marini Recchia (archeologo indipendente), Paola Olivanti (archeologa indipendente) “La basilica forense di Ostia: una revisione dei dati d’archivio a ottant’anni dalla pubblicazione di Giovanni Becatti”; 15.30, Clementina Panella (già Sapienza Università di Roma), Maura Medri (università Roma Tre) “Le Terme del Nuotatore in Ostia Antica. Lo scavo, i contesti, l’architettura”; 16, discussione.
Programma 5 dicembre 2023: “Giovanni Becatti, gli studi e l’insegnamento”, modera Patrizio Pensabene. Alle 9.30, Graziella Becatti (storica dell’arte indipendente) “Chi era Giovanni Becatti”; 10, Carlo De Domenico (università Statale di Milano) “Giovanni Becatti in Grecia (1936-1937)”; 10.30, Gabriella Capecchi (già università di Firenze) “Giovanni Becatti professore di Archeologia Classica nella “tradizione giovane” dell’Ateneo fiorentino”; pausa; 11.30, Maria Grazia Picozzi (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti storico dell’arte antica”; 12, Stefano Tortorella (già Sapienza Università di Roma) “Gli studi di iconografia di Giovanni Becatti”; 12.30, discussione. Pausa pranzo. Alle 14.30, Marco Ruffini (Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti e la critica d’arte”; 15, Patrizio Pensabene (già Sapienza Università di Roma) “Lo stile è una fiction? Sono da considerare superati i cataloghi tipologici?”; 15.30, Andrea Carandini (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti, un uomo bravo e buono”; 16, discussione e tavola rotonda.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale si presenta il progetto “Il tesoro della legalità. Luce dai depositi del Mann”: 10mila oggetti recuperati insieme alla Procura e al Nucleo Tutela Carabinieri, finalmente studiati e destinati al Mann2 all’Albergo dei Poveri
“10mila oggetti recuperati insieme alla Procura e al Nucleo Tutela dopo un lungo e paziente lavoro togliendo i sigilli al materiale sequestrato da oltre 50 anni; un metodo innovativo di catalogazione; una grande mostra prossima a venire; l’orgoglio di ricordare che alla fine la giustizia prevale sempre, anche su quei potenti che avevano cercato di sottrarre al patrimonio comune questi beni”: così Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, sintetizza il progetto “Il tesoro della legalità”, percorso pilota che propone una buona pratica di tutela e valorizzazione dei beni archeologici acquisiti illecitamente o frutto di scavi clandestini. Il progetto viene presentato mercoledì 8 novembre 2023, alle 9.30, all’auditorium del Mann. Prima della presentazione il direttore Paolo Giulierini nell’atrio del Mann mostrerà in anteprima la cosiddetta tomba del cavaliere, da Paestum, che farà parte della futura mostra “Il tesoro della legalità. Luce dai depositi del Mann”. Nascerà così una vera e propria collezione, che il direttore Paolo Giulierini ha proposto possa essere esposta in futuro al MANN2 nell’Albergo dei Poveri a Napoli.
Alla presentazione del progetto “Il tesoro della legalità” interverranno Paolo Giulierini (direttore del Mann), Massimo Osanna (direttore generale Musei), Luigi La Rocca (direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio), Teresa Elena Cinquantaquattro (direttrice del segretariato regionale della Campania del MiC), Pierpaolo Filippelli (procuratore aggiunto Procura di Napoli), Mariano Nuzzo (direttore SABAP per l’area metropolitana di Napoli) e Nunzio Fragliasso (procuratore capo Procura di Torre Annunziata). Previsto un focus sul modello Mann con Vincenzo Piscitelli (sostituto procuratore della Procura di Napoli), Daniela Savy (docente di Diritto europeo dei Beni culturali / ateneo Federiciano), Ilaria Marini (maresciallo capo Carabinieri Comando Provinciale di Napoli), Marialucia Giacco (funzionario archeologo del Mann) e Domenico Camardo (archeologo capo dell’Herculaneum Conservation Project e consulente della Procura della Repubblica di Napoli). Dalle 12.30, cerimonia di riconsegna al Mann di monete oggetto di sequestro da parte del Comando Carabinieri Tutela patrimonio culturale e cerimonia di consegna dei falsi dal museo al Laboratorio del Falso dell’università Roma Tre. In programma, la lectio di Stefano De Caro (già direttore generale ICCROM) sulla restituzione dei beni culturali.

Reperti in deposito al museo Archeologico nazionale di Napoli provenienti da sequestri dei carabinieri (foto JCHC)
‘Liberare’ dai sigilli le centinaia di opere d’arte e reperti sequestrati nella lotta al traffico illecito che giacciono nei depositi e restituirli allo studio e alla fruizione pubblica: questo è l’obiettivo del progetto pilota nato dall’accordo tra museo Archeologico nazionale di Napoli e Procura di Napoli, con il supporto scientifico dell’università di Napoli Federico II. Il progetto ‘Il tesoro della legalità’ è anche il racconto di 50 anni di lotta al traffico illecito, che ha come obiettivo la restituzione alla comunità civile e agli studiosi del patrimonio sequestrato giacente nei depositi del Mann così come in altri siti museali. Gli esperti dei Carabinieri Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli (TPC) sono stati impegnati per oltre un anno al fianco del personale del Mann. Sono stati esaminati 279 fascicoli, relativi ad altrettanti casi giudiziari riguardanti il possesso illegale di opere d’arte ascrivibile a varie fattispecie di reato. Le opere recuperate, dagli anni Sessanta del secolo scorso fino al 2017, sono state depositate in custodia giudiziaria presso il Mann, in attesa della conclusione dell’iter processuale.

“Il tesoro della legalità” al Mann: cratere a figure rosse (foto mann)
Si tratta, in totale, di oltre 10mila reperti di diversa natura, riconducibili, in base alla tipologia, non soltanto al territorio campano, ma a tutta l’Italia meridionale e non solo: ceramica di impasto, ceramica italo-geometrica, enotria e daunia, ceramica corinzia ed etrusco-corinzia, bucchero, ceramica attica a figure nere e rosse, ceramica figurata di produzione campana, lucana e apula, ceramica a vernice nera e acroma di uso comune, bronzi (resti di armature, armi, oggetti di ornamento personale, vasellame), terrecotte figurate, databili tra il VI e il II secolo a.C. ascrivibili, in base all’iconografia, a contesti funerari e santuariali; elementi marmorei di età romana pertinenti all’arredo di abitazioni private; numerosi recuperi subacquei di varia natura; migliaia di monete greche, romane e medievali. L’eccezionale stato di conservazione della maggior parte dei reperti dissequestrati consente di ipotizzare la provenienza da antiche sepolture, purtroppo intercettate e saccheggiate da scavatori di frodo per andare a rimpinguare le casse del mercato illegale e clandestino di questi beni. Obiettivo dell’iniziativa è veicolare un messaggio importante soprattutto per i ragazzi, spiegando loro che chi sottrae illegalmente opere e reperti archeologici mina la nostra storia e la nostra identità nazionale.



Per celebrare il centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon, il museo Egizio ha invitato un’artista contemporanea, Sara Sallam, per riflettere ancora una volta sull’etica dell’esposizione dei resti umani. Il Museo ha quindi ospitato fino a fine febbraio 2023 una piccola esposizione di arte contemporanea: “Attraverso gli occhi di Tutankhamon”. Un’istallazione video ha condotto i visitatori nella tomba di Tutankhamon, al momento della sua scoperta, mostrando però il punto di vista del faraone (vedi 
L’Egizio si è poi confermato crocevia di studi e ricerche internazionali, con l’obiettivo di ripensare il ruolo dei musei all’epoca della globalizzazione e della digitalizzazione. In particolare, in questo solco si è inserito “What is a Museum?”, un ciclo di dieci incontri, ideato dal direttore, Christian Greco, per riflettere sul futuro dei musei e per accompagnare l’Egizio in un percorso di trasformazione fisica e di innovazione, in vista del bicentenario, che verrà celebrato nell’autunno del 2024 (vedi 
A luglio il simposio internazionale “The Mensa Isiaca under review. Technical study and new interpretations”, organizzato dal Museo, in collaborazione col J. Paul Getty Museum e col Getty Conservation Institute ha riunito a Torino egittologi, archeologi ed esperti provenienti da tutto il mondo. Proprio grazie alla collaborazione tra il museo Egizio, il J. Paul Getty Museum e il Getty Conservation Institute, un gruppo di conservatori e di scienziati, alla luce delle nuove tecnologie, ha sottoposto il reperto a nuove analisi per studiare tutti i dettagli, di cui la Mensa è ricchissima, è stato fatto un approfondito esame con microscopia ottica assistita (vedi 
“Magna Grecia nel secondo dopoguerra tra scoperte e tutela: politiche culturali e protagonisti. Omaggio a Juliette de La Genière” è il titolo del convegno internazionale, organizzato dal Dipartimento federiciano di Studi umanistici (con la responsabilità scientifica di Bianca Ferrara) e in collaborazione con il Centre Jean Bèrard di Napoli, in programma il 27 e 28 novembre 2023 nel Complesso di San Marcellino di Napoli, a partire dalle 9.30. Teams diretta streaming ID riunione: 311 312 168 060 Passcode: ruWHxv. L’evento richiama l’attenzione sulle politiche culturali riguardanti il patrimonio archeologico della Magna Grecia nel corso della seconda metà del Novecento. Si tratta di anni che hanno visto profonde trasformazioni sia nel campo della ricerca sia nel campo delle idee e delle pratiche relative alla gestione e alla valorizzazione dei beni culturali dell’Italia meridionale e della Sicilia.
Manca ormai pochissimo al convegno nazionale “La gestione dei Musei di Enti Locali. Criticità, modelli innovativi, prospettive di sviluppo” in programma al Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona il 22 e il 23 novembre 2023: i posti in sala sono ormai esauriti, ma se non vi è registrati si potrà seguire le due giornate in diretta streaming sul canale YouTube dei Musei civici di Verona: 


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