“Teodora. La figlia del circo”: a Mestre la presentazione nazionale del primo romanzo storico di Mariangela Galatea Vaglio dedicato alla sposa di Giustiniano, imperatore d’Oriente, che apre la trilogia dedicata alla saga di Bisanzio
La fattucchiera sembra impietrita. Immobile, il suo dito adunco sfiora la pelle della piccola Teodora. Il braccio è teso, gli occhi vuoti e spalancati, la bocca si muove come se tentasse di far uscire suoni strappandoli all’anima. «Comitò, presto, aiutami!» ordina Eutichia. «Il Circo… il re dei demoni… il sangue…» Comitò è spaventatissima, non riesce a muoversi. Eutichia, china su Rodope, cerca di soccorrerla come può, tenendole la testa ferma mentre dei potenti brividi scuotono il corpo dell’indovina. Teodora invece, che la madre ha appoggiato per terra nel trambusto, resta ferma, senza piangere e senza proferire suono. Poi d’un tratto si avvicina gattonando a Rodope, e con la manina le tocca il volto rugoso, per farle una carezza. Gli occhi vuoti della fattucchiera si rianimano, guizza in loro di nuovo la scintilla della consapevolezza. La vecchia fissa la piccola con un’espressione atterrita, poi si volta verso Eutichia, le afferra il polso e lo stringe, ansimando: «La bambina… la bambina… Il re dei demoni la prenderà in sposa!».
Comincia con la profezia della strega, “Teodora. La figlia del circo” (Sonzogno, 2018), il primo romanzo storico di Mariangela Galatea Vaglio, dedicata alla futura moglie di Giustiniano I, imperatore romano d’Oriente. Veneziana, insegnante e scrittrice di saggi e racconti storici, tra cui “Didone, per esempio” (edizioni Ultra, 2014), “Socrate, per esempio” (edizioni Ultra, 2015), oltre a una guida divulgativa della lingua italiana, “L’italiano è bello” (Sonzogno, 2017), Galatea presenta in anteprima nazionale “Teodora. La figlia del circo” giovedì 28 giugno 2018 alle 18.30 alla libreria Ubik di via Poerio a Mestre (Venezia).
“Teodora”, nei progetti di Mariangela Galatea Vaglio dovrebbe essere il primo romanzo di una trilogia dedicata alla saga di Bisanzio. Ed è infatti nella Costantinopoli del VI secolo d.C., sfavillante capitale dell’Impero romano d’Oriente, travagliata dagli scontri religiosi e dalla corruzione, che i giovani Giustiniano e Teodora sembrano destinati a un’esistenza oscura. Lei è la bellissima figlia di un guardiano del Circo, e di mestiere fa l’attrice, barcamenandosi fra teatri e amanti ricchi e maneschi. Lui è il nipote del generale Giustino, un rozzo militare analfabeta che non riesce ad avere peso a corte. Ma il destino ha altri piani per loro. Giustiniano, implicato in una serie di rivolte per rovesciare l’imperatore Anastasio, da consumato politico riesce a far salire al trono lo zio Giustino, diventando il più potente ministro dell’Impero. Teodora, invece, sfuggita alla vendetta di un governatore suo ex amante, diventa confidente del patriarca eretico di Alessandria e viene inviata come spia e mediatrice a Costantinopoli, proprio per contattare Giustiniano, alle prese con una complicata e pericolosa trattativa con il Papa. Così nella capitale di un impero che si estende dalla Persia al Mediterraneo, solo e unico erede di Roma, fra complotti, violenze, intrighi e tradimenti, ha inizio una travolgente storia d’amore e di potere sullo sfondo di una delle epoche più complesse e misteriose della storia.
“…comunicare l’archeologia…”: il Gruppo archeologico bolognese nel ciclo del secondo trimestre dedica un focus alla distruzione del patrimonio archeologico nel Vicino Oriente
La distruzione del patrimonio archeologico del Vicino Oriente sotto i colpi dei miliziani dello Stato Islamico sarà tra i temi forti affrontati nel ciclo di conferenze del secondo trimestre 2015, “…comunicare l’archeologia…”, fiore all’occhiello del Gruppo archeologico bolognese. L’appuntamento è alle 16.30 di giovedì 16 aprile nell’aula cesare Gnudi della Pinacoteca Nazionale di Bologna, in viale delle Belle Arti, per l’incontro con il prof. Paolo Brusasco, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico alla Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova, su “Futuro senza passato: l’estinzione del patrimonio culturale in Siria e Iraq”. L’ingresso all’Aula Gnudi per partecipare esclusivamente alla conferenza è gratuito. Si emetterà comunque biglietto gratuito per le persone che intendono accedere alla conferenza, solo a partire dalle 16. Continua così l’impegno dei soci del Gabo, tra cui insegnanti di scuole medie superiori, studenti universitari, archeologi ed appassionati di vario tipo, accomunati dal medesimo interesse per la storia della cultura e dell’arte antica, di organizzare cicli di lezioni, incontri e visite guidate “col fine di supportare la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico, storico ed artistico, locale e non solo”.
Ma vediamo meglio nel dettaglio il programma del ciclo di incontri del secondo trimestre. Si inizia martedì 14 aprile, alle 21, al centro sociale G.Costa, via Azzo Gardino 48, con Gianni Garzaroli, archeologo dell’università di Bologna, impegnato nella missione “Samaipata” in Bolivia, il quale parlerà proprio de “La roca esculpida di Samaipata (Bolivia)”. Due giorni dopo, giovedì 16, come anticipato, alle 16.30, ma alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, il prof. Paolo Brusasco, docente di Archeologia e Arte del Vicino Oriente Antico all’Università di Genova, affronta un tema di drammatica attualità: “Futuro senza passato: l’estinzione del patrimonio culturale in Siria e Iraq”. Domenica 26 aprile ci si sposta al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto dove, alle 17, dove si ripropone l’intervista impossibile a Vel Kaikna di Giuseppe Mantovani con Marco Mengoli nei panni di Vel Kaikna e Davide Giovannini in quelli dell’intervistatore. L’etrusco Vel Kaikna, membro di un’importante famiglia di Felsina, era probabilmente un ammiraglio o un navarca: lo fa capire la sua stele funeraria, esposta nel museo civico Archeologico di Bologna, su cui si staglia una nave da guerra etrusca. Si potrà conoscere Vel Kaikna proprio grazie all’intervista “Impossibile” scritta da Giuseppe Mantovani e realizzata in collaborazione con il Gruppo Archeologico Bolognese.
Da martedì 5 maggio gli appuntamenti tornano al centro sociale G.Costa dove alle 21ci sarà una serata a disposizione dei soci (relazioni di viaggio, esperienze archeologiche, tutto quanto fa storia), in attesa dell’incontro di martedì 12, sempre al Costa, sempre alle 21, con la prof.ssa Mariangela Vaglio, dottore in Storia Antica alla Sapienza di Roma, giornalista e scrittrice, che – dopo il successo del libro-saggio “Didone, per esempio. Nuove storie dal passato“, biografie non convenzionali dei grandi personaggi – mitici o storici – del mondo greco-romano, a Bologna anticiperà il nuovissimo secondo volume “Socrate, per esempio”, che dovrebbe essere in libreria per la fine di maggio, soffermandosi su “I filosofi presocratici tra divulgazione e fonti antiche”. Martedì 19 maggio, ancora al Costa alle 21, con Valentina Manzelli, archeologa della soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, si avrà la presentazione della mostra “Brixia, Roma e le genti del Po”, prevista a Brescia, al museo di Santa Giulia e area archeologica, dal 9 maggio 2015 al 17 gennaio 2016. Il progetto scientifico della mostra è di Luigi Malnati, già soprintendente per l’Archeologia dell’Emilia Romagna, e Filli Rossi.
Alla fine di maggio l’appuntamento è il 28, un giovedì, alle 21, alla Mediateca di San Lazzaro, in via Caselle 22, a S. Lazzaro, vicino Bologna, per un’altra “Intervista impossibile”, questa volta ad Attilio Regolo, a cura di Umberto Eco. Introduce la serata Erika Vecchietti, assegnista di ricerca al dipartimento di Storia culture e civiltà dell’università di Bologna, con Marco Mengoli nella parte di Attilio Regolo e Davide Giovannini in quella dell’intervistatore. Questo secondo ciclo di “…comunicare l’archeologia…” chiude martedì 9 giugno, alle 21, al Costa, con “Principi etruschi a Cerveteri. Le tombe orientalizzanti in località S. Paolo” illustrati dalla prof.ssa Maria Antonietta Rizzo, docente di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Macerata.
“Didone, per esempio. Nuove storie dal passato”: Mariangela Galatea Vaglio presenta un red carpet grecoromano che diverte, seduce e risplende e ci fa scoprire che “L’impero romano è meglio di Beautiful”
Non è un libro di archeologia. Ma quanto lo trovano interessante gli archeologi! “Didone, per esempio. Nuove storie dal passato” (Edizioni Ultra) di Mariangela Galatea Vaglio è un concentrato di informazioni su alcuni protagonisti – eroi ed eroine – del mito e della storia antica nel mondo classico che l’autrice ha tratteggiato con ritratti-biografie (non autorizzate)-medaglioni vividi e pregni di dettagli che solo chi ha dimestichezza con le fonti antiche (anche quegli autori considerati minori o delle cui opere sono giunti a noi solo frammenti) può permettersi di citare: è un pantheon di personaggi storici e mitologici più vivi (“e talora pure più cialtroni”) dei politici, delle veline e degli opinion maker del nostro tempo; un red carpet grecoromano che diverte, seduce, risplende grazie alla penna di Galatea. Ma attenzione, Vaglio – da rigorosa storica qual è – non scivola mai nella facile interpretazione del mondo antico con gli occhi e i parametri di noi che viviamo nel terzo millennio: il testo riporta fatti e situazioni di altri mondi e di altre culture. Citazioni e riferimenti ai nostri giorni corrono sempre sul filo dell’ironia, mai sono una lettura critica. Anzi in più di un passo l’autrice fa presente che certe situazioni – che cozzano contro il nostro comune sentire – all’epoca erano accettate senza intaccare il comune senso del pudore.

Mariangela Galatea Vaglio, giornalista e insegnante, dottore di ricerca in Storia Antica, blogger (Il nuovo mondo di Galatea)
Tagliente e sintetica, arguta e ironica, ma anche partecipativa e didattica, Mariangela Galatea Vaglio nel suo stile talora dissacrante ma sempre coinvolgente armonizza le sue conoscenze di storica del mondo antico con la sua esperienza didattica di insegnante e quella comunicativa di giornalista, nonché la freschezza e la modernità di blogger (suo il blog Il nuovo mondo di Galatea). “L’impero romano è meglio di Beautiful”, assicura Galatea. Mai affermazione fu più azzeccata. Solo che quanto scrive Mariangela Vaglio non è la sceneggiatura di una soap opera o del gossip per alimentare le chiacchiere estive sotto l’ombrellone. No, qui è tutto vero, tutto documentato, dalla cronaca nera alla cronaca rosa, dagli intrighi di palazzo alle storie di letto. Ecco allora che quando compare la bellissima Elena di Troia, così altera e distaccata, pure antipatica per quanto è amata e agognata, subito si insinua il dubbio che dietro tanta altezzosità si celi una segreta passione per le droghe pesanti. Poi c’è Didone col relativo complesso: Didone bella e intelligente, coraggiosa e impavida, che fine fa? S’innamora del vacuo Enea, che più che un uomo è una iattura, e in quanto tale non può che condurla a una tragica fine. E a seguire tornano in vita Ulisse, il re contadino che stilla fascino e sudore; Calpurnia, la moglie perfetta; Pericle, bello come Obama; Messalina, la Paris Hilton dell’antichità; Temistocle, l’eroe per eccellenza, il vincitore di Salamina che fermò l’incubo persiano, è “il meraviglioso figlio di buona donna”. E se Alessandro Magno fu “Il primo globalizzatore” e Giulio Cesare “l’uomo che si giocò il potere a dadi”, Augusto è ricordato come “l’imperatore in ombra” e la sorella Ottavia “l’ombra di Augusto”; Marco Aurelio “l’imperatore controvoglia”, Aureliano “l’imperatore che venne dal nulla” , Ipazia “la donna che violava le regole”, Onoria “la donna che sussurrava agli Unni”, e tanti altri in un vortice di storie narrate e reinterpretate con humor e leggerezza. Ma perché la storia a scuola non ce l’hanno raccontata così?














































Commenti recenti