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Napoli. Alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti l’incontro internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”: due giorni dedicati al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. Ecco il programma

Il dibattito sul ruolo del patrimonio culturale nello sviluppo socio-culturale, nella qualificazione o riqualificazione del territorio e dell’ambiente sociale ha assunto nel tempo una sempre maggiore importanza nei programmi degli enti per la tutela e la valorizzazione e degli enti di ricerca. Comunicare la cultura materiale costituisce una delle sfide più complesse, rispetto alla quale si sono fatti negli ultimi decenni enormi progressi, con una significativa sensibilizzazione degli addetti ai lavori e grazie alla centralità che il tema ha assunto nell’ambito delle Digital Humanities. Il 14 e 15 ottobre 2026 alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli, in via Mezzocannone 8, si terrà l’Incontro Internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”, dedicato al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. La discussione verterà su casi di studio, esperienze condotte in siti, parchi e musei archeologici, e sulle sperimentazioni sviluppate da enti e gruppi di ricerca, valorizzando la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.

L’avvicinamento del pubblico e delle comunità locali alla cultura materiale dei centri del Mediterraneo antico è essenziale non solo affinché esse possano conoscere e riappropriarsi del proprio passato, ma anche perché possano garantire il loro contributo alla conservazione e alla trasmissione nel tempo di un patrimonio culturale di cui sono custodi. Ciò può avvenire solo attraverso l’attuazione di strategie comuni per la disseminazione e trasmissione delle conoscenze sulla cultura materiale a tutti i livelli. L’incontro di studi si connette al progetto di ricerca SiDiCumaFleg – sistemi digitali per la conoscenza e la valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei in età romana in corso presso il Dipartimento di Studi Umanistici, avente come obiettivo lo sviluppo di un sistema integrato di conoscenze finalizzato alla tutela e alla valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei (Na, Campania) e incentrato su quei manufatti che rappresentano la ricchezza culturale di questo territorio e delle sue comunità tra III sec. a.C. e V sec. d.C. I Campi Flegrei costituiscono dunque il punto di partenza di una riflessione che vuole però coinvolgere studiosi ed esperti di comunicazione impegnati nelle diverse aree del Mediterraneo, per confrontarsi su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale.

La discussione si concentrerà sulle strategie della comunicazione e trasmissione di evidenze materiali spesso difficili da raccontare al grande pubblico, attraverso la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli: alle 10.30, saluti: ANDREA MAZZUCCHI, magnifico rettore dell’università di Napoli “Federico II”; EDOARDO MASSIMILLA, componente interno del Consiglio di Amministrazione dell’università di Napoli “Federico II”; GIANLUCA GIANNINI, direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”; ROSALBA DI MEGLIO, coordinatrice del CdLM in Archeologia del Mediterraneo dell’università di Napoli “Federico II”. Introduzione ai lavori: CARMELA CAPALDI, università di Napoli “Federico II”, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”: “SiDiCuMaFleg. Una risorsa digitale per la cultura materiale dei Campi Flegrei”. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede EMMANUEL BOTTE, Centre Jean Bérard UAR 3133 CNRS-EFR. Alle 11, LUIGINA TOMAY, direzione regionale Musei nazionali della Campania, “Raccontare la cultura materiale ai visitatori dei musei. Qualche esempio dalla rete dei Musei nazionali della Campania”; 11.30, FRANCESCO SIRANO, museo Archeologico nazionale di Napoli, “Comprendere, partecipare, appartenere. Il MANN accessibile”; 12, MARIA RISPOLI, museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, “Dal museo al territorio: governance, partecipazione ed educazione al patrimonio nel Museo Archeologico di Stabia”; 12.30, FRANCESCO MUSCOLINO, musei nazionali di Cagliari, “La Sardegna e il Mediterraneo: strategie di comunicazione e nuovi allestimenti nei Musei Nazionali di Cagliari”; 13, Refreshment break. SEZIONE II — Territorio e parchi archeologici: progetti e orientamenti, presiede RAFFAELLA BONAUDO, musei nazionali di Matera. Alle 14, ASTRID D’EREDITÀ, parco archeologico del Colosseo, “Oltre la vetrina. Raccontare la cultura materiale sui social del Parco Archeologico del Colosseo”; 14.30, TIZIANA D’ANGELO, parchi archeologici di Paestum e Velia, “Che chic l’archeologia. Raccontare le storie del Mediterraneo antico ai Parchi archeologici di Paestum e Velia; 15, MARINA CASO, parco archeologico di Ercolano, “La cultura materiale di Herculaneum nella prospettiva futuristica di Amedeo Maiuri”; 15.30, SIMONE MARINO, parco archeologico di Ercolano, “Il patrimonio culturale dell’antica Ercolano nell’orbita di un ecosistema digitale”; 16, LUCA DI FRANCO, GIANCARLO DI MARTINO, ROSARIA GAROFALO, musei e parchi archeologici di Capri, “La cultura materiale dell’antica Capri tra ricerca e valorizzazione museale”; 16.30, MARCO MIANO, MARTA POLLIO, STEFANIA TUCCINARDI, università di Messina, “La villa di Damecuta, 1937-2027: un secolo di ricerche in un GIS”; 17, MARIA LUISA TARDUGNO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio area metropolitana di Napoli, “I depositi del Rione Terra di Pozzuoli: archeologia nascosta e strategie per comunicare la cultura materiale”.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 9, SARA AIRÒ, STELLA FALZONE, AGNESE LOJACONO, AMBRA MORTELLARO, ALESSANDRA VIVACQUA, museo Archeologico nazionale di Taranto, “Raccontare la cultura materiale. Le strategie di comunicazione delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MarTA”; 9.30, LUANA TONIOLO, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e museo delle Civiltà, “La materia della memoria: oggetti e cultura materiale a Villa Giulia”; 10, LAURA PETACCO, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, “Comunicare il tempo di Roma. Il progetto multimediale L’eredità di Cesare e la conquista del tempo come strategia di valorizzazione dei Fasti Capitolini; 10.30, Coffee break. SEZIONE III – Cultura materiale e archeologia urbana, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 11,  GIULIA BOETTO, Centre Camille Jullian, CNRS, Aix Marseille Université, “Comunicare la cultura marittima: relitti di navi in museo, Italia ed Europa a confronto”; 11.30, GIULIANA BOENZI, DANIELA GIAMPAOLA, STEFANO IAVARONE, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Conoscere, documentare, comunicare il paesaggio urbano costiero di Napoli antica”; 12.15, GIOVANNA BALDASARRE, ANNA CAPARRO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Napoli sottosopra: raccontare l’archeologia al grande pubblico. Il progetto di tutela attiva e comunicazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli”; 12.45, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, “Valentia, la storia di una città romana ricostruita e spiegata attraverso la ceramica”; 13.15, Refreshment break. SEZIONE IV – Studio e comunicazione nell’era del digitale, presiede: LUCA CERCHIAI, università di Salerno. Alle 14.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, “Digital Humanities e ceramica. L’archivio online Corpus Vasorum Hispanorum”; 15, MARIA TERESA D’ALESSIO con ROSY BIANCO, SARA BOSSI, VALERIO BRUNI, Sapienza, Università di Roma, “I paesaggi urbani di Pompei nell’Atlante digitale della città”; 15.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”, ARIANA PÉREZ, Universidad de Cantabria, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, CHRISTOPH BAIER, FRANCESCO FERRARA, Österreichisches Archäologisches Institut, “Lo studio di un grande contesto ceramico a Pompei, Regio VII insula 4”. Presiede ALESSANDRO MANNI, università di Napoli “Federico II”. Alle 16, GLORIA OLCESE, università di Milano, “Comunicare la cultura materiale di Ischia: approcci digitali per l’accessibilità e la valorizzazione dell’area artigianale di Santa Restituta di Lacco Ameno e dei palmenti rupestri dell’isola”; 16.30, MATTEO D’ACUNTO, CHIARA IMPROTA, CRISTIANA MERLUZZO, FRANCESCO NITTI, università di Napoli L’Orientale, MARCO CAPURRO, Scuola Normale Superiore di Pisa, “Dalla ricerca alla comunicazione della cultura materiale: le esperienze dell’Università di Napoli L’Orientale tra Terza Missione e digitalizzazione a Cuma e Pithekoussai”; 17, LUCA CERCHIAI, università di Salerno, Presentazione delle comunicazioni scritte.

Salerno-Fisciano-Caselle in Pittari (Sa). Al via il primo convegno interamente dedicato a “Caselle in Pittari: un insediamento della Lucania antica”: tre giornate di studio, confronto e condivisione dei risultati delle ricerche dell’università di Salerno, con la soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Ecco il programma

Al via il primo convegno interamente dedicato a “Caselle in Pittari: un insediamento della Lucania antica”: il 7, 8 e 9 ottobre 2026 tre giornate di studio, confronto e condivisione dei risultati delle ricerche condotte dall’équipe dell’università di Salerno, in collaborazione con la soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Le indagini condotte dall’università di Salerno a Caselle in Pittari negli ultimi dieci anni hanno portato alla luce un immenso e significativo patrimonio archeologico ed epigrafico che rende questo insediamento lucano di particolare interesse, benché ancora molti siano gli aspetti da chiarire. Pertanto, l’incontro costituisce l’occasione per presentare i risultati delle ricerche condotte nel sito e metterli a confronto con quelli provenienti dalle indagini svolte negli ultimi anni nei siti del basso Tirreno, in particolare quelli che ricadono nel territorio compreso fra le valli del Mingardo e del Lao, nonché con quelli della Lucania interna. Il convegno, dunque, prevede la presentazione dei lavori dei gruppi di ricerca attivi nei diversi centri, con l’obiettivo di riaprire il dibattitto sui temi legati ai sistemi insediativi e, in particolare, ai luoghi di culto e alle pratiche rituali nel mondo italico a cui è dedicata la tavola rotonda. Le sessioni vedranno l’attiva partecipazione di illustri studiosi, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni da tempo impegnati nella tutela e nella valorizzazione di questo importante patrimonio archeologico.

PROGRAMMA 7 OTTOBRE 2026, alle 10, apertura dei lavori a Palazzo Ruggi d’Aragona, in via Tasso a Salerno, sede della soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, con i saluti istituzionali: Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’università di Salerno; Armando Bisogno, direttore del dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale – UniSa; Luigi La Rocca, capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale – MIC; Anna Onesti, soprintendente ABAP Sa-Av; Mauro Menichetti, direttore del laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” – UniSa; Francesco Colace, direttore del Centro ITC per i Beni culturali – UniSa. CASELLE IN PITTARI, IL TERRITORIO: presiede Luigina Tomay. Alle 10.30, Antonia Serritella (UniSa) “Caselle in Pittari, la città ritrovata”; 11, Ettore Valente, Elda Russo Ermolli, Giuseppina Balassone (UniNa), Domenico Guida, Mario Valiante (UniSa) “Aspetti geologici e geomorfologici del sito di Laurelli”; 11.30, pausa caffè; 12, Elio De Magistris (UniSa) “Viabilità e territorio fra le valli del Mingardo e del Bussento”. CASELLE IN PITTARI, GLI SPAZI DELL’INSEDIAMENTO: presiede Anna Onesti. Alle 12.30, Luigi Capozzoli, Gregory De Martino (IMIOT-CNR), Enzo Rizzo (UniFe) “Le indagini geofisiche”; 13, Antonio Serritella, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro (UniSa) “La ricostruzione dell’impianto urbanistico, gli edifici e i contesti”; 13.30, pausa pranzo. CASELLE IN PITTARI, IL SACRO: presiede Marina Cipriani. Alle 14.30, Maria Luigia Rizzo, Chiara Comegna (Unisa), Celestino Grifa (UniSannio) “Il complesso sacro”; 15, Michele Scafuro (UniSa) “I culti e i riti”; 15.30, Paolo Poccetti (Uni Tor Vergata), Luigi Vecchio (UniSa) “Le dediche”; 16, pausa caffè. CASELLE IN PITTARI, IL RESTAURO DIGITALE: presiede Elena Russo. Alle 16.30, Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino, Domenico Santaniello (Unisa) “Valorizzare il patrimonio digitale nell’era digitale: restauro virtuale, ambienti immersivi e nuove forme di fruizione nell’area archeologica di Laurelli”; 17, discussione e presentazione dei poster.

PROGRAMMA 8 OTTOBRE 2026, alle 10, nell’aula Pecoraro dell’università di Salerno, a Fisciano (Sa). IL QUADRO DEGLI INSEDIAMENTI NEL BASSO TIRRENO: presiede e introduce Luca Cerchiai (Unisa). Alle 10, Salvatore De Vincenzo (UniTuscia), Gianluca Soricelli (UniMolise) “Roccagloriosa: nuovi dati dagli scavi sul pianoro sud-est”; 10.30, Helenia Fracchia (università di Alberta, Canada) “Roccagloriosa: il centro fortificato e il suo territorio”; 11, Simona Di Gregorio, Maria Tommasa Granese, Elena Russo (Sabap Sa-Av) “Testimonianze insediative nel golfo di Policastro”; 11.30, pausa caffè; 12, Fabrizio Mollo (UniMe) “Gli insediamenti delle Valli del Noce e del Lao e del sito di Santa Gada di Laino Borgo”; 12.40, Fabrizio Sudano (MarRC), Stefania Mancuso (Libera università di Lingue e comunicazione di Milano) “La polis di Terina tra topografia e organizzazione urbanistica”; 13.10, Paolo Poccetti (Uni Tor Vergata) “Un quadro dei rinvenimenti epigrafici in Lucania”; 13.40, pausa pranzo; 14.30, discussione finale: coordina Angela Pontrandolfo (emerito Unisa); ne discutono Luca Cerchiai, Emanuele Greco, Adriano La Regina, Giovanni Mastronuzzi, Massimo Osanna, Paolo Poccetti, Carlo Rescigno e Luigi Vecchio.

PROGRAMMA 9 OTTOBRE 2026, giornata conclusiva a Caselle in Pittari, nella Sala Consiliare del Comune. Alle 11, saluti istituzionali: Giampiero Nuzzo, sindaco di Caselle in Pittari; Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’università di Salerno; Anna Onesti, soprintendente ABAP Sa-Av; Giuseppe Coccorullo, presidente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; Giuseppe Tuozzo, presidente BCC Magna Grecia; Mauro Menichetti, direttore del laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” – UniSa; Francesco Colace, direttore del Centro ITC per i Beni culturali – UniSa. TAVOLA ROTONDA “Un progetto di valorizzazione per l’area archeologica di Laurelli”: coordina Anna Onesti; intervengono: Roberto Cavaliere, Giuseppe Coccorullo, Francesco Colace, Domenico Guida, Elena Russo, Antonio Pellegrino, Gianluca Ragone, Jepis Rivello, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro, Antonia Serritella, Michele Speranza, Giuseppe Tuozzo, Ottavia Voza. Alle 13, pranzo con prodotti tipici del luogo; 14.30, visita all’area archeologica; 17, partenza per Salerno.

Napoli. Al via al museo Archeologico nazionale “Incontri di Archeologia”, in presenza e in streaming, su progetti di ricerca, nuovi allestimenti, koinè culturale del territorio: apre il direttore Sirano che racconta “I preziosi arredi lignei dalla Villa dei Papiri”. Ecco il programma della XXXI edizione

I progetti di ricerca, i nuovi allestimenti, la koinè culturale del territorio: sono questi i temi su cui si sviluppa la trentunesima edizione degli “Incontri di Archeologia”, al via al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 30 ottobre 2025 (in auditorium alle 17 e in diretta streaming e in differita sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del MANN) con ben 22 appuntamenti in programma fino al 28 maggio 2026. Gli Incontri di Archeologia sono progettati e organizzati da Giovanni Vastano (responsabile Servizi Educativi del Mann) con Annamaria Di Noia, Elisa Napolitano e Angela Rita Vocciante. Ingresso libero e gratuito sino a esaurimento posti. “Gli Incontri di Archeologia rappresentano un caposaldo del palinsesto culturale del nostro Museo, una preziosa agorà per appassionati di arte antica e non solo: con un format ben riconoscibile dal pubblico, tra divulgazione e dibattito, ogni conferenza si configura come narrazione originale offerta alla condivisione del pubblico. I sentieri scientifici multidisciplinari, aperti dagli Incontri, mostrano quanto l’archeologia sia una disciplina non solo al passo con il presente, ma soprattutto protesa verso il futuro”, commenta il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano.

Gamba di tripode in legno modanato con impiallacciatura in avorio dalla Villa dei Papiri: parte superiore della gamba decorata con scena di Amorino abbigliato come Attis che raccoglie pigne presso un pino (foto luigi spina / archivio mann)

Pavimento in opus sectile dalla Villa dei Papiri (foto mann)

Come da tradizione, è la conferenza del direttore a inaugurare gli Incontri di Archeologia: per avviare l’edizione 2025/2026, Francesco Sirano ha scelto di raccontare “I preziosi arredi lignei dalla Villa dei Papiri”, ricostruendone le caratteristiche e il contesto. In previsione del nuovo allestimento della Sezione, altri due incontri saranno dedicati alla Villa dei Papiri: in prospettiva museografica, ne parleranno Marialucia Giacco e Marco Magni (giovedì 18 dicembre 2025), mentre Floriana Miele, Stella Pisapia e Grete Stefani si soffermeranno sui pavimenti, capaci di svelare le tante storie legate alla Villa (16 aprile 2026).

Allestimento della sezione “Domus. Gli arredi di Pompei” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino / mann)

Il Mann che arricchisce la propria offerta culturale, tra nuovi progetti espositivi, permanenti e temporanei: sarà questo il fil rouge delle conferenze di Andrea Milanese e Ruggero Ferrajoli, che illustreranno il progetto scientifico del nuovo allestimento degli arredi di Pompei (6 novembre 2025); ancora Raffaella Bosso e Bianca De Divitiis (11 dicembre 2025) seguiranno la lunga scia culturale tracciata dalla Sirena Parthenope, protagonista della mostra in programma al Mann;

Mani conservate nei depositi seminterrati del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Amanda Piezzo ed Emanuela Santaniello evocheranno suggestive “memorie dal sottosuolo” emerse nel corso dei lavori negli ambienti seminterrati (26 gennaio 2026); anche in relazione alla prossima apertura della sezione numismatica, Massimiliano Clemenza, Stefano Nisi ed Emanuela Spagnoli presenteranno uno studio archeometrico sugli argenti dei denari di Ercolano e sul piombo dei sigilli medievali (26 febbraio 2026); infine, Amanda Piezzo, Mariateresa Operetto e Manuela Valentini ripercorreranno con il pubblico le fasi del complesso restauro e del nuovo allestimento del Mosaico di Alessandro (28 maggio 2026). Non solo grandi esposizioni archeologiche, ma anche percorsi che presentano al pubblico itinerari scientifici meno noti: Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli e Domenico Pino parleranno delle collezioni grafiche e fotografiche del Mann, i cui documenti hanno permesso di ricostruire la fortuna delle città vesuviane sin dalle prima campagne di scavo nel cuore del XVIII secolo (19 febbraio 2026).

Antefissa a testa femminile di tipo dedalico dal Santuario della dea Marica a Minturno (foto mann)

Come ogni anno, un incontro è incentrato sul patrimonio della Biblioteca del Mann: ne parlerà Vittoria Minniti, con un focus sulla storia della famiglia Carafa di Maddaloni (12 marzo 2026). Tante le conferenze riservate ai progetti di ricerca che partono dal ricco patrimonio archeologico della Campania: Giovanni Di Brino e Carlo Rescigno parleranno del museo Archeologico “George Vallet” di Piano di Sorrento (5 febbraio 2026); Carlo Rescigno illustrerà i nuovi studi che legano Cuma e Crotone (9 aprile 2026); nella lettura di Rita Cioffi, il santuario alla foce del Garigliano si configurerà come occasione per riscoprire il trait d’union tra Minturno e il Mann, all’ombra della dea Marica (5 marzo 2026); il santuario della dea Iside a Benevento sarà raccontato da Rosanna Pirelli, partendo dalle ricerche di Champollion sino agli studi più recenti (26 marzo 2026); ancora, la storia della più antica colonia romana della Campania, Calvi Risorta, sarà ripercorsa da Luana Toniolo per descrivere il progetto del nuovo museo di Cales (7 maggio 2026); una nuova carta archeologica per scoprire l’isola di Capri sarà illustrata da Luca Di Franco, Cecilia Giorgi e Maria Rosaria Perrella; infine,  Paolo Baronio, Carmela Capaldi, Luca Cerchiai, Giulia Morpurgo, Carlo Rescigno e Antonella Tomeo parleranno dei nuovi percorsi espositivi per valorizzare il museo di Santa Maria Capua Vetere (21 maggio 2026).

Collezione Santangelo: didrammo della zecca di Parthenope con il tipo della Sirena sul retro (foto mann)

Non mancheranno, infine, gli appuntamenti dedicati a uno specifico tema di ricerca: la classica incursione teatrale di Giovanni Greco, con una performance sul celebre incontro fra il mito di Medea e la scrittura di Pier Paolo Pasolini (20 novembre 2025); per ricordare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il focus di Mariarosaria Barbera e Paola Miniero su quanto il fenomeno fosse radicato nell’antichità; l’influsso della cultura napoletana in Jean-François Champollion grazie alla ricostruzione di Rita di Maria (4 dicembre 2025); la nuova declinazione di archeologia musicale nella lettura di Alessandra D’Eugenio (15 gennaio 2026); il mito nelle monete dell’antica Neapolis con Renata Cantilena (22 gennaio 2026).

Pompei. All’auditorium, in presenza e on line, la conferenza internazionale “Il Trionfo del Tiaso: Dioniso in Italia”: due giorni di interventi per esplorare la figura e il culto di Dioniso (Bacco) nel contesto italiano e mediterraneo, partendo dal recente ritrovamento della “Stanza del Tiaso”

Il 30 e il 31 ottobre 2025 il parco archeologico di Pompei ospita all’Auditorium la conferenza internazionale “Il Trionfo del Tiaso: Dioniso in Italia”, organizzata in collaborazione con il ministero della Cultura e l’università Paris Cité, che si propone di esplorare in profondità la figura e il culto di Dioniso (Bacco) nel contesto italiano e mediterraneo, partendo dal ritrovamento della “Stanza del Tiaso” nei recenti scavi. La conferenza si articola su due giornate ricche di interventi e dibattiti, con la partecipazione di eminenti studiosi provenienti da istituzioni accademiche italiane e internazionali. Ingresso libero su prenotazione fino ad esaurimento posti. Per iscrizioni: iscrizioni@epcongressi.it. La diretta del convegno “Il trionfo del Tiaso: Dioniso in Italia” sarà sul canale YouTube https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc/streams. La giornata inaugurale di giovedì 30 ottobre 2025 sarà dedicata ai saluti istituzionali e a una serie di interventi che esploreranno la figura di Dioniso da differenti prospettive, analizzandone la diffusione del culto e il suo rapporto con il mondo femminile. La seconda giornata di venerdì 31 ottobre 2025 invece sarà dedicata all’esplorazione dell’immagine del dionisiaco e ai festeggiamenti in onore del dio dal punto di vista dell’iconografia, dell’archeologia, dell’epigrafia, al fine di tracciarne un quadro interdisciplinare. Un’occasione per studiosi e appassionati di archeologia classica e storia delle religioni per approfondire la complessa e affascinante figura di Dioniso nel contesto culturale e artistico dell’antica Italia. L’ingresso è libero su prenotazione.

PROGRAMMA 30 OTTOBRE 2025. Alle 9.30, saluti istituzionali; 9.40, Gabriel Zuchtriegel, Alessandro Russo, Giuseppe Scarpati (parco archeologico di Pompei): “La casa del Tiaso: alla ricerca di Dioniso”; 10.40, Coffee break. Dioniso e il mondo femminile Alle 11.20, Luca Cerchiai (università di Salerno): “Dioniso e l’universo delle donne: percorsi iconografici tra mondo etrusco e italico”; 12, Julietta Steinhauer (University College London): “Always present, never there. Women in the cult of Dionysus: a re-assessment”; 12.40, Ria Berg (Institutum Romanum Finlandiae): “Sese tortis serpentibus incingebant – adornarsi come una menade”; 13.20, Lunch break. Dioniso per totam Italiam Alle 14.20, Daniele Miano (Universitetet i Oslo): “Roman Liber in the Italic context (c.500-200BCE)”; 15, Chiara Pizzirani (università di Bologna): “Dionysos / Fufluns in Etruria”; 15.40, Beatrice Lietz (università di Ginevra): “Una statua di Aristeo nel tempio di Liber” (Cicerone, Verrine, 2.4.128): tradurre Dioniso nella Siracusa repubblicana”; 16.20, Francesco Massa (università di Torino): “I misteri di Dioniso: problemi di definizione e di metodo”; 17, visita agli scavi.

PROGRAMMA 31 OTTOBRE 2025. L’immagine del dionisiaco Alle 9, Marin Mauger (École française de Rome): “L’image dionysiaque dans les cultes domestiques en Italie”; 9.40, Federica Giacobello (università di Milano): “Sotto la protezione di Dioniso. Il culto del dio nelle case pompeiane”; 10.20, Stéphanie Wyler (université Paris Cité): “Il tiaso nella casa. Echos et jeux d’échelle dans les décors dionysiaques pompéiens”; 11, Coffee break; 11.40, Christophe Vendries (Université Rennes 2): “Les musiciens acteurs de la transe dionysiaque. La circulation des images et la construction d’un imaginaire musical”. Festeggiare con Dioniso Alle 12.20, Mauro Menichetti (università di Salerno): “Il banchetto degli dèi. Augusto “Apollo” e Marco Antonio “nuovo Dioniso”; 13, Valerie Huet (Centre Jean Bérard): “Animali sacrificati a Dioniso e animali sventrati: a proposito dei rilievi a Roma e in Italia”; 13.40, Maria Chiara Scappaticcio (università di Napoli “Federico II”): “Spezzatini e iniziazioni: il cinghiale squartato e la ‘chiave-bacchica’ della Cena Trimalchionis”; 14.20, Lunch break

Firenze. All’auditorium Paolucci (Gallerie degli Uffizi) la conferenza “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” con Luca Cerchiai (università di Salerno), dodicesimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”

Mercoledì 17 settembre 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, la conferenza “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” con Luca Cerchiai (università di Salerno), dodicesimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, 15 incontri dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 con alcuni tra i massimi esperti del settore a ingresso gratuito. Nel ciclo vengono affrontate le principali novità della storia e dell’archeologia degli Etruschi. Dal dibattutissimo problema delle origini, a quello altrettanto caldo della loro lingua, a quelli delle città e della loro organizzazione interna, dei luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), dei culti e della religione, delle manifestazioni artistiche, della struttura politica e delle cariche magistratuali, della loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, del loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, dei rapporti e delle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e della loro fine nell’impatto con la Roma.

Firenze. Etruschi protagonisti agli Uffizi con la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche nuove scoperte nuove storie”, 15 incontri di approfondimento il mercoledì da giugno a ottobre. Apre Sassatelli con “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”. Ecco tutto il programma

Mercoledì 11 giugno 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze con la conferenza “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”, Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, apre la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”. A 40 anni dall’“Anno degli Etruschi”, il 1985, iniziativa della Regione Toscana alla quale hanno partecipato Università, Soprintendenze, Musei e, con un ruolo di coordinamento culturale, anche l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, con importanti mostre a Firenze, Arezzo, Siena, Volterra, Orbetello Cortona e Perugia nelle quali furono presentati e illustrati al pubblico monumenti e materiali degli Etruschi e della loro civiltà, sono moltissime le novità dovute a scavi e ricerche. Ecco dunque “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, rassegna di 15 incontri di approfondimento, con al centro gli Etruschi, i loro misteri, le loro origini e la loro storia, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi e dall’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici con sede a Firenze in collaborazione con la Regione Toscana. Le conferenze, ospitate nell’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi, si svolgeranno di mercoledì dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 (con inizio alle 17). A parlare saranno docenti universitari, specialisti ed esperti della misteriosa civiltà mediterranea. La partecipazione sarà a ingresso libero.

L’obiettivo del ciclo di incontri agli Uffizi è affrontare in modo organico e coerente tutte le principali novità sui più rilevanti aspetti della storia e dell’archeologia degli Etruschi, per offrire al pubblico interessato un quadro completo e aggiornato su questa civiltà, affrontandone e illustrandone i temi di maggiore importanza. Dal dibattutissimo problema delle origini, si passerà a quello altrettanto caldo della lingua, a quello delle città e della loro organizzazione interna, ai luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), ai culti e alla religione, alle manifestazioni artistiche (scultura, pittura, bronzistica), alla struttura politica e alle cariche magistratuali, alla loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, con una ampiezza maggiore rispetto a quanto solitamente si credeva, al loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, ai rapporti e alle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e alla loro fine nell’impatto con Roma.

CALENDARIO CONFERENZE, il mercoledì alle 17, all’auditorium Paolucci, piazzale degli Uffizi 6, a Firenze: 11 giugno, “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche” (Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici); 18 giugno, “La lingua: dal “mistero” alla conoscenza: nuovi testi, nuove letture” (Enrico Benelli, università di Roma Tre); 25 giugno, “L’architettura: Case e palazzi” (Simonetta Stopponi, università di Perugia); 2 luglio, “L’architettura: Le tombe” (Alessandro Naso, università di Napoli Federico II); 9 luglio, “Politica e istituzioni: i magistrati e le città” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 16 luglio, “La pittura: nuovi documenti e nuove interpretazioni” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 23 luglio, “La religione: santuari, divinità e culti” (Laura Michetti, università di Roma La Sapienza); 30 luglio, “Le arti: botteghe “locali” e artigiani “venuti da fuori” (Stefano Bruni, università di Ferrara); 6 agosto, “…Ancora sull’origine degli Etruschi” (Vincenzo Bellelli, direttore parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia); 3 settembre, “Gli Etruschi e il Mediterraneo orientale” (Maurizio Sannibale, Musei Vaticani); 10 settembre, “Etruschi e Greci” (Maurizio Harari, università di Pavia); 17 settembre, “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” (Luca Cerchiai, università di Salerno); 24 settembre, “Etruschi e Italici” (Gianluca Tagliamonte, università di Lecce); 1° ottobre, “Gli Etruschi nella valle del Po” (Elisabetta Govi, università di Bologna); 8 ottobre, “La fine degli Etruschi” (Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena).

San Marzano del Sarno (Sa). In sala consiliare la “Le necropoli di San Marzano del Sarno tra Età del Ferro e Orientalizzante” con Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino del ciclo di incontri promossi dal Comune con l’associazione internazionale Amici di Pompei

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Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino

Venerdì 24 gennaio 2025, alle 18, nell’aula consiliare di San Marzano sul Sarno (Sa), in piazza Umberto I 2, la conferenza “Le necropoli di San Marzano del Sarno tra Età del Ferro e Orientalizzante” con Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino, secondo incontro del ciclo di conferenze, voluto dal Comune di San Marzano sul Sarno (Sa), con la collaborazione dell’associazione Internazionale Amici di Pompei ETS, per approfondire la storia e l’archeologia della valle del Sarno e, in particolare, del territorio di San Marzano. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di San Marzano sul Sarno Andrea Annunziata, introduce il professore Luca Cerchiai dell’università di Salerno.

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Carretto miniaturistico in bronzo (seconda metà del IX secolo a.C.) proveniente dalla tomba 232, maschile di alto rango, rinvenuta a San Marzano sul Sarno (Sa) conservato al museo della Valle del Sarno (foto drm-cam)

L’importanza dell’archeologia della Valle del Sarno, tra Età del Ferro e Orientalizzante, è stata messa in luce da Patrizia Gastaldi in una serie di contributi degli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, che hanno sistematizzato interventi di scavo archeologico effettuati nei territori di San Marzano e San Valentino Torio nel decennio precedente. Da questi si comprende l’assetto dei territori interni della piana campana, in un momento storico particolarmente critico durante il quale le spinte da Nord degli Etruschi e l’insediamento dei Greci lungo le coste imponevano una ristrutturazione complessiva delle dinamiche di relazione tra le differenti componenti. Dopo la sistemazione della documentazione archeologica, elaborata nel 2001 da Marisa De Spagnolis, sono mancati studi organici che tenessero conto dell’aumento delle conoscenze derivante dalle indagini archeologiche che, benché limitate a interventi di piccole dimensioni, hanno continuato ad essere condotte nel territorio. L’incremento delle attività edilizie in relazione con le successive fasi di approvazione dei piani urbanistici dei due comuni negli ultimi anni hanno portato alla luce nuovi contesti archeologici che contribuiscono a chiarire e arricchire il quadro il quadro già delineato da Patrizia Gastaldi per l’ideologia funeraria di queste comunità.

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Una delle sale al primo piano del museo delal Valle del Sarno, in cui sono esposti e ricostruiti i corredi tombali delle necropoli Valle del Sarno (foto drm-cam)

La relazione di Raffaella Bonaudo proverà a mettere a fuoco quanto è stato possibile recuperare grazie ai nuovi interventi di scavo in termini di quantità della documentazione, chiarendo la distribuzione delle evidenze, laddove possibile per fasi cronologiche, e in termini di qualità delle attestazioni rispetto a produzioni e tipologie. Nel corso dell’intervento, una parte sarà dedicata anche alle modalità con cui la Soprintendenza effettua la propria tutela su questi territori, in attesa di acquisire nuovi elementi dal prossimo restauro dei materiali.

Baia (Na). Al Castello aragonese, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei, presentazione del libro “Toccare Terra – Approdi e Conoscenze”, atti del primo convegno di archeologie flegree

baia_castello_libro-toccare-terra-approdi-e-conoscenze_presentazione_locandinaAppuntamento il 24 aprile 2024, alle 10.30, nella sala conferenze del Castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei, per la presentazione del libro “Toccare Terra – Approdi e Conoscenze”. Atti del primo convegno di archeologie flegree. Tappa conclusiva del lungo e stimolante percorso del progetto “Terra” promosso all’interno del POC della Regione Campania. Intervengono il prof. Massimo Osanna (direttore generale Musei) e al prof. Luca Cerchiai (università di Salerno).

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Copertina del libro “Toccare Terra. Approdi e Conoscenza”

“Toccare Terra. Approdi e Conoscenze” è la pubblicazione degli atti di un convegno svoltosi al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel dicembre 2021, tappa conclusiva di un progetto che ha condotto il parco archeologico dei Campi Flegrei a interrogarsi sul concetto di terra. Il convegno nasce dall’esigenza di creare un’opportunità, all’interno della cornice di una istituzione giovane, per rappresentare la complessità della ricerca archeologica condotta negli ultimi decenni nel territorio flegreo. L’incontro di studi ha avuto come primo obiettivo quello di restituire la vivacità del dibattito e la varietà degli attori e per consolidare il ruolo del Parco come vettore di trasmissione tra i protagonisti nella produzione degli studi e le comunità di potenziali interessati. L’approdo (dell’archeologia sul campo) diventa conoscenza, si confronta e si specchia negli approdi che hanno segnato le principali tappe della presenza umana nella terra flegrea, definendo contatti, a volte generando conflitti, plasmando nuovi paesaggi e modi di interpretare il reale.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del catalogo della mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo” a cura di Paola Desantis, Elisabetta Govi, Valentino Nizzo, Giuseppe Sassatelli, Tiziano Trocchi

roma_villa-giulia_mostra-Spina etrusca a Villa Giulia-Un grande porto nel Mediterraneo_catalogo_presentazione_locandinaCi siamo. A meno di 20 giorni dalla chiusura della mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo” arriva il catalogo a cura di Paola Desantis, Elisabetta Govi, Valentino Nizzo, Giuseppe Sassatelli, Tiziano Trocchi (ARA, edizioni 2023). La mostra a Villa Giulia è la terza e ultima tappa delle celebrazioni per il centenario della scoperta di Spina e si concluderà il 7 aprile 2024. La presentazione del catalogo sarà un evento partecipato di coinvolgimento del pubblico e di ringraziamento per tutti coloro che a vario titolo hanno preso parte alla realizzazione di questo grande progetto. Appuntamento mercoledì 20 marzo 2024, alle 17.30, in sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Dopo i saluti istituzionali di Vincenzo Bellelli, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, introduce Giuseppe Sassatelli, istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Presenta Luca Cerchiai, università di Salerno Saranno presenti i curatori. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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Giuseppe Sassatelli, archeologo

Giuseppe Sassatelli è presidente dell’Istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici e professore emerito di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Bologna. La sua ricerca è stata dedicata principalmente all’Etruria padana in tutte le sue manifestazioni, dall’urbanistica alla scrittura, toccando la produzione artigianale e artistica e i rapporti culturali e commerciali con i popoli confinanti. Gran parte della sua attività scientifica è stata dedicata inoltre al tema della diffusione della scrittura in area padana e in Italia settentrionale, specie nelle sue fasi iniziali, ai risvolti di questo fenomeno sul piano storico, sociale e culturale, alla sua diffusione, per il tramite degli Etruschi, verso le altre popolazioni dell’Italia settentrionale. È membro di diversi comitati scientifici di riviste nazionali e internazionali. È autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche su Riviste e Volumi molto qualificati del settore.

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Luca Cerchiai, archeologo

Luca Cerchiai è stato Ispettore archeologo nella soprintendenza di Salerno Avellino e Benevento, e direttore del museo Archeologico nazionale di Pontecagnano. Dal 1992 è professore di Etruscologia e Archeologia Italica all’università di Salerno, quindi preside della facoltà di Lettere e Filosofia, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Salerno e infine direttore del dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale. Dal 1990 è membro dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici, in cui dal 2018 fa parte del Consiglio Direttivo. È autore di oltre 180 pubblicazioni: i principali campi di ricerca riguardano l’archeologia della Campania preromana e delle popolazioni indigene della Magna Grecia, la fenomenologia della città etrusca, l’iconografia etrusca, con particolare riguardo alla pittura tombale.

Napoli. A Palazzo Corigliano presentazione del libro “Napoli prima di Napoli. Mito e fondazioni della città di Partenope” (Salerno editrice) di Daniela Giampaola ed Emanuele Greco

napoli_palazzo-corigliano_libro-napoli-prima-di-napoli_presentazione_locandinaMartedì 18 aprile 2023, alle 11, nella Sala conferenze di Palazzo Corigliano, in piazza San Domenico Maggiore, verrà presentato il libro “Napoli prima di Napoli. Mito e fondazioni della città di Partenope” (Salerno editrice) di Daniela Giampaola ed Emanuele Greco, per iniziativa di Or.Sa. la Scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Salerno e dell’università di Napoli L’Orientale. Dopo i saluti istituzionali di Andrea Manzo, direttore del Daam – università di Napoli L’Orientale; Luca Cerchiai, direttore del Dispac – università di Salerno; e di Anna Filigenzi, vicedirettrice di Or.Sa.; introducono i lavori Fausto Longo, direttore di Or.Sa.; e Matteo D’Acunto, università di Napoli L’Orientale. Presentano il libro Bruno D’Agostino, università di Napoli L’Orientale; e Stefano De Caro, già direttore generale Iccrom.

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Copertina del libro “Napoli prima di Napoli. Mito e fondazioni della città di Partenope” (Salerno editrice) di Daniela Giampaola ed Emanuele Greco

Napoli prima di Napoli. Mito e fondazioni della città di Partenope. Napoli, la città che secondo il mito era sorta lì dove una sirena si era lasciata morire, conserva, nel nome, il mistero di una doppia fondazione: Neapolis è, infatti, la città nuova, che succede a Parthenope, il più antico insediamento di origine cumana. Napoli, dunque, è la città che ricomincia, che rinasce, rispetto a un’altra Napoli che l’aveva preceduta. Ma come avviene tale rifondazione e perché? Per molti anni la ricostruzione storica delle vicende che da Parthenope portarono a Neapolis è stata fissata combinando fonti letterarie ed archeologiche dalle quali si ricavava una data di fondazione immediatamente successiva alla battaglia navale di Cuma del 474 a.C. Oggi il quadro di riferimento è mutato per effetto dei grandi scavi, successivi al terremoto del 1980 e a quelli per la metropolitana, che hanno portato alla luce straordinarie scoperte. Questo libro non si limita a definire la cronologia della Città, ma illustra le trasformazioni urbanistiche ed architettoniche che interessarono il nucleo originario, permettendoci di riscriverne profondamente la storia fino all’età romana, epoca a cui rimanda, ad esempio, la spettacolare scoperta del santuario dei Giochi Isolimpici. I Sebastà, famosi in tutto il Mediterraneo, furono istituiti nel 2 a.C. in onore dell’imperatore Augusto, ammiratore della cultura greca che Neapolis conservava come nessuna altra città dell’Italia antica. Questo lascito greco è tuttora visibile nell’impianto della città, la cui antichissima fondazione il proprio nome racconta.

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L’archeologo Emanuele Greco

Emanuele Greco, già professore ordinario di Archeologia classica nell’università di Napoli L’Orientale, è stato direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene. È autore di circa 300 pubblicazioni, tra cui Storia dell’urbanistica. Il mondo greco (Roma-Bari 1983), Archeologia della Magna Grecia (Roma-Bari 1992) e Ippodamo di Mileto. Immaginario sociale e pianificazione urbana nella Grecia classica (Paestum 2018).

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L’archeologa Daniela Giampaola

Daniela Giampaola è stata funzionario nei ruoli del ministero della Cultura, con responsabilità della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico del centro storico di Napoli. È autrice di numerose pubblicazioni dedicate all’archeologia della città di Napoli.