Torino. Al museo Egizio presentazione del libro “Faraoni e Fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” di Divina Centore (edito da Il Mulino): un viaggio alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antico Egitto
Martedì 30 settembre 2025, alle 18.30 appuntamento in sala conferenze del museo Egizio di Torino, con accesso da via Maria Vittoria 3M, per la presentazione del libro “Faraoni e Fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” di Divina Centore (edito da Il Mulino) alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antico Egitto. Un viaggio tra natura, mito e storia che sorprende e incanta. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/faraoni-e-fiori-la…. L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Copertina del libro “Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” di Divina Centore
Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto. Tebe, 1350 a.C. Sotto il sole ardente, brilla una gemma nascosta: il giardino di Nebamun, alto funzionario del tempio di Amon. Qui palme da dattero, fichi, alberi di persea, ninfee e papiri riflettono il potere e la ricchezza del proprietario. Oasi simili si trovano dentro templi e altri contesti sacri, come anche in residenze private. Quello dei suoi splendidi giardini è un aspetto poco conosciuto della civiltà egizia, eppure resti archeobotanici, testi antichi e pitture sfidano l’immagine di un paese quale terra arida e desertica e ci mostrano come gli egizi sapessero creare giardini e orti incantevoli che oltre a fornire cibo, materie prime e medicine, avevano profondi significati simbolici e tramandavano storie meravigliose.
Divina Centore è egittologa e, dal 2018, lavora al museo Egizio nel dipartimento “Interpretazione, Accessibilità e Condivisione” dove si occupa di interpretazione museale e del coordinamento editoriale per le pubblicazioni divulgative e scientifiche. Nel 2022 ha curato l’allestimento di “Cortile Aperto: Flora dell’antico Egitto” e nel 2024 “Giardini Egizi: l’orto e il giardino funerario”. Collabora alla Rivista Scientifica del Museo (RiME) e cura gli atti dei convegni.
Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Senza veli. Ricordi dell’archeologo che scoprì Ebla” di Paolo Matthiae (Il Mulino)

Copertina del libro “Senza veli. Ricordi dell’archeologo che scoprì Ebla” di Paolo Matthiae (Il Mulino)
È uscito il libro di Paolo Matthiae “Senza veli. Ricordi dell’archeologo che scoprì Ebla” (Il Mulino). “Nella notte avanzata, stanco e felice di trovarmi finalmente in terra siriana sotto un cielo splendente di stelle, varcato l’allora desolato posto di frontiera di Bab el-Hawa, la Porta del Vento, nell’improvvisa frescura delle notti del clima predesertico osservavo tra le ombre fuggevoli distese sempre più fitte di ulivi e pistacchi”. Il nome di Paolo Matthiae è indissolubilmente legato all’epocale missione archeologica che ha condotto alla scoperta di Ebla, in Siria, grazie a una serie di campagne ininterrotte da lui dirette tra il 1964 e il 2010. Con lo sguardo rivolto al passato, il grande archeologo dipana adesso senza reticenze il filo dei ricordi per raccontare un’esperienza di vita e di ricerca senza precedenti, tra imprese straordinarie e aspre difficoltà, delusioni imprevedibili e alti riconoscimenti. Sono memorie che trasudano le vibranti emozioni connesse ai ritrovamenti rievocati, il dolente rammarico per le tensioni accademiche e politiche collegate alle scoperte e il coraggio con cui lo studioso ha saputo affrontare e superare i problemi insorti in regioni segnate da conflitti senza fine.

Paolo Matthiae a Ebla, nella sede della missione archeologica italiana, nel 1997 (foto graziano tavan)
Paolo Matthiae ha insegnato Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’università di Roma La Sapienza, dove è stato preside della facoltà di Scienze umanistiche e pro-rettore. Ha intrapreso gli scavi di Ebla fin dal 1963. È accademico dei Lincei, di Francia, d’Austria, e di Svezia. Tra le sue pubblicazioni recenti: Ebla. Un impero ritrovato. Dai primi scavi alle ultime scoperte (1977, 1989, 1995), Ebla, la città rivelata (1995), L’arte degli Assiri. Cultura e forma del rilievo storico (1996), La storia dell’arte dell’Oriente antico (3 voll., 1996-2000), Ninive. Capitale degli Assiri (1998), Prima lezione di archeologia orientale (2005), Gli Archivi Reali di Ebla (2008), Ebla. La città del trono. Archeologia e storia (2010), Distruzioni, saccheggi e rinascite. Gli attacchi al patrimonio artistico dall’antichità all’Isis (2015), Dalla terra alla storia. Scoperte leggendarie di archeologia orientale (2018), I volti del potere. Alle origini del ritratto nell’arte dell’Oriente antico (2020) e La Siria antica. Arte e architettura (2024).
Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” di Tommaso Braccini (Il Mulino)

Copertina del libro “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” di Tommaso Braccini (Il Mulino)
È uscito il libro di Tommaso Braccini “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” (Il Mulino). Un ariete che, prima di finire tra le costellazioni, lascia sulla terra il suo vello d’oro, un condottiero allevato da un centauro e non sempre all’altezza del suo compito, una ragazzina sognante che si trasforma in strega rabbiosa, e poi un viaggio infinito per acque perigliose. Quali altri ingredienti potrebbero mancare per ordire la trama della nostra umanità? Il viaggio degli Argonauti è l’archetipo di tutti i viaggi, una inesauribile fonte di rivelazioni, suggestioni e rimandi che riserveranno più di una sorpresa. Unifica il mondo antico e ne prefigura il futuro; è la storia del primo contatto tra Oriente e Occidente, la testimonianza della reciproca conoscenza e il formarsi di un dialogo possibile. Ripercorrendo le rotte della nave Argo e dei suoi intrepidi marinai, Tommaso Braccini ricostruisce la geografia e l’etnografia mitica del cuore dell’Europa, del Mediterraneo e delle sue sponde, e dell’Oceano illimitato.

Tommaso Braccini, ellenista (università di Siena)
Tommaso Braccini (Pistoia, 1977) si è laureato in Letteratura greca (Firenze, 2002), ha conseguito il dottorato di ricerca in Antropologia del Mondo antico (Siena, 2006), e dopo essere stato ricercatore di Filologia classica (2011-2016) e professore associato di Lingua e letteratura neogreca (2016-2019) all’università di Torino, e professore associato di Filologia classica all’università di Siena (2019-2024), dal 2024 è professore ordinario di Filologia greca e latina all’università di Siena.
Torino. Al museo Egizio per “Dialoghi di Archeologia” Daniela Frangipane dialoga con il direttore Christian Greco e Andrea Augenti sul loro libro “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’Archeologia” (Il Mulino). In presenza e on line
Al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con la serie di incontri “Dialoghi di Archeologia”. Giovedì 28 marzo 2024, alle 18, l’autrice Daniela Frangipane dialogherà con Andrea Augenti e Christian Greco sul suo libro “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’Archeologia”, edito da Il Mulino. L’evento si tiene nella sala Conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/marcella-frangipane-un…. L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Frammenti di vita quotidiana, tracce di rituali religiosi, di attività economiche e di relazioni tra persone e con l’ambiente: gli oggetti portano il segno di quanto avvenuto nel tempo in cui furono creati e delle loro funzioni all’interno della comunità. Come schegge di uno specchio ci restituiscono l’immagine di quello che siamo stati e ci aiutano a dar forma al passato. Per riannodare i fili di questi mondi lontani e poco riconoscibili è necessario un lavoro lungo anni. Oltre quaranta sono quelli che Marcella Frangipane ha trascorso sul sito di Arslantepe in Anatolia, dove sorge il palazzo pubblico più antico del mondo: un viaggio nel tempo – che risale al V millennio a.C. e oltre – e nello spazio – esteso a tutto il territorio della Mezzaluna fertile – alla scoperta delle prime civiltà umane e di quei fenomeni politici e sociali che ancora regolano le nostre vite. Dieci lezioni dall’archeologia dei tempi più antichi per capire come siamo arrivati fin qui e come potrebbe essere il nostro domani.
Bologna. Per “Stasera parlo io all’Archiginnasio” alla storica biblioteca Fabio Isman presenta il suo nuovo libro “La Roma che non sai. Viaggio nei segreti della città eterna” (il Mulino, 2023) in dialogo con la direttrice Eva Degl’Innocenti
Nell’ambito della rassegna estiva “Stasera parlo io all’Archiginnasio”, mercoledì 19 luglio 2023, alle 21, nel cortile della Biblioteca dell’Archiginnasio, in piazza Galvani 1 a Bologna, Fabio Isman presenta il suo nuovo libro “La Roma che non sai. Viaggio nei segreti della città eterna” (il Mulino, 2023) in dialogo con Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici di Bologna. L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento posti disponibili. “Stasera parlo io” è la rassegna letteraria organizzata da Librerie.Coop che anima il meraviglioso cortile della storica biblioteca cittadina, nell’ambito di Bologna Estate 2023, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. Gli incontri sono organizzati con il contributo di Bper Banca, in collaborazione con il Settore Biblioteche e Welfare culturale del Comune di Bologna e con Coop Alleanza 3.0. Tutti gli incontri iniziano alle 21. Ingresso libero senza prenotazione da 30 minuti prima, fino a esaurimento dei posti disponibili. Una volta raggiunta la capienza massima consentita non sarà possibile entrare e sostare in piedi. In caso di maltempo l’evento sarà annullato.

Copertina del libro “La Roma che non sai” di Fabio Isman (Il Mulino)
La Roma che non sai. Viaggio nei segreti della Città eterna. Sette piccoli capolavori da non mancare. Sette luoghi da non perdere. Sette personaggi dimenticati. Sette date da tenere in memoria. Sette perdite dolorose che hanno amputato la capitale d’Italia. “Roma, non basta una vita”, come si sa, ma proprio per questo offre ancora l’ebbrezza di scovare curiosità sconosciute. Per uscire dagli itinerari consueti e provare il gusto della scoperta, il piacere dell’insolito o dell’ignoto, l’autore ci svela tanti piccoli e reconditi angoli della città: percorsi inediti per passeggiate curiose che ci possiamo regalare in qualche giornata romana. Dall’ultima e mirabile fontana di Gian Lorenzo Bernini, ignorata da tutti, al chiusino stradale sull’Aventino, dove ci si può calare nell’abitazione privata dell’imperatore Traiano, ancora totalmente affrescata; da una chiesa di Borromini, rimasta incompiuta, che custodisce una copia della Sindone e ora è un albergo di lusso ai piedi del Gianicolo, al Grand hotel di via Veneto dove nella sala da ballo fanno capolino, dipinti in grandezza naturale, 78 personaggi del bel mondo degli anni Venti.
Fabio Isman. Giornalista e scrittore, è stato per molti anni inviato del Messaggero. Con il Mulino ha pubblicato “Andare per le città ideali” (2016), “L’Italia dell’arte venduta” (2017), “1938, l’Italia razzista” (2018), “Andare per l’Italia degli intrighi” (2020).
Eva Degl’Innocenti. Da gennaio 2023 ha assunto la direzione del Settore Musei Civici di Bologna.
Ha diretto per sette anni (2015-22) il museo Archeologico nazionale di Taranto (MArTA), museo ad autonomia speciale. È stata direttrice dello spazio espositivo “Coriosolis” e del Servizio dei Beni Culturali dell’ente Plancoët-Plélan in Francia e ricercatrice e project manager del museo nazionale del Medioevo di Parigi. È Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. È autrice di numerose pubblicazioni e ha insegnato in diverse università italiane e francesi.
Napoli. Atmosfere natalizie al museo Archeologico nazionale: mostra “Il Presepe cortese”, libro “Il Presepe”, presepe continuum su Carlo III di Borbone. E campagna promozionale di abbonamento al Museo. Giulierini: “Raccontiamo l’arte presepiale con un nuovo spirito di comunicazione”

Atmosfere natalizie al museo Archeologico nazionale di Napoli con la mostra “Il Presepe cortese” (foto valentina cosentino)
Atmosfere natalizie al museo Archeologico nazionale di Napoli. Dal 1° dicembre 2022 al 31 gennaio 2023, in tre sale limitrofe alla sala della Meridiana, la mostra “Il Presepe cortese”: i primi due ambienti ospitano un video immersivo, che permette al visitatore di entrare letteralmente nelle scene e nelle architetture del presepe di Carlo, mentre l’ultimo spazio è riservato a pezzi da collezione di pastori settecenteschi. Mercoledì 7 dicembre 2022, alle 11.30, in auditorium, prima presentazione napoletana del libro “Il Presepe” (Il Mulino Edizioni) di Elisabetta Moro e Marino Niola. E a seguire, inaugurazione del presepe continuum del Mann, realizzato dall’Associazione presepistica napoletana: l’edizione 2022, allestito nelle sale della Villa dei Papiri, è dedicato alla figura di Carlo III di Borbone.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il direttore del Mann Paolo Giulierini alla inaugurazione della mostra “Il Presepe cortese” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Mostra “Il Presepe cortese”. Tradizione e multimedialità si incontrano per raccontare il presepe napoletano del Settecento: si parte, virtualmente, dalla corte di Carlo III di Borbone, sovrano promotore di una “moda” che, nei secoli, sarebbe diventata arte, tradizione, folclore. “Il presepe cortese”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “è un’iniziativa di altissimo profilo culturale, perché sublima la grande arte presepiale con uno spirito contemporaneo di comunicazione. Questa esperienza immersiva è un vero e proprio atto d’amore per un mondo che vale il riconoscimento UNESCO”.

Particolarmente coinvolgente l’allestimento multimediale della mostra “Il Presepe cortese” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Curato da Fabrizia Fiore (presidente associazione “Il miracolo di Carlo III”), l’allestimento multimediale è realizzato dall’architetto Marco Capasso e dal suo studio creativo: anche grazie alle musiche evocative di Antonio Fresa, il pubblico riesce a scoprire, in dettaglio, i personaggi, le storie e i significati simbolici del “grande teatro” rappresentato dal presepe settecentesco. In questo viaggio suggestivo, che intreccia i termini del sacro e del profano, sono molteplici i riferimenti storici da approfondire: dal dinamismo di Carlo di Borbone, che lanciò la “nouvelle vague” presepiale al fermento di una capitale europea come Napoli, vero e proprio baluardo per gli intellettuali di tutto il mondo.

Alla mostra “Il Presepe cortese” al Mann esposti pezzi da collezione (foto valentina cosentino)
L’esposizione si conclude con una carrellata di pezzi collezionistici che sono imperdibili, per gli intenditori e non solo: una “Natività” di Giuseppe Sanmartino, appartenente alla collezione Accardi; un Oste di Nicola Somma (la statuetta, con la sua espressione arcigna e il porro sulla fronte, simboleggia nel presepe il Demonio, perché nel racconto evangelico fu proprio l’oste a cacciare la Madonna e San Giuseppe, costringendoli a rifugiarsi in una stalla); un nobile di Salvatore Di Franco, in abito tipico del Settecento in velluto e seta di San Leucio, con bottoni in filigrana d’argento alla catalana, rappresenta la variegata società del tempo; un nobile orientale, con cane, di Matteo Bottiglieri (nel gruppo è raffigurato il Corteo dei Magi in omaggio alle ambasciate del Sultano Ottomano e del Bey di Tripoli che, in visita a Napoli tra il 1740 e 1741, destarono lo stupore della popolazione e, per questo, furono inserite nel Presepe).
L’evento “Il Presepe cortese” inaugura la programmazione natalizia del Museo: come da tradizione, riparte anche la campagna di abbonamento annuale OpenMANN. Dal 4 dicembre 2022 all’8 gennaio 2023, è possibile acquistare la card a prezzi promozionali: 19 euro per adulto; 34 per coppie (due adulti over 25 anni + minorenni); 4 per opzione Academy (studenti universitari o iscritti alle scuole di specializzazione, senza limiti di età). OpenMANN permette di accedere illimitatamente a collezioni permanenti ed esposizioni dell’Archeologico per 365 giorni dalla data di prima attivazione: chi si abbona presso la biglietteria dell’Istituto ha anche un piccolo cadeau.
Il libro “Il Presepe” (Il Mulino Edizioni) di Elisabetta Moro e Marino Niola viene presentato per lo “Scaffale del Mann”, come si diceva, in auditorium, mercoledì 7 dicembre 2022, alle 11.30, dal direttore Paolo Giulierini che dialoga con gli autori. Il presepe è la Buona Novella che diventa presente. È la Natività che rinasce. E ogni anno si fa storia viva. Universale e locale. Perché ogni paese ne fa lo specchio di sé stesso. Il presepe francescano rappresenta la Natività, il presepe napoletano rappresenta l’umanità; e per questo ha conquistato l’immaginario globale, ed è amato da credenti e non credenti. Perché la versione partenopea della nascita di Gesù è un teatro della devozione dove si fondono e si confondono sacro e profano. E dove, in pochi centimetri quadrati di sughero e cartapesta, si raduna una straboccante folla multicolore e multietnica: pastori, mercanti, suonatori, venditori ambulanti, osti, lavandaie, cuoche, contadine, tessitrici, balie, re neri, visir ottomani, schiavi nubiani. Cui anno dopo anno si aggiungono personaggi dell’attualità. Risultato, una storia infinita e sorprendente, nella quale alla viva voce degli autori si sovrappone il racconto di testimonial eccellenti. Viaggiatori, artisti, scrittori, teologi e anche Papa Francesco che, in una lettera ai fedeli, esorta le famiglie a continuare questa tradizione che si può considerare un Made in Italy della religione.
Bologna. Per il ciclo “…comunicare l’archeologia…” del gruppo archeologico bolognese conferenza di Marco Peresani (università di Ferrara) su “Come eravamo. L’Italia nel Paleolitico”


L’antropologo Marco Peresani dell’università di Ferrara

Copertina del libro “Come eravamo. Viaggio nell’Italia paleolitica”
Chi abitò l’Italia nel Pleistocene? A questa domanda cercherà di rispondere il prof. Marco Peresani, archeologo e antropologo dell’università di Ferrara, martedì 15 novembre 2022, alle 21, al Centro sociale ricreativo culturale “Giorgio Costa”, via Azzo Gardino 48 (BO) nella conferenza “Come eravamo. L’Italia nel Paleolitico”, nuovo appuntamento del ciclo “…comunicare l’archeologia…” del Gruppo archeologico bolognese. Archeologi e antropologi – si legge nella presentazione del libro “Come eravamo. Viaggio nell’Italia paleolitica” di Marco Peresani (Il Mulino edizioni) – hanno esplorato il territorio dalle Alpi alla Sicilia, sulle tracce dei primi ominini che popolarono la nostra penisola. Nella nuova edizione, aggiornata agli ultimi ritrovamenti in Bassa Maremma e nella Grotta della Bàsura a Toirano, Peresani ci guida alla scoperta di focolari, attrezzi e armi in pietra scheggiata, ossa animali, elementi di adorno, sepolture umane. Visita grotte e ripari, sale montagne e si riposa su antiche pianure alluvionali, giunge fino al mare. Peresani raccoglie tutti gli indizi per ricostruire la vita, il rapporto con l’ambiente, la cultura dei cacciatori-raccoglitori che siamo stati, a partire da oltre un milione di anni fa.
Natale di Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il grande racconto di Roma Antica e dei suoi sette Re” di Giulio Guidorizzi che invita a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi
In occasione del Natale di Roma 2022, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma ospita la presentazione del volume “Il grande racconto di Roma Antica e dei suoi sette Re” (Il Mulino) di Giulio Guidorizzi con Arianna Ghilardotti. Appuntamento giovedì 21 aprile 2022, alle 17, nella sala della Fortuna. Presentano il volume Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Sabrina Alfonsi, assessore all’Agricoltura, Ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Sarà presente l’autore. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo 21aprile@anticoemoderno.org. Per partecipare all’evento è necessario il Super Green Pass e la mascherina FFP2.

Copertina del libro “Il grande racconto di Roma antica e dei suoi sette re” di Giulio Guidorizzi
Giulio Guidorizzi dischiude, con garbata sapienza, un mondo prodigioso, e ci invita a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi. “Infine Enea arrivò a quella terra d’Italia che è chiamata Laurento, dal nome dell’alloro, su cui regnava Latino… Quello era dunque il luogo che il fato indicava per fondare una città”, Origine del popolo romano, 10-11. Favolosi, intemporali: ogni città ha i suoi miti di fondazione, costellati di profezie e oracoli, il suo parterre di eroi. I Romani, che pure attingono a piene mani dalla mitologia greca – appena cambiando i nomi: Ermes/Mercurio, Atena/Minerva, Herakles/Ercole… –, dispongono di un ampio repertorio di racconti autoctoni, che parlano delle origini del loro popolo. Vi si narra di ninfe dei boschi; del fondatore Enea, straniero e designato; dei gemelli abbandonati Romolo e Remo, della lupa che li allattò; del pastore Faustolo che li raccolse; di un fratricidio, a ricordarci che gli albori scontano sempre un atto barbarico; di una serie di re, Romolo appunto e i restanti sei. Tra mito e storia, accanto agli eroi entrano in scena le donne, con il ratto delle Sabine, la sventurata Tarpea, Egeria che dettò le leggi a Numa, Lucrezia e il suo nobile senso dell’onore, le vestali, Clelia e le giovani romane. Un mondo prodigioso, quello che Giulio Guidorizzi dischiude con garbata sapienza, invitandoci a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi.

Il prof. Giulio Guidorizzi
Giulio Guidorizzi ha insegnato Letteratura greca e Antropologia del mondo antico nelle università di Milano e Torino. Tra i suoi numerosi libri segnaliamo: per il Mulino “La trama segreta del mondo. La magia nell’antichità” (2015), “Il grande racconto della guerra di Troia” (2018) e “Sofocle, l’abisso di Edipo” (2020); per Einaudi “Enea, lo straniero” (2020); per Cortina “Il mare degli dei” (con S. Romani, 2021).


Gli oggetti hanno un’anima e una storia che passa attraverso le mani degli artigiani che li hanno forgiati e di coloro che li hanno usati. Ecco il senso dell’archeologia: far parlare il tempo attraverso le cose, per ricostruire l’impossibile fotografia del passato. Il 13 dicembre 2023, alle 18, nell’aula Odeion della facoltà di Lettere di Sapienza università di Roma, in piazzale Aldo Moro 5, presentazione del libro “Un frammento alla volta. Lezioni dall’archeologia” (Il Mulino) di Marcella Frangipane. Dopo i saluti di Arianna Punzi, preside della facoltà di Lettere, e di Giorgio Piras, direttore del dipartimento di Scienze dell’Antichità, intervengono Andrea Cardarelli (Sapienza università di Roma), Clelia Mora (università di Pavia), Guglielmo Chiodi (Sapienza università di Roma) e Giulio Palumbi (università di Bari – Cnrs). Moderano Francesca Balossi Restelli e Lucia Mori (Sapienza università di Roma).










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