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Al museo Archeologico nazionale di Ferrara la presentazione degli Atti del convegno “Spina- Neue Perspektiven archaeologischen Erforshcung / Nuove prospettive della ricerca archeologica” (Zurigo, 2012): un libro di grande importanza per la conoscenza dell’antica città di Spina

La copertina del volume sugli Atti del convegno di Zurigo “Spina- Neue Perspektiven archaeologischen Erforshcung / Nuove prospettive della ricerca archeologica”

A sei anni dal convegno “Spina- Neue Perspektiven archaeologischen Erforshcung / Nuove prospettive della ricerca archeologica”, tenutosi a Zurigo il 4 e 5 maggio 2012, il museo Archeologico nazionale di Ferrara presenta gli Atti del Convegno di Zurigo, solo recentemente pubblicato (2017) dopo la lunga gestazione richiesta dall’importanza dei temi trattati, “un libro di grande importanza per la conoscenza dell’antica città di Spina”, sottolinea il direttore del Polo Museale dell’Emilia-Romagna Mario Scalini.

Le ricche necropoli della città di Spina furono scoperte nel 1922

La città etrusca di Spina sul bordo meridionale dell’attuale delta del fiume Po è stata a lungo oggetto di ricerca per le necropoli scoperte nel 1922 e scavate successivamente. Le loro parecchie migliaia di tombe contenevano uno dei più grandi complessi di reperti di ceramica attica in tutto il Mediterraneo. Dal 2007, nell’ambito di un progetto di ricerca internazionale, il centro storico della città è stato esplorato in termini di urbanistica, architettura residenziale, spazio naturale, stratigrafia e cronologia assoluta, i cui ricchi risultati sono contenuti per la prima volta in 15 articoli negli Atti del convegno di Zurigo. Questi studi riguardano la fase ellenistica e la produzione di sale evaporativo a Spina, le strutture del IV secolo a.C., le prospettive future della ricerca, il contesto geo-archeologico e la stratigrafia dell’insediamento etrusco, l’evidenza paleobotanica, la tecnica costruttiva e la vita di tutti i giorni. nelle case in legno e in rovere del VI-IV secolo e nei tipi di ceramica grezza e fine.

Le sale dedicate alle necropoli di Spina nel museo Archeologico nazionale di Ferrara

L’appuntamento al museo Archeologico nazionale di Ferrara giovedì 13 settembre 2018, alle 16, per la presentazione degli Atti del Convegno. Dopo i saluti di Mario Scalini, direttore del Polo Museale, e del direttore del museo Archeologico Paola Desantis, intervengono Luigi Malnati, soprintendente emerito della soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna; Cristina Ambrosini, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Bologna e per le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Giuseppe Sassatelli, professore ordinario di Etruscologia e Archeologia Italica; Christoph Reusser, professore ordinario di Archeologia Classica all’università di Zurigo. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione del Gruppo Archeologico Ferrarese.

L’Antico Porto di Classe al chiaro di luna: per due mesi il parco archeologico Antico porto di Classe (Ravenna) animato con visite guidate, concerti, food- truck, laboratori per bambini, conversazioni, degustazioni dell’antica cucina romana, anteprime del museo Classis Ravenna che apre a dicembre

La magia del parco archeologico dell’Antico Porto di Classe (Ravenna) al calar del sole

“Antico Porto al chiaro di luna” è la rassegna estiva che torna ad animare il Parco Archeologico Antico Porto di Classe (Ravenna) dal 2 Luglio al 2 Settembre 2018 con visite guidate, concerti, food- truck, laboratori per bambini, conversazioni, degustazioni dell’antica cucina romana e molto altro ancora! Tutti gli eventi della rassegna saranno un’anticipazione di “CLASSIS Ravenna. Museo della Città e del Territorio”, il nuovo museo che aprirà il 1° dicembre 2018, dando vita a un vero e proprio nuovo circuito archeologico della città. “Classis Ravenna sarà il punto di partenza necessario per ogni visita a Ravenna. Non solo al Circuito Classe, dalla contigua Basilica all’Antico Porto, ma verso l’intera città”, annuncia Giuseppe Sassatelli, presidente della Fondazione Ravenna Antica, cui il Comune ha demandato la realizzazione e la gestione del nuovo Museo. “Attraverso materiali archeologici il cui valore intrinseco viene esaltato dall’essere proposto in un’ottica unitaria qui si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo”. Ecco, allora, facilmente individuato il filo conduttore di una rassegna estiva che giunge alla sua tredicesima edizione e che, come sempre, si avvarrà di numerose collaborazioni messe in campo per la costruzione di un programma realmente ricco e versatile. Dalle suggestioni in musica e danza con Associazione Cantieri e Istituto Musicale Verdi, alle conversazioni sulle grandi civiltà del mare con studiosi e docenti dell’Università di Bologna, dalle grandi elaborazioni drammaturgiche del Ravenna Festival alla musica jazz e pop del Moog Slow Bar e del Teatro Socjale di Piangipane, senza dimenticare il Festival del Cinema Archeologico realizzato in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, le degustazioni di cibi antichi a cura di Claudio Cavallotti e le numerose serate dedicate ai più piccoli.

L’Acchiugainviaggio di Matteo Salbaroli all’Antico Porto di Classe

Una delle novità di questa edizione saranno i Food Truck! A partire dalle 19, sui famosi camioncini del cibo da strada, abili cuochi prepareranno sul momento specialità gastronomiche regionali e piatti tipici di street food. Alternandosi nelle varie serate potrete assaporare i cappelletti di Casa Spadoni, le birre artigianali e le stuzzicherie del MOOG Slow Bar, i vini e i piatti a km zero di Vino al Vino Street, le delizie del mare dello chef stellato Matteo Salbaroli de L’Acciugainviaggio e le buonissime piadine Gourmet dell’Imprevisto food project!

Due mesi di eventi all’Antico Porto di Classe per l’estate 2018

La serata inaugurale del 2 luglio 2018 è stata un omaggio al mitico ’68 e alla rivoluzione culturale giovanile che proprio quest’anno celebra il suo cinquantenario. Per rievocare le musiche, le parole e l’atmosfera di un’epoca che si è fatta mito si sono esibiti in concerto The Windstones con il loro repertorio da summer of love e atmosfere beat e rock proponendo brani dei Beatles, Rolling Stones e i classici italiani degli anni ‘60. Martedì 3 Luglio 2018, invece, il Parco si immergerà in un’atmosfera magica con Invito alla Danza. Danzando Verso Classis. A partire dalle 18 all’interno del sito archeologico si realizzeranno delle performance di danza in collaborazione con Cantieri Danza e il coinvolgimento delle scuole di danza e i gruppi informali del territorio: Passi di danza, Ravenna Ballet Studio, Beat Ballet, OFFicina delle ARTi, Centro Professionale Danza, La Torre fitness group, Idea Danza, Urban Academy, Altunpàs, Paola Ponti e Marcus Circus, Rec Project, Vere Sustanze.

Il duo ravennate Mateo Pozzi e Diego Pasini, in arte Cacao, in scena il 18 luglio

Ma vediamo meglio il programma dell’estate. Mercoledì 4 luglio 2018 spazio alla musica con il Moog Slow Bar che vede protagonisti Max Penombra & Dj Nersone, duo rap di Alessandria composto da Napo e Rico, ispirati a Lucio Dalla e Uochi Tochi, duo dallo stile artistico basato sulla “narrativa rap”. Gli appuntamenti proseguono mercoledì 18 luglio con CACAO, duo ravennate formato da Matteo Pozzi e Diego Pasini e Giacomo Toni e la 900 Band, cinque maestri con un talento da solisti e la capacità di fondersi con il pianoforte del loro frontman, mentre mercoledì 25 luglio sono invece di scena I Camillas, finalisti di Italia’s Got Talent 2015. Il Teatro Socjale di Piangipane propone invece martedì 17 luglio il concerto dei Like Black holes in the sky”, cover band dei Pink Floyd; martedì 24 luglio il cantautore ravennate Giacomo Scudellari con il suo ultimo disco “Lo stretto necessario” ed Emanuelle Sigal con “Table Rase” il suo nuovo album; martedì 31 luglio The Faber’s Social Club, viaggio tra i capolavori di Fabrizio De Andrè; mercoledì 1° agosto Vansconvolti, i migliori pezzi della storia di Vasco Rossi che hanno segnato la scena musicale italiana attraverso gli strumenti e la voce di sei giovani musicisti; martedì 21 agosto è la volta di Martha e i Blue Jacket il rock made in Italy, dai Queen agli Skiantos. Giovedì 2 agosto jazz con contaminazioni etniche, latin e funk con il concerto GB Project: Alessandro Scala (sax), Gilberto Mazzotti (piano), Piero Simoncini (contrabbasso) e Michele Iaia (batteria) con il nuovo album “Magip”.

Mariangela Galatea Vaglio (foto Diego Landi)

Giovedì 5 luglio 2018 il presidente di RavennAntica Giuseppe Sassatelli, inaugura il ciclo di conversazioni “Le grandi civiltà del mare”, in collaborazione con Università degli Studi di Bologna, sul tema “Gli Etruschi tra Mediterraneo ed Europa”. Si prosegue giovedì 12 luglio con Mariangela Galatea Vaglio intervistata dal giornalista Marco Melluso su “La ballerina che conquistò un impero”; giovedì 19 luglio Giovanna Montevecchi intervistata dalla giornalista Annamaria Corrado sulla Vita portuale in età romana. Attività commerciale e flotte militari in collaborazione con il G.R.A. Gruppo Ravennate Archeologico; giovedì 26 luglio Enrico Cirelli intervistato dalla giornalista Elena Nencini racconta “I Goti e la tentazione imperiale”. Tutte le conversazioni, con inizio alle 21, sono precedute, alle 19, dalle visite guidate con incursioni musicali a cura dell’Istituto Musicale G. Verdi.

Martedì 10 e mercoledì 11 luglio 2018, alle 19, è di scena il Ravenna Festival con “Antigone”, drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso in collaborazione con Ravenna Manifestazioni, mentre sabato 14 luglio, sempre alle 19, è in programma Alle porte dei sogni, con la partecipazione di Elena Bucci e Maurizio Bettini. Da lunedì 9 luglio 2018, e per gli otto lunedì successivi fino al 27 agosto, spazio ai più piccoli con Antico Porto for Kids: laboratori, visite guidate animate, spettacoli, caccia al tesoro con le torce rivolti ai bambini dai 7 anni di età.

La rassegna del Cinema Archeologico di Ravenna all’Antico Porto di Classe

Dal 7 al 9 agosto, per gli appassionati di cinema ed archeologia, ma non solo, viene proposta la terza edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Ravenna – Premio Olivo Fioravanti in collaborazione con Archeologia Viva. I documentari, selezionati da Dario Di Blasi, uno dei massimi esperti del settore, presentano paradisi perduti, antiche residenze, sculture faraoniche e miniere di sale per un affascinante viaggio nel passato. Ciascuna delle tre serate vede protagonisti importanti studiosi: martedì 7 agosto Pierfrancesco Callieri, professore di Archeologia e Storia dell’Arte dell’India e dell’Asia Centrale /università di Bologna), presenta le recenti scoperte presso Persepoli; mercoledì 8 agosto Federica Guidi, archeologa (museo Civico ed Archeologico di Bologna) racconta la città romana; giovedì 9 agosto Maurizio Cattani, professore di Preistoria e protostoria (università di Bologna), illustra le recenti scoperte in area romagnola.

Claudio Cavallotti propone “A tavola con gli Antichi”

Visto il grande successo dello scorso anno, venerdì 13 luglio, venerdì 20 luglio, venerdì 3 agosto e venerdì 24 agosto, alle 20 torna A tavola con gli Antichi, conversazioni e degustazioni di pietanze dell’Antica Roma a cura di Claudio Cavallotti, cuoco ed esperto di cucina antica. Durante le serate sarà possibile degustare i menù e le offerte enogastronomiche realizzate in esclusiva da vari food truck che si alterneranno nel corso delle serate: Casa Spadoni con i menù a base di mora romagnola e cappelletti, L’acciuga dello chef Salbaroli con specialità di pesce, Vino al Vino con selezioni di vini e aperitivi a km 0, Soul Kitchen e i suoi burger vintage gourmet, il Moog Slow Bar con le sue rinomate birre artigianali. Le iniziative in programma sono a pagamento. Unica eccezione le tre serate della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Ravenna – premio Olivo Fioravanti (7, 8 e 9 agosto) per le quali l’ingresso è gratuito.

Alla scoperta di Adria etrusca: pubblicate tutte le tutte le testimonianze scrittorie in lingua etrusca della città di Adria e dei siti del suo territorio. Nella Festa dei Musei si presenta il volume del Corpus Inscriptionum Etruscarum su “Atria et Ager Atrianus” a cura di Andrea Gaucci

Il IV volume del Corpus Inscriptionum Etruscarum dedicato ad Adria e al suo territorio, a cura di Andrea Gaucci

Adria etrusca svela i suoi segreti. Pubblicate finalmente tutte le testimonianze scrittorie in lingua etrusca della città di Adria e dei siti del suo territorio, dagli ultimi decenni del VI sec. a.C. fino al II sec. a.C. quando la città passò gradatamente nella sfera culturale di Roma. Un lavoro, durato anni, che ha letteralmente passato al setaccio il materiale esposto e tutto quello contenuto nei ricchissimi depositi del museo Archeologico nazionale di Adria. L’opera, che viene presentata sabato 19 maggio 2018 fa parte di un più vasto lavoro di raccolta di tutta la documentazione epigrafica dell’Etruria padana coordinato dal prof. Giuseppe Sassatelli inserito all’interno del progetto editoriale del Corpus Inscriptionum Etruscarum, il cui primo volume fu edito nel 1893-1902. L’importante appuntamento, dunque, sabato 19 maggio al museo Archeologico nazionale di Adria che così parteciperà alle iniziative previste nell’ambito della Festa dei musei 2018 e della Notte dei musei 2018, in occasione dell’ Anno Europeo del Patrimonio.

Festa e notte dei musei 2018 ad Adria: il manifesto con gli eventi

Il prof. Andrea Gucci

Adria Etrusca: finalmente la spiegazione e la pubblicazione delle iscrizioni sui vasi etruschi del museo che ci rivelano il nome degli antichi abitanti di Adria, l’origine delle loro famiglie, gli Dei da loro onorati, le pratiche di scambio e di commercio con il mondo greco, veneto, celtico e, poi, romano. I testi graffiti sui vasi rinvenuti nell’abitato e nelle sepolture dell’antica città di Adria ci danno una fervida e concreta testimonianza del passato di uno dei più importanti porti dell’Adriatico dalle sue più antiche vicende del VI secolo fino alla completa romanizzazione della comunità nel II-I sec. a.C. Il programma. Dalle 16.30 alle 18.30,  Archeonautica, attività di scavo stratigrafico in cassone per bambini e famiglie. Evento per bambini e ragazzi dai 7 ai 12 anni e le loro famiglie, a cura di Street Archaeology. Info costi e prenotazioni: 349 1703284, oppure presso il museo: 0426 21612. Alle 17, presentazione del Corpus di Iscrizioni Etrusche di Adria  (CIE Atria et Ager Atrianus, di Andrea Gaucci, Università di Bologna). Evento speciale di Archeologia a due voci a cura  delle professoresse Anna Marinetti e Giovanna Gambacurta (università di Venezia Ca’ Foscari). Introduce Giuseppe Sassatelli. Ingresso gratuito all’evento. Seguirà una visita guidata a cura del prof. Gaucci. Dalle 19.30 alle 22.30, apertura straordinaria serale e guida ai depositi del museo, a cura della direzione. Ingresso al costo simbolico di 1 euro.

“Kainua-Marzabotto e l’Etruria padana”: otto conferenze per conoscere meglio il popolamento dell’area padana da parte degli Etruschi dalla prima età del Ferro fino all’invasione storica dei Celti. Il ciclo è preparatorio all’apertura il 14 giugno degli scavi nell’area archeologica di Kainua

Il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e l’area archeologica di Marzabotto ospita parte del ciclo di incontri su Kainua

Otto incontri per conoscere meglio Kainua, l’odierna Marzabotto (Bo), una delle città-stato più importanti dell’Etruria padana, e importante snodo commerciale tra l’Etruria tirrenica e la Pianura Padana, fino ad oltralpe. Così da essere preparati alla vigilia dell’apertura dello scavo nell’area archeologica di Kainua, prevista per giovedì 14 giugno 2018. Il ciclo di conferenze “Kainua-Marzabotto e l’Etruria padana”, è promosso da Elisabetta Govi del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia-Romagna e la soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Marzabotto. Gli incontri affronteranno il tema del popolamento dell’area padana da parte degli Etruschi dalla prima età del Ferro fino all’invasione storica dei Celti. Oltre ad approfondimenti sui porti costieri con particolare riguardo a Spina, e sui culti di questo ambito territoriale, ampio spazio verrà dato alla città Kainua-Marzabotto, della quale si esporranno gli aspetti della vita quotidiana, le più recenti scoperte e il rapporto con il mondo greco. Le conferenze si terranno alla Casa della Cultura e della Memoria di Marzabotto e al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto. Il ciclo – come detto – si concluderà il 14 giugno con un evento legato allo scavo archeologico dell’università di Bologna nell’area sacra del tempio tuscanico dedicato alla dea Uni (romana Giunone), eccezionale scoperta avvenuta negli scorsi anni.

“Kainua-Marzabotto e l’Etruria padana”: ciclo di conferenze a Marzabotto

Gli incontri iniziano sabato 7 aprile 2018, alle 16, alla Casa della Cultura e della Memoria di Marzabotto; Elisabetta Govi, professore di Etruscologia e Antichità italiche dell’università di Bologna, parla di “Kainua. La nuova città. Le ultime scoperte e la ricostruzione virtuale”. Il sabato successivo, 14 aprile 2018, ci si sposta al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto. Alle 15.30, Tiziano Trocchi, archeologo della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, responsabile dell’area archeologica di Marzabotto, interviene su “I precedenti della prima Età del ferro tra Bologna e la Valle del Reno”. Sabato 21 aprile 2018, alle 16.30, si torna alla Casa della Cultura, con Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, che offrirà un quadro articolato del sistema urbano sviluppato dagli Etruschi in questo settore strategico dell’Italia: “Le città etrusche dell’Etruria padana: storia, economia, società”. Quarto incontro, sabato 28 aprile 2018, alle 16.30, ancora alla Casa della Cultura, su “L’urbanistica di Marzabotto sullo sfondo delle esperienze greco-coloniali di Italia Meridionale e Sicilia” con Rosario Maria Anzalone,
archeologo del Polo Museale dell’Emilia-Romagna, direttore del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto.

Ricostruzione del tempio tuscanico dedicato alla dea Uni a Marzabotto

Sabato 5 maggio 2018, alle 15.30, ci si sposta al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, con Bojana Gruška, dottoranda dell’università di San Marino, su “La vita quotidiana degli Etruschi di Kainua”. Sabato 12 maggio 2018, alle 16.30, alla Casa della Cultura, è la volta di Federica Timossi, dottoranda dell’università di Ferrara, su “La città etrusca di Spina e l’Adriatico”. Per il settimo incontro, sabato 19 maggio 2018, alle 16.30, di nuovo al museo di Marzabotto, con Riccardo Vanzini, dottorando dell’università di Bologna, su “I Celti a Marzabotto e nei territori etruschi”. Il ciclo di conferenze chiude sabato 26 maggio 2018, alle 15.30, ancora alla Casa della Cultura, con Giacomo Mancuso, dottorando dell’università La Sapienza di Roma, su “I culti religiosi in Etruria padana”. Meno di due settimane di attesa, e finalmente giovedì 14 giugno 2018 alle 16, appuntamento al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto per “Scavo aperto: visita al museo e all’area archeologica con dimostrazione della realtà virtuale” accompagnati da Elisabetta Govi, Chiara Mattioli, Simone Garagnani e Andrea Gaucci, dell’università di Bologna.

TourismA 2018 palcoscenico della cerimonia di consegna del V premio Francovich, assegnato per il 2017 al museo Sannitico di Campobasso (sezione medievale) e alla Domus dei tappeti di pietra di Ravenna. Annunciata l’apertura del museo dell’Antico porto di Classe

La giuria del premio Francovich insieme ai vincitori dell’edizione 2017 sul palco di Tourisma 2018 a Firenze (foto Graziano Tavan)

Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore Beni culturali

Il museo Sannitico di Campobasso (sezione medievale) e la Domus dei tappeti di pietra di Ravenna sono i vincitori del premio Francovich 2017 nella classifica votata rispettivamente dai soci e dal pubblico (non soci). La cerimonia di consegna del premio a TourismA, salone Archeologia e Turismo, che si è confermata palcoscenico privilegiato per il premio “Riccardo Francovich”, riconoscimento istituito nel 2013 dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami) per chi rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione verso un pubblico di non specialisti, individuando anno dopo anno un museo o un parco archeologico che a livello nazionale rappresenti un caso di best practice di allestimento museografico, attività didattico-comunicativa e qualità scientifica “in grado di rappresentare adeguatamente le tematiche dell’archeologia post classica”. Sabato 17 febbraio 2018 nell’auditorium del centro congressi di Firenze, gremito per TourismA 2018, è stato consegnato il premio Francovich, giunto alla V edizione. Sul palco, con il presidente della Sami, Giuliano Volpe, tutta la giuria.  Nella votazione dei soci si è classificato al primo posto il museo provinciale Sannitico di Campobasso – Sezione Medievale per “l’efficace, affascinante presentazione museologica di una delle più importanti scoperte di archeologia barbarica del Meridione”.

Il museo Sannitico di Campobasso, vincitore del premio Francovich 2017 per la sezione medievale

Il museo del Sannio nasce nel 1881 e viene ospitato, insieme alla biblioteca Provinciale, nel Palazzo della Prefettura di Campobasso. Fu l’archeologo Antonio Sogliano a provvedere a una prima catalogazione del materiale, e a pubblicare l’Inventario nel 1889. Da allora il museo e la biblioteca hanno conosciuto vicende alterne e molteplici cambi di sede fino al 1995, quando il museo è stato allestito nei locali del settecentesco Palazzo Mazzarotta, nel centro storico di Campobasso. Al suo interno hanno trovato posto sia l’originaria raccolta provinciale ottocentesca, sia i ritrovamenti avvenuti durante moderni scavi archeologici nella provincia di Campobasso. L’esposizione si articola secondo un criterio cronologico e tematico, per cui per trovare la sezione alto-medievale, premiata dalla Sami, bisogna salire al secondo piano. Qui l’Alto Medioevo è rappresentato dalle ricchissime tombe di cavalieri bulgari ritrovate nella Piana di Bojano: tra queste la ricostruzione integrale della tomba di un guerriero e del suo cavallo con ricche bardature in argento. C’è inoltre una breve sezione con materiali basso medioevali, in particolare ceramiche.

TourismA 2018, la consegna del premio Francovich a RavennAntica (foto Graziano Tavan)

Domus dei tappeti di pietra a Ravenna: mosaici pavimentali di un palazzetto bizantino del V-VI sec.

L’area archeologica dell’antico porto di Classe (Ravenna)

Nella votazione del pubblico al primo posto si è classificata la Domus dei tappeti di pietra di Ravenna, per “il limpido allestimento museale di una ricca domus aristocratica della tarda antichità”. Collocata nella settecentesca chiesa di Santa Eufemia, in un vasto ambiente sotterraneo a circa tre metri sotto il livello stradale, la Domus presenta 14 ambienti  con oltre settecento metri quadri di splendide pavimentazioni a mosaico appartenenti ad un palazzetto bizantino del V – VI secolo d.C. “La Domus non ha vinto solo in virtù della sua bellezza”, è intervenuto il presidente di RavennAntica, Giuseppe Sassatelli, “ma anche e soprattutto perché rappresenta un efficace esempio di restituzione del patrimonio archeologico sotto il profilo progettuale, museologico e gestionale. Questa vittoria è stata possibile grazie al sostegno dei cittadini e a quello degli oltre 850mila visitatori che, fino ad oggi, hanno visitato la Domus. Inoltre, grazie alle attività didattiche rivolte ogni anno alle scuole e attraverso le iniziative dello scorso novembre, realizzate per la ricorrenza dei 15 anni di apertura, tante persone hanno avuto occasione di visitare nuovamente il sito e di apprezzarne le modalità espositive. Il premio Francovich è un riconoscimento che ci darà ancora più energia per le molte ed importanti operazioni che dobbiamo affrontare nel 2018, tra le quali, in particolare, l’inaugurazione del Museo di Classe”. RavennAntica, proprio con la Domus, ha inaugurato la sua fortunata stagione di restituzioni del patrimonio e di buone prassi nell’ambito dei beni culturali. La Fondazione – hanno sottolineato i responsabili -, ha poi consolidato “il suo innovativo sistema gestionale con la successiva messa in valore degli altri monumenti da essa concepiti, realizzati e valorizzati: il museo Tamo, la Cripta Rasponi – Giardini pensili e l’Antico Porto di Classe, entrati a pieno titolo nel circuito dei siti cittadini. Tutto questo in attesa di conseguire l’obiettivo principale della sua mission: l’inaugurazione, come si diceva, nel prossimo autunno, del museo di Classe.

“…comunicare l’archeologia…”: il Gruppo archeologico bolognese presenta il ricco programma del ciclo del IV trimestre 2017 tra medicina etrusca e cucina degli antichi greci, news delle più recenti ricerche archeologiche e il resoconto della situazione del patrimonio archeologico in Vicino Oriente

L’archeologo Nicolò Marchetti a Karkemish: il 14 novembre sarà ospite del Gabo

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Dalla medicina etrusca alla tavola degli antichi greci, dai rapporti dei longobardi con le popolazioni locali ai casi di buone azioni al femminile nella Chiesa delle origini, e poi tanta ricerca: l’anfiteatro romano di Bononia, la valle del Samoggia, da Marzabotto a Pompei, fino alle “interviste impossibili” con l’uomo di Neanderthal e al resoconto drammatico sulla situazione del patrimonio archeologico in Vicino Oriente. È un programma particolarmente ricco quello proposto dal nuovo ciclo di incontri “…comunicare l’archeologia…” promosso per il IV trimestre del 2017, cioè da ottobre a dicembre, dal Gruppo archeologico bolognese, costituito nel 1991, composto da insegnanti di scuole medie superiori, studenti universitari, archeologi ed appassionati di vario tipo, tutti accomunati dal medesimo interesse per la storia della cultura e dell’arte antica. Il Gabo, che aderisce ai Gruppi archeologici d’Italia, oggi collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto e con il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena. Gli incontri, come da tradizione, si tengono il martedì alle 21, al  Centro Sociale “G.Costa” in via Azzo Gardino 48 a Bologna. E allora vediamo più da vicino il programma proposto dal Gabo.

L’uomo di Neanderthal protagonista delle “Interviste impossibili”

Il manifesto della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” a Pavia

Serata inaugurale martedì 17 ottobre 2017, alle 21 al Centro Sociale G.Costa. La prima parte dell’incontro sarà riservata alla presentazione del programma sociale di conferenze, viaggi, eventi culturali. Quindi prima conferenza del ciclo con Silvia Romagnoli, archeologa specializzata in etruscologia e viaggiatrice, che parlerà di “Etrusca medicina: rimedi e cure naturali nell’Italia antica”. Il martedì successivo, 24 ottobre 2017, alle 21 ancora al “G.Costa”, conferenza preparatoria al viaggio a Pavia del 5 novembre per la visita della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/08/23/pavia-e-pronta-a-tornare-capitale-del-regnum-langobardorum-apre-al-castello-visconteo-la-mostra-longobardi-un-popolo-che-cambia-la-storia-un-grande-evento-in-cui-per-la-prima-volt/). Erika Vecchietti, archeologa specializzata in archeologia romana, ha scelto un tema intrigante: ““In fila longobarda. Piccola storia di migrazioni, contrasti e integrazioni nell’Italia di VI-VII secolo”. Attenzione, perché col terzo incontro si cambiano giorno, luogo e orario: l’appuntamento, nell’ambito della Festa internazionale della Storia, è infatti domenica 29 ottobre 2017, alle 16.30, al MUV Museo della civiltà villanoviana in via B. Tosarelli 191 a Villanova di Castenaso (Bo). Per la serie “Le interviste impossibili”, Italo Calvino intervista l’Uomo di Neanderthal: con Marco Mengoli nel ruolo dell’Uomo di Neanderthal e Michele Gambetti in quello dell’Intervistatore. Introduce l’evento Federica Fontana, ricercatrice al Dipartimento di Studi Umanistici dell’università di Ferrara.

Scena di banchetto da una pittura vascolare greca: ne parlerà Cristina Servadei

Martedì 31 ottobre 2017, si torna alle 21 al “G.Costa” con Cristina Servadei, archeologa specializzata in archeologia greca, che ci farà fare un viaggio dei gusti e nei sapori del mondo antico con “A tavola con gli antichi. Il cibo degli dei, degli eroi e dei mortali nell’antica Grecia”. La settimana successiva “…comunicare l’archeologia…” fa una pausa per lasciare spazio all’altra tradizionale iniziativa del Gabo “Imagines: obiettivo sul passato”, XV edizione, rassegna del documentario archeologico in cartellone il 10-11-12 novembre 2017 alla Mediateca del Comune di S. Lazzaro di Savena (Bo). Gli incontri riprendono martedì 14 novembre 2017, alle 21, al “G.Costa” su “Il patrimonio archeologico del Vicino Oriente: una rassegna dei vari tipi di minacce e distruzioni nella culla della civiltà”, preziosa testimonianza di Nicolò Marchetti, docente al dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, dal 2011 direttore della missione archeologica turco-italiana a Karkemish e dal 2016 direttore della missione archeologica italo-irachena per la ricognizione di superficie del settore sud-orientale della regione di Qadissiya (QADIS).

La musealizzazione dell’anfiteatro romano di Bologna

Martedì 21 novembre 2017, alle 21, al “G.Costa”, si “gioca in casa”: Claudio Calastri, archeologo e coordinatore del settore Archeologia di Ante Quem srl, presenta le “Nuove ricerche sull’anfiteatro romano di Bononia”. Sara Campagnari, funzionario archeologo alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e ricercatrice all’università di San Marino, completa gli incontri di novembre, martedì 28 novembre 2017, alle 21, al “G.Costa”, illustra le “Nuove testimonianze archeologiche dalla valle del Samoggia. Gli scavi lungo la Nuova Bazzanese”. Martedì 5 dicembre 2017l alle 21, ma stavolta alla mediateca comunale di S. Lazzaro di Savena, chiude il ciclo del IV trimestre 2017, con un incontro in collaborazione con il museo della Preistoria “L. Donini” di S. Lazzaro: i ricercatori Andrea Gaucci ed Enrico Giorgi, assegnisti di ricerca all’università di Bologna – dipartimento Storia Culture Civiltà, con la collaborazione di Simone Garagnani e Michele Silani, si soffermano su “La ricerca in scena: raccontare la città da Marzabotto a Pompei”. Presenta la serata Giuseppe Sassatelli, già docente di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Bologna.

Dai gladiatori all’arena di Verona, dai villanoviani agli etruschi di Marzabotto, dalla Palmira di Khaled Asaad all’Isis: al via a Bologna la 13.ma edizione di “Imagines: obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico del Gabo

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d'Italia

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Dai giochi gladiatori nell’arena alla scoperta di Verona romana, dal mezzo secolo del centro polesano di studi storici archeologici ed etnografici al secolo di cinema e archeologia, dagli etruschi villanoviani agli etruschi di Marzabotto, per finire con la testimonianza drammatica di Khaled Asaad, il coraggioso “custode” di Palmira decapitato dall’Isis, e gli effetti dello stato islamico sulla città di Zenobia, patrimonio dell’Unesco: è un programma particolarmente ricco quello che offre la tredicesima edizione di “Imagines: obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico promosso dal gruppo archeologico bolognese il 20, 21 e 22 novembre 2015 alla mediateca di San Lazzaro di Savena, in via Caselle 22, a San Lazzaro (Bologna).  “Nata nel 2003”, ricorda Giuseppe Mantovani, curatore della rassegna, “Imagines vuole creare un’occasione per i soci del gruppo e il pubblico appassionato di Archeologia e Storia per godere della proiezione di documentari e filmati introdotti da esperti del settore, autori, registi o archeologi, cui va il mio grazie per averci dato l’autorizzazione alla proiezione delle loro opere”.

Mosaico romano con raffigurati i giochi gladiatori nell'anfiteatro

Mosaico romano con raffigurati i giochi gladiatori nell’anfiteatro

Si inizia venerdì 20 Novembre 2015, alle 15.15. L’apertura della rassegna è affidata a Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “L. Donini” di San Lazzaro e a Giuseppe Mantovani, vicedirettore del Gruppo Archeologico Bolognese e curatore della rassegna. Quindi c’è la proiezione del documentario “Gladiatori e bestiari. I giochi nell’arena”, per la regia di Douglas Brooks (90’), introdotto da Federica Guidi, archeologa del museo civico Archeologico di Bologna. Il filmato presenta, attraverso ricostruzioni, ambientazioni ed effetti speciali, le vicende a volte gloriose, ma più spesso drammatiche, dei gladiatori, che combattevano fra loro nell’arena, e dei bestiarii, che affrontavano belve feroci, per il divertimento del popolo e per l’ambizione politica di coloro che organizzavano I giochi. Segue un buffet offerto dal Gruppo Archeologico Bolognese.

Dal museo nazionale Etrusco di Marzabotto parte lo spettacolo itinerante "Marzabotto 1889"

Il documentario “Kainua” ripercorre le tappe della città etrusca di Marzabotto

Sabato 21 Novembre 2015, seconda giornata: alle 15.15 proiezione del documentario “Cinquant’anni di novità dal nostro passato. CPSSAE 1964 – 2014”, regia di Giuseppe Mantovani (32’), introdotto da  Raffaele Peretto, presidente CPSSAE. Il filmato celebra il cinquantesimo anno della fondazione del Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici (CPSSAE). Cinquant’ anni di scoperte, divulgazione, valorizzazione dell’identità dell’antico Polesine. Segue alle 16.15, proiezione del documentario “L’alba degli Etruschi. Aspetti e testimonianze della cultura villanoviana”, regia di Corrado Re (26’), introdotto da Fiamma Lenzi, archeologa dell’istituto Beni culturali dell’Emilia-Romagna. “Per far conoscere la cultura materiale legata agli esordi della civiltà etrusca”, spiega Mantovani, “l’Istituto Beni Culturali ha curato la realizzazione di questo docu-film che, alla presentazione di oggetti conservati nei musei dell’Emilia-Romagna, unisce la rievocazione storica e l’archeologia ricostruttiva per rivisitare alcuni aspetti della quotidianità nei secoli fra il IX e il VII a.C., avvalendosi anche di musiche realizzate nell’ambito dell’archeologia sonora sperimentale”. Dopo l’intervallo, si riprende alle 18 con la proiezione del documentario “Kainua”, per la regia di Ada Carpentieri (52’), introdotto da Giuseppe Sassatelli, docente di Etruscologia e Antichità Italiche dell’università di Bologna. Quello che rende unica la città di Kainua, l’odierna Marzabotto, è l’assenza di frequentazione dopo il suo abbandono, ciò che ha consentito la conservazione dell’impianto urbano rimasto perfettamente riconoscibile. Il filmato ripercorre le tappe della storia della città, che, insieme a Spina, Mantova e, naturalmente, Felsina, la princeps etruriae, fu un importante centro dell’Etruria Padana.

All'archeologo Khaled Asaad, decapitato dall'Isis, è dedicata la XXVI rassegna internazionale del cinema archeologico

All’archeologo Khaled Asaad, decapitato dall’Isis, è dedicato il film omaggio di Alberto Castellani

L’ultima giornata, domenica 22 novembre 2015, si apre alle 15.15 con la proiezione del documentario “Un secolo di cinema e archeologia. Da Howard Carter a Indiana Jones”, per la regia di Massimo Becattini (30’) che cura anche l’introduzione: l’avventura archeologica del Novecento attraverso I documenti cinematografici (spesso inediti) delle scoperte più importanti e l’influenza sui generi del cinema di finzione. Partendo dal filmato originale della scoperta della tomba di Tutankhamon ad opera di Carter nel 1922, e dai suoi epigoni di finzione, vengono esplorati i primi documenti archeologici di quegli anni, dall’Egitto all’Estremo Oriente. Segue alle 16.15 il documentario “Verona città aperta” di Marcello Peres (40’), introdotto da Erika Vecchietti,  archeologa dell’università di Bologna. Utilizzando un linguaggio più tecnico che televisivo, riprese aeree ed animazioni a mano libera, il documentario abbraccia le evidenze monumentali romane più universalmente riconosciute (l’Arena di Verona, il Teatro Romano, il Ponte Pietra, l’Arco dei Gavi e le porte monumentali) completando la comprensione organica di questa fase storica con uno sguardo inedito alla Verona sotterranea. Dopo l’intervallo, alle 18, il giornalista Graziano Tavan con una conversazione dal titolo “Palmira, da Zenobia all’Isis” introduce l’eccezionale instant movie del regosta veneziano Alberto Castellani “Khaled Asaad: quel giorno a Palmira. Memoria di un viaggio e un incontro” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/10/06/aperta-la-xxvi-rassegna-internazionale-del-cinema-archeologico-di-rovereto-nel-nome-di-khaled-asaad-larcheologo-di-palmira-decapitato-dallisis-e-sabato-instant-movie/) documento-omaggio all’ex direttore del sito archeologico di Palmira, patrimonio dell’UNESCO, trucidato dall’Isis.