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Aquileia (Ud). Ultima passeggiata estiva al tramonto: con Cristiano Tiussi alla scoperta dell’area archeologica delle Domus romane (Fondo CAL)

L’area archeologica delle domus romane (fondo CAL) ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Ultima chiamata venerdì 12 settembre 2025 finisce la serie estiva di passeggiate al tramonto promosse dalla Fondazione Aquileia nell’area archeologica. L’ultima tappa inizierà 20 e sarà guidata dal direttore di Fondazione Aquileia, Cristiano Tiussi, all’interno dell’area archeologica delle Domus romane (Fondo CAL). I resti oggi visibili appartengono ad un antico quartiere residenziale, relativo a più abitazioni che risalgono a diverse epoche della storia urbana di Aquileia: le dimore furono oggetto nel tempo (dal I al IV-V secolo d.C.) di numerose modifiche, ristrutturazioni e accorpamenti. Info e prenotazioni: https://shorturl.at/wD8mL o contattando direttamente l’infopoint Friuli Venezia Giulia Turismo di Aquileia: info.aquileia@promoturismo.fvg.it, +39 0431 919491.

Aquileia (Ud). “Archeologia al tramonto”: passeggiata con il direttore Cristiano Tiussi lungo il decumano di Aratria Galla. Prenotazione obbligatoria

Passeggiata serale con il direttore Cristiano Tiussi lungo il decumano di Aratria Galla ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Archeologia al tramonto” ad Aquileia (Ud). Venerdì 29 agosto 2025, alle 20.30, con ritrovo di fronte all’ingresso dell’area archeologica del Decumano di Aratria Galla, in via Giulia Augusta, ad Aquileia, passeggiata con una guida unica, il direttore di Fondazione Aquileia, Cristiano Tiussi, lungo il decumano di Aratria Galla, l’antica strada che collegava, in senso est-ovest, il porto fluviale con il foro e il teatro e che era affiancata dalle mura bizantine. La partecipazione è su prenotazione obbligatoria: online (su www.turismofvg.it); contattando l’InfoPoint PromoTurismoFVG: info.aquileia@promoturismo.fvg.it, +39 0431 919491. Il costo del biglietto è di 10 euro. La partecipazione è gratuita per i possessori di FVGCard e FVGCardAquileia.

Aquileia (Ud). “4.600 spettatori in piazza e 23.223 utenti unici da 13 Paesi in diretta streaming”: il presidente di Fondazione Aquileia dà i numeri della XVI edizione dell’Aquileia Film Festival. “L’AFF si conferma uno degli appuntamenti più attesi della programmazione culturale di Aquileia e dell’intero Friuli Venezia Giulia”

Aquileia Film Festival: suggestiva panoramica di piazza Capitolo gremita vista da drone (foto n.oleotto / fondazione aquileia)

Con la serata che ha visto protagonista Altan e con uno straordinario successo di pubblico in piazza e in streaming la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival, “Strati di memoria”, la rassegna di cinema arte e archeologia, che ha animato Aquileia per 6 serate, con 9 film e 12 ospiti delle conversazioni, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm con il sostegno di PromoTurismoFvg e di Cassa Rurale Fvg. E a dare i numeri che danno la misura di questo successo è lo stesso presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo.

Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, con Francesco Tullio Altan (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

“La splendida piazza Capitolo con la Basilica dei Patriarchi illuminata scenograficamente per l’occasione sono state il palcoscenico naturale di un’edizione che ha visto una straordinaria partecipazione”, sottolinea Corciulo, “quasi tutti esauriti, spesso già in fase di prenotazione, ogni sera gli 800 posti a sedere in piazza per un totale di 4600 persone in presenza e 23.223 utenti unici collegati in diretta streaming dall’Italia e dall’estero (Italia, Francia, Belgio, Croazia, Inghilterra, Stati Uniti,   Svizzera, Austria, Germania, Canada, Sud Africa, Thailandia, Argentina). Il 15% del pubblico in piazza appartiene alla fascia d’età 35-54, il 58% circa è over 55. Circa il 73% proviene dal Friuli Venezia Giulia, di cui poco meno della metà dalla provincia di Udine. Altre presenze dal Veneto, Lombardia e Lazio. L’Aquileia Film festival si conferma – continua Corciulo – uno degli appuntamenti più attesi della programmazione culturale di Aquileia e dell’intero Friuli Venezia Giulia. Un evento che unisce cinema, conoscenza e comunità e che ogni anno diventa occasione per riflettere sul valore della memoria come ponte tra passato e presente. Questa edizione è stata pensata per essere accessibile a tutti grazie a film sottotitolati, audiodescrizioni e trascrizioni in tempo reale delle conversazioni, permettendo a un pubblico sempre più ampio di partecipare e sentirsi coinvolto”.

Aquileia Film Festival 2025 (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

Anche sul web e sui social il festival è stato molto seguito: il sito internet della Fondazione Aquileia ha avuto un incremento di utenti del 21.7% nell’ultimo trimestre con 21.2% di nuovi utenti concentrati prevalentemente a cavallo di luglio e agosto nelle giornate del Festival. Sui social il pubblico risulta essere al 60% circa declinato al femminile con 77.000 utenti raggiunti nell’ultimo mese su Facebook, un incremento del 33% delle visite alla pagina. “La prossima edizione – annuncia Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia – si terrà dal 28 luglio al 4 agosto 2026”.

Aquileia (Ud). Vince la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo. Applausi per Corrado Augias davanti a una platea con tutti gli 800 posti a sedere occupati e con 6430 spettatori in streaming dall’Italia e dall’estero. Lunedì e martedì il Fuori Festival

Serata finale dell’Aquileia film festival 2025: sul palco, da sinistra, Giulia Pruneti, Emanuele Zorino, Cristiano Tiussi, Corrado Augias, Piero Pruneti, Roberto Corciulo (foto n.oleotto / fondazione aquileia)

Aquileia Film Festival: suggestiva panoramica di piazza Capitolo gremita vista da drone (foto n.oleotto / fondazione aquileia)

Il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, vince la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, quest’anno interamente accessibile, con i film sottotitolati per sordi e ipoudenti e audio-descritti per ciechi e ipovedenti e le conversazioni trascritte in diretta. Il film prodotto da RAI Cultura si è aggiudicato il Premio Aquileia 2025 assegnato dalle votazioni di gradimento del pubblico che non ha risparmiato gli applausi per Corrado Augias, l’ospite dell’ultima serata, venerdì 1° agosto 2025. Davanti a una piazza Capitolo gremita con tutti gli 800 posti a sedere occupati e con 6430 spettatori in streaming dall’Italia e dall’estero, Corrado Augias, intervistato sul palco da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, ha dichiarato: “Aquileia è un luogo carico di emozioni e di scoperta, si avverte il respiro di civiltà che si sono incrociate”, incantando la platea con un appassionato dialogo che ha toccato temi di attualità, cultura e memoria. Augias ha condiviso la sua emozione per la bellezza e il significato profondo dei mosaici della basilica di Aquileia, che aveva avuto già modo di scoprire in passato e che ha rivisto ieri. Durante la conversazione si è spaziato tra tanti temi, dall’attualità al toccante viaggio del Milite Ignoto e al canto gregoriano, “un canto per voce sola, senza strumenti, all’unisono, la vox sola davanti a Dio, che potrebbe essere la colonna sonora ideale della Basilica”.

Il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo consegna il Premio Aquileia 2025 a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, in rappresentanza di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, registi del film vinctore “In carne e bronzo” (foto n.oleotto / fondazione aquileia)

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

Primo classificato il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), terminata a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali. L’aspirazione più alta per uno studioso quella di produrre conoscenza: ovvero interrogare i reperti e restituire al pubblico la loro storia. Il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo ha consegnato il Premio Aquileia, un mosaico realizzato dagli allievi della prestigiosa Scuola Mosaicisti del Friuli a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, in rappresentanza dei registi vincitori.

Frame del film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi

Secondo classificato il film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann. reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)

Terzo classificato il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.

Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF; Claudio Zorzenon, di Arte Video; Marco Fabbro, regista (foto fondazione aquileia)

Dopo la pausa di sabato 2 e domenica 3 agosto altre due serate eccezionali: il fuori festival prosegue lunedì 4 agosto 2025, alle 21, con il film “Marcho. L’ultima bandiera” (regia Marco Fabbro) che ricostruisce le vicende del nobile Marcho, signore di Moruzzo, l’ultimo alfiere del Patriarcato di Aquileia che sfidò la Repubblica di Venezia. Un evento rimasto segreto per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera ritrovata tra le pagine di un libro conservato a La Brunelde, casaforte medievale (Fagagna). Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli, converserà prima del film con Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana, Claudio Zorzenon, di Arte Video srl, Marco Fabbro, regista.

Si chiude martedì 5 agosto 2025, alle 21, con un omaggio ad Altan, fumettista, vignettista e autore satirico, intervistato dalla giornalista e scrittrice Elena Commessatti e la proiezione di “Mi chiamo Altan e faccio vignette” (regia Stefano Consiglio), sulla sua vita e sulla sua carriera attraverso i suoi personaggi, fra tutti Pimpa e Cipputi, e con l’aiuto dei suoi amici e colleghi, come per esempio Paolo Rumiz, Michele Serra, Vauro, Sergio Staino e Zerocalcare. Partendo da Aquileia, dove vive e lavora, si giunge nella «sua» Torino, dove c’è la fabbrica per antonomasia: la Fiat di Cipputi. Un racconto della nostra storia più recente, vista attraverso l’ironia e la lucidità di uno dei più grandi autori italiani.

Aquileia (Ud). Al via la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm: sei serate con cinema, archeologia, esperti. Ecco il ricco programma. Tutti i film sottotitolati per le persone sorde e audiodescritti per ciechi e ipovedenti

Con la proiezione del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli martedì 29 luglio 2025, alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia (Ud), apre la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival: cinema, archeologia, esperti si alterneranno per sei serate (29-30-31 luglio e 1-4-5 agosto 2025). Il tema scelto per quest’anno è “Strati di memoria”, un fil rouge che attraversa il Festival esplorando il patrimonio culturale e archeologico attraverso lo sguardo di autori, studiosi e testimoni che ne restituiscono la ricchezza e la fragilità. La rassegna internazionale di cinema archeologico è organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm; in collaborazione con ministero della Cultura, Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Basilica di Aquileia; con il sostegno di PromoTurismoFVG e Cassa Rurale FVG. L’ingresso è gratuito su prenotazione obbligatoria al link Eventi di Fondazione Aquileia – 6 attività e biglietti futuri | Eventbrite. Come di consueto, il pubblico sarà chiamato a votare il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli che verrà consegnato la sera di venerdì 1° agosto 2025: i film in concorso sono scelti tra il meglio della produzione cinematografica internazionale.

“Ogni civiltà lascia dietro di sé tracce, impronte sedimentate nel tempo, capaci di raccontare ciò che siamo stati e, in parte, ciò che siamo. In ogni film riaffiora un patrimonio che appartiene a tutti noi, e che abbiamo il dovere di proteggere, condividere e tramandare”, sottolinea il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo. “È fondamentale che questa memoria, custodita nei luoghi e nei reperti del passato, sia restituita in forme comprensibili, inclusive e partecipate. Rendere la cultura accessibile a tutti significa aprire spazi di conoscenza condivisa, in cui ogni persona può riconoscersi e trovare strumenti per comprendere il presente attraverso il passato. Per questo motivo – annuncia Corciulo – l’Aquileia Film Festival da quest’anno sarà interamente accessibile grazie alla collaborazione con Sub-T”. Spiega Federico Spoletti, ceo di Sub-Ti Access “tutti i film in programma saranno sottotitolati per le persone sorde e ipoacusiche e audiodescritti per le persone cieche e ipovedenti, mentre le conversazioni con gli ospiti avranno la trascrizione in tempo per renderle fruibili anche dalle persone con disabilità uditive. L’Aquileia Film Festival si conferma quest’anno un esempio autentico di inclusione. Sono davvero felice che l’edizione 2025 sia accessibile anche alle persone con disabilità sensoriale – continua Spoletti – È uno dei primi festival cinematografici al mondo a rendere l’intero programma accessibile a tutti. La Fondazione Aquileia dà così un segnale concreto e importante di apertura e partecipazione culturale”. Aggiunge Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva: “L’Aquileia Film Festival, dopo ben sedici anni ininterrotti di programmazione, si conferma un fiore all’occhiello del Friuli Venezia Giulia e come uno degli eventi culturali più importanti e partecipati d’Italia. Credo che tutto questo si debba alla capacità degli organizzatori di attualizzare le trascorse vicende dell’umanità facendone uno strumento di dibattito per la comprensione della realtà storica che stiamo vivendo. Anche quest’anno lo dimostrano i film in calendario e gli ospiti di assoluto rilievo che interverranno ogni sera”. “Come ogni anno, la rassegna rappresenta inoltre”, aggiunge il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi, “un’utilissima occasione di confronto, anche dietro le quinte, con gli ospiti, rappresentanti di prestigiosi enti e istituzioni italiane e non, con i quali di discute sulle prospettive di valorizzazione e i sistemi di gestione dei siti archeologici”.

Frame del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 29 LUGLIO 2025. Serata di apertura. Alle 21, apre il film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli (Italia 2021, 60’). Archeologia, industria, agricoltura, lottizzazione edilizia. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso le ragioni del patrimonio archeologico sono spesso entrate in conflitto con quelle dello sviluppo industriale, agricolo e urbanistico del nostro Paese. Dalle aree archeologiche della Basilicata allo scavo dell’antica città di Sibari. Dai templi di Paestum alla straordinaria scoperta del santuario-emporio di Gravisca. Il film ripercorre le storie esemplari dei conflitti, delle scoperte, e della salvaguardia del nostro patrimonio archeologico.

Francesca Cenerini dell’università di Bologna (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Francesca Cenerini, professoressa ordinaria di Storia romana all’università di Bologna. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 30 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling (Regno Unito 2024, 54’). Per tre anni lo Stato islamico ha terrorizzato Mosul, l’antica capitale degli Assiri, Ninive, e distrutto inestimabili reperti. Ora gli archeologi stanno portando alla luce nuove testimonianze, risolvendo alcuni enigmi di questa civiltà: come è stato forgiato il primo impero dell’umanità? Quali progressi hanno permesso loro di costruire una città di oltre 100.000 abitanti? Ninive potrebbe essere la sede di una delle sette meraviglie del mondo ovvero i Giardini Pensili di Babilonia?

Luca Peyronel dell’università di Milano (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Luca Peyronel, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’università di Milano “La Statale”. È direttore della Missione Archeologica Italiana nella Piana di Erbil (Kurdistan iracheno) e del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe, Turchia. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Libano segreto: i tesori di Byblos / Secret Lebanon: the treasures of Byblos” di Philippe Aractingi (Francia 2024, 52’). Sulla costa del Libano si trova una delle città più antiche del mondo: Byblos. Durante l’antichità, fu un importante centro di scambi commerciali e culturali con Egitto e Mesopotamia. Si credeva che le ricerche archeologiche, andate avanti per oltre un secolo, avessero rivelato tutti i suoi segreti… Ora, recenti scoperte svelano inediti e sorprendenti aspetti dell’antica Byblos.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

PROGRAMMA di GIOVEDÌ 31 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), terminata a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali. L’aspirazione più alta per uno studioso quella di produrre conoscenza: ovvero interrogare i reperti e restituire al pubblico la loro storia.

Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Jacopo Tabolli, docente di Civiltà dell’Italia Preromana ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e direttore scientifico dello scavo di San Casciano dei Bagni. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.

Il giornalista Corrado Augias (foto fondazione aquileia)

PROGRAMMA DI VENERDÌ 1° AGOSTO 2025. Alle 21, apre il film fuori concorso “Regina Viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi (Italia 2023, 47’). Uno speciale realizzato da Rai Cultura, in collaborazione con il Ministero della Cultura, racconta la storia della più antica via pubblica del nostro Paese, inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2024. Segue la conversazione con Corrado Augias, giornalista, scrittore e conduttore televisivo. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Aquileia” 2025 al film più votato dal pubblico.

Frame del film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro

Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF; Claudio Zorzenon, di Arte Video; Marco Fabbro, regista (foto fondazione aquileia)

FUORI FESTIVAL. LUNEDÌ 4 AGOSTO.  Alle 21, il film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro (Italia 2024, 60’). Il film documentario ricostruisce le vicende del nobile Marcho, signore di Moruzzo, l’ultimo alfiere del Patriarcato di Aquileia che si oppone alla Repubblica di Venezia. La storia si snoda tra il 1335 quando il patriarca Bertrando consegna il vessillo del Patriarcato a Federico, nonno di Marcho e il 1421 quando il doge di Venezia fa assediare il castello di Moruzzo, e in poco tempo sconfigge gli assediati e fa arrestare Marcho. Prima di essere catturato Marcho riesce a far fuggire il figlio Pileo che porta con sé il vessillo del Patriarcato. Di lui non si saprà più nulla e il vessillo non sarà mai ritrovato. Segue la conversazione con Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana; Claudio Zorzenon, di Arte Video srl; Marco Fabbro, regista. A cura di Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli.

FUORI FESTIVAL. MARTEDÌ 5 AGOSTO 2025.  Alle 21, “Omaggio ad Altan”, in occasione dei 50 anni della Pimpa. Conversazione con Francesco Tullio Altan, fumettista, vignettista e autore satirico, e Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore. A cura di Elena Commessatti, giornalista e scrittrice. Segue il film “Mi chiamo Altan e faccio vignette” di Stefano Consiglio (Italia 2019, 75’). Un film sul grande disegnatore Francesco Tullio Altan. Un racconto sulla sua vita e sulla sua carriera attraverso i suoi personaggi, fra tutti Pimpa e Cipputi, e con l’aiuto dei suoi amici e colleghi, come per esempio Paolo Rumiz, Michele Serra, Vauro, Sergio Staino e Zerocalcare. Partendo da Aquileia, dove vive e lavora, si giunge nella «sua» Torino, dove c’è la fabbrica per antonomasia: la Fiat di Cipputi. Un documentario con Altan e sul Paese che ha raccontato e che sta continuando a raccontare da oltre quarant’anni, con tutte le sue aspirazioni, le sue evoluzioni e involuzioni.

“Archeologia al tramonto” ad Aquileia (Ud): al via le passeggiate serali del venerdì col direttore Cristiano Tiussi alla scoperta del decumano di Aratria Galla, del sepolcreto romano; delle domus romane Fondo CAL, e della domus di Tito Macro

Passeggiata serale col direttore Tiussi al sepolcreto romano di Aquileia (foto fondazione aquileia / n. oleotto)

Cristiano Tiussi, direttore di Fondazione Aquileia, nelel passeggiate serali ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Archeologia al Tramonto”: è l’offerta della Fondazione Aquileia che dall’11 luglio 2025 al 12 settembre 2025, propone per i venerdì d’estate un’affascinante serie di passeggiate serali con il direttore di Fondazione Aquileia, Cristiano Tiussi. Un’occasione per regalarsi una serata, al fresco, avvolti dalla bellezza – ad esempio – di un’antica strada romana e dal racconto del direttore Tiussi. Tornano infatti le passeggiate estive alla scoperta dei siti archeologici di Aquileia. Il dettaglio completo è disponibile su www.fondazioneaquileia.it. La partecipazione alla passeggiata è su prenotazione obbligatoria (costo biglietto 10 euro; gratis per possessori di FVGCardAquileia e FVGCard): online a questo link https://shorturl.at/FLsbY o contattando direttamente l’infopoint Friuli Venezia Giulia Turismo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it, 0431 919491.

Passeggiata serale col direttore Tiussi al decumano di SAratria Galla ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Si comincia dunque venerdì 11 luglio 2025, alle 21, con la passeggiata al Decumano di Aratria Galla; quindi venerdì 18 luglio, alle 21, al Sepolcreto romano; e venerdì 25 luglio, alle 21, all’area delle domus romane-Fondo CAL. In agosto 2025, venerdì 22, alle 20.30, alla Domus di Tito Macro; venerdì 29, alle 20.30, al Decumano di Aratria Galla. Infine a settembre 2025, venerdì 5, alle 20, al Sepolcreto romano; e venerdì 12, alle 20, all’area delle domus romane-Fondo CAL

Aquileia. Al museo Archeologico nazionale l’incontro con Vincenzo Tiné su “L’arena e gli altri. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca e valorizzazione”, secondo appuntamento delle “Suggestioni archeologiche” 2025, dedicate quest’anno alla divulgazione archeologica: “Pagine di archeologia. Comunicare il passato tra narrativa, scoperte d’archivio e di cantiere”. Brindisi finale col vino delle Grandi Terme

Al museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) è tutto pronto per il secondo appuntamento con “Pagine di Archeologia. Comunicare il passato tra narrativa, scoperte d’archivio e di cantiere” nell’ambito delle “Suggestioni archeologiche” 2025, il tradizionale ciclo di conferenze a tema archeologico che oramai da decenni accompagna le estati aquileiesi. Pensate ed organizzate dal museo Archeologico nazionale di Aquileia e da Associazione nazionale per Aquileia. Giovedì 10 luglio 2025, alle 17.15, saranno ospiti al museo Archeologico nazionale di Aquileia gli archeologi Andrea Ghiotto e Cristiano Tiussi che dialogheranno con Vincenzo Tiné, curatore del libro “L’arena e gli altri. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca e valorizzazione”. Questa volta, dallo scaffale della libreria di archeologia, gli organizzatori hanno scelto di sfogliare le pagine di coloro che si interrogano sullo studio, la cura e la gestione del patrimonio. Il libro raccoglie infatti gli atti della giornata di studi tenutasi il 27 ottobre 2022 al Palazzo della Gran Guardia a Verona, con interventi di studiosi ed esperti sulle modalità di gestione, conservazione e fruibilità dell’Arena di Verona e di altri teatri e anfiteatri romani utilizzati per lo svolgimento di attività culturali. La partecipazione è gratuita. Per assicurarsi un posticino, però, è raccomandata la prenotazione a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it, 0431 91016. Al termine dell’incontro si brinda insieme con il vino “Thermae Felices Costantiniane” prodotto con l’uva raccolta nell’area archeologica delle Grandi Terme di Aquileia, conferita a Fondazione Aquileia, che comprende un vigneto di circa 5.000 metri quadrati. A cura di Vini Brojli.

Aquileia (Ud). Workshop “Sulle tracce dell’archeologia seguendo la Via Gemina” nell’ambito del progetto “RIMROM-storia romana transfrontaliera” per approfondire il ruolo della Via Gemina nel contesto delle comunicazioni romane del Nord Adriatico. Ecco il programma

Mercoledì 9 luglio 2025, dalle 14.30 alle 18, alla Domus e Palazzo episcopale di Aquileia, workshop formativo “Sulle tracce dell’archeologia seguendo la Via Gemina”, organizzato nell’ambito del progetto “RIMROM-storia romana transfrontaliera” per approfondire il ruolo cruciale della Via Gemina nel contesto delle comunicazioni romane del Nord Adriatico, mettendo in luce la sua funzione non solo militare ma anche commerciale e culturale. La partecipazione è gratuita su prenotazione obbligatoria a questo link https://forms.gle/QmQmmy4KboicmjcH7. Il progetto è finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO. L’area transfrontaliera è di fatti da sempre unita da questa strada, che da Aquileia attraversava Ajdovščina (Castra) per poi proseguire fino a Lubiana e avanti ancora. Particolare attenzione verrà posta agli scavi, ai ritrovamenti e alle indagini archeologiche condotte nell’area di San Canzian d’Isonzo, centro che probabilmente si sviluppò proprio attorno al IV-V secolo e che si trova proprio lungo la via Gemina. Seguirà poi un’illustrazione, direttamente sul campo, relativa alle indagini archeologiche in corso nell’area degli antichi mercati-Fondo Pasqualis, da parte degli archeologi impegnati nella campagna di scavo volta a chiarire il ruolo centrale, nella fase tardoantica, del centro urbano di Aquileia.

PROGRAMMA. Alle 14.30, ritrovo e registrazione dei partecipanti (presso Domus e Palazzo Episcopale); 14.45, Benvenuto! Breve introduzione sul progetto RIMROM-storia romana transfrontaliera a cura della Fondazione Aquileia. Alle 15, “Lungo la via Gemina: da Aquileia ad Ajdovščina, passando per San Canzian d’Isonzo” a cura di Fondazione Aquileia e Luca Villa, archeologo. Sessione formativa volta a delineare il ruolo della Via Gemina nel contesto delle comunicazioni romane del Nord Adriatico, mettendo in luce la sua funzione non solo militare ma anche commerciale e culturale. Particolare attenzione verrà posta agli scavi, ai ritrovamenti e alle indagini archeologiche condotte nell’area di San Canzian d’Isonzo, centro che probabilmente si sviluppò proprio attorno al IV-V secolo. Alle 16.30, “Aquileia Tardo Antica: le nuove scoperte e i nuovi settori di scavo nell’area degli antichi mercati” a cura di università di Verona – dipartimento di Culture e Civiltà. Approfondimento sul campo dedicato alle indagini attualmente condotte, all’interno dell’area archeologica del Fondo Pasqualis, dagli archeologi impegnati nella campagna di scavo -volta a chiarire il ruolo centrale, nella fase tardoantica, del centro urbano di Aquileia (presso area del Fondo Pasqualis). Alle 17.30, visita libera alla mostra fotografica “La Battaglia del Frigido”, un percorso narrativo composto da sei pannelli tematici che guidano il visitatore alla scoperta della Battaglia del Frigido (394 d.C.) e dei personaggi storici che ne sono stati i protagonisti: un’occasione per immergersi ulteriormente nel IV secolo e comprendere il significato di questa significativa vicenda storica, nella transizione dall’Impero romano al mondo tardoantico.

Aquileia. Nell’area archeologica dell’antico porto fluviale il Concerto del Solstizio con i Violoncelli itineranti

Concerto del Solstizio 2024 nell’area archeologica dell’antico porto fluviale di Aquileia (foto n. oleotto)

In occasione della Festa della Musica e del solstizio d’estate, la Fondazione Aquileia, in collaborazione con il Comune di Aquileia e la soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG, organizza un suggestivo concerto all’alba di sabato 21 giugno 2025 (ore 5, ingresso libero da via Gemina) nell’area archeologica dell’antico porto fluviale di Aquileia. Protagonista dell’evento sarà il trio “Violoncelli Itineranti”, composto da Andrejka Možina (violoncello, voce e composizioni originali), Irene Ferro-Casagrande e Carla Scandura (violoncelli), che proporrà “Parole indomite / Besede ne ubogajo več”, un suggestivo racconto in musica e poesia, in lingua italiana e slovena. Il concerto vuole rendere omaggio anche all’anno di GO! 2025 – Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura, valorizzando attraverso l’arte e la parola il legame culturale tra le comunità di confine, la convivenza delle lingue e la forza espressiva della poesia.

I Violoncelli Itineranti protagonisti del Concerto del Solstizio 2025 (foto corrado maria crisciani)

Il concerto è ispirato all’omonimo volume bilingue, edito da Mladika (Trieste, 2024): una raccolta poetica che celebra la voce femminile slovena in Italia, intrecciando versi e suoni in un dialogo tra culture, territori e sensibilità. Il progetto, ideato da Andrejka Možina, è stato così descritto dal celebre violoncellista e compositore Giovanni Sollima: “Un album importante, forte, nostalgico, intimo e ispiratissimo. Lingue, suoni e radici che si incontrano in un magico confine. Prospettiva illuminata in un mondo che non sempre è in grado di capire quanto le culture, lontane o confinanti, possono e vogliono relazionarsi. E poi si sa, lo stesso violoncello confina con la voce e viceversa. In questo caso, grazie alla genialità di Andrejka, che ho la fortuna di conoscere, e al perfetto equilibrio tra la voce e il respiro dei violoncelli, si ha la forte sensazione di essere trasportati fisicamente lì dentro, tra quei suoni e quelle parole”. Un invito a lasciarsi trasportare dalla musica e dalla poesia, nel silenzio dell’aurora e tra le memorie millenarie di Aquileia, in un ideale ponte tra passato e futuro, tra lingue e culture che si incontrano.

Aquileia (Ud). Rinasce Palazzo Brunner-Segré: un autentico scrigno di storia, archeologia e architettura. Completati i restauri, sarà la sede della Fondazione Aquileia e centro conferenze. Insiste su una porzione dell’anfiteatro romano che sarà valorizzata

Palazzo Brunner-Segré, in via Roma ad Aquileia, dopo i restauri (foto fondazione aquileia)

Aquileia: particolare della facciata di Palazzo Brunner-Segré a fine restauri (foto fondazione aquileia)

Ad Aquileia rinasce Palazzo Brunner-Segré: completato il restauro conservativo dell’edificio storico di via Roma, acquisito nel 1996 dal Demanio (ministero della Cultura) e trasferito alla Fondazione Aquileia nel 2019, che sarà la nuova sede della Fondazione Aquileia, futura sala conferenze e percorso archeologico integrato. Un autentico scrigno di storia, archeologia e architettura nel cuore di Aquileia torna a nuova vita e viene restituito alla collettività. L’inaugurazione si terrà domenica 15 giugno alle 11 con ingresso da via Roma 20 nell’ambito delle Giornate europee dell’Archeologia. L’edificio è stato interessato da un radicale lavoro di recupero e riqualificazione, che permetterà di trasferirvi la sede della direzione e degli uffici della Fondazione. Al secondo piano sarà inoltre realizzata una sala conferenze, mentre una seconda fase dell’intervento prevede la valorizzazione dell’area esterna, sotto la quale si cela una porzione dell’antico anfiteatro romano, e la creazione di un percorso di visita che collegherà l’edificio a via 24 Maggio. I lavori, eseguiti dalla ditta Valerio Sabinot s.r.l. di Basiliano sotto la direzione dell’arch. Barbara Pessina, dell’ing. Massimo Lanza e dell’ing. Maurizio Casoni, hanno dunque permesso il recupero di un importante edificio storico di Aquileia, che, disabitato da quasi ottant’anni, era ormai profondamente degradato. La bella facciata, contraddistinta dal portale carraio, dalla porta ad arco con terrazzino al primo piano e da un’apertura circolari al secondo piano, tutte decorate da teste in pietra, torna a risplendere.

Aquileia: Palazzo Brunner-Segré a metà degli anni Cinquanta del Novecento, quando era già disabitato (foto fondazione aquileia)

“L’intervento conservativo di Palazzo Brunner-Segré riveste un significato particolare, perché si tratta di un pregevole edificio storico riconsegnato all’ammirazione dei visitatori”, dice il presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo. “Il recupero del patrimonio edilizio del centro storico, costituito da notevoli esempi di architettura spontanea, e un suo utilizzo a servizio dei nostri ospiti è uno degli obiettivi della Fondazione, che in questi ultimi anni ha proceduto all’acquisizione di alcune proprietà private ormai non più abitate nella zona della basilica. Nel caso specifico, desidero sottolineare che il costo complessivo dell’opera, pari a 3.068.000 euro, è stato finanziato per 3 milioni di euro grazie ai Fondi per lo Sviluppo e la Coesione del ministero della Cultura, che, grazie al sollecito interessamento della Direzione Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, siamo riusciti a dirottare verso il restauro di palazzo Brunner-Segré. Desidero ringraziare la Soprintendenza per la costante presenza nelle fasi progettuali, autorizzative e di avvio dei lavori, sempre delicati perché interessano un immobile vincolato. È un ulteriore segno della collaborazione proficua che si è instaurata nel processo di valorizzazione di Aquileia”.

Aquileia: fase dei lavori di restauro di Palazzo Brunner-Segré che sono durati due anni (foto fondazione aquileia)

“L’intervento di rigenerazione urbana dell’edificio, posto lungo uno degli assi viari principali di età medievale, la contrada di Sant’Andrea o dei calzolai, ha richiesto due anni di lavori”, commenta il direttore della Fondazione Aquileia, l’archeologo Cristiano Tiussi. “Un intervento complesso perché attuato su un edificio storico molto degradato, che ha richiesto un’attenzione particolare, per ovviare a problematiche emerse in corso d’opera. Nella fase iniziale, sono state condotte indagini archeologiche che hanno rivelato la ricchezza del deposito stratigrafico, ininterrotto dalle fasi moderne a quelle tardo-antiche. Le fasi di lavorazione si sono poi susseguite con regolarità, e per questo vorrei ringraziare i collaboratori della Fondazione, i professionisti della progettazione e della direzione lavori e le ditte impegnate negli scavi archeologici, nel recupero delle strutture edilizio, nella realizzazione degli impianti tecnologici. Ora proseguiremo con la sistemazione dell’area esterna, che terrà necessariamente conto anche della presenza di circa un quarto dell’anfiteatro: l’obiettivo è quello di rimetterne in luce almeno un tratto conservatosi delle fondazioni, per dare l’idea dell’imponenza dell’edificio”.

Mappa del Catasto napoleonico del 1812 con l’indicazione del Palazzo Brunner-Segré di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Palazzo Brunner-Segré. Il complesso immobiliare del Palazzo Brunner è formato dal palazzo su tre piani, affacciato su via Roma, e dal follatoio (foladôr), lungo corpo di fabbrica un tempo adibito ad uso agricolo che è stato ristrutturato dalla Soprintendenza nel 1999-2000 ed è oggi utilizzato come deposito di reperti archeologici. In forme non dissimili dalle attuali, il complesso Brunner compare per la prima volta nel catasto napoleonico del 1812: la costruzione dovrebbe risalire quindi al XVII o al XVIII secolo. L’edificio principale fu tuttavia preceduto da un altro fabbricato, del XIV-XVI secolo, di cui sono state rinvenute le fondazioni nel corso dei saggi di scavo condotti sotto la direzione della Soprintendenza nel 2023 e anche due “butti”, cioè due immondezzai, uno dei quali ricco di belle ceramiche, vetri e stoviglie di uso quotidiano. Nel catasto napoleonico, oltre al palazzo fronte strada e al foladôr si riconosce un ulteriore corpo di fabbrica che chiudeva la corte verso nord e i cui resti sono stati messi in luce durante gli scavi effettuati dalla Soprintendenza nel 2018.

Gina Segré (prima seduta a destra), il marito Rodolfo Brunner (primo in piedi da dx) e il figlio Guido semidisteso (foto fondazione aquileia)

I Brunner-Segré. Il complesso fu acquistato nel 1923 da Gina Segré (1867-1948), membro della nobile famiglia triestina di religione ebraica. Il fratello Salvatore, industriale e finanziere, assunse il titolo di conte Segré-Sartorio e fu senatore del Regno d’Italia dal 1924 al 1947, rivestendo anche la carica di consigliere dell’Associazione Nazionale per Aquileia dalla sua fondazione nel 1928 e fino alla morte nel 1949. Nel 1888 Gina Segré aveva sposato Rodolfo Brunner (1859-1956), anch’egli di famiglia ebraica, originaria di Hohenems, in Austria occidentale e trasferitasi a Trieste nel 1832. I Brunner si affermarono ben presto come una delle grandi famiglie triestine ottocentesche, impegnata in attività commerciali e industriali, dalla navigazione, alle assicurazioni (nelle Generali), alla raffinazione del petrolio. Rodolfo Brunner s’interessò anche di agricoltura, ampliando i possedimenti delle tenute ereditate dal padre Carlo nella Bassa friulana (come quella di Cavenzano in Comune di Campolongo Tapogliano) e apportandovi miglioramenti e razionalizzando la produzione. Mentre Rodolfo Brunner fu un fedelissimo dell’impero asburgico, il figlio Guido (1893-1916) si arruolò nell’esercito italiano con il grado di sottotenente della brigata Sassari nella prima guerra mondiale, durante la quale cadde sul monte Fior: fu insignito della medaglia d’oro al valor militare. Il palazzo costituiva una delle residenze di campagna di Gina Segré fino al 1947, quando fu venduto. Da allora il complesso, ormai disabitato, passò di mano in mano fino all’acquisizione da parte del Demanio.

La mappa dell’anfiteatro romano di Aquileia con la posizione di Palazzo Brunner-Segré e l’estensione della braida (foto fondazione aquileia)

L’anfiteatro e le mura. Sotto la braida del palazzo Brunner-Segré si cela, per circa un quarto della sua estensione complessiva, l’anfiteatro di Aquileia. Il grande edificio ellittico (148 x 112 m) si è conservato solo a livello di fondazioni: l’alzato fu infatti smantellato nel corso dei secoli per ricavarne materiale da costruzione: la tradizione vuole che anche il campanile sia stato costruito nell’XI secolo con blocchi in calcare di Aurisina provenienti dall’anfiteatro. Gli scavi che ne hanno rilevato la presenza risalgono alla fine dell’Ottocento e a metà del Novecento. Un’indagine di dettaglio è stata condotta, tra il 2015 e il 2017, dall’università di Verona, sotto la direzione della prof.ssa Patrizia Basso. Rimangono le imponenti strutture di fondazione e i larghi canali di deflusso delle acque, sufficienti a ricostruire la grandiosità del monumento. Un’idea di come dovesse presentarsi la forniscono gli anfiteatri meglio conservati dell’antica Regio X: le dimensioni dell’edifico aquileiese erano superiori a quelle dell’arena di Pola e appena inferiori a quelle dell’arena di Verona. Accanto all’edificio di spettacolo, intorno al 300 d.C. furono realizzate le nuove mura di cinta, un tratto delle quali furono scavate nel 2018-2020 dalla Soprintendenza.