Aquileia. Seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia: tre giorni di incontri e racconti nei siti archeologici, nelle aziende vinicole, nei giardini, nelle pasticcerie, negli spazi più raccolti che diventano tappe di un percorso fatto di storie, dialoghi ed esperienze condivise
Dal 17 al 19 aprile 2026 Aquileia accoglie la seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia, un evento diffuso che si intreccia con la vita quotidiana del territorio, uscendo dai luoghi convenzionali e portando incontri e racconti nei siti archeologici, nelle aziende vinicole, nei giardini, nelle pasticcerie negli spazi più raccolti che diventano tappe di un percorso fatto di storie, dialoghi ed esperienze condivise. Al centro del Festival c’è il cammino inteso non soltanto come movimento fisico, ma come esperienza profonda fatta di ascolto, scoperta e connessione con gli altri e con il paesaggio. L’evento è organizzato da Fondazione Aquileia; partner istituzionali il Comune di Aquileia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il FVG, la direzione regionale Musei del FVG-museo Archeologico nazionale di Aquileia, la Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, media partner Cammini d’Italia, e si svolge con il patrocinio di Sport e Salute SpA in collaborazione con Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia e Legio VI Ferrata. Tutti gli incontri e d esperienze sono gratuite con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. I luoghi del festival: Palazzo Brunner- Segrè e il suo giardino, museo Archeologico nazionale, domus di Tito Macro, domus e palazzo episcopale, porto fluviale, fondi Cal, Cocambo, le cantine Barone Ritter de Zahony, Brojli, Ca’ Tullio, Donda, Puntin, Tarlao.
“Il Festival dei Cammini di Aquileia – sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia – rappresenta per noi molto più di un evento: è un progetto culturale che interpreta in chiave contemporanea l’identità profonda di questo territorio, da sempre luogo di incontro, di passaggio e di dialogo tra popoli, culture e tradizioni. Nato lo scorso anno grazie a un progetto finanziato dalla legge 77/2006 per i siti Unesco, il Festival nasce proprio dalla riflessione sul ruolo di crocevia che Aquileia ha avuto nella storia e sulla considerazione che qui si intrecciano otto tra cammini e itinerari culturali europei – il Cammino Celeste, che quest’anno celebra i vent’anni , la Romea Strata, l’Iter Goritiense, la via Flavia, la via Postumia, il Cammino di San Martino, l’Itinerario dei Santi Cirillo e Metodio, la Rotta dei Fenici – ai quali si affianca per la sua rilevanza nelle connessioni la ciclovia Alpe Adria. Questa seconda edizione mette al centro la persona, il benessere e il tema del welfare culturale. La Regione Friuli Venezia Giulia ha individuato la Fondazione Aquileia quale capofila di un progetto centrato sul riconoscimento del ruolo attivo della cultura nel benessere delle comunità. In questo contesto un evento come il Festival dei Cammini che favorisce l’incontro tra persone diverse e crea spazi di condivisione, può avere un impatto concreto. Il cammino intreccia movimento, relazione e scoperta e in un’epoca segnata da ritmi accelerati e da forme di isolamento diffuso, la possibilità di rallentare, di muoversi insieme diventa fondamentale”.
Il convegno di apertura. Lino Zani e Giulia Capocchi di Linea Verde Sentieri danno il via ufficiale alla seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia venerdì 17 aprile 2026, nella sala conferenze di Palazzo Brunner-Segrè: il Festival vede protagonisti dal 17 al 19 aprile 34 relatori che si alterneranno in 21 incontri e animeranno 9 esperienze immersive, che spaziano dalle passeggiate archeologiche e naturalistiche, ai bagni di foresta e laboratori esperienziali, alle attività didattiche per bambini, ai workshop e alle proiezione di documentari. Dopo i saluti istituzionali e la presentazione del programma a cura di Davide Nanna di Cammini d’Italia ed Erica Zanon, responsabile promozione della Fondazione Aquileia, i lavori entranano nel vivo con Anna Del Bianco, direttore centrale Cultura e Sport della Regione Friuli Venezia Giulia e Francesca Velani, vicepresidente e direttrice Cultura e Sviluppo sostenibile di Fondazione PromoPA che introducono il tema del welfare culturale: una prospettiva sempre più centrale nelle politiche pubbliche, che riconosce alla cultura un ruolo attivo nella promozione del benessere individuale e collettivo. In questo contesto, il Festival dei Cammini si propone come un esempio concreto di come la partecipazione culturale possa generare valore sociale, favorendo l’incontro tra persone e creando spazi di condivisione autentica. A seguire Stefano Gobbi responsabile Progettazione Sociale sempre di Sport e Salute Spa, approfondisce il tema delle politiche pubbliche dedicate alla promozione dell’attività fisica e dei corretti stili di vita, evidenziando il ruolo del cammino come pratica accessibile e inclusiva. Il contributo del Club Alpino Italiano è invece al centro degli interventi di Giovanni Duratti, presidente del Comitato direttivo del CAI Friuli Venezia Giulia e Giovanni Cozzarini, presidente della Commissione Giulio Carnica della Sentieri, che raccontano l’impegno quotidiano nella cura, manutenzione e valorizzazione della rete sentieristica, fondamentale infrastruttura culturale e ambientale del Paese. Un’attenzione particolare è dedicata al tema dell’accessibilità, con l’intervento di Gabriele Favagrossa di FISH, che illustra l’importanza di progettare territori inclusivi secondo i principi dell’universal design, anche alla luce delle esperienze maturate in occasione delle Olimpiadi invernali.
La seconda parte della mattinata offre uno sguardo più ampio sull’impatto dei cammini: Miriam Giovanzana direttore editoriale di Terre di Mezzo presenta i dati del report 2026, mettendo in evidenza le ricadute economiche e sociali di questo fenomeno in costante crescita, mentre Viola Gaudiano, sviluppo progetti di Romea Strata presenterà un’indagine qualitativa realizzata in sinergia con Promoturismo FVG dedicata al Friuli Venezia Giulia. A chiudere il convegno è una riflessione sulla governance dei cammini, affidata a Gigi Bettin, segretario associazione Vie e Cammini di Francesco e Sara Zanni, archeologa e guida ambientale escursionistica, che portano l’esperienza delle Vie di San Francesco uno degli itinerari più amati d’Italia.
Talk, cammini, esperienze, film. Nel pomeriggio di venerdì il Festival entra nel vivo aprendo vari luoghi della città a momenti di incontro. Alle 15, nella domus di Tito Macro Andrea Bellavite, viandante e scrittore, modera una sessione con i referenti dei principali cammini che attraversano Aquileia, l’Iter Goritiense, il Cammino Celeste, la Romea Strata e la Via Flavia, offrendo al pubblico una visione concreta delle possibilità di viaggio lento tra storia, natura e confini. Parallelamente, altri incontri danno voce alle esperienze personali di cammino:
da Gioia in Cammino (ore 15.30 al Cocambo) che racconta i 2.200 chilometri percorsi lungo la Via Francigena, fino al viaggio intorno al mondo a piedi di Pieroad (ore 16.30 alla cantina Tarlao) durato cinque anni, passando per l’esperienza di Sara Zanni sul Cammino di Santiago (ore 16 alla Cantina Vini Puntin). La giornata si chiude alle 18 alla domus di Tito Macro con la presentazione da parte del team di Cammini d’Italia dell’Atlante dei Cammini d’Italia, tra itinerari, curiosità e territori.
La giornata di sabato 18 aprile si apre all’insegna dell’esperienza diretta e dell’immersione nel paesaggio. Dalle 9.30 alle 12.30 i bagni di foresta nell’area archeologica dell’antico porto fluviale propongono un’esperienza sensoriale e rigenerativa, mentre dalle 10 alle 12 il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi conduce una passeggiata archeologica tra vie d’acqua antiche e moderne di Aquileia. Parallelamente dalle 10 alle 12.30 l’archeologa Luciana Mandruzzato guida una passeggiata attraverso i primi grandi scavi archeologici di Aquileia. In parallelo, dalle 10.30 alle 12 alla domus di Tito Macro il seminario “Il cammino tra neuroscienze, psicologia e paesaggio” a cura di Sara Zanni, archeologa e guida ambientale e Lucia Botindari, psicologa e psicoterapeuta. Dalle 11.30 alle 13 alla cantina Vini Brojli il workshop L’attrezzatura in cammino dalla A alla Z! a cura di Tom Search.
Nel pomeriggio le attività laboratoriali invitano i partecipanti a vivere il cammino come spazio creativo: dalle 15 alle 17 ci si potrà mettere in gioco con il laboratorio “Semi in Movimento: l’eco della storia, il germoglio della vita”. Un laboratorio in cui il cammino diventa momento di ascolto profondo delle voci del passato e della natura con Sara Zanni e Lucia Botindari, dalle 15 alle 16.30 al Museo archeologico nazionale avrà luogo la proiezione del documentario “The Path of Light” e a seguire, la conferenza della prof. Slavia Barlieva (Accademia Bulgara delle Scienze, Sofia) e del prof. Krasimir Stanchev (Università Roma Tre) “La missione culturale dei santi Cirillo e Metodio e i luoghi della memoria a loro dedicati a Roma” . Sempre al Museo dalle 17 alle 19 il laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni “Tutte le strade portano ad Aquileia a cura di Educa. In parallelo alle 15.30 nel giardino di palazzo Brunner-Segrè Workshop Guida al primo cammino a cura di Cammini d’Italia, a seguire alle 17 la presentazione del progetto I Cammini delle Città del Vino: Gli Itinerari dell’Identità Agricola Collettiva ad Aquileia a cura del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, del presidente delle Città del Vino Fvg Tiziano Venturini e di Iole Piscolla, responsabile Progetti speciali. Alle 17.30 nella sala conferenze di Palazzo Brunner la presentazione e proiezione del documentario “Cammino Grande di Celestino” con Luciano di Martino, direttore Ente Parco Nazionale della Maiella e John Forcone, Ufficio Promozione presso Ente Parco Nazionale della Maiella La giornata si arricchisce di testimonianze che mettono in luce il valore sociale del cammino, come strumento educativo e di inclusione per i giovani in condizione di vulnerabilità con il panel Storie di riscatto per i giovani che si terrà nella Cantina Ca’ Tullio dalle 17.30 alle 19 con Fabrizio Preo dell’Associazione Lunghi Cammini Odv e Andrea Bellavite. La giornata si conclude con il racconto della storia dell’Hospitale di San Giovanni e il Cammino di San Martino in FVG con Marino Del Piccolo, associazione amici dell’Hospitale.
Domenica 19 aprile rappresenta il momento conclusivo, interamente dedicato al cammino condiviso. I partecipanti (max 100) sono invitati a prendere parte a un itinerario ad anello che attraversa la pianura friulana, collegando due importanti percorsi regionali, il Cammino Celeste e il Cammino Via Flavia. Il tracciato si snoda tra paesaggi di bonifica, corsi d’acqua e scorci lagunari, offrendo un’esperienza immersiva che unisce natura, storia e osservazione del territorio.Parallelamente alle attività principali, il Festival propone una rassegna di docufilm dedicati ai cammini italiani, ospitata nella Domus e Palazzo Episcopale, che accompagna il pubblico in un viaggio visivo attraverso paesaggi, storie e comunità. A completare il programma, le attività di rievocazione storica la domenica mattina nell’area archeologica del fondo Cal offrono uno sguardo immersivo sulla vita antica.
Firenze. A tourismA il convegno ArcheoVinum, viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania, tra ville romane, mosaici e antichi vigneti. Il prof. Giuliano Volpe (UniBa), promotore e curatore, lo presenta in anteprima ad “archeologiavocidalpassato.com”
Un viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania… A proporlo è ArcheoVinum, l’atteso convegno promosso dall’università di Bari nell’ambito di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale – sabato 28 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, all’auditorium del Palazzo dei Congressi a Firenze, con ingresso libero e gratuito. A presentarlo in anteprima ad archeologiavocidalpassato.com è proprio il suo promotore e curatore, il prof. Giuliano Volpe (università di Bari).
“Il tema del vino è sempre stato presente in archeologia”, spiega il prof. Volpe ad archeologiavocidalpassato.com, “perché il vino ha fatto parte dei commerci nell’antichità nel Mediterraneo, dei culti, ma qui a tourismA si parlerà di vino e archeologia in maniera diversa, perché vogliamo parlare della produzione oggi del vino, ma del vino ispirato da siti archeologici. E quindi di una produzione che, in qualche modo, punta anche alla valorizzazione del sito archeologico e, al contrario, attraverso l’archeologia cerca di dare più spessore storico e culturale al prodotto enologico. Quindi un’alleanza tra archeologia e vino, tra archeologi e imprese agricole, imprese enologiche, per poter sviluppare nuove forme di turismo culturale eno-archeologico. E proporremo qui a tourismA questa rete. È un itinerario eno-archeologico che va dal Friuli fino alla Puglia, ma già con possibilità di estenderlo poi in Sardegna e in Sicilia. Insomma una novità importante. Ci sarà anche la possibilità di degustare alcuni vini legati a siti archeologici o prodotti secondo tecniche antiche con archeologia sperimentale”.
Tra ville romane, mosaici e antichi vigneti. Le tappe di questo viaggio sono rappresentate da alcuni dei parchi archeologici più importanti, come Aquileia, il Colosseo-Palatino a Roma e Pompei, o siti di straordinario interesse come l’antica città di Satricum nel Lazio o i siti etruschi e romani della Maremma o le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba, di Faragola ad Ascoli Satriano in Puglia. Ad Aquileia, sul colle Palatino a Roma e a Pompei sono stati impiantati vigneti nelle stesse aree archeologiche e si è costruita una stretta collaborazione tra i parchi e le aziende agricole, che nel caso di Pompei si è tradotta nell’interessante adozione della formula del Partenariato Pubblico Privato.
In altri casi si stanno sperimentando tecniche enologiche ispirate al mondo antico, come all’Elba o in Maremma. Altrove alcune aziende hanno trovato l’ispirazione per la denominazione di propri vini e l’etichetta delle bottiglie in siti archeologici. Il caso della villa romana di Negrar in Valpolicella è esemplare: due aziende sono direttamente coinvolte, in terreni di loro proprietà, nelle attività di ricerca, tutela e valorizzazione di una villa romana che era dotata non solo di spazi residenziali con pregevoli mosaici, ma anche di grandi impianti per la produzione del vino.
Aquileia (Ud). Nei nuovi depositi del museo Archeologico nazionale il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” con gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni, quinta tappa (con qualche anteprima della campagna 2024) verso il realizzando museo Archeologico nazionale di San Casciano. Gli interventi di La Rocca, Osanna, Carletti, Montanari, Tabolli

4 dicembre 2025: taglio delnastro della mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” al Museo archeologico nazionale di Aquileia: da sinistra, Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Marta Novello, direttore Man-Aquileia; Massimo Osanna, dg Musei; Jacopo Tabolli, curatore e direttore scien. scavo; Marianna Bressan, direttore musei archeologici Venezia e laguna; Agnese Carletti, sindaco San Casciano dei Bagni (foto mic)
La mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” arriva al Museo archeologico nazionale di Aquileia dopo le edizioni allestite nelle prestigiose sedi del Palazzo del Quirinale, del Museo archeologico nazionale di Napoli, del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e della James-Simon-Galerie di Berlino. Dal 4 dicembre 2025 all’8 marzo 2026, al pubblico del museo Archeologico nazionale di Aquileia vengono presentati gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni: il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto in Italia. L’esposizione, a cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, permette di ammirare un nucleo di più di trecento reperti, frutto delle campagne di scavo condotte tra 2022 e 2024 nel sito archeologico del Bagno Grande dall’università per Stranieri di Siena, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo e il Comune di San Casciano dei Bagni. La mostra è stata promossa dal ministero della Cultura e realizzata dalla direzione generale Musei del MiC con il museo storico e parco del Castello di Miramare-direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia / museo Archeologico nazionale di Aquileia. Alla Fondazione Aquileia si deve la proiezione in videomapping che illuminerà la facciata del museo per tutto il periodo natalizio. Hanno inoltre contributo alla realizzazione della mostra il Comune di Aquileia, la Fondazione Friuli e Promoturismo FVG.

Allestimento della mostra “Gli dei ritornano. I brionzi di San Casciano” nei depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto massmedia di Stefano Bergomas)
Il suggestivo allestimento all’interno dei nuovi depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia arricchisce il percorso espositivo con le novità delle ultime campagne di scavo, esposte per la prima volta in Italia. Gli straordinari reperti raccontano secoli di devozione e di preghiere in un luogo caratterizzato dalla presenza di acque calde, che ha significativamente mantenuto nel nome la memoria della vocazione termale di questo territorio: donne e uomini, adulti e bambini, di culture e lingue diverse, hanno frequentato e condiviso lo stesso santuario, la cui sacralità era strettamente legata alla presenza di acque termali dalle spiccate qualità terapeutiche. Proprio il tema del contatto, dello scambio e delle contaminazioni tra culture è la chiave di lettura della edizione aquileiese della mostra, che si inserisce nel quadro delle iniziative programmate nell’ambito delle celebrazioni di GO!2025 – Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, arricchendo il palinsesto degli eventi grazie all’alto profilo scientifico del progetto curatoriale e allo straordinario valore documentario dei reperti.

Il capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale, Luigi La Rocca, a Berlino (foto agnese sbaffi / mic)

Il Palazzo dell’Arcipretura a San Casciano dei Bagni (Si) futura sede del museo dei bronzi di San Casciano (foto mic)

Campagna 2024: panoramica dell’area di scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (foto SABAP-SI Comune di San Casciano dei Bagni Unistrasi)
Il capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale del Mic, Luigi La Rocca, sottolinea come “il rinvenimento dello straordinario contesto di Bagno Grande è il risultato di un lungo e altalenante percorso che affonda le sue radici nel Rinascimento, quando alcuni importanti rinvenimenti archeologici sono menzionati in occasione dei primi studi sulle proprietà terapeutiche e salutari delle abbondanti acque minerali che scaturiscono dal sottosuolo di San Casciano dei Bagni. Il rinnovato interesse per il sito si deve però alla attività di tutela e conoscenza condotta tra il 2016 e il 2017 dalla Soprintendenza che, sulla base di attente ricognizioni nell’area di Bagno Grande e della mappatura delle evidenze, allora quasi completamente nascoste dalla vegetazione, sollecitò più estese indagini affidandone poi la conduzione all’università per Stranieri di Siena. Così, dal 2019 un team coordinato dal prof. Jacopo Tabolli sta portando alla luce un contesto straordinario in cui ogni oggetto rinvenuto, di bronzo, di terracotta o di marmo, documenta la complessità delle pratiche rituali e votive legate alla guarigione e alla salute che si svolgevano nel santuario dedicato alla fonte calda, il “Flere Havens”, personificazione della sorgente termale, oggetto di venerazione e devozione accanto ad altre divinità, Esculapio, Igea, Apollo, Iside e Fortuna. Le scoperte del santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni hanno già trovato spazio in mostre prestigiose in Italia e all’estero; quella di Aquileia rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso di diffusione della conoscenza di questa straordinaria avventura, con l’obiettivo di condividere con il pubblico l’eccezionalità dei reperti e del contesto archeologico, in attesa del completamento del museo Archeologico nazionale di San Casciano, che avrà sede nel Palazzo dell’Arcipretura acquistato dal ministero della Cultura, e del parco archeologico Termale nell’area dello scavo”.
“L’arrivo ad Aquileia dei bronzi di San Casciano”, commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna, “segna una nuova tappa in un percorso di ricerca e di valorizzazione che ha portato questa straordinaria scoperta a dialogare con alcuni dei più importanti musei e istituzioni italiane e internazionali: dal Quirinale ai musei nazionali di Napoli e Reggio Calabria, fino all’ultima tappa alla James-Simon-Galerie di Berlino. La nuova mostra permette ora di presentare al pubblico le acquisizioni più recenti delle campagne di scavo, mettendo in relazione il santuario del Bagno Grande con un territorio – quello di Aquileia – che condivide una lunga storia di incontri, scambi e connessioni culturali. Ciò che emerge da questo percorso non è soltanto l’eccezionalità del deposito votivo: è la capacità del patrimonio di generare conoscenza, di aprire prospettive, di costruire un racconto condiviso e partecipato. Ed è in questa direzione che si articola l’azione del Sistema Museale Nazionale, che fa della collaborazione tra i luoghi della cultura, in un’ottica di rete, uno strumento essenziale di valorizzazione. Mentre proseguono le attività per realizzare il nuovo museo a San Casciano dei Bagni per dare ai bronzi la loro casa, continuiamo così a promuovere e a condividere una scoperta che parla a tutti, rafforzando il ruolo dei musei come luoghi vivi: laboratori di ricerca e di partecipazione, capaci di interpretare le complessità del nostro passato e di renderle accessibili ai pubblici di oggi”.

Mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”: da sinistra, Agnse Carletti, Massino Osanna e Jacopo Tabolli alla presentazione ad Aquileia (foto mic)
“I nostri Bronzi cominciano il loro ritorno verso San Casciano dei Bagni”, afferma il sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti, “facendo tappa ad Aquileia e accompagnarli in un luogo così importante per l’archeologia italiana e di tutto il mondo è un grande onore. Come sempre la mia presenza sta a rappresentare quella di una comunità intera, la comunità di San Casciano dei Bagni che ha fortemente voluto lo scavo del Santuario Ritrovato investendo il suo futuro in un progetto che mette al centro il suo passato. Mi piace ricordare come questo viaggio abbia trovato la sua prima tappa in mostra al Palazzo del Quirinale, fortemente voluta dal Presidente Mattarella, negli stessi giorni in cui il ministero della Cultura acquistava il palazzo destinato ad ospitare il museo di San Casciano. Siamo dunque felici ed onorati di essere oggi in questo luogo iconico che arricchisce il nostro progetto con un’occasione di valorizzazione straordinaria, ma sempre più impazienti di vedere i Bronzi tornare a casa”.

Allestimento della mostra “Gli dei ritornano. I brionzi di San Casciano” nei depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto massmedia di Stefano Bergomas)
Il rettore dell’università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, dichiara: “Il Bagno Grande con le sue acque calde ed accoglienti, dove si osservano tracce materiali di coesistenza tra Etruschi e Romani, è ormai entrato nell’immaginario internazionale e nazionale e anche nella quotidianità della comunità accademica dell’università per Stranieri di Siena, come un luogo caro, e familiare. Questa mostra ad Aquileia è prima di tutto il frutto di un lungo percorso di ricerca, vissuto da archeologhe e archeologi in ricerca assieme alla stessa comunità civica di San Casciano dei Bagni. La mediazione culturale tanto cara alla nostra piccola università non è, in questo caso, tra culture diverse di oggi, ma tra le comunità che ieri vivevano in quella terra e la comunità viva ai nostri giorni, che muove verso una profonda presa di coscienza della sua storia, e dunque di se stessa”.

Ad Aquileia esposta la straordinaria statua di infante con palla, che reca per la prima volta inciso nel bronzo il nome della città (e forse del dio) di Chiusi, scoperta a San Casciano nel 2024 (foto massmedia di Stefano Bergomas)
“Quest’ultima edizione della mostra”, sottolinea il direttore del CADMO dell’università per Stranieri di Siena Jacopo Tabolli, coordinatore scientifico dello scavo e co-curatore della mostra, “aggiunge un tassello fondamentale alla conoscenza del santuario del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni e soprattutto al suo carattere eccezionale di spazio millenario di multiculturalismo e plurilinguismo. Per la prima volta, ad Aquileia, si presentano in Italia i reperti delle ultime campagne, recuperati nel 2024 nella stratificazione più profonda della vasca: tre nuovi nuclei di offerte votive, deposti insieme a numerose uova direttamente nel fango, tra cui un raro torso maschile in bronzo con dedica votiva in latino alla Fonte Calda, una figura femminile di offerente e la straordinaria statua di infante con palla, che reca per la prima volta inciso nel bronzo il nome della città (e forse del dio) di Chiusi. Quasi sul fondo del deposito votivo sono emersi anche cinque serpenti in bronzo, che potrebbero alludere allo spirito della sorgente o rimandare a rituali che presso gli Etruschi e i Romani erano connessi alla pratica della divinazione”.

Ad Aquilreia esposto il raro torso maschile in bronzo con dedica votiva in latino alla Fonte Calda, scoperto a San Casciano nella campagna 2024 (foto massmedia di Stefano Bergomas)
Il progetto di allestimento è di Chiara Bonanni e Guglielmo Malizia, Decima Casa – studio di architettura, che ha reinterpretato gli spazi dei depositi museali recentemente rinnovati per inserirvi una mostra archeologica di respiro internazionale. I reperti della collezione aquileiese accolgono gli straordinari ritrovamenti di San Casciano dei Bagni entro un contesto di grande suggestione e potere evocativo, ideato per mettere il pubblico a stretto contatto con l’attività di ricerca che sta alla base di ogni esposizione museale. Il progetto della mostra inserisce il deposito votivo del Bagno Grande all’interno di un ampio contesto storico e territoriale: lungo il percorso il visitatore scopre una moltitudine di luoghi sacri che aiutano a comprendere la complessità di un vasto territorio collocato tra Toscana, Umbria e Lazio, spaziando dell’età del Bronzo Recente (fine del XIV secolo a.C.) al periodo tardoantico (IV sec. d.C.). Decine di statue e statuette raffiguranti le divinità venerate nel luogo sacro o i fedeli dedicanti, centinaia di monete in bronzo e gli ex-voto anatomici scoperti all’interno della vasca sacra, databili soprattutto tra il II e il I secolo a.C., narrano storie di devozione e di riti svolti per chiedere alle divinità la salute o per ringraziare di una guarigione. Di particolare interesse sono le lunghe iscrizioni in etrusco e latino presenti sulle statue, che restituiscono nuovi dati sul rapporto tra Etruschi e Romani, sui culti presso le sorgenti termali e sulle divinità qui venerate, in un periodo storico di grandi trasformazioni che vide la definitiva romanizzazione delle potenti città etrusche.
Aquileia (Ud). A Palazzo Brunner-Segrè “La storia romana transfrontaliera: un’opportunità concreta di sviluppo del territorio”, il 4° workshop formativo del progetto RIMROM. Ecco il programma
Martedì 18 novembre 2025, dalle 9 alle 13, si terrà ad Aquileia (Ud) “La storia romana transfrontaliera: un’opportunità concreta di sviluppo del territorio”, il 4° workshop formativo del progetto RIMROM, volto ad identificare, grazie alla collaborazione proattiva tra i partecipanti, le potenziali opportunità, idee manageriali, nuovi prodotti e servizi turistici derivanti dalla valorizzazione della storia romana di Aquileia e transfrontaliera, relativa alla Tarda Antichità. Con le precedenti sessioni formative è stato approfondito il contesto storico che lega l’antica Aquileia a Castra (odierna Ajdovščina), le aree archeologiche e i luoghi più significativi per la storia di IV secolo e si sono potute vivere in prima persona le appassionanti didattiche proposte dai gruppi di rievocazione storica durante l’evento “Aquileia Splendida Civitas”. In quest’ultima sessione i partecipanti potranno cimentarsi nello sviluppo di proposte concrete per la promozione del patrimonio romano transfrontaliero, attraverso un processo di progettazione partecipata. L’attività pratica sarà anticipata da un’introduzione sui trend di settore, sui touchpoints (ossia i punti di contatto) tra turista, destinazioni e operatori e sul concetto di esperienza. La partecipazione è gratuita su prenotazione online obbligatoria (i posti sono limitati). Per riservare il tuo posto clicca qui https://forms.gle/LKffkYMfbY7aWTJz9.
Programma. Alle 9, ritrovo e registrazione dei partecipanti a Palazzo Brunner-Segrè, in via Roma 20 ad Aquileia (nuova sede operativa di Fondazione Aquileia); 9.15, “Benvenuti!”, breve presentazione dell’attività: il progetto RIMROM e gli obiettivi del workshop, a cura di Fondazione Aquileia; 9.30, Sessione teorica: Il turista al centro della costruzione di esperienze. I bisogni e i comportamenti dei turisti sono in continua evoluzione, così come i trend di settore e la crescente attenzione alla sostenibilità e all’autenticità dell’esperienza. In questa sessione approfondiremo le tendenze del mercato, i touchpoints (ossia i punti di contatto) tra turista, destinazioni e operatori. L’obiettivo è quello di fornire informazioni utili e pratiche per proseguire con la successiva sessione di carattere operativo. A cura di Giovanna Tosetto, Destination Development Specialist | Sustainable Tourism Strategist & Green-Certification Advisor; 11.30, pausa; 11.45, Sessione operativa: Dalla Battaglia del Frigido allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi turistici transfrontalieri. Attività pratica dedicata alla progettazione partecipata e generazione di proposte concrete, attraverso cui poter potenzialmente differenziare l’offerta del territorio e creare valore per i visitatori. Le proposte saranno ispirate alle vicende storiche che hanno contraddistinto Aquileia ed Ajdovščina (Aidussina, Slovenia) nella Tarda Antichità, incentivando il dialogo e la collaborazione tra i partecipanti. A cura di Giovanna Tosetto, Destination Development Specialist | Sustainable Tourism Strategist & Green-Certification Advisor.


































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