Archivio tag | fondazione Aquileia

XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato

L’Aquileia Film Festival dall’alto con le due piazze, Capitolo e Patriarcato, riservate al pubblico (foto fondazione aquileia)

aquileia_film-festival-2021_locandinaCinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per sette serate da martedì 27 luglio a martedì  3 agosto 2021 nella XII edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del FVG, fondazione So.Co.Ba. e PromoTurismoFvg con il sostegno di Solaris Yachts. Per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto – di piazza Patriarcato. È obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Tutte le serate, tranne sabato 31 luglio, saranno trasmesse anche in streaming sul sito www.fondazioneaquileia.it. La giuria dei film in concorso alle serate dell’archeologia è composta da Dario Di Blasi (direttore di Firenze ArcheoFilm), Luca Villa (archeologo), Simonetta Di Zabutto (travel blogger e giornalista), Lorenza Cesaratto (Fvg Social Ambassador).

Frame del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” (foto fondazione aquileia)

Serata-evento. “Il Festival si apre martedì 27 luglio 2021 con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dal vivo suoneranno Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli che presenterà anche il suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli.

Frame del film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane (foto fondazione aquileia)
francesco.tiboni

L’archeologo navale Francesco Tiboni

aquileia_cristiano-tiussi

Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

aquileia_AquileiaFilm2017_ph-Massimo-Goina

Star di Aquileia Film Festival sarà anche quest’anno Alberto Angela che chiuderà la kermesse intervistato da Piero Pruneti (foto Massimo Goina)

Le serate dell’archeologia. Ospiti delle serate dell’archeologia nei giorni successivi e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Francesco Tiboni, archeologo navale (28 luglio), Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia (29 luglio), Alberto Angela in diretta streaming (30 luglio). Si inizia mercoledì 28 luglio 2021, alle 21, con la proiezione del film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente, dove per la prima volta nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. A seguire la conversazione-intervista con Francesco Tiboni, archeologo navale e in chiusura il cortometraggio “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville sugli Incas, che nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Sebbene non conoscessero né la scrittura né la ruota, gli Incas si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura. Giovedì 29 luglio 2021, alle 21, il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane ci porterà alla scoperta del patrimonio sommerso nei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Ospite della serata Cristiano Tiussi, archeologo, che approfondirà l’importanza strategica del porto fluviale di Aquileia per la storia della città. In chiusura grazie al cortometraggio “Elarmekora” di Clément Champiat seguiremo una spedizione archeologica nel cuore del Gabon, sulle tracce dei primi uomini lungo il fiume Congo. Venerdì 30 luglio 2021, alle 21, la serata si apre con il cortometraggio “Indagini in profondità. Il robot degli abissi” di Guilain Depardieu e Frédéric Lossignol che segue una squadra di archeologi al largo delle coste di Tolone, in Francia, che sta per inviare su di un relitto un robot umanoide chiamato “Ocean One”. Protagonista della serata Alberto Angela in diretta streaming con la presentazione dei suoi due ultimi libri della trilogia di Nerone “L’ultimo giorno di Roma” e “L’inferno su Roma” editi da Harper Collins.

maram-oriental-ensemble

Il gruppo Maram Oriental Ensemble

Il concerto. Sabato 31 luglio 2021, alle 21, la musica di MARAM Oriental Ensemble ci porterà lungo la sponda orientale del Mediterraneo, partendo dal Marocco percorrendo tutto il Nord Africa, passando per l’Egitto, fermandosi in Palestina, Libano, Siria, Iraq e arrivando fino alla Turchia. L’evento è abbinato alla mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” e alterna musica, lettura scenica e proiezioni.

Frame del film “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” (foto fondazione aquileia)

Fuori concorso – Il Patriarcato di Aquileia e Le città ideali. Lunedì 2 e martedì 3 agosto 2021 sono in programma due serate fuori-concorso moderate dalla scrittrice e giornalista Elena Commessatti: lunedì 2 agosto ci sarà la proiezione in prima assoluta del documentario “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini, prodotto da All e Arlef. “Patriae” è il viaggio di Carolina, una ragazza di 14 anni che svolge una ricerca sul Patriarcato di Aquileia e raccoglie sul territorio i passaggi più significativi di oltre tre secoli di storia (1077-1420). Il film è in lingua friulana sottotitolato in italiano. A seguire la conversazione con il regista D’Agostini e con Angelo Floramo. Martedì 3 agosto, sempre alle 21, proiezione del docu-film prodotto da RTV Slovenija che racconta “Le città ideali” con la regia di Amir Muratović: nella pianura friulana e lungo il confine sloveno, infatti, in un raggio di quaranta chilometri troviamo Aquileia, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Torviscosa e Nova Gorica, città create a partire da un progetto unitario.

A Palazzo Meizlik di Aquileia apre la mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” che celebra quel filo ancora inesplorato che unisce la Basilica della Natività a Betlemme e la Basilica di Aquileia, entrambe tappa e meta di pellegrinaggi, entrambi siti Patrimonio dell’Umanità

La locandina della mostra “Da Aquileia a Betlemme. Un mosaico di fede e bellezza” a Palazzo Meizlik dall’11 luglio al 30 settembre 2021
aquileia_mappa-vie-di-cammino-medievali_foto-fondazione-aquileia

Mappa delle vie di cammino medievali (foto fondazione aquileia)

C’è un filo ancora inesplorato di fede e bellezza che unisce la Basilica della Natività a Betlemme e la Basilica di Aquileia, entrambe tappa e meta di pellegrinaggi, entrambi siti Patrimonio dell’Umanità. A celebrare la rinascita della Basilica della Natività di Betlemme e la storia dell’evoluzione della Basilica di Aquileia la mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” che apre a Palazzo Meizlik domenica 11 luglio 2021, alle 18, alla presenza di S.E. Mons. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme; di S.E. Anastas, delegato di Palestina all’Unesco; del presidente della Fondazione Aquileia e sindaco Emanuele Zorino e dei curatori.  La mostra è organizzata da Fondazione Aquileia, Bethlehem Development Foundation, Alto Comitato Presidenziale per gli Affari religiosi in Palestina e per il restauro della Basilica della Natività, Comune di Aquileia, Fondazione per la Conservazione della Basilica di Aquileia con il patrocinio del Ministero della Cultura e il sostegno di Piacenti spa. La mostra, che rimarrà aperta fino al 30 settembre 2021, è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (apertura straordinaria lunedì 12 luglio 2021, in occasione dei SS. Patroni) e il biglietto d’ingresso alla mostra (6 euro) comprende anche l’ingresso alla Basilica di Aquileia, alla cripta affreschi e alla cripta scavi per permettere ai visitatori di proseguire il percorso alla scoperta delle meraviglie della Basilica di Aquileia. Al bookshop della mostra è disponibile il catalogo arricchito dai testi dei curatori e da un ricco repertorio fotografico (15 euro) e il dvd “Le meraviglie di Betlemme” (10 euro).

aquileia_basilica_interno-navata_foto-g-baronchelli

La navata centrale della Basilica di Aquileia con il più esteso mosaico pavimentale dell’Occidente (foto G. Baronchelli)

 

emanuele-zorino_sindaco

Emanuele Zorino, presidente Fondazione Aquileia

“Con questa mostra”, evidenzia Emanuele Zorino, presidente della Fondazione Aquileia, “confermiamo l’impegno nel raccontare la centralità della splendida civitas nella storia della Cristianità e nel rapporto vivissimo con il Mediterraneo e con l’Oriente. In una fase post-pandemica complicata per l’economia globale, la Fondazione Aquileia ha voluto scommettere su un’iniziativa che mette al centro l’indagine storico-archeologica come occasione per porre nuovi quesiti alla comunità scientifica, ma anche come strumento concreto per il rilancio turistico del territorio e per l’affermazione del dialogo interculturale, rivendicandone al tempo stesso la funzione di deterrente alle angosce contemporanee e alle nuove minacce di conflitto”.

Betlemme_basilica-della-nativita_grotta-della-nativita_foto-fondazione-aquileia

Basilica della Natività a Betlemme: la stella d’argento che segna il luogo della nascita di Gesù nella grotta della Natività (foto fondazione aquileia)

 

Issa Kassissieh

S.E. Issa Kassissieh, membro del Comitato Presidenziale Palestinese per il Restauro della Basilica della Natività

S.E. Issa Kassissieh, membro del Comitato Presidenziale Palestinese per il Restauro della Basilica della Natività “La mostra”, sottolinea S.E. Issa Kassissieh, membro del Comitato Presidenziale Palestinese per il Restauro della Basilica della Natività, “valorizza la chiesa della Natività restaurata in tutta la sua bellezza artistica e significato storico, e ancor di più nel suo messaggio spirituale. In un momento in cui il mondo lotta contro una pandemia la Natività ci ricorda ancora della nascita e rinascita di Gesù, e con Lui germogliano nuova vita e nuove speranze. È con umiltà, e allo stesso tempo con orgoglio, che il popolo Palestinese presenta Betlemme e la sua chiesa al mondo: crediamo fermamente che attraverso la bellezza e il potere dell’arte, della storia, della cultura e della fede possiamo davvero promuovere la conoscenza tra culture, rafforzare il dialogo interreligioso, ed essere di ispirazione per il progresso delle generazioni future”.

aquileia_basilica_ipotesi-ricostruttiva-aula-sud_foto-fondazione-aquileia

Ipotesi ricostruttiva dell’Aula Sud della Basilica di Aquileia, vista da Ovest (foto fondazione aquileia)

 

salvo.barrano

Salvo Barrano, curatore della mostra “Da Aquileia a Betlemme”

 

luca-villa

Luca Villa, curatore della mostra “Da Aquileia a Betlemme”

“Aquileia e Betlemme”, spiegano Salvo Barrano e Luca Villa, i curatori della sezione aquileiese, “poste in due aree opposte del Mediterraneo, appaiono significativamente accomunate dal ruolo preminente nell’irradiazione e nell’affermazione del Cristianesimo, come suggeriscono le testimonianze monumentali che vi sono conservate. Sia il santuario sorto sulla Grotta di Gesù sia il complesso della città adriatica appaiono entrambi edificati in epoca costantiniana, agli inizi del IV secolo d.C. Sul luogo della Natività venne eretta, per volere dello stesso imperatore Costantino, una grande basilica, un complesso che ebbe da subito un’estrema rilevanza nel mondo cristiano, divenendo meta di pellegrinaggi da ogni parte dell’impero, come accadde anche per tutti gli altri luoghi della Terra Santa che conservavano traccia della vita e della passione di Cristo. Negli stessi anni ad Aquileia il vescovo Teodoro innalzava, alla guida di una fervente e benestante comunità locale, uno dei più antichi ed importanti complessi paleocristiani dell’Occidente, dove si conservano straordinarie testimonianze dell’arte cristiana, prima fra tutte il più esteso mosaico pavimentale dell’Occidente”.

La Basilica di Aquileia da drone con piazza Capitolo e piazza Patriarcato: le lastre di pietra di Aurisina bianca riproducono la sagoma dell’impianto edilizio antico (foto fondazione aquileia)
Betlemme_basilica-della-nativita_basilica-giustinianea_foto-fondazione-aquileia

Basilica della Natività a Betlemme: la basilica giustinianea vista da sud dopo il restauro del tetto (foto fondazione aquileia)

L’accostamento tra i due siti – e in particolare tra la Basilica della Natività di Betlemme e la Basilica di Aquileia – si deve all’interesse delle recenti scoperte nella Basilica della Natività, avvenute nel corso del sapiente restauro condotto a partire dal 2013 dall’azienda italiana Piacenti spa, eccellenza nel restauro. Ai lavori di Betlemme, finanziati grazie all’impegno dell’Autorità Palestinese, hanno fatto seguito ricerche accurate, che hanno evidenziato straordinarie analogie nella genesi e nell’evoluzione dei due complessi.

Basilica della Natività a Betlemme: i mosaici conservati nel muro settentrionale della navata centrale (foto fondazione aquileia)
Betlemme_basilica-della-nativita_restauri-mosaici-basilica-costantiniana_foto-fondazione-aquileia

Basilica della Natività a Betlemme: restauratori al lavoro sul mosaico pavimentale della basilica costantiniana (foto fondazione aquileia)

Il percorso espositivo si snoda in due sezioni: la sezione Betlemme, curata da Taisir Hasbun, Alessandro Fichera e Tommaso Santi si avvale del progetto di scavo e restauro durato dieci anni come di un filo che permette di ricucire attraverso testi, foto e video la storia del monumento più antico della Cristianità per concludersi con un video dove viene letteralmente svelata la Basilica nella sua ritrovata bellezza.

Basilica di Aquileia: la cripta degli affreschi (foto G. Baronchelli)
aquileia_domus-e-palazzo-episcopale_mosaico-aula-absidata_foto-g-baronchelli

Area archeologica della Domus e palazzo episcopale di Aquileia: il pavimento musivo dell’aula absidata (foto G. Baronchelli)

La sezione Aquileia, curata dagli archeologi Salvo Barrano e Luca Villa conduce direttamente alle origini dell’arte cristiana indagando in profondità il rapporto tra queste due città, separate da oltre duemila miglia. Si focalizza sui grandiosi mosaici di età costantiniana nel primo impianto della basilica di Aquileia realizzata dal Vescovo Teodoro e prosegue con il racconto dell’evoluzione della basilica cristiana nei secoli arricchito di contenuti multimediali.

Per le Giornate europee dell’Archeologia Aquileia lancia una tre giorni speciale con Visite guidate, open day delle aree archeologiche, aperture straordinarie, archeologia sperimentale e musica. Gran finale lunedì all’alba al porto fluviale con il Concerto del Solstizio

aquileia_fondazione_logoVisite guidate, open day delle aree archeologiche, aperture straordinarie, archeologia sperimentale e musica: sono questi alcuni eventi del ricco programma predisposto dalla Fondazione Aquileia per le Giornate europee dell’archeologia 2021, da sabato 19 giugno fino all’alba di lunedì 21. E questo grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia e Fondazione Radio Magica.

Visite guidate con archeologo durante l’Open Day nelle aree archeologiche di Aquileia (foto fondazione aquileia)

SABATO 19 GIUGNO 2021 è l’Open day, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19. Gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia, delle università e della soprintendenza accoglieranno i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche e nei cantieri di scavo: foro, area del decumano di Aratria Galla e delle mura a zig-zag, teatro e grandi terme, domus delle Bestie Ferite, antichi mercati, fondo Cal, domus dei Putti danzanti, porto fluviale e la sua sponda orientale. Non serve la prenotazione. L’ingresso è gratuito.

La domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione Aquileia)

Visite con l’archeologo alla domus di Tito Macro: alle 10.30, 11, 11.30, 16.30, 17, 17.30, 18. L’ingresso è gratuito con ritrovo presso la domus, ma attenzione: qui è necessaria la prenotazione (tel. 0431.919491 o info.aquileia@promoturismo.fvg.it) perché i posti sono limitati.

Una fase della realizzazione del forno romano per la produzione del vetro ad Aquileia col progetto Veri (foto Aihv)

Archeologia sperimentale: accensione di un forno vetrario romano, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19. L’attività si svolge nel fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati, con l’accensione di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito come una struttura romana, realizzato grazie a un finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto V.E.R.I. del Comitato Nazionale Italiano dell’AIHV (Association Internationale pour l’Histoire du Verre). Durante la giornata si potrà anche assistere alle prove di soffiatura del maestro vetrario muranese Nicola Moretti.

La locandina della nuova sezione del museo Archeologico nazionale dedicata a “Lusso e ricchezza” (foto man-aquileia)

Museo Archeologico nazionale. Visita guidata alla nuova sezione “Lusso e ricchezza”, alle 10 e alle 11, a cura del Man, inaugurata il 27 maggio 2021 e dedicata alla straordinaria collezione di oggetti in ambra, gemme, cammei, gioielli e monete. Qui la prenotazione è obbligatoria a bookshopmanaquileia@gmail.com. La visita è compresa nella normale tariffa di ingresso al museo.

L’esterno di Casa Bertoli ad Aquileia (foto archeocarta del FVG)

Apertura straordinaria di Casa Bertoli dalle 10 alle 13, a cura della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e dell’Associazione nazionale per Aquileia. Sarà così possibili esplorare Casa Bertoli, lungo il viale che conduce a piazza Capitolo e alla Basilica, e scoprire i suoi meravigliosi affreschi.

Il foro romano di Aquileia e il plinto della Medusa fotografati da Elio Ciol

Visita guidata classica di Aquileia alle 10.30 a cura di PromoTurismoFVG, con prenotazione obbligatoria telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

Pubblico in piazza Capitolo ad Aquileia per l’Aquileia Film Festival

Sacro e profano: il Patriarcato di Aquileia, alle 21, in piazza Capitolo, con ingresso libero: la conferenza-concerto a cura della Trieste Flute Association chiude la prima delle Giornate europee dell’Archeologia.

Il museo Paleocristiano ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

DOMENICA 20 GIUGNO 2021. Apertura straordinaria del museo Paleocristiano, dalle 14.30 alle 18.30, con ingresso gratuito. E alle 16 ci sarà una visita guidata gratuita a cura del museo con prenotazione obbligatoria scrivendo a bookshopmanaquileia@gmail.com.

La statua in marmo di Venere del I sec. a.C. – I sec. d.C. da un originale di età ellenistica nel nuovo allestimento del Man di Aquileia (foto di Alessandra Chemollo)

Visita guidata al museo Archeologico nazionale di Aquileia alle 10.30 e alle 16.30, a cura di PromoTurismoFVG. Costo 10 euro oltre al biglietto di ingresso al museo. Prenotazione obbligatoria telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

L’area archeologica del fondo Cossar dopo la realizzazione del primo lotto di lavori dell’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della domus di Tito Macro (foto fondazione Aquileia)

Visita guidata alla domus di Tito Macro alle 10. 11, 15, 16, a cura di PromoTurismoFVG. Costo 3 euro, durata 40 minuti. Prenotazione obbligatoria telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

Fondazione Radio Magica propone speciali visite guidate teatralizzate nell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione radio magica)

In diretta con la storia: visite teatralizzate da Fondazione Radio Magica, alle 10. Itinerario con guida e attori tra le aree degli antichi mercati, il porto fluviale e il decumano. Costo 15 euro, durata 2 ore, prenotazione obbligatoria telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

Una veduta aerea di Fondo Pasqualis, l’area dei mercati di Aquileia, prima delle ultime campagne di scavo (foto fondazione Aquileia)

Archeologia sperimentale: accensione di un forno vetrario romano, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17, a cura della Pro loco Aquileia, ingresso libero. L’attività si svolge nel fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati, con l’accensione di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito come una struttura romana.

Il cimitero degli Eroi ad Aquileia, nel cuore della città romana, a ridosso della basilica paleocristiana (foto archeocarta del FVG)

Visita al cimitero dei Caduti, alle 17, a cura della Pro loco Aquileia, in occasione dell’anno del centenario della traslazione del Milite Ignoto da Aquileia a Roma. Prenotazione obbligatoria telefonando al 3279065531 o scrivendo a prolocoaquileia@libero.it.

La locandina del Concerto del Solstizio nel porto fluviale romano di Aquileia (foto fondazione aquileia)

LUNEDÌ 21 GIUGNO 2021. Concerto del Solstizio, alle 4.30. Appuntamento finale delle Giornate europee dell’Archeologia, all’alba del solstizio d’estate nell’atmosfera rarefatta dell’antico porto fluviale di Aquileia, con il concerto per pianoforte e voce di Alessandra Celletti che proporrà il suo progetto “Experience” che mette in musica l’essenza dell’acqua e il fascino della trasformazione. Il pubblico potrà così assaporare il passaggio dal buio alla luce tra le rovine romane, l’acqua e il verde della natura che circonda il paesaggio. Prenotazione telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

Friuli-Venezia Giulia. Ad Aquileia riaprono il museo Archeologico nazionale, il porto fluviale e la Domus e Palazzo episcopale. Chiuse le altre aree archeologiche per lavori. A Cividale il museo Archeologico nazionale

Veduta aerea del sito archeologico di Aquileia dominato dalla basilica patriarcale

La Regione Friuli-Venezia Giulia passa in zona gialla, così la Fondazione Aquileia può annunciare le prime riaperture. Si comincia da lunedì 26 aprile 2021 con il porto fluviale dell’area archeologica e il passaggio di collegamento attraverso il fondo Cossar: apertura tutti i giorni dalle 9 alle 18. Le altre aree archeologiche rimangono chiuse in quanto interessate da cantieri di lavoro. La Domus e Palazzo episcopale sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16, il sabato dalle 10 alle 17 e la domenica dalle 10 alle 18. Il sabato, la domenica e i giorni festivi l’accesso è consentito su prenotazione da effettuare con 24 ore di anticipo telefonando al 3317481796. Il museo Archeologico nazionale di Aquileia aprirà invece martedì 27 aprile 2021, dalle 10 alle 18. La domenica e i festivi è obbligatoria la prenotazione.

Cavaliere longobardo raffigurato su un disco in lamina aurea (inizi VII secolo) dagli scavi della necropoli Cella nel 1821, conservato al museo Archeologico nazionale di Cividale (foto man-cividale)

Da lunedì 26 aprile 2021 apre anche il museo Archeologico nazionale di Cividale con ingresso contingentato. Questo l’orario di apertura: lunedì, 9-14; da martedì a domenica, 8.30-19.30. Per prenotazioni tel. 0432 700700. “Chi se non lui, il nostro cavaliere, come migliore portafortuna per un tuffo nel giallo oro? Quello inossidabile e inattaccabile, quello che dura nel tempo”, è il commento beneaugurante postato sui social del Man di Cividale. “Alla vigilia di una zona gialla e dentro un 25 aprile che ci vede un po’ cambiati, un grande in bocca al lupo da tutto il personale del Man-Cividale per le ripartenze di domani, quando saremo tutti in prima linea nell’impegno di una ripresa responsabile e duratura. Buon 25 Aprile e godiamoci bene questa benedetta zona gialla”.

Aquileia. Tutti i venerdì “Passeggiata con il Direttore” alla Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore romane del Nord Italia. Iniziativa gratuita, prenotazione obbligatoria. Il programma di marzo

La domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione Aquileia)

Tutti i venerdì “passeggiata con il Direttore” alla Domus di Tito Macro ad Aquileia:  l’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, accompagnerà cittadini e visitatori alla scoperta di una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia. La nuova struttura di protezione e valorizzazione, che si estende per 1700 metri quadrati, ripropone i volumi della dimora che tra I sec. a.C. e I sec. d.C. dovette appartenere da un certo Tito Macro, facoltoso abitante di Aquileia.  Guidati dal direttore i visitatori scopriranno com’era la vita in una ricca domus romana e come si disponevano gli ambienti con i meravigliosi pavimenti a mosaico. Programma marzo 2021 “Passeggiata con il Direttore” alla Domus di Tito Macro: tutti i venerdì, 5/03 – 12/03 – 19/03 – 26/03, alle 14.30. L’iniziativa è gratuita, con prenotazione obbligatoria: tel. 320-0342258, mail: domus.titomacro@gmail.com.

L’area archeologica di Aquileia riaperta in sicurezza (foto fondazione Aquileia)

Con la riapertura dei luoghi della cultura, Aquileia è pronta ad accogliere tutti nel pieno rispetto di tutte le norme del distanziamento sociale. Dal lunedì al venerdì sono aperte le aree archeologiche, la Basilica di Aquileia con il Battistero e la Südhalle, la Domus e il Palazzo episcopale, il museo Archeologico nazionale di Aquileia e l’info-point di PromoTurismoFvg. Tutti le informazioni sugli orari al link www.fondazioneaquileia.it/it/visita-aquileia. Norme di sicurezza Covid-19: è vietata la partecipazione alle visite guidate a tutte le persone con temperatura corporea oltre i 37,5 °C o che presentino sintomi influenzali; la partecipazione alla visita guidata è consentita per un numero massimo di 20 persone; è obbligatorio mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1 metro; è obbligatorio indossare sempre una mascherina, anche in stoffa, per la protezione del naso e della bocca; è obbligatorio l’uso del gel igienizzante messo a disposizione presso le entrate. Per ragioni di sicurezza sanitaria è necessario lasciare i propri dati che verranno conservati per 15 giorni e poi eliminati. Il personale della Fondazione Aquileia vi richiederà pertanto nome cognome e recapito telefonico.

La Fondazione Aquileia ha messo on line in versione integrale il docu-film “Le tre vite di Aquileia” che fa conoscere al grande pubblico la storia millenaria della città

Il film “Le tre vite di Aquileia” di Giovanni Piscaglia

A luglio 2020, in occasione dell’XI edizione dell’Aquileia Film Festival, il docu-film “Le tre vite di Aquileia” di Giovanni Piscaglia (Italia, 60′, 2019), aveva riscosso il consenso incondizionato del pubblico. Ora “Le tre vite di Aquileia”, il docu-film voluto dalla Fondazione Aquileia per far conoscere al grande pubblico la storia millenaria della città divenuta patrimonio UNESCO nel 1998 e realizzato da 3D Produzioni in collaborazione con Sky Arte e Istituto Luce Cinecittà, con la regia di Giovanni Piscaglia, è on-line sul canale YouTube della Fondazione in versione integrale.

Il film restituisce la complessità dell’eredità storica di Aquileia e la vitalità della grande città cosmopolita che fu nei secoli passati. Non solo storia anti­ca, la città viene raccontata fino ai giorni nostri indagando il modo in cui la storia è diventata oggetto di studio, scavo, musealizzazione e tutela. A guidarci nel viaggio gli interventi degli esperti e di chi quotidianamente lavora per valorizzare il suo patrimonio.

Aquileia. Dal 10 ottobre prime visite guidate ufficiali alla Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore di epoca romana scoperte nel Nord Italia

La Domus di Tito Macro ad Aquileia come si presenta dopo l’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi originari (foto Fondazione Aquileia)

Neppure il lockdown aveva fermato il cantiere di salvaguardia e valorizzazione della Domus di Tito Macro ad Aquileia. La volontà era di giungere all’apertura quanto prima di quest’area archeologica, sicuramente uno dei luoghi più suggestivi di Aquileia. E dopo le prime visite guidate, sabato 26 settembre 2020, con apertura eccezionale in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, ecco finalmente l’inaugurazione ufficiale della Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia: la Fondazione Aquileia ha infatti programmato dal 10 ottobre al 1° novembre 2020 un servizio di visite guidate ogni sabato e domenica (con prenotazione obbligatoria). Sono 1700 metri quadrati di superficie che ci raccontano la vita in un’abitazione dell’antica città. La dimora si estendeva tra due strade lastricate all’interno di uno degli isolati meridionali. Con la visita guidata si scoprirà l’atrio d’ingresso, il tablinio, la cucina, la bellezza dei pavimenti a mosaico della facoltosa dimora. Ci saranno due turni al mattino (alle 10 e alle 11) e due al pomeriggio (alle 14.30 e alle 15.30). Il servizio è disponibile in italiano (in inglese solo su richiesta e previa prenotazione). La visita dura circa 40 minuti. Punto di partenza: Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia in via Giulia Augusta, 11. La visita guidata costa 3 euro a persona. L’ingresso alla Domus è gratuito. Gratis bambini/ragazzi sotto i 18 anni. Gratis con FVGcard. Gratis con FVGcardAquileia. Organizzazione: PromoTurismo FVG in collaborazione con Fondazione Aquileia. La visita guidata non verrà effettuata in caso di maltempo. Prenotazione obbligatoria contattando l’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia: tel. 0431 919491, mail: info.aquileia@turismo.fvg.it

Il complesso cantiere all’interno della Domus di Tito Macro nel fondo Cossar ad Aquileia (foto fondazione Aquileia)

L’area è stata oggetto di un innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della “Domus di Tito Macro”: si tratta della più ampia struttura di copertura in laterizio monocromo di un’area archeologica realizzata in Europa in modo da alludere alle forme della casa romana, con l’implicita sfida di dar forma alle letture interpretative più aggiornate delle tracce emerse dalle attività di scavo. L’elegante e agile struttura, sostenuta da pilastri d’acciaio verniciato in rosso pompeiano, allude nella sua articolazione ai volumi dell’antica domus: il tetto si compone di un’intelaiatura lignea, che sostiene la copertura in coppi e tegole, ispirati a quelli in uso in età romana. Ai lati la struttura è chiusa da elementi in laterizio, orientabili per una ventilazione ottimale dell’area coperta.

Ricostruzione 3D del porticato del giardino della Domus di Tito Macro (I sec d.C.) (foto della fondazione Aquileia)

L’area archeologica del fondo Cossar dopo la realizzazione del primo lotto di lavori dell’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della domus di Tito Macro (foto fondazione Aquileia)

Domus di Tito Macro (I sec. d.C.). La casa è stata oggetto di scavo da parte dell’università di Padova, in convenzione con la soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, sulla base di un progetto promosso e finanziato da Fondazione Aquileia, sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e da Arcus/Ales S.p.a. I recenti scavi hanno consentito di riconoscere nel settore centrale dell’area archeologica il perimetro di un’unica grande casa, con un’estensione di circa 1500 mq, che si sviluppava trasversalmente fra i due assi stradali. L’impianto, dell’inizio del I secolo d.C., gravitava su uno spazio centrale scoperto, circondato da un ambulacro mosaicato e dotato di una fontana, che si addossava al lato orientale. Su questo giardino si affacciava l’ambiente principale della casa, con semplice superficie musiva a fondo bianco, che fu oggetto nel corso del tempo di diversi rifacimenti. Verso est, adiacenti alla strada, sono state riconosciute delle botteghe; a ovest, invece, esisteva probabilmente una seconda area scoperta, sula quale si affacciavano diversi ambienti della parte privata della casa. La casa dovette appartenere a un certo Tito Macro, il cui nome è inciso su un peso in pietra rinvenuto durante gli scavi.

Giornate europee del Patrimonio. Ad Aquileia aree archeologiche e cantieri di scavo aperti gratuitamente al pubblico. Visite guidte con gli archeologi della fondazione e delle università. Prenotazione obbligatoria

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2020 le aree archeologiche di Aquileia e i cantieri di scavo saranno aperti gratuitamente al pubblico, grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona e Comune di Aquileia. Quest’anno, nel rispetto del protocollo anti-Covid 19, le visite sono su prenotazione obbligatoria in base al calendario programmato telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it. Gli archeologi aspetteranno i vari gruppi di visitatori all’ingresso di ciascuna area archeologica. Si ricorda l’obbligo del distanziamento fisico e l’uso della mascherina.

Sabato 26 settembre 2020 gli archeologi della Fondazione Aquileia e delle università  accoglieranno i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche della città: per la prima volta sarà visitabile la Domus di Tito Macro, e poi si potranno scoprire il Foro, il Decumano di Aratria Galla e le mura a zig-zag, il teatro, le grandi terme, gli antichi mercati, la Domus dei putti danzanti e la sponda orientale del porto. Visite con l’archeologo alla Domus di Tito Macro, orari: 10.30, 11, 11.30, 16.30, 17, 17.30, 18. Visite con l’archeologo al foro, decumano e mura a zig-zag, orari: 10, 11, 16.30, 17.30. Visite con l’archeologo a teatro, grandi terme, antichi mercati, Domus dei Putti danzanti, sponda orientale del porto, orari: 10, 10.45, 11.30, 16.30, 17.15, 18.

11.ma edizione di Aquileia Film Festival: è on line la conversazione di Giuliano Volpe, archeologo, professore ordinario di Metodologia della Ricerca archeologica all’università di Bari, con Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Focus sulla figura, il ruolo, il mestiere dell’archeologo oggi

Tutto esaurito nelle piazze di Aquileia per l’11.ma edizione dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

Giuliano Volpe, archeologo, docente all’università di Bari, intervistato da Piero Pruneti all’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

La figura, il ruolo, il mestiere dell’archeologo al centro della conversazione del 29 luglio 2020, terza giornata dell’11.ma edizione di Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze ArcheoFilm, e il patrocino del Comune di Aquileia e il sostegno di Vini Jermann (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/07/27/al-via-l11-ma-edizione-di-aquileia-film-festival-2020-ma-attenzione-e-obbligatoria-la-prenotazione-gratuita-on-line-del-posto-ecco-tutto-il-programma-delle-cinque-serate/). Protagonista Giuliano Volpe, archeologo, professore ordinario di Metodologia della Ricerca archeologica all’università di Bari, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. A poco più di un mese di distanza dall’evento, la Fondazione Aquileia mette a disposizione la registrazione dell’incontro così da dare la possibilità a quanti non erano presenti ad Aquileia o non lo hanno seguito in streaming di “partecipare” alla conversazione.

Perché un giovane decide di fare l’archeologo? Cosa significa fare l’archeologo oggi? Che senso ha passare una vita con la testa rivolta al passato? Domande, provocazioni, curiosità cui ha cercato di dare una risposta Giuliano Volpe, trasmettendo al pubblico presente non solo motivazioni, ma anche entusiasmo, competenze, aspettative. Diceva Vere Gordon Childe: “Mi occupo di persone che sono vissute millenni fa, ma facendo questo non mi preoccupo solo di conoscere il passato ma di capire meglio il presente e quindi dare un contributo alla società nella quale vivo per fare in modo che sia possibile pensare in maniera più umana”. Per Volpe è fondamentale conoscere il passato, anche remoto, che è possibile conoscere quasi esclusivamente attraverso la documentazione materiale: la storia dell’umanità è ricostruibile per il 99 per cento esclusivamente sulla base della documentazione materiale, perché la scrittura è arrivata tardi e non ha riguardato tutte le civiltà del mondo. Quindi la stragrande maggioranza di quello che siamo oggi e di come siamo arrivati a essere oggi noi possiamo ricostruirlo con il metodo archeologico. E c’è un ulteriore elemento che rende il mestiere dell’archeologo ancor più affascinante: gli archeologi sono praticamente gli unici studiosi a continuare a produrre fonti per la conoscenza del passato, poiché le fonti letterarie ormai sono quelle che sono senza molte possibilità di ampliamento, mentre la documentazione archeologica continua a essere sempre più ricca. E oggi il concetto di reperto si è ampliato arrivando a comprendere i “reperti” dell’ambiente, e perciò la ricerca archeologica è diventata multidisciplinare. Elemento fondamentale nel lavoro dell’archeologo è la curiosità e la voglia di conoscenza., e poi si arriva alla parte creativa della professione che è l’interpretazione. Nuovo concetto, che Volpe ha descritto in un suo recente libro “Archeologia pubblica” (Carocci Editore), è quello dell’archeologia pubblica: l’archeologo deve avere sempre più un ruolo sociale. Il lavoro di ricerca è inutile se non c’è la comunicazione dei dati: alla comunità scientifica, innanzitutto, ma anche ai cittadini. È un dovere etico quello di restituire il risultato del proprio lavoro con linguaggi accessibili senza banalizzare per permettere a tutti di conoscere e quindi di possedere il patrimonio culturale. E questa è anche la maniera migliore per tutelare il patrimonio culturale perché un cittadino cosciente del patrimonio culturale è il primo a proteggerlo. Finalmente oggi la divulgazione comincia a essere considerata parte integrante dell’attività di un archeologo. Il problema è che spesso i nostri musei non sono stati pensati per la divulgazione al grande pubblico, ma realizzati dagli specialisti per gli specialisti con un linguaggio spesso incomprensibile. Invece l’archeologo non deve mai dimenticare che svolge un servizio pubblico. Purtroppo in Italia c’è ancora molto precariato, che rappresenta una componente molto importante dell’attività archeologica. Fa riflettere che solo dal 2014, con una legge specifica, è stata introdotta nel Codice dei Beni culturali la figura professionale dell’archeologo, dello storico dell’arte, del bibliotecario, dell’archivista, del restauratore. Per fortuna per l’archeologo oggi si apre un ventaglio di opportunità di lavoro qualificato al di là dello scavo tradizionale o la schedatura di reperti, dalla comunicazione ai servizi ai social media alla didattica. Ma in Italia c’è anche un dissidio molto forte tra i professionisti e i volontari. Bisogna superare il conflitto e fare una grande alleanza perché il volontariato è una risorsa straordinaria, è una voglia di partecipazione e di impegno. Ovviamente il volontariato non deve sostituire il lavoro ma deve essere di supporto.

11.ma edizione di Aquileia Film Festival: è on line la conversazione di Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, con Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Da Cortona a Napoli, l’esperienza di un giovane direttore che ha cambiato l’approccio al più grande museo archeologico d’Italia e la sua connessione con la città e il mondo

Tutto esaurito nelle piazze di Aquileia per l’edizione 11 dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

Paolo Giulierini, direttore del Mann, intervistato da Piero Pruneti all’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

È stata la conversazione del 29 luglio 2020, seconda giornata dell’11.ma edizione di Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze ArcheoFilm, e il patrocino del Comune di Aquileia e il sostegno di Vini Jermann (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/07/27/al-via-l11-ma-edizione-di-aquileia-film-festival-2020-ma-attenzione-e-obbligatoria-la-prenotazione-gratuita-on-line-del-posto-ecco-tutto-il-programma-delle-cinque-serate/). Protagonista Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli,  intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. A poco più di un mese di distanza dall’evento, la Fondazione Aquileia mette a disposizione la registrazione dell’incontro così da dare la possibilità a quanti non erano presenti ad Aquileia o non lo hanno seguito in streaming di “partecipare” alla conversazione.

Paolo Giulierini racconta la sua esperienza a Napoli, direttore del più importante museo archeologico d’Italia e tra i più importanti al mondo, lui cortonese, etruscologo, partito dall’esperienza di direttore del museo dell’Accademia etrusca di Cortona, una realtà decisamente più piccola ma aperta al mondo e alle collaborazioni con le più grandi e prestigiose istituzioni mondiali, dall’Ermitage di San Pietroburgo al Louvre di Parigi al British museum di Londra. Proprio questa “apertura” e questa esperienza sono stati fondamentali nella nuova avventura napoletana portando in breve tempo il museo Archeologico nazionale di Napoli a essere protagonista attivo sulla scena culturale di Napoli, della Campania, dell’Italia e del mondo. L’incontro aquileiese è stata l’occasione per parlare degli etruschi in generale e degli etruschi del Sud in particolare, una presenza poco nota ma estremamente importante per capire i rapporti delle popolazioni italiche prima di Roma. E ovviamente non si poteva non parlare della grande mostra “Etruschi al Mann”, che si può visitare fino al maggio 2021) risultato di anni di ricerca nei depositi del museo dove sono stati trovati migliaia di reperti etruschi provenienti dalla Campania, frutto di scavi ottocenteschi e novecenteschi, e di acquisizioni del museo. Dalla tradizione all’innovazione nella comunicazione e nell’approccio al museo. Ecco dunque il video game prodotto dal Mann “Father and son”, scaricato già da 5 milioni di utenti nel mondo, che offre un modo diverso per conoscere un grande museo. E poi il cinema, con la produzione di un film, “Agalma”, in anteprima alla mostra del cinema Venezia 77, che non è un documentario storico, ma una finestra sulla vita quotidiana di un museo, con i dietro le quinte e il pubblico. Perché, come conclude Giulierini, un museo “deve tornare a regalare emozioni”.