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Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale l’incontro con Emira Dal Moro su “La storia della medicina (I parte): dalla Preistoria all’antica Grecia” nell’ambito del ciclo di conferenze “Radici”, l’associazione italiana Parchi culturali (AiParC)

reggio-calabria_archeologico_radici_storia-della-medicina_dalla-preistoria-all-antica-grecia_locandinaNell’ambito del ciclo di conferenze “Radici”, l’associazione italiana Parchi culturali (AiParC), in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, presenta l’incontro “La storia della medicina (I parte): dalla Preistoria all’antica Grecia” con Emira Dal Moro, direttore del dipartimento di Medicina di AiParC nazionale. Appuntamento venerdì 24 maggio 2024, alle 17.30, nella sala conferenze del MArRC. Ingresso libero, posti limitati. Dopo i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e di Salvatore Timpano, presidente nazionale AiParC, interviene il prof. Alfredo Focà, storico della Medicina, socio nazionale AiParC nella veste di discussant. La Medicina è la scienza che studia le malattie del corpo umano al fine di cercare di garantire la salute delle persone, oltre alle modalità di alleviare le sofferenze dei malati. I più vecchi testi di medicina mesopotamica vengono datati al II millennio a.C. Le prime informazioni mediche egizie sono contenute nel papiro di Edwin Smith del 3000 a.C. Il primo medico greco conosciuto è stato Alcmeone di Crotone, intorno al V secolo a.C. autore del primo lavoro di anatomia. Ippocrate ha creato la sua scuola medica nella città di Cos.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Scritti in onore di Maria Pia Di Dario Guida” a cura di Gaetano Bongiovanni, Giuseppina De Marco, Maria Katja Guida (Editori Paparo 2022)

reggio-calabria_archeologico_libro-scritti-in-onore-di-maria-pia-di-dario-guida_presentazione_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria mercoledì 22 maggio 2024, alle 17.30, nella sala conferenze, presentazione del libro “Scritti in onore di Maria Pia Di Dario Guida” a cura di Gaetano Bongiovanni, Giuseppina De Marco, Maria Katja Guida (Editori Paparo 2022) che raccoglie gli scritti che amici e colleghi hanno voluto offrire alla studiosa per festeggiarne i sessant’anni di attività. Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, presenta gli “Scritti” Mario Panarello, accademia di Belle arti di Lecce. Saranno presenti i curatori, per rispondere alle domande e dialogare con il pubblico. Fra i maggiori studiosi della cultura artistica dell’Italia meridionale, Maria Pia Di Dario Guida si è dedicata fin dagli anni giovanili all’indagine sistematica sul territorio rivelando agli studi personalità e opere sconosciute e ricostruendone le vicende in una serie di saggi e relazioni a mostre e convegni internazionali e monografie. Un impegno particolare ha profuso nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico della Calabria articolando l’attività su due linee interdipendenti, una prevalentemente operativa l’altra rivolta alla ricerca, giungendo alla ricostruzione globale della cultura artistica della regione. I saggi raccolti nel volume riflettono nei contenuti il vasto raggio di interessi – dall’Altomedioevo al primo Novecento – che caratterizza i suoi percorsi di ricerca e offrono importanti e inediti contributi al dibattito critico costituendo un fertile strumento per nuovi confronti.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli incontri sulla “percezione dell’Antico” in collaborazione con l’associazione culturale Anassilaos conferenza su “Persefone nella religione greca” di Marta González González (università di Malaga) insignita del Premio Anassilaos 2024

reggio-calabria_archeologico_conferenza-persefone-nella-religione-greca_locandina“Persefone nella religione greca” è il titolo del nuovo incontro al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sul tema “la percezione dell’Antico” promossi congiuntamente dal MArRC e dall’associazione culturale Anassilaos. Appuntamento mercoledì 15 maggio 2024, alle 17, nella sala conferenze del MArRC, con la prof.ssa Marta González González, ordinario di Filologia greca all’università di Malaga, che terrà una lezione su “Persefone nella religione greca”, una divinità presente in Magna Grecia (si pensi ai pinakes

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La speciale moneta con Kore (Persefone) realizzata da Domenico Colella per l’associazione culturale Anassilaos (foto anassilaos)

di Locri) quale protettrice dell’agricoltura e insieme divinità degli inferi, due aspetti che convivono nel racconto del suo rapimento da parte di Ade (Plutone), secondo quanto narrato nell’Inno a Demetra. Ade si innamorò di Persefone, figlia della dea Demetra; la rapì mentre, ancora fanciulla, giocava su un prato fiorito e la condusse sottoterra. La madre però non si rassegnò alla scomparsa della figlia e si mise a cercarla ovunque. La ritrovò agli inferi e non potendo riaverla accettò un compromesso con Ade. Per sei mesi, nella stagione invernale, Persefone avrebbe dimorato all’Ade; negli altri sei mesi (primavera) sarebbe tornata a vivere con la madre. Si tratta di un mito che spiega l’alternarsi delle stagioni. Dopo i saluti dl direttore del MArRC Fabrizio Sudano e del presidente dell’associazione Anassilaos Stefano Iorfida, nella conversazione con Marta González González, introdotta da Amos Martino, responsabile Anassilaos, interverrà Mariangela Monaca, dell’università di Messina. Agli intervenuti sarà donata la speciale moneta con Kore (Persefone) realizzata da Domenico Colella.

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La prof.ssa Marta González González, ordinario di Filologia greca all’università di Malaga (foto anassilaos)

A Marta González González, nel corso dell’incontro, sarà consegnato il Premio Anassilaos 2024 per la Sezione “Megale Hellas” che segna l’avvio della 36,ma edizione della manifestazione, con la seguente motivazione: “Filologa attenta e sagace nella ricerca – come dimostra la ricca produzione scientifica – ha profuso impegno costante e passione nella valorizzazione della cultura classica intesa quale momento privilegiato di riflessione per comprendere le dinamiche della vita nel presente, rivolgendo i suoi interessi soprattutto alla tragedia greca, con particolare attenzione a Eschilo ed al tema del conflitto e della pace, di estrema attualità e alla poesia (Pindaro, Saffo, Nosside, Semonide), al corpus plutarcheo, alle credenze e rituali funerari, alle figure divine ed eroiche (Persefone, Atena, Ares, Afrodite; Achille, Elena) nonché agli studi di genere (misoginia e omofobia). Il suo lavoro riscuote interesse a livello internazionale e le sue ricerche costituiscono un imprescindibile punto di riferimento negli studi di settore”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione degli Atti del convegno “Parchi Archeologici. Analisi e proposte”, tenutosi il 16 e 17 giugno 2022 all’università di Messina

reggio-calabria_archeologico_atti-convegno-parchi-archeologici-analisi-e-proposte_presentazione_locandinaMartedì 14 maggio 2024, alle 17.30, sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presentazione degli Atti del convegno “Parchi Archeologici. Analisi e proposte”, tenutosi il 16 e 17 giugno 2022 all’università di Messina (vedi Parchi archeologici: un confronto storico Stato-Regione Siciliana: due giorni di convegno al rettorato dell’università di Messina a cura (e in memoria) del prof. Gioacchino La Torre, scomparso prematuramente pochi giorni fa | archeologiavocidalpassato). Il libro, a cura della storica dell’arte Silvia Mazza, edito dalla Fondazione Federico II, è dedicato alla memoria del prof. Gioacchino La Torre, ordinario di Archeologia Classica, di UniMe, che aveva curato insieme alla dott.ssa Mazza il convegno, venuto prematuramente a mancare appena qualche giorno prima dell’apertura dei lavori. Dopo l’introduzione del direttore del museo Fabrizio Sudano, interverranno con la curatrice Massimo Cultraro, direttore di ricerca, Cnr-Ispc Catania, istituto di Scienze del Patrimonio culturale; Alessandro Garrisi, presidente ANA, associazione nazionale Archeologi; Gabriella Tigano, direttore del parco archeologico di Naxos-Taormina e Fabrizio Mollo, associato di Archeologia classica, Dicam, che porterà anche il saluto della rettrice dell’università di Messina. La pubblicazione analizza la situazione dei parchi archeologici in Italia e in Sicilia in quattro sessioni dal taglio interdisciplinare: la prima dedicata all’Università e agli Istituti di ricerca, con una componente di archeologi, architetti, etno-antropologi, economisti e giuristi; due sessioni rispettivamente riservate alle esperienze statali e della Regione Siciliana e una destinata al parere delle associazioni.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti

reggio-calabria_archeologico_libro-la-scure-letterata-e-le-sue-peregrinazioni-dalla-calabria-al-british-museum_presentazione_locandinaPatrimonio culturale violato, depredato, occultato, trafugato. La storia dell’archeologia italiana è ricca di casi irrisolti. Giovedì 9 maggio 2024, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presentazione del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti. Introduce Fabrizio Sudano, direttore del MArRC. Interviene Gino Famiglietti, già direttore generale del Mibac. Dialoga con l’autore Massimo Cultraro, direttore di ricerca dell’Ispc-Cnr di Catania. Ingresso gratuito fino all’esaurimento dei posti.

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Copertina del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti

Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum. Intorno alla metà dell’800 una “scure di bronzo, con greca iscrizione” viene rinvenuta in Calabria. L’importanza del reperto è notevole: addirittura, la sua restituzione grafica, pubblicata, insieme ad una dettagliata scheda di catalogo, su una nota rivista scientifica, è realizzata dal Primo disegnatore dei Reali Scavi di Pompei. In ragione del suo “merito”, la scure è quindi uno di quegli oggetti di cui, secondo le leggi dell’epoca, è proibita l’esportazione “fuori del regno”. E tuttavia, nel 1884, la scure viene venduta in asta a Parigi e viene acquistata da un emissario del British Museum. Ma come è arrivata la scure a Parigi? Fra i documenti ufficiali che la riguardano non c’è traccia di un eventuale permesso che ne abbia potuto consentire la legittima uscita dal territorio italiano. Eppure, l’indifferenza degli apparati amministrativi rispetto alla strana vicenda perdura nel tempo, nonostante le ripetute richieste di chiarimenti che, in merito all’accaduto, vengono rivolte, da parlamentari di ogni estrazione politica, appartenenti tanto alle forze di maggioranza quanto a quelle di opposizione, ai governi di volta in volta in carica. Un frastornante silenzio, che dura da troppo tempo. Ci sarà un modo per trarre la vicenda dall’oblio in cui è stata confinata?

Reggio Calabria. Progetto check up Bronzi: al museo Archeologico nazionale al via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace, grazie a un accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro. L’ultimo intervento risale al 2009-2013

reggio-calabria_archeologico_check-up-bronzi-2024_locandinaAl via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace. Nell’ambito di un accordo quadro tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), è partita una nuova campagna di verifica e controllo dello stato di conservazione dei Bronzi di Riace e di Porticello. Nel marzo 2023 Museo e ICR hanno condiviso un programma di verifiche, strumentali e visive dello stato di conservazione dei reperti custoditi in Sala Bronzi, con le prime attività di controllo svolte già nel mese di settembre 2023. Le funzionarie del MArRC Barbara Fazzari, responsabile del Laboratorio di Restauro, e Daniela Costanzo, responsabile dell’Ufficio Collezioni, hanno coordinato e curato i rapporti tra il Museo e l’ICR e, insieme al direttore Fabrizio Sudano, seguiranno in prima persona i lavori in sala Bronzi. Il cronoprogramma della prima fase delle attività di verifica e monitoraggio predisposto in accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro, prevede, nei mesi tra aprile a settembre 2024, una media di due/tre giorni di attività svolti dal gruppo di esperti che sarà impegnato in indagini autoptiche e diagnostiche sui Bronzi di Riace e di Porticello. Il primo sopralluogo è previsto per il 15 e 16 aprile 2024, seguiranno gli altri incontri fissati dal 27 al 30 maggio 2024, dal 17 al 18 giugno 2024, dal 1 al 3 luglio 2024 e dal 16 al 18 settembre 2024.

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Uno dei due Guerrieri adagiato durante i restauri a Palazzo Campanella a Reggio Calabria (foto soprintendenza beni archeologici)

L’ultimo intervento di restauro sui Bronzi di Riace, che risale agli anni 2009-2013, è stato effettuato presso la sede del Consiglio Regionale della Calabria a Palazzo Campanella grazie alla collaborazione tra l’Istituto Centrale per il Restauro e l’allora soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria. Le due statue, rientrate al Museo la notte del 21 dicembre del 2013, in questi anni sono state oggetto di interventi di manutenzione ordinaria e controlli strumentali da parte dei restauratori e degli archeologi del MArRC.

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I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili (foto soprintendenza beni archeologici)

“Una grande opportunità per il MArRC”, esordisce Fabrizio Sudano. “A dieci anni dall’ultimo intervento di restauro sui Bronzi di Riace, avviamo una campagna di verifica e monitoraggio indispensabile per pianificare i futuri interventi di manutenzione e restauro sui nostri capolavori più pregiati. Abbiamo studiato e proposto all’ICR una modalità di indagini il più possibile attenta alle esigenze del visitatore, che potrà osservare da piazza Paolo Orsi le attività di check up in sala Bronzi. Visitatore che è sempre più attento alle problematiche di conservazione e restauro e potrà così essere informato direttamente dai professionisti del restauro e comprendere il perché ma soprattutto come si interviene su un bene di una tale importanza”. “Fin dall’arrivo delle preziose sculture bronzee al museo nazionale di Reggio Calabria (1983), l’Istituto Centrale per il Restauro”, commenta il direttore delegato, arch. Giorgio Sobrà, “ha progettato e messo in atto campagne di studio, ricerca e restauro volte alla loro salvaguardia e conservazione, congiuntamente con i colleghi reggini. Assolutamente attuale è, al riguardo, il pensiero di Giovanni Urbani, poi ripreso da Michele Cordaro, circa la prioritaria necessità di prevenire il deterioramento dei materiali costitutivi dei beni culturali per mezzo di un’accurata politica di manutenzione e di un controllo costante delle condizioni ambientali. Nel solco di questa tradizione, l’ICR mette dunque a disposizione la propria decennale esperienza, al fine di definire le migliori strategie di conservazione per queste opere straordinarie”.

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I Bronzi di Riace esposti nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“Le verifiche sullo stato di conservazione dei Bronzi di Riace e Porticello”, commenta Barbara Fazzari, “rientrano in uno dei concetti più importanti del restauro moderno, ovvero la conservazione preventiva, che consiste nel pianificare tutte quelle azioni volte a prevenire i fenomeni di degrado, in modo tale che le opere abbiano sempre meno bisogno di essere restaurate. Accompagnati dagli esperti dell’ICR condivideremo infatti le strategie per minimizzare le possibili cause di alterazione dei bronzi, programmando tutte le attività di verifica e monitoraggio e gli interventi di manutenzione necessari a garantirne la corretta conservazione nel tempo”. “Le prime indagini videoendoscopiche che abbiamo condotto all’interno delle due statue”, ricorda Roberto Ciabattoni, responsabile scientifico del progetto per l’ICR, “hanno permesso di attuare, nel corso degli anni nuovi protocolli di intervento, primi per tecnologia applicativa, che hanno consentito lavorazioni remotizzate all’interno di manufatti. In questa nuova campagna di approfondimento scientifico, si metteranno a punto, in collaborazione con i professori Paolo Piccardo e Roberto Spotorno dell’università di Genova (UNIGE), dipartimento di Chimica e Chimica industriale, gruppo di ricerca Metal, delle procedure specifiche per gli approfondimenti diagnostici sulle leghe metalliche”.

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La sala asettica che ospita i Bronzi di Riace nel museo nazionale Archeologico di Reggio Calabria (foto marrc)

“La tutela delle collezioni è un obiettivo prioritario per ogni istituto di cultura”, prosegue Daniela Costanzo, “ma naturalmente l’importanza dei Bronzi di Riace esige una particolare attenzione per la salvaguardia di questi capolavori e la loro trasmissione alle generazioni future. Si tratta di un lavoro quotidiano e silenzioso, svolto di norma quando il Museo è chiuso al pubblico, ma in questo caso, vista la complessità delle attività da svolgere, abbiamo cercato un equilibrio tra le esigenze di tutela e quelle di fruizione pubblica, riducendo al minimo l’interdizione al pubblico della sala Bronzi”. “Le superfici delle sculture bronzee”, ricordano infine i restauratori dell’ICR Francesca Angelo, Davide Fodaro e Livia Sforzini, “rivelano la loro lunga storia, a partire dal momento dell’esecuzione, passando per la giacitura in ambiente marino e attraverso i vari interventi conservativi cui sono state sottoposte. L’obiettivo della presente campagna di verifica e controllo mira a rilevare, comprendere e registrare, con metodologie integrate, la complessità delle patine presenti, morfologicamente diversificate e composite, al fine di poter monitorare nel tempo le superfici con la massima attenzione, proseguendo gli studi le ricerche per definire al meglio i protocolli conservativi mediante azioni dirette e indirette”. L’attività di monitoraggio diventa quindi un momento di scambio con il pubblico che così può comprendere quanto sia delicato e complesso il lavoro fatto per mantenere ciò che ci è stato tramandato, acquisendo una maggiore sensibilità sul concetto di salvaguardia e prevenzione del patrimonio archeologico. Nelle giornate di attività del team scientifico, i visitatori avranno la possibilità di seguire i lavori in corso attraverso le vetrate di piazza Paolo Orsi e di approfondire vari aspetti relativi agli studi e al restauro dei Bronzi attraverso i contenuti multimediali appositamente predisposti. Inoltre, grazie alla collaborazione con la società Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi del MArRC, i visitatori che acquisteranno il biglietto per le date in cui il progetto Check-up sarà all’opera, potranno utilizzare lo stesso titolo di accesso per entrare in sala Bronzi, entro 30 giorni dalla prima data di visita.

Reggio Calabria. Per la Giornata del Paesaggio al museo Archeologico nazionale doppio appuntamento in sinergia con la soprintendenza: incontro su “Il paesaggio come strumento e oggetto di cura” e presentazione del libro “La salvaguardia del paesaggio tra passato e futuro”

reggio-calabria_archeologico_giornata-del-paesaggio-2024_locandinaIl museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria aderisce alla Giornata nazionale del Paesaggio 2024, giovedì 14 marzo 2024, con un doppio appuntamento ideato e realizzato grazie alla sinergia con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia.

reggio-calabria_archeologico_giornata-del-paesaggio-2024_incontro_locandinaAlle 9, si terrà l’incontro sul tema “Il paesaggio come strumento e oggetto di cura: Il Parco Diffuso della Conoscenza e del Benessere di Reggio Calabria” con la presentazione dei progetti dell’associazione ACE – Medicina Solidale ETS di Pellaro e la comunità di Poggio Mirteto. L’iniziativa ha il patrocinio morale della Regione Calabria, dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, dell’università Mediterranea e del parco ludico tecnologico ambientale Ecolandia, con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Conservatori, Paesaggisti e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Aprono i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC; Giuseppe Falcomatà, sindaco Città di Reggio Calabria; Cristina Rinaldi, vicesindaco di Poggio Mirteto; Antonino Sgrò, presidente Ordine agronomi Città metropolitana di Reggio Calabria; Ilario Tassone, presidente Ordine architetti di Reggio Calabria; Lino Caserta, presidente associazione ACE. “Sulla Giornata nazionale del Paesaggio”: Andrea Gennaro, archeologo SABAP-RC-VV; “Paesaggio bene condiviso: una narrazione a più voci”: Roberto Lorenzetti, consigliere AIPAI – associazione italiana per il Patrimonio archeologico industriale; Caterina Placidi, archivista e storica; Chiara Corazziere, direzione scientifica parco diffuso della Conoscenza e del Benessere. “Tre commenti tra ambiente, società e progetto”: Vincenzo Gioffrè, professore di Architettura del paesaggio dell’università “Federico II” di Napoli; Lidia Liotta, Legambiente Reggio Calabria; Tonino Perna, professore emerito di Sociologia economica all’università di Messina.

reggio-calabria_archeologico_giornata-del-paesaggio-2024_presentazione-libro_locandinaAlle 11.30 verrà presentato il primo volume della collana Polytropon a cura della Soprintendenza dal titolo “La salvaguardia del paesaggio tra passato e futuro – Il paesaggio naturale, urbano e storico tra Reggio Calabria e Vibo Valentia” che documenta l’attività di tutela che la Soprintendenza sta portando avanti da diversi anni. Aprono i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC; Roberta Filocamo, soprintendenza ABAP RC-VV. Intervengono Giuseppe Fera, già docente di Urbanistica dell’università di Reggio Calabria; Giuseppe Iiritano, dirigente Regio Calabria; Tonino Perna, già docente dell’università di Messina. Modera il giornalista Giuseppe Smorto. Il volume parla di paesaggio proponendo una lettura per immagini e testi attraverso un “viaggio” nei territori della città metropolitana di Reggio Calabria e della provincia di Vibo Valentia. Le immagini accompagnano il racconto dei diversi autori sui paesaggi più rappresentativi interessati da provvedimenti di tutela. L’intento è quello di colmare il naturale distacco tra chi vive il paesaggio e chi invece ha il compito di tutelarlo. La presentazione del volume in occasione della giornata nazionale del paesaggio ha l’obiettivo di avviare un dibattito sui temi del paesaggio con le personalità invitate ad intervenire.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per la giornata della donna la visita tematica “A proposito di Arianna”, e la conferenza “La donna nel teatro greco”

reggio-calabria_archeologico_8-marzo-2024_locandinaIn occasione della Giornata della Donna venerdì 8 marzo 2024, su proposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, è stato istituito l’ingresso gratuito per le donne in musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici e altri luoghi della cultura statali. Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, diversi gli appuntamenti per celebrare la Giornata Internazionale dei diritti delle donne.

reggio-calabria_archeologico_giornata-della-donna_a-proposito-di-arianna_locandinaAlle 16, Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi del MArRC, propone l’attività gratuita “A Proposito di Arianna”. Una visita tematica della durata di circa 75 minuti con partenza alle 16 dalla piazza Paolo Orsi. Arianna, personaggio del mito, donna forte ma anche cedevole, eroina capace con la sua astuzia e con un semplice filo, di salvare Teseo dal Minotauro e vittima della indifferenza di quest’ultimo, sarà il filo conduttore, una sorta di spirito guida interprete del coraggio ma anche della fragilità delle donne. L’itinerario partirà dal livello B, per giungere alle sale dedicate a Reggio ed al Santuario Griso-Laboccetta, dove era celebrato il culto di Demetra e Kore: ancora due donne vittime della prevaricazione e che riescono dalla loro condizione a trarre risorsa. Lungo il percorso i visitatori troveranno spezzoni di filo che al termine uniranno per collegarsi in un cerchio (dividendo i visitatori in due gruppi ciascuno massimo di 10 persone) ed imitare, accennandolo, il movimento intrecciato rappresentato nella lastra del Santuario. Il momento di condivisione ed empatia, prodotti in questa interazione, renderà indelebile il messaggio di solidarietà e di unione che deve comporsi intorno alle donne.

reggio-calabria_archeologico_giornata-della-donna_La-donna-nel-teatro-greco_foto-cisAlle 17, il Centro internazionale Scrittori della Calabria e il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, nella sala conferenze del MArRC promuovono la conferenza “La donna nel teatro greco: né autrice, né attrice, né (forse) spettatrice, ma protagonista”. Introducono la manifestazione il direttore del museo Fabrizio Sudano, e Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Relaziona Paola Radici Colace, già professore ordinario di Filologia Classica, dipartimento di Civiltà antiche e moderne, università di Messina, presidente onorario, direttore scientifico del Cis della Calabria. Le donne del V secolo a. C. vivevano in una condizione di rinuncia e privazione quotidiana. Educate all’inferiorità, esse avevano fatto della sottomissione un’abitudine e un’attitudine. Nei testi letterari, invece, i personaggi femminili rivestono un’enorme importanza, infatti, donne come Elena, Antigone, Medea scatenavano guerre, si mettevano contro i sovrani e si ribellavano ai mariti. Al quesito “quali erano le intenzioni degli autori del teatro a scegliere e proporre prevalentemente storie di donne”? attraverso una serie di analisi lo dimostrerà la relatrice prof. Paola Radici Colace.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per la rassegna “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” la conferenza “Il pithos di Polistena: dalla scoperta alla musealizzazione”

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L’allestimento della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Nell’ambito della manifestazione “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” martedì 5 marzo 2024 nuova tappa che racconta l’impegno del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la tutela e la valorizzazione del territorio in sinergia con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia. Sinergia suggellata dalla recente firma del protocollo d’intesa per la condivisione di attività, iniziative, programmi di ricerca, conservazione, tutela, promozione e valorizzazione dei contesti archeologici provenienti dal Territorio di Reggio e custoditi presso i depositi di entrambi gli Istituti. Dopo l’inaugurazione del 23 gennaio 2024 della mostra temporanea sulle terrecotte architettoniche provenienti dagli scavi urbani di Reggio Calabria con annesso il laboratorio didattico di rilievo 3D a cura della Scuola Superiore Meridionale di Napoli e l’inaugurazione della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio” curata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria (vedi Reggio Calabria. In piazza Paolo Orsi del museo Archeologico nazionale l’evento “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza”: laboratorio sperimentale aperto al pubblico con attività scientifiche, solitamente riservate agli studiosi, in diretta. Apertura della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio”, e lancio del progetto Farm | archeologiavocidalpassato), è l’ora di un altro appuntamento molto importante.

reggio-calabria_archeologico_agorà-archeologia-di-reggio-in-piazza_il-pithos-di-polistena_locandinaMartedì 5 marzo 2024, alle 10, in sala conferenze del MArRC, la conferenza “Il pithos di Polistena: dalla scoperta alla musealizzazione”. Nell’ambito della proficua collaborazione tra il MArRC e la SABAP RC-VV, è nato il progetto di restauro di un pithos (vaso contenitore di grandi dimensioni), ritrovato fortuitamente nel territorio di Polistena nel 2019, che si concluderà con l’esposizione dello stesso nelle sale museali del Museo. Si tratta di un pithos di tipo reticolato che, per genere e forma, risale alla media età del Bronzo. Esso rappresenta un unicum archeologico in quanto è il ritrovamento della facies Thapsos/Milazzese più settentrionale che attualmente si conosce.

reggio-calabria_archeologico_agorà-archeologia-di-reggio-in-piazza_il-pithos-di-polistena_programma_locandinaAlla conferenza interverranno Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e Filippo Demma, direttore ad interim della direzione regionale Musei Calabria, seguiti da Salvatore Fida, presidente del gruppo archeologico Altano di Polistena che ha collaborato con la SABAP RC-VV agli scavi, e Aldo Nasso, scopritore del pithos stesso. Il funzionario archeologo Daniela Costanzo, responsabile dell’Ufficio Collezioni del MArRC e il funzionario restauratore Barbara Fazzari, responsabile del Laboratorio di Restauro del Museo, illustreranno il progetto di restauro e gli approfondimenti scientifici di settore. In particolare, è in corso uno studio grafico ricostruttivo del pithos con osservazioni sulla tecnologia di fabbricazione a cura dell’archeologo esperto dell’età del Bronzo Carlo Veca, ed un approfondimento diagnostico sui resti organici per la classificazione funzionale del manufatto da parte di Enrico Greco, ricercatore del dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche dell’università di Trieste. È prevista anche la caratterizzazione minero-petrografica dell’impasto per lo studio di provenienza curata da Mauro La Russa, professore del dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’università della Calabria. Seguirà l’intervento del funzionario archeologo della SABAP RC-VV Andrea Maria Gennaro che affronterà i temi del recupero del manufatto e della sua contestualizzazione archeologica. Infine Giuseppe Mantella, restauratore responsabile della ditta esecutrice dei lavori, parlerà degli interventi conservativi a oggi realizzati, preliminari alle operazioni di ricomposizione e integrazione plastica.

reggio-calabria_archeologico_dietro-le-quinte_locandinaAlla conferenza verrà presentato un calendario di visite guidate al cantiere di restauro per dare al pubblico l’inedita possibilità di assistere al restauro del pithos, in continuità con il progetto di grande successo avviato a gennaio “Dietro le quinte: visita al laboratorio di restauro del Museo”. La manifestazione “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” si arricchirà nei prossimi mesi con altri due appuntamenti da non perdere: la presentazione alla città degli affreschi provenienti dalle Terme Romane di Reggio Calabria restaurati dagli studenti del corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’università della Calabria e del Busto Trapani Lombardo restaurato dai collaboratori esterni della SABAP Anna Arcudi e Francesco Lia.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del progetto “Comuni archeologici di Qualità” e della guida breve “Gran tour tra i pre Elleni, Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Ebrei e i discendenti Grecanici”

reggio-calabria_archeologico_progetto-comuni-archeologici-di-qualità_locandinaGiovedì 29 febbraio 2024, alla 17, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presentazione della ristampa, finanziata da Archeoclub “Area integrata dello Stretto”, della brochure “Gran tour tra i pre Elleni, Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Ebrei e i discendenti Grecanici”, un affascinante itinerario che ha il suo naturale punto di partenza dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e percorre i Comuni di Bova Marina, Brancaleone, Casignana, Portigliola, Locri, Gerace, Marina di Gioiosa Ionica, Gioiosa Ionica, Monasterace, Stilo. La brochure rientra nel progetto “Comuni archeologici di Qualità”, nato nel 2013 dalla sinergia dei 10 Comuni reggini coordinati dal commissario straordinario del Comune di Locri Francesca Crea, vicepresidente di Archeoclub “Area Integrata dello Stretto”, mira a potenziare l’interesse per questi siti che costituiscono parte importante del patrimonio archeologico nazionale. Alle 17, dopo i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC; Rosita Loreley Borruto, presidente del CIS; Rosanna Trovato, presidente Archeoclub Area integrata dello Stretto; la relazione di Francesca Crea, coordinatore Comuni archeologici di Qualità e vicepresidente Archeoclub Area integrata dello Stretto. Intervengono Clara Vaccaro, prefetto di Reggio Calabria; Giuseppina Princi, vicepresidente della Regione Calabria; Antonina Tramontana, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria; Giuseppe Ranuccio, consigliere delegato al Turismo della Città metropolitana; Giuseppe Fontana, sindaco di Locri; Antonio Mulà, direttore La Diana Viaggi T.O.