Realmonte (Ag). Al via alla Villa Romana di Durrueli la nuova campagna di scavi archeologici del parco della Valle dei Templi, università di Catania e Cnr
Prende il via l’8 settembre 2025 una nuova campagna di scavi archeologici alla Villa Romana di Durrueli a Realmonte (Ag). Le attività, che si concluderanno il 4 ottobre 2025, sono frutto di una collaborazione tra il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, l’università di Catania e il CNR. Questa nuova fase di ricerca si concentrerà sull’approfondimento di alcune aree specifiche per chiarire le fasi costruttive della villa, le sue successive trasformazioni e indagare le strutture termali emerse a nord del complesso. I lavori, che seguono un’indagine geofisica di maggio e una campagna di scavi di giugno 2024, mirano a ricostruire l’intero arco cronologico di utilizzo della villa e l’identità del suo proprietario. Gli scavi saranno condotti con il sistema del “cantiere aperto” e quindi saranno visitabili dai fruitori del sito archeologico.
Cagliari. Conferenza, in presenza e on line, di Massimo Cultraro (Cnr Catania) su “I bronzetti “sardo-feniciani” e le donne di Cagliari. L’inatteso viaggio di Heinrich Schliemann in Sardegna”, sessantottesimo incontro della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio”
Un naufragio nella notte, l’approdo a Cagliari, la folgorazione per i bronzetti nuragici, ma anche per le donne sarde, tutti gli ingredienti per una nuova avventura, assolutamente inedita, dell’impareggiabile Heinrich Schliemann. Giovedì 30 novembre 2023, alle 17, nella basilica di San Saturnino in piazza San Cosimo a Cagliari, e in diretta live, l’incontro “I bronzetti “sardo-feniciani” e le donne di Cagliari. L’inatteso viaggio di Heinrich Schliemann in Sardegna” con l’archeologo Massimo Cultraro, primo ricercatore al CNR di Catania e docente Paletnologia e Preistoria egea dell’università di Palermo, 68mo appuntamento della rassegna “Dialoghi di archeologia architettura arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino. Ecco il link per seguire l’evento in streaming https://www.facebook.com/events/321290237507700.
Torino. Per il ciclo nel “Laboratorio dello Studioso” del museo Egizio la mostra “Esplorare il mondo della magia: amuleti e faïence” a cura di Martina Terzoli: viaggio tra le credenze, i desideri e le paure degli antichi Egizi per capire la mentalità e le pratiche magiche e religiose

Nella mostra “Esplorare il mondo della magia: amuleti e faïence” sotto la lente di ingrandimento gli amuleti del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Si sono riaperte le porte del Laboratorio dello Studioso del museo Egizio di Torino per “Esplorare il mondo della magia: amuleti e faïence”, la nuova mostra a cura di Martina Terzoli aperta dal 7 novembre 2022 all’8 gennaio 2023, ultimo appuntamento dell’anno del ciclo di mostre che accompagna i visitatori dietro le quinte del museo Egizio, alla scoperta dell’attività scientifica, condotta dai curatori e dagli egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca. Sotto la lente di ingrandimento gli amuleti, oggetti piccoli ma dal grande significato. Dal carattere magico, gli amuleti erano adoperati per contrastare insidie e paure della vita di tutti i giorni e, soprattutto, per assicurarsi un cammino sereno nell’aldilà.

Martina Terzoli, curatrice della mostra “Esplorare il mondo della magia: amuleti e faïence”, tra gli amuleti del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Una selezione di 61 amuleti permette al visitatore di compiere un viaggio tra le credenze, i desideri e le paure degli antichi Egizi e di approfondirne la mentalità e le pratiche magiche e religiose. Gli amuleti e le tecniche per produrli, infatti, rappresentano ancora un aspetto poco indagato dagli studi egittologici. Nel 2021 il museo Egizio, in collaborazione con il Cnr di Catania, il Mit di Boston e l’università di Torino ha avviato una serie di indagini archeometriche, tuttora in corso, sugli amuleti realizzati in faïence, finalizzata ad analizzare i processi di produzione e le loro trasformazioni nel corso del tempo. Tra i ricercatori coinvolti c’è la curatrice della mostra, Martina Terzoli, egittologa specializzata all’università di Milano, che ha preso parte a diversi scavi archeologici in Italia, Iraq e in Egitto e che dal 2019 lavora all’Egizio.
Con l’intervista rilasciata sui canali social del museo Egizio si può conoscere meglio Martina Terzoli, curatrice della mostra “Esplorare il mondo della magia: amuleti e faïence”, e scoprire – ad esempio – qual è il reperto più fragile che le è capito tra le mani o come è diventata egittologa. Proprio con la curatrice della mostra sono previste due visite guidate da un’ora: la prima mercoledì 23 novembre 2022 e la seconda martedì 13 dicembre 2022, entrambe alle 16.30. La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso). Acquista il biglietto QUI.

Amuleti del museo Egizio di Torino nella mostra “Esplorare il mondo della magia: amuleti e faïence” (foto museo egizio)
Questi oggetti dal carattere magico erano utilizzati per contrastare insidie e paure della vita di tutti i giorni e, soprattutto, per assicurarsi un cammino sereno nell’aldilà. Finalizzati alla protezione di chi li indossava, erano pertanto utilizzati sia in vita che dopo la morte e raffiguravano ogni cosa esistente: dagli animali agli elementi del cosmo, dalle divinità agli emblemi regali. Gli amuleti, perciò, sono in grado di raccontare la percezione che gli antichi egizi avevano del mondo circostante e dei suoi pericoli e di come cercassero di contrastarli.

Amuleto a occhio udjat, realizzato in faïence, che risale al Terzo Periodo Intermedio (1076-722 a.C.) conservato al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Al centro della mostra un occhio udjat, realizzato in faïence, che risale al Terzo Periodo Intermedio (1076-722 a.C.), accompagnato da altri tre occhi udjat, realizzati sempre nello stesso materiale, ma con caratteristiche diverse. L’udjat è uno dei simboli più diffusi in forma di amuleto, che compare già a partire dall’Antico Regno (2592-2118 a.C.) e rimane in uso per moltissimo tempo. È legato al racconto mitologico di Horus e Seth, incarnazione del bene e del male, dell’ordine e del Caos. Horus, nella battaglia contro Seth, viene ferito ad un occhio e poi guarito dalle abilità magiche e mediche di Thot. Il nome del segno, infatti, significa “integro”. L’amuleto conferiva quindi una protezione magica, in grado di garantire l’integrità fisica e la rinascita di chi lo indossava sia in vita sia dopo la morte.

Amuleti del museo Egizio di Torino nella mostra “Esplorare il mondo della magia: amuleti e faïence” (foto museo egizio)
In esposizione anche una selezione di oggetti realizzati in faïence, un materiale ricavato artificialmente, ampiamente apprezzato per le sue superfici colorate e brillanti e le sue caratteristiche simboliche. Particolare attenzione è data alle tecniche di lavorazione di questo materiale e alle modalità di realizzazione degli oggetti.

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