Archivio tag | Christian Greco

Bologna. All’Oratorio San Filippo Neri, e on line, Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, presenta il libro “Alla ricerca di Tutankhamun” in dialogo con Daniela Picchi, curatrice del museo civico Archeologico

bologna_oratorio-san-filippo.neri_libro-alla-ricerca-di-tutankhamun_presentazione_locandina

bologna_oratorio-san-filippo.neri_libro-alla-ricerca-di-tutankhamun_christian-greco_foto-cosimo-panini

Christian Greco presenta il libro “Alla ricerca di Tutankhamun” a Bologna (foto franco cosimo panini)

Quando nel novembre del 1922 Howard Carter entra nella tomba del faraone Tutankhamun, il nome del faraone, dimenticato dalla storia, torna a essere pronunciato dopo tremila anni. La tomba ha garantito al faraone una seconda vita come simbolo dell’intera civiltà egizia. Ma come è stato possibile? Domenica 14 aprile 2024, alle 18.30, Christian Greco presenta “Alla ricerca di Tutankhamun” nella suggestiva cornice dell’Oratorio San Filippo Neri in via Manzoni 5 a Bologna, in dialogo con Daniela Picchi, curatrice del museo civico Archeologico di Bologna. L’evento sarà disponibile anche online in diretta, è possibile utilizzare il pulsante sotto “iscriviti” per ricevere gratuitamente il link della diretta ((1) Domenica 14 Aprile – ore 18.30… – Franco Cosimo Panini Editore | Facebook).

libro_alla-ricerca-di-tutankhamun_di-christian-greco_copertina

Copertina del libro “Alla ricerca di Tutankhamun” di Christian Greco (Franco Cosimo Panini Editore)

Alla ricerca di Tutankhamun. Il ritrovamento della tomba di Tutankhamun, nel novembre 1922, con i suoi tesori mozzafiato, è l’evento archeologico più sensazionale di tutti i tempi. Sono innumerevoli i libri dedicati al re bambino e alla sua tomba, ma questo è il primo di Christian Greco che racconta in modo appassionato e coinvolgente – ma con rigore scientifico – il ritrovamento della tomba ad opera dell’archeologo britannico Howard Carter e fornisce al lettore una prospettiva unica su questa straordinaria scoperta archeologica, la più emozionante che il mondo abbia mai conosciuto. Sono minuziosamente descritti i tesori ritrovati intatti nella tomba – dalla maschera d’oro al trono, dai sarcofagi alla mummia reale – insieme alla storia del giovane faraone che è da sempre circondata da mistero. Christian Greco conduce i lettori in un viaggio che inizia con la riforma religiosa del faraone “eretico” Akhenaten ed esplora i grandi misteri legati a Tu­tankhamun – dalla sua ascendenza alle cause del­la morte – fino a indagare l’impatto che i favolosi oggetti ritrovati nella tomba hanno avuto sull’im­maginario contemporaneo. Al centro, le incredibili vicende che hanno portato Howard Carter al ritro­vamento della tomba, il lavoro archeologico grazie al quale gli oggetti diventano reperti, il ruolo dei mass-media e della politica, l’impatto che Tutan­khamun ha avuto su tutto il Novecento.

Bologna. Al museo civico Archeologico l’incontro con Greco e il concerto “Cantami, o Egitto!” chiudono alla grande il ciclo “L’Egitto dei Musei: Bologna, Città del Vaticano, Firenze, Torino” per i 30 anni del nuovo allestimento della collezione Egizia

bologna_archeologico_l-egitto-dei-musei_greco-concerto-finale_locandina“Trent’anni e non sentirli”. Così la direzione del museo civico Archeologico di Bologna aveva lanciato il ciclo “L’Egitto dei Musei: Bologna, Città del Vaticano, Firenze, Torino” (13 gennaio – 13 aprile 2024) che, per ricordare-celebrare l’anniversario del nuovo allestimento della collezione Egizia dell’Archeologico avvenuto nel 1994, ha voluto mettere a confronto, attraverso le voci di direttori e curatori, le principali collezioni egittologiche italiane (vedi Bologna. Nel trentennale del nuovo allestimento della sezione egizia del museo civico Archeologico ciclo di incontri “L’Egitto dei Musei: Bologna, Città del Vaticano, Firenze, Torino”: a confronto le voci di direttori e curatori delle principali collezioni egittologiche italiane | archeologiavocidalpassato). Con sabato 13 aprile 2024 siamo giunti alla fine del ciclo con un doppio appuntamento che chiude in bellezza per “L’Egitto dei Musei”. Alle 17, incontro con Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, su “A 200 anni dalla fondazione. Il Museo Egizio di Torino”. E poi alla 21, concerto “Cantami, o Egitto!” con il Coro Athena diretto da Marco Fanti. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Torino. Al museo Egizio per “Dialoghi di Archeologia” Daniela Frangipane dialoga con il direttore Christian Greco e Andrea Augenti sul loro libro “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’Archeologia” (Il Mulino). In presenza e on line

torino_egizio_dialoghi-di-archeologia_libro-un-frammento-alla-volta_frangipane_locandinaAl museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con la serie di incontri “Dialoghi di Archeologia”. Giovedì 28 marzo 2024, alle 18, l’autrice Daniela Frangipane dialogherà con Andrea Augenti e Christian Greco sul suo libro “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’Archeologia”, edito da Il Mulino. L’evento si tiene nella sala Conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/marcella-frangipane-un…. L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Frammenti di vita quotidiana, tracce di rituali religiosi, di attività economiche e di relazioni tra persone e con l’ambiente: gli oggetti portano il segno di quanto avvenuto nel tempo in cui furono creati e delle loro funzioni all’interno della comunità. Come schegge di uno specchio ci restituiscono l’immagine di quello che siamo stati e ci aiutano a dar forma al passato. Per riannodare i fili di questi mondi lontani e poco riconoscibili è necessario un lavoro lungo anni. Oltre quaranta sono quelli che Marcella Frangipane ha trascorso sul sito di Arslantepe in Anatolia, dove sorge il palazzo pubblico più antico del mondo: un viaggio nel tempo – che risale al V millennio a.C. e oltre – e nello spazio – esteso a tutto il territorio della Mezzaluna fertile – alla scoperta delle prime civiltà umane e di quei fenomeni politici e sociali che ancora regolano le nostre vite. Dieci lezioni dall’archeologia dei tempi più antichi per capire come siamo arrivati fin qui e come potrebbe essere il nostro domani.

Torino. Al museo Egizio incontro con Anna-Vasiliki Karapanagiotou, direttrice dell’Hellenic National Archaeological Museum di Atene, sesto appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei

torino_egizio_what-is-a-museum_Anna-Vasiliki-Karapanagiotou_locandinaCome possono i musei essere luoghi di conservazione e costruzione della memoria? Come possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri per il 2023 e il 2024 dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea. Il protagonista del sesto incontro, il 7 marzo 2024, alle 18, sarà Anna-Vasiliki Karapanagiotou, direttrice dell’Hellenic National Archaeological Museum di Atene, in dialogo con Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, per riflettere sul presente e sul futuro dei musei, con particolare riferimento a quelli archeologici. L’evento si terrà nella sala conferenze del Museo, ingresso libero con prenotazione tramite Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/anna-vasiliki…. L’incontro sarà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala e sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Si parlerà di esperienza fisica e digitale, ingaggio del pubblico, un’offerta culturale sempre più coinvolgente. Un’occasione unica per riflettere sul futuro del MAN, che ha appena festeggiato i 150 dalla sua fondazione, e del Museo Egizio, che nel 2024 celebra il bicentenario.

Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica

torino_egizio_film-uomini-e-dei-le-meraviglie-del-museo-egizio_locandinaNell’anno del bicentenario della sua fondazione, il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, il film evento che è stato presentato in anteprima alla 41esima edizione del Torino Film Festival e che arriverà nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo 2024 (elenco cinema su nexodigital.it). Prodotto da 3D Produzioni, Nexo Digital e Sky in collaborazione con il museo Egizio e diretto da Michele Mally, che firma il soggetto con Matteo Moneta, autore della sceneggiatura.

film_Uomini e Dei. Le meraviglie del Museo Egizio_004_Jeremy Irons_photo by Francesco Prandoni_111

Il premio Oscar Jeremy Irons durante sul set del film “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio” di Michele Mally (foto di Francesco Prandoni)

Il film vede la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica. Completa il viaggio visivo la colonna sonora originale, composta ed orchestrata dal pianista e compositore Remo Anzovino ed eseguita dall’autore con l’Orchestra Sinfonica Accademia Naonis diretta da Valter Sivilotti, in uscita su etichetta Nexo Digital e distribuzione Believe nel 2024. Spiega Remo Anzovino: “La sfida era scrivere una colonna sonora che parlasse di una cultura di cui non conosciamo la musica. Comporre per “Uomini e Dei. Le Meraviglie del Museo Egizio” è stato davvero un viaggio spirituale alla scoperta del profondo significato che la morte aveva nell’Antico Egitto, ossia l’inizio di una nuova vita. In piena sintonia con il regista Michele Mally, l’uso della tecnica del corale a 4 parti bachiano – applicato sia alle sezioni della orchestra sia al pianoforte solo -, di movimenti fugati e di passaggi atonali, mi ha permesso di orientare il suono, per contrasto stilistico, verso il mistero che le immagini e il racconto sullo schermo suggeriscono. Ringrazio il maestro Valter Sivilotti e l’Orchestra Sinfonica Accademia Naonis per avere splendidamente diretto e interpretato la mia musica”. La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Per il 2024 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

torino_egizio_bicentenario_christian-greco_direttore_foto-graziano-tavan

Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del Museo sono narrati in maniera corale non solo dalla presidente del museo, Evelina Christillin, e dal direttore Christian Greco, ma anche da alcuni dei curatori del museo come Cédric Gobeil, Beppe Moiso, Susanne Töpfer, Paolo Del Vesco, Federico Poole, Johannes Auenmüller, Enrico Ferraris, Alessia Fassone, Tommaso Montonati, dalle  restauratrici Cinzia Oliva, Roberta Genta, Paola Buscaglia del Centro di Conservazione e Restauro de La Venaria Reale, dall’antropologo Pieter Ter Keurs, dal direttore dipartimento Egizio del Louvre Vincent Rondot, dal capo del dipartimento Egitto e Sudan del British Museum Daniel Antoine, dai curatori del British Museum Ilona Regulski e Marcel Maree, dalla direttrice del Ägyptisches und Papyrussammlung di Berlino Friederike Seyfried, dalla direttrice generale museo Egizio del Cairo Sabah Abdel Razik Saddik, dal Ceo di Ima Solutions Sarl Benjamin Moreno. Dal Louvre di Parigi al British Museum di Londra fino all’Ägyptisches Museum di Berlino: sono solo alcune delle importanti istituzioni museali mondiali da cui provengono i membri del comitato scientifico del Museo, che vanta oltre 90 collaborazioni scientifiche con musei, atenei e centri di ricerca internazionali.

torino_egizio_Bernardino-Drovetti-tra-le-rovine-di-Tebe-1818_foto-museo-egizio

Bernardino Drovetti, al centro, tra le rovine di Tebe nel 1818 (foto museo egizio)

Le collezioni custodite a Torino comprendono oltre 40mila reperti, che hanno una natura antiquaria – in quanto legati al collezionismo e al criterio di raccolta reperti di Bernardino Drovetti, diplomatico piemontese al servizio del governo francese che vendette a Carlo Felice di Savoia il primo nucleo delle collezioni del Museo per 400mila lire dell’epoca – e una natura archeologica, legata a campagne di scavo archeologico promosse da Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina in Egitto all’inizio del Novecento. Con oltre un milione di visitatori nel 2023, il museo Egizio è il più antico al mondo dedicato alla civiltà degli antichi Egizi. Al museo Egizio di Torino dei 40mila reperti custoditi, 12mila sono esposti su 4 piani. Sfingi, statue colossali, minuscoli amuleti, sarcofagi, raccontano quasi 4000 anni di storia antica. Tra i reperti celebri nel mondo ci sono il Papiro dei Re, noto all’estero come la Turin King List, l’unica lista che sia giunta fino a noi che ricostruisce il susseguirsi dei faraoni, scritta a mano su papiro, o il Papiro delle Miniere, una delle più antiche carte geografiche conosciute. E ancora sculture come la statua del sacerdote Anen, quella di Ramesse II, quella della cosiddetta Iside di Copto, oltre al ricco corredo funebre di Kha, sovrintendente alla costruzione delle tombe dei faraoni che insieme alla moglie Merit sarà tra i protagonisti di tutto il racconto.

vicenza_basilica_mostra-i-creatori-dell-egitto-eterno_dea-tauret_foto-graziano-tavan

Statuetta in legno della dea Tauret, dedicata dal disegnatore Parahotep, venerata in ambito domestico, proveniente da Deir el Medina, e conservata al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

“La strada per Menfi e per Tebe passa da Torino” scrisse Jean-François Champollion che nel 1824, due anni dopo aver decifrato i geroglifici, venne nella capitale sabauda. Ma perché proprio a Torino, nel 1824, si decise di aprire un museo che non aveva uguali al mondo, dedicato a una civiltà ancora in via di svelamento? Chi fu il primo a vedere nelle Alpi il profilo delle piramidi? Per scoprire le origini del museo in “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio” risaliremo così il corso del Nilo sulle tracce dei suoi grandi esploratori ed archeologi del passato: Donati, Drovetti, Schiaparelli. Visiteremo i luoghi da cui provengono i principali reperti delle collezioni torinesi, da Giza a Luxor fino all’antico villaggio di Deir el-Medina, abitato dagli scribi e dagli artigiani delle tombe della Valle dei Re e delle Regine. E viaggeremo a ritroso nel tempo, alla metà del 1500, quando i sovrani del Piemonte, i Savoia, per dare prestigio alla loro capitale riscrissero il mito delle origini egizie di Torino, sovrapponendo il toro, simbolo della città, col dio Api, che aveva le sembianze di toro ed era venerato nell’antico Egitto. Attraverso i sarcofagi e gli oggetti del corredo funebre della tomba di Kha e Merit racconteremo invece il viaggio dell’architetto Kha nell’Oltretomba, dal momento della mummificazione ai funerali, fino al giudizio di fronte ad Osiride e alla vita nell’Aldilà, seguendo le pagine del Libro dei Morti.

Roma. In Curia Iulia “Paesaggi di Confine. Modelli di lavoro per una narrazione partecipata”, l’incontro conclusivo del Progetto di Terza Missione Sapienza. In presenza e on line

roma_curia-iulia_dialoghi-sul-confine_paesaggi-interiori-immaginari-comunità_locandinaMercoledì 28 Febbraio 2024, alle 9, la Curia Iulia ospita l’incontro conclusivo del Progetto di Terza Missione Sapienza “Paesaggi di Confine. Modelli di lavoro per una narrazione partecipata”. L’iniziativa è promossa dal dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo (SARAS) di Sapienza università di Roma e dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con Italia Nostra, nel quadro di un percorso biennale che Sapienza ha svolto attraverso attività di formazione, dibattito e documentazione sul tema del dialogo tra cittadini, comunità e culture, ponendo al centro il valore del patrimonio culturale come spazio della democrazia, del riconoscimento e dell’inclusione. La manifestazione vedrà il coinvolgimento di ricercatori, esperti del patrimonio, funzionari museali, insegnanti, studenti e cittadini romani. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://28febbraio_paesaggidiconfine.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

PROGRAMMA. In Curia Iulia. Alle 9.15, saluti istituzionali: Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo; Gaetano Lettieri, direttore SARAS, Sapienza Università di Roma; Pina Cutolo, Italia Nostra; 9.45, Irene Baldriga, Sapienza università di Roma, “Paesaggi di Confine. Per una idea condivisa di Patrimonio”. Dialoghi incrociati: 10, “Patrimonio culturale e comunità: attraversamenti”. Partecipano: Christian Greco (museo Egizio, Torino), Anna Soffici (gallerie nazionali degli Uffizi, Firenze), Caterina Riva (museo Arte contemporanea di Termoli), Paolo Giulierini (archeologo). Modera Alessandro Beltrami (Avvenire); 11.30, Vittorio Lingiardi, Sapienza università di Roma, “Il paesaggio è dentro di noi (landscapes are mindscapes)”. In Foro Romano. Alle 12, “Conversation Labs”, a cura del parco archeologico del Colosseo, con la collaborazione di docenti e studenti di Sapienza università di Roma (percorsi di visita sul paesaggio di confine). A) Diversità di genere: “La Casa delle Vestali”. Introduce: Silvia D’Offizi (parco archeologico del Colosseo). Modera: Ada Caruso (Sapienza) con Sofia Baldoni, Lavinia Longo, Costanza Monforte, Carlotta Musacchia, Marta Palumbo, Andrea Peter Szocs. B) Comunità e Memoria: “L’Arco di Tito”. Introduce: Francesca Ioppi (parco archeologico del Colosseo). Modera: Tessa Canella (Sapienza) con Cristian Moriconi, Manuela Peri, Luca Suppressa, Giuseppe Vigneri. C) Sincretismi: “Santa Maria Antiqua e Fonte di Giuturna”. Introduce: Paolo Castellani (parco archeologico del Colosseo). Modera: Ludovico Battista (Sapienza) con Virginia Bracciaferri, Andrea Ciaccio, Federica Nuzzo, Pierfrancesco Satta, Emilio Zanzi. D) Lo straniero: “Arco di Settimio Severo”. Introduce: Francesca Coletti (Sapienza). Modera: Carmelo Russo (Sapienza) con Fabrizio Schedid (Binario 95, Polo Sociale Roma Termini), Sergio Borghino, Stefano di Genova, Lara Gianella, Gabriele Persichetti, Elisa Piroddi, Simone Quaranta. 13.30 – 15, pausa pranzo.

In Curia Iulia. “Dialoghi sul patrimonio e sul paesaggio”. Introduce Federica Favino (Sapienza). 15, Andrea Schiappelli (parco archeologico del Colosseo), Valerio Coladonato (Sapienza), Valentina Signorelli (University of Greenwich, Londra): “Il patrimonio narrato”; 15.30, Giovanna Mori (Timescapes), Antonella Sbrilli (Sapienza), Stefano Scialotti (Dinamolab), Virginia Bracciaferri (Sapienza): “Tempo e patrimonio. Esperienze della memoria”; 16, Anna Di Gregorio (Italia Nostra), Luigi Filadoro (Associazione étant donnés), Sofia Baldoni (associazione culturale Zagreus): “Paesaggi, identità, confini”; 16.30, Conclusioni: Valeria Di Giuseppe Di Paolo, direzione generale Musei, ministero della Cultura.

Bologna. Nel trentennale del nuovo allestimento della sezione egizia del museo civico Archeologico ciclo di incontri “L’Egitto dei Musei: Bologna, Città del Vaticano, Firenze, Torino”: a confronto le voci di direttori e curatori delle principali collezioni egittologiche italiane

bologna_archeologico_l-egitto-dei-musei_programma_locandinaTrent’anni e non sentirli. Nel 1994 il museo civico Archeologico di Bologna inaugura un nuovo allestimento della sezione egizia. Le scelte museografiche allora adottate e i molti interventi che successivamente hanno via via aggiornato l’esposizione con novità scientifiche, prestiti da prestigiosi musei, nuove donazioni, hanno fatto sì che lo spazio dedicato alla terza collezione più importante d’Italia offra ancora al suo numerosissimo pubblico una splendida esperienza di visita. Per festeggiare questo importante anniversario il ciclo “L’Egitto dei Musei: Bologna, Città del Vaticano, Firenze, Torino” mette a confronto, attraverso le voci di direttori e curatori, le principali collezioni egittologiche italiane. Il ciclo, inaugurato dalla lezione-concerto del Coro Athena, diretto da Marco Fanti, e accompagnato da visite guidate e laboratori per ragazzi, entra nel vivo sabato 17 febbraio 2024, alle 17, con “Trent’anni di Egitto a Bologna”: incontro con Daniela Picchi, curatrice della Collezione Egiziana, museo civico Archeologico di Bologna. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili. Quindi sabato 2 marzo 2024, alle 17, “Progetto Sekhmet. Studio della più grandiosa scenografia in pietra a Tebe Ovest”: incontro con Alessia Amenta, curatore reparto Antichità Egizie e del Vicino Oriente, Musei Vaticani. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili. Appuntamento con la musica sabato 9 marzo 2024, alle 17: “L’Egitto di Mozart”, lezione concerto con Marco Fanti e la partecipazione del Coro Athena. Il salisburghese racconta alcuni elementi della millenaria cultura egizia in una delle sue opere più celebri, Il flauto magico. Si scopre così che questa non è l’unica occasione in cui il compositore fa riferimento all’Egitto. Ingresso libero fino ad esaurimento posti (90 partecipanti). Si riprende sabato 23 marzo 2024, alle 17, con “Il Museo Egizio di Firenze: la sua storia, i suoi protagonisti e i suoi capolavori”: incontro con Anna Consonni, curatore della sezione “Museo Egizio”, museo Archeologico nazionale di Firenze. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili. Il ciclo chiude sabato 13 aprile 2024, alle 17, con “A 200 anni dalla fondazione. Il Museo Egizio di Torino”: incontro con Christian Greco, direttore museo Egizio di Torino. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Torino. Al museo Egizio per “Dialoghi di Archeologia” Daniele Manacorda e Mirco Modolo dialogano con il direttore Christian Greco e Andrea Augenti sul loro libro “Le immagini del patrimonio culturale. Un’eredità condivisa?” (Pacini editore). In presenza e on line

torino_egizio_dialoghi-di-archeologia_le-immagini-del-patrimonio-culturale_manacorda-modolo_locandinaAl museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con la serie di incontri “Dialoghi di Archeologia”. Giovedì 18 gennaio 2024, alle 18, gli autori Daniele Manacorda e Mirco Modolo, insieme a Christian Greco, dialogheranno con Andrea Augenti sul loro libro “Le immagini del patrimonio culturale. Un’eredità condivisa?”, edito da Pacini Editore. L’evento si tiene nella sala Conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-le-immagini-del… L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Durante la serata sarà possibile acquistare il volume oggetto dell’incontro. Le riforme del Codice dei beni culturali avviate nell’ultimo decennio hanno generato un ampio confronto, non solo fra gli addetti ai lavori. In particolare la liberalizzazione dell’uso delle immagini del patrimonio culturale pubblico per fini di studio, ricerca e libera manifestazione del pensiero, introdotta nel 2014 (c.d. Art bonus), ha suscitato una presa di coscienza dell’importanza della percezione della pubblicità del patrimonio da parte della popolazione italiana. Il dibattito si è quindi esteso a considerare l’ipotesi di libero riutilizzo delle riproduzioni di beni culturali, anche per quelle finalità commerciali rimaste sinora escluse dal regime di liberalizzazione. Al centro di questo libro, nel quale sono pubblicati gli atti dell’omonimo convegno promosso dalla Fondazione Aglaia (Firenze, 11/06/2022), si collocano interrogativi di stringente attualità: ha senso oggi porre limiti, in piena era digitale, alla diffusione delle immagini del patrimonio culturale pubblico? Come impedire l’uso di un bene immateriale che appartiene a tutti? E, soprattutto, perché?

Torino. Al museo Egizio incontro con Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum di Amsterdam, quinto appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei

torino_egizio_what-s-museum_Taco-Dibbits_locandinaCome possono i musei essere luoghi di conservazione e costruzione della memoria? Come possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri per il 2023 e il 2024 dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea. Il protagonista del quinto incontro, il primo dell’anno, il 17 gennaio 2024, alle 18, sarà Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum di Amsterdam, in dialogo con Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino. L’evento si terrà nella sala conferenze del Museo, ingresso libero con prenotazione tramite Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/what-is-a-museums-con-taco… L’incontro sarà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala e sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino.

Torino. Al museo Egizio l’archeologo Massimo Cultraro (Cnr- Ispc Catania) parla di “Da Micene al Nilo. Le ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto (1886-1888)”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-da-micene-al-nilo_cultraro_locandinaHeinrich Schliemann (1822-1890), imprenditore tedesco diventato famoso per la scoperta di Troia e per l’esplorazione della civiltà micenea, fin dalle sue indagini in area egea ha sempre guardato con attenzione all’Egitto. Giovedì 11 gennaio 2024, alle18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, conferenza “Da Micene al Nilo. Le ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto (1886-1888)” con Massimo Cultraro: nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, dove Massimo Cultraro ci parlerà delle ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. Ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: : https://www.eventbrite.it/…/biglietti-da-micene-al-nilo…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La scoperta a Micene di un gruppo di manufatti di produzione egizia risalenti al Nuovo Regno lo spinge a riflettere sull’origine della civiltà elladico-micenea, per la quale non escludeva un contributo dall’area nilotica. Nei continui viaggi compiuti in Italia entra in contatto con la grande scultura greco-romana nelle collezioni di Roma, mostrando uno spiccato interesse per la figura di Cleopatra. Solo a partire dal 1886, oramai celebre ma con una salute assai cagionevole, può avviare il sogno di esplorare l’Egitto, avviando le indagini ad Alessandria alla ricerca del palazzo di Cleopatra. I taccuini di viaggio permettono di ricostruire una pagina inedita e affascinante del lungo soggiorno di Schliemann in Egitto, facendo luce sulle scoperte archeologiche, pressoché sconosciute, e sulle preziose descrizioni di luoghi e costumi dell’Egitto nella seconda metà dell’Ottocento.

naxos-taormina_parco_premio-comunicare-l-antico_massimo-cultraro_foto-parco-naxos

Massimo Cultraro, dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc) (foto parco naxos)

Massimo Cultraro è archeologo, dirigente di ricerca al Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto delle scienze del Patrimonio Culturale, Catania. Insegna Archeologia egea e Preistoria del Mediterraneo nelle università di Palermo, Messina e Salerno. Visiting professor alla Brown University di Providence (USA), tiene corsi di archeologia egea nell’Università di Göttingen. Nel 2006-2011 ha diretto il progetto di ricostruzione del museo nazionale di Baghdad, promosso dal ministero degli Affari Esteri e CNR, progetto premiato al G8 degli Enti di Ricerca a Venezia nel 2008. Insignito del premio nazionale “Sabatino Moscati” per la divulgazione scientifica in campo archeologico, si occupa di mondo egeo-miceneo e di Preistoria euro-asiatica, dirigendo dal 2014 una missione di ricerca nel Caucaso. Autore di sei saggi scientifici, alcuni dei quali dedicati alla figura di H. Schliemann.