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Roma. A corollario della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale, Lectio magistralis “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” del prof. Gianluca Miniaci (università di Pisa): alcuni tesori sono esposti nella prima sala. L’egittologo presenta per “archeologiavocidalpassato.com” il suo libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” (Carocci)

Lectio magistralis “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” del prof. Gianluca Miniaci, egittologo dell’università di Pisa martedì 27 gennaio 2026 nell’aula didattica delle Scuderie del Quirinale a corollario della mostra “Tesori dei Faraoni”. Le prenotazioni sono già sold out, ma la conferenza sarà registrata e pubblicata sul sito web e sul canale YouTube delle Scuderie del Quirinale.

L’egittologo Gianluca Miniaci (UniPi) con il suo libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” (Carocci) (foto graziano tavan)

Il prof. Miniaci è autore del libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep. Una donna alla riconquista dell’Egitto antico” (Carocci editore): Celato per millenni in un nascondiglio che nulla rivelava dall’esterno, nel 1859, nei pressi dell’antica Tebe (oggi Luxor) tornò alla luce uno dei più grandi tesori dell’antico Egitto, composto da oltre 70 oggetti, fra cui numerosi gioielli, manufatti e armi in oro, argento, bronzo e pietre dure. Il tesoro era appartenuto a una coraggiosa regina di nome Ahhotep, vissuta verso il 1550 a.C., in un periodo particolarmente buio della storia dell’Egitto, dominato a nord dai temibili Hyksos. La storia di questa scoperta è intrecciata con quella del padre dell’archeologia egizia, Auguste Mariette. Il volume, arricchito da numerose illustrazioni e da un prezioso inserto a colori, ne traccia una ricostruzione, ancora in parte avvolta nel mistero, che ci conduce nelle atmosfere avventurose e romantiche dei primi ritrovamenti ottocenteschi, ci racconta la nascita del gusto per le antichità egizie e allo stesso tempo svela intrighi di potere dell’antico Egitto, fra devozione materna, incesti, tradimenti, guerre e catastrofi naturali.

Coperchio in stucco dorato e legno della regina Ahhotep dalla tomba della regina Ahhotep (Tebe Ovest), conservato al msueo del Cairo (foto graziano tavan)

Nella prima sala della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale, dedicata a “Egitto, terra dell’oro” sono esposti alcuni dei tesori provenienti dalla Tomba della regina Ahhotep: dalla decorazione al valor militare al bracciale del re Ahmose I, al coperchio in legno dorato del sarcofago della regina Ahhotep II (vedi Con archeologiavocidalpassato.com alla scoperta della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale a Roma: ecco i capolavori della Sala 1, “Egitto, terra dell’oro” | archeologiavocidalpassato).

Ecco la presentazione del libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep. Una donna alla riconquista dell’Egitto antico” (Carocci editore) che il prof. Miniaci ha fatto ad archeologiavocidalpassato.com.

“Questo libro racconta due storie che si intrecciano”, spiega Miniaci ad archeologiavocdalpassato.com. “Da una parte c’è l’Egitto del 1550 a.C. che vive un momento drammatico, uno sliding doors della storia dell’Antico Egitto diviso in due tronconi: nel Nord ci sono gli Hyksos e nel Sud ci sono gli egiziani. E poi c’è un’altra storia, quella dell’Egitto dell’800, un Egitto che è una sorta di far-west dell’archeologia, un Egitto in cui si incontrano e si scontrano artisti, diplomatici, avventurieri, esploratori, anche studiosi.

Decorazione al valor militare in oro (fine XVII-inziio XVIII dinastia) dalla tomba della regina Ahhotep II, conservata al museo di Luxor (foto graziano tavan)

Cercano tutti quanti di poter arrivare alle antichità egiziane che erano un po’ il cuore, la chiave di quella che è la scoperta dell’Antico Egitto. Questo libro ci parla di una regina guerriera, di una regina che finalmente riesce a sconfiggere gli Hyksos, e riesce a scacciare l’invasore dall’Egitto. Ma ci racconta anche tante altre storie che ruotano intorno a questa regina. Ci sono storie di incesto; c’è l’eruzione del vulcano di Santorini; ci sono le battaglie, gli scontri sanguinari; ci sono tutti i faraoni che vengono massacrati e uccisi dagli Hyksos; ci sono le dispute tra gli stranieri e gli egiziani stessi”.

L’egittologo Gianluca Miniaci (UniPi) con il suo libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” (Carocci) (foto graziano tavan)

Gianluca Miniaci insegna Archeologia, Lingua e Storia dell’antico Egitto all’università di Pisa. È direttore della missione archeologica a Zawyet Sultan (Minya, Egitto) e della campagna di scavo dell’università di Pisa a Dra Abu el-Naga (Luxor, Egitto). Ha lavorato per i principali musei internazionali, tra cui il British Museum e il Louvre, e dirige varie riviste e collane scientifiche, fra cui la prestigiosa “Ancient Egypt in Context” edita da Cambridge University Press. Ha al suo attivo oltre 20 libri e più di 100 articoli scientifici. La sua ultima monografia è relativa alle miniature di animali in faïence in Egitto, Nubia e nel Levante nel Medio Bronzo (2000-1500 a.C.).

Un libro al giorno. “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità

Copertina del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato

Esce a gennaio 2026 per i tipi di Carocci editore il libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato. Che cosa significa pensare la preistoria oggi? Il libro risponde a questo interrogativo proponendo una riflessione sul tempo profondo, le epoche remote in cui si manifestarono le prime forme di organizzazione sociale, tecnologica e simbolica. La prospettiva è transdisciplinare: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità. Dall’evoluzione della disciplina all’analisi delle idee, l’archeologia preistorica viene esplorata nel suo sviluppo storico, con particolare riferimento all’Italia e alle molteplici letture del rapporto tra uomo e ambiente. Un’attenzione speciale è dedicata alle forme di visualizzazione e comunicazione – dalla fotografia all’immaginario letterario – che hanno contribuito a costruire la percezione pubblica della preistoria. Il libro mostra come lo studio delle nostre origini non sia mai stato neutrale, ma risulti costantemente intrecciato al dibattito culturale e politico. In un periodo storico segnato da crisi ambientali e sociali globali, la categoria di tempo profondo si rivela uno strumento indispensabile per ripensare il rapporto tra passato, presente e futuro.

Luca Ciancio è professore associato di Storia della scienza e delle tecniche all’università di Verona e si è a lungo occupato della storia delle scienze naturali.

Massimo Cultraro è archeologo, direttore di ricerca presso il CNR-ISPC, esperto di preistoria e protostoria mediterranea.

Fedra A. Pizzato è ricercatrice in Storia della scienza e delle tecniche all’Università degli Studi di Verona, si occupa di storia degli studi di preistoria, di patrimonio critico e di comunicazione scientifica.

Un libro al giorno. “I depositi archeologici. Una guida di campo” di Diego E. Angelucci che fornisce una chiave di lettura per decodificare le caratteristiche delle stratificazioni archeologiche

Copertina del libro “I depositi archeologici. Una guida di campo” di Diego E. Angelucci

È uscito per i tipi di Carocci editore il libro “I depositi archeologici. Una guida di campo” di Diego E. Angelucci. I depositi archeologici – sedimenti e suoli – non sono solo contenitori di reperti e di strutture, ma anche fonte di preziose informazioni per chi li scava, una volta che sappia osservarli e descriverli correttamente. Il libro fornisce una chiave di lettura per decodificare le caratteristiche delle stratificazioni archeo- logiche; dopo aver passato in rassegna le conoscenze su sedimenti e suoli, propone un percorso descrittivo per la raccolta dei dati sul terreno, elencando e definendo le varie proprietà che contraddistinguono i depositi al fine di normalizzarne la descrizione. Una guida di campo pensata per accompagnare archeologi e archeologhe sul cantiere di scavo e durante la ricognizione. Perfetta per chi vuole affinare lo sguardo e migliorare la qualità delle proprie osservazioni stratigrafiche.

Il geoarcheologo Diego Angelucci (UniTn)

Diego E. Angelucci, geoarcheologo, è professore associato di Metodologie della ricerca archeologica all’università di Trento. Le sue ricerche si rivolgono, oltre che all’analisi delle stratificazioni archeologiche, alla preistoria antica, alla micro-morfologia archeologica e allo studio delle interazioni tra umani e ambiente nelle aree montane.

Un libro al giorno. “Che cos’è l’archeologia sperimentale” di Cristina Lemorini: introduzione ai principi fondamentali, alla metodologia e alle potenzialità didattiche dell’archeologia sperimentale

Copertina del libro “Che cos’è l’archeologia sperimentale” di Cristina Lemorini

È uscito per i tipi di Carocci editore il libro “Che cos’è l’archeologia sperimentale” di Cristina Lemorini. Quale ruolo può avere lo studio del passato nel nostro mondo moderno, globalizzato, ipertecnologico e proiettato nel futuro? Il libro, stimolando la riflessione sull’importanza di conoscere le comunità antiche per immaginare un futuro più sostenibile, presenta una chiara e concisa introduzione ai principi fondamentali, alla metodologia e alle potenzialità didattiche dell’archeologia sperimentale. Questa affascinante disciplina replica e testa oggetti, strumenti e situazioni del passato seguendo un rigoroso protocollo sperimentale che prevede, tra l’altro, l’utilizzo di materie, tecniche e processi produttivi il più possibile simili a quelli dell’epoca a cui appartengono. Ciò permette di acquisire molte informazioni non solo sul singolo reperto ma anche sul suo contesto sociale e di utilizzo, fornisce agli archeologi ulteriori dati per verificare le proprie ipotesi e, perché no, offre un modo coinvolgente per insegnare e divulgare la storia antica.

Cristina Lemorini (Sapienza università Roma)

Cristina Lemorini è professore associato di Preistoria e Protostoria alla Sapienza Università Roma, dove insegna Archeologia sperimentale e Analisi delle tracce d’uso e dei residui applicata a manufatti archeologici.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “Archeologi. I maestri del passato” di Andrea Augenti (Carocci editore)

Venerdì 5 dicembre 2025, in Curia Iulia, per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, alle 16.30, presentazione del libro “Archeologi. I maestri del passato” di Andrea Augenti (Carocci editore). Dopo i saluti istituzionali di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, e Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, intervengono, alla presenza dell’autore, Andrea Paribeni, università di Urbino; Riccardo Santangeli Valenzani, università Roma Tre; Enrico Zanini, università di Siena. ingresso libero da largo della Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti al link https://augenti5dicembre.eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo.

Copertina del libro “Archeologi. I maestri del passato” di Andrea Augenti

Archeologi. I maestri del passato. La storia dell’archeologia dalle origini ai nostri giorni, raccontata attraverso le vite di alcuni tra i più importanti studiosi: uomini e donne che hanno dato forma e sostanza alla disciplina, nel corso del tempo e in modi diversi. Da Johann Winckelmann, che getta le basi dell’archeologia come storia dell’arte, a Mortimer Wheeler, a cui si deve uno dei primi manuali di scavo; da Gertrude Bell, instancabile studiosa dell’Oriente, a Thomas Lawrence, militare e spia, ma anche archeologo con la passione del Medioevo e dei castelli dei crociati. E poi Rodolfo Lanciani, autore di una straordinaria mappa di Roma antica, Mary Leakey e le sue grandi scoperte sui nostri antenati, e molti altri ancora… Un viaggio nell’evoluzione del pensiero archeologico, nelle vicende, nelle menti e nelle emozioni dei personaggi che grazie al loro lavoro hanno scritto pagine fondamentali della storia. La scrittura chiara e scorrevole, assieme alle immagini degli scavi, degli oggetti e dei taccuini di appunti, permette al lettore di tuffarsi nel passato, per scoprire la meraviglia di un mestiere davvero affascinante.

Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” presentazione del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani (Carocci editore) e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri

Riprendono i tradizionali “Incontri di Archeologia alle Tombe di Via Latina”, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valerii. Appuntamento sabato 25 ottobre 2025, alle 10.30, in via dell’arco di Travertino 151, con la presentazione del libro di Alessandro Sebastiani “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo”, edito da Carocci editore, Collana Biblioteca di testi e studi. Dopo i saluti del responsabile del sito, Santino Alessandro Cugno, interverranno l‘autore il prof. Alessandro Sebastiani, chair and associate professor Department of Classics (SUNY), e la prof.ssa Martina Piperno, università La Sapienza. Al termine della presentazione i partecipanti potranno visitare la Tomba dei Valerii. Attività gratuita non soggetta a prenotazione

Copertina del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani

Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Il libro esplora il complesso rapporto fra i resti monumentali classici di Roma e il loro utilizzo ideologico dal Regno d’Italia alla fine del regime fascista (1870-1945). Prendendo in esame alcuni monumenti della città, l’autore ci mostra come la loro romanitas sia stata intenzionalmente manipolata per costruire l’identità nazionale italiana moderna e contemporanea. Tale identità fu modellata grazie a una fusione di passato e presente, attraverso la creazione di luoghi simbolici e ideologici, alcuni dei quali vennero recuperati dal tessuto cittadino, come i Fori Imperiali, il Colosseo, il Mausoleo di Augusto e l’Ara Pacis, con una sistematica azione di isolamento urbanistico. Altri furono edificati ex novo, come il Palazzo di Giustizia, il Foro Italico o il quartiere dell’EUR, o plasmati realizzando grandi boulevards urbani per ufficializzare la creazione della capitale del Regno d’Italia e della Roma di Mussolini. Si trattò di un grande progetto di placemaking ideologico, dove l’archeologia classica e i monumenti dell’antichità divennero protagonisti della nascita dello Stato italiano.

Un libro al giorno. “Archeologia della navigazione. Il Mediterraneo antico” di Stefano Medas: lo studio delle navi e della nautica come strumento per la conoscenza del mondo antico

Copertina del libro “Archeologia della navigazione. Il Mediterraneo antico” di Stefano Medas

È uscito per i tipi di Carocci editore il libro “Archeologia della navigazione. Il Mediterraneo antico” di Stefano Medas. La navigazione ha rappresentato un fattore basilare nello sviluppo delle civiltà mediterranee, essendo stata per millenni il sistema di trasporto più efficiente, rapido e produttivo di cui gli uomini hanno potuto disporre, sia in mare che nelle acque interne. Lo studio delle navi e della nautica costituisce quindi uno strumento fondamentale per la conoscenza del mondo antico, in quanto trasversale a molti contesti e a molte discipline. Attraverso le fonti storiche e archeologiche, ma ricorrendo anche all’analisi comparativa del dato etnografico, il volume illustra, con un ricco corredo iconografico, le tipologie delle navi, sia da trasporto che da guerra, la struttura degli scafi, le attrezzature di bordo, le vele, le ancore, i timoni, e racconta i viaggi di esplorazione oltre le Colonne d’Ercole, la religiosità e i sentimenti delle genti di mare. Gli approfondimenti online, infine, sono dedicati alle tecniche della costruzione navale antica, alle tattiche di combattimento, alla navigazione con maltempo e a quella nelle acque interne.

Un libro al giorno. “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani che esplora il complesso rapporto fra i resti monumentali classici di Roma e il loro utilizzo ideologico dal Regno d’Italia alla fine del regime fascista

Copertina del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani

È uscito per i tipi di Carocci editore il libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani. Il volume esplora il complesso rapporto fra i resti monumentali classici di Roma e il loro utilizzo ideologico dal Regno d’Italia alla fine del regime fascista (1870-1945). Prendendo in esame alcuni monumenti della città, l’autore ci mostra come la loro romanitas sia stata intenzionalmente manipolata per costruire l’identità nazionale italiana moderna e contemporanea. Tale identità fu modellata grazie a una fusione di passato e presente, attraverso la creazione di luoghi simbolici e ideologici, alcuni dei quali vennero recuperati dal tessuto cittadino, come i Fori Imperiali, il Colosseo, il Mausoleo di Augusto e l’Ara Pacis, con una sistematica azione di isolamento urbanistico. Altri furono edificati ex novo, come il Palazzo di Giustizia, il Foro Italico o il quartiere dell’EUR, o plasmati realizzando grandi boulevard urbani per ufficializzare la creazione della capitale del Regno d’Italia e della Roma di Mussolini. Si trattò di un grande progetto di placemaking ideologico, dove l’archeologia classica e i monumenti dell’antichità divennero protagonisti della nascita dello Stato italiano.

Torino. Per Salone OFF 2025, al museo Egizio l’incontro “Musei e digitale: buone pratiche strumenti e nuovi orizzonti” con Nicolette Mandarano, autrice del libro “Il digitale per i Musei” (Carocci Editore) e Giuliano Gaia, autore del libro “Il museo immediato” (Editrice Bibliografica), in dialogo con il direttore Christian Greco

Nell’ambito del Salone internazionale del Libro OFF 2025, appuntamento al museo Egizio di Torino: giovedì 15 maggio 2025, alle 18.30, in sala conferenze, incontro su musei e digitale con Nicolette Mandarano, autrice del libro “Il digitale per i Musei” (Carocci Editore) e Giuliano Gaia, autore del libro “Il museo immediato” (Editrice Bibliografica), in dialogo con il direttore Christian Greco. Modera Emanuela Totaro, segretario generale Fondazione Kainòn ETS. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/musei-e-digitale-buone…. Nei giorni successivi all’evento, la conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Come l’innovazione tecnologica influenza il mondo dei musei? Come si sposa il tempo lento di queste istituzioni con l’immediatezza del digitale? Quali nuovi strumenti hanno a disposizione le istituzioni culturali per la valorizzazione e la comunicazione? In che modo supportare il pubblico nella fruizione di esperienze digitali? E quali sono i mezzi, i contenuti e i linguaggi più adatti per catturarne l’attenzione e aumentarne il coinvolgimento? Una conversazione per rispondere a queste e altre domande centrali per i musei di oggi.

Verona. Al museo di Storia Naturale presentazione del libro “Roma preistorica” di Alessandro Guidi, terzo degli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia maturale di Verona” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Giovedì 15 maggio 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, presentazione del libro “Roma preistorica” di Alessandro Guidi (Carocci, 2024), terzo incontro del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” realizzati dal museo di Storia naturale di Verona e dal Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza: sette appuntamenti a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. Guidi discuterà con Alfredo Buonopane (università di Verona) e Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) in merito alla preistoria dell’Agro romano per rispondere alla domanda: “Come è nata Roma?”.  Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Copertina del libro “Roma preistorica” di Alessandro Guidi

Roma preistorica. Come è nata Roma? Perché si è scelto di vivere proprio lì? Come si fa a trovare le tracce delle sue origini tra le molte stratificazioni che ha avuto nel tempo? Il libro parte dal più antico popolamento dell’Agro romano mezzo milione di anni fa, passando per le vicende dei primi agricoltori, fino alla concentrazione di genti attorno al guado sul Tevere e alla veloce crescita che le fece assumere le dimensioni di città, per arrestarsi proprio poco dopo la data mitica della fondazione, il 753 a.C. Fanno parte della trattazione la ricostruzione dei mutamenti del paesaggio a partire dal Pleistocene, una breve rassegna della fortuna del mito delle origini nell’arte, nella letteratura e nel cinema, una “guida” a musei e siti archeologici legati alle testimonianze della “prima” Roma.

Il prof. Alessandro Guidi (foro FB)

Alessandro Guidi è stato professore ordinario di Archeologia preistorica e protostorica nelle università di Verona e Roma Tre. Fra i suoi libri: Storia della paletnologia (Laterza, 1988), Preistoria della complessità sociale (Laterza, 2000).