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Verona. L’associazione Archeonaute avvia le visite guidate nell’area archeologica sotterranea di via San Cosimo, uno dei più suggestivi palinsesti archeologici della città

La domus romana nell’area archeologica sotterranea di San Cosimo a Verona (foto Sabap-Vr)

Apertura al pubblico dell’area archeologica di via San Cosimo a Verona. L’associazione Archeonaute, come annunciato alla presentazione dell’area sotterranea (vedi Verona da oggi arricchisce il percorso archeologico con l’apertura dell’area sotterranea di via San Cosimo, nel cuore della città antica grazie all’accordo tra Sabap-Vr e associazione Archeonaute: conserva testimonianze delle mura urbane di Verona romana e di una ricca domus | archeologiavocidalpassato), ha iniziato le visite guidate all’area archeologica di via San Cosimo a Verona: ogni martedì in un turno di visita alle 11; ogni sabato in due turni di visita alle 16 e alle 17. Visita guidata su richiesta con contributo volontario (consigliato 5 euro a persona). Durata visita guidata 40 minuti circa. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria (archeonaute@gmail.com). Posti limitati nel rispetto delle misure preventive.

I tratti delle mura antiche nell’area archeologica di via San Cosimo a Verona (foto Sabap-Vr)

In via San Cosimo a Verona, nell’interrato collocato sotto il cortile dell’istituto Suore Figlie di Gesù, si conserva uno dei più suggestivi palinsesti archeologici della città, ancora in gran parte sconosciuto. L’area conserva importanti testimonianze del sistema difensivo di Verona dall’età municipale all’altomedioevo e parte di una ricca domus di età imperiale costruita subito a ridosso della cinta. 

Verona da oggi arricchisce il percorso archeologico con l’apertura dell’area sotterranea di via San Cosimo, nel cuore della città antica grazie all’accordo tra Sabap-Vr e associazione Archeonaute: conserva testimonianze delle mura urbane di Verona romana e di una ricca domus

L’area archeologica sotterranea di via San Cosimo a Verona viene aperta al pubblico (foto Sabap-Vr)

verona_archeonaute_logosoprintendenza-verona_logoUn nuovo tassello della Verona romana è ora a disposizione del pubblico: è l’area archeologica sotterranea di via San Cosimo, nel cuore della Verona antica, a ridosso delle mura urbiche, e a un tiro di schioppo dall’Arena. È stato presentato oggi, venerdì 26 febbraio 2021, l’accordo sottoscritto tra la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e l’associazione culturale Archeonaute per la valorizzazione e la fruizione dell’area archeologica di via San Cosimo a Verona. Erano presenti Vicenzo Tinè, soprintendente ABAP di Verona; Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici di Verona; Federica Gonzato, direttrice del museo Archeologico nazionale di Verona; Morena Tremonti, presidente dell’associazione Archeonaute; suor Letizia Iacopucci, rappresentante dell’Istituto Figlie di Gesù; Brunella Bruno, responsabile dell’area funzionale archeologia della Soprintendenza.

La domus romana nell’area archeologica sotterranea di San Cosimo a Verona (foto Sabap-Vr)

Scoperte nel 1971 in seguito ad alcuni lavori di servizio, le strutture antiche vennero scavate e messe in sicurezza tra il 1974 e il 1975 dall’allora Soprintendenza alle Antichità delle Venezia che volle realizzare un’area archeologica. Ma finora, tuttavia, l’area non era accessibile se non previo accordo con la Soprintendenza e con l’Istituto religioso. Da oggi il sito diventa fruibile dal grande pubblico e una nuova area archeologica viene restituita alla città di Verona, incrementando in tal modo l’offerta culturale e creando un vero e proprio “percorso archeologico” a disposizione dei cittadini e dei turisti.

I tratti delle mura antiche nell’area archeologica di via San Cosimo a Verona (foto Sabap-Vr)

Nell’area archeologica si conservano importanti testimonianze della Verona romana relative alle mura urbane della città e alla porzione di una ricca domus costruita non lontano dalla cinta. I resti, in ottimo stato di conservazione, permettono di comprendere chiaramente come erano costruite le mura della città, a partire dalla prima fase di metà I secolo a.C. fino agli sviluppi successivi quando vennero dotate di torri e speroni. A circa 10 metri dalle queste mura più antiche, l’area ospita un tratto delle mura di V secolo d.C., erette da re Teodorico, mediante l’utilizzo di molto materiale di reimpiego, come epigrafi e frammenti architettonici lavorati. Nell’area sono inoltre visibili alcuni ambienti di una domus, decorati con pregiati pavimenti a mosaici e intarsi marmorei e affreschi alle pareti.

I partecipanti alla presentazione dell’accordo Sabap-Vr e ass. Archeonaute per la gestione dell’area archeologica di via San Cosimo a Verona (foto da http://www.pantheon.veronanetwork.it)

Dopo i lavori di restauro, condotti dalla soprintendenza con fondi ministeriali nel 2016, che hanno riguardato la pulitura delle strutture antiche, nonché la messa in sicurezza del sito, la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione e l’istallazione di un efficace apparato di pannelli illustrativi, è stato stipulato l’accordo con Archeonaute onlus per la gestione dell’area archeologica ubicata all’interno dell’Istituto Suore Figlie di Gesù in via san Cosimo 3, che garantirà, d’intesa con l’istituto religioso, l’apertura gratuita dell’area tutte le settimane, oltre allo svolgimento di visite guidate e attività didattiche e fornirà un servizio di segreteria e prenotazione per i visitatori. “Il sito di via San Cosimo si aggiunge all’area archeologica di Corte Sgarzerie e alla villa romana di Valdonega di cui gestiamo aperture e visite guidate”, ricorda Morena Tramonti, presidente di Archeonaute. “Quest’area permette di mostrare l’evoluzione del sistema difensivo della città dal momento della sua fondazione intorno alla seconda metà del II secolo a.C. con le mura di età municipale ben conservate all’età medio e tardo imperiale con l’aggiunta di torri e speroni difensivi”, sottolinea Brunella Bruno della soprintendenza. “Di certo vale la visita la visione delle mura di Teodorico, costruire a pochi metri di distanza dalle mura municipali esclusivamente con materiali di reimpiego di edifici in rovina”.

Verona. Riapre con Archeonaute in sicurezza la villa romana di Valdonega. Visita guidata su richiesta

Una veduta generale della villa romana di Valdonega, a Verona, che risale al I d.C.

Lockdown finito. La villa romana di Valdonega a Verona riapre, in sicurezza, grazie all’associazione Archeonaute. Dal 14 giugno 2020 la Villa sarà visitabile ogni martedì e domenica in turni di apertura nei seguenti orari: 16, 17, 18, 19. Prenotazione obbligatoria. Visita guidata su richiesta con contributo minimo volontario (5 euro a persona). Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Posti limitati.

Una ricostruzione della villa romana di Valdonega a Verona

La residenza privata romana di Valdonega venne costruita nel I sec. d.C. al di fuori dell’impianto urbano di Verona. I dati oggi disponibili consentono di interpretarne parte del piano terra, ma si ipotizza che l’edificio fosse articolato su più piani e a livelli diversi, secondo il pendio del terreno. Della villa sono oggi visibili tre ambienti, affacciati su un portico a L (di cui si vedono le basi delle colonne) probabilmente aperto su un cortile o su un giardino e in stretta connessione con essi (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/10/la-villa-romana-di-valdonega-a-verona-come-non-lavete-mai-vista-in-soprintendenza-focus-sulla-residenza-del-i-sec-d-c-alle-pendici-suburbane-dei-lessini-con-un-filmato-in-3d/).

 

Verona. Week end con Archeonaute alla scoperta della storia e dei segreti del Teatro Romano di Verona, e dei preziosi reperti del museo Archeologico

Il teatro romano di Verona sovrastato dall’ex convento di San Girolamo, sede del museo Archeologico

L’eccezionale panorama sulla città di Verona che si gode dal rinnovato museo Archeologico al Teatro Romano di Verona (foto Graziano Tavan)

L’area del teatro romano di Verona prima dei lavori del Monga

Il teatro romano, costruito verso la fine del I sec. a.C., è uno dei monumenti antichi più famosi di Verona. Collocato sul clivio del colle di San Pietro è meta di migliaia di turisti, attirati dal fascino delle vestigia antiche, dalla ricchezza del rinnovato museo civico Archeologico al Teatro Romano negli spazi del soprastante ex convento quattrocentesco di San Gerolamo, dai panorami mozzafiato sul cuore di Verona e sull’ansa dell’Adige. Un monumento che non ha bisogno di presentazioni: ma – si chiede l’associazione culturale Archeonaute -siamo proprio sicuri di conoscerne bene la storia? Non basta ricordare le note storiche della soprintendenza, come il fatto che l’area del Teatro romano di Verona venne abbandonata in età antica e successivamente occupata da diverse costruzioni civili e religiose. O che la riscoperta dell’edificio avvenne nel XVIII; e che nel XIX secolo vennero condotte le prime ricerche archeologiche ad opera di Andrea Monga, con la demolizione di alcuni degli edifici precedentemente costruiti sul teatro e lo scavo parziale della cavea. Nel 1904 tutta l’area venne acquistata dal Comune di Verona e, fino al 1914, le rimanenti case soprastanti furono demolite, la cavea venne svuotata e si procedette ad un intervento di parziale ricostruzione delle architetture. Interessanti, ma c’è di più. Di qui la proposta di Archeonaute: dedicare il week end proprio alla riscoperta del Teatro Romano di Verona, con visite guidate sabato 11 e domenica 12 maggio 2019, dalle 15 alle 16.30. Insieme a una guida autorizzata, archeologa dell’associazione Archeonaute, si ripercorrerà la storia del monumento, dalle sue fasi di vita all’abbandono, e infine la sua riscoperta con la nascita del museo Archeologico, del quale si conosceranno i reperti più importanti. Costo: 10 euro a persona più biglietti d’ingresso secondo tariffe vigenti. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria. Informazioni e prenotazioni: email archeonaute@gmail.com; sms 3477696088 – 3472213090.

Verona. Con Archeonaute alla villa romana di Valdonega presentazione del libro “La Valdonega” e visita guidata al sito archeologico

Una veduta generale della villa romana di Valdonega, a Verona, che risale al I d.C.

Appuntamento doppio domenica 28 aprile 2019 alla villa romana di Valdonega, in via Zoppi a Verona, con l’associazione Archeonaute. Alle 17, presentazione del volume “La Valdonega. Un quartiere tra città e campagna” di Lucia Bisi e Gabriello Anselmi. Seguirà una visita guidata gratuita alla villa romana per tutti i partecipanti. Prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni: archeonuate@gmail.com; sms 3472213090 – 3477696088.

Il libro “LA VALDONEGA. Un quartiere tra città e campagna” (Edizioni della Vita Nova)

Il libro “LA VALDONEGA. Un quartiere tra città e campagna” (Edizioni della Vita Nova) si propone di riempire un vuoto, indagando la storia di una vasta area di Verona, tra città e collina, finora non considerata negli studi di storiografia urbana: il quartiere della Valdonega. Chi sono i due autori? Lucia Bisi, architetto e scrittore. Vive lavora tra Verona e Milano. Ha svolto per diversi anni attività di docente alla Facoltà di Architettura Politecnico Milano-Bovisa. È autrice di numerosi saggi di storia dell’architettura e dell’urbanistica lombarda, e di opere i narrativa. Gabriello Anselmi, si laurea allo Iuav di Venezia nel 1974. Arte e architettura saranno gli strumenti d’indagine delle sue numerose iniziative che affronteranno importanti temi della contemporaneità. Autore di varie pubblicazioni sul tema del paesaggio, dell’arte in città e delle trasformazioni urbane.

La pianta della villa romana di Verona

La residenza privata romana di Valdonega venne costruita nel I sec. d.C. al di fuori dell’impianto urbano di Verona. I dati oggi disponibili consentono di interpretarne parte del piano terra, ma si ipotizza che l’edificio fosse articolato su più piani e a livelli diversi, secondo il pendio del terreno. Della villa sono oggi visibili tre ambienti, affacciati su un portico a L (di cui si vedono le basi delle colonne) probabilmente aperto su un cortile o su un giardino e in stretta connessione con essi (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/10/la-villa-romana-di-valdonega-a-verona-come-non-lavete-mai-vista-in-soprintendenza-focus-sulla-residenza-del-i-sec-d-c-alle-pendici-suburbane-dei-lessini-con-un-filmato-in-3d/).

Per Vinitaly, Pasqua e 25 aprile l’associazione Archeonaute accompagna gli ospiti alla scoperta della Verona romana meno nota: la villa romana di Valdonega e il criptoportico di Corte Sgarzerie

Visita guidata all’area archeologica di Corte Sgarzerie a Verona

Mattina e primo pomeriggio dedicati al Vinitaly con assaggi, degustazioni e affari. E poi ci si può concedere una pausa culturale, un viaggio alla scoperta della Verona romana meno nota, più nascosta: la villa romana di Valdonega e l’area archeologica di Corte Sgarzerie. Grazie ad Archeonaute. L’associazione culturale scaligera, cui la soprintendenza ha dato in gestione i due siti, In occasione di Vinitaly 2019 propone aperture straordinarie delle aree archeologiche del Criptoportico di Corte Sgarzerie e della Villa Romana di Valdonega, con il seguente calendario: Villa Romana di Valdonega, venerdì 5 aprile, ore 16; Criptoportico di Corte Sgarzerie, sabato 6 aprile, ore 18; Villa Romana di Valdonega, domenica 7 aprile, ore 16; Criptoportico di Corte Sgarzerie, lunedì 8 aprile, ore 18; Villa Romana di Valdonega, martedì 9 aprile, ore 16. Visite guidate a cura di un archeologo dell’associazione Archeonaute; contributo volontario richiesto per la visita (minimo 3 euro a persona); le visite hanno durata di circa 40 minuti; posti limitati: prenotazione obbligatoria ad archeonaute@gmail.com; il calendario è passibile di modifiche, consigliamo di scrivere per una verifica; i turni di visita si attiveranno solo con un minimo di iscritti, gli iscritti riceveranno una mail di conferma o disdetta il giorno stesso della visita.

Una ricostruzione della villa romana di Valdonega a Verona

La residenza privata romana di Valdonega venne costruita nel I sec. d.C. al di fuori dell’impianto urbano di Verona. I dati oggi disponibili consentono di interpretarne parte del piano terra, ma si ipotizza che l’edificio fosse articolato su più piani e a livelli diversi, secondo il pendio del terreno. Della villa sono oggi visibili tre ambienti, affacciati su un portico a L (di cui si vedono le basi delle colonne) probabilmente aperto su un cortile o su un giardino e in stretta connessione con essi (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/10/la-villa-romana-di-valdonega-a-verona-come-non-lavete-mai-vista-in-soprintendenza-focus-sulla-residenza-del-i-sec-d-c-alle-pendici-suburbane-dei-lessini-con-un-filmato-in-3d/).

L’area archeologica di Corte Sgarzerie di Verona con le strutture del criptoportico

L’area archeologica di Corte Sgarzerie è uno straordinario palinsesto di strutture archeologiche che consente di percorrere la storia del settore centrale di Verona dall’età romana al Medioevo. Il criptoportico visitabile nell’area si sviluppava per oltre 200 m sotto il portico. Diviso in due navate larghe 4,5 m da una spina di archi retti da 78 pilastri in pietra e coperta da volte a botte, era debolmente illuminato da finestre “a strombo” affacciate sulla terrazza superiore. Il complesso rimase in vita fino al IV secolo, quando, per effetto dell’affermazione del cristianesimo e probabilmente per un incendio cadde in abbandono (https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2014/02/01/a-verona-apre-al-pubblico-il-criptoportico-capitolino-in-corte-sgarzerie/).

L’imponente prospetto esterno dell’Arena di Verona

Visite guidate straordinarie non solo in occasione di Vinitaly, ma anche di Pasqua e 25 aprile, con prenotazione obbligatoria, contributo richiesto di 3 euro a persona. La visita all’area archeologica di Corte Sgarzerie è sempre alle 18 nei giorni sabato 13 aprile, venerdì 19 aprile, sabato 20 aprile, lunedì (Pasquetta) 22 aprile, mercoledì 24 aprile, venerdì 26 aprile, lunedì 29 aprile, mercoledì 1° maggio, sabato 4 maggio. La visita guidata straordinaria alla Villa Romana di Valdonega è sempre alle 16 nei giorni venerdì 12 aprile, domenica 14 aprile, domenica 21 aprile, martedì 23 aprile, giovedì 25 aprile, sabato 27 aprile, domenica 28 aprile, martedì 30 aprile.
Archeonaute propone anche visite guidate archeologiche nella città di Verona sabato 13 e domenica 14 aprile 2019, alle 10: “Verona e l’Adige, 2000 anni di storia”. L’itinerario si svolge tra il Ponte Scaligero, che si attraverserà per entrare in città, e la Dogana Veneta, che ci accompagnerà all’uscita. Lungo il tragitto si approfondiranno il rapporto tra l’Adige e la Verona romana, medievale e odierna, scoprendo insieme i segni lasciati dal fiume sulla città, e della città sul fiume. La visita guidata rientra nell’ambito del progetto “Adige via d’acqua”, del Canoa Club Verona, che intende attivare un percorso di turismo fluviale per canoe e imbarcazioni a remi nel fiume Adige. Costo: 10 euro a persona. Prenotazione obbligatoria.

Verona. Con l’associazione Archeonaute visite guidate mirate per i ragazzi dagli 8 ai 13 anni all’area archeologica di Corte Sgarzerie e alla villa romana di Valdonega

Giovani archeologi in visita all’area archeologica di Corte Sgarzerie di Verona

Piccoli archeologi crescono. Ne sono convinti all’associazione Archeonaute di Verona che hanno deciso di aprire le porte dell’area archeologica di Corte Sgarzerie e della villa romana di Valdonega, cioè i due siti che la soprintendenza ha dato in gestione alla onlus veronese per le visite guidate, ai ragazzi dagli 8 ai 13 anni con un programma pensato proprio per loro. La residenza privata romana di Valdonega venne costruita nel I sec. d.C. al di fuori dell’impianto urbano di Verona. I dati oggi disponibili consentono di interpretarne parte del piano terra, ma si ipotizza che l’edificio fosse articolato su più piani e a livelli diversi, secondo il pendio del terreno. Della villa sono oggi visibili tre ambienti, affacciati su un portico a L (di cui si vedono le basi delle colonne) probabilmente aperto su un cortile o su un giardino e in stretta connessione con essi (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/10/la-villa-romana-di-valdonega-a-verona-come-non-lavete-mai-vista-in-soprintendenza-focus-sulla-residenza-del-i-sec-d-c-alle-pendici-suburbane-dei-lessini-con-un-filmato-in-3d/). L’area archeologica di Corte Sgarzerie è uno straordinario palinsesto di strutture archeologiche che consente di percorrere la storia del settore centrale di Verona dall’età romana al Medioevo. Il criptoportico visitabile nell’area si sviluppava per oltre 200 m sotto il portico. Diviso in due navate larghe 4,5 m da una spina di archi retti da 78 pilastri in pietra e coperta da volte a botte, era debolmente illuminato da finestre “a strombo” affacciate sulla terrazza superiore. Il complesso rimase in vita fino al IV secolo, quando, per effetto dell’affermazione del cristianesimo e probabilmente per un incendio cadde in abbandono (https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2014/02/01/a-verona-apre-al-pubblico-il-criptoportico-capitolino-in-corte-sgarzerie/). “Il Criptoportico di Corte Sgarzerie e la Villa Romana di Valdonega”, assicurano ad Archeonaute, “saranno spiegati con parole semplici e tanto spazio per tutte le domande, perché un sito archeologico visto dagli occhi di un bambino è un viaggio meraviglioso, non vediamo l’ora di farlo insieme a voi!”. Appuntamenti per cinque sabati consecutivi, 26 gennaio 2019, e 2, 9, 16, 23 febbraio 2019, alle 15 alla villa romana di Valdonega, e alle 17 al criptoportico di Corte Sgarzerie. Le visite guidate durano un’ora, ma gli ingressi (gratuiti) sono a numero limitato. Quindi l’iscrizione è obbligatoria. Informazioni e prenotazioni: email: archeonaute@gmail.com, sms: 3472213090 – 3477696088.

A Verona serata-incontro con Marco Comencini su “Hadrian’s wall. Archeotrekking sul Vallo di Adriano nell’antica Britannia all’estremo confine nord dell’Impero romano”

I restvallo di Adriano corrono ancora oggi tra il Nord dell’Inghilterra e il Sud della Scozia

Una muraglia di 120 km con pareti alte cinque metri che tagliava l’intera Isola della Britannia da est a ovest dividendola in due parti allo scopo di arginare le incursioni dei Picti, le terribili tribù locali che furono costrette a ripiegare in Caledonia (attuale Scozia): stiamo parlando del Vallo di Adriano, imponente fortificazione in pietra fatta costruire dall’imperatore Adriano nella prima metà del II secolo d.C., a segnare – come detto – il confine tra la provincia romana occupata della Britannia e la Caledonia. Il Vallo correva da Wallsend-on-Tyne, affacciato sul mar del Nord, vicino l’attuale Newcastle, fino a Bowness-on-Solway, sul mar d’Irlanda. Era difeso da un profondo fossato e da torrette d’avvistamento dalle quali le guarnigioni controllavano gli enormi portali d’ingresso, che fungevano da dogane dell’Impero. Al di qua della fortificazione vi erano accampamenti militari ben organizzati con terme e palestre per concedere ai soldati tutti gli svaghi necessari a scrollarsi di dosso la fatica delle giornate e l’ansia di eventuali attacchi. Lo storico romano Tacito nell’Agricola (scritto qualche decennio prima della realizzazione del Vallo) narra le gesta dei soldati romani impegnati a difendere i confini della Britannia, un territorio impervio sottratto alle ostili tribù locali: “Dovevano solo rimanere compatti e poi, dopo il lancio dei giavellotti, continuare, con scudo e spada, ad abbattere e massacrare il nemico, senza pensare al bottino: a vittoria ottenuta, tutto sarebbe finito nelle loro mani. Un grande entusiasmo seguì la parole del comandante: e, con tale carica, i vecchi soldati, forti dell’esperienza di molte battaglie, si preparavano a lanciare i dardi, tanto che Svetonio poté dare il segnale d’attacco ormai certo del successo”. La costruzione del grande muro fu terminata intorno al 128 d.C. dal governatore Aulo Platorio Nepote sotto l’imperatore Adriano.

Marco Comencini racconta il suo archeotrekking alla scoperta del Vallo di Adriano

Il muro rappresentò il confine più settentrionale dell’impero Romano in Britannia per gran parte del periodo di dominio romano su queste terre; era inoltre il confine più pesantemente fortificato dell’intero impero. Il Vallo non fu solo una fortificazione militare: molto probabilmente le porte di accesso attraverso il vallo sono servite come dogane per permettere la tassazione delle merci. Dopo il suo abbandono, il Vallo di Adriano fu privato delle pietre, che furono riutilizzate dagli abitanti del posto per costruire le loro case. Per fortuna oggi il percorso è ancora rintracciabile dalle rovine, ben conosciute dagli amanti dell’archeotrekking. E proprio un’esperienza di archeotrekking è quella proposta dall’associazione Archeonaute di Verona in una serata-incontro organizzata in collaborazione con il Museo Diocesano d’Arte di San Fermo Maggiore e la Parrocchia di San Fermo Maggiore. Appuntamento a Verona giovedì 14 giugno 2018 alle 20.30 all’auditorium della Parrocchia di San Fermo Maggiore con “Hadrian’s wall. Archeotrekking sul Vallo di Adriano nell’antica Britannia all’estremo confine nord dell’Impero romano”. Protagonista della serata sarà di Marco Comencini, architetto di professione, appassionato di archeologia ed escursionista nel mondo di deserti e di montagne, che accompagnerà il pubblico in un affascinate viaggio ai confini dell’Impero. Il Vallo di Adriano è diventato patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1987.

Il Vallo di Adriano per gran parte della sua lunghezza il percorso del muro può essere seguito a piedi

Un significativo tratto del vallo è infatti ancora esistente, in particolare la parte centrale, e per gran parte della sua lunghezza il percorso del muro può essere seguito a piedi, e costituisce un’importante attrazione turistica dell’Inghilterra settentrionale. Il muro si trova interamente in territorio inglese a sud del confine con la Scozia. Il percorso è stato reso fruibile con cartelli segnaletici per consentire ai viaggiatori di esplorarlo nel migliore dei modi. Nell’immaginario collettivo l’Inghilterra è spesso associata a Londra o all’ordinata campagna con le vittoriane residenze dei Lords, dimenticando che la Gran Bretagna è anche una terra selvaggia a tratti impervia, abitata da rustici allevatori e cordiali pescatori. Sono proprio questi i paesaggi che accompagnano i protagonisti dell’archeotrekking, attraversando le terre del Nord Inghilterra tra le contee di Durham, Cumbria e Northumberland dove sono conservate le rovine del Vallo di Adriano tra il Kilder Forest Park, il North Pennines National Park e il Lake District National Park.

Con Archeonaute alla scoperta della Verona “segreta”, romana e paleocristiana, con visite guidate speciali durante le festività: da Corte Sgarzerie alle prime testimonianze cristiane in duomo e S. Stefano

Babbo Natale accoglie i visitatori dell’area archeologica di Corte Sgarzerie a Verona

Festività all’insegna della scoperta della Verona “segreta”, romana e paleocristiana. Un momento di pausa per conoscere il passato di una città, Verona, che offre molte testimonianze monumentali dal passato, ma che sa celare altrettanti tesori da regalare ai più curiosi attraverso gli occhi degli esperti. Di qui le iniziative per le festività dell’associazione Archeonaute: “Abbiamo in serbo un bellissimo regalo di Natale per gli appassionati!”, annunciano. “Aperture natalizie dell’area archeologica di Corte Sgarzerie, con visite guidate alla scoperta della Verona sotterranea. Ad accogliere i graditi ospiti ci sarà anche Babbo Natale”.  Nell’area archeologica di Corte Sgarzerie, dove gli archeologi della soprintendenza hanno messo in luce un tratto del portico sotterraneo (criptoportico) che su tre lati circondava il Capitolium, il principale tempio cittadino dedicato alle tre divinità Giove, Minerva, Giunone, è possibile vedere un suggestivo particolare del crollo delle volte. Fino al IX-X secolo l’edificio sotterraneo fu usato come discarica per immondizie e macerie. Per vedere una ripresa dell’attività edilizia bisogna attendere il XII secolo, quando, nel contesto della fortissima crescita demografica, politica e commerciale che caratterizzò l’età comunale, si insediarono nell’area le casate aristocratiche con le loro torri e le loro attività commerciali. Nell’area archeologica sono visibili i resti di un edificio interrato (cantina?), di una ghiacciaia e di una casa-torre. Gli episodi costruttivi maggiori saranno poi nel Trecento l’edificazione della Loggia delle Sgarzerie e nel Quattrocento del Monte di Pietà. Durante la visita c’è la visione di un video multimediale in italiano con sottotitoli in inglese “Alla Scoperta di Verona Sotterranea. Il Sito Archeologico di Corte Sgarzerie”, documentario di 15’ realizzato nel 2015 dal regista Davide Borra. I resti romani dell’imponente Capitolium di Verona vengono descritti grazie al racconto in prima persona di Scipione Maffei in costume d’epoca. La descrizione dell’area archeologica di Corte Sgarzerie passa attraverso una complessa stratificazione architettonica. Il video è frutto di un grande lavoro di computer grafica e ricostruzioni virtuali. Le visite guidate a cura di un archeologo dell’associazione Archeonaute sono articolate in tre turni (alle 17, alle 18 e alle 19) dei giorni ​27, 28, 29 e 30 dicembre 2017 e dei giorni 2, 3, 4 e 5 gennaio 2018. Per la visita, che dura circa 40 minuti, è richiesto un contributo volontario (minimo 3 euro a persona). I posti sono limitati: è gradita la prenotazione scrivendo ad archeonaute@gmail.com

Tracce paleocristiane nella chiesa di Sant’Elena nel complesso del duomo di Verona

Ma Archeonaute ha pensato di organizzare una visita guidata in città in pieno spirito Natalizio alla scoperta dei primi luoghi della cristianità veronese. L’itinerario si svolge tra il complesso del duomo che, con l’area archeologica presso la chiesa di Sant’Elena e il chiostro della Capitolare, comprende i resti di due basiliche paleocristiane che costituiscono la più antica testimonianza del culto cristiano a Verona, e la chiesa di Santo Stefano, al di là del fiume, dedicata al primo martire cristiano e fondata in epoca paleocristiana, che ospita le sepolture dei primi vescovi veronesi. Una socia di Archeonaute, guida turistica autorizzata del Comune di Verona e archeologa, accompagnerà gli ospiti alla scoperta di questi scrigni semisconosciuti di una Verona antichissima e affascinante. L’appuntamento è per venerdì 29 dicembre 2017. La visita dura un’ora  e mezzo dalle 11 alle 12.30.  Costo: 7 euro a persona (comprensivo di biglietti d’ingresso). I posti sono limitati: prenotazione obbligatoria entro mercoledì 27 dicembre. L’area del duomo di Verona conserva infatti un complesso di edifici di antichissime origini, dall’epoca romana alle strutture paleocristiane più antiche della città, a cui nel corso dei secoli sono stati sovrapposti gli edifici canonicali, la cattedrale maggiore, il battistero di San Giovanni in Fonte e la chiesa di Santa Elena che venne edificata verso la fine dell’VIII secolo per volere dell’arcidiacono Pacifico e consacrata nell’anno 813, sulle fondamenta di una precedente chiesa paleocristiana. Gravemente danneggiata durante il disastroso terremoto che colpì Verona e il nord Italia nel 1117 essa venne celermente ricostruita e nuovamente consacrata nell’anno 1140. Sulla destra dell’ingresso una lapide ricorda che Dante Alighieri il 20 gennaio del 1320 scelse questo luogo per la pubblica lettura della sua opera Quaestio de Aqua et Terra (Questione sull’acqua e sulla terra). La chiesa di Santo Stefano risale invece al V secolo ed è uno degli edifici più antichi della città, che mantiene ancora oggi le originarie mura perimetrali paleocristiane. Le tombe vescovili e le numerose importanti reliquie che in essa sono conservate, fanno ritenere che fu la prima cattedrale di Verona. Venne costruita attorno al 450 d.C. sopra una antica area cimiteriale posta all’esterno delle mura romane, quando iniziò a diffondersi anche in Veneto il culto di Santo Stefano (il primo martire cristiano) le cui reliquie erano state ritrovate nel 415 vicino alla città di Gerusalemme. Una basilica cimiteriale che molto probabilmente fu la prima cattedrale di Verona, come farebbero intuire la presenza delle tombe vescovili del V-IX secolo e l’antica cathedra altomedievale in pietra, conservata nell’abside.

Con l’associazione Archeonaute alla scoperta della storia e dei segreti dell’Arena di Verona

L’anfiteatro romano di Verona, più noto come l’Arena, fu realizzato in età giulio-claudia

L’Arena di Verona? Nei secoli non fu solo luogo deputato agli spettacoli gladiatori come ce la immaginiamo dagli stereotipi creati dalla filmografia hollywoodiana: in due millenni di storia – dall’età giulio-claudia ai giorni nostri – l’anfiteatro fu “usato” nei modi più diversi. Divenne zona insediativa, ospitò impianti produttivo-artigianali e spazi funerari, alternando, in alcuni momenti, immondezzai e discariche di materiali edili. Storie, aneddoti, curiosità guideranno gli appassionati nella visita alla scoperta dell’Arena di Verona promossa domenica 5 novembre 2017 dall’associazione Archeonaute, che da tempo garantisce, su concessione della soprintendenza, l’apertura dell’area archeologica di Corte Sgarzerie a Verona che conserva tracce del criptoportico del capitolium romano. “Abbiamo deciso di uscire dagli scantinati umidi in cui bazzichiamo quotidianamente”, celiano, “per accompagnarvi alla scoperta della più maestosa delle testimonianze del passato romano di Verona: l’Arena!”.  In occasione della prima domenica del mese, con ingresso in Arena per tutti a un euro, un’archeologa di Archeonaute racconterà la storia del monumento, dalle sue fasi di vita all’abbandono e riutilizzo, e quanto emerso dalle ultime indagini archeologiche condotte tre anni fa dall’archeologo Simon Thompson (socio di Archeonaute) e dal suo staff all’interno dell’arcovolo 58. In quell’occasione le indagini di archeologia preventiva nell’Arena di Verona, avviate per la realizzazione della nuova cabina elettrica dell’anfiteatro, hanno fornito importanti informazioni sulle vicende strutturali e sull’uso del monumento, a partire dalla fase di fondazione – da collegare all’età dell’imperatore Claudio – fino ai secoli del Medioevo e della prima età moderna. Proprio il rinvenimento di un sesterzio di bronzo dell’epoca dell’imperatore Claudio ha consentito di datare la costruzione dell’Arena intorno agli anni 41-42 d.C., confermandone l’antecedenza rispetto al Colosseo, costruito dalla dinastia dei Flavi (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2014/06/08/allarena-di-verona-archeologia-in-diretta-apertura-straordinaria-del-cantiere-di-scavo-archeologico-nellanfiteatro-in-anteprima-i-risultati-sulla-vita/). Appuntamento domenica 5 novembre 2017 alle 16.30 davanti alla biglietteria alle 16.50. Costo biglietto d’ingresso: 1 euro per tutti (prima domenica del mese), salvo le gratuità (over 65 residenti nel Comune di Verona – persone con disabilità e loro accompagnatori – bambini fino a 7 anni – con VeronaCard). La visita guidata (costo 5 euro) inizia alle 17 e dura un’ora.