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Rovereto. In bici “Pedalando verso l’isola dei tesori” tra archeologia e natura fino al sito archeologico dell’isola di Sant’Andrea a Loppio con gli esperti della Fondazione museo civico Rovereto

La locandina dell’iniziativa “Pedalando verso l’isola dei tesori” della Fondazione museo civico di Rovereto

In bici, un percorso a tappe, pedalando in mezzo alla natura, con una speciale visita guidata alla scoperta dei segreti del Castrum dell’Isola di Sant’Andrea, a Loppio, la piccola isola del tesoro del territorio roveretano. Nuova attività all’aria aperta organizzata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, in questa estate 2020. Appuntamento con “Pedalando verso l’isola dei tesori” domenica 2 agosto e domenica 27 settembre 2020. Ritrovo al parcheggio vicino al Ponte delle Zigherane (via delle Zigherane, Borgo Sacco – Rovereto) alle 9. Durata circa 4 ore. Rientro libero. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune di Rovereto ed è gratuita, ma con posti contingentati per rispettare le normative legate all’emergenza Covid-19. Prenotazione obbligatoria entro le 17 del giorno precedente. In caso di maltempo l’attività è annullata. Si raccomanda abbigliamento adatto all’attività. In merito alle normative legate all’emergenza Covid-19, è obbligatorio l’uso della mascherina qualora non si potesse mantenere la distanza di almeno 1 metro. Info e prenotazioni: Fondazione Museo Civico di Rovereto, tel. 0464452800.

Il castrum dell’area archeologica di Loppio sull’isola di Sant’Andrea (foto Fmcr)

Un percorso a tappe in sella alla bicicletta tra archeologia e natura da Rovereto fino al sito archeologico dell’Isola di Sant’Andrea a Loppio lungo la pista ciclabile. Durante la pedalata gli esperti della Fondazione aiuteranno i partecipanti a osservare il paesaggio naturale, individuare gli elementi che lo compongono e capire come l’uomo nel tempo ha saputo trasformarlo, sfruttarlo e rispettarlo. All’arrivo all’alveo del Lago di Loppio ci sarà la visita guidata al sito archeologico dell’Isola di Sant’Andrea.

Il sito archeologico di Loppio visto dal drone di Alessandro Dardani

L’isola è situata in un affascinante scenario, a tutt’oggi naturalisticamente intatto, nel punto più stretto di una valle di origine glaciale. Prosciugato nel 1956 durante la costruzione della galleria Adige-Garda, oggi costituisce una delle più estese riserve naturali provinciali. Inoltre ha nascosto fino ai recenti scavi dei veri tesori archeologici.  Quindici secoli fa fu la sede fortificata – in posizione soprelevata e protetta per il controllo della via tra la Vallagarina e il Garda – di un contingente di soldati e delle loro le famiglie. La visita a questo straordinario sito è condotta dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto, la cui Sezione Archeologia ne ha svelato i segreti con scavi che hanno portato alla luce un sito con testimonianze che vanno dalla preistoria al Castrum di origine ostrogota e longobarda (VI- VII secolo), alla chiesa romanica del XII secolo, per giungere fino a reperti risalenti alla prima guerra mondiale.

“Notte d’estate” al museo di Rovereto con film su Ötzi “l’uomo dei ghiacci”, degustazione, e spettacolo al Planetario. Nel pomeriggio escursione al castrum di Sant’Andrea

Il film “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)”, regia di Bonnie Brennan

Palazzo Parolari, sede del museo civico di Rovereto

Il planetario al museo civico di Rovereto

Una “Notte d’estate” al museo con attività a tema, degustazione e spettacolo al Planetario. È quanto propone la Fondazione Museo Civico di Rovereto che apre le sue porte al pubblico anche fuori orario in uno degli ultimi week-end estivi per una serata speciale domenica 26 agosto 2018. A Palazzo Parolari, sede del museo civico di Rovereto, in Borgo Santa Caterina 41, è infatti prevista un’apertura serale straordinaria dalle 20.30 alle 22.30 con alcune iniziative comprese nel costo del biglietto d’ingresso. Alle 20.40, proiezione del film “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)”, regia di Bonnie Brennan (Usa, 2016; 52’), dall’archivio della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico. Ucciso più di 5000 anni fa, Ötzi – l’uomo dei ghiacci – è la più antica mummia naturale europea. Miracolosamente preservata nel ghiacciaio, i suoi notevoli resti intatti continuano a fornire agli scienziati, agli storici e agli archeologi scoperte dirompenti su un periodo cruciale nella storia dell’umanità. All’artista e paleo-scultore Gary Staab è stata data la possibilità di accedere nel rifugio ghiacciato dove Iceman è custodito con il compito di realizzare una sua replica esatta. Alle 21.30, degustazione della C-sana, la tisana del Civico; alle 21.45, spettacolo al Planetario.

Il sito archeologico dell’isola di Sant’Andrea sul lago di Loppio (Mori, Tn) (foto da drone di Alessandro Dardani)

Pomeriggio alla scoperta del Castrum di S. Andrea. E per chi volesse conoscere un luogo intatto e affascinante, visita guidata al sito archeologico di Loppio, alla scoperta del Castrum di S. Andrea, sempre domenica 26 agosto 2018, alle 16. Sull’isola di Sant’Andrea a Loppio (Mori) si trova un sito archeologico con testimonianze che vanno dalla preistoria all’epoca tardoantica a quella medievale, per giungere fino alla Prima Guerra Mondiale (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/13/a-mori-tn-larcheologa-barbara-maurina-del-museo-civico-di-rovereto-presenta-i-risultati-degli-scavi-e-delle-ricerche-condotte-nellisola-di-santandrea-di-loppio-postazione/). Partenza all’ingresso dell’isola, sulla pista ciclabile tra Loppio e Passo San Giovanni. Per la visita guidata il biglietto è di 5 euro (ridotto 3 euro). La visita prevede un numero massimo di partecipanti. È perciò preferibile la prenotazione in biglietteria: tel. 0464 452800.

Alla scoperta dei segreti del Castrum di origine ostrogota e longobarda (VI- VII secolo) sull’isola di Sant’Andrea nel lago prosciugato di Loppio (Tn): escursione speciale al sito archeologico pluristratificato, con testimonianze che vanno dalla preistoria all’epoca tardoantica a quella medievale, per giungere fino alla Prima Guerra Mondiale

Il sito archeologico dell’isola di Sant’Andrea sul lago di Loppio (Mori, Tn) (foto da drone di Alessandro Dardani)

Alla scoperta dei segreti del Castrum dell’Isola di Sant’Andrea: appuntamento per un’escursione speciale domenica 22 luglio 2018 (e domenica 26 agosto 2018), sempre alle 16, sull’isola di S. Andrea sul lago di Loppio (Mori, Tn), situata in un affascinante scenario, a tutt’oggi naturalisticamente intatto, nel punto più stretto di una valle di origine glaciale, a circa sette chilometri a nord-est del Lago di Garda. Prosciugato nel 1956 durante la costruzione della galleria Adige-Garda, il lago di Loppio oggi costituisce una delle più estese riserve naturali provinciali. Partenza dal parcheggio situato accanto alla chiesa di Maria Assunta nella frazione di Loppio (Mori). Le attività prevedono un numero massimo di partecipanti. È perciò preferibile la prenotazione alla biglietteria del museo civico di Rovereto, tel. 0464 452800.

Panoramica degli scavi del sito dell’isola di Sant’Andrea sul lago di Loppio (Mori, Tn) (foto Flamini)

Le indagini archeologiche – avviate negli anni Novanta del secolo scorso e a tutt’oggi in corso – hanno portato alla scoperta di un sito archeologico pluristratificato, con testimonianze che vanno dalla preistoria all’epoca tardoantica a quella medievale, per giungere fino alla Prima Guerra Mondiale, e in particolare hanno permesso di indagare un antico abitato che occupava, per un’estensione di circa 6400 mq, la parte sommitale dell’isola. Lungo il versante nord-est e presso il margine sud dell’isola sono stati rinvenuti i resti di alcuni edifici riconducibili a un insediamento fortificato di epoca tardoantica/altomedievale (castrum), mentre sulla parte sommitale del dosso si sono indagati i ruderi pertinenti a alla chiesa romanica di Sant’Andrea.

Il sito archeologico di Loppio (foto da dirigibile di Marta Bottacchi)

Nel biennio 2008-2009 le attività di ricerca su questo sito archeologico sono state condotte con il sostegno e il contributo della Fondazione Caritro. Nel 2011 la Soprintendenza per i Beni Librari Archivistici e Archeologici della Provincia Autonoma di Trento ha finanziato e coordinato un progetto di consolidamento e restauro architettonico delle strutture archeologiche rinvenute nel sito. Nel 2012 è seguito un intervento di ripristino, riqualificazione ambientale e messa in sicurezza del sito, realizzato dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale, che ha anche curato, con la collaborazione del Museo Civico di Rovereto, un’apposita installazione pannellistica, quale supporto informativo per i visitatori.

Ricostruzione del castrum alto-medievale di Loppio (disegno di Davide Lorenzon)

Quindici secoli fa dunque il castrum fu la sede fortificata – in posizione soprelevata e protetta per il controllo della via tra la Vallagarina e il Garda – di un contingente di soldati e delle loro le famiglie. La visita a questo straordinario sito è condotta dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto, la cui Sezione Archeologia ne ha svelato ì segreti con scavi che hanno portato alla luce un sito con testimonianze che vanno dalla preistoria al Castrum di origine ostrogota e longobarda (VI- VII secolo), alla chiesa romanica del XII secolo, per giungere fino a reperti risalenti alla prima guerra mondiale. I numerosi oggetti rinvenuti tipici dell’armamento e dell’abbigliamento militare hanno ricondotto alla funzione strategica e difensiva del castrum tardoantico, naturalmente ben protetto e in posizione dominante. Il contingente militare, però, doveva essere organizzato su base famigliare, come indicano i reperti relativi alla sfera femminile (come fibule e pettini) e la scoperta di una tomba infantile (la prima del genere scoperta nell’arco alpino, con l’utilizzo di un’anfora di Gaza).

Le due vetrine al museo civico di Rovereto con i reperti dal sito archeologico di Loppio

Gli oggetti rinvenuti sono in mostra nelle due nuove vetrine delle sale archeologiche della Fondazione Museo Civico di Rovereto (visitabile con lo stesso biglietto della visita guidata). Le vetrine, corredate da pannelli e didascalie, presentano una significativa selezione dei reperti provenienti dai depositi stratigrafici del sito, riconducibili a attività domestiche, artigianali e agropastorali. Particolarmente interessanti sono proprio i manufatti pertinenti all’armamento e all’abbigliamento dei soldati, oltre a oggetti della sfera femminile e a una sepoltura infantile. I reperti rivelano – come si diceva – che il sito era dunque abitato da militari accompagnati dalle proprie famiglie.

A Mori (Tn) l’archeologa Barbara Maurina del museo civico di Rovereto presenta i risultati degli scavi e delle ricerche condotte nell’isola di Sant’Andrea di Loppio, postazione strategica con testimonianze dalla preistoria al Tardoantico, dall’Alto Medioevo alla Prima Guerra Mondiale

Veduta aerea dell’isola di Sant’Andrea di Loppio, in comune di Mori, nella provincia di Trento

Il libro “Ricerche archeologiche a Sant’Andrea di Loppio” di Barbara Maurina

A sud di Rovereto, nel territorio del Comune di Mori, nella valle trasversale che collegava la valle dell’Adige a Est con la valle del Sarca, e quindi con il lago di Garda, a Ovest, si stendeva il lago di Loppio, fin dall’antichità crocevia e postazione strategica per il controllo dell’accesso alle valli. Non è un caso che proprio qui, sull’isola di Sant’Andrea, oggi situata nell’alveo del lago prosciugato nel 1956, le indagini archeologiche abbiano portato alla scoperta di un contesto archeologico pluristratificato, con testimonianze che vanno dalla preistoria all’epoca tardoantica a quella medievale, per giungere fino alla Grande Guerra. Dal 1998, la sezione Archeologica del museo Civico di Rovereto, diretta  dall’archeologa Barbara Maurina, conduce campagne estive di ricerca, tuttora in corso, su concessione della Provincia Autonoma di Trento, all’interno della riserva naturale provinciale del lago di Loppio. E sarà proprio Barbara Maurina che venerdì 13 ottobre 2017, alle 20.30, nell’ex municipio di Mori (Tn), nell’ambito degli appuntamenti legati al programma estate 2017 di “Scopriamo insieme il parco Naturale del Baldo”, presenterà i risultati delle ricerche nel castrum di V-VII secolo, iniziate con il sondaggio del 1998 e concluse con lo scavo del 2014 raccolti nel libro “Ricerche archeologiche a Sant’Andrea di Loppio”, volume edito nel 2016. A un inquadramento generale del sito fa seguito una parte dedicata alla periodizzazione e all’analisi stratigrafica dello scavato; vi è poi un’ampia sezione che comprende i contributi sui reperti mobili, mentre la quarta parte raccoglie alcune riflessioni conclusive.

Il sito di Sant’Andrea di Loppio aveva una funzione strategica / militare

“Il sito archeologico nell’isola di Sant’Andrea a Loppio”, spiegano gli esperti della Provincia autonoma di Trento, “svolse un ruolo importante dal punto di vista strategico, infatti, la sua posizione sopraelevata, rendeva il sito protetto e un ottimo punto di controllo della viabilità sia del bacino lacustre che della principale via di collegamento, che nell’antichità, come oggi, connette la valle dell’Adige meridionale al lago di Garda settentrionale. Difatti la cortina muraria, in parte messa in luce durante gli scavi, era presente lungo il versante sud-occidentale per il controllo della viabilità, mentre sull’altro lato l’area era difesa naturalmente. La funzione di presidio del sito è documentabile a partire dal 1171, in cui si accenna alla porta Lacus S. Andree, come luogo di passaggio obbligato all’altezza dell’isola. Durante il lavori per la realizzazione della galleria sotterranea, nel 1958, che permetteva il collegamento dell’Adige al lago di Garda, il bacino lacustre si prosciugò; divenendo oggi uno tra più estesi biotopi provinciali (esteso per circa 112 ettari di superficie), con flora tipica delle aree umide e fauna selvatica”. Nel corso del 2011 si sono svolti i lavori di restauro delle strutture murarie rinvenute sull’isola. L’anno successivo, nel 2012, si è avviato il progetto di recupero e valorizzazione dell’area, che ha previsto anche la messa in sicurezza del sito per la visita,  queste operazioni sono state svolte dal Servizio di Conservazione della Natura e Valorizzazione ambientale della Provincia. La custodia dell’isola di Sant’Andrea nel lago di Loppio nel 2013 è stata assegnata dalla Provincia autonoma di Trento al museo Civico di Rovereto come ricorda il video, qui di seguito presentato, prodotto dalla stessa Provincia.

La tomba a enchytrismos (con un feto o un prematuro) trovata all’esterno dell’edificio meridionale del settore A

Pianta del sito archeologico dell’isola di Sant’Andrea di Loppio (Museo civico di Rovereto)

L’isola di Sant’Andrea  in epoca tardo antica/altomedievale fu dunque occupata da un insediamento fortificato (castrum), databile in base alla cultura materiale e alle strutture in situ, fra i primi decenni del VI e la fine del VII secolo d.C. La posizione del sito e i numerosi reperti riferiti alla sfera dell’armamento, spiegano gli archeologi, confermano la funzione strategica/militare del sito. Inoltre, si è ipotizzato la presenza di un’organizzazione familiare, confermata dal rinvenimento di oggetti relativi all’ornamento personale e delle attività lavorative femminili (cucito, filatura), e in particolare, dalla scoperta di una tomba a enchytrismos (cioè all’interno di un vaso, generalmente con un feto o un nato prematuro). Il sito fortificato è costituito da due costruzioni in muratura lungo il versante NE (settore A), dai resti della chiesa romanica sulla sommità (settore C) e presso il margine sud dell’isola da altri resti di edifici (settore B). Il sito venne frequentato sporadicamente in epoca carolingia (VIII-X secolo), in base al rinvenimento di reperti legati all’aristocrazia miliare. Il castrum di Sant’Andrea può trovare dei confronti dal punto di vista topografico e ambientali con altri siti castrensi del VI-VII secolo, come anche con quello di San Martino di Lundo.

Veduta del settore A del sito archeologico di Sant’Andrea di Loppio

Nel settore A sono stati portati alla luce due edifici con funzione abitativa: quello più meridionale (edificio I) a pianta trapezoidale, si lega alla cortina muraria, al cui interno sono stati messi in luce i resti di focolare e di manufatti d’uso quotidiano, databili tra la prima metà del VI e gli inizi del VII secolo. All’esterno, è stata messa in luce la tomba a enchytrismos, di cui si accennava prima: un’anfora ricoperta da lastre di calcarenite con dentro i resti di un feto fra i 7 e i 9 mesi dal concepimento. Questo rito di inumazione a enchytrismos databile alla metà del VI secolo è la prima attestazione nel territorio alpino orientale. L’altro edificio (edificio II), addossato al precedente a NO, poco conservato, ha restituito oggetti relativi all’armamento (tre borchie in bronzo a testa troncoconica).

I resti della chiesa di Sant’Andrea sull’omonima isola (da Vita Trentina)

Nel settore C, sulla sommità dell’isola, sono stati messi in luce i resti di una chiesetta romanica dedicata a Sant’Andrea. “L’area sottoposta a spogliazione già in epoca antica e con scavi clandestini in epoca moderna”, sottolineano gli archeologi, “non permette un’agevole interpretazione stratigrafica del deposito. Allo stato attuale della ricerca sono ancora numerose le informazioni sconosciute, dall’epoca della costruzione alla sua funzione e alla committenza”. Lacunose le fonti scritte e iconografiche: la chiesa è menzionata la prima volta nel 1171, mentre l’ultima citazione risale al 1651. L’abbandono definitivo della chiesa si può datare al XVIII secolo, periodo in cui fu eretta al centro un’edicola quadrifronte, sopra gli strati distrutti dell’edificio di culto. Le indagini archeologiche hanno portato alla luce delle tombe anteriori alla costruzione della chiesa romanica, forse la necropoli dell’abitato fortificato (VI-VII secolo d.C.).

Nell’area archeologica di Sant’Andrea di Loppio creato un percorso con pannellistica

Nel settore B, posto sul versante sud dell’isola, in corrispondenza di una forte depressione del pendio, dovuto a un taglio artificiale del terreno durante la Prima Guerra Mondiale (1915-18), allo scopo di costruire una posizione bellica nella roccia, sono stati messi in luce tracce di due edifici. Scendendo la scalinata in legno si arriva ad alcune testimonianze tuttora visibili relative alla Prima Guerra Mondiale: infatti nel 1916 un manipolo del Reggimento degli Alpini prese possesso dell’isola, prendendo il nome di “isola Clotilde“. Oggi nell’isola di Sant’Andrea a Loppio è stata inserita un’apposita pannellistica, con illustrazioni e ricostruzioni ipotetiche delle strutture e l’aggiunta di un QR – Code, che rimanda a una serie di informazioni consultabili sul sito web della Fondazione Museo Civico di Rovereto.