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Ecco i nuovi direttori di musei e parchi archeologici nominati dal ministro Dario Franceschini tra quelli di istituti di I e II fascia selezionati, dopo un bando internazionale, da una commissione scientifica. Per il parco archeologico di Pompei ci sarà un bando a parte

Il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini con il direttore generale Massimo Osanna a Pompei (foto parco archeologico Pompei)

Tredici musei, parchi archeologici e biblioteche hanno un nuovo direttore. Per il parco archeologico di Pompei, il cui direttore Massimo Osanna dal 1° settembre 2020 è diventato direttore della Direzione generale dei Musei, ci sarà un apposito bando internazionale che porterà a una nomina appropriata per la prossima primavera: lo ha assicurato il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, nell’annunciare i 13 nuovi direttori di musei, parchi archeologici e biblioteche selezionati da una commissione di altissimo livello scientifico presieduta dal direttore del museo Egizio di Torino e composta dai direttori della National Gallery di Londra, del Prado di Madrid e da esperti di chiara fama. “I musei italiani sono cambiati profondamente in questi anni – ha commentato – fino a diventare un’eccellenza, un modello positivo e riconosciuto nel mondo perché a guidarli sono andate le persone giuste attraverso rigorose selezioni internazionali”. La commissione ha valutato 425 candidati e selezionato i direttori dei tredici istituti culturali statali dotati di autonomia messi a bando con la procedura di selezione internazionale dello scorso gennaio. “Tredici importanti realtà del patrimonio culturale italiano – ha aggiunto Franceschini – hanno ora un direttore selezionato tra i massimi esperti internazionali, grazie all’accurato e scrupoloso lavoro di valutazione effettuato da una commissione di alto livello scientifico che ringrazio pubblicamente per il grande lavoro svolto in questi mesi. Un metodo innovativo che sta contribuendo con successo alla modernizzazione del sistema museale nazionale”. Secondo la procedura, il ministro Franceschini ha scelto i direttori dei 3 musei di I fascia (Galleria Borghese, Museo Nazionale Romano, Vittoriano e Palazzo Venezia) tra le terne di candidati individuati dalla Commissione per ogni singolo istituto; il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, ha scelto i direttori dei 9 musei di II fascia (Galleria nazionale delle Marche, Museo archeologico nazionale di Cagliari, Museo nazionale d’Abruzzo, Museo nazionale di Matera, Palazzo Dicale di Mantova, Palazzo Reale di Napoli, Parco Archeologico di Ostia antica, Parco archeologico di Sibari, Pinacoteca Nazionale di Bologna) tra le terne di candidati individuati dalla Commissione; la Direttrice Generale Biblioteche, Paola Passarelli, ha scelto il direttore della Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini tra i nomi della terna indicata dalla Commissione. Vediamo da vicino i nuovi direttori di musei e parchi archeologici.

Stéphane Verger è il nuovo direttore del museo nazionale Romano (foto Graziano Tavan)

Stéphane Verger è il nuovo direttore del museo nazionale Romano. Directeur d’études I classe all’Ecole Pratique des Hautes Etudes (Paris), membro del Consiglio scientifico del musée du Louvre. Vanta una qualificata esperienza curatoriale e direttiva; una pluriennale e rilevante attività scientifica e formativa di elevata qualità, internazionalmente riconosciuta e svolta anche in Italia, nell’ambito dell’archeologia, delle culture antiche e della loro tradizione e presenza nelle culture post-antiche. Il museo nazionale Romano è articolato in quattro sedi: Palazzo Massimo, edificio ottocentesco in stile neorinascimentale che accoglie una delle più importanti collezioni di arte classica al mondo con sculture, affreschi, mosaici, monete e gioielli dall’età tardo-repubblicana a quella tardo-antica; le Terme di Diocleziano, il più grandioso impianto termale mai costruito a Roma; Palazzo Altemps, dimora rinascimentale che ospita capolavori assoluti di scultura antica appartenenti a famose collezioni nobiliari pervenute in proprietà statale; la Crypta Balbi, un isolato del centro storico di Roma, dove sorgeva un vasto portico annesso al teatro eretto da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C., ora trasformato in un percorso di archeologia urbana dall’età classica al medioevo.

Francesco Muscolino è il nuovo direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari

Francesco Muscolino è il nuovo direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari. Archeologo del MiBACT con responsabilità direttive al parco archeologico di Pompei. Di elevato livello professionale e scientifico, presenta una rilevante attività di ricerca in ambito archeologico nonché una variegata esperienza nell’ambito della tutela e della gestione del patrimonio. Il museo Archeologico nazionale di Cagliari fa parte del complesso museale della Cittadella dei Musei Giovanni Lilliu, fino a metà Ottocento Regio Arsenale. Negli anni Sessanta del secolo scorso, con il progetto degli architetti Libero Cecchini e Pietro Gazzola, il complesso è diventato la Cittadella dei Musei e, nel suo ambito, il museo Archeologico svolge un ruolo di primo piano. È la più importante e prestigiosa sede espositiva di antichità della Sardegna, punto di riferimento del territorio, con i suoi oltre 4000 oggetti che raccontano una storia lunga quasi 7.000 anni dalla Preistoria all’Alto Medioevo.

Maria Grazia Filetici è la nuova direttrice del museo nazionale d’Abruzzo dell’Aquila

Maria Grazia Filetici è la nuova direttrice del museo nazionale d’Abruzzo dell’Aquila. Architetto del MiBACT con responsabilità direttive al parco archeologico del Colosseo. Ha grande esperienza nel campo della gestione di progetti complessi, della tutela, della conservazione e restauro architettonico e valorizzazione del patrimonio culturale in ambito statale. La nuova sede nel complesso dell’ex mattatoio comunale dell’Aquila inaugurata il 15 dicembre 2015 ospita parte della ricca collezione del museo nazionale d’Abruzzo, fino al 6 aprile 2009 custodita nella Fortezza Spagnola e poi messa in sicurezza in seguito alle gravi lesioni provocate allo storico edificio dal sisma. Protetti da avanzati presidi antisismici, sono esposti una sessantina di reperti archeologici e 112 tra dipinti, sculture e gioielli dal Medioevo all’Età Moderna. Si tratta di capolavori che testimoniano l’identità, la storia e la vitalità della cultura dell’intera regione, alcuni dei quali recuperati tra le macerie del sisma e restituiti a nuova vita grazie a complessi interventi di restauro.

Annamaria Mauro è la nuova direttrice del museo nazionale di Matera (foto parco archeologico di Pompei)

Annamaria Mauro è la nuova direttrice del museo nazionale di Matera. Architetto del MiBACT con responsabilità direttive al parco archeologico di Pompei. Esperta nel campo della gestione di progetti complessi, della tutela, conservazione, restauro architettonico e valorizzazione del patrimonio culturale in ambito statale. Articolato nelle due sedi del museo Archeologico nazionale “Domenico Ridola” e del museo nazionale d’Arte medievale e moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi, comprende importanti reperti archeologici dall’era neolitica al VI – IV secolo a.C., una collezione di arte sacra proveniente dalle chiese del territorio, opere di scuola pittorica napoletana di XVII e XVIII secolo e una sezione contemporanea, con dipinti di Carlo Levi e Luigi Guerricchio.

Alessandro D’Alessio è il nuovo direttore del parco archeologico di Ostia antica

Alessandro D’Alessio è il nuovo direttore del parco archeologico di Ostia antica. Direttore della Domus Aurea, archeologo. Di elevato livello professionale e scientifico, vanta una rilevante attività di ricerca di alta qualità in ambito archeologico nonché una variegata esperienza nell’ambito della tutela, gestione e restauro dei monumenti con particolare riferimento ai siti archeologici. Articolato nelle diverse sedi degli Scavi di Ostia Antica, della villa romana di Procoio di Pianabella, della basilica paleocristiana di Pianabella, del Museo delle navi di Fiumicino, dell’area archeologica dei porti imperiali di Claudio e Traiano, della necropoli di Porto e della basilica paleocristiana di Sant’Ippolito a Isola Sacra, del Castello di Giulio II a Ostia Antica della necropoli Laurentina, è uno dei parchi archeologici più vasti del mondo con un’estensione di 150 ettari. Autentica porta di accesso a Roma dal VI sec. a.C. fino al VI sec. d.C., crocevia di genti provenienti da ogni parte del Mediterraneo, Ostia è stata il luogo attraverso il quale le più diverse culture e religioni sono penetrate nell’Impero romano, lasciando tracce ancora oggi evidenti nei diversi mitrei presenti e nella più antica sinagoga ebraica del Mediterraneo Occidentale mai rinvenuta al di fuori dall’antica Palestina.

Filippo Demma è il nuovo direttore del parco archeologico di Sibari (foto da http://www.lanuovacalabria.it)

Filippo Demma è il nuovo direttore del parco archeologico di Sibari. Archeologo del MiBACT con responsabilità direttive presso il parco archeologico dei Campi Flegrei. Di elevato livello professionale e scientifico, vanta una rilevante attività di ricerca di ricerca di alta qualità in ambito archeologico nonché una variegata esperienza nell’ambito della tutela, gestione e restauro dei monumenti con particolare riferimento ai siti archeologici anche subacquei. Uno dei siti più estesi ed importanti del Mediterraneo di età arcaica e classica, Sibari testimonia la stratificazione di tre diverse civiltà: dapprima colonia achea fondata nel 720 a.C. fino alla distruzione nel 510 a.C. per mano dei crotonesi, poi centro ellenistico e successivamente insediamento romano fino al definitivo abbandono nel VII sec. d.C. in seguito all’impaludamento dell’area.

Da ex fabbrica di pomodori a nuovo polo culturale di Paestum: presentati i nuovi interventi di valorizzazione all’ex stabilimento Cirio di Paestum e riallestimento del museo del santuario di Afrodite-Venere a Santa Venera. Zuchtriegel: un centro per lo sviluppo del territorio

Il progetto del nuovo accesso al parco archeologico di Paestum, dall’ex stabilimento Cirio con l’area del santuario di Santa Venera fino al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto Pa-Paeve)

Lo scavo del santuario di Afrodite-Venere nell’area di Santa Venera (dal libro di Johannowsky-Pedley-Torelli del 1983)

Da ex fabbrica di pomodori a nuovo polo culturale di Paestum. Riflettori puntati sull’ex stabilimento della Cirio a Capaccio-Paestum (Sa). Nei giorni scorsi nel museo Archeologico nazionale di Paestum è stato presentato il progetto per il restauro e il riallestimento del museo del santuario di Santa Venera e per la riqualificazione dell’ex fabbrica di pomodori, esempio di archeologia industriale. In programma la realizzazione di un polo culturale strettamente connesso all’area archeologica e al museo di Paestum che sarà centro di informazione e di accoglienza per i visitatori e che ospiterà eventi di arte contemporanea, mostre e manifestazioni, depositi visitabili, un auditorium, un centro di studi e ricerca e diversi approfondimenti sul patrimonio immateriale, sulle tradizioni locali e sul paesaggio; altra specificità del nuovo polo sarà quella di confrontare archeologia classica e archeologia industriale. Al tavolo dei relatori, il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Gabriel Zuchtriegel; il sindaco di Capaccio-Paestum, Franco Alfieri; il responsabile unico del procedimento e architetto del MiBACT, Annamaria Mauro; i progettisti Marco Magni e Giuseppe Lo Presti dello studio Guicciardini & Magni Architetti. Positivi i pareri di tutti gli enti amministrativi coinvolti nella conferenza di servizi che ha dato il via libera al bando di gara per i lavori.

L’ex stabilimento Cirio a Paestum come appare oggi (foto studio guicciardini-magni)

L’ex stabilimento Cirio nell’elaborazione del progetto dello studio Guicciardini-Magni

L’interno oggi dell’ex stabilimento Cirio di Paestum (foto studio Guicciardini-Magni)

La ristrutturazione dell’ex stabilimento Cirio nello studio Guicciardini Magni: qui l’area delle mostre temporanee

“L’ex fabbrica di pomodori Cirio è un’icona della città di Paestum”, dichiara il direttore del Parco. “Fu costruita a partire dal 1907 in località Santa Venera, in parte sulle antiche strutture di un santuario dedicato ad Afrodite-Venere e riportate alla luce in più campagne di scavo nel secolo scorso. Oggi l’edificio è di proprietà dello Stato e rientra nella competenza del parco archeologico di Paestum e Velia, come stabilito dalla riforma Franceschini nel 2014. Un progetto lungimirante e innovativo che pone al centro il territorio e il suo sviluppo, pensato in un’ottica di sostenibilità. Immaginiamo un polo che sia elemento di aggregazione sociale e culturale dell’intera comunità che da sempre ha visto la Cirio come un’opportunità di miglioramento. I lavori, inoltre, rappresentano un importante tassello per la riqualificazione urbana e per il potenziamento delle infrastrutture comunali, per cui ringrazio il sindaco di Capaccio-Paestum, Franco Alfieri per la costante collaborazione. In programma anche una maggiore accessibilità e fruizione del santuario di Afrodite che era tra i più importanti della Poseidonia antica”.

Visione assonometrica 3D da Sud del progetto di recupero dell’area dell’ex stabilimento Cirio di Paestum da parte dello studio Guicciardini-Magni

Il progetto è finanziato con Fondi Cipe per un importo totale di 20 milioni di euro di cui 1,1 milioni di euro riservati alla progettazione che è stata affidata con procedura di gara gestita da Invitalia allo studio Guicciardini & Magni. La restante parte del finanziamento è destinata ai lavori. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi servizi per i visitatori e per gli addetti ai lavori tra cui bookshop, laboratori didattici, sale espositive e depositi archeologici visitabili; inoltre verranno sistemati gli spazi esterni con aree di sosta e parcheggi. Attenzione sarà riservata al miglioramento dei percorsi interni e al rifacimento dei sistemi impiantistici.

Il progetto di modifica della viabilità progettato dal Comune di Capaccio-Paestum

Anche il sindaco Alfieri ha colto l’occasione per presentare il piano dei lavori pubblici in programma al Comune di Capaccio-Paestum. “Lo stabilimento ex Cirio rappresenta un bene ricco di potenzialità. Anche per questo, la Comunità di Capaccio Paestum attendeva da lungo tempo l’avvio di un concreto processo di valorizzazione. Oggi, finalmente, quel giorno è arrivato”, commenta il sindaco Alfieri. “È importante sottolineare che l’intervento andrà a integrarsi con altri progetti strategici avviati dalla nostra Amministrazione in questa parte di territorio comunale. Penso, in primo luogo, a quello relativo all’anello ciclopedonale che correrà lungo le mura della città antica; un intervento in collegamento con la pista ciclabile intercomunale, il cui progetto è stato recentemente candidato a finanziamento su fondi MIT. Non tralascerei assolutamente gli interventi di miglioramento della mobilità urbana, a partire dai lavori di riqualificazione di via Magna Grecia e dal progetto del nuovo sottopasso ferroviario, che renderanno più semplice e razionale la viabilità nella zona di Paestum. Desidero infine sottolineare l’ottimo livello di cooperazione istituzionale fra Comune di Capaccio Paestum e Parco Archeologico di Paestum e Velia, reso possibile anche dalla sincera apertura al confronto e al lavoro comune dimostrata dal direttore Gabriel Zuchtriegel”.

“Così abbiamo salvato Pompei”: alla XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico il team del parco archeologico ha ripercorso le tappe per mettere in sicurezza il sito

Il Grande Progetto Pompei deve essere ultimato entro il dicembre 2019

Il direttore del parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, con il direttore del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta

La XXII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo archeologico si tiene a Paestum dal 14 al 17 novembre 2019

“Così abbiamo salvato Pompei”. Dal direttore generale del Grande Progetto, il generale Mauro Cipolletta, al direttore generale del parco archeologico di Pompei Massimo Osanna, agli architetti e agli ingegneri che hanno coordinato ogni segmento del lavoro, l’intero team interdisciplinare che ha messo in sicurezza il sito archeologico di Pompei, ha raccontato alla XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico i lavori svolti dal 2017 per oltre 60 milioni già spesi nei cantieri già chiusi. L’intervento si è reso particolarmente necessario in seguito al crollo della Schola Armaturarum del 6 novembre 2010, all’aggiornamento della Carta del rischio del 2011, alla presa d’atto della situazione di dissesto idrogeologico diffuso dopo le consistenti piogge nel 2014, e tenuto conto dell’apporto disastroso delle oltre 160 bombe sganciate sul sito o nei suoi pressi durante la seconda guerra mondiale e dei terremoti.

Massimo Osanna con Mauro Cipolletta alla presentazione degli scavi nella Regio V di Pompei

Mappa dell’area mai indagata della Regio V di Pompei: è il cosiddetto cuneo

I lavori, cominciati nel 2017, dovrebbero arrivare a conclusione nel 2020. La parola d’ordine è comunicazione, ultimo anello di una catena di azioni come anamnesi, diagnosi, terapia, che partono dalla ricerca. Ciò ha posto in essere un approccio multidisciplinare che ha permesso di tornare a scavare con tecniche moderne e tecnologia avanzata, per esempio nella Regio Quinta, lasciata dalla fine dell’800 semi-scavata. Una trentina di restauri sono ancora in corso.

L’affresco dei gladiatori è stato rinvenuto in un ambiente alle spalle dello slargo di incrocio tra il vicolo dei Balconi e il vicolo delle Nozze d’Argento a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

L’altra novità è che il lavoro è quotidiano, viene programmato e poi documentato. Ciò significa che in futuro non dovrà essere decifrato dall’apparato murario. I tecnici presenti, gli architetti Annamaria Mauro, Gianluca Vitagliano, Bruno De Nigris e Arianna Spinosa, gli archeologi Marialaura Iadanza e Alberta Martellone, l’ingegnere Vincenzo Calvanese, sono stati in grado di presentare i risultati ottenuti. Le linee di ricerca e quindi la filosofia del progetto, hanno considerato il problema complesso, ma non complicato, formato da una serie di problemi.

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum in missione a Tunisi con il Mann di Napoli e il parco archeologico di Pompei per nuove collaborazioni culturali. Invitati i ministri tunisini e il direttore del Bardo alla XX Bmta a ottobre

Il cortile centrale interno del museo del Bardo di Tunisi (foto di Gianluca Baronchelli)

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, a Tunisi con esperti del parco Archeologico di Pompei e del museo Archeologico di Napoli, ha incontrato i ministri di Turismo e Cultura per invitarli al ventennale e per stipulare intese di cooperazione culturale. Il direttore della BMTA Ugo Picarelli ha incontrato a Tunisi la ministra del Turismo e dell’Artigianato Selma Elloumi Rekik e il ministro degli Affari culturali Mohamed Zine El Abidine, su invito dell’ambasciatore di Tunisia a Roma Moez Sinaoui, per coordinare un gruppo di esperti per sviluppare intese su tematiche di cooperazione culturale. La Borsa è best practice riconosciuta per l’impegno a favore del dialogo interculturale, non solo attraverso la partecipazione nel salone espositivo di 30 Paesi e l’annuale presenza a Paestum di un Paese Ospite Ufficiale, ma anche per dedicare dal 2015 nell’ambito del programma due significativi momenti a questo tema: l’incontro “#pernondimenticare il Museo del Bardo, 18 marzo 2015”, dopo l’assalto jihadista al museo di Tunisi, per ricordare che il patrimonio culturale è uno strumento fondamentale per il dialogo interculturale: ogni cittadino del mondo, al di là di appartenenze religiose o politiche, deve essere consapevole che il patrimonio culturale è un bene comune e rappresentazione di identità nazionale, per cui va difeso da tutti i Paesi che fanno della democrazia il loro baluardo;  l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, in collaborazione con Archeo, la prima testata archeologica italiana, intitolato al noto archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale.L’incontro a Tunisi è stato occasione per il direttore Ugo Picarelli di invitare la ministra del Turismo e dell’Artigianato Selma Elloumi Rekik alla XX edizione della BMTA, in programma a Paestum dal 26 al 29 ottobre 2017, per partecipare alla conferenza “Il dialogo interculturale valore universale delle identità e del patrimonio culturale: #pernondimenticare il Museo del Bardo, 18 marzo 2015 e #unite4heritage for Palmyra” in collaborazione con Unesco e Organizzazione Mondiale del Turismo, con la partecipazione dei Ministri del Turismo e della Cultura di Azerbaigian, Bahrein, Iraq, Serbia.

Il direttore della Bmta Ugo Picarelli con il ministro tunisino del Turismo Selma Elloumi Rekik

Il direttore della Borsa, come a Belgrado nei mesi scorsi, ha coordinato un gruppo di esperti rappresentato dall’archeologa Luigia Melillo, funzionario archeologo responsabile dell’ufficio Restauro e dell’ufficio Relazioni internazionali del museo Archeologico nazionale di Napoli, e dall’architetto Annamaria Mauro capo area Organizzazione e funzionamento del parco Archeologico di Pompei. Nell’incontro con i ministri tunisini, con la direzione generale Turismo culturale del ministero del Turismo e con l’istituto nazionale del Patrimonio sono state valutate, alla luce della recente riforma dei beni culturali, le collaborazioni future che riguarderanno gemellaggi con le città di epoca romana, restauri di opere d’arte, scambi di esperienze su archeologia virtuale, scavi di nuove missioni archeologiche. L’occasione è stata importante per condividere con l’ambasciatore Italiano a Tunisi, Raimondo De Cardona, che le collaborazioni possano attuarsi e svolgersi attraverso l’istituto italiano di Cultura diretto dalla salernitana Maria Vittoria Longhi.

Dopo la città punica di Cartagine, la Borsa ha visitato il museo del Bardo incontrando il direttore Mouncef Ben Moussa e ribadendo il suo impegno annuale a trasmettere sempre a futura memoria l’accaduto del marzo 2015. La Borsa per sottolineare l’amicizia col Bardo inviterà a Paestum Hamadi Ben Abdesslem, la guida turistica che ha salvato 45 italiani durante l’attacco terroristico dell’Isis, portandoli al riparo da una uscita di servizio. Poiché Hamadi è nel suo paese vice presidente dell’associazione Guide Turistiche, potrà portare la sua esperienza all’incontro annuale che ANGT, l’associazione delle guide italiane, svolge a Paestum in occasione della Borsa.