Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del libro “Strade, santuari e domus tra Palatino e Velia nella media età repubblicana (IV-III secolo a.C.). 1. Stratigrafie, contesti, ricostruzioni” di Antonio F. Ferrandes (Edizioni Quasar)

Lunedì 24 marzo 2025, alle 16.30, in Curia Iulia per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, presentazione del libro “Strade santuari e domus tra Palatino e Velia nella media età repubblicana (IV-III secolo a.C.). 1. Stratigrafie contesti ricostruzioni” di Antonio F. Ferrandes, edito da Edizioni Quasar. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Daniele Malfitana, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Catania; Emanuele Papi, direttore della Scuola archeologica italiana di Atene. Sarà presente l’autore. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://ferrandes25.eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco del Colosseo.
Il libro presenta lo studio delle stratigrafie medio-repubblicane (IV-III secolo a.C.) documentate durante le ricerche condotte dal dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza – università di Roma nel settore compreso tra il versante occidentale della valle del Colosseo e le vicine pendici del Palatino e della Velia (2001-2017). La complessa articolazione della sequenza di questa età e la qualità e quantità dei contesti hanno consentito di appoggiare a cronologie puntuali il racconto delle vicende insediative di uno dei luoghi più centrali della città antica e di ricostruire l’evoluzione di un paesaggio caratterizzato da una complessa rete viaria, da luoghi di culto di antichissima origine e da un’edilizia privata di prestigio. L’analisi delle diverse categorie/classi di reperti e il confronto con la documentazione nota per la città e il territorio hanno infine permesso di riesaminare la cultura materiale di Roma (produzioni, circolazioni, commerci, consumi di merci e di beni) in un periodo cruciale segnato, tra il 400 e il 200 a.C., dalla progressiva conquista dell’Italia e dell’intero Mediterraneo.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, la conferenza “Cibele, la magia nera e le cistae mysticae” a cura del professor Attilio Mastrocinque (università di Verona) per “Dialoghi in Curia” promossi dal parco archeologico del Colosseo

Per “Dialoghi in Curia” promossi dal parco archeologico del Colosseo giovedì 27 febbraio 2025, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Cibele, la magia nera e le cistae mysticae” a cura del professor Attilio Mastrocinque dell’università di Verona. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento su https://mastrocinque2025.eventbrite.it. Diretta streaming su facebook.com/parcocolosseo. Alcune lamine in piombo trovate in Germania e in Spagna invocano Cibele e Attis per maledire delle persone. Questo ruolo delle due divinità è noto da poco e i testi menzionano dei particolari in modo inequivocabile e diretto che permettono qualche considerazione sul culto in generale. Sono nominate le cistae conservate nei penetrali del tempio, probabilmente connesse con il matrimonio e non con l’evirazione, come si è creduto. Le nuove scoperte suggeriscono interpretazioni nuove sull’evirazione stessa e il ruolo della dea nel controllo delle facoltà mentali e sui locali sotterranei dei templi della Magna Mater.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, la conferenza “I Marmi del Partenone: la bellezza eterna (The Parthenon Marbles: a timeless beauty)” col professor Nikolaos Stampolidis, direttore generale del museo dell’Acropoli. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria
Mercoledì 19 febbraio 2025, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “I Marmi del Partenone: la bellezza eterna (The Parthenon Marbles: a timeless beauty)” tenuta dal professor Nikolaos Stampolidis, direttore generale del museo dell’Acropoli. Introducono Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo; Emanuele Papi, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene. Interviene Nikolaos Stampolidis, direttore generale del museo dell’Acropoli. Ingresso libero da largo Salaria Vecchia con prenotazione obbligatoria su eventbrite.it fino ad esaurimento posti. Diretta streaming su facebook.com/parcocolosseo. Il tema della conferenza è la grande questione relativa al furto delle sculture del Partenone, alla loro dispersione in vari musei europei, principalmente in Inghilterra ed in Francia, agli sforzi che vengono affrontati per poterli nuovamente riunire al corpo del Partenone all’interno del Nuovo Museo dell’Acropoli. Verranno così trattati gli argomenti relativi alla restituzione e alla riunione delle sculture partenoniche, con particolare riguardo alla qualità, all’estetica, all’innovativo significato del fregio in relazione all’idea di democrazia e ai tentativi che sono stati operati, in questa direzione, negli ultimi anni.
Roma. Per Dialoghi in Curia la conferenza, in presenza e on line, “Caligola e l’Egitto. Da Roma a Nemi: l’immagine di un imperatore controverso” a cura di Giuseppina Capriotti Vittozzi e Giuseppina Ghini
Venerdì 7 febbraio 2025 la Curia Iulia ospita la conferenza “Caligola e l’Egitto. Da Roma a Nemi: l’immagine di un imperatore controverso” a cura di Giuseppina Capriotti Vittozzi e Giuseppina Ghini. Primo appuntamento per il 2025 con lo storico ciclo di conferenze “Dialoghi in Curia” che esordisce con un incontro dedicato all’imperatore Caligola e, in particolare, alle influenze filo-egizie che hanno caratterizzato il suo regno. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Giuseppina Capriotti Vittozzi, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, e Giuseppina Ghini, già funzionario archeologo SABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su eventbrite.it fino ad esaurimento posti. Diretta streaming su facebook.com/parcocolosseo.
Roma. In Curia Iulia “Il cantiere della Domus Aurea 2021-2024”, due giornate di approfondimento con la presentazione delle attività svolte in Domus Aurea dal 2021 al 2024. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria

Martedì 4 e mercoledì 5 febbraio 2025, alle 9.30, la Curia Iulia ospita “Il cantiere della Domus Aurea 2021-2024”, due giornate di approfondimento con la presentazione delle attività svolte in Domus Aurea dal 2021 al 2024. ingresso da largo della Salara Vecchia, libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti: 4 Febbraio, https://domusaurea_4febbraio.eventbrite.it; 5 Febbraio, https://domusaurea_5febbraio.eventbrite.it. Queste giornate saranno un’occasione importante per conoscere le attività di scavo, messa in sicurezza e restauro effettuate negli ultimi anni da parte del gruppo di lavoro impegnato ogni giorno nella tutela e conservazione di un monumento complesso e delicato come è la Domus Aurea. Sarà inoltre un momento di incontro e confronto sulle ultime novità e sui diversi aspetti di una ricerca che è in continua evoluzione e che si sviluppa e si arricchisce attraverso le diverse competenze coinvolte in un lavoro che è necessariamente multidisciplinare. L’iniziativa segue la volontà del Parco archeologico del Colosseo di divulgare, in una forma partecipata, l’impegno profuso nella realizzazione dei progetti e i risultati raggiunti nell’ambito della tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione del nostro patrimonio culturale.
Roma. In Curia Iulia la giornata di studi “La colonna traiana. Una rete di collaborazioni pubblico private per la tutela e la manutenzione programmata” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi

Venerdì 31 gennaio 2025, alle 14.30, la Curia Iulia ospita la giornata di studi “La colonna traiana. Una rete di collaborazioni pubblico private per la tutela e la manutenzione programmata” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi, con l’obiettivo di raccogliere in un’unica sede scientifica gli attori a oggi coinvolti nella manutenzione e promozione di un monumento il cui ruolo simbolico e il forte influsso politico esercitato dal Medioevo in poi sono diffusamente noti. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Aprirà la giornata di studi la società Metro C che nell’ambito dei lavori della nuova linea della metropolitana di Roma ha in corso per i prossimi dieci anni il monitoraggio statico e strutturale assieme al monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, del rumore, delle vibrazioni e delle acque sotterranee; inoltre, nell’ambito della elaborazione dei Testimoniali di Stato, un documento autografo che fotografa lo stato di conservazione della Colonna ad aprile 2024, sono state registrate le condizioni di salute della Colonna prima dell’avvio del lungo periodo dei lavori in programma per la stazione di Piazza Venezia. I Testimoniali, che saranno presentati anche nella forma di volumi cartacei corredati da testi e immagini, sono accompagnati da un rilievo 3d fotogrammetrico che a distanza di 5 anni aggiorna quello realizzato dal PArCo nel 2019. Seguiranno gli interventi del PArCo che, a partire dal 2023, dopo un primo triennio di attività volto a raccogliere dati e informazioni sulla conservazione della Colonna anche con indagini diagnostiche, ha previsto – con il coordinamento della funzionaria restauratrice Angelica Pujia – un piano triennale di ricerca, prove di laboratorio e manutenzione sia della scala a chiocciola interna, sia del fusto istoriato con piattaforma elevatrice (2023-2026). Il cantiere è anche l’occasione per proseguire con il progetto Post Columnam che indaga le tracce materiali lasciate sul marmo della Colonna tra il Medioevo e l’età moderna, documentandone così le modifiche, il riuso e le rifunzionalizzazioni avvenute nel corso dei secoli. La direzione lavori del cantiere è dell’arch. Aura Picchione. Infine, la nota affezione del popolo romeno ai temi trattati sulla Colonna raffiguranti il racconto delle campagne daciche di Traiano, ha portato ad una collaborazione istituzionale che si è concretizzata in un cofinanziamento destinato a coprire parte dei fondi necessari per il restauro della statua di San Pietro in cima alla Colonna. Nell’anno del Giubileo il bronzo monumentale sarà oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria: la progettazione è già in corso e in occasione della giornata di studi saranno condivisi i primi dati preliminari.
Roma. Eccezionale scoperta nella Domus Aurea: trovato un lingotto di blu egizio insieme a pigmenti di ocra gialla e di terra rossa. La reggia di Nerone svela la natura dei suoi colori. Importante contributo alla conoscenza dell’uso del blu egizio nel Rinascimento come nel Trionfo di Galatea di Raffaello

Il lingotto di blu egizio (15 cm per 2,4 kg di peso) scoperto nell’ambiente 9 della Domus Aurea (foto simona murrone / PArCo)

Particolare dell’anfora con ocra gialla in fase di scavo scoperta nella Domus Aurea (foto PArCo)

Veduta d’insieme delle vasche di lavorazione (viste da Sud) presenti nell’ambiente 9 della Domus Aurea (foto PArCo)
Ocra gialla, terra rossa e soprattutto un lingotto di blu egizio: la reggia di Nerone svela la natura dei suoi colori. La Domus Aurea continua a sorprendere e restituisce una eccezionale scoperta legata alle botteghe che lavorarono agli affreschi della monumentale residenza voluta dall’imperatore Nerone. Durante le recenti indagini archeologiche sono state infatti individuate due vasche in uso durante le fasi di cantiere del palazzo sia per spegnere la calce sia per conservare e lavorare i pigmenti colorati da usare nelle decorazioni parietali. Tra i pigmenti ritrovati e sottoposti ad analisi microscopiche e spettroscopiche per individuarne la composizione chimica e mineralogica, spicca la presenza di ocra gialla all’interno di un’anfora, di vasetti contenenti pigmenti con toni del rosso, come il realgar e la terra rossa, e soprattutto di un eccezionale lingotto del preziosissimo blu egizio pronto per essere macinato. La rarità del ritrovamento è dovuta alle notevoli dimensioni del lingotto (un’altezza di 15 cm e un peso di 2,4 Kg), dato che il pigmento solitamente viene trovato solo in polvere o sotto forma di piccole sfere, come testimoniato dalle scoperte effettuate soprattutto a Pompei. Il blu egizio è un pigmento che non esiste in natura, ma viene prodotto artificialmente cuocendo, ad una temperatura molto elevata, una miscela di silice, rocce calcaree, minerali contenenti rame e carbonato di sodio. Il procedimento per la sua preparazione viene descritto da Vitruvio nella sua opera De Architectura (VII, 11). Il ritrovamento a Roma, in ambito imperiale, di un nucleo così cospicuo di blu egizio conferma ancora una volta la raffinatezza e l’altissima specializzazione delle maestranze che operano nelle decorazioni del palazzo, con l’uso di pigmenti ricercati e costosi.

Macro del lingotto di blu egizio scoperto nell’ambiente 9 della Domus Aurea (foto simona murrone / PArCo)
Conosciuto e usato almeno dalla metà del III millennio in Egitto e in Mesopotamia, si diffonde poi nel Mediterraneo antico. Nel mondo romano è impiegato nelle decorazioni pittoriche da solo o associato ad altri pigmenti per realizzare specifiche varietà cromatiche e ricercati effetti di luminosità. Viene ad esempio usato per rendere una tonalità più fredda per l’incarnato delle figure, per realizzare il chiaroscuro nei panneggi delle vesti o, ancora, per dare lucentezza agli occhi. Uno dei maggiori centri di produzione ed esportazione è Alessandria d’Egitto; recenti scoperte ne hanno tuttavia individuati altri in territorio italico, come a Cuma, Literno e Pozzuoli, quest’ultima già ricordata da Vitruvio come luogo famoso per una produzione di eccellenza. A Pompei le testimonianze sono essenzialmente legate alla lavorazione e all’uso del pigmento in contesti di lusso.

Planimetria generale del padiglione della Domus Aurea, in evidenza ambiente 9 in cui sono state individuate le due vasche (foto PArCo)

Ortofoto dell’ambiente 9, nel settore occidentale della Domus Aurea: sono visibili le due vasche al termine dello scavo archeologico (foto PArCo)
Lo studio dei contesti e dei materiali di questo settore della Domus Aurea, ancora in corso, potrebbe aggiungere un importante contributo alla conoscenza dell’uso del pigmento anche nel Rinascimento, come nel Trionfo di Galatea di Raffaello. Il brillante blu egizio unisce quindi, a distanza di secoli, i pittori che decorarono il palazzo e i pittori che, con stupore ed emozione, lo riscoprirono nel Rinascimento. “Il fascino trasmesso dalla profondità del blu di questo pigmento è incredibile”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “La Domus Aurea ancora una volta emoziona e restituisce la brillantezza dei colori utilizzati dai pittori che abilmente decorarono la stanze di questo prezioso e raffinato palazzo imperiale”.













Fino al 16 marzo 2025 si potranno ammirare al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia nella mostra “Miti greci per principi dauni”, per poi passare al Castello Svevo di Bari, in attesa di trovare sede nel costituendo museo Archeologico nazionale di Foggia. Sono i 25 reperti archeologici, un importante gruppo di vasi apuli e attici a figure rosse, recuperati nell’ambito di una riuscita operazione di diplomazia culturale condotta con i Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale e provenienti dalle collezioni di antichità classica dell’Altes Museum di Berlino.



















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