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Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “Giacomo Boni nella memoria del Novecento” a cura di Sandro Consolato, Tommaso Alessandroni, Christian Scimiterna (L’Erma di Bretschneider)

Venerdì 14 novembre 2025, in Curia Iulia, alle 17.30, per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, presentazione del libro “Giacomo Boni nella memoria del Novecento” a cura di Sandro Consolato, Tommaso Alessandroni, Christian Scimiterna (L’Erma di Bretschneider) che inaugura la collana “Foro Romano Palatino – Scavi e Ricerche. Supplementi e monografie” della Rivista del Parco Archeologico del Colosseo (1-2025) e rende omaggio a una delle figure più emblematiche dell’archeologia italiana del Novecento, Giacomo Boni, esplorando la sua eredità scientifica e culturale nel contesto della memoria del secolo scorso. Ingresso libero da largo della Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti al link https://boni14novembre.eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Dopo i saluti istituzionali di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale; e di Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo; presentano il libro, alla presenza degli autori, Domenico Palombi e Massimo De Vico Fallani.

Copertina Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “Giacomo Boni nella memoria del Novecento” a cura di Sandro Consolato, Tommaso Alessandroni, Christian Scimiterna (L’Erma di Bretschneider)

Giacomo Boni nella memoria del Novecento. Il libro, arricchito da 189 illustrazioni d’archivio, si propone come un’ampia ricostruzione della memoria e della figura dello studioso veneziano Giacomo Boni (1859–1925). L’opera offre una selezione di testi scritti da archeologi, storici, artisti, scrittori e giornalisti italiani e stranieri che conobbero Boni o ne analizzarono l’attività, testimoniando il lascito culturale e scientifico lungo il Novecento: testi raccolti e commentati criticamente da Sandro Consolato, tra i maggiori conoscitori odierni di Giacomo Boni, Tommaso Alessandroni e Christian Scimiterna. Una raccolta che documenta la ricezione e la fortuna di Boni nella cultura italiana ed europea nei primi due terzi circa del Novecento, attraverso le voci e le testimonianze di gran parte di quelli che lo conobbero o in qualche modo ebbero a che fare con lui: scrittori, artisti, filosofi, giornalisti, viaggiatori, archeologi e architetti. Un’opera di notevole importanza scientifica, che per la prima volta consentirà agli storici e agli appassionati di contestualizzare correttamente la figura di Giacomo Boni e di comprenderne appieno la posizione e il ruolo svolto nel più ampio contesto della storia culturale italiana ed europea.

Roma. Passaggio di consegne al parco archeologico del Colosseo tra l’uscente Alfonsina Russo e il nuovo direttore Simone Quilici che lascia il parco archeologico dell’Appia Antica, dove va in delega Luana Toniolo

Passaggio di consegne tra la direttrice uscente Alfonsina Russo e Simone Quilici, nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

A metà luglio 2025 la nomina di Simone Quilici, già direttore del parco archeologico dell’Appia Antica (Roma), alla direzione del parco archeologico del Colosseo da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli (vedi Il ministro Giuli ha nominato i direttori dei musei di prima fascia: Contessa alla Galleria dell’Accademia di Firenze, Sirano al museo Archeologico nazionale di Napoli, Rinaldi al museo nazionale Romano, D’Agostino ai musei Reali di Torino e Quilici al parco archeologico del Colosseo | archeologiavocidalpassato), il 20 ottobre 2025 l’architetto Simone Quilici ha preso servizio come direttore del parco archeologico del Colosseo. Con una simbolica consegna della campanella è stato celebrato il passaggio di consegne tra Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo dalla sua istituzione nel 2017 e oggi capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, e Simone Quilici, nuovo direttore.

Il personale del parco archeologico del Colosseo applaude il nuovo drettore Simone Quilici (foto PArCo)

Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“È con grande onore e profonda emozione che inizio oggi il mio incarico come direttore del parco archeologico del Colosseo”, ha dichiarato il direttore Quilici. “Lascio un luogo straordinario come il parco archeologico dell’Appia Antica, ma sono entusiasta di assumere la responsabilità di uno dei monumenti più iconici e importanti del mondo. Da dove, e mi piace ricordarlo qui a poche centinaia di metri dal Miliarium Aureum, eretto da Augusto all’estremità dell’emiciclo dei Rostra, tutte le strade cominciavano il loro percorso. Metto a vostra disposizione la mia esperienza e la mia passione e sono certo che grazie alla vostra competenza ed energia raggiungeremo insieme grandi traguardi ambiziosi. Iniziamo insieme questo nuovo percorso con fiducia e determinazione. Viva il parco archeologico del Colosseo!”.

Parco archeologico dell’Appia Antica: Simone Quilici e Luana Toniolo (foto parco appia antica)

Qualche giorno prima, il 17 ottobre 2025, nel Complesso di Capo di Bove sull’Appia antica (Roma), c’è stato il passaggio di consegne alla direzione del parco archeologico dell’Appia Antica. Il direttore uscente, Simone Quilici ha simbolicamente passato il testimone a Luana Toniolo, attuale direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Luana Toniolo è stata delegata da Massimo Osanna alla direzione del Parco fino alla conclusione della procedura concorsuale attualmente in atto. “Un sentito ringraziamento all’architetto Quilici per il prezioso lavoro svolto in questi anni alla guida del Parco, durante i quali ha contribuito con competenza e passione alla valorizzazione di uno dei luoghi più iconici della Roma antica. Il personale tutto lo saluta con gratitudine e accoglie con entusiasmo la dott.ssa Toniolo, porgendole un caloroso benvenuto e assicurando sin da ora il massimo impegno a supporto del suo incarico”.

Roma. In Curia Iulia la giornata internazionale di studi “Il miraggio egizio attraverso il tempo. La ricezione dell’Egitto in età greco romana” a cura di Ilaria Sforza con Claudio Castelletti: nuove prospettive metodologiche e interdisciplinari sulla ricezione dell’Egitto in età greco-romana

Venerdì 10 ottobre 2025 il parco archeologico del Colosseo promuove in Curia Iulia ospita la giornata internazionale di studi “Il miraggio egizio attraverso il tempo. La ricezione dell’Egitto in età greco romana”, alle 9.30, con ingresso libero ore 9.30 da largo della Salara Vecchia, previa prenotazione online: https://miraggioegizio.eventbrite.it. La giornata di studi, ideata e organizzata da Ilaria Sforza con la collaborazione di Claudio Castelletti, aspira a offrire nuove prospettive metodologiche e interdisciplinari sulla ricezione dell’Egitto in età greco-romana, favorendo il dialogo tra studiosi di diversa formazione – geografica, storica, storico-religiosa, letteraria, egittologica – a partire dall’esame delle fonti scritte: letterarie, storiografiche e documentarie. Nella tradizione di studi incentrata sul confronto tra Greci e “barbari”, di cui Alien Wisdom (Cambridge 1975) di Arnaldo Momigliano è forse il saggio più rappresentativo, si iscrive anche la serie di studi inaugurata da Christian Froidefond con il volume Le mirage égyptien (Aix-en-Provence 1971), da cui questa giornata di studi sulla ricezione dell’Egitto trae spunto. Il continuo scambio, culturale e cultuale, tra Greci ed Egizi nell’Antichità classica è stato evidenziato da importanti retrospettive critiche, come la monografia di Phiroze Vasunia, The Gift of the Nile (Berkeley 2001), sull’Egitto come costruzione culturale ellenica e quella di Corinne Bonnet e Laurent Bricault, Quand les dieux voyagent (Genève 2016), dedicata all’incontro tra i diversi culti in movimento nel Mediterraneo antico.

Programma. Alle 9.30, saluti istituzionali: Alfonsina Russo (DiVA –Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale), Simone Quilici (parco archeologico del Colosseo), Roberta Alteri (parco archeologico del Colosseo). Presentazione: Ilaria Sforza (università di Roma Tor Vergata), Claudio Castelletti (università di Roma Tor Vergata). Alle 10, SESSIONE I Il territorio dell’Egitto disegnato dai Greci Chair: Virgilio Costa. Interventi: Serena Bianchetti (università di Firenze) “L’Egitto di Eratostene: un laboratorio per disegnare il mondo”; Veronica Bucciantini (università di Firenze) “La correlazione fra Egitto e India nella descrizione geografica degli alessandrografi”. Discussione. Alle 10.50, pausa caffè; 11.10, SESSIONE II L’Egitto dei Greci: fonti letterarie e storiografiche Chair: Serena Bianchetti. Interventi: Mauro Tulli (università di Pisa) “Dall’Egitto in Grecia: la trasmissione del racconto su Atlantide”; Virgilio Costa (università di Roma Tor Vergata) “Le fonti sulla Biblioteca di Alessandria”; Ilaria Sforza (università di Roma Tor Vergata) “Il Περὶ Αἰγυπτίων di Ecateo di Abdera: l’etnografia dell’Egitto nel primo ellenismo”; Yuri Volokhine (Université de Genève) “Manéthon et ses sources égyptiennes”. Discussione. Alle 12.50, pausa pranzo; 14, SESSIONE III Gli dèi degli Egizi e la loro ‘sapienza’ dal paganesimo al cristianesimo Chair: Corinne Bonnet. Interventi: Leone Porciani (università di Pavia) “Erodoto e i nomi degli dèi”; Giuseppe Lentini (Sapienza Università di Roma) “Solone e l’Egitto”; Laurent Bricault (Université Toulouse II Jean Jaurès) “De Joseph à Sérapis. Des pyramides d’Égypte au trône de Ravenne”; Chiara Di Serio (University of Cyprus) “La sapienza ‘barbara’ degli Egizi dagli autori greci ai Padri della Chiesa”. Discussione. Alle 15.40, pausa caffè; 16, SESSIONE IV Dalla parte degli Egizi: i documenti locali nel periodo greco-romano Chair: Laurent Bricault. Interventi: Susanne Töpfer (museo Egizio, Torino) “Scritti e lingue nell’Egitto del periodo greco-romano”; Letizia Loprieno (museo Egizio, Torino) “I ‘Libri della Respirazione’: tradizione e innovazione nella letteratura funeraria egiziana di età greco-romana”. Discussione. Alle 16.50, fine dei lavori.

Roma. In Curia Iulia giornata di studi “Nuovi dati dal complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino” per la presentazione dei primi risultati delle ricerche condotte tra il 2023 e il 2025 dal parco archeologico del Colosseo

Martedì 16 Settembre 2025, in Curia Iulia, giornata di studi “Nuovi dati dal complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino” per la presentazione dei primi risultati delle ricerche condotte tra il 2023 e il 2025 dal parco archeologico del Colosseo lungo le pendici nord-occidentali del Palatino, nella zona occupata dagli Horrea Agrippiana, lungo il vicus Tuscus, che hanno consentito l’eccezionale scoperta di un edificio monumentale con diverse fasi costruttive, finora inedito. La giornata sarà l’occasione per presentare anche il progetto di valorizzazione e apertura al pubblico per una migliore fruibilità e accessibilità da parte dei visitatori. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili su https://vicustuscus25.eventbrite.it. Programma: alle 9.30, saluti istituzionali di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale; e di Massimo Osanna, direttore generale Musei. Alle 9.45, Alfonsina Russo, “Presentazione del Progetto sul Complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino”; 10, Roberta Alteri, “Il Complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino: nuovi dati e prospettive di ricerca”; 10.45, Tavola rotonda: Salvatore Settis (presiede), Irene Bragantini, Filippo Coarelli, Ulf R. Hansson, Paolo Liverani, Eugenio Polito, Monica Salvadori. A seguire visita al complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino.

Roma. L’architetto Simone Quilici è il nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo, già direttore del parco archeologico dell’Appia antica: “Un riconoscimento meritato per il suo impegno e la sua competenza”

Simone Quilici, nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo (foto parco appia antica)

Dall’Appia Antica al Colosseo. Simone Quilici è il nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo su nomina del ministro della Cultura Alessandro Giuli (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2025/07/17/il-ministro-giuli-ha-nominato-i-direttori-dei-musei-di-prima-fascia-contessa-alla-galleria-dellaccademia-di-firenze-sirano-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-rinaldi-al-museo-nazion/). Subentra ad Alfonsina Russo che ha diretto il PArCo ad interim da quando è stata nominata, nell’agosto 2024, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale.  “Siamo lieti e orgogliosi di apprendere della nomina di Simone Quilici a Direttore del Parco Archeologico del Colosseo, un riconoscimento meritato per il suo impegno e la sua competenza”, scrivono al parco archeologico dell’Appia Antica (Roma). “Dal 2019 alla guida del parco archeologico dell’Appia Antica, architetto e paesaggista, dottore di ricerca in Progettazione urbana, territoriale e ambientale presso l’Università di Firenze, Simone Quilici ha dedicato anni di lavoro al recupero degli itinerari culturali e dei sistemi territoriali, contribuendo in modo determinante al riconoscimento della Via Appia Antica come 60° sito italiano del Patrimonio UNESCO, ottenuto lo scorso mese di luglio. A lui vanno le nostre più sincere congratulazioni, con l’augurio di continuare con passione e competenza il prezioso lavoro di tutela e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale”.

Simone Quilici, nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“Diamo il benvenuto virtuale, in attesa di accoglierlo a Santa Maria Nova, all’architetto Simone Quilici, appena nominato nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo”, scrivono al PArCo. “Già direttore del parco archeologico dell’Appia antica, dove negli ultimi anni ha lavorato a molti importanti progetti tra cui l’iscrizione della via Appia nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, l’architetto Quilici ha inoltre una consolidata esperienza nel recupero di percorsi e itinerari culturali e storico-religiosi presso la Regione Lazio. Specializzato in Architettura del Paesaggio presso Sapienza Università di Roma, ha conseguito il Dottorato di ricerca in “Progettazione urbana, territoriale e ambientale” presso l’università degli Studi di Firenze, approfondendo il rapporto tra strade storiche e paesaggio con particolare attenzione ai sistemi territoriali attraversati dalla Via Appia antica”.

Simone Quilici con il team di Appia Antica 39 (foto appia antica 39)

Le congratulazioni all’architetto Simone Quilici arrivano da parte di tutta l’equipe di Appia Antica 39: “Mancherà molto al nostro progetto ma il suo contributo sarà prezioso per la lettura, la tutela e lo sviluppo del sito archeologico di Roma più famoso al mondo. Ad maiora!”

Roma. Apre al pubblico, ogni sabato, il cantiere di Crypta Balbi con un percorso di visita immersivo e partecipato per permettere a tutti, studiosi, cittadini e appassionati, di vedere con i propri occhi i lavori in corso

“Crypta Balbi: cantiere aperto”; percorso guidato tra lo scavo archeologico e il restauro architettonico (foto mnr)

“Crypta Balbi: cantiere aperto” (foto mnr)

“Crypta Balbi: cantiere aperto”; percorso guidato tra lo scavo archeologico e il restauro architettonico (foto mnr)

Antonella Ferraro, responsabile di Crypta Balbi e direttrice scientifica dello scavo (foto mnr)

“Crypta Balbi: cantiere aperto”: parte sabato 12 luglio 2025 il percorso di visita immersivo e partecipato per permettere a tutti, studiosi, cittadini e appassionati, di vedere con i propri occhi i lavori che si stanno svolgendo in questa sede del museo nazionale Romano: il cantiere della Crypta Balbi. Il sito è infatti chiuso al pubblico dal gennaio 2023 per consentire lo svolgimento di un imponente piano di scavi archeologici e restauri architettonici: nove interventi, di cui cinque inseriti nel progetto “Urbs. Dalla città alla campagna romana”, finanziati per 50 milioni di euro mediante i fondi del Piano Nazionale Complementare (PNC) al PNRR (vedi Roma. Al museo nazionale Romano al via a gennaio il progetto “Urbs, dalla città alla campagna romana”. In quattro anni saranno restaurati, ampliati e riorganizzati gli edifici storici di competenza: Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Ecco tutto il programma dei lavori | archeologiavocidalpassato). “Crypta Balbi: cantiere aperto” è un’occasione irripetibile per camminare nella storia mentre essa riaffiora, letteralmente, dalla terra: la prima visita è stata svolta il 9 luglio 2025 da Antonella Ferraro, responsabile della sede e direttrice scientifica dello scavo, in occasione della presentazione del progetto da parte di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, e di Edith Gabrielli, direttrice generale dell’istituto ViVe – Vittoriano e Palazzo Venezia e delegata per il museo nazionale Romano. Le visite guidate si svolgeranno ogni sabato alle 10.30 e alle 12. È obbligatoria la prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-crypta-balbi… Le visite si attiveranno con un minimo di 15 partecipanti (verrà inviata una conferma via mail) con un numero massimo di 25 persone alla volta.

Roma. Aperta la mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia, articolata tra Foro romano e Palatino, in sei sedi, per un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater

La figura della Magna Mater – la Grande Madre è al centro della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” articolata tra Foro romano e Palatino (foto PArCo)

I ministri della Cultura Amina Srarfi e Alessandro Giuli all’inaugurazione della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” al Foro romano e Palatino (foto emanuele antonio minerva / mic)

Dal 6 giugno al 5 novembre 2025, il parco archeologico del Colosseo ospita la mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia. Promossa dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con l’Institut National du Patrimoine Tunisien, la mostra, inaugurata alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e di M.me Amina Srarfi, titolare del Ministère des affaires culturelles -Tunisie وزارة الشؤون الثقافية – تونسè curata da Alfonsina Russo, Tarek Baccouche, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Sondès Douggui-Roux con Patrizio Pensabene, Aura Picchione e Angelica Pujia. Al centro dell’esposizione è la figura della Magna Mater – la Grande Madre – antica divinità dalle molteplici identità (Kubaba, Cibele, Kybele, Meter Theon), venerata per oltre un millennio in Anatolia, Grecia e Roma. La mostra ne ripercorre origini e trasformazioni, dal culto frigio all’adozione ufficiale a Roma nel 204 a.C., quando – secondo il responso dei Libri Sibillini – la sua immagine aniconica fu trasferita da Pessinunte al Palatino, divenendo simbolo di salvezza e rigenerazione per l’Urbe. La mostra riannoda, attraverso il filo rosso della memoria, le strette relazioni culturali esistenti nel mondo antico tra le due sponde del Mediterraneo. Zama, celebre per la battaglia decisiva della Seconda guerra punica (202 a.C.) fu anche un importante centro numidico e successivamente romano. E, al centro di questa esposizione, è il legame simbolico e religioso tra il santuario africano e quello romano del Palatino, cuore del culto della Magna Mater nell’Impero.

La Magna Mater del Palatino (foto PArCo)

L’allestimento nel Tempio di Romolo della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

Il percorso espositivo si snoda attraverso sei sedi all’interno del Parco, offrendo un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater. Particolarmente significativa è la sezione allestita nel Tempio di Romolo, che presenta per la prima volta al pubblico le opere provenienti dagli scavi di Zama Regia: straordinarie evidenze archeologiche della presenza del culto della Magna Mater nel Nord Africa romano. La Curia Iulia amplia la prospettiva alle province dell’Impero – dall’Egitto alle Gallie, dalla Tracia alla Britannia – con una riflessione sulla diffusione e trasformazione del culto in epoca tardoantica. Sul Palatino, alle Uccelliere Farnesiane, i visitatori possono esplorare le radici orientali della dea e la loro trasmissione nel mondo greco ed ellenistico, con un focus particolare sul carattere misterico del culto. Il Tempio della Magna Mater ospita una sezione dedicata all’introduzione del culto a Roma durante la Seconda guerra punica, che mette in evidenza i significati politici e storici dell’evento. Il Ninfeo della Pioggia propone un’installazione emozionale che restituisce suoni, gesti e simboli della ritualità romana legata al culto. Infine, al Museo del Foro Romano, la mostra si chiude con una selezione di opere d’arte che illustrano la fortuna iconografica, letteraria e filosofica della dea tra Rinascimento e Seicento.

I ministri Amina Srarfi e Alessandro Giuli alla mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto emanuele antonio minerva / mic)

L’allestimento nelle Uccelliere farnesiane della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

“La mostra Magna Mater tra Roma e Zama”, dichiara Alessandro Giuli, ministro della Cultura, “è un esempio concreto di diplomazia culturale tra Italia e Tunisia, realizzato nell’ambito del Piano Mattei. Frutto della cooperazione tra studiosi, istituzioni e restauratori dei due Paesi, dimostra come la valorizzazione del patrimonio condiviso possa diventare un efficace strumento di dialogo, ricerca e sviluppo sostenibile. Valorizzare la figura della Magna Mater grazie ai rinvenimenti tunisini e a questa mostra consente al nostro Ministero di dare vita a una manifestazione culturale la cui importanza travalica la sola archeologia, promuovendo lo studio storico di un’esperienza religiosa i cui valori e significati conservano una forte attualità, per tutte le culture che vivono affacciate sul grande Mare nostrum”. E Amina Srarfi, Ministre des affaires culturelles: “La mostra Magna Mater da Zama a Roma ricorda a tutti noi i valori cari alla Tunisia, dove la storia non riguarda solo Cartagine, ma anche tutte le altre regioni del Paese. Come capitale del mondo numidico, Zama era molto aperta alla storia del Mediterraneo e molto influenzata dalla romanizzazione. Come Cartagine, Hadrumète e Utique, era un luogo di fermento politico, economico e sociale. Questa mostra, i cui pezzi provengono da Zama Regia, riflette lo scambio culturale e religioso tra il mondo numidico e Roma al tempo dell’Africa romana”.

L’allestimento al ninfeo della Pioggia della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

“La concezione di questa esposizione”, dichiara Tarek Baccouche, direttore dell’Istituto nazionale del Patrimonio di Tunisi, “è il frutto di un lavoro collettivo di ricercatori, conservatori e restauratori delle due Istituzioni, italiana e tunisina. Essa offre ai lettori un mosaico di dati scientifici, tecnici, geografici, economici e patrimoniali sul sito di Zama e, attraverso di esso, sull’intera regione. Questa mostra e gli accordi istituzionali stipulati creano, da un lato, un legame tra i nostri Paesi, dall’altro un ponte che farà viaggiare ogni lettore nel tempo attraverso una visita virtuale a Zama”. E Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del Patrimonio culturale e direttore del parco archeologico del Colosseo, commenta: “Questa esposizione rappresenta un ponte prezioso tra culture e memorie antiche. Attraverso un percorso che si articola in più sedi del Parco, la mostra racconta le origini del culto, la sua diffusione nel mondo greco e romano e in tutto il Mediterraneo antico. Questo legame ha costituito la base per sviluppare un progetto di valorizzazione e di rilettura complessiva della storia e dell’archeologia attraverso la figura della Magna Mater”.

A più di mezzo secolo dall’ultimo intervento manutentivo, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia parte il restauro del Sarcofago degli Sposi, il capolavoro assoluto dell’arte etrusca risalente a 2500 anni fa

Venerdì 16 maggio 2025, alle 12, in sala della Fortuna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, presentazione del restauro del Sarcofago degli Sposi, il capolavoro assoluto dell’arte etrusca risalente a 2500 anni fa. A distanza di oltre un secolo dal primo restauro che consentì di ricomporre da centinaia di frammenti di terracotta la celebre coppia di Sposi in un unico tenero abbraccio e a più di mezzo secolo dall’ultimo intervento manutentivo, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro, ha avviato la prima fase di un nuovo intervento di conservazione e restauro che consentirà di definire metodi, materiali e tempistiche per l’intervento complessivo di restauro del Sarcofago, che sarà realizzato grazie al sostegno di un mecenate privato. Interverranno il capo dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo; il direttore generale Musei, Massimo Osanna; la direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Luana Toniolo; il direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro, Luigi Oliva; il presidente della Banca Popolare del Cassinate, Vincenzo Formisano. Grazie alla convenzione fra il Museo e l’Istituto Centrale per il Restauro, il Sarcofago degli Sposi è al centro di una nuova stagione di studi che prevede non solo il restauro ma anche la realizzazione di un piano conservativo, di manutenzione dell’opera e di valorizzazione. Inoltre, per raccontare ai visitatori questo momento delicato del percorso conservativo del Sarcofago, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia aprirà al pubblico le porte del laboratorio di restauro per due giorni alla settimana.

Il parco archeologico del Colosseo presenta il primo progetto di digitalizzazione dell’Anfiteatro Flavio, a cura di Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro, al salone internazionale del Restauro di Ferrara

Modello digitale 3D del Colosseo (foto PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo, diretto da Alfonsina Russo, ha completato per la prima volta il più importante progetto di digitalizzazione del Colosseo attraverso tecniche integrate di rilievo 3D e modellazione HBIM (Heritage Building Information Modelling), creando il primo database geometrico-morfologico completo del monumento. I risultati saranno presentati il 14 maggio 2025 a Ferrara nell’ambito del Salone internazionale del Restauro, dove sarà allestito uno stand promozionale “vestito” con le immagini del modello tridimensionale del Colosseo e dove sarà organizzato un panel interamente dedicato alla presentazione di dettaglio delle caratteristiche e delle potenzialità offerte dal rilievo. Il lavoro ha visto impegnati per due anni lo staff del Colosseo (responsabile unico del progetto Federica Rinaldi e direttore dell’esecuzione architetto Barbara Nazzaro) e le imprese che hanno vinto l’appalto di servizi, ciascuna con le proprie specifiche competenze nel settore (CONSORZIO FUTURO in RICERCA CFR di Ferrara -mandataria-, GEOGRA’ Srl di Sermide, ETS Srl e JANUS Srl di Roma). Gli esiti di questo progetto di straordinaria importanza per la tutela del monumento, come per le attività di studio e ricerca e ormai imprescindibile per gli interventi di manutenzione, restauro e valorizzazione, oltre che per ogni analisi strutturale e di vulnerabilità sismica, sono stati presentati in anteprima in Curia Iulia in occasione del convegno organizzato dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, dalla direzione generale dei Musei, dal parco archeologico del Colosseo e dai musei nazionali di Perugia – direzione regionale Musei nazionali Umbria, dedicato al tema della conservazione preventiva e programmata nei luoghi della cultura statali e non (vedi Roma-Perugia. In presenza e online, il convegno “Conservazione preventiva e programmata. Verso un protocollo condiviso nei luoghi della cultura” promosso da DiVa, Dg Musei, parco archeologico del Colosseo e musei nazionali di Perugia. Tre giorni di confronti per aprire un dialogo e un confronto tra istituzioni museali, statali e non, per avviare un piano strategico di prevenzione e manutenzione. Ecco il ricco programma | archeologiavocidalpassato).

Roma. In Curia Iulia il convegno internazionale “Strade di Sabbia: genti, contatti e influenze tra Roma e l’Egitto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Nuovi dati e prospettive di ricerca”. Tre giorni di confronto, in presenza e on line. Ecco il programma

Nei giorni 14, 15 e 16 maggio 2025, la Curia Iulia ospita il convegno internazionale “Strade di Sabbia: genti, contatti e influenze tra Roma e l’Egitto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Nuovi dati e prospettive di ricerca”. L’iniziativa è promossa dal parco archeologico del Colosseo e dall’Université Toulouse – Jean Jaurès, con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto a Roma. Tutti gli interventi saranno condotti nella lingua di ciascun relatore, non sarà disponibile traduzione simultanea. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Prenotazione per mercoledì 14 maggio: https://stradedisabbia_14maggio.eventbrite.it; prenotazione per giovedì 15 maggio: https://stradedisabbia_15maggio.eventbrite.it; prenotazione per venerdì 16 maggio: https://stradedisabbia_16maggio.eventbrite.it. Il convegno sarà disponibile in diretta streaming attraverso l’account Facebook del parco archeologico del Colosseo ( www.facebook.com/parcocolosseo).

Il convegno sarà un’importante occasione di riflessione interdisciplinare sui complessi e molteplici rapporti intercorsi tra Roma e l’Egitto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., un momento, questo, particolarmente importante nella storia del Mediterraneo antico. Attraverso la presentazione di recenti dati e nuovi prospettive di ricerca, studiosi provenienti da diverse istituzioni internazionali si confronteranno su temi che spaziano dalle rotte commerciali alla cultura materiale, dalle fonti letterarie ed epigrafiche alla storia delle religioni e al repertorio iconografico. L’obiettivo è far emergere i contatti, le dinamiche di scambio e i processi di trasformazione culturale e religiosa che hanno segnato le relazioni tra Roma e l’Egitto, offrendo nuove chiavi di lettura del complesso e sfaccettato quadro di interazioni che ha caratterizzato due tra le più importanti civiltà del passato. L’iniziativa si inserisce nella volontà del parco archeologico del Colosseo di affermarsi come centro di ricerca e studio per ampliare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico, in un dialogo costante con la comunità scientifica nazionale e internazionale.

PROGRAMMA 14 MAGGIO 2025 Alle 9, arrivo partecipanti e registrazione; 9.30, saluti istituzionali: Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale e direttore del parco archeologico del Colosseo; Bassam Rady, ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto a Roma; Marwa Fawzy, addetto culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto a Roma. PRESIDENTE: ALI ABDELHALIM ALI, DIRETTORE DEL MUSEO EGIZIO DEL CAIRO: 10, Nicolas Cacace, ‘’Il a fait une nouvelle Résidence pour Rome’: adaptations politiques et religieuses à la conquête romaine de l’Égypte”, 10.30, Nicola Barbagli, “Pharaoh Augustus: the representations of a Roman emperor in Egypt”; 11, pausa caffè; 11.30, Lucia Rossi, “Des chrêmatismoi aux apochai. Permanences et mutations dans les pratiques du transport fluvial du blé d’Égypte (Ier s. av. J.-C. – Ier s. ap. J.-C.)”; 12, Giuseppina Capriotti Vittozzi, “Strade di sabbia e vie d’acqua tra il Mediterraneo e il Mar Rosso. Il caso studio di Tell el-Maskhuta”; 12.30, discussione; 13-14.45, pausa pranzo. PRESIDENTE: CHRISTIAN GRECO, DIRETTORE DEL MUSEO EGIZIO DI TORINO: 15, Patrizia Piacentini, Massimiliana Pozzi, Stefano Nava, “Lo scavo della necropoli dell’Aga Khan ad Aswan (Egitto): nuove evidenze dell’interazione egizio-romana dal I sec. a.C. al II sec. d.C.”; 15.30, Alexandra Dardenay, “Roman-period painted cycles from the “tower-houses” of Tuna-el-Gebel (Egypt)”; 16, pausa caffè; 16.30, Livia Capponi, “Architectante Pontio tra Roma e l’Egitto di Augusto”; 17, Hoda Mohamed Aman, “The Impact of Egypt-Rome trade Exchange in raw materials and handicrafts”.

PROGRAMMA 15 MAGGIO 2025 PRESIDENTE: WALLAA MOSTAFA MOHAMED ABDELATY, DIRETTRICE DEL MUSEO GRECO-ROMANO DI ALESSANDRIA: 9.30, Giulia Sfameni Gasparro, “Il culto di Iside fra Egitto e Roma (I sec. a.C.-I sec. d.C.): una definizione di “modelli” storico-religiosi”; 10, Beatrice Cacciotti, “I molti volti di Iside tra Antium e Roma: oracoli, naviganti, nascite”; 10.30, Laurent Bricault, Richard Veymiers, “Les multiples vies de trois autels romains”; 11, pausa caffè; 11.30, Nicolas Amoroso, “Polymorphic images of deities with Egyptian symbols from Roman Italy”; 12, Daniela Candilio, “Sculture e decorazioni nella Domus degli Aradii”; 12.30, Eleonora Voltan, “Percezioni d’Egitto. La rappresentazione paesaggistica e il gusto egittizzante nella pittura parietale del Grande Criptoportico della Domus Aurea”; 13, discussione; 13.30-15, pausa pranzo; 15.30, visita alla Domus Aurea.

PROGRAMMA 16 MAGGIO 2025 PRESIDENTE: JEAN WINAND, PROFESSORE DELL’UNIVERSITÀ DI LIEGI: 9.30, Nicola Luciani, “The management of the Imperial marble industry and the diffusion of sacra peregrina across Roman Etruria: notes on the role of the public administration in promoting religious artefacts and doctrines”; 10, Alberto Gavini, “Dalle sabbie egizie alle sabbie sarde: cultori e culti isiaci nella Sardegna romana nel I sec. d.C.”; 10.30, Inga Vilogorac Brčić, “Calpurnia, L. Pisonis filia, and the cults of Isis in Dalmatia”; 11, pausa caffè; 11.30, Valentino Gasparini, “The Sands of Time. Augustus’ “Alexandrian” Calendar and the Enduring Festivals of Isis and Osiris”; 12, Ennio Sanzi, “Incontro e scontro tra Roma ed Egitto. Testimonianze letterarie ed epigrafiche a confronto”; 12.30, discussione; 12.50, conclusioni, Laurent Bricault.