Egitto. La missione ceco-egiziana nella necropoli di Abusir ha scoperto la tomba di un comandante di soldati mercenari (fine XXVI-inizio XXVII dinastia: inizio VI sec a.C. circa): in un pozzo, a 16 metri di profondità, trovato un doppio sarcofago con testi dal Libro dei Morti, uno scarabeo del cuore e un amuleto poggiatesta. Nel corredo 402 ushabti, due vasi canopi e un ostraka con formule religiose

egitto_giza_abusir_tomba-comandante-soldati_pozzo-principale_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Il pozzo funerario di Wah-ib-Ra Mery-Neith scoperto dalla missione ceco-egiziana nella necropoli di Abusir (foto ministry of tourism and antiquities)

Scoperta la tomba di Wah-ib-Ra Mery-Neith, comandante di soldati mercenari, risalente alla fine della XXVI e inizio XXVII dinastia (inizio del VI sec a.C. circa), durante la campagna di scavi in atto ad Abusir, importante necropoli egizia situata a sud-ovest del Cairo, della missione archeologica dell’istituto ceco di Egittologia, facoltà di Lettere, dell’università Carlo (Univerzita Karlova) di Praga guidata da Miroslav Bárta. A darne notizia è stato Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità: “Il pozzo principale della tomba Wah-ib-Ra Mery-Neith è profondo sei metri e le sue dimensioni sono di circa 14 metri per lato, con diversi pozzi secondari scavati nella roccia.

egitto_giza_abusir_tomba-comandante-soldati_pozzo-principale_fase-di-scavo_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Una fase dello scavo del pozzo funerario di Wah-ib-Ra Mery-Neith scoperto dalla missione ceco-egiziana nella necropoli di Abusir (foto ministry of tourism and antiquities)

Al centro del pozzo principale è stato scavato in direzione Est-Ovest un altro pozzo più piccolo (6,5 x 3,3 metri circa), ma più profondo (16 metri circa) utilizzato come pozzo principale per la sepoltura del proprietario della tomba”. Wah-ib-Ra Mery-Neith, che si fregiava del titolo di “comandante dei soldati stranieri”, era un personaggio di alto rango dell’antico Egitto, figlio di Irturu del quale erano stati trovati i vasi canopi all’interno del deposito di imbalsamazione individuato nel febbraio 2022 vicino alla tomba del comandante ora scoperta. “Il design di questa tomba a pozzo”, sottolinea Waziri, “non ha una controparte identica nell’antico Egitto, ma nonostante ciò, il suo design architettonico è in parte simile a una sepoltura di una necropoli vicina e a una mastaba a Giza, nota come Campbell’s tomb”. Secondo il ministero delle Antichità e del Turismo egiziano la tomba del comandante restituisce una testimonianza tangibile di una prima vera forma di globalizzazione nel mondo antico.

egitto_giza_abusir_tomba-comandante-soldati_pozzo-principale_scarabeo-del-cuore_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Lo scarabeo del cuore trovato nel sarcofago vuoto di Wah-ib-Ra Mery-Neith nella necropoli di Abusir (foto ministry of tourism and antiquities)

“In fondo al pozzo funerario principale”, spiega Marslav Barta, capo della missione ceca, a circa 16 metri di profondità, è stato rinvenuto un doppio sarcofago, alquanto danneggiato e completamente ricoperto di sabbia. Il sarcofago esterno di Wah-ip-re Merinet era costituito da due enormi blocchi di calcare bianco, e all’interno conteneva un sarcofago antropoide di basalto (lungo 2,30 metri e largo 1,98), con testi del capitolo 72 del Libro dei Morti incisi nella parte superiore, che descrivono la risurrezione del defunto e il suo viaggio nell’Aldilà. Purtroppo – aggiunge – il sarcofago di basalto è stato trovato completamente vuoto. All’interno sono stati trovati solo uno scarabeo del cuore, senza incisioni ma molto decorato, nonché un amuleto a forma di poggiatesta. I semplici corredi funerari del proprietario della tomba erano originariamente collocati sui lati occidentale e orientale del sarcofago”.

egitto_giza_abusir_tomba-comandante-soldati_vasi-canopi_dieci-coppe_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Due vasi canopi e dieci coppe in miniatura parte del corredo funerario di Wah-ib-Ra Mery-Neith nella necropoli di Abusir (foto ministry of tourism and antiquities)

Proprio sul lato orientale la missione ha rinvenuto gran parte del corredo ancora nella sua collocazione originaria, tra cui 402 statue ushabti in faience (le ushabti sono statuine che dovrebbero rappresentare il proprietario del cimitero e svolgere servizi per suo conto nell’aldilà). Sono stati rinvenuti anche due vasi canopi in alabastro, oltre a un modello di tavola delle offerte in faience, dieci coppe in miniatura e un ostraka in calcare inciso con testi religiosi ieratici scritti con inchiostro nero. “A causa delle piccole dimensioni dell’ostraka”, sottolinea Barta, “l’autore del testo ha deciso di ricoprirlo con brevi estratti degli incantesimi del Libro dei Morti, che facevano anche parte della trasformazione rituale, garantendo così al defunto l’accesso al mondo ultraterreno”.

egitto_giza_abusir_tomba-comandante-soldati_pozzo-principale_sarcofago-danneggiato_oto-ministry-of-tourism-and-antiquities

Sarcofago interno di Wah-ib-Ra Mery-Neith danneggiato in epoca antica dai tombaroli (foto ministry of tourism and antiquities)

Gli studi preliminari condotti dalla missione ceco-egiziana sul pozzo funerario hanno rivelato che esso fu trafugato in tarda antichità, probabilmente intorno al IV e V secolo d.C., come testimonia il ritrovamento di due vasi di ceramica abbandonati nel pozzo principale. Gli antichi “tombaroli” fecero anche un buco nella parte occidentale del sarcofago esterno di Wah-ib-Ra Mery-Neith e ruppero in molti frammenti, ritrovati dagli archeologi intorno al sarcofago, la parte superiore (occidentale) del coperchio di basalto del sarcofago cioè quella che rappresentava il volto del defunto.

egitto_giza_abusir_tomba-comandante-soldati_area-scavo-esterna_foto-ministry-of-tourism-and-antiquities

L’area di scavo della tomba del comandante dei soldati mercenari da parte della missione ceco-egiziana nella necropoli di Abusir (foto ministry of tourism and antiquities)

“Sebbene gli scavi archeologici della tomba di Wah-ib-Ra Mery-Neith non ci abbiano fornito importanti reperti archeologici o elaborati corredi funerari”, interviene Muhammad Mujahid, vicedirettore della missione ceco-egiziana, “questa tomba è considerata unica e importante perché fornisce una nuova visione del turbolento periodo dell’inizio dell’era della dominazione persiana dell’antico Egitto. E inoltre, dai risultati delle ricerche in corso sul deposito di imbalsamazione del proprietario della tomba che la missione ha trovato durante la stagione precedente, possiamo farci un’idea della vita, dell’ambiente familiare e della carriera di Wah-ib-Ra Mery-Neith: colui che molto probabilmente morì inaspettatamente in un periodo in cui la sua tomba e il suo corredo funerario erano ancora in gran parte incompleti”. Pertanto sia il progetto architettonico della tomba che il suo contenuto forniranno agli archeologi informazioni molto preziose.

Lipari. Al teatro del Castello “Labirinti dal Toro celeste al Minotauro”: antiche storie, come isole nel Mediterraneo, collegate da un comune elemento divino rappresentato dal Toro sacro

lipari_castello_labirinti-dal-toro-celeste-al-minotauro_locandinaStorie di dei, regine, tori ed eroi, da oriente a occidente, per mare, cielo e terra: dagli assiro-babilonesi ai fenici, dalla civiltà minoica ai greci, racconto di un antico intreccio di popoli e culture attraverso il Mediterraneo. Appuntamento lunedì 29 agosto 2022, alle 18.30, a ingresso gratuito, al teatro del castello di Lipari il parco archeologico delle isole Eolie e museo “Bernabò Brea” presenta “Labirinti dal Toro celeste al Minotauro”, antiche storie, come isole nel Mediterraneo, collegate da un comune elemento divino rappresentato dal Toro sacro. Adattamento testi di Maria Grandori e Tilde Pajno tratti da J.L. Borges, La Casa di Asterione; R. Calasso, La tavoletta dei destini; R. Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia; F. Durrenmatt, Il Minotauro; Epopea di Gilgamesh; Ovidio, Le Metamorfosi; C. Pavese, Dialoghi con Leucò; M. Yourcenar, Tutto il teatro. Messa in scena Emanuela Mondiello, allestimento scena Renata Conti, musica Salvatore Alleruzzo e Marco Manni. Partecipano Paola Centurrino, Francesca De Pasquale, Tommaso Garbarini, Maria Clara Martinelli, Emanuela Mondiello, Tilde Pajna, Giordana Rossetti, Francesca Sardo.

Campi Flegrei. Apertura straordinaria della villa rustica romana di Quarto con visita guidata a cura del gruppo archeologico

quarto_gruppo-archeologico_villa-del-torchio_veduta-veduta-generale_foto-pafleg

La villa rustica romana di Quarto scoperta nel 2006 nell’area dei Campi Flegrei (foto pafleg)

Il gruppo archeologico dei Campi flegrei ogni ultima domenica del mese conduce alla scoperta dei resti della villa rustica romana del Torchio in via Masullo a Quarto. Appuntamento domenica 28 agosto 2022, alle 19.30, per la visita guidata con patrocinio morale del Comune di Quarto e autorizzazione del parco archeologico dei Campi flegrei. Prenotazione al 3888352036. La villa è stata portata alla luce nel 2006 ed è una delle poche che si conserva nei Campi Flegrei. L’edificio presenta un impianto quadrangolare, preceduto da un cortile con porticato su pilastri. Sorta presumibilmente negli ultimi anni del II sec. a. C., la struttura presenta varie fasi costruttive e successive modifiche, che testimoniano una continuità di vita fino al IV-V sec. d.C. Il rinvenimento in alcuni ambienti della villa di un torcularium e di una cella vinaria, consente di ipotizzare che l’edificio fosse un centro di produzione di vino che aveva permesso ai proprietari di arricchirsi, ipotesi sostenuta dalla presenza di un consistente numero di monete rinvenute.

Torino. Al museo Egizio la mostra “Champollion e Torino” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” a cura di Beppe Moiso e Tommaso Montonati, a un mese dal bicentenario della decifrazione dei geroglifici, ad opera di Jean-François Champollion, padre dell’egittologia. E a settembre sarà esposto il Canone Regio, studiato da Champollion

torino_egizio_laboratorio-studioso_champollion-e-torino_ingresso-mostra_foto-museo-egizio

L’ingresso della mostra “Champollion e Torino” al museo Egizio di Torino per il ciclo “Nel laboratorio dello studioso” (foto museo egizio)

torino_egizio_laboratorio-studioso_champollion-e-torino_stele-dedicata-ad- Amenhotep-I-e- Ahmose-Nefertari _foto-museo-egizio

La stele dedicata ad Amenhotep I e Ahmose Nefertari della collezione Drovetti esposta nella mostra “Champollion e Torino” (foto museo egizio)

A un mese dal bicentenario della decifrazione dei geroglifici, ad opera di Jean-François Champollion, padre dell’egittologia, il museo Egizio di Torino racconta e approfondisce con la mostra “Champollion e Torino” un inedito aspetto della vita dello studioso francese, che nel 1824 giunse a Torino per collaborare all’ordinamento dei reperti della collezione del Museo Egizio, appena fondato. E davanti alla ricca collezione egittologica esclamò la frase divenuta famosa: “La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. In particolare, Champollion restò estasiato dalla statua di Ramses II, oggi esposta nella Galleria dei Re. Di essa, lo studioso francese disse: “In breve, ne sono innamorato”. La mostra “Champollion e Torino” curata da Beppe Moiso e Tommaso Montonati, curatori del museo Egizio e dell’Archivio Storico fotografico del museo, apre il 26 agosto 2022. L’esposizione fa parte del ciclo “Nel laboratorio dello studioso”, una serie di mostre bimestrali che accompagnano i visitatori dietro le quinte dell’Egizio, alla scoperta dell’attività scientifica, condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo. La mostra, aperta al pubblico fino al 30 ottobre 2022, è visitabile al primo piano del museo. E il 27 settembre 2022, in occasione del bicentenario della decifrazione dei geroglifici, il museo osserverà un orario di apertura speciale, fino alle 22, con ingresso gratuito a partire dalle 18.30.

torino_egizio_laboratorio-studioso_champollion-e-torino_allestimento_foto-museo-egizio

L’allestimento della mostra “Champollion e Torino” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Leon_Cogniet_-_Jean-Francois_Champollion

Jean François Champollion ritratto da Leon Cogniet nel 1831

Champollion, l’uomo che ci ha permesso di comprendere i testi dell’antico Egitto, dai papiri alle iscrizioni, decifrando i geroglifici nel 1822, arriva a Torino il 7 giugno 1824 e da subito si concentra sul riordino e sullo studio dei reperti egizi della collezione di antichità egizie, riunite dal console francese Bernardino Drovetti e giunta a Torino dopo essere stata acquistata da re Carlo Felice di Savoia. Appena giunto in città, Champollion alloggia all’hotel Féder in strada della Zecca 8 (l’attuale via Verdi), si trasferisce poi presso l’amico Ludovico Costa, in via Barra di Ferro (attuale via Bertola). La sua permanenza in città si protrae fino al marzo 1825, mesi durante i quali visita i luoghi di cultura cittadini, studia la collezione del museo e tesse legami con diversi intellettuali torinesi. Anche se non mancheranno le frizioni con Giulio Cordero di San Quintino, conservatore del museo, che si occupa della prima catalogazione della collezione Drovetti, quando ancora è stivata al porto di Livorno.

torino_egizio_laboratorio-studioso_champollion-e-torino_documenti-autografi_foto-museo-egizio

Appunti autografi di Jean-François Champollion conservati al museo Egizio di Torino ed esposti nella mostra “Champollion e Torino” (foto museo egizio)

All’arrivo di Champollion alcuni dei reperti oggi esposti al museo Egizio erano ancora conservati nelle casse in cui arrivarono a Torino dall’Egitto. Il suo lavoro dapprima si concentra sul riconoscimento dei nomi reali all’interno dei cartigli, riportati sia in geroglifico sia in ieratico. La collezione del museo Egizio per lui fu una folgorazione. In una lettera al fratello scrisse in italiano: “Questo è cosa stupenda” e trascorre le sue giornate torinesi a catalogare, decifrare e a prendere appunti. Pubblicazioni ottocentesche e lettere autografe di Champollion, reperti e statuette sono gli ingredienti principali della mostra che ricostruisce i 9 mesi del padre dell’egittologia nel capoluogo piemontese.

torino_egizio_papiro-dei-re-o-canone-regio_foto-museo-egizio

Alcuni frammenti del papiro dei Re o Canone Regio conservato al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

A Champollion si deve un primo studio del Canone Regio, papiro che è arrivato a noi in numerosi frammenti e che è famoso nel mondo perché riporta sul retro l’elenco dei faraoni fino a Ramses II (vedi #iorestoacasa. “Passeggiate del Direttore”: nel quinto incontro il direttore del museo Egizio ci ricorda il ruolo di Vidua nella nascita del museo, ci riporta alle atmosfere dell’Ottocento con le sale storiche, e ci fa conoscere il Canone Regio | archeologiavocidalpassato). Il Papiro, conservato a Torino, tornerà in esposizione a fine settembre 2022, dopo essere stato restaurato, grazie all’opera di un team di studiosi e restauratori internazionali, una triangolazione tra Torino, Berlino e Copenaghen, sotto la supervisione della responsabile della Papiroteca del museo Susanne Töpfer.

Reggio Calabria. Per le “Notti d’estate al MArRC” il museo Archeologico nazionale celebra il territorio e le sue eccellenze sul tema “I Bronzi di Riace e il Bergamotto di Reggio Calabria”

reggio-calabria_notti-d-estate_bronzi-di-riace-e-bergamotto_locandinaUltimo appuntamento per gli eventi in programma nel mese di agosto per le “Notti d’estate al MArRC”. Sabato 27 agosto 2022, alle 21, nella magnifica cornice della terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria un suggestivo incontro che celebra il territorio e le sue eccellenze sul tema “I Bronzi di Riace e il Bergamotto di Reggio Calabria”, ormai giunto alla Sesta Edizione, a cura del Centro internazionale Scrittori della Calabria, del Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria e dalla Confederazione Pasticceri Italiani. Dopo i saluti del direttore del museo, Carmelo Malacrino, della presidente del CIS, Loreley Rosita Borruto, e del presidente nazionale del CONPAIT, Angelo Musolino, interverrà Pasquale Amato professore ordinario all’università di Messina. “L’idea dell’incontro tra i nostri due tesori, il bergamotto e i Bronzi di Riace”, spiega Amato, “è frutto di positive sinergie con il direttore Malacrino per il potenziamento e la divulgazione nel mondo delle nostre due Eccellenze. Il binomio ha riscosso subito consensi e si è arricchito della collaborazione del Cis Calabria, del maestro Angelo Musolino (oggi presidente nazionale dei pasticceri CONPAIT) e del maestro Davide Destefano (oggi responsabile nazionale gelato del CONPAIT). Dal 2019 il Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria è ormai stabilmente presente nell’ultimo sabato di agosto nella favolosa Terrazza del nostro splendido Museo”. E il direttore Malacrino: “Un appuntamento che celebra due icone del nostro territorio: i Bronzi di Riace e il Bergamotto di Reggio Calabria.  Questo prezioso frutto è uno dei tesori della nostra terra, che abbiamo il dovere di promuovere e valorizzare. Ringrazio, quindi, il Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria, il CIS della Calabria e CONPAIT per questa sinergia volta a valorizzare le eccellenze del nostro territorio, permettendo al Museo di offrire esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”.

reggio-calabria_premio-bergamotto-di-calabria_locandinaDurante il corso della serata, verrà consegnato il premio “Bergamotto di Reggio Calabria” che quest’anno ha raggiunto la terza edizione. Un riconoscimento a coloro che hanno contribuito con azioni, iniziative e opere alla promozione, diffusione e salvaguardia della corretta denominazione del “Bergamotto di Reggio Calabria”. A seguire la consueta degustazione di dolci, bevande e gelati con il gusto inimitabile del Bergamotto di Reggio Calabria, a cura dei maestri pasticceri del CONPAIT. La programmazione di “Notti d’estate” il Museo prevede il prolungamento dell’orario di apertura fino alle 23 (con ultimo ingresso alle 22.30) ogni giovedì e sabato, fino al 10 settembre 2022. Dalle 20 il biglietto d’ingresso costerà solo 3 euro e permetterà di visitare gli spazi espositivi, visitare le quattro mostre temporanee in esposizione e partecipare agli eventi in programma.

Al parco archeologico di Paestum giornata dedicata al volontariato con raccolta sangue e convegno sul tema del melanoma. E concerto della Fanfara della Polizia di Stato

paestum_parco_santuario-meridionale-di-notte_foto-pa-paeve

Suggestiva immagine del Santuario meridionale del parco archeologico di Paestum (foto pa-paeve)

Un’intera giornata dedicata alla memoria e alla solidarietà. Succede a Paestum sabato 27 agosto 2022. Si inizia al mattino con una raccolta sangue nel piazzale del Museo e si prosegue con un convegno dedicato al melanoma nei pressi della Basilica Paleocristiana. La giornata si conclude nell’area archeologica, davanti al tempio di Nettuno, con l’esibizione della Fanfara della Polizia di Stato alle 21. Ingresso gratuito al concerto della fanfara previo ritiro del biglietto in biglietteria. Apertura straordinaria serale dell’area archeologica (solo Santuario Meridionale) dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso 23.15). Il programma. Dalle 8 alle 12 appuntamento nel piazzale del Museo per la raccolta sangue con l’autoemoteca del centro trasfusionale dell’ospedale S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’associazione DonatoriNati della Polizia di Stato in collaborazione con le associazioni Giovanni Palatucci e Amici di Paestum e Velia. l’associazione DonatoriNati, che conta 14mila iscritti ed è presente in 13 regioni d’Italia, è stata costituita nel luglio del 2003 per iniziativa di un gruppo di appartenenti alla Polizia di Stato con lo scopo di promuovere e sensibilizzare la cultura della donazione di sangue. Dalle 9, nei locali accanto alla Basilica Paleocristiana, convegno dedicato al tema del melanoma. Saranno presenti al convegno Giancarlo Conticchio, questore della Provincia di Salerno; Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Franco Alfieri, sindaco della Città di Capaccio Paestum; Claudio Saltari, presidente nazionale DonatoriNati; Antonio Pagano, vice presidente nazionale associazione Giovanni Palatucci; Vincenzo Battipaglia, presidente sezione Salerno DonatoriNati; Gerardo Botti, primario emerito istituto nazionale Tumori IRCCS fondazione Pascale di Napoli e Tommaso Fabrizio, primario Chirurgia plastica IRCCS CROB Rionero in Vulture. Alle 19, presso la Basilica Paleocristiana, Messa in memoria di Giovanni Palatucci.

paestum_parco_concerto-fanfara-dello-stato_locandinaAlle 21, davanti al Tempio di Nettuno, esibizione della Fanfara della Polizia di Stato. La Fanfara ha l’obiettivo di proseguire l’opera di promozione e diffusione dei valori della legalità attraverso la cultura musicale. Il complesso nasce principalmente per accompagnare le sfilate e le cerimonie ufficiali. Nel corso degli anni l’organico è stato arricchito con ulteriori strumentisti per permettere di avere un repertorio che spazi nei diversi generi, tra la tradizione ed il moderno, ed essere sempre più vicini alla gente. La Fanfara, che ha sede a Roma, attualmente è composta da circa cinquanta musicisti ed è diretta dal maestro Secondino De Palma; partecipa non solo alle cerimonie della Polizia di Stato, come i giuramenti degli allievi agenti presso le Scuole di Polizia, ma anche ad eventi culturali e a scopo benefico, di rilievo nazionale ed internazionale. Durante tutta la giornata sarà possibile ammirare lungo via Magna Grecia la Lamborghini e altre auto d’epoca della Polizia di Stato.

Caorle. Al museo nazionale dell’Archeologia del Mare per il terzo appuntamento di “STORIE RIEMERSE. L’archeologia tra ricerca e racconto museale” presentazione della guida del museo Archeologico nazionale di Adria

caorle_archeologico_storie-riemerse_guida-del-man-di-adria_locandinaConto alla rovescia per il terzo appuntamento con “STORIE RIEMERSE. L’archeologia tra ricerca e racconto museale” al museo nazionale dell’Archeologia del Mare di Caorle: sabato 27 agosto 2022, alle 18.30, ospite è il museo Archeologico di Adria, con dialogo a due voci tra i due direttori, Federico Bonfanti e Alberta Facchi, in occasione della presentazione della nuova guida del MAN Adria, a cura di Alberta Facchi e Stefania Paiola. Testi di Giovanna Gambacurta e Loretta Zega. Schede tematiche di Sandra Bedetti, Fiorenza Bortolami, Alberta Facchi, Marta Franzin, Andrea Gaucci, Stefania Paiola, Cinzia Tagliaferro, Maria Cristina Vallicelli, Federica Wiel-Marin (vedi Adria. Al museo Archeologico nazionale presentazione della nuova Guida a cura di Alberta Facchi e Stefania Paiola per la collana “Quaderni della direzione regionale musei Veneto” | archeologiavocidalpassato). L’evento è gratuito. Per informazioni: tel. 042183149 o 3479941448, mail ddm-ven.museocaorle@beniculturali.it.

Piombino. Al parco archeologico di Baratti-Populonia week end con “Festa etrusca! La storia si racconta”. Ecco il ricco programma con una novità: un campo etrusco permanente per rivivere usi e costumi di questo antico popolo italico

populonia_parco-baratti_festa-etrusca_locandinaSabato 27 e domenica 28 agosto al parco archeologico di Baratti-Populonia a Piombino (Li), cioè proprio dove tutto ha avuto inizio nel 2016, arriva la seconda tappa della “Festa etrusca! La storia si racconta” la manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica, occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (musei, università, centri di ricerca, case editrici, società e cooperative archeologiche, agenzie specializzate nel turismo culturale, associazioni culturali) e il pubblico dei visitatori. Al parco archeologico di Baratti e Populonia il programma sarà ricchissimo e includerà una grande novità: un campo etrusco permanente per rivivere usi e costumi di questo antico popolo italico. Inoltre sarà possibile prenotare tanti laboratori per bambini e ragazzi e visite guidate in collaborazione con il museo ospitante! Per info: https://www.festaetrusca.info/.

roma_villa-giulia_festa-etrusca_laboratori-etruschi_foto-etru

Laboratori “etruschi” promossi da “Festa etrusca! La storia si racconta” (foto etru)

Sabato 27 agosto 2022. Alle 11, sull’acropoli, inaugurazione del campo storico etrusco con Toscana Promozione Turistica, Regione Toscana, Marta Coccoluto (parco archeologico di Baratti e Populonia), Maurizio Amoroso (presidente Entertainment Game Apps, Ltd). Le didattiche presenti nel campo storico riguardano scrittura, religione, commercio, viaggi, armi, tessitura, profumi, cibo, vino, giochi, tiro con l’arco, fusione metalli, vetro, ceramica, danza, musica, numismatica, medicina sono realizzate a cura di: Associazione Culturale Suodales, Ruva Leo E.T.S., Phoenix Lanavium, G.A.M. Gruppo Archeologico Massarosese, A.R.S. Auxilia Legionis APS, Heliades Kuroi – Figli del Sole APS, Pithos Ancient Reproductions di Paolini Roberto, Associazione Culturale Ninuphar Eventi, Herentas, Luca Bedini, Associazione Arkè, Cohors Veterana APS. Il campo storico etrusco, con le pause per pranzo e cena, chiude alle 22. Alle 12, rievocazione storica “Il teatro della guerra: didattica sulla guerra nel mondo antico. Come si affrontavano i popoli nel Mediterraneo del VI secolo? guerrieri, armi e armature”. Alle 15.30 e alle 17, laboratorio di scrittura etrusca a cura della Parchi Val di Cornia (biglietto acquistabile in cassa, durata 1 ora e mezzo). Alle 17.30, “A touch of drama. la rievocazione storica nei musei e nei parchi archeologici. Studio, immedesimazione…diletto”: intervengono Marta Coccoluto (parco archeologico di Baratti e Populonia), Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Giulio Ranaldi (associazione Suodales). Introduce e modera Simona Sanchirico (fondazione Dià Cultura). Alle 18.15, narrazione storica sui popoli e le civiltà che fecero di Populonia un crocevia di tradizioni culturali al centro del Mediterraneo “La Populonia di 2500 anni fa: un crocevia di genti e culture nella Toscana degli Etruschi”. Alle 21 e alle 21.30, danze antiche. Alle 21.10, live session “Tursen: progetto musicale dedicato alla civiltà etrusca. Suoni delle perdute terre d’Etruria”. Alle 21.30, visita teatralizzata alla necropoli di San Cerbone a cura della Parchi Val di Cornia (chiusura biglietteria 15 minuti prima dell’inizio, tariffe Interno € 10,00 – ridotto € 8,00. Info e prenotazione tel. 0565 226445 – prenotazioni@parchivaldicornia.it.

roma_villa-giulia_festa-etrusca_rito-etrusco_foto-etru

Rito etrusco a “Festa etrusca! La storia si racconta” (foto etru)

Domenica 28 agosto 2022, sull’acropoli, alle 10.30, apertura delle attività del campo storico etrusco, con le stesse modalità. Chiude alle 18. Alle 11.30, “L’aulos di Anthase”: incontro con un suplu e una danzatrice etrusca che spiegheranno il mondo della musica e della danza nell’Antica Etruria. Alle 16.30, visita guidata al campo storico a cura di Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Alle 17.30, etrusca disciplina: rievocazione di un rito di aruspicina.

Parco dei Campi Flegrei. Al via la seconda edizione di Antro 2022 sul tema “Gli dei erranti”: 19 eventi dal 26 agosto all’11 settembre 2022 tra il Castello di Baia, il parco archeologico di Cuma e il parco sommerso di Baia. E all’interno, il secondo F.I.R.E – Festival Internazionale Rotta di Enea (1-5 settembre)

campi-flegrei_festival-antro_2022_locandinacampi-flegrei_festival-antro_2022_ascanio-celestiniArte, teatro, musica e danza nel parco archeologico dei Campi Flegrei: al via la seconda edizione di Antro 2022 “Gli dei erranti”, dal 26 agosto all’11 settembre 2022 tra il Castello di Baia, il parco archeologico di Cuma e il parco sommerso di Baia, per un totale di 19 eventi. E all’interno, dal 1° al 5 settembre, il secondo F.I.R.E – Festival Internazionale Rotta di Enea. Ad aprire la seconda edizione (26 agosto, Castello di Baia) sarà Ascanio Celestini, attore, regista, scrittore e drammaturgo romano, con lo spettacolo “Barzellette” tratto dall’omonimo libro edito da Einaudi nel 2019; in chiusura (11 settembre, parco sommerso di Baia e Castello di Baia) l’evento suggestivo a cura dell’associazione Zip Zone, “The Harp”, che vedrà l’arpista Kety Fusco interpretare il suo ultimo disco suonando su una piattaforma galleggiante sul parco sommerso di Baia, ripresa da un drone e da telecamere che manderanno la ripresa in diretta streaming. Per accedere agli spettacoli è sufficiente munirsi del biglietto d’ingresso al museo (prenotazioni su www.pafleg.it): intero 5 euro, ridotto 2 euro dai 18 ai 25 anni, gratuito per gli under 18 e per i possessori di myfleg card).

“Con la seconda edizione del nostro Festival i luoghi del Parco torneranno a riempirsi di arte, musica e teatro”, interviene Fabio Pagano, direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei. “Per questa stagione abbiamo scelto come tema “Gli dei erranti”, stimolo preso in prestito dall’Eneide di Virgilio che ci porterà a riflettere su storie antiche e vicende contemporanee. Dalla storia di Enea, prototipo del migrante, alle cronache dei nostri giorni il Mediterraneo è il mare dell’erranza. Grazie all’espressione artistica avremo la possibilità di guardare, ascoltare, riflettere e vivere intensamente la bellezza dei nostri luoghi. Gran parte della rassegna è stata costruita attraverso un avviso pubblico bandito a giugno con l’obiettivo di costruire un modello di interpretazione contemporanea della memoria antica del parco archeologico dei Campi Flegrei. Antro è la sintesi di mille voci e l’amplificatore della nostra memoria”.

campi-flegrei_festival-antro_2022_der-wandererIl variegato cartellone vedrà nel Castello di Baia sabato 27 agosto l’evento curato dall’associazione Sergio Gaggia, “Der Wanderer” con il baritono Lars Grünwoldt e il pianista Andrea Rucli in un ciclo liederistico di Franz Schubert. Domenica 28 agosto l’associazione siciliana Energie Alter-Native metterà in scena “Il viaggio del meschino”, liberamente tratto da Il Guerrin Meschino di Gesualdo Bufalino con musiche, messa in scena e regia di Miriam Palma.

campi-flegrei_festival-antro_2022_per-vie-traverseLunedì 29 agosto al Castello di Baia, Michela Latini, professoressa di Letteratura tedesca ed Estetica all’università di Ferrara, presenterà la conferenza “Per vie traverse: l’erranza come destino (da Kafka a Joseph Roth)” che si propone di ripercorrere le tappe della erranza nella cultura di lingua tedesca del Novecento. Nel parco archeologico di Cuma, martedì 30 agosto si terrà la performance di arte, letteratura, musica e danza “I profughi di ieri e di oggi” a cura dell’associazione Una città che. Farà da cornice l’esposizione dell’opera in bronzo, la “Sibilla Cumana”, del maestro scultore Domenico Sepe.

associazione-rotta-di-enea_logo

Il logo dell’associazione Rotta di Enea

Un festival all’interno del festival dal 1° al 5 settembre con gli appuntamenti della seconda edizione del F.I.R.E, Festival Internazionale Rotta di Enea. Dal 2021 Rotta di Enea è il 45.mo Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. Il riconoscimento, ottenuto dall’associazione Rotta di Enea, rispecchia i valori delle comuni radici europee, della mescolanza e dell’incontro delle diverse culture che hanno contribuito alla costruzione della storia e allo sviluppo del Mediterraneo. Il Festival è un’occasione di iniziative sia scientifiche che divulgative, con concerti musicali e rappresentazioni teatrali, degustazioni, visite, incontri con esperti e partecipazione delle scuole. La rassegna 2022 è organizzata con il sostegno del parco archeologico dei Campi Flegrei e in collaborazione con le amministrazioni regionali e locali, l’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Napoli e Slow Food Italia.

campi-flegrei_festival-antro_2022_festival-fire_locandinaIn cartellone: “L’amore, le armi: Enea, eroe moderno” (1° settembre al Castello di Baia), spettacolo teatrale a cura di Q Academy; Lungo la rotta: tappa in Albania (2 settembre al parco archeologico di Cuma) alla presenza di S.E. Ambasciatrice di Albania in Italia Anila Bitri Lani, con la presentazione del protocollo d’Intesa “Associazione Rotta di Enea, Parco archeologico dei Campi Flegrei, Parco archeologico di Butrinto”. Intervengono Blerina Suta (università L’Orientale Napoli), con la lezione “Il mito della Sibilla cumana nella letteratura albanese”, e Luigi Maria Caliò (università di Catania), con la conferenza “Fortificazioni d’Albania”. A seguire degustazione a cura di Slow Food e concerto di musica albanese (Hersi Matmuja, soprano; Jacopo Conoci, violoncello e voce; Ilaria Fantin, liutista); “Averno: archeologia, storia e leggende” (3 settembre al Parco archeologico di Cuma) con lettura delle poesie di Louise Glück dalla raccolta “Averno” dell’attrice e regista Angela Cicala. Interventi di Carlo Rescigno (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), Michele Giovanni Silani (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), Michele Stefanile (università di Napoli “Federico II”); e aperitivo al tramonto a cura di Slow Food; “Eneide”, spettacolo teatrale da Publio Virgilio Marone a cura dell’associazione Cilento Arte Velia Teatro Festival (4 settembre al Castello di Baia); proiezione del docufilm “La macchina delle immagini di Alfredo C.” regia di Roland Sejko (5 settembre al Castello di Baia). Intervengono il regista, Giuseppe Borrone, storico del Cinema, Settimio Stallone storico (università “Federico II” di Napoli).

campi-flegrei_festival-antro_2022_genti-mediterraneo-anticoMartedì 6 settembre al Castello di Baia si terrà la conferenza “Le genti del Mediterraneo antico. Raccontare erranza, migrazione e mobilità dall’analisi dei resti umani antichi”, a cura di Melania Gigante (bioarcheologo e antropologo fisico post-doc, Dipartimento di Beni Culturali – Università degli studi di Padova). Nella stessa giornata al Parco archeologico di Cuma la performance Sibyl Sessions, un’improvvisazione live e tecnologica tra passato, presente e futuro a cura dell’Associazione Culturale Kulturscio’ K (con replica il giorno dopo).

campi-flegrei_festival-antro_2022_le-donne-sono-mostriIl Teatro dell’Osso nel Castello di Baia presenterà lo spettacolo itinerante “Le donne sono mostri”, mercoledì 7 settembre, a seguire il concerto di Lino Cannavacciuolo “Via Napoli… da Pergolesi a Pino Daniele”, evento organizzato nell’ambito del Festival Antichi Scenari a cura dell’Associazione Luna Nova.

campi-flegrei_festival-antro_2022_cent-anni-di-solitudineGiovedì 8 settembre al Castello di Baia, il Teatro il Pozzo e il Pendolo metterà in scena “Cent’Anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, mentre l’Associazione culturale Akerusia Danza sarà protagonista della serata di venerdì 9 settembre con lo spettacolo “Terra di nessuno”.

campi-flegrei_festival-antro_2022_quando-le-donne-persero-le-aliSabato 10 settembre al Castello di Baia il direttore del Parco Fabio Pagano proporrà una conferenza sull’erranza dal titolo “Quando le sirene perdono le ali” (a seguire visita straordinaria al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia da parte del personale del Parco). Ultimo evento, come detto, domenica 11 settembre al parco sommerso di Baia – Castello di Baia Kety Fusco in “The Harp”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Notti d’estate al MArRC” Giuseppe Cianca del Planetario Pythagoras propone un viaggio tra astronomia e archeologia     

reggio-calabria_MArRC_Notti d'estate 2022_pubblicoi-sulla-terrazza_foto-MArRC

Pubblico alla magnifica terrazza sullo Stretto per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Sarà un viaggio tra l’astronomia e archeologia quello in cui il Planetario Pythagoras- Città Metropolitana di Reggio Calabria in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria guiderà il pubblico nel nuovo appuntamento per “Notti d’Estate al MArRC” giovedì 25 agosto 2022, alle 21, sulla terrazza panoramica del Museo che affaccia sullo Stretto. Giuseppe Ciancia, esperto di antropologia culturale, offrirà una spiegazione del legame che intercorre tra il mare e la navigazione astronomica. “Il tema, legato alla costellazione della Balena, che Giuseppe Ciancia del Planetario Metropolitano tratterà durante la serata, ci riporta alle nostre origini magno-greche, di cui il nostro museo è testimone”, afferma la direttrice del Planetario Pythagoras, Angela Misiano. “Qual è il legame tra la costellazione della Balena ed il drago di Caulonia scoperto negli anni ’60 a Monasterace Marina? La costellazione della Balena ha origini mediterranee? Cosa la lega al mare e alla navigazione astronomica? Giuseppe Ciancia – conclude – risponderà ai quesiti attraverso un viaggio nello spazio e nel tempo ricco di suggestioni, emozioni e punti di contatto tra la storia dell’astronomia e la geografia mitica del periodo arcaico”. Alla conversazione del dott. Ciancia seguirà un momento suggestivo in cui, grazie a strumenti messi a disposizione dallo staff del Planetario, sarà possibile osservare il cielo con tutte le costellazioni visibili. “La serata in programma per giovedì 25 agosto con il Planetarium Pythagoras è frutto delle sinergie ormai consolidate con le istituzioni, gli enti e le numerose associazioni operanti sul territorio, volte a confermare il ruolo del MArRC quale principale attrattore culturale e inclusivo”, ricorda Carmelo Malacrino, direttore del Museo. “Ringrazio la prof.ssa Angela Misiano per il suo costante entusiasmo nel diffondere conoscenze scientifiche anche tra il grande pubblico. Lavorare insieme resta il modo più efficace per celebrare il Cinquantesimo Anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace”. Il Museo, fino al 10 settembre, ogni giovedì e sabato sarà aperto fino alle 23, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20 il costo del biglietto è di soli 3 euro. Al MArRC si entra senza prenotazione, con l’uso fortemente raccomandato della mascherina chirurgica.