“Gli dei violati. Archeologia ritrovata a Morgantina”: al museo Archeologico di Aidone Serena Raffiotta presenta i reperti prossimi al rientro, e a Morgantina passeggiata a tema archeomafie al santuario di San Francesco Bisconti: due appuntamenti delle locali sezioni dei Gruppi archeologici d’Italia
Nell’ambito delle Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata, la manifestazione dei Gruppi Archeologici d’Italia diffusa su tutto il territorio nazionale, venerdì 24 e sabato 25 ottobre 2025 “Gli dei violati. Archeologia ritrovata a Morgantina”, due appuntamenti dedicati alle archeomafie a Morgantina, grazie a una nuova fruttuosa collaborazione tra Archeoclub Aidone Morgantina e Gruppo Archeologico Litterio Villari di Piazza Armerina in collaborazione con il parco archeologico di Morgantina e della villa romana del Casale.

L’archeologa Serena Raffiotta davati alal Testa di Ade nel museo Archeologico di Aidone (En) (foto dal profilo FB)
Si inizia venerdì 24 ottobre 2025, alle 17, al museo Archeologico di Aidone (En), con la conferenza della socia archeologa Serena Raffiotta, che presenterà i reperti prossimi al rientro ad Aidone, attualmente esposti a Roma al Museo dell’Arte Salvata. Interverranno il direttore del parco archeologico di Morgantina e della villa romana del Casale Carmelo Nicotra e i presidenti delle associazioni organizzatrici, Roberto Scollo (Gruppo Archeologico Litterio Villari di Piazza Armerina) e Cinzia Randazzo (Archeoclub Aidone Morgantina).

La Testa di Ade – trafugata da Morgantina – esposta a Palermo dove è rimasta temporaneamente nel 2016, riportata in Italia dal nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (foto carabinieri TPC)
Si prosegue sabato 25 ottobre 2025, alle 10, a Morgantina, con la passeggiata a tema archeomafie al santuario di San Francesco Bisconti per raccontarne la scoperta fortuita alla fine degli anni Settanta, presentando interessanti documenti d’archivio raccolti durante le indagini condotte negli anni Ottanta. Per la passeggiata, di media difficoltà, si richiedono scarpe adatte, essendo una zona a tratti scoscesa. Appuntamento al parcheggio del sito. Info 3314857221, 3477542166.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo ETRUlegge presentazione del libro “Il romanzo del piccolo Messia” di Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro (Solferino edizioni)
Per il ciclo ETRUlegge, venerdì 24 ottobre 2025, alle 17.45, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il romanzo del piccolo Messia” di Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro che dialogheranno con Eugenio Murrali, giornalista e saggista. Ingresso libero in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com
Il romanzo del piccolo Messia (Solferino edizioni). Quando alcuni pianeti si muovono in un modo che si ripete circa ogni cinque secoli, significa che si sta riformando la tripla congiunzione di Marte, Giove e Saturno. In questo evento astrale, come confermato da antichi manoscritti tramandati negli anni da profeti, filosofi e studiosi, grazie all’enorme energia sprigionata dalle masse planetarie si forma un fenomeno unico. Noi lo conosciamo come «stella cometa»: una luminosità bianchissima. La stessa che in una notte dell’anno Zero si proietta davanti a una donna, prossima a partorire in una grotta di Betlemme. E Maria sente come un invito a far nascere suo figlio, mentre la vibrazione sonora dei tre pianeti le ispira una melodia di gioia. Ma in quella Palestina antica percorsa dalla violenza e dalle trame politiche, lei e suo marito Giuseppe sono immediatamente costretti a fuggire verso l’Egitto per scampare ai sicari di re Erode. Inseguiti dal comandante Titus e dai suoi mercenari, cercano rifugio nelle comunità essene, aiutati dall’ombra protettiva dell’arcangelo Gabriele, visibile solo al Bambino e agli animali. Quando finalmente il pericolo cessa e la Sacra Famiglia trova stabilità e pace, sarà solo l’inizio: perché ora per Gesù, adolescente, come per suo cugino Giovanni, è arrivato il momento di cominciare la propria predicazione. Attraverso paesaggi desertici e monasteri isolati, tra fughe mozzafiato e momenti di rivelazione divina, questo romanzo narra una vicenda epica e commovente dai tratti di favola vera: l’amore più grande mai raccontato, quello tra Maria e Giuseppe, e la formazione spirituale del giovane Gesù. La storia dei due ragazzi, Gesù e Giovanni, con il loro carisma, la loro saggezza e l’insegnamento dei maestri esseni, proprio come una stella potrà ispirare e guidare tante persone che oggi non hanno modelli così luminosi con i quali identificarsi.
Carlo A. Martigli vive e lavora a Genova. Dopo un passato ai massimi livelli nella finanza, l’ha abbandonata per dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Autore di numerosi bestseller tradotti in ventitré lingue, tra i quali 999. L’ultimo Custode, L’Eretico, La congiura dei potenti, Il settimo peccato, 999. L’Origine, ha venduto oltre due milioni di libri in tutto il mondo. Giornalista, sceneggiatore e conferenziere, appassionato in particolare del periodo rinascimentale e della vita di Gesù, ha contribuito alla realizzazione di alcuni lungometraggi, tra cui l’ultimo in una collaborazione di gioia per la sceneggiatura del film Il meraviglioso viaggio del piccolo Messia, con il maestro Vittorio Storaro.
Vittorio Storaro è un direttore della fotografia italiano, vincitore di tre premi Oscar, per Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore. In oltre 50 anni di carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti sempre in ambito cinematografico, ai David di Donatello, i premio BAFTA, i premi Goya. Ha ricevuto anche 4 lauree honoris causa dall’Università di Łódź, dalle Accademie di Belle Arti di Macerata e Brera e dalla facoltà di sociologia dell’Università di Urbino.
Roma. Alle Scuderie del Quirinale aperta la mostra “Tesori dei Faraoni”, la seconda più ampia esposizione di antichità egizie mai allestita in Italia dal 2002: 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal museo Egizio del Cairo e dal museo di Luxor. L’inaugurazione alla presenza del Presidente Sergio Mattarella con il ministro per il Turismo e le Antichità dell’Egitto, Sherif Fathy
Oro, lapislazzuli, alabastro direttamente dall’Antico Egitto. Vengono dal museo Egizio del Cairo i cinque bracciali d’oro di Sekhemkhet (III dinastia); il grande collare di Psusennes I (XXI dinastia) in oro, lapislazzuli, corniola, feldspato; il pendente col volto di Hathor (XXII dinastia) in lapislazzuli e oro; la sedia della principessa Sitamon (XVIII dinastia) in legno dorato; la pietra calcarea dipinta con Akhenaten e la famiglia in adorazione del Dio Aten (XVIII dinastia); la maschera funeraria d’oro di Amenemope (XXI dinastia) in oro e cartonnage. Invece dal museo di Luxor ecco la decorazione al Valor militare in oro (fine XVII – inizio XVIII dinastia); il sarcofago antropoide esterno di Tuya (XVIII dinastia) in legno rivestito di stucco dorato; l’anello di maiolica blu (XVIII dinastia) in faience. Sono solo alcuni di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal museo Egizio del Cairo e dal museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dal loro paese, che dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026 si possono ammirare alle Scuderie del Quirinale a Roma nella mostra “Tesori dei faraoni”, curata da Tarek El Awady, già direttore del museo Egizio del Cairo, e prodotta da ALES – Arte Lavoro e Servizi del ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, e il sostegno del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, del ministero della Cultura, del ministero del Turismo e delle Antichità d’Egitto, con il patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione scientifica del museo Egizio di Torino.

Mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale: da sinistra, Matteo Lafranconi, direttore delle Scuderie del Quirinale; Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Fabio Tagliaferri, presidente di ALES (foto mic)
“Questa mostra racconta non solo i faraoni, ma anche le persone che li circondavano”, spiega il curatore Tarèk El Awady. “Ogni reperto è una voce che ci parla di vita, fede e immortalità. È un dialogo tra passato e presente, tra Egitto e Italia, che continua da tremila anni”. E Fabio Tagliaferri, presidente di ALES, aggiunge: “Tesori dei Faraoni riafferma il ruolo delle Scuderie del Quirinale, che ALES gestisce per il ministero della Cultura, come spazio delle grandi narrazioni universali e della cooperazione culturale internazionale. Con questo progetto, ALES e i partner istituzionali propongono un modello di cooperazione culturale che guarda oltre la mostra: programmi di formazione, attività didattiche, scambi scientifici e collaborazioni con musei e università italiane ed egiziane. La cultura diventa così infrastruttura di relazioni, nel segno del Piano Mattei, come investimento concreto nella conoscenza e nel futuro condiviso del Mediterraneo”. La mostra si inserisce infatti nel quadro delle relazioni culturali tra Italia ed Egitto e dialoga con gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, come esempio concreto di cooperazione fondata su conoscenza, formazione e valorizzazione del patrimonio condiviso. È un progetto che riafferma la cultura come strumento di dialogo e amicizia, capace di unire due civiltà legate da sempre dal Mediterraneo e dal fascino della storia comune. Una stretta di mano che proseguirà con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’inaugurazione del Gem, il Grand Egyptian Museum del Cairo, il 1° novembre 2025.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto all’inaugurazione della mostra “Tesori dei Faraoni” giovedì 23 ottobre 2025 con il ministro per il Turismo e le Antichità dell’Egitto, Sherif Fathy, e il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità Mohamed, Ismail Khaled, accolti dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dal direttore delle Scuderie del Quirinale, Matteo Lafranconi. Il Capo dello Stato ha visitato il percorso espositivo illustrato da Mohamed Ismail Khaled, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità e da Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino. “Affascinante”, il commento del presidente Mattarella.

Mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale: da sinistra, Mohamed Ismail Khaled, Sergio Mattarella, Sherif Fathy, Alessandro Giuli, Christian Greco (foto mic)
“Orgoglioso, da ministro e da amante dell’antichità, di celebrare, nella cultura e nel dialogo, l’amicizia tra Italia ed Egitto”, dichiara il ministro Alessandro Giuli. “Questa mostra è l’esempio eccellente del fatto che la cooperazione in ambito culturale può generare frutti straordinari che arricchiscono identità radicate nel solco delle rispettive origini, e può, realmente, avvicinare popoli affratellati da una medesima comunità, oltre che geografica, di destino. Tesori dei Faraoni è un esempio eccellente, e virtuoso, di questo approccio. Non rappresenta soltanto una esposizione di stupendi manufatti, simbolo di una civiltà millenaria che ha saputo dare forma al mistero della vita attraverso la cultura, e ha influenzato le tradizioni più prestigiose, orientali e occidentali. Le Scuderie del Quirinale, con la gestione di ALES, rappresentano un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, in grado di attrarre pubblico da tutto il mondo. La cura scientifica, la qualità dell’allestimento, l’attenzione alla mediazione culturale e all’accessibilità sono elementi che rendono le esposizioni qui realizzate momenti di godimento estetico e al tempo stesso occasioni di apprendimento autentico”. Sherif Fathy, ministro del Turismo e delle Antichità, ha evidenziato i profondi legami storici e culturali che uniscono l’Egitto e l’Italia, definendo la mostra “I Tesori dei Faraoni” a Roma come “una vera e propria incarnazione del rapporto radicato e duraturo tra le nostre due nazioni, un legame che si estende per millenni e che continua ad evolversi in un contesto di reciproco rispetto e apprezzamento”. Il ministro ha ribadito l’impegno dell’Egitto a rafforzare questa collaborazione e ad ampliare le opportunità di cooperazione in ambiti che rispondano agli interessi comuni di entrambi i Paesi, in particolare nei settori del turismo e delle antichità. “Questi due settori hanno da sempre svolto un ruolo fondamentale nel promuovere la comprensione reciproca, nel rafforzare i legami tra i popoli e nel costruire ponti tra civiltà”. E conclude: “I Tesori dei Faraoni sono molto più di una semplice esposizione archeologica; rappresentano una celebrazione dell’amicizia e della diplomazia culturale. Sono un invito coinvolgente per il popolo italiano a scoprire l’incredibile eredità archeologica dell’Egitto e la sua straordinaria diversità come destinazione turistica”. Anche Mohamed Ismail Khaled, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha sottolineato l’importanza della mostra “Tesori dei Faraoni” come un ponte culturale di grande rilievo che unisce l’Egitto al resto del mondo, offrendo al pubblico internazionale l’opportunità di immergersi nella profondità e nello splendore della civiltà dell’antico Egitto. “Le mostre archeologiche temporanee all’estero rappresentano uno degli strumenti più efficaci per promuovere la comprensione culturale e la valorizzazione del patrimonio umano condiviso. E questa alle Scuderie del Quirinale è la seconda più ampia esposizione di antichità egizie mai allestita in Italia dal 2002, a testimonianza dei solidi e duraturi legami culturali tra l’Egitto e l’Italia”.

Dettaglio del coperchio del sarcofago della regina Ahhotep II, in stucco dorato e legno (foto massimo listri)
Tesori dei Faraoni è un viaggio nella civiltà egizia attraverso le sue forme più alte e insieme più intime: potere, fede, vita quotidiana. Il percorso apre con lo splendore dell’oro, materia divina e simbolo dell’eternità. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II, la Collana delle Mosche d’oro, antica onorificenza militare per il valore in battaglia, e il collare di Psusennes I introducono al mondo delle élite egizie, dove l’ornamento diventa linguaggio politico e riflesso di una teologia del potere. Intorno al corredo funerario di Psusennes I, scoperto a Tanis nel 1940, si concentrano oggetti di straordinaria raffinatezza: amuleti, coppe e gioielli che, dopo tremila anni, conservano intatta la loro luce.
Dalla magnificenza regale si entra nell’universo del rito e del passaggio, dove la morte è intesa come trasformazione. Il monumentale sarcofago di Tuya, madre della regina Tiye, domina una sezione dedicata alle pratiche funerarie e alla fede di rinascita. Attorno, le statuette ushabti, i vasi canopi e un papiro del Libro dei Morti raccontano la precisione quasi scientifica con cui gli Egizi preparavano il viaggio nell’aldilà: un insieme di formule, immagini e strumenti per attraversare il mondo invisibile e rinascere alla luce di Ra.
Il percorso si apre poi al volto umano della regalità. Le tombe dei nobili e dei funzionari, come quella di Sennefer, svelano la quotidianità del potere, la devozione e il senso del dovere di chi serviva il faraone come garante dell’ordine cosmico. In dialogo con queste figure, la poltrona dorata di Sitamun, figlia di Amenofi III, restituisce un’intimità sorprendente: un oggetto domestico, usato in vita e poi deposto come dono nella tomba dei nonni, testimonianza rara di affetto e continuità familiare.
Una delle sezioni più attese è dedicata alla “Città d’Oro” di Amenofi III, scoperta nel 2021 da Zahi Hawass. Gli utensili, i sigilli e gli amuleti provenienti da questo straordinario sito restituiscono la voce degli artigiani e dei lavoratori che costruivano la grandezza dei faraoni. Lì, tra le officine e le case, la civiltà egizia appare nel suo volto più umano e produttivo, capace di unire ingegno tecnico e senso religioso in ogni gesto.
La mostra culmina nel mistero della regalità divina. Le statue e i rilievi che chiudono il percorso sono tra le espressioni più alte dell’arte faraonica: l’Hatshepsut inginocchiata in atto d’offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la Triade di Micerino, fino alla splendida maschera d’oro di Amenemope, dove il volto del re, levigato e perfetto, diventa icona di un corpo che appartiene ormai al divino. In chiusura, la Mensa Isiaca – eccezionalmente concessa dal Museo Egizio di Torino – riannoda il filo simbolico che da Alessandria conduce a Roma, testimoniando l’antico legame spirituale e culturale tra i due mondi. Come ricorda Zahi Hawass, “il più grande monumento mai costruito dall’Egitto non fu una piramide o un tempio, ma l’idea stessa di eternità.” È questa idea, più forte della pietra e dell’oro, a risuonare in ogni sala della mostra.
Paludi (Cs). Al via l’11ma edizione di “Risonanze Brettie” che per due giorni coinvolge il parco archeologico di Castiglione di Paludi, il museo civico, il Centro Culturale Polifunzionale, le vie e le piazze del centro storico. Ecco il programma
Torna a Paludi (Cs) “Risonanze Brettie”, giunta alla sua undicesima edizione: due giorni, da venerdì 24 a sabato 25 ottobre 2025, con un ricco programma tra il parco archeologico di Castiglione di Paludi, il museo civico, il Centro Culturale Polifunzionale, le vie e le piazze del centro storico, ispirato alle tradizioni più autentiche del territorio associate a esposizioni d’arte, fotografiche, performance musicali, artistiche, degustazioni di cibi ispirati alla cucina antica, concerti, esibizioni di danza, il tutto ispirato al più autentico spirito di appartenenza che forse è l’anima più autentica di questa bella esperienza culturale. “Risonanze Brettie” avrà il sapore della rievocazione storica dei Brettii, il popolo che si insediò nell’antico abitato di Castiglione di Paludi molti secoli fa, quando la Sibaritide era terra di Magna Grecia.
Si comincia venerdì 24 ottobre 2025, alle 10, al parco archeologico Castiglione di Paludi con la Giocopasseggiata archeologica, percorso scientifico, con animazioni e divertimento, a cura di Donatella Novellis, direttrice scientifica del Parco; e Letture tra le mura, laboratorio animato di storie e racconti per piccoli e grandi esploratori a cura della Biblioteca dei bambini e dei ragazzi Carmine De Luca.
Si continua sabato 25 ottobre 2025. Alle 17, al parco archeologico Castiglione di Paludi, Passeggiata tra le antiche vestigia brettie: il club Trekking Corigliano-Rossano, guidato da Lorenzo Cara e dall’archeologo Luigi Arcovio, condurranno tra le magiche atmosfere naturali e archeologiche di Castiglione di Paludi; Rievocazione storica a cura della compagnia teatrale “i Sciollati”: i figuranti porteranno in scena episodi tramandati dagli autori antichi, con particolare attenzione agli aspetti della vita quotidiana e della cultura materiale, agli episodi bellici con le comunità magnogreche; Risonanze pastorali: intermezzi musicali a cura della scuola di musica “Musicarte” del prof. Pierpaolo Mingrone. Alle 20.30, in centro storico, esposizioni, mostre artigianali e fotografiche. Tradizione, arte e creatività si incontrano! Un viaggio tra immagini, materiali e colori che raccontano storie di persone, territori e passioni autentiche. Gente e tradizioni nei luoghi del Bretti: mostra fotografica a cura dell’associazione Luce; Incontroluce: volti, luoghi e tradizioni di Paludi: esposizione fotografica dei partecipanti al concorso: Un racconto visivo tra passato e presente; Alla scoperta di pietre colorate, acchiappasogni e quadri artigianali: creazioni uniche, realizzate con amore e passione, portatrici di energia positiva e solidarietà a cura dell’Associazione VESCA; esposizione di oggetti in legno progettati, costruiti e restaurati con maestria dalla Falegnameria Artigianale Effeci; Le creazioni di Janis Basile: ghirlande, lavori all’uncinetto e oggetti in gesso ceramico: piccoli capolavori fatti a mano.
L’Arte del Cibo. I segreti e la storia di sapori e tradizioni perse nel tempo. Un percorso di gusto tra antiche ricette, prodotti locali e saperi tramandati: un’esperienza autentica per riscoprire l’identità gastronomica del territorio. Degustazioni di Ranu rattatu, una pietanza tradizionale dal sapore antico a cura di Associazione Les Crochets Paluriselle; Scoratelli, pasta fritta ricoperta di zucchero a cura di Pro Loco Paludi; le Chichille (caldarroste paludesi), un sapore d’autunno che scalda il cuore, a cura di Circolo San Francesco di Paludi; la Focaccia Brettia, ricetta originale del dolciere Massimiliano Tagliaferro, realizzata in collaborazione con le aziende Straface, Fonsi e la Comunità Slow Food; Vino tra le mura, degustazione di vini Tenuta Corno Valano di Pietro Panettiere.
Esibizioni Artistiche nel Centro Storico. Musica, magia e spettacolo tra le vie di Paludi. Il centro storico si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, dove clown, giocolieri, trampolieri e artisti di strada incanteranno grandi e piccoli con la loro creatività e fantasia. Gli spettacoli itineranti si fonderanno con le performance musicali dal vivo, creando un’atmosfera unica, fatta di ritmo, colori ed emozioni.
Performance musicali. Un viaggio sonoro tra generi, culture e radici popolari: Delirium Quartet – Quartetto di clarinetti dalle sonorità eleganti e coinvolgenti; Father & Son – I classici della tradizione napoletana interpretati con mandolino e pianoforte; Med Organ Trio – Jazz mediterraneo con Leo Caligiuri (Hammond), Roy Panebianco (chitarra) e Maurizio Mirabelli (batteria); Inacustico – Un viaggio tra il rock e pop italiano e internazionale riarrangiati in chiave acustica, voce e chitarra, da Gianluca Chiarello; Maestro P. Maggi alla fisarmonica – Dal tango di Astor Piazzolla al jazz, passando per le sonorità balcaniche; Fantasie Popolari – Ritmi travolgenti con organetto, tamburello e danze popolari del Sud; Canzoni alla Spina Acoustic Trio – Con A. Spina, D. Ramundo e N. Novellis; NY jazz duo – Davide Paternostro -sax e Mimmo De Paola – contrabbasso. Atmosfere metropolitane e coinvolgenti dove ritmo e lirismo sfociano in un corpo sonoro pastoso, sofisticato ed elegante, l’esecuzione di standards e songs saranno reinterpretate di istinto e in maniera estemporanea alla ricerca dell’emozione unica e pura che solo il jazz può donare.

Donatella Novellis, direttrice del Parco archeologico e del Museo civico di Paludi (foto da profilo FB)
“Siamo profondamente felici di tornare a promuovere e realizzare questa nuova edizione di Risonanze Brettie”, interviene Domenico Baldino, sindaco di Paludi. “Un evento culturale divenuto storicizzato per la comunità di Paludi, di cui non possiamo più fare a meno, che ha preso avvio nella mia prima consiliatura a Sindaco di Paludi, ben dieci anni fa. Accoglieremo con la consueta ospitalità quanti vorranno partecipare alle numerose attività organizzate, che valorizzano le tradizioni, la bellezza, l’identità del paese di Paludi”. E l’architetto Corrado Fonsi, ideatore e direttore artistico: “Da paludese ho sempre sentito forte il legame con questo pezzo importante di storia, dal quale non possiamo staccarci e che va conosciuto sempre più. Sin dalla prima edizione, l’obiettivo di Risonanze Brettie è stata la valorizzazione di un luogo che racconta il passato di questa terra facendolo diventare palcoscenico di performance culturali e artistiche. Anche quest’anno, grazie a efficaci collaborazioni istituzionali e scientifiche e al contributo erogato dal ministero della Cultura, Fondo nazionale per la rievocazione storica, ottenuto grazie all’impegno di Tina Guglielmello e dei funzionari del Comune di Paludi, è stato possibile ampliare l’offerta culturale, disegnando un programma diversificato, che coinvolge insieme abitato antico e centro storico attuale, estendendone la durata. Sarà una due giorni che interesserà il Parco archeologico di Castiglione, il Museo Civico e il centro storico di Paludi attraverso attività diversificate, con un programma declinato sulla valorizzazione e il racconto delle peculiarità culturali, archeologiche, artistiche, musicali, gastronomiche del territorio. L’edizione 2025 vuole, inoltre, proporre attività che siano inclusive e aperte a tutti, non dimenticando la parte più giovane della comunità”. Chiude Donatella Novellis, direttrice del Parco archeologico e del Museo civico di Paludi: “L’undicesima edizione di Risonanze Brettie, evento al quale il territorio è particolarmente legato, continua a vedere la proficua ed efficace collaborazione tra Direzione artistica dell’evento, nella persona dell’Arch. Corrado Fonsi che ringrazio moltissimo, e della Direzione scientifica del Parco archeologico di Castiglione e Museo civico. L’azione culturale è da sempre legata alla promozione della conoscenza dell’abitato fortificato di Castiglione, alla valorizzazione dei suoi spazi. Anche quest’anno il Parco di Castiglione ospiterà nelle due giornate di venerdì e sabato azioni legate al suo valore archeologico, storico, naturalistico, paesaggistico. Si comincerà venerdì mattina con una GiocoPasseggiata archeologica nel Parco, che sarò onorata di animare per le comunità scolastiche del territorio. Oltre a una specifica animazione dedicata ai visitatori più piccoli, quest’anno avremo la collaborazione preziosa della Fondazione “Carmine De Luca”, che realizzerà “Letture tra le mura”, Laboratorio animato di storie e racconti per piccoli e grandi esploratori a cura della Biblioteca dei bambini e dei ragazzi Carmine De Luca, realtà culturale di profondo valore. Sabato pomeriggio tornerà il Club Trekking Corigliano-Rossano, guidato da Lorenzo Cara e da Luigi Arcovio, per una passeggiata alla scoperta delle atmosfere naturali e archeologiche di Castiglione; con loro la rievocazione curata dalla compagnia teatrale “i Sciollati” e le Risonanze pastorali della scuola “Musicarte” del Prof. PierPaolo Mingrone. A tutti loro – e a quanti saranno coinvolti nelle manifestazioni in centro storico – la più autentica gratitudine per quanto messo in atto ai fini della valorizzazione e promozione di Castiglione e della bella comunità di Paludi”.
Firenze. Per “I pomeriggi all’Archeologico” al MAF la conferenza “Presentazione dellaSocietà delle Belle arti. Circolo degli artisti Casa di Dante Firenze. Punto d’incontro di artisti dal 1843”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per la rassegna dei “Pomeriggi dell’Archeologico” conferenza della Società delle Belle arti. Circolo degli artisti “Casa di Dante” di Firenze “Presentazione della Società delle Belle arti. Circolo degli artisti Casa di Dante Firenze. Punto d’incontro di artisti dal 1843” per ricordare i grandi artisti dell’Associazione dalla fondazione a oggi. Interverranno Franco Margari, presidente dell’Associazione; Giuseppe Baldassarre, vicepresidente e critico letterario; Silvia Ranzi, storico dell’Arte; Giuseppe Venturini, artista e archeologo. Ingresso gratuito solo su prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo: man-fi@cultura.gov.it.
Padova. A Palazzo Folco presentazione del libro “Spineda tra le acque del Musone – Un sito d’alta pianura dalla protostoria al tardo antico” a cura di Matteo Frassine, Valentina Donadel, Alberto Balasso
Per il ciclo di conferenze ospitate a Palazzo Folco, sede della Soprintendenza a Padova, con apertura straordinaria nell’ambito del Piano di Valorizzazione dei luoghi della cultura 2025, appuntamento alle 16.45 a Palazzo Folco in via Aquileia a Padova, per la presentazione del libro “Spineda tra le acque del Musone – Un sito d’alta pianura dalla protostoria al tardo antico” a cura di Matteo Frassine, Valentina Donadel, Alberto Balasso. Presenta il volume Franco Marzatico, già dirigente generale unità di missione strategica soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Provincia autonoma di Trento. Intervengono i curatori Matteo Frassine, funzionario archeologo soprintendenza ABAP per le province di Pd, Tv e Bl; Valentina Donadel, conservatrice museo Naturalistico Archeologico di Vicenza; Alberto Balasso, archeologo P.eT.R.A. Società Cooperativa. Dopo la presentazione del volume, seguirà una visita guidata a Palazzo Soranzo Cappello, a cura del personale della Soprintendenza.
In località Spineda (Riese Pio X, Tv), a seguito dei lavori per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), è stato rinvenuto un notevole complesso archeologico pluristratificato, compreso tra la protostoria e l’epoca romana. La caratteristica principale del sito è la forte connessione con l’idrografia locale, in particolare con l’antico corso del fiume Musone e delle sue divagazioni. La principale fase di occupazione risale alla tarda età del Bronzo quando a Spineda nasce un grande insediamento costituito da capanne, fossati per la regolamentazione delle acque, piccole strutture a fuoco per le lavorazioni artigianali e aree dedicate all’allevamento e all’agricoltura. Questo grande villaggio viene abbandonato per alcuni secoli e rioccupato alle soglie dell’età del Ferro, quando l’area è dedicata ad attività artigianali, con la presenza di alcune piccole fornaci. Tra la metà del VI e la seconda metà del V sec. a.C. in un’area molto ristretta viene impostata una piccola area votiva a carattere campestre, con la presenza di fuochi su cui venivano bruciate offerte di animali e vegetali. L’ultima fase di occupazione antica è riferibile all’epoca romana e tardo antica quando le evidenze, se pur molto intaccate dai lavori agricoli moderni, sembrano rimandare ad una area destinata ad una qualche forma di attività produttiva. Queste evidenze rappresentano un tassello fondamentale per la ricostruzione del quadro generale dell’occupazione di un territorio finora pressoché sconosciuto e la cui storia sta emergendo in anni recenti proprio grazie alle ricerche condotte dall’allora Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso in relazione alla realizzazione di importanti opere pubbliche.
Pompei. Al Tempio di Iside nuovo appuntamento di “Luce di Iside” con i Synaulia: percorso attraverso suoni sacri e “magici”, con strumenti musicali antichi ricostruiti, per un’esperienza sensoriale psicoacustica
“Luce di Iside”: nuovo appuntamento di fruizione meditativa del patrimonio archeologico, ispirato alla figura di Iside, presso il tempio dedicato alla dea nell’antica città di Pompei, mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre 2025. In due turni di visita alle 17 e alle 18 su prenotazione fino a esaurimento posti su www.ticketone.it, ripropone, dopo il positivo riscontro del primo appuntamento di settembre, un percorso attraverso suoni sacri e “magici”, con strumenti musicali antichi ricostruiti, per un’esperienza sensoriale psicoacustica. I visitatori saranno accolti dagli esperti musicisti del gruppo Synaulia che da diversi anni studiano e ripropongono musica e danze tipiche dell’antica Roma Imperiale e parteciperanno a un percorso all’interno del santuario, accompagnati da musiche, danze, oltre che da profumi di incensi, utilizzati durante gli antichi riti. Il culto di Iside, divinità egizia dispensatrice di vita, si diffuse nel Mediterraneo dal III secolo a.C. e trovò a Pompei un terreno fertile, coinvolgendo ogni ceto sociale. Il tempio, scavato nel 1764 e ritrovato quasi intatto, ha ispirato artisti come Mozart, che lo visitò nel 1770, influenzando le scenografie del “Flauto Magico”. L’esperienza non intende ricostruire filologicamente una cerimonia dell’epoca; piuttosto, si pone come un tentativo di ricreare l’incanto racchiuso nella musica antica quale chiave ritualizzata all’inconscio individuale e collettivo nelle sue accettazioni storiche. L’evento su prenotazione è incluso nel prezzo del biglietto di ingresso. Accesso da Piazza Esedra.
I “Synaulia”, nati come gruppo di lavoro finalizzato alla ricostruzione di strumenti musicali dell’antichità a scopo didattico, hanno ampliato il loro raggio d’azione anche proponendo la musica e le danze tipiche dell’antica Roma Imperiale. L’ensemble nasce nel 1994 nel Parco Archeologico Archeon in Olanda dall’incontro tra Walter Maioli, Luce Maioli e Natalie Van Ravenstein. Si sviluppa così l’idea di approfondire il patrimonio musicale antico e il potere psicoacustico delle sonorità derivanti da esso. L’attività della compagnia – che propone uno speciale connubio di musica e danza di forte valore simbolico, fondato sul carattere rituale dell’esibizione – ha attraversato diverse fasi artistiche che hanno permesso di coprire un’ampia gamma di strumenti musicali antichi, il cui recupero, uso e reintroduzione in epoca moderna rinsalda il sentire emotivo con il nostro passato. Ritroviamo infatti un uso sapiente di strumenti a fiato come la syrinx, a corda come la lyra, integrati al loro volta da percussioni come il tympanon ed i cymbala. Intensa è l’attività in Olanda, Germania, Spagna e Portogallo, presso istituzioni museali. I Synaulia possono vantare, inoltre, la partecipazione anche a produzioni di successo internazionale come film e documentari, in veste di compositori: le loro produzioni musicali sono infatti presenti in film come “Il Gladiatore”, pluripremiata pellicola di Ridley Scott e serie televisive di grande successo come “Roma”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la visita guidata dal titolo “Storie, persone, relazioni a Villa Giulia: un percorso nel tempo” a cura di Luca Mazzocco nell’ambito di Roma Fotografia Future 2025
Giovedì 23 ottobre 2025, alle 16.30, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia partecipa alla terza edizione di Roma Fotografia Future 2025 con la visita guidata “Storie, persone, relazioni a Villa Giulia: un percorso nel tempo” a cura del funzionario archeologo Luca Mazzocco. Ingresso gratuito al museo e partecipazione gratuita alla visita (max 25 persone). Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: romafotografiamail@gmail.com. Un’occasione per scoprire il museo e le sue collezioni attraverso il filo delle relazioni umane e culturali che hanno attraversato i secoli, in dialogo con i temi di Roma Fotografia Future 2025.
La terza edizione di Roma Fotografia Future, un grande evento culturale diffuso che intreccia arte, innovazione e nuove visioni sul futuro, si svolge a Roma dal 27 settembre al 30 novembre 2025. Realizzato in co-progettazione con il Municipio I Roma Centro, in collaborazione con ADR Aeroporti di Roma, il progetto coinvolge i principali siti e musei della Capitale, trasformandoli in luoghi di dialogo e scoperta. Castel Sant’Angelo, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il MAXXI museo nazionale delle Arti del XXI secolo, le Gallerie nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini e Palazzo Merulana sono le sedi nelle quali, sono ospitati i LED PANEL dedicati alla proiezione di contenuti fotografici e video. Realizzati in collaborazione con i nostri partner, hanno l’obiettivo di valorizzare tematiche di interesse condiviso.

















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