San Lorenzo Bellizzi (Cs). Incontro di studi “Italia preistorica in grotta. Quadri regionali, storia degli studi, ricerche e nuove scoperte”: due giorni su ricerche e studi riguardanti le frequentazioni umane pre-protostoriche delle cavità naturali di diverse regioni italiane, da Nord a Sud. Ecco il programma
Il 29 e 30 ottobre 2025 a San Lorenzo Bellizzi (Cs) si tiene l’incontro di studi “Italia preistorica in grotta. Quadri regionali, storia degli studi, ricerche e nuove scoperte”, patrocinato dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze, con la presentazione di vari contributi scientifici su ricerche e studi riguardanti le frequentazioni umane pre-protostoriche delle cavità naturali di diverse regioni italiane, da Nord a Sud. L’incontro sarà introdotto dai saluti del sindaco di San Lorenzo Bellizzi, Antonio Cersosimo; del soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, Paola Aurino; del direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia – ministero della Cultura, Mirella Serlorenzi; del presidente del Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”, Felice Larocca. Nella giornata successiva, 31 ottobre 2025, sarà possibile partecipare a visite guidate in alcuni siti preistorici sotterranei del territorio, come la Grotta di Pietra Sant’Angelo a San Lorenzo Bellizzi, le Grotte di Sant’Angelo a Cassano allo Ionio, la Grotta della Monaca a Sant’Agata di Esaro.
L’Istituto Centrale per l’Archeologia prende parte all’incontro di studi. La funzionaria archeologa ICA Alessia Fuscone interverrà durante la sessione del 30 ottobre 2025 con il contributo scientifico dal titolo La Grotta dell’Ausino, Campania (Sa). Una nuova documentazione topografica con metodi 3D e una rilettura del contesto archeo-speleologico (a cura di Alessia Fuscone, Tommaso Santagata, Norma Damiano e Antonio Salerno). La ricerca riguarda la Grotta dell’Ausino, nel Parco nazionale del Cilento, indagata tra anni ’60 e ’70 e caratterizzata da frequentazioni che vanno dal Paleolitico Superiore al Bronzo Finale. Grazie a una nuova documentazione tridimensionale ottenuta mediante laser scanner e riprese immersive, è stato possibile correlare in modo più preciso le evidenze archeologiche con la complessa morfologia della cavità, offrendo nuovi elementi per lo studio del popolamento antico dei Monti Alburni. La partecipazione dell’Istituto si inserisce nel quadro delle attività dedicate allo studio e alla valorizzazione delle evidenze archeologiche in contesti confinati, naturali e artificiali, ambiti nei quali l’ICA contribuisce alla definizione di linee di indirizzo, standard e misure di coordinamento. Tra i progetti più rilevanti, si ricordano: il progetto pilota alle Grotte di Pertosa-Auletta, finalizzato alla definizione di indirizzi metodologici per la ricerca in cavità; il tavolo tecnico sull’archeologia in spazi confinati, che riunisce esperti e personale ICA con competenze specialistiche; l’accordo di collaborazione con la Società Speleologica Italiana per attività di formazione, ricerca e integrazione dei dati sul Geoportale Nazionale per l’Archeologia.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 29 OTTOBRE 2025. Alle 9, registrazione dei partecipanti; 10, saluti istituzionali e apertura dei lavori: Antonio CERSOSIMO, sindaco di San Lorenzo Bellizzi; Paola AURINO, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Cosenza; Mirella SERLORENZI, direttore Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC; Felice LAROCCA, presidente del Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”. 1. COMUNICAZIONI ORALI Alle 10.30, Delia CARLONI, Felice LAROCCA, Francesco BREGLIA, Ilaria DE MARCO, Marco PACCIARELLI, Peter. A.J. ATTEMA, “L’area del Trivio nel Complesso delle Grotte di Sant’Angelo (Cassano allo Ionio, CS): un nuovo contesto archeologico di epoca preistorica”; 10.50, Francesco FONTANI, Felice LAROCCA, Elisabetta CILLI, Donata LUISELLI, Johannes KRAUSE, Philipp STOCKHAMMER, Alissa MITTNIK, “Tradizione, trasgressione o violenza? Una rilettura delle dinamiche sociali nella media età del Bronzo alla luce del caso di incesto tra gli inumati di Grotta della Monaca”; 11.10, Massimo TARANTINI, “La preistoria in grotta. Storie di depositi e di uomini”; 11.30, Coffee break; 12, Fabio MARTINI, “La grotta come spazio sacro nel Paleolitico. Problemi e ipotesi sulle evidenze rituali”; 12.20, Massimo CULTRARO, “Le Grotte dei Giganti: un primo dialogo tra archeologia stratigrafica e speleologia nella Sicilia borbonica”; 12.40, Mario Federico ROLFO, Angelica FERRACCI, “Tempo di vivere, tempo di morire. Le nuove ricerche archeologiche presso Grotta Guattari a San Felice Circeo”; 13, Francesca CORTESE, “Oltre la superficie: il contributo delle analisi molecolari nello studio delle grotte”; 13.30, Pausa pranzo; 15.10, Guido PALMERINI, “Grotte archeologiche e grotte decorate dell’Abruzzo preistorico, dal Paleolitico all’età dei Metalli”; 15.30, Fabio MARTINI, Mariangela BARBATO, Domenico LO VETRO, “Grotta del Romito e non solo: nuove acquisizioni a Papasidero (Cosenza)”; 15.50, Gaia PIGNOCCHI, “Archeologia delle grotte nelle Marche: un quadro aggiornato”; 16.10, Felice LAROCCA, “La preistoria della Calabria attraverso le sue grotte. Storia delle ricerche e quadro delle attuali conoscenze”; 16.30, Coffee break; 17, Annaluisa PEDROTTI, Fabio SANTANIELLO, “La ripresa degli scavi al Riparo Gaban (TN): progetti in corso e questioni aperte”; 17.20, Pasquale MIRANDA, Lorenzo FIORILLO, Giorgio FILIPPI, Marco PACCIARELLI, “Grotta di Camorco (Configni, Rieti): scavo di stratificazione con materiali del Bronzo antico”. 2. POSTER Alle 17.50, Angelo VINTALORO, Giampiero MUSSO, “Nuove acquisizioni inedite di grotte preistoriche nell’area del Corleonese e il Bosco di Ficuzza nell’entroterra della Sicilia occidentale”; 18, Gaia PIGNOCCHI, Alessandro MONTANARI, “La Venere di Frasassi: dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei”; 18.10, Virginia GIANNI, Mario Federico ROLFO, Leonardo SALARI, “Grotta Mora Cavorso: micromammiferi del Pleistocene Superiore”; 18.20, Tommaso SANTAGATA, Eleonora PICCININI, Alessia FUSCONE, “Nuove tecnologie applicate alla ricerca archeologica: digitalizzazione di reperti archeologici e rilievo 3D delle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa)”; 18.30, Arianna BRUNETTO, Francesco DI GENNARO, Mario Federico ROLFO, Caterina ROSSI, “La Grotticella W2 di Pastena: un contesto rituale del Bronzo medio”. A seguire, discussione generale su comunicazioni e poster presentati nel corso della giornata.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2025. Alle 9.30, registrazione dei partecipanti. 1. COMUNICAZIONI ORALI Alle 10, Christian METTA, “Dentro la terra: la presenza umana nelle grotte dell’Italia centrale tirrenica tra IV e II millennio a.C.”; 10.20, Donata LUISELLI, Felice LAROCCA, Emma PRANTONI, Francesco FONTANI, Adriana LATORRE, Alexia MAZZINI, Chantal MILANI, Martina Jirina ORSONI, Mattia ROSSI, Mirko TRAVERSARI, Gianandrea PASQUINELLI, Paola IACUMIN, Elisabetta CILLI, “Un’ulna paleolitica da Grotta della Monaca (Sant’Agata di Esaro, Cs). Restauro virtuale, analisi molecolari e isotopiche”; 10.40, Lucia SARTI, Fabio MARTINI, “Grotta del Cavallo (Lecce) e l’uso dello spazio di grotta nel Paleolitico”; 11, Alessia FUSCONE, Tommaso SANTAGATA, Norma DAMIANO, Antonio SALERNO, “La Grotta dell’Ausino (Castelcivita, Salerno). Una nuova documentazione topografica con metodi 3D e una rilettura del contesto archeo speleologico”; 11.20, Coffee break; 11.50, Domenico LO VETRO, “Nuove indagini a Grotta delle Veneri di Parabita (Le): ricerca interdisciplinare e valorizzazione”; 12.10, Tommaso SANTAGATA, Umberto DEL VECCHIO, Tullio BERNABEI, Luca IMPERIO, Francesco SAURO, “Il “Progetto Kronio”: dalle prime esplorazioni al rilievo tridimensionale delle Stufe di San Calogero (Monte Kronio, Ag)”; 12.30, Maria Teresa CUDA, Chiara DE MARCO, Fabio MARTINI, Lucia SARTI, Nicoletta VOLANTE, “Le “grotte” del Monte Cetona (Siena). Spazi sacri e spazi quotidiani tra Paleolitico ed età del Bronzo finale”; 12.50, Rossella VENEZIANO, Enrico LUCCI, “Dal contesto alle reti di connettività: il complesso vascolare eneolitico di Grotta della Monaca (Sant’Agata di Esaro, Cs)”; 13.20, Pausa pranzo; 15, Antonino FILIPPI, “L’arte rupestre preistorica e dell’antichità nelle grotte della Sicilia nord-occidentale: un aggiornamento”; 15.20, Antonella MINELLI, “Il Molise preistorico in grotta: storia delle ricerche e nuovi contributi 15:40-16:00 – 24. Angelica FERRACCI, Elia MARIANO, Angelo PROCACCIANTI, Mario Federico ROLFO, “Grotte, uomini e dei: la speleoarcheologia del Lazio”; 16, Alessio FABBRICATORE, Donatella CERGNA, “Il Brotlaibidol della Grotta Gigante a Trieste e le asce in pietra verde delle grotte del Carso classico”; 16.20, Angelo VINTALORO, Giampiero MUSSO, “Esplorazione inedita nell’Alto Belice Corleonese: le grotte preistoriche nella Riserva di Monte Genuardo nei Comuni di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani e Giuliana”; 16.40, Lucia SARTI, Fabio MARTINI, Chiara DE MARCO, Pier Francesco FABBRI, Pasquino PALLECCHI, “Il “Progetto Parrano”. Ricerca e valorizzazione di un sito in relazione alla preistoria dell’Italia centrale”; 17, Coffee break. 2. POSTER Alle 17.30, Luca CUSIMANO, Angelica FERRACCI, Mario Federico ROLFO, “Nuovi rilievi fotogrammetrici presso il sito neandertaliano di Grotta Guattari (San Felice Circeo, Lt)”; 17.40, Rossella VENEZIANO, Felice LAROCCA, “Il complesso vascolare della tarda età del Bronzo della Grotta du’ Scuru (Amantea, Cs)”; 17.50, Marianna COLTELLI, Luca PISANI, Valeria MIELE, “Le grotte delle Gole del Sagittario (L’Aquila): nuove indagini speleologiche e archeologiche”; 18, Delia CARLONI, Felice LAROCCA, Antonella MINELLI, Giuseppe DE LUCA, Giuseppe Egidio DE BENEDETTO, “Residui organici dalle ceramiche delle grotte della Pietra Sant’Angelo a San Lorenzo Bellizzi. Analisi preliminari di vasi dalla Grotta del Conoide e dalla Grotta del Banco di Ferro”; 18.10, Christian METTA, “Un contesto rupestre tra preistoria e storia: indagini archeologiche nella Grotta del Paternale (Ischia di Castro, Vt)”; 18.20, Delia CARLONI, Felice LAROCCA, Ilaria DE MARCO, Rossella VENEZIANO, “Archeologia delle grotte del “Muraglione” a Cassano allo Ionio (Cs): storia degli studi e prospettive di ricerca”. A seguire, discussione generale su comunicazioni e poster presentati nel corso della giornata, quindi chiusura dei lavori.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, la conferenza “Carlo Vidua e l’arte del viaggio” con Pier Maria Stabile e Alberto Ballerino
Alla scoperta dei viaggi di Carlo Vidua. Martedì 28 ottobre 2025, alle 18.30, in sala Conferenze del museo Egizio di Torino, con ingresso da via Maria Vittoria 3M, la conferenza “Carlo Vidua e l’arte del viaggio” con Pier Maria Stabile e Alberto Ballerino. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/carlo-vidua-e-larte-del…. L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Insaziabile desiderio di conoscenza, cultura latitudinaria nutrita da eclettici studi, vivacità intellettuale, cosmopolitismo e soprattutto anticonformismo, sono i segni distintivi di Carlo Vidua, raffinato voyageur nel primo trentennio dell’Ottocento. Artefice del museo Egizio di Torino alla cui istituzione dette il contributo fondamentale, egli intuì nella sua quasi visionaria lungimiranza, l’enorme valenza culturale per il Regno di Sardegna e per l’Italia derivante dall’acquisto dell’imponente collezione di antichità raccolte da Bernardino Drovetti, console di Francia in Egitto. Allergico alle convenzioni tipiche della vita di un rampollo dell’aristocrazia subalpina della Restaurazione, Carlo incominciò presto a viaggiare, stimolato dalla volontà di conoscere istituzioni, usi e costumi dei Paesi di ben cinque continenti, spingendosi fino all’Oceania. In occasione di questi viaggi, Vidua conobbe personaggi di tutte le estrazioni sociali – dai sovrani alle semplici guide – le cui vicende, spesso uniche, saranno narrate durante l’incontro dedicato a questo viaggiatore per cui il viaggio rappresentò non solo un mezzo di evasione esistenziale, ma anche un’arte, espressione di un inarrestabile moto dello spirito.
Roma. A Palazzo delle Esposizioni apre la XX edizione di “Restituzioni”, la grande mostra con 128 opere del programma di restauri che Intesa Sanpaolo conduce da trentasei anni in collaborazione con il ministero della Cultura
Mosaico con delfini dalla Villa della Punta di Monfalcone, I secolo d.C. conservato al museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud); due frammenti di papiro del museo Archeologico di Bologna con formule/capitoli del “Libro dei Morti”: uno a nome di Tuy, Regni di Thutmose III e Amenhotep II (1479-1400 a.C.), l’altro a nome di Nesientefnut, Epoca Tolemaica, 332-30 a.C.; un Pannello in marmo del museo nazionale di Ravenna raffigurante l’episodio di Ercole che uccide la cerva di Cerinea, prima metà del VI secolo; Cariatide in marmo pentelico, età adrianea (117-138 d.C.), da Villa Adriana di Tivoli: sono alcune delle opere che dal 28 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026 si possono ammirare al Palazzo delle Esposizioni di Roma nella mostra “Restituzioni 2025”, la grande mostra conclusiva della XX edizione del programma di restauri del patrimonio artistico pubblico che Intesa Sanpaolo conduce da trentasei anni in collaborazione con il ministero della Cultura. L’esposizione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è prodotta e organizzata da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e promossa dall’assessorato alla Cultura di Roma Capitale.

Museo Archeologico nazionale di Aquileia: mosaico con delfini dalla Villa della Punta di Monfalcone (I sec. d.C.) dopo il restauro (foto gruppo mosaicisti ravenna)

Museo Archeologico nazionale di Aquileia: mosaico con delfini al momento del rinvenimento a Villa della Punta di Monfalcone (I sec. d.C.) (foto man aquileia)
LE OPERE DELLA XX EDIZIONE DI RESTITUZIONI A fronte di opere in mostra di artisti più noti al grande pubblico – Giovanni Bellini, Bartolomeo Vivarini, Giulio Romano, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, Mario Sironi, Pino Pascali – molti sono gli oggetti “particolari” che testimoniano la varietà e peculiarità del patrimonio artistico italiano, offrendo l’occasione per interventi di restauro interessanti per tecnica e metodologie, come, ad esempio, la spinetta di Antegnati di metà Cinquecento, la draisina ottocentesca (antenata della bicicletta) da Gallarate (Va), l’arco da Samurai e la barca siamese dal Castello Ducale di Agliè (To), la barca cucita (metà II – fine I secolo a.C.) di oltre 4 metri dal MAN di Adria (Ro), due abiti in stile Charleston da Roma, la pianeta e la stola di manifattura messicana in penne di colibrì da Roma, il letto in osso di età romana da Chieti, il grande Reliquiario a tabella da Serra San Bruno (VV). Per la prima volta, Restituzioni apre agli strumenti scientifici, con una macchina planetaria dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Restaurate, ma non in mostra per ragioni dimensionali e conservative, anche due colossali opere del territorio bresciano, il Martirio di San Vitale di Sebastiano Ricci dalla chiesa di San Vitale a Seniga e La Vergine che intercede presso Dio la liberazione delle anime purganti di Andrea Celesti dalla chiesa di San Giovanni di Mura a Palazzolo sull’Oglio. Il Cavallo colossale di Antonio Canova, imponente scultura in gesso custodita ai Musei Civici di Bassano del Grappa (VI) e finalmente ricomposto nella sua interezza dopo la sua riduzione in pezzi avvenuta negli anni Sessanta, anch’esso restaurato in questa XX edizione di Restituzioni, farà simbolicamente da trait d’union tra la mostra romana e l’esposizione che le Gallerie d’Italia di Milano dedicheranno nell’autunno 2025 all’età napoleonica Eterno e Visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo. Nel 2025 un ulteriore restauro monumentale si è aggiunto alla lunga lista delle opere inamovibili interessate da Restituzioni: sono infatti stati realizzati i lavori di manutenzione straordinaria sugli affreschi nell’abside della chiesa di Santa Maria foris portas presso il parco archeologico di Castelseprio (Va). Tra le più importanti testimonianze per lo studio dell’arte pittorica medievale lombarda, il ciclo di affreschi rappresenta scene dell’infanzia di Cristo con episodi tratti dai Vangeli apocrifi anche piuttosto rari. L’intervento realizzato nell’ambito di Restituzioni ha consentito anche una mappatura completa dello stato di conservazione degli affreschi.
IL PROGRAMMA RESTITUZIONI. Dal 1989 Intesa Sanpaolo, con cadenza oggi triennale, collabora con gli Enti ministeriali preposti alla tutela (soprintendenze, direzioni regionali Musei nazionali e musei autonomi) per individuare opere appartenenti a musei pubblici, privati o ecclesiastici, siti archeologici e chiese di tutta Italia, bisognose di restauro e ne sostiene gli interventi. La scelta delle opere segue un unico criterio: ascoltare le esigenze dei territori per valorizzarne l’identità attraverso interventi che privilegino l’effettiva necessità e urgenza del restauro. L’obiettivo è sempre quello di recuperare beni rappresentativi della varietà del patrimonio storico-artistico italiano, sia in termini cronologici sia in termini di materiali e tecniche – pittura su tavola e tela, affreschi, mosaici, scultura in marmo o pietra, in bronzo, manufatti tessili, oreficeria, etc. – capolavori d’indubbia rilevanza, così come opere che sono vicine a noi e contribuiscono a costruire il vissuto del territorio. Al termine degli interventi di ciascuna edizione, le opere restaurate sono esposte in una mostra organizzata da Intesa Sanpaolo, dove il pubblico può apprezzare il risultato del lavoro dei restauratori. In 36 anni sono oltre 2200 le opere “restituite” alla collettività: una sorta di ideale museo, con testimonianze che spaziano dalle epoche più lontane fino all’età contemporanea, dall’archeologia all’oreficeria, alle arti plastiche e pittoriche. Sono centinaia i musei, i siti archeologici, le chiese, garanti della destinazione pubblica dei propri tesori, che hanno beneficiato di questo programma, altrettanti i laboratori di restauro qualificati, distribuiti da Nord a Sud, incaricati dei restauri ed altrettanti gli studiosi coinvolti nella redazione delle schede storico-critiche per i cataloghi.

Dettaglio dei “pesci” nel pavimento dell’aula sud della basilica di Aquileia, parte del programma Restituzioni monimentali 2000 (foto soprintendenza beni archeologici fvg)
Un curriculum a cui si affiancano gli interventi su opere di scala monumentale, che hanno interessato, ad esempio, i mosaici pavimentali paleocristiani della Basilica di Aquileia, gli affreschi di Lanfranco nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli, quelli di Altichiero e Avanzo nella Cappella di San Giacomo nella Basilica del Santo a Padova, il portale in bronzo della Basilica di San Marco a Venezia, gli affreschi di Stefano fiorentino dell’Abbazia di Chiaravalle milanese (per i 20 anni di Restituzioni), due delle vetrate rinascimentali di Santa Maria del Fiore a Firenze, l’intera realtà museale di Casa Manzoni a Milano, il grande telero della Cena di san Gregorio Magno di Paolo Veronese nella Basilica di Monte Berico a Vicenza (per i 30 anni di Restituzioni). Restauri monumentali più recenti: il cinquecentesco monumento in marmo raffigurante la Madonna del Parto di Jacopo Sansovino conservato nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio a Roma, gli affreschi di Girolamo di Romano, detto il Romanino, rinvenuti durante i lavori di restauro dell’organo Antegnati-Serassi nel Duomo Vecchio di Brescia. Oltre al progetto Restituzioni per la salvaguardia del patrimonio pubblico, Intesa Sanpaolo esprime il suo impegno in ambito culturale attraverso la valorizzazione a livello nazionale e internazionale del suo cospicuo e prestigioso patrimonio storico, artistico, architettonico e archivistico – in particolare nei musei delle Gallerie d’Italia a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, nell’intento di condividerlo con la collettività. Le iniziative in ambito culturale si concretizzano in un piano triennale di interventi denominato Progetto Cultura, che prevede mostre, incontri, attività didattiche e formative oltre ad attività sinergiche con importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali. La guida cartacea e il catalogo generale pubblicato on-line della mostra sono realizzati da Società Editrice Allemandi.
Roma. All’Arco costantiniano di Malborghetto, nell’anniversario della Battaglia di Ponte Milvio, “Costantino e la Battaglia di Ponte Milvio: la storia e la memoria”: mostra, visite guidate, laboratori didattici
“La storia non è soltanto il racconto di eventi passati, ma la trama viva di idee che si muovono, si trasformano e plasmano la realtà. È, al contempo, la memoria di quei momenti cruciali il cui esito muta per sempre il corso del mondo”. Martedì 28 ottobre 2025, anniversario della Battaglia del 312 d.C., appuntamento all’Arco costantiniano di Malborghetto a Roma con “Costantino e la Battaglia di Ponte Milvio: la storia e la memoria”. A 1712 anni esatti da quel giorno di ottobre in cui, sulle rive del Tevere, si giocò una partita destinata a cambiare la storia, l’Arco Costantiniano di Malborghetto si apre a una mostra dal titolo suggestivo: “Malborghetto. Memorie archeologiche di pellegrini e giubilei”. Questa esposizione, partendo da armi ritrovate sul campo di Ponte Milvio, intende raccontare la cristianizzazione di un territorio attraverso le testimonianze archeologiche che ne segnano il lento e complesso cammino. Nel luogo stesso dove Costantino scelse di porre il suo accampamento, si svolgeranno visite guidate, laboratori e attività didattiche pensate per offrire una lettura approfondita e sfaccettata di quei contesti storici, militari e spirituali, che fecero di quella battaglia non solo uno scontro di eserciti, ma una svolta decisiva nella storia dell’Impero e della civiltà occidentale.
Il 28 ottobre 2025, all’Arco Costantiniano di Malborghetto, in via Barlassina 1 a Roma, dalle 10 alle 18, attività e programma: visite guidate ogni ora dalle 10.30 alle 16.30; Arco e Casale di Malborghetto; mostra “Malborghetto. Memorie archeologiche di pellegrini e giubilei”. Attività didattiche: ogni ora dalle 10, laboratori didattici per famiglie con gli operatori di Explora, il Museo dei Bambini di Roma: Arco a tutto sesto, Arco quadrifronte di Malborghetto, La Via Flaminia, Il Pellegrino. Allestimenti esterni: Mi trasformo nel tempo, Il sogno di Costantino, La battaglia di Ponte Milvio, Caccia al tesoro.
Bologna. Visita straordinaria sulle tracce dell’antico porto di Bologna: dalla Salara al Canale Cavaticcio viaggio affascinante tra storia e archeologia urbana
Lunedì 27 ottobre 2025, alle 16 e alle 17.30, visita straordinaria sulle tracce dell’antico porto di Bologna: la Salara e il sotterraneo del Canale Cavaticcio. Iniziativa gratuita e a numero chiuso con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA scrivendo a tourer@cultura.gov.it (specificare il turno di visita prescelto e i nomi di tutti i partecipanti e lasciare un recapito telefonico per eventuali informazioni last-minute). Punto di ritrovo davanti al Cinema Lumière in piazzetta Pasolini a Bologna. Evento parzialmente in sotterranea, si consiglia un abbigliamento adeguato e scarpe comode.
Grazie all’ospitalità del Consorzio Canali di Bologna, si potrà compiere un viaggio affascinante tra storia e archeologia urbana: dalla Salara, l’antico magazzino del sale e del grano, si scenderà nel sotterraneo del Canale Cavaticcio, tra attracchi perduti, ponti nascosti e memorie dimenticate di un porto ormai scomparso ma ancora vivo nel cuore della città. Guidati da Milena Naldi, si avrà un’occasione unica per riscoprire un capitolo nascosto della Bologna “d’acqua invisibile”, parte viva del patrimonio culturale e testimonianza della fondamentale funzione di questi canali storici a garanzia dapprima della prosperità e tuttora della sicurezza idraulica di Bologna. Sono previsti 2 turni della durata di circa un’ora e mezza ciascuno, con inizio alle 16 e alle 17:30.
Siena. All’università per Stranieri il workshop “Stranieri in Archeologia”, in presenza e in diretta YouTube, una giornata interamente dedicata ai progetti di ricerca archeologica promossi dall’Ateneo
Lunedì 27 ottobre 2025, alle 14, all’università pe Stranieri di Siena, il workshop “Stranieri in Archeologia”, una giornata interamente dedicata ai progetti di ricerca archeologica promossi dall’Ateneo. Le ricercatrici e i ricercatori del Centro CADMO – Centro di Archeologia per le Diversità e le Mobilità preromane presenteranno i primi risultati e gli sviluppi in corso di alcuni importanti progetti, tra cui il PRIN 2022 BECAUSE, il progetto FOE_CADMO, il progetto ResMaLand e l’edizione del medagliere Piccolomini, realizzata in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena. L’incontro sarà aperto dal rettore Tomaso Montanari e sarà trasmesso anche in streaming sul canale YouTube di Unistrasi: https://www.youtube.com/live/b3imBvqzM00?si=znT0nExS9dOEMsDH.
Programma. Alle 14, Tommaso Montanari, saluti istituzionali e introduzione al progetto CADMO; 14.20, Jacopo Tabolli, “Scavando lungo le rotte e gli approdi di CADMO”; 14.40, Mauro Puddu, “Umano, postumano e disumano. Un’archeologia dell’identità romana tra la Sardegna e la Gaza di oggi”; 15, Mauro Pacifici, “A nord e a sud sui confini di Arezzo e di Chiusi: i progetti di Pieve a Socana e dei Fines Clusinorum”; 15.20, Fulvio Cozza, “Archeologia è tanto altro. Una ricerca etnografica a San Casciano dei Bagni”; 15.40, Helga Maiorana, “Paesaggi marginali. Il sistema dei palmenti nel territorio di Giglio Porto all’isola del Giglio”; 16, coffee break; 16.30, Agnese Fusaro, “Oltre i confini: il contributo di una Straniera alle ricerche archeologiche in Asia centrale e meridionale”; 16.50, Maria Laura Gavazzi, “Le monete della collezione Piccolomini Clementini nel monetiere della Banca Monte dei Paschi di Siena: un primo bilancio”; 17.10, Emanuele Mariotti, “2023-2025: lo scavo archeologico a San Casciano dei Bagni e un nuovo progetto nell’Italia preromana nel sito di Castiglione di Paludi”; 17.30, Chiara Fermo, “Dal fango al laboratorio nel progetto PRIN 2022 BECAUSE: trattamento conservativo, catalogazione e prospettiva di ricerca dei reperti di San Casciano dei Bagni”; 17.50, Edoardo Vanni, Federico Saccoccio, “Scontri ed incontri nei paesaggi montani: il caso dei Monti Aurunci”; 18.10, Mattia Bischeri, “Percepire la cura, costruire la memoria, vedere l’invisibile. Tre temi di archeologia chiusina”; 18.30, discussione conclusiva.
Marzabotto (Bo). Visita a raccolta con passeggiata per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco con gli archeologi dell’università di Bologna
Domenica 26 ottobre 2025, alle 15, al parco archeologico della città etrusca di Kainua, passeggiata per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco con l’archeologo nell’ambito delle visite a raccolta mensili affidate dal museo nazionale Etrusco di Marzabotto agli archeologi e alle archeologhe del dipartimento Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna. La visita comprende tutta l’area della città, compresa la Necropoli Nord solitamente non accessibile nelle visite libere. È necessaria la prenotazione per poter organizzare i gruppi. La visita inizia alle 15, è consigliato arrivare prima per completare i pagamenti. La visita dura circa 2 ore e mezzo e comprende tutta l’area archeologica e il Museo. Il costo di partecipazione è 10 euro a persona (sono previste agevolazioni) + il biglietto di ingresso a Museo e area archeologica di 3 euro. Per info e prenotazioni 353 4412879 oppure mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it. In questi giorni sono in corso alcuni lavori di manutenzione e restauro dei materiali e del percorso espositivo del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e quindi l’apertura di alcune sale potrebbe subire delle variazioni.




















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