Bologna. Al museo civico Archeologico “Bononia racconta. Storie dal lapidario del museo”: un ciclo di tre appuntamenti per conoscere in modo piacevole e coinvolgente le epigrafi, vero e proprio mezzo di comunicazione di massa nell’Antica Roma

bologna_archeologico_bononia-racconta_locandinaAlzi la mano chi non ha mai pensato almeno una volta che leggere le lapidi latine sia un po’ ostico e noioso! Scommettiamo invece che ne può saltare fuori un o splendido viaggio nella storia dell’antica Bononia? Viene annunciata così “Bononia racconta. Storie dal lapidario del museo” la nuova iniziativa promossa dal museo civico Archeologico di Bologna con la collaborazione della Legio XIII Gemina: un ciclo di tre appuntamenti – il 15, il 21 e il 28 ottobre 2023 – per conoscere un bene prezioso dell’antica Bononia e del mondo romano: le epigrafi. Il progetto, curato da Federica Guidi e Marinella Marchesi, si inserisce nelle attività di divulgazione del rilevante patrimonio epigrafico del museo civico Archeologico per avvicinare il pubblico non solo specialistico a una migliore fruizione e comprensione degli oggetti lapidei e delle iscrizioni incise come fonte storica primaria per conoscere la storia sociale e culturale del mondo antico romanizzato, in cui le pietre erano utilizzate come vero e proprio mezzo di comunicazione di massa.

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La Legio XIII Gemina (foto daniele gay, courtesy legio XIII gemina)

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Lapide dei Cornelii (fine del I secolo a.C.), proveniente da San Pietro in Casale (Bologna), località Gavaseto, rinvenuta nel 1533, e conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei civici)

“Bononia racconta”: domenica 15 ottobre 2023, alle 11, e sabato 28 ottobre 2023, alle 17. Visita guidata gratuita al lapidario con Legio XIII Gemina, Federica Guidi e Marinella Marchesi (museo civico Archeologico): ingresso con biglietto museo. Le archeologhe Federica Guidi e Marinella Marchesi conducono un’insolita visita guidata al lapidario del museo civico Archeologico, con la partecipazione dei rievocatori in costume storico della Legio XIII Gemina che daranno voce e corpo agli antichi abitanti di Bononia, colonia latina fondata nel 189 a.C. La Legio XIII Gemina è un’associazione culturale di rievocazione storica e archeologia sperimentale fondata a Rimini nel 2011. L’associazione deve il suo nome all’omonima e leggendaria legione romana che fu reclutata da Giulio Cesare nel 57 a.C. per la conquista della Gallia e con la quale il grande condottiero varcò il Rubicone.

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Altare funerario con raffigurazione di un legionario (seconda metà del III secolo d.C.), proveniente da Egitto, Nicopolis (Alessandria), cimitero militare della legio II Traiana Fortis, e conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei civici)

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Lapide di Q. Manilius Cordus (prima metà del I secolo a.C.), proveniente da San Pietro in Casale (Bologna), località Sant’Alberto o San Benedetto. Rinvenuta nel 1502. Conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei civici)

“Parole, parole, parole. Le iscrizioni latine dalla noia allo storytelling”: sabato 21 ottobre 2023, alle 17. Incontro con Carlotta Caruso (museo nazionale Romano), Valentina Uglietti (dottoressa di ricerca Unibo), Federica Guidi e Marinella Marchesi (museo civico Archeologico). L’incontro si svolge nella Sala conferenze. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’incontro riflette sulle potenzialità comunicative delle testimonianze epigrafiche del mondo romano attraverso l’esperienza due narratrici di grande talento: Carlotta Caruso, archeologa del museo nazionale Romano e autrice del libro “101 cose svelate. Le iscrizioni del museo nazionale Romano raccontano Roma” (Dielle Editore, 2022) e Valentina Uglietti, dottoressa di ricerca in epigrafia latina e storyteller. Conducono l’incontro le archeologhe Federica Guidi e Marinella Marchesi, curatrici del recente scenario tematico dedicato al lapidario del museo civico Archeologico sul portale “Storia e memoria di Bologna” curato dall’Area Storia e Memoria del Settore Musei Civici Bologna.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale per “MArTA in MUSICA – Le matinée domenicali”: in programma il concerto “Suoni della Natura. Le voci raccontano i suoni della natura” con il Coro L.A. Chorus diretto da Luigi Leo

taranto_marta-in-musica_suoni-della-natura_locandinaDecimo appuntamento dell’anno con la rassegna “MArTA in Musica”, le matinée domenicali tra musica e archeologia nate dalla collaborazione tra Orchestra della Magna Grecia, con la cura dei maestri Maurizio Lomartire e Pierfranco Semeraro del L.A. Chorus, e museo Archeologico nazionale di Taranto. Domenica 15 ottobre 2023 le sale del museo Archeologico nazionale di Taranto ospiteranno lo spettacolo “Suoni della Natura. Le voci raccontano i suoni della natura” con il Coro L.A. Chorus diretto da Luigi Leo. Ingresso consentito dalle 11.15. Inizio alle 11.45. Il costo del biglietto è di 8 euro. Il biglietto per assistere al concerto potrà essere acquistato nella sede dell’Orchestra della Magna Grecia (a Taranto, in via Ciro Giovinazzi, 28) e su https://www.ticketsms.it/event/2bWVliPz. All’ingresso del MArTA il giorno del concerto sarà consegnato ad ogni possessore del biglietto del concerto un coupon della validità di una settimana che darà diritto a un ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto. Il coupon ha validità dalla domenica del singolo evento concerto fino al sabato successivo e deve essere utilizzato tassativamente entro lo stesso periodo per la prenotazione e per l’ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto. L’ingresso al Museo del possessore del coupon è condizionato in ogni caso al numero di posti disponibili nella fascia oraria selezionata.

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Due statuette di acrobata e danzatrice, terrecotte del IV sec. a.C., conservate al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)

Saranno le due terrecotte della metà del IV secolo a.C., rappresentazione di acrobate e danzatrici, le testimonial dell’appuntamento del 15 ottobre 2023 con MArTA in MUSICA. Il coro giovanile pugliese del L.A. Chorus (Lucania & Apulia Chorus), diretto dal Maestro Luigi Leo a richiamare attraverso le voci il dialogo sonoro che la natura propone e che poi ha ispirato brani indimenticabili come “La cura” di Battiato, “La sera dei miracoli” di Dalla o i suoni avvolgenti ed esaltanti del “Beati mundo corde”, del “Salve Regina”, o dell’ “Hosanna in excelsis”. Il percorso musicale proposto viaggia attraverso mondi lontani ma congiunti da suoni infiniti – spiegano gli organizzatori – Un tributo alla madre Terra, al rapporto con Madre Natura in cui la musica incontra l’umanità proponendo all’ascoltatore nuovi spunti di riflessione.

Licodia Eubea (Ct). Alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea serata speciale dedicata al film muto a tema archeologico con accompagnamento dal vivo del maestro Salvino Strano. Video con “Gli ultimi giorni di Pompei”

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Lorenzo Daniele, direttore artistico del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, presenta la serata “Muti in note” con il maestro Salvino Strano (foto graziano tavan)

“Muti in note”: serata speciale venerdì 13 ottobre 2023 alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea. In Badia, l’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, davanti a un pubblico numeroso e attento, proiezione di film muti di inizio Novecento a tema archeologico accompagnati dal vivo dal maestro Salvino Strano. Presentati “Gli ultimi giorni di Pompei” di Arturo Ambrosio e Luigi Maggi (1908, 17’); “Cabiria” di Giovanni Pastrone (1914, 15’); “Attraverso la Sicilia” di Piero Marelli (1910, 5’); “Un amore selvaggio” di Raffaele Viviani (1912, 20’). In questo video, alcuni stralci del film “Gli ultimi giorni di Pompei” con l’accompagnamento musicale del maestro Strano.

 

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita nel Giardino centrale il “Filottete” di Sofocle con il progetto Theatron dell’università La Sapienza

roma_villa-giulia_filottete-di-sofocle_locandinaTeatro classico a Villa Giulia sabato 14 ottobre 2023 alle 17. In collaborazione con l’assessorato alla Cultura e i Rapporti con le università del Municipio II di Roma Capitale, il museo nazionale Etrusco ospita nel Giardino centrale di Villa Giulia il “Filottete” di Sofocle, la rappresentazione teatrale prodotta nell’ambito del progetto Theatron – Teatro Antico alla Sapienza. Il progetto dal 2010 produce traduzioni di testi teatrali antichi su cui si basano le relative rappresentazioni. Theatron consta di due laboratori: uno di traduzione, cui partecipano gli studenti del Corso di Laurea magistrale in Filologia, Letterature e Storia del Mondo antico, e uno di messa in scena, cui partecipano gli studenti iscritti alle diverse facoltà che animano l’università Sapienza. Coordinamento Anna Maria Belardinelli. Ideazione e regia Adriano Evangelisti. Evento compreso nel biglietto di ingresso ai giardini della villa al costo di 5 euro (compreso 1 euro a sostegno delle zone alluvionate dell’Emilia Romagna).

Licodia Eubea (Ct). L’incontro con Giorgio Ieranò alla scoperta di Atene è il momento clou della quarta giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico: sei film in programma con una prima internazionale di Massimo D’Alessandro

licodia-eubea_festival-2023_locandinaSei film e l’incontro con Giorgio Ieranò tutti concentrati nel pomeriggio e sera per sabato 14 ottobre 2023, la quarta giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), organizzato da ArcheoVisiva con la collaborazione dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea. La mattina, infatti, la mattina è dedicata, con escursioni guidate a piedi e in bicicletta nell’hinterland di Licodia Eubea, alla scoperta di paesaggi e sapori locali, grazie alla collaborazione con le realtà produttive del territorio.

licodia-eubea_festival-2023_film-zakros_locandinaL’appuntamento con le proiezioni è alle 16 al Teatro della Legalità. Apre il film, in prima regionale, “Krošnja. Tree crown” di Predrag Todorovic (Serbia 2022, 15’). Alle 16.15, in prima nazionale, il film “Zakros” di Filippos Koutsaftis (Grecia 2023, 100’). Alle 18, in prima regionale, il film “Looking into Hellenistic Pergamon” di Serdar Yılmaz (Turchia 2020, 5’). Alle 18.15, chiude la sessione pomeridiana, in prima internazionale, il film “Uomini e dei. Il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia 2023, 43’).

licodia-eubea_festival-2023_incontro-con-ieranò_locandina“L’incontro con l’Autore”, alle 19, ci porta a conoscere Giorgio Ieranò, docente di Letteratura Greca all’università di Trento e fine narratore dell’Antico, che presenta il suo libro “Atene. Il racconto di una città” (Einaudi 2022). Un libro per chi vuole andare oltre la Grecia da cartolina: un arabesco di narrazioni storiche e mitologiche che delinea il ritratto di una città impareggiabile. Atene non è una città come le altre. Fin dall’antichità è stata trasfigurata in un mondo ideale, elevata a luogo dello spirito, e poi celebrata come la culla della democrazia, della filosofia, del teatro. Giorgio Ieranò racconta la millenaria avventura della città attraverso alcuni luoghi simbolo. Invita a guardare da prospettive inconsuete i monumenti più noti, ma guida anche alla scoperta di siti meno celebrati: l’antico cimitero del Ceramico, dove Pericle pronunciò il suo discorso per i caduti in guerra, o gli angoli più nascosti della Plaka, con le sue chiese bizantine e i suoi palazzi neoclassici.

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Giorgio Ieranò, grecista

Giorgio Ieranò lavora all’università di Trento dal 1994 dove ha insegnato discipline legate al mondo classico. Ha scritto per svariati periodici e quotidiani nazionali (Panorama, l’Europeo, Il Mondo, Carnet) e ha collaborato con i programmi di Radio 24 di Rai Storia. Attualmente collabora con le pagine culturali del quotidiano La Stampa e con l’inserto Tuttolibri.

Dopo l’Aperitivo in Badia, le proiezioni riprendono con il film in prima regionale “Stonebreakers” di Valerio Ciriaci (Stati Uniti-Italia 2022, 70’). Chiude la serata, alle 22.15, in prima regionale, il film “Malafede” di Chiara Borsini, Marialuisa Greco, Paolo Corazza (Italia 2023, 25’).

Ravenna. Per la Notte d’Oro, riapre al pubblico il Palazzo di Teodorico con la nuova illuminazione esterna

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Il Palazzo di Teodorico a Ravenna con la nuova illuminazione esterna (foto drm emilia-romagna)

Sabato 14 ottobre 2023, alle 20, in occasione della Notte d’Oro del Comune di Ravenna, verrà riaperto al pubblico il Palazzo di Teodorico con la presentazione del nuovo impianto di illuminazione esterna. L’apertura serale del monumento, dalle 20 alle 23, prevede alle 21 l’inaugurazione alla presenza anche del direttore regionale Musei Emilia-Romagna, Giorgio Cozzolino, e degli assessori comunali coinvolti. Tutta la cittadinanza è invitata alla presentazione di questo intervento che contribuisce a riqualificare un intero contesto urbano di grande importanza storica e artistica. Al termine, buffet del Ristorante il Passatore offerto dalle imprese esecutrici. Da sempre illuminata di riflesso dalla sola luce stradale, la suggestiva quinta archeologica che affaccia su via di Roma, una delle strade più importante del centro storico, è finalmente sottolineata dal nuovo progetto illuminotecnico che ha avuto la consulenza di Francesco Ambrosino, light design di lunga esperienza nell’ambito della valorizzazione dei beni culturali romani, quali i Fori imperiali e Palazzo Valentini. Il Palazzo di Teodorico costituisce, insieme all’adiacente chiesa palatina di Sant’Apollinare Nuovo, la testimonianza più significativa dell’area imperiale di Ravenna, ed è destinato a diventare il centro di documentazione degli studi fatti nel secolo scorso sullo scavo archeologico dell’area palaziale che si estendeva fino alla odierna stazione.

Roma. Tutti i week end fino a dicembre si può visitare il complesso della Basilica di Sant’Ippolito all’Isola Sacra (Fiumicino). Accesso gratuito

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Il complesso della Basilica di Sant’Ippolito all’Isola Sacra (Fiumicino) dominato dal campanile romanico (foto ssabap roma)

Fino al 10 dicembre 2023, tutti i weekend d’autunno è possibile visitare il complesso della Basilica di Sant’Ippolito all’Isola Sacra (Fiumicino) dalle 11 alle 14.30. Fa parte del percorso di visita anche il piccolo ma prezioso Antiquarium, nel quale sono esposte le iscrizioni rinvenute negli scavi della basilica paleocristiana attigua e dove campeggia il ciborio in marmo di IX secolo d.C., che fu rinvenuto smontato all’interno della basilica e che è stato rimontato già negli anni ’70, dopo la sua scoperta. L’accesso al complesso di Sant’Ippolito, all’Antiquarium e alla cappella del Conventino è gratuito. La soprintendenza speciale di Roma consiglia di abbinarlo alla visita della Necropoli di Porto all’Isola Sacra, dalla quale dista poche centinaia di metri.

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Veduta aerea del complesso della Basilica di Sant’Ippolito all’Isola Sacra (Fiumicino) (foto ssabap roma)

Il complesso archeologico di Sant’Ippolito è costituito da una basilica paleocristiana, da un sistema di cisterne romane sotterranee e dal Conventino medievale, su cui svetta l’imponente campanile romanico che ancora oggi domina e caratterizza il paesaggio urbano, ben visibile anche dalla viabilità principale che scorre verso l’Aeroporto di Fiumicino. Il complesso basilicale è legato al ricordo del martire Ippolito, patrono di Fiumicino, celebrato annualmente il 5 ottobre con una liturgia di commemorazione che si svolge proprio all’interno della basilica paleocristiana. A rendere certa l’intitolazione della basilica paleocristiana al martire Ippolito è il rinvenimento, negli anni ’70 del Novecento, del sarcofago del santo, riportante il nome, il che dà prova documentaria a quella che fino a quel momento era stata un’intitolazione basata sulla tradizione.  Negli anni ’70 vennero in luce anche gli elementi architettonici pertinenti al ciborio, il quale fu rinvenuto smontato e sistemato da una parte già tra il XII e il XIII secolo. Questa è l’epoca cui risale l’ultima frequentazione della basilica. Essa d’altro canto ebbe storia molto lunga: costruita alla fine del IV secolo d.C. fu ampliata tra la fine del V e gli inizi del VI secolo e ulteriormente modificata nell’XI secolo.

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Il ciborio in marmo dell’IX secolo nell’antiquarium del complesso della Basilica di Sant’Ippolito all’Isola Sacra (Fiumicino) (foto ssabap roma)

Risale al IX secolo il ciborio marmoreo che doveva monumentalizzare l’altare e che oggi è rimontato nel piccolo antiquarium annesso alla basilica, nei locali del Conventino: le lastre che lo compongono sono decorate con tralci di vimini, mentre l’elevato è assicurato da eleganti colonnine lisce e capitelli marmorei. Nell’Antiquarium è conservata anche l’iscrizione che cita il martire Ippolito. Al XII secolo risale la risistemazione dell’altare in muratura all’interno della basilica, ma anche la costruzione della torre campanaria del futuro conventino che sorgerà accanto alla basilica e che sopravviverà anche quando l’edificio di culto sarà abbandonato.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri al MArRC” conferenza “Il primo Rinascimento in architettura: Filippo Brunelleschi e Leon Alberti” con Francesca Paolino del Cis

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Tornano gli “Incontri al MArRC”: venerdì 13 ottobre 2023, alle 17.30, nell’ambito del ciclo “I grandi protagonisti dell’arte: architettura, pittura e scultura” il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuovono la prima conferenza “Il primo Rinascimento in architettura: Filippo Brunelleschi e Leon Alberti”. Aprono l’incontro gli interventi di Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il contributo di slides, relazionerà Francesca Paolino, già prof. di Storia dell’Architettura università Mediterranea di Reggio Calabria, componente del Comitato Scientifico del CIS. Il Rinascimento è stato uno dei periodi più floridi dell’arte italiana. Numerosi pittori, scultori e architetti con la loro arte hanno dato vita a nuove tecniche e forme artistiche. Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti, sono tra i maggiori esponenti del Primo Rinascimento, con la loro arte, hanno segnato il passaggio dall’architettura gotica a quella rinascimentale. “Il MArRC è cresciuto come spazio espositivo in questi anni anche grazie agli straordinari Bronzi di Riace e di Porticello, attrattori ionici per tutto la Calabria”, dichiara il direttore Malacrino. “Ma è maturato soprattutto il senso di appartenenza da parte della comunità del territorio, che lo percepisce come luogo da vivere, curare e difendere. Siamo orgogliosi di questo risultato, frutto di un lavoro continuo con tante associazioni che, come il CIS della Calabria, ci hanno permesso di rendere il Museo un luogo dinamico e inclusivo”.

Nasce la Grande Pompei. Con una festa aperta a tutta la popolazione a Villa Regina di Boscoreale. Il parco archeologico di Pompei diventa un parco diffuso di cui fanno parte le aree archeologiche di Pompei, Boscoreale, Oplontis e Stabia e tutto il territorio circostante: biglietto unico, navetta gratuita tra i siti, riapertura dell’Antiquarium di Boscoreale, nuova illuminazione per la Villa dei Misteri

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Ultimi ritocchi alla sala dedicata ai ritrovamenti a Civita Giuliana nel “nuovo” Antiquarium di Boscoreale (foto parco archeologico pompei)

È tutto pronto, oggi venerdì 13 ottobre 2023 nasce la Grande Pompei. Il parco archeologico di Pompei diventa un parco diffuso di cui fanno parte le aree archeologiche di Pompei, Boscoreale, Oplontis e Stabia e tutto il territorio circostante. Ci sarà un unico biglietto, valido per tre giorni, percorsi di visita integrati, navette gratuite per i visitatori, che collegano tutto il giorno i siti. Riaprono l’Antiquarium di Boscoreale (con una sala dedicata agli scavi in corso nella villa suburbana di Civita Giuliana, con il carro cerimoniale rinvenutovi nel 2021) e le ville di Stabia; dopo il restauro delle coperture, la villa dei Misteri avrà un impianto di illuminazione, alimentato con tegole fotovoltaiche simili a quelle antiche.

Appuntamento alle 17.30 all’antiquarium di Boscoreale per l’illustrazione del nuovo piano di fruizione e offerta di visite. Tutta la popolazione è invitata. E alle 19, festa di inaugurazione con musica e aperitivo nell’adiacente Villa Regina, in collaborazione con il Comune di Boscoreale. Dieci giorni fa, proprio per coinvolgere il quartiere di Boscoreale all’interno del quale sorge il sito archeologico, il direttore Gabriel Zuchtriegel ha fatto una passeggiata al di fuori del sito per andare a invitare personalmente gli abitanti del paese.

“Buonasera cari amici”, esordisce Zuchtriegel, “sono qui a Villa Regina a Boscoreale, a fianco c’è l’Antiquarium che noi andremo a riaprire il 13 ottobre 2023. Andremo a inaugurare la Grande Pompei. Pompei diventa un unico grande parco con delle navette che girano in continuazione tra i vari siti, con un unico biglietto, con una nuova illuminazione anche della Villa dei Misteri. Dunque tante novità. E abbiamo deciso di festeggiare questo traguardo qui a Villa Regina con una bella festa dove vi vogliamo tutti invitare. E oggi volevo fare con voi una piccola passeggiata qui fuori in un quartiere intorno al sito: sono palazzi abitativi con i quali forse il sito non dialoga ancora come potrebbe. Noi abbiamo detto: proprio perché è un quartiere forse anche con le sue difficoltà, vogliamo festeggiare proprio lì. E di questo ringraziamo anche il sindaco di Boscoreale che ha subito dichiarato di sostenere questa nostra idea. Quindi faremo una festa insieme, Comune e Parco archeologico, tutto il territorio, le associazioni, le autorità, ovviamente le scuole saranno invitate. Io mi ricordo il posto perché quando anni fa lavoravo come collaboratore al Grande Progetto Pompei venivo spesso qui a Boscoreale perché facevano le riunioni sul piano della conoscenza. C’è un campo sportivo, bambini che giocano. L’archeologia che cosa può dare a questo contesto? Come possiamo contribuire a rendere la vita delle persone più ricca, più stimolante? Non che non lo sia già – non voglio assolutamente giudicare -, ma io penso che i musei, i parchi archeologici, noi dobbiamo essere questo: un punto di riferimento anche sociale”.

Licodia Eubea (Ct). Alla terza giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico protagonista è “La Majara” con l’archeologa Anna Raudino. In teatro un ricco programma di proiezioni e la sera in Badia cinema archeologico muto musicato dal vivo

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L’archeologa Anna Raudino

A Licodia Eubea è arrivato il giorno de “La Majara”. La terza giornata della XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) ci farà conoscere l’archeologa Anna Raudino, che si è occupata della gestione di progetti sui beni culturali ed archeologici sia in Italia che all’estero. La sua esperienza, nelle aree remote dei deserti australiani, le ha permesso di vivere e collaborare con le comunità aborigene del luogo raccogliendo testimonianze di una cultura ancora viva. L’esigenza di tutelare la storia del suo territorio e le esperienze in campo museale hanno giocato un ruolo essenziale nell’ideazione del MAT, il museo Antropologico di Testa dell’Acqua in Val di Noto (Sr). Appuntamento alle 19.30, al Teatro della Legalità, con “Incontro con l’autore”: sarà proprio Anna Raudino a spiegarci “La Majara, tra rito e ars herbaria”.

licodia-eubea_festival-2023_mostra-le-majare-in-sicilia_locandinaLa majara è una figura ancestrale la cui origine sembra perdersi nella notte dei tempi. La guaritrice esercitava forme di alchimia e sperimentava empiricamente le qualità degli elementi vegetali, animali e minerali. Un patrimonio che parla la lingua delle donne. Una cultura matriarcale le cui radici affondano nell’epoca preistorica dove la Sapienza femminile era legata ai cicli naturali lunari, connessa alla vegetazione e alla riproduzione stagionale delle risorse necessarie per la sopravvivenza della comunità. Le storie legate a questa guaritrice sono oggi tutelate tra le mura del MAT Museo.

licodia-eubea_festival-2023_vr-experience-la-majara_locandinaSulle Majare in Sicilia durante il Festival di Licodia è presente al Teatro della Legalità un’installazione artistica con la partecipazione attiva del pubblico, curata dal MAT con gli artisti Nicola Indaco, Marilù Cecchini, Salvatore Raudino. E al museo Archeologico “Antonino Di Vita”, su prenotazione al desk del Festival, c’è “VR EXPERIENCE – La Majara” di Sebastiano Deva (Italia 2023, 8’): esperienza immersiva in CG con oculos. Storie ancestrali, Natura e Magia raccontati attraverso la realtà virtuale. Un percorso fantastico guidato dalla Majara che svela le forze dell’umano e dell’universo. L’esperienza immersiva prevede che tutti gli elementi dello scenario, gli ambienti, gli attori e gli effetti vengano ricreati mediante tecniche di modellazione tridimensionale in Computer Grafica, con l’obiettivo di rendere il più possibile realistica la narrazione visiva.

licodia-eubea_festival-2023_film-in-the-beginning_locandinaAnche per la terza giornata, il programma di film in concorso è molto ricco. Si inizia alle 10, con il film in prima regionale “Faragola. Un mondo ritrovato” di Claudio D’Elia (Italia 2022, 19’); alle 1030, ancora in prima regionale, il film “Archaeology 3.0. Making the dead speak” di Stéphane Jacques (Francia 2022, 53’). Alle 11.30, il film in prima nazionale “In the beginning” di Shaun Clark (Regno Unito 2021, 11’). Chiude la mattinata, alle 11.45, il film, in prima nazionale, “The Spider’s Thread” di Yifan Yu (Cina 2022, 7’).

Nel pomeriggio, alle 16, si riprende con il film in prima regionale “Il bambino che sarà cavaliere” di Gianmarco D’Agostino (Italia 2021, 7’). Alle 16.15, il film in prima nazionale “Göbeklitepe Sakinleri / Gli abitanti di Göbeklitepe” di Sedat Benek (Turchia 2020, 69’). Alle 17.30, in prima regionale, il film “Néandertal, dans les pas d’une autre humanité / Neanderthal, in the footsteps of another humanity” di David Geoffroy (Francia 2022, 52’). Alle 18.30 chiude il pomeriggio il film, in prima regionale, “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso e Diego Schiavo (Italia 2023, 62’).

licodia-eubea_festival-2023_muti-in-note_locandinaDopo l’incontro con l’Autore, e gli Aperitivi in Badia, alle 21 si passa alla Badia per un evento speciale: “Muti in Note” proiezione di film muti a tema storico e archeologico musicati dal vivo dal M° Salvino Strano. In programma “Gli ultimi giorni di Pompei” di Arturo Ambrosio e Luigi Maggi (1908, 17’); “Cabiria” di Giovanni Pastrone (1914, 15’); “Attraverso la Sicilia” di Piero Marelli (1910, 5’) e “Un amore selvaggio” di Raffaele Viviani (1912, 20’).