San Canzian d’Isonzo (Go). Al centro civico l’incontro “La piazza dal Medioevo al Rinascimento”, il secondo su “Piazza Santissimi Martiri. Gli scavi archeologici del sagrato della chiesa di San Canzian d’Isonzo Indagini e scoperte” promosso dalla Sabap FVG

Nella sala maggiore del Centro civico di San Canzian d’Isonzo (Go) in via Trieste 12 sono stati organizzati due incontri dal Comune di San Canzian d’Isonzo con la collaborazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia dal titolo “Piazza Santissimi Martiri. Gli scavi archeologici del sagrato della chiesa di San Canzian d’Isonzo Indagini e scoperte”, per rendere noto lo sviluppo degli studi riguardanti i vari ritrovamenti emersi dagli scavi nel comune di San Canzian d’Isonzo e le nuove ipotesi inerenti migrazioni e insediamenti medioevali nel territorio. A seguito delle attività di indagine preventiva dell’interesse archeologico, svoltesi sotto la direzione scientifica della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il FVG, affidate dal Comune all’archeologo Dario Innocenti, a seguito della progettazione realizzata da Federica Codromaz, propedeutica all’opera di riqualificazione della piazza dei Santissimi Martiri Canziani effettuate nel corso del 2023/24, nuove ipotesi stanno emergendo e saranno affrontate nell’ultimo dei due incontri agostani. Il primo incontro giovedì 6 agosto 2026, “La piazza dall’Età romana all’Alto Medioevo”, il secondo venerdì 21 agosto 2026, alle 20.30, “La piazza dal Medioevo al Rinascimento”. Intervengono Paola Ventura. soprintendente ABAP FVG; Giorgia Musina, Dario Innocenti; Federica Codromaz; Luca Ventura.
Nel corso degli anni ’60 del secolo scorso, negli immediati pressi dell’area oggetto dell’intervento fu intrapresa dall’università di Trieste, coordinati dall’archeologo Mario Mirabella Roberti, una serie di scavi che misero in luce un sito pluristratificato, costituito da resti delle mura perimetrali e dei mosaici di un edificio identificato come una basilica paleocristiana, per la quale sono state individuate almeno tre fasi e che si era ipotizzato fosse stata abbandonata nel corso del X secolo. Nell’area, inoltre, sono state messe in luce, sia in questi scavi che durante indagini successive realizzate nel 2012 dirette dalla soprintendenza alcune strutture abitative e produttive riferibili all’epoca romano-imperiale. Le evidenze rinvenute nelle due ultime campagne di scavo, coerenti con la frequentazione già nota dell’area, hanno permesso di ricostruire con maggiore accuratezza le fasi di occupazione dell’area della piazza. Oltre a riportare in luce la muratura meridionale della cosiddetta basilica paleocristiana, i relativi piani pavimentali e alcuni lacerti musivi, oggetto di un immediato intervento di conservazione, si è accertata la presenza di diverse strutture successive alla basilica, il cui uso non è ancora stata determinato. Inoltre, è stata rinvenuta un’area cimiteriale riferibile all’epoca medievale. L’indagine si è conclusa con la completa documentazione di tutte le evidenze rilevate ponendo particolare attenzione ai livelli riferibili all’epoca tardoantica, cronologicamente compatibili con la basilica paleocristiana che hanno permesso di riconoscere diverse fasi di utilizzo dell’edificio di culto.
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