Palermo. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” apre la mostra “Sicilia//Grecia//Magna Grecia. E dunque quello che cercavo sono (Odisseo Elitis)”: un dialogo tra i capolavori del Salinas, del museo dell’Acropoli di Atene e del museo nazionale di Ruvo di Puglia, e da altri musei dell’Italia meridionale

“Sicilia//Grecia//Magna Grecia. E dunque, quello che cercavo sono (Odisseo Elitis)” è il titolo della mostra che cita il poeta greco, premio Nobel per la letteratura nel 1979. La mostra allestita nel museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo sarà inaugurata alle 21 di mercoledì 20 dicembre 2023 e sarà visitabile fino al 31 marzo 2024 (dal martedì al sabato dalle 9 alle 18, domenica e festivi 9-13.30). Alla presentazione saranno presenti l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato; l’assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Gianpiero Cannella; l’assessore al Centro storico del Comune di Palermo, Maurizio Carta; la direttrice del museo Salinas, Caterina Greco, curatrice della mostra insieme alla professoressa di Storia greca dell’università di Lecce, Flavia Frisone, e alla ricercatrice di Museologia dell’università di Bari Elisa Bonacini. La mostra, finanziata dal ministero della Cultura con fondi europei del Pon “Cultura e sviluppo” (Fesr 2014-2020), fa parte di un programma di interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana, per i quali l’assessorato regionale dei Beni culturali ha sottoscritto un accordo con il Comune di Palermo.

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Caterina Greco, direttrice del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo nella sala delle metope del Tempio E di Selinunte (foto regione siciliana)

Filo conduttore della mostra è “Il viaggio”, come racconta lo stesso logo. Una barca che solca le onde del mare, quelle “strade liquide” capaci di creare una fitta rete di relazioni sociali, culturali ed economiche fra Grecia, Sicilia e Magna Grecia, aree nelle quali si sviluppò il grande fenomeno della grecità occidentale che sta a fondamento della cultura europea. Un “dialogo” fra i capolavori del museo Salinas, dai sarcofagi della Cannita alle metope dei Templi di Selinunte, e quelli dell’arte greca, come il rilievo dell’Atena pensosa proveniente dal museo nazionale dell’Acropoli di Atene, e dell’arte magno-greca, come il monumentale cratere apulo del pittore di Licurgo, in prestito dal museo nazionale di Ruvo di Puglia. Tanti gli altri preziosi reperti provenienti dai numerosi musei prestatori siciliani, che in questa occasione hanno fatto rete intorno al museo palermitano, in una narrazione corale da oriente a occidente in Sicilia. La mostra sarà accompagnata da narrazioni digitali di differente tecnologia, dall’esperienza immersiva in realtà virtuale a brochure interattive e corredate di video storie animate e podcast, realizzate dalle aziende del gruppo Vodafone Italia.

 

Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del Master di II livello in “Diritto e Nuove Tecnologie per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali”

roma_curia-iulia_master_diritto-e-nuove-tecnologie-per-la-valorizzazione-dei-beni-culturali_locandinaMartedì 19 dicembre 2023, alle 15, la Curia Iulia ospita la presentazione del Master di II livello in “Diritto e Nuove Tecnologie per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali”. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Ersilia Barbato, prorettrice alla Didattica di Sapienza Università di Roma; Giulia Silvia Ghia, assessore alla Cultura, scuola, sport e politiche giovanili del Municipio I di Roma Capitale; Gen. B. Francesco Gargaro, comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale; Luigi Rinella, direttore del Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato; Luigi Capogrossi Colognesi, Accademia dei Lincei. Segue la presentazione del lavoro di tirocinio sulla “Fondazione Giacomo Boni – Flora Palatina”. Coordinamento scientifico: Roberta Alteri (parco archeologico del Colosseo) e Alessandra Micali (responsabile del tirocinio per il Master). Tirocinanti: Mariana Coronel Gómez, Piergiorgio Monti, Giorgia Roma, Valeria Minisini, Marianna Nicolosi, Gianmarco Santoro, Edoardo Rosito. Conclude Elena Tassi, direttrice del Master.

Il Master nasce dalla sinergia di partner pubblici e privati nell’ambito del DTC – Centro d’Eccellenza della Regione Lazio. L’iniziativa vede il coinvolgimento del dipartimento di Scienze giuridiche di Sapienza Università di Roma, del parco archeologico del Colosseo, dell’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR, nonché di docenti di elevata professionalità, provenienti dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, dal Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato e da numerosi altri Enti ed Aziende di riconosciuta competenza nel settore. Il Corso, giunto ormai alla sua quinta edizione, ha come obiettivo la formazione di nuovi profili professionali capaci di interagire in modo efficace all’interno del settore multidisciplinare dei beni culturali, pubblici e privati, consentendo l’acquisizione di competenze che spaziano dal diritto al management, dall’impiego delle nuove tecnologie alla realizzazione e gestione di modelli integrati di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Ercolano. Al parco archeologico partono i nuovi servizi di bigliettazione e di accoglienza 

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Il nodo di Ercole, logo del parco archeologico di Ercolano

Da martedì 19 dicembre 2023 partono i nuovi servizi di bigliettazione e di accoglienza del parco archeologico di Ercolano con una rete di customer services capillare. Il Servizio biglietteria, trasferito temporaneamente in un ufficio mobile, sarà attivo tutti i giorni dalle 8.30 alle 15.30, il sito per l’acquisto dei biglietti on line è https://ecm.coopculture.it/index.php?option=com_snapp&view=event&id=6B28C87A-72A3-F118-6B60-018C1FF9AF6B&catalogid=82CD9629-1EFA-01B4-1039-018C68FAB62F. Link per le scuole https://ecm.coopculture.it/index.php?option=com_snapp&view=event&id=F1870231-C58F-E131-3887-018C69024649&catalogid=669BF9FE-1F86-A346-33A8-018C691A99C0 Il Servizio Informazioni (081.0106490) multilingue sarà attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 17. Il Bookshop, trasferito temporaneamente in un ufficio mobile, sarà aperto negli orari di apertura del sito.

Siracusa. Al teatro Massimo va in scena “Il Derviscio di Bukhara” offerto dal parco archeologico: un viaggio tra le magie dell’Oriente e dell’Asia Centrale, alla scoperta della spiritualità dei dervisci

derviscio locandina 19 dic 2023Narrazione, musica e danze sufi e persiane conducono il pubblico in un viaggio tra le magie dell’Oriente e dell’Asia Centrale, alla scoperta della spiritualità dei dervisci, di cui la città di Bukhara fu in vari periodi uno dei centri più importanti. Appuntamento martedì 19 dicembre 2023, alle 21, al teatro Massimo comunale di Siracusa, in via del Teatro a Ortigia, con “Il Derviscio di Bukhara”, spettacolo scritto e diretto da Alberto Samonà. “Il Derviscio di Bukhara” è offerto dal parco archeologico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai, che lo ha voluto donare a Siracusa nell’ambito del programma di iniziative “Il Parco per la città”, grazie alla collaborazione con il Comune, che ha messo a disposizione il Teatro Massimo cittadino. Biglietto di ingresso al costo simbolico di 1 euro. Le prenotazioni posso essere effettuate direttamente al botteghino del teatro, dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20, telefonicamente allo 0931 1791148, oppure 3345683715. Per info: direzione@teatrodellacitta.it. Narrazioni teatrali con Stefania Blandeburgo e Davide Colnaghi. Musica e canti sufi originali e della Tradizione con Tito Rinesi & Ensemble Dargah: Tino Rinesi (voce, tamburo a cornice, saz), Piero Grassini (oud e voce), René Rashid Scheier (flauto ney), Flavio Spotti (percussioni e voce). Danze dei dervisci e coreografie con Grazia Cernuto (danze persiane) e Amal Oursana (Samā, danze sufi). Il testo è del giornalista e scrittore Alberto Samonà. Produzione “Terzo Millennio Progetti Artistici”.

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Lo spettacolo “Il Derviscio di Bukhara” scritto e diretto da Alberto Samonà (foto alberto samonà)

Tra simboli, racconti e analogie proprie del Sufismo, “Il derviscio di Bukhara” non è uno spettacolo teatrale, musicale o di danza, ma un invito alla ricerca interiore e alla scoperta di un universo che si dischiude in una dimensione senza tempo, ancorché antica di secoli. Un gesto di ringraziamento e al tempo stesso, una preghiera, proprio come il samā dei dervisci. È un incontro fra tradizioni: la spiritualità dell’Asia Centrale, la danza sacra dei dervisci e quelle di più marcata influenza persiana, la musica sufi dell’area ottomano-turca e del vicino Oriente e le narrazioni circolari e rituali dell’Asia. Un incontro che è metafora di un viaggio lungo la “Via della Seta”, di cui la città di Bukhara fu tappa fondamentale, meta di viaggiatori di ogni provenienza che attraversavano vasti territori su questa rotta che congiungeva e congiunge, spiritualmente e culturalmente, Oriente e Occidente, fino al Mediterraneo. Al centro della vicenda narrata c’è l’arte dei tappeti, che in questi luoghi si tramanda da sempre e che schiude alla conoscenza di antichi saperi. Ma è anche un racconto d’amore: fra i riferimenti e le fonti a cui si ispira lo spettacolo, infatti, vi sono fiabe e poemi orientali, fra cui la storia di “Leyla e Majnun” di Nizami Ganjavi, poeta persiano del XII secolo d.C. Il testo è, inoltre, arricchito dall’inserimento di racconti della tradizione del Sufismo. Le armonie musicali e i canti patrimonio dei dervisci accompagnano sovente il sacro rito dello zhikr e le danze sacre danno la possibilità di scoprire un universo sacro che congiunge il nostro piano con quello Divino. Allo stesso modo, il ritmo della voce completa l’opera in una “circolarità rituale”, propria della tradizione dei cantastorie erranti d’Oriente. “Il derviscio di Bukhara” può, dunque, essere considerato come la ricerca di un incontro con il piano universale, che avviene mediante la parola, il suono e il movimento.

Torino. Al museo Egizio “La maledizione del faraone: leggenda e realtà”: conferenza, in presenza e on line, dell’egittologo Federico Poole, curatore al museo

torino_egizio_conferenza-la-maledizione-del-faraone-leggenda-e-realtà_federico-poole_locandinaIl 4 novembre del 1922 Howard Carter scopre la tomba di Tutankhamon. Pochi mesi dopo il suo finanziatore, Lord George Carnarvon, che aveva presenziato all’apertura della sepoltura in febbraio, muore di polmonite al Cairo. È solo l’inizio di una serie di decessi di visitatori della tomba o persone connesse a Carnarvon. I giornali dell’epoca speculano sulla “maledizione del faraone”. Il tema della “maledizione del faraone” verrà approfondito dall’egittologo Federico Poole nell’incontro “La maledizione del faraone: leggenda e realtà”. Appuntamento nella sala conferenze del museo Egizio di Torino martedì 19 dicembre 2023, alle 18. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventibrite https://www.eventbrite.it/…/biglietti-la-maledizione…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La “maledizione” non è una semplice invenzione: nell’antico Egitto era infatti pratica comune quella di proteggere le tombe o le stele funerarie con formule che promettevano morte, torture o un processo nell’Aldilà a chi osasse profanarle. Il conferenziere approfondirà il tema e risponderà, a modo suo, alla domanda “esiste la maledizione del faraone?”.

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L’egittologo Federico Poole, curatore del museo Egizio di Torino

Federico Poole è curatore al museo Egizio. Tra i suoi compiti principali vi sono la cura di allestimenti permanenti e mostre temporanee e la supervisione delle pubblicazioni di ricerca del museo. Ha curato le mostre “Il Nilo a Pompei” (2016, con Alessia Fassone), “Una statua sonora” (2021), “Il dono di Thot” (2022, con Paolo Marini e Susanne Töpfer) e “Un falso autentico: la statua di Neshor” (con Maxence Garde e Matteo Lombardi). È direttore della Rivista del Museo Egizio. Tra i suoi interessi di studio vi sono i rapporti di lavoro e di classe nell’antico Egitto, l’ideologia funeraria, l’arte egizia, le statuette funerarie (ushebti) e la ricezione di elementi culturali egizi nella Campania antica. Dal 2021 è titolare dell’insegnamento di Antichità egizie all’università di Torino.

Milano. Al museo di Storia Naturale apre “Tracce”, il nuovo percorso immersivo e coinvolgente dedicato all’evoluzione umana. Due giorni di ingresso gratuito e di incontri aperti al pubblico con studiosi e ricercatori

milano_storia-naturale_mostra-tracce-storia-dell-evoluzione-umana_locandinaAl museo di Storia Naturale di Milano apre “Tracce”, il nuovo percorso immersivo e coinvolgente dedicato all’evoluzione umana. Il 19 dicembre 2023, alle 10, ci sarà l’evento di inaugurazione, con ingresso libero fino a esaurimento posti e trasmessa in diretta streaming su scienzainrete.it. Martedì 19 e mercoledì 20 dicembre 2023 sono previsti l’ingresso gratuito al Museo e un programma di incontri aperti al pubblico con studiosi e ricercatori. L’allestimento con cui il museo di Storia di Naturale di Milano riapre la sala dedicata alle origini della nostra specie ha coinvolto, oltre ai Conservatori e al personale del Museo, progettisti, tecnici, grafici e artisti. Programma dell’inaugurazione martedì 19 dicembre 2023: alle 10, i saluti istituzionali di Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano; Domenico Piraina, direttore Cultura e Area Mostre e Musei scientifici; Chiara Fabi, responsabile Musei scientifici. Introduce: Anna Alessandrello, conservatore di Paleontologia MSNM. Alle 10.30, lectio magistralis di Giorgio Manzi, paleoantropologo (Sapienza Università di Roma), “Sulle tracce dell’evoluzione umana”; 12, apertura al pubblico della nuova esposizione; 14.30, “Tracce. Una conversazione sull’evoluzione umana”: Silvia Bencivelli, giornalista scientifica, incontra Marco Cherin, paleontologo (università di Perugia); Jacopo Moggi Cecchi, paleoantropologo (università di Firenze); Marco Peresani, archeologo (università di Ferrara); Fabio Di Vincenzo, paleoantropologo (università di Firenze); Olga Rickards, antropologa molecolare (università di Roma Tor Vergata).

Udine. A Palazzo Clabassi, sede della Sabap FVG, l’incontro “La messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in casi emergenziali” per raccontare, ascoltare, illustrare la propria attività istituzionale, e sensibilizzare la collettività sui temi di protezione civile, resilienza e riduzione dei rischi

Udine_palazzo-clabassi_incontro-messa-in-sicurezza-e-salvaguardia-del-patrimonio-culturale_foto-sabap-fvgPer “Incontriamoci in Soprintendenza” appuntamento lunedì 18 dicembre 2023, alle 17, a Palazzo Clabassi di Udine, sede della soprintendenza, per l’incontro “La messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in casi emergenziali. La formazione dei volontari di Protezione Civile nella messa in sicurezza di beni culturali a seguito di eventi calamitosi. Esperienze a confronto”. Prima dell’evento sarà possibile effettuare una visita guidata al “laboratorio di restauro” della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG (a partire dalle 16.15 previa prenotazione al link sottostante e verifica della disponibilità dei posti). Ingresso libero sino ad esaurimento posti. PRENOTAZIONE CONSIGLIATA registrandosi al link https://forms.gle/ZHX6tNw9fPE1ATtS8. La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia apre le porte per raccontare, ascoltare, illustrare la propria attività istituzionale e i propri compiti di tutela del patrimonio culturale alla comunità con un incontro, in collaborazione con Protezione Civile della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. L’incontro, per sensibilizzare la collettività sui temi di protezione civile, resilienza e riduzione dei rischi, riguarderà la messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in casi emergenziali e della preventiva formazione dei volontari di Protezione Civile. Gli eventi alluvionali e geologici prodotti dai cambiamenti climatici in atto infatti rendono necessario gestire situazioni emergenziali sempre più frequenti. Tali eventi possono mettere in pericolo la conservazione di beni storico artistici, architettonici e trasformare i nostri paesaggi in maniere irreversibile.

Udine_palazzo-clabassi_incontro-messa-in-sicurezza-e-salvaguardia-del-patrimonio-culturale_1_foto-sabap-fvgLa soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio FVG e la Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia hanno siglato, in occasione del 40° anniversario del terremoto del 1976, una convenzione che ha tra gli scopi principali la formazione dei volontari nello specifico settore della messa in sicurezza dei beni culturali in caso di eventi emergenziali. La convenzione è stata confermata una prima volta nel 2018 ed è al momento in fase di rinnovo. La formazione viene attuata tramite il “Corso di formazione di base per la messa in sicurezza di beni mobili a seguito di eventi calamitosi” che ha lo scopo di fornire ai volontari di protezione civile le nozioni fondamentali sulla normativa in vigore nel settore dei beni culturali e sulle operazioni di recupero, messa in sicurezza, imballaggio, trasporto di beni storico artistici colpiti da questi eventi. Alla formazione hanno collaborato nel corso del tempo i rappresentanti della Curia Arcivescovile, del Comando Provinciale Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale; la formazione inoltre ha compreso esercitazioni pratiche coordinate dal personale tecnico-scientifico della Soprintendenza. Dal 2016 a oggi sono stati formati circa 250 volontari che hanno dato il loro contributo consapevole nell’alluvione che ha colpito il Friuli nell’ottobre 2018 (VAIA) ma anche nei recenti eventi calamitosi che hanno interessato la regione e il nord d’Italia nel 2023 con il maltempo nella bassa friulana e il recente fenomeno alluvionale in Emilia Romagna.

Udine_palazzo-clabassi_incontro-messa-in-sicurezza-e-salvaguardia-del-patrimonio-culturale_2_foto-sabap-fvgPROGRAMMA. Alle 17, i saluti istituzionali: Andrea Pessina, soprintendente ad interim Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e direttore segretariato regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia; Riccardo Riccardi, assessore con delega alla Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia; Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia. Seguono gli interventi di Morena D’Aronco, restauratrice, SABAP FVG, “La formazione dei volontari della Protezione Civile per la messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in ambiti emergenziali”; Alessandro Volpini, comandante Nucleo carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale di Udine, “La messa in sicurezza del patrimonio culturale nei casi di calamità naturali o conflitti bellici”. L’impiego del personale dei TPC nella Task Force Caschi Blu della Cultura; Nazzareno Candotti e Maria Teresa Plet, Protezione Civile della Regione FVG – direttore servizio volontariato, Nue 112 e sistemi tecnologici e PO gestione e sviluppo del sistema di volontariato di protezione civile, “Le squadre di volontari di protezione civile della Regione FVG specializzate in gestione dei beni culturali nell’ambito della Colonna mobile regionale”. Modera Mirko Pellegrini, architetto, SABAP FVG – responsabile area funzionale “paesaggio”.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Nozomu Kawai parla di “Tutankhamun’s reign: what new evidence reveals”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-tutankhamun-s-reign-what-new-evidence-reveals_Nozomu-Kawai_locandina“Tutankhamun’s reign: what new evidence reveals”: appuntamento lunedì 18 dicembre 2023, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino per la nuova, importante, conferenza scientifica del prof. Nozomu Kawai che sulla base delle più recenti ricerche può affermare che, diversamente da quanto ritenuto per molto tempo, Tutankhamun va considerato un faraone importante. La conferenza, organizzata in collaborazione con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, sarà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). L’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-nozomu-kawai…. L’evento sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Nonostante la tomba di Tutankhamon, scavata 101 anni fa, sia considerata la tomba reale più ricca scoperta in Egitto, il suo regno è stato oscurato a causa della cancellazione della sua memoria da parte dei faraoni successivi e della mancanza di testimonianze concrete. Per lungo tempo è stato considerato un re poco importante e la sua sovranità largamente trascurata a causa della sua breve durata, inferiore ai dieci anni. Tuttavia, attualmente sono disponibili considerevoli documentazioni che dimostrano il contrario grazie ai recenti scavi archeologici, agli studi epigrafici nei templi e nelle tombe e alla meticolosa ricerca nei musei di tutto il mondo. La conferenza aggiornerà la nostra comprensione di Tutankhamon e del suo periodo utilizzando nuove testimonianze sul faraone e sui suoi funzionari di corte.

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Nozomu Kawai, egittologo all’università di Kanazawa

Nozomu Kawai è un professore di Egittologia e direttore dell’Istituto per lo Studio delle Civiltà antiche e delle Risorse culturali all’università di Kanazawa in Giappone, nonché direttore della missione giapponese-egiziana nel nord di Saqqara. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale in Archeologia all’università di Waseda e ha completato il dottorato in egittologia alla Johns Hopkins University di Baltimora, nel Maryland, nel 2006. La sua tesi di dottorato si intitola “Studi sul Regno di Tutankhamon” ed è stata supervisionata dalla dott.ssa Betsy M. Bryan. Ha anche insegnato presso l’Università di Waseda ed è stato Professore Visitante di Egittologia presso l’American University in Cairo con la borsa di studio William Kelly Simpson. Si specializza nella storia, nell’arte e nell’archeologia del Nuovo Regno in Egitto, con particolare enfasi sul periodo che va dalla fine della XVIII dinastia alla XIX dinastia.

Paestum. “Diari di Archeologia”: nel quarto episodio il direttore Tiziana D’Angelo e il funzionario archeologo Francesco Scelza ci porta a scoprire la mostra “Elea: la rinascita” nell’area archeologica di Velia

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Locandina della mostra “Elea: la rinascita” nell’area archeologica di Velia dal 4 agosto 2023 al 30 aprile 2024

Dopo aver seguito lo scavo del Tempietto dorico di Paestum con Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia, aver partecipato con Teresa Marino, funzionario archeologo del parco, al sopralluogo effettuato con l’Opificio delle Pietre Dure alla Tomba del Sequestro della Finanza, essere andati alla scoperta della sezione “Oltre il museo” nei depositi del museo di Paestum con Manuel Crisci assistente alla fruizione (vedi  Paestum. “Diari di Archeologia”: nel terzo episodio l’assistente Manuel Crisci ci porta a scoprire le lastre tombali lucane, dalla Tomba degli Atleti alla Tomba del Magistrato nella sezione “Oltre il Museo” dei depositi dell’Archeologico nazionale | archeologiavocidalpassato), nel quarto episodio della rubrica “Diari di Archeologia” è dedicato alla mostra intitolata “Elea: la Rinascita”, inaugurata il 4 agosto 2023, che sarà aperta al pubblico fino al 30 aprile 2024. Il percorso espositivo è illustrato dal direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo, e dal funzionario archeologo del Parco, Francesco Uliano Scelza.

“La mostra Elea: la rinascita”, esordisce Tiziana D’Angelo, “ci riporta alle origini della città di Elea-Velia nel VI secolo a.C. in un percorso che attraversa tutta l’area archeologica e ha il suo fulcro sull’acropoli. La mostra racconta la nascita della città di Elea e la rinascita del suo popolo. Un popolo, quello dei Focei, che aveva dovuto abbandonare la propria patria sulla costa occidentale della Turchia per evitare l’assedio dei Persiani. Una storia quindi eterna e universale di conflitti esilio e riscatto. La mostra trae ispirazione dai risultati degli scavi più recenti che sono stati condotti proprio qui sull’acropoli. E sono qui oggi con il dottor Francesco Scelza, funzionario del parco che ci racconterà dei risultati degli scavi passati e di come un progetto di scavo nuovo sia stato integrato all’interno della mostra”.

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L’archeologo Francesco Uliano Scelza con il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia Tiziana D’Angelo (foto pa-paeve)

“Tappa fondamentale della mostra e centrale per il suo percorso”, spiega Francesco Scelza, “è la zona di scavo, una zona di scavo che abbiamo sondato qualche anno fa, recentissimamente, e che ha condotto a importantissimi e ricchissimi risultati. I materiali di questi scavi sono adesso esposti all’interno di un’altra tappa della mostra. Ma abbiamo voluto aprire lo scavo proprio per far vedere all’interno del percorso le stratigrafie e le successioni di strutture e cose che hanno caratterizzato i primi anni di vita di Elea”.

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L’erma di Parmenide esposta nella mostra “Elea: la rinascita” (foto pa-paeve)

“In questa storia di rinascita la filosofia gioca un ruolo assolutamente cruciale”, riprende la direttrice. “I due filosofi Parmenide e Zenone, filosofi presocratici e fondatori della famosa scuola eleatica, appartenevano alle prime generazioni degli abitanti di Elea. Ma erano molto più che filosofi. Non dimentichiamo che sono state proprio le buone leggi di Parmenide a consentire alla città di Elea di fiorire. E la memoria di queste due figure segna lo sviluppo della città di Elea-Velia nei secoli a venire fino all’epoca romana”.

 

Taranto. Al museo Archeologico nazionale per “MArTA in MUSICA – Le matinée domenicali”: in programma l’ultimo concerto dell’anno il concerto “Magico Gospel” diretto da Graziano Leserri per un’immersione nelle calde atmosfere natalizie

taranto_marta-in-musica_magico-gospel_locandinaDodicesimo e ultimo appuntamento dell’anno con la rassegna “MArTA in Musica”, le matinée domenicali tra musica e archeologia nate dalla collaborazione tra Orchestra della Magna Grecia, con la cura dei maestri Maurizio Lomartire e Pierfranco Semeraro del L.A. Chorus, e museo Archeologico nazionale di Taranto. La rassegna giunge al termine con un evento che ci immergerà nelle calde atmosfere natalizie. Domenica 17 dicembre 2023 le sale del museo Archeologico nazionale di Taranto ospiteranno il concerto “Magico Gospel”. Il direttore Graziano Leserri dirigerà Antonio Leserri alla batteria, Nicola Vignola al pianoforte, Luca Gemmariello alla chitarra e il Coro L.A. Chorus. Ingresso consentito dalle 11.15. Inizio alle 11.45. Il costo del biglietto è di 8 euro. Il biglietto per assistere al concerto potrà essere acquistato nella sede dell’Orchestra della Magna Grecia (a Taranto, in via Ciro Giovinazzi, 28) e su : https://www.ticketsms.it/event/7KO6yfv5.