Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Mille storie all’Etru. Raccontando la mostra di Spina” visita guidata particolare con letture sulla storia della città perduta di Spina
“Mille storie all’Etru. Raccontando la mostra di Spina”: è la particolare visita guidata proposta dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia martedì 13 febbraio 2024, alle 15, a cura dei Servizi Educativi e Accessibilità culturale del Museo. Visita compresa nel biglietto d’ingresso del Museo su prenotazione all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Si esplorerà la mostra “Spina Etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo” con questa visita guidata particolare, arricchita da letture di brani che offrono lo spunto per raccontare la grande storia della città perduta di Spina. Con Romina Laurito e Alessandra Leonardi si attraverseranno le diverse sezioni della mostra lasciandoci catturare da approfondimenti e letture di testi classici, poesie e interviste.
Comacchio (Fe). La collezione del museo Delta Antico si è arricchito di 160 nuovi reperti dall’antica città etrusca di Spina, recuperati dalle Forze dell’Ordine tra il 1924 e il 1965

Al museo Delta Antico di Comacchio 160 nuovi reperti da Spina recuperati dalle Forze dell’Ordine tra il 1924 e il 1965 (foto comune di comacchio)
La collezione del museo Delta Antico di Comacchio (Fe) si è arricchito di ben 160 nuovi reperti. Si tratta di vasi, unguentari, crateri e coppe provenienti dall’antica città etrusca di Spina frutto di recuperi effettuati dalle Forze dell’Ordine dal 1924 al 1965. I reperti sono giunti al museo Delta Antico il 6 febbraio 2024 seguito della sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra il Comune di Comacchio e la direzione regionale Musei Emilia-Romagna. Tali reperti arricchiscono la sezione etrusca della collezione museale che può vantare già una ricca esposizione di pregio. Il museo Delta Antico prosegue così il suo percorso di crescita ponendosi come punto di riferimento nel panorama culturale, archeologico e museale e registrando un continuo aumento di visitatori sia italiani che stranieri.

Foto di gruppo alla presentazione dei 160 nuovo reperti al museo Delta Antico: il primo a sinistra, Marco Bruni, direttore del museo Delta Antico; al centro, Emanuele Mari, assessore alla Cultura; e Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto comune di comacchio)
“È un altro momento storico per il nostro Museo”, dichiara l’assessore alla Cultura, Emanuele Mari, “che si arricchisce di ben 160 reperti di alto valore scientifico, che segue quello del maggio 2022 quando sono giunti a Comacchio i vasi attici e i corredi delle tombe n. 579 e 19C, per complessivi 64 reperti. Questi risultati sono il frutto della proficua collaborazione tra i musei di Comacchio e Ferrara, che continuerà anche nel prossimo futuro”. E il direttore del museo Delta Antico Marco Bruni osserva: “Il Museo deve essere una realtà dinamica, in continua evoluzione. Lavoriamo per ampliare la nostra collezione e per far conoscere sempre più la storia di Comacchio e del suo territorio”.

Al museo Delta Antico di Comacchio 160 nuovi reperti da Spina recuperati dalle Forze dell’Ordine tra il 1924 e il 1965 (foto comune di comacchio)
“Siamo particolarmente soddisfatti di questo nuovo risultato”, aggiunge il direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara Tiziano Trocchi, “che vede ancora rafforzarsi i rapporti di collaborazione positiva e costruttiva tra museo Archeologico nazionale di Ferrara e museo Delta Antico, tra la direzione regionale Musei Emilia Romagna e il Comune di Comacchio, nel comune intento di valorizzare al meglio il patrimonio archeologico straordinario che l’antica Spina etrusca ci ha restituito, portandolo a conoscenza di un pubblico sempre più vasto”.
Locri (RC). In municipio l’incontro “Patrimonio culturale tra legislazione, storia e valorizzazione” promosso dall’Archeoclub d’Italia – sezione di Locri
“Patrimonio culturale tra legislazione storia e valorizzazione” è il titolo dell’evento promosso dalla sezione di Locri (RC) dell’Archeoclub d’Italia con i Lions di Gerace, Monasterace Kaulon e Siderno. Appuntamento al Palazzo Comunale di Locri sabato 11 febbraio 2024, alle 16. Dopo i saluti istituzionali di Giuseppe Fontana, sindaco di Locri; Domenica Bumbaca, assessore alla Cultura; Nicola Monteleone, presidente Archeoclub d’Italia sezione di Locri; e Adele Careri, presidente Lions Club di Gerace, intervengono Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri; Carmela Neri, presidente dell’ordine degli avvocati di Locri; Rossella Agostino, archeologa; e Carlo Tropiano, avvocato. Conclude Anna Careri.
Pisa. Al museo delle Navi antiche, per il mese degli innamorati, “AMOR AMORIS: un viaggio nell’Ars amatoria”: visita tematica speciale e laboratorio per adulti
Sabato 10 febbraio 2024 appuntamento con l’Amore. Dove? Al museo delle Navi antiche di Pisa che In occasione del mese degli innamorati propone una speciale attività “AMOR AMORIS: un viaggio nell’Ars amatoria”: alle 15.30 con la visita guidata e alle 16.30 con il laboratorio; durata 2 ore, costo 12 euro a persona + ingresso al museo. Per info sui costi di ingresso: https://www.navidipisa.it/informazioni/. Prenotazione obbligatoria allo 05047029 o a prenotazioni@navidipisa.it, nel fine settimana al numero 0508057880. L’attività verrà realizzata con un minimo di 15 partecipanti. In un mondo che corre veloce e si fa sopraffare dalla ricerca della novità a tutti i costi, anche l’amore è diventato qualcosa da ottenere in poco tempo. Ecco che il museo delle Navi Antiche di Pisa propone allora una visita tematica speciale, in cui gli operatori del museo accompagneranno i partecipanti alla scoperta dell’amore al tempo degli antichi romani, attraverso i reperti provenienti dallo scavo delle Navi di San Rossore. A conclusione della visita sarà possibile partecipare al laboratorio per adulti, in cui si realizzeranno olii afrodisiaci profumati e si potranno conoscere altri appassionati e appassionate di storia e archeologia.
Bologna. Al museo civico Archeologico visita guidata speciale con azione teatrale “Gli Etruschi tornano in città: 150 anni del Carnevale degli etruschi”
Il 15 febbraio 1874 la Società del Dottor Balanzone decise di dedicare agli Etruschi la grande parata di Carnevale, assecondando il grande interesse che la scoperta dei grandi sepolcreti felsinei aveva suscitato nei bolognesi. Una gigantesca sfilata con oltre mille figuranti attraversò quel giorno la città, fingendo il ritorno a Felsina, ormai diventata Bologna, degli antichi abitanti etruschi. Alla preparazione di quell’evento parteciparono alcuni dei più importanti archeologi dell’epoca, da Giovanni Gozzadini ad Antonio Zannoni: saranno loro, insieme ad altri personaggi illustri dell’epoca, ad accogliere in museo sabato 10 febbraio 2024, alle 14.30 e alle 15.15, i visitatori nella visita guidata con azione teatrale “Gli Etruschi tornano in città: 150 anni del Carnevale degli etruschi”, con Marinella Marchesi e i rievocatori di 8cento APS. Saranno loro a raccontare aneddoti curiosi su quella straordinaria giornata, mostrando gli oggetti archeologici che servirono da ispirazione per costumi e utensili. Visita gratuita compresa nel biglietto per il museo. Prenotazione obbligatoria.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia Valeria de Scarpis ci porta “Sulla rotta di Spina”, terzo appuntamento con gli itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”

Coppa con delfini esposta nella mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo” (foto etru)
Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia terzo incontro “Sulla rotta di Spina”: ciclo di itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. Appuntamento sabato 10 febbraio 2024, alle 11.30, visita guidata a cura di Valeria de Scarpis, compresa nel costo del biglietto su prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi all’accoglienza salvo disponibilità. A testimoniare il complesso intreccio di rapporti culturali ed economici fra il mondo greco e gli Etruschi, c’è una coppa che presenta sul fondo interno tre delfini che guizzano in sincronia, quasi danzando al ritmo del doppio flauto che il più grande sta suonando. Secondo la maggior parte degli studiosi la scena allude al mito di Dioniso e dei “Pirati Tirreni”, ovvero uno dei modi in cui i Greci identificavano gli Etruschi, i quali ebbero per molto tempo uno stretto controllo sulle rotte commerciali nel mare Tirreno (ovvero il “mare etrusco”). Questa è una delle storie che si conoscono attraversando le sale della mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”.
Washington (DC). Nuove scoperte e nuove risposte su “Nefertiti e il paesaggio funerario a Tell el-Amarna”, conferenza on line dell’egittologa Jacquelyn Williamson (George Mason University in Virginia) promossa dall’American Research Center in Egiypt (Arce). Registrazione obbligatoria su Zoom

La necropoli meridionale di Tell-el Amarna nell’Egitto centrale (foto arce)
Il sacro paesaggio funerario nel sito di Tell el-Amarna, la capitale del cosiddetto faraone “eretico” Akhenaton e della regina Nefertiti, non è ben compreso. Il principale centro di culto della nuova religione di Akhenaton era incentrato su un dio del sole chiamato Aton, ma sopravvivono poche informazioni per illuminare le credenze mortuarie dell’Atenismo. Sul tema interviene l’egittologa Jacquelyn Williamson nella conferenza “Nefertiti e il paesaggio funerario a Tell el-Amarna” organizzata dall’American Research Center in Egiypt (Arce) di Washington DC (USA). Appuntamento on line sabato 10 febbraio 2024, alle 13 (ora degli Stati Uniti orientali), le 19 di Roma. La conferenza si terrà su Zoom e per partecipare è necessario registrarsi inviando un’e-mail a arce.dc.news@gmail.com per richiedere un collegamento. L’evento dura un’ora 50 minuti per la lezione, 10 minuti per le domande e risposte. Le iscrizioni chiuderanno un’ora prima dell’inizio del talk. Nuove scoperte in città rispondono a domande su come interagivano le tombe e i templi e rivelano cosa potevano aspettarsi i morti non reali per la loro ricompensa eterna. Di ancora maggiore interesse è che queste scoperte rivelano che la religione di Amarna era più simile alle pratiche tradizionali egiziane di quanto pensassimo in precedenza.

L’egittologa Jacquelyn Williamson, professore associato alla George Mason University in Virginia (foto arce)
La dottoressa Jacquelyn Williamson, professore associato alla George Mason University in Virginia, è un’egittologa con un focus speciale sul genere e sul potere religioso. Il suo libro, Nefertiti’s Sun Temple: A New Cult Complex at Tell el-Amarna, parte della Harvard Egyptology Series di Brill, è stato pubblicato nel settembre 2016. La dottoressa Williamson è coinvolta nelle indagini in corso su Kom el-Nana a Tell el-Amarna in Egitto, il sito di un tempio del sole associato alla regina Nefertiti, che è l’argomento del suo primo libro. È stata membro di numerose missioni archeologiche in Egitto e ha lavorato in molti musei tra cui il museo Egizio del Cairo e l’Harvard Semitic Museum, e ha ricoperto incarichi di insegnamento e ricerca presso l’UC Berkeley, l’università di Harvard e l’università di Brandeis.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri al MArRC” conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento” con Francesca Paolino, già università Mediterranea
Per il ciclo “Incontri al MArRC” 2024, appuntamento venerdì 9 febbraio 2024, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con la conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento”, promossa dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria in sinergia con il MArRC. Aprono l’incontro i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il contributo di slide, relaziona Francesca Paolino, già professore associato di Storia dell’Architettura dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, componente del Comitato Scientifico del Cis.
Quattro puntate per racconta il RAM film festival, la più longeva rassegna di film dedicati all’archeologia e al patrimonio culturale ma anche uno spazio di incontri, mostre, eventi enoculturali nella città di Rovereto, che quest’anno ha avuto come sguardi gli “Sguardi sul clima”. Inizia mercoledì 14 febbraio 2024 la nuova stagione di SGUARDI insieme ai/alle protagonisti/e, a registi/e, esperti/e di cambiamenti climatici e di archeologia, divulgatori/trici della scienza, tra luoghi storici del Festival e nuove location suggestive. Le puntate saranno dedicate ciascuna a una sezione del Festival (L’Italia si racconta, Cinema archeologico, Cultura animata e Sguardi dal mondo) per conoscere ospiti e registi dell’edizione 2023, scoprire il dietro le quinte e approfondire temi e nuove tendenze del cinema documentario. SGUARDI è un programma a cura di Matteo Gentilini, Alice Manfredi e Sara Zanatta in collaborazione con Claudia Beretta, Valentina Poli e Eleonora Tomasini. Una realizzazione Motion Studio con la partecipazione di Graziano Galvagni. Una produzione Fondazione Museo storico del Trentino e RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. La serie – in quattro puntate – andrà in onda sul canale 12 del digitale terrestre nello spazio History Lab Live, ospitato da Telepace Trento emittente comunitaria, tutti i mercoledì alle 21 e alle 22.30 e in replica la domenica alle 22. Gli episodi saranno inoltre visibili anche sul canale YouTube della Fondazione Museo storico del Trentino (



A Povegliano Veronese inizia un “Viaggio nell’Alto Medioevo”, con due incontri culturali organizzati dall’associazione Anteas La Madonnina: il primo è dedicato ai longobardi. Appuntamento venerdì 9 febbraio 2024, alle 20.30, al centro sociale, in via Rosselli 3 a Povegliano Veronese, con la conferenza del prof. Luca Dossi su “Ferocissima gens Langobardorum: l’avventura di un popolo germanico dalle origini a Verona”. Anticipa Luca Dossi: “Fu papa Gregorio Magno a definire questo popolo germanico la ferocissima gens Langobardorum. Questo popolo certamente enigmatico, ma dotato di grande fascino, è stato protagonista di una fase importantissima della storia italiana, traghettando l’Italia dal mondo antico al Medioevo. Seguiremo il popolo dei Longobardi dalle origini fino all’arrivo in Italia e al loro insediamento a Verona e nel Veronese, con particolare attenzione alle fonti scritte tramandate da questo popolo così affascinante che, per qualche tempo, si cullò nell’idea di unificare l’intera penisola”.
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