Marzabotto (Bo). Al museo nazionale Etrusco e nel parco dell’antica Kainua il concerto del percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi per un’esperienza di ascolto immersiva, dove il paesaggio archeologico e la musica si incontrano in un dialogo tra passato e presente

In attesa dell’edizione 2026 del festival, ROBOT torna al Parco Archeologico di Kainua con una produzione speciale realizzata in collaborazione con il MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto. L’appuntamento è in programma venerdì 10 luglio 2026, alle 20, nell’ambito di Membrane Culturali 2026, la rassegna promossa dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. Giunta alla sua edizione 2026 grazie al sostegno del ministero della Cultura, Membrane Culturali si conferma come un progetto che negli anni ha saputo affermarsi quale modello innovativo di valorizzazione dei luoghi della cultura, mettendo in dialogo musica contemporanea e patrimonio storico-artistico. La rassegna rinnova la volontà di trasformare i musei e i siti archeologici statali in spazi vivi e partecipati, capaci di accogliere esperienze artistiche contemporanee e di offrire nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale. In questo contesto, il museo nazionale Etrusco di Marzabotto e il parco archeologico di Kainua diventano il palcoscenico di un’esperienza di ascolto immersiva, dove il paesaggio archeologico e la musica si incontreranno in un dialogo tra passato e presente. L’evento è a partecipazione gratuita con l’acquisto del biglietto di ingresso al museo (intero € 7). La capienza è limitata a 100 persone, la prenotazione è consigliata e il biglietto può essere acquistato anche online al seguente link: https://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/7e1cf3d0-7787-473b-a231-e42ed5271d7e. L’iniziativa è realizzata con il sostegno della direzione generale Spettacolo, della direzione generale Musei del ministero della Cultura e della Fondazione Carisbo.

Il percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi (press photo by issei suzuki)

Protagonista della serata sarà Mohammad Reza Mortazavi, tra i più importanti percussionisti contemporanei. Il musicista iraniano si esibirà nell’Acropoli dell’antica città etrusca, uno dei luoghi più suggestivi del sito archeologico, caratterizzato da un forte valore simbolico e da un’atmosfera unica. Nato a Isfahan nel 1979, Mortazavi ha iniziato a suonare all’età di sei anni. A nove aveva già superato il proprio maestro e conquistato il primo dei sette titoli nazionali iraniani di tombak, lo storico tamburo persiano. Da oltre vent’anni vive a Berlino, dove sviluppa una ricerca artistica che, pur affondando le proprie radici nella tradizione musicale persiana, ne supera costantemente i confini. La sua pratica musicale trasforma lo strumento in un’estensione del corpo, alla ricerca di uno spazio in cui gesto, suono e percezione si fondono in un’unica esperienza. Il suo ultimo album, Nexus (Latency, 2025), rappresenta una nuova apertura del suo percorso artistico, introducendo voce, effetti elettronici e nuove sperimentazioni sonore. Nel corso della sua carriera si è esibito in alcuni dei più prestigiosi teatri e istituzioni culturali internazionali, tra cui la Philharmonie di Berlino, il Panthéon di Parigi e la Sydney Opera House. Il disco Ritme Jaavdanegi è stato inoltre inserito da Pitchfork tra i migliori album sperimentali del 2019.

Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” il venerdì visita guidata alla mostra “Un mecenate e i suoi tesori”

Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Castiglione della Pescaia, Gr), alle 11, ogni venerdì, dal 10 luglio al 21 agosto 2026, visita guidata alla mostra “Un mecenate e i suoi tesori. Dalla Collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona in Roma” con le archeologhe dello staff del MuVet. Ingresso a tariffa ridotta. Un’occasione speciale per scoprire storie, curiosità e preziosi reperti. Info e prenotazioni: 0564 927245, museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it

Roma. A Palazzo Altemps “Mircea Cantor. Costellazioni dell’antico”, la nuova mostra del museo nazionale Romano dedicata a uno degli artisti più autorevoli della scena contemporanea internazionale, a cura di Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi

Opere di Mircea Cantor a Palazzo Altemps a Roma (foto giorgio benni / mnr)
Opera di Mircea Cantor a Palazzo Altemps a Roma (foto giorgio benni / mnr)

Dal 10 luglio al 27 settembre 2026 a Palazzo Altemps “Mircea Cantor. Costellazioni dell’antico”, la nuova mostra del museo nazionale Romano dedicata a uno degli artisti più autorevoli della scena contemporanea internazionale. A cura di Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi, la mostra nasce dalla collaborazione con l’Accademia di Romania e l’Istituto Culturale Romeno, con il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia e la collaborazione del museo nazionale di Storia della Romania di Bucarest. Concepito come un progetto site specific, il percorso espositivo mette in dialogo quindici opere dell’artista romeno con la straordinaria collezione di sculture antiche del museo, per raccontare il percorso di Cantor, teso a indagare il legame con la memoria e il perenne dualismo che scandisce l’esistenza quotidiana. Residente in Francia da oltre vent’anni, Mircea Cantor ha sviluppato una ricerca che mette in dialogo costantemente la cultura d’origine con le esperienze internazionali. Le sue opere introducono così nuovi codici interpretativi nella fruizione dell’arte contemporanea e si inseriscono negli spazi di Palazzo Altemps dando vita a nuove connessioni e nuove possibilità di lettura delle collezioni. Un fulcro essenziale del suo lavoro è l’indagine sulla memoria e sul suo legame con il presente, un tema che l’artista esplora in molteplici ambiti attraverso simboli, soggetti e strutture sempre differenti.

Feltre (Bl). Visite guidate gratuite con Il Fondaco, da luglio a ottobre, nell’area archeologica alla scoperta dei resti dell’antico insediamento romano

Anche per l’estate e l’autunno 2026 riapre al pubblico uno dei luoghi più affascinanti della città: l’area archeologica di Feltre (Bl), dove ci si può immergere nella storia dell’antica Feltria romana. I volontari dell’Associazione Il Fondaco per Feltre accompagneranno i visitatori gratuitamente alla scoperta dei resti dell’antico insediamento romano, raccontandone la storia, le curiosità e le trasformazioni nel corso dei secoli. Ingresso gratuito con visite accompagnate in gruppi di massimo 30 persone. Calendario aperture 2026: luglio, venerdì, sabato e domenica: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; agosto, da giovedì a lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; settembre, venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; ottobre, sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Per gruppi e comitive è possibile organizzare visite anche al di fuori degli orari di apertura su prenotazione. INFO: segreteria@fondacofeltre.it

Cabras (Or). Entra nel vivo la quinta edizione del Festival Letterario dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama: con quattro serate consecutive nella Peschiera Mar’e Pontis tra letteratura, storia, politica, giornalismo, musica, fumetto e spettacolo dal vivo- Ecco il programma

Dopo la grande partecipazione registrata all’anteprima del 26 giugno 2026, la quinta edizione del Festival Letterario dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama, entra nel vivo con quattro serate consecutive, dal 9 al 12 luglio 2026, nella Peschiera Mar’e Pontis di Cabras (Or). Letteratura, storia, politica, giornalismo, musica, fumetto e spettacolo dal vivo si incontrano in un programma nel quale i libri diventano strumenti per interpretare il presente, interrogare il passato e raccontare le trasformazioni della società.

Il 9 luglio 2026: identità, potere, religione e storia. Il Festival riprenderà giovedì 9 luglio 2026, alle 20, con quattro incontri dedicati alla narrativa, alla geopolitica, al pontificato di Leone XIV e alla figura meno conosciuta di Giuseppe Garibaldi. Davide Piras presenterà, in dialogo con Andrea Fulgheri, il romanzo “Femmenella”, ambientato nella Sardegna del primo Novecento e incentrato su una relazione segnata dai pregiudizi e dalla violenza del fascismo. Marco Varvello accompagnerà il pubblico nei luoghi simbolo del potere britannico con “Londra, i luoghi del potere”, mentre Antonio Preziosi, intervistato da Anthony Muroni, analizzerà il profilo e le sfide del nuovo pontefice nel volume “Leone XIV. La via disarmata e disarmante”. Chiuderà la serata Virman Cusenza con “L’altro Garibaldi. I «Diari» di Caprera”. Nel dialogo con Virginia Saba emergerà il ritratto quotidiano dell’Eroe dei due mondi: agricoltore, allevatore, innovatore e imprenditore.

Il 10 luglio 2026: Mediterraneo, guerra e Lucio Dalla. Venerdì 10 luglio 2026, dalle 20, Paolo Giulierini presenterà “Mare Monstrum, un viaggio tra miti, creature fantastiche, migrazioni e rappresentazioni dello straniero nelle antiche civiltà mediterranee”, in dialogo con l’archeologo Giorgio Murru. La lingua e la cultura della Sardegna saranno protagoniste di Gherras, incontro di e con Giuseppe Corongiu, accompagnato dalle sperimentazioni musicali di Arrogalla. L’attualità internazionale entrerà nel Festival con Paolo Mieli e il suo libro Il prezzo della pace. Quando finisce una guerra. Nel confronto con Marco Varvello, il giornalista e storico analizzerà le conseguenze politiche, sociali e territoriali che continuano a pesare anche dopo la cessazione dei conflitti. La serata si concluderà con lo spettacolo “Il futuro è tra mezz’ora. Le ultime 48 ore di Lucio Dalla”, con Federico Buffa e Cesare Pomarici, accompagnati da Alessandro Nidi al pianoforte ed Emanuele Nidi alla chitarra e alla voce.

L’11 luglio 2026: autobiografia, moda, corpo e cronaca nera. Sabato 11 luglio 2026, a partire dalle 20, il Festival esplorerà il racconto autobiografico, la creatività, il rapporto con il corpo e il lato oscuro della cronaca. Elda Alvigini presenterà “Inutilmentefiga”, un’opera di autofiction ironica e intima, mentre Patrizia Marras, con “La moda non è un mestiere per cuori solitari”, ripercorrerà la storia personale, familiare e imprenditoriale costruita insieme ad Antonio Marras, dagli inizi ad Alghero alle passerelle internazionali. Con “Avevo un fuoco dentro”, Tea Ranno affronterà il tema dell’endometriosi e della diagnosi tardiva, in dialogo con Giovanni Follesa. Chiuderà la serata Stefano Nazzi con il reading “Predatori. I serial killer che hanno segnato l’America”, dedicato ad alcuni dei casi criminali più noti della storia statunitense e ai contesti sociali, investigativi e mediatici nei quali maturarono.

Il 12 luglio 2026: romanzo storico, fumetto, noir e Residenza degli scrittori. Domenica 12 luglio 2026, dalle 20, Luca Scarlini proporrà un reading dedicato a Unicum Opus di Monaldi & Sorti, romanzo storico e indagine sui meccanismi del potere. Con “Topolino tra i Giganti”, il disegnatore Luca Usai e lo sceneggiatore Bruno Enna racconteranno il processo creativo che conduce dalla scrittura alla tavola disegnata e le potenzialità del fumetto nella divulgazione della storia, del patrimonio e dell’archeologia. Seguirà “Scrittori tra i Giganti”, il talk di presentazione della Residenza degli scrittori, con Gabriella Genisi, Víctor del Árbol, Antonella Lattanzi, Gaja Cenciarelli e Giovanni Follesa. L’incontro, condotto da Andrea Frailis, racconterà il rapporto tra la produzione narrativa e i paesaggi, la storia e il patrimonio del Sinis. L’Oristanese diventerà scenario letterario con “Omicidio a Torregrande” di Matteo Manca, nuovo giallo ambientato nella borgata marina, presentato in dialogo con Andrea Fulgheri. A chiudere il programma principale sarà “Soundtrack d’autore nell’universo noir” di Piergiorgio Pulixi, con Simona Arrai alla voce e Mauro Mulas al pianoforte.

Il Festival Letterario OFF prosegue il 28, 29 e 30 luglio 2026. Il programma continuerà alla fine del mese con tre appuntamenti del Festival Letterario OFF.

Martedì 28 luglio 2026, alle 19 nel nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras, Cristina Guasti presenterà, in dialogo con Francesca Spanu, “Alle soglie della maturità”, romanzo dedicato al viaggio in Sardegna di un uomo costretto a rimettere in discussione certezze e pregiudizi.

Mercoledì 29 luglio 2026, sempre alle 19, Giulio Neri dialogherà con Davide Piras sul romanzo “Dei fiori che rinascono”, racconto corale ambientato in un paese della Sardegna sud-orientale, tra relazioni, solitudini e possibilità di rinascita.

A chiudere il cartellone con una serata di particolare prestigio sarà, giovedì 30 luglio 2026, alle 21, l’egittologo e direttore del museo Egizio di Torino Christian Greco, protagonista di una lectio magistralis dedicata al corredo funerario di Kha e Meryt, a 120 anni dalla sua scoperta. L’incontro si terrà al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras e offrirà al pubblico l’occasione di approfondire uno dei ritrovamenti più straordinari dell’archeologia egizia.

Parco archeologico dei Campi Flegrei (Na). Tiziana D’Angelo nominata direttore delegato in attesa del nuovo direttore al posto dell’uscente Fabio Pagano

Parco archeologico dei Campi Flegeri: Fabio Pagano, direttore uscente, con Tiziana D’Angelo, direttore delegato (foto pa-paeve)

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, è stata nominata direttore delegato del parco archeologico dei Campi Flegrei, che le dà il benvenuto, con lo scopo di assicurare la continuità amministrativa in attesa della nomina del nuovo direttore al posto dell’uscente Fabio Pagano. La dottoressa D’Angelo esprime un sincero ringraziamento al ministero della Cultura per la fiducia riposta e rivolge al contempo un pensiero di stima e gratitudine al collega Fabio Pagano per il lavoro svolto alla guida del parco archeologico dei Campi Flegrei. “Nel raccogliere questo testimone”, assicura Tiziana D’Angelo, “l’obiettivo sarà quello di proseguire nel solco tracciato, valorizzando il lavoro già avviato e affrontando le nuove sfide in piena sinergia con la squadra del Parco, alla quale mi lega una profonda fiducia. Insieme continueremo a lavorare per la tutela, la ricerca e la valorizzazione di un patrimonio straordinario, sempre più aperto al dialogo con il territorio e con le comunità”.

Licata (Ag). Seconda tappa della 22ma edizione del Festival del Cinema Archeologico, “festival diffuso” promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival. Ecco il programma della due giorni tra museo Archeologico regionale della Badia e Castel S. Angelo

Il 9 e il 10 luglio 2026, a Licata (Ag), seconda tappa siciliana del Festival del Cinema Archeologico 2026, in due luoghi eccezionali della città, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto. Due giorni di programmazione tutta dedicata alla dimensione marittima.

Giovedì 9 luglio 2026, al museo Archeologico regionale della Badia a Licata (Ag), il chiostro di uno dei musei archeologici più significativi della Sicilia ospita, a partire dalle 21, un doppio viaggio subacqueo. Si inizia con il film “Missione Mediterraneo – Il museo degli abissi / Mission Méditerranée, treasures of the deep” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 56′). Per la prima volta, un team specializzato in archeologia subacquea con membri provenienti da otto Paesi del Mediterraneo studia i relitti sul Banc des Esquerquis (piattaforma continentale tunisina), seguendo le orme delle spedizioni Ballard-McCann nel Canale di Sicilia. Segue il film “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” di Pierandrea Gagliardi e Rossi Marino (Italia 2024, 64’). Il film racconta la vita ed alcune delle scoperte archeologiche più importanti fatte da Ernesto “Tito” Canal nell’arco della sua vita (1924-2018), anche attraverso l’inedita testimonianza video raccolta da Pierandrea Gagliardi nel 2012. Un racconto coinvolgente per vivere da vicino le emozioni di un vero esploratore delle acque lagunari, delle sue scoperte e dei suoi sogni.

Venerdì 10 luglio 2026, a Castel Sant’Angelo. Le mura della fortezza che domina Licata fanno da scenario alla seconda serata. Si parte alle 19.30 con un aperitivo di benvenuto con Quignones Casa Vinicola, per poi entrare nel vivo, alle 20.30, con l’Archeotalk “Insulae Aqua: isola isolamento e isolitudine”: incontro con Alessandra Klimciuk, critica d’arte e manager culturale, curatrice di Insulae Aqua, progetto fotografico sull’isola di Linosa, che parlerà in maniera più ampia dell’isola come dimensione fondante del nostro stare al mondo, metafora del vivere contemporaneo. Cosa significa vivere su un’isola? E cosa significa essere un’isola? Il mare non separa soltanto: radicalizza. E quella separazione genera una condizione così unica da aver bisogno di una parola nuova, l’isolitudine, che non descrive solo l’isolamento, ma il senso di appartenenza profonda di chi su un’isola è nato e cresciuto. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI

Frame del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi

Alle 21.30, la proiezione del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45′). Approdi è un viaggio tra tempi e luoghi. Nicolò Carnimeo, giornalista e scrittore, intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi a bordo della sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone ai giorni nostri, raccontando gli approdi che non ci sono più, descrivendo il rapporto col mare e l’importanza strategica del porto e dei fari per i naviganti. Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI LICATA. Le proiezioni sono ad accesso libero e gratuito. Gli Archeotalk sono a partecipazione gratuita, su prenotazione da effettuarsi online > PRENOTA QUI

Aquileia (Ud). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Giovanni Brusin e la decorazione architettonica di Aquileia” con Alessandro Mortera (università di Udine), secondo appuntamento di “Suggestioni archeologiche” il ciclo di conferenze quest’anno dedicato all’eredità di Giovanni Brusin (1883-1976) e alle grandi scoperte dell’archeologia aquileiese

Con la conferenza “Giovanni Brusin e la decorazione architettonica di Aquileia” con Alessandro Mortera (università di Udine), giovedì 9 luglio 2026, alle 17.15, al museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) secondo appuntamento con le “Suggestioni archeologiche”, il ciclo di conferenze organizzato ogni anno da museo Archeologico nazionale e Associazione nazionale per Aquileia per raccontare l’archeologia del territorio: scoperte, novità, approfondimenti e storie di persone che si sono spese per la cura, lo studio e la valorizzazione di Aquileia. L’edizione 2026 è dedicata a uno dei protagonisti dell’archeologia aquileiese e alle grandi scoperte della sua epoca: Giovanni Battista Brusin, direttore del museo Archeologico nazionale dal 1922 al 1952. Quale fu l’approccio di Giovanni Brusin nello studio dei moltissimi elementi architettonici riemersi nel corso delle sue indagini? Ce lo spiegherà Alessandro Mortera dell’università di Udine giovedì 9 luglio, alle 17.15. Questa volta, al termine dell’incontro, si brinda con @vini_puntin. La partecipazione è gratuita con prenotazione consigliata (molto consigliata, visto l’affluenza del primo appuntamento!) a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it / 0431 91016.

Capitello proveniente dagli scavi di Aquileia (foto man-aquileia)

Il secondo appuntamento con le #Suggestioni archeologiche 2026 condurrà dunque i partecipanti in diversi luoghi di Aquileia, i più monumentali tra quelli messi in luce da Giovanni Brusin. Non una scoperta precisa avvenuta in città, bensì una classe molto particolare di reperti archeologici: la decorazione architettonica. Motivi geometrici e vegetali, composti sapientemente con forme eleganti in un finissimo durevole marmo, che oggi ricordano delicati e leggeri ricami, pensati per abbellire e al tempo stesso veicolare modelli e tradurre messaggi politici. Spazzata via la terra, superata l’emozione del ritrovamento, in archeologia non si tratta infatti di collezionare, bensì di tradurre. Parafrasando un passo di uno dei testi che ogni archeologo alle prime armi tiene sul comodino, il lavoro dell’archeologo è assimilabile a quello di un traduttore. Come un traduttore, per fare il suo lavoro al meglio, l’archeologo deve conoscere le componenti della lingua, la sintassi, le forme e le espressioni che traducono le parole in significati. Il racconto dell’archeologia comincia con una scoperta sul campo, ma non è completo senza studio, traduzione e interpretazione.

Cividate Camuno (Bs). Al parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro il Civitas Camunnorum Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, con l’attribuzione del “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” al film più votato dal pubblico

Dal 9 all’11 luglio 2026, alle 20.45, al parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno (Bs) il Civitas Camunnorum Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, organizzato da soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Comune di Cividate Camuno, Assocamuna; con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comunità Montana di Valle Camonica, MiC – Direzione Regionale Musei Nazionali Lombardia, museo Archeologico nazionale della Valle Camonica, Comune di Breno, Consorzio Turistico Thermae & Ski – Vallecamonica, Valle Camonica la Valle dei Segni. Ingresso libero e gratuito. Info: 0364.534580, segreteria@assocamuna.it. In caso di maltempo il festival si svolgerà all’auditorium parrocchiale “San Giovanni Bosco”, in via Port Castello 1 a Cividate Camuno.

Frame del film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski

GIOVEDÌ 9 LUGLIO 2026. Alle 20.45, apertura festival. Apre le proiezioni il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni… Segue la conversazione con Umberto Tecchiati, docente di Preistoria ed Ecologia preistorica – UniMi. Chiude la serata il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’idea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.

Frame del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

VENERDÌ 10 LUGLIO 2026. Alle 20.45, apre il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria. Grazie a decenni di scavi archeologici affiorano reperti straordinari: ceramiche pregiate, antichi templi e un pozzo misterioso che racchiude tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni emozionanti, interviste agli archeologi e riprese spettacolari, il documentario svela la vita, il declino e la rinascita di un luogo unico. Interviene il regista Massimo D’Alessandro. Segue la conversazione con Serena Solano, soprintendenza ABAP BG BS e direttore parchi archeologici Valle Camonica romana. Chiude la serata il film “Abiseo, la foresta culturale del Chachapoya / Abiseo, el bosque cultural de los Chachapoya” di Rosemarie Lerner (Lúcida Media) (Perú 2025, 22’). Nel cuore del Parco Nazionale Río Abiseo in Perù, un team interdisciplinare del World Monuments Fund Perù intraprende un viaggio senza precedenti nella Zona Storico-Culturale del parco. La loro missione: indagare, documentare e proteggere il Gran Pajatén, una delle più belle eredità della cultura Chachapoya, rivelando le sue strutture circolari in pietra ornate da straordinari fregi, testimoni di una civiltà che prosperava in armonia con la foresta.

Frame del film “Philae, il santuario sommerso / Philae, the sunken sanctuary” di Olivier Lemaitre

SABATO 11 LUGLIO 2026. Alle 20.45, apre il film “Philae, il santuario sommerso / Philae, the sunken sanctuary” di Olivier Lemaitre / Coautore: Claudine Le Tourneur d’Ison (Germania 2023, 52′). L’isola di Philae affascina i viaggiatori da secoli. Su questa roccia che sorge dal Nilo, potenti sovrani fecero costruire santuari monumentali. Per salvare i preziosi resti dall’innalzamento del livello dell’acqua dopo la costruzione delle dighe, una campagna internazionale si è posta l’obiettivo di smantellare i monumenti pietra dopo pietra per ricostruirli su un’isola vicina. Il film incrocia le interviste degli ex soccorritori con gli egittologi di oggi che ancora esplorano le rovine. Segue lo spettacolo teatrale “Batracomiomachia: la battaglia dei topo e delle rane” con Andrea Macaluso, live sound design Marco Mantovani, musiche Nicola Pedroni. Chiude la cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” al film più votato dal pubblico. Le conversazioni sono condotte da Piero Pruneti direttore di “Archeologia Viva”

Monte Porzio Catone (Rm). Nel Foro di Tusculum inaugurazione dei lavori di restauro consolidamento e valorizzazione dell’area archeologica

Giovedì 9 luglio 2026, alle 10, nell’area del Foro di Tusculum a Monte Porzio Catone (RM), verranno inaugurati i lavori di restauro, consolidamento e valorizzazione dell’area archeologica di Tusculum, realizzati dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti nell’ambito del PNRR – Caput Mundi. Il soprintendente Lisa Lambusier, le funzionarie architetto Valentina Milano (RUP) e Claudia Castagnoli (direttore lavori) e Gabriella Serio (direttore scientifico) illustreranno le finalità del progetto, che ha restituito nuova fruibilità al sito grazie all’ampliamento del percorso di visita, al miglioramento dell’accessibilità, al restauro dei pavimenti musivi e alla valorizzazione della fontana arcaica, frutto della collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca e territorio.