Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Alla costante ricerca della bellezza. Espressioni della creatività tra passato, presente e futuro”, due speciali appuntamenti con l’arch. Sandro Maggi in occasione dell’ultima giornata della mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTa”

Domenica 12 luglio 2026, in occasione dell’ultima giornata della mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTa”, il museo Archeologico nazionale di Taranto propone “Alla costante ricerca della bellezza. Espressioni della creatività tra passato, presente e futuro”, due speciali appuntamenti di valorizzazione a cura dell’arch. Sandro Maggi, funzionario del MArTA. Un percorso tra i reperti archeologici del Museo e le creazioni di Roberto Capucci, per riconoscere i fili invisibili che attraversano il tempo e mettono in relazione forme, materiali, gesti creativi e saperi artigianali. Dal reperto archeologico all’abito, dal bozzetto alla forma, dal tessuto alla costruzione sartoriale, dall’arte al design, dalla memoria alla possibilità di immaginare il futuro. Una lettura interdisciplinare nata da una domanda che accompagna da sempre il percorso umano: come attraversa il tempo la bellezza? Primo appuntamento alle 11, secondo appuntamento alle 13. Durata di ciascun percorso: circa un’ora. Chi lo desidera può prenotarsi chiamando il centralino del MArTA al numero +39 099 4532112. La partecipazione è subordinata alle ordinarie modalità di accesso al Museo.

Bolsena (Vt). Visite guidate in immersione, snorkeling e imbarcazione all’area archeologica subacquea del Gran Carro nel lago di Bolsena

La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale promuove visite guidate in immersione, snorkeling e imbarcazione per il piano di valorizzazione 2026 l’area archeologica subacquea del Gran Carro nel lago di Bolsena. Appuntamento in località Sant’Antonio, via Cassia, km. 107.200, Bolsena (Vt), domenica 12 luglio 2026, ore 9-13; domenica 19 luglio 2026 (in notturna), ore 19-22; domenica 26 luglio 206, ore 9-13. Prenotazione obbligatoria a sabap-vt-em.subacquea@cultura.gov.it

Roccelletta (Cz). Completati gli importanti e indispensabili interventi di accessibilità ed efficientamento riapre il museo Archeologico di Scolacium

Il museo Archeologico di Scolacium a Roccelletta (Cz) riapre le sue porte! Dopo una lunga attesa, da domenica 12 luglio 2026 è aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 9 alle 19. Gli importanti e indispensabili interventi di accessibilità ed efficientamento sono stati completati, restituendo alla comunità e ai visitatori tutti gli spazi del museo Archeologico e del parco di Scolacium. C’è ancora qualcosa da fare e molti i lavori in cantiere, ma ciò non impedisce la riapertura per vivere insieme un’estate tra storia, archeologia e natura con un ricco programma di eventi, incontri e appuntamenti culturali.

Taurianova (RC). All’Anfiteatro della Villa Comunale la dissertazione “I Bronzi di Riace: patrimonio del Mediterraneo, patrimonio dell’Umanità”

Sabato 11 luglio 2026, alle 21.30, all’Anfiteatro della Villa Comunale di Taurianova (RC), appuntamento dedicato a uno dei più grandi tesori dell’archeologia mondiale, con la dissertazione “I Bronzi di Riace, patrimonio del Mediterraneo, patrimonio dell’Umanità”. Occasione per approfondire storia, arte e identità culturale attraverso gli interventi di autorevoli esperti. Dopo i saluti istituzionali di Domenico Romeo, sindaco di Taurianova, e l’introduzione di Maria Concetta Valotta, assessore alla Cultura, interverranno il prof. Daniele Castrizio, archeologo e docente all’università di Messina; prof.ssa Alessia Mancuso, archeologa e docente di Lettere.

Roccella Jonica (RC). In piazzetta Sant’Antonio del rione marinaro l’incontro “Archeologia subacquea tra ricerca scientifica e scoperte fortuite nel Basso Ionio calabrese” promosso dall’Archeoclub d’Italia – sede di Locri. Ecco il programma

L’archeologia subacquea protagonista nell’incontro pubblico “Archeologia subacquea tra ricerca scientifica e scoperte fortuite nel Basso Ionio calabrese” promosso dall’Archeoclub d’Italia – sede di Locri a Roccella Jonica (RC). Appuntamento l’11 luglio 2026, alle 19, in piazzetta Sant’Antonio del rione marinaro di Roccella Jonica. Dopo i saluti del dirigente del settore Pesca della Regione Calabria Giuseppe Palmisani, del presidente del Comitato di indirizzo del Galp Ernesto Alecci, del sindaco di Roccella Jonica Vittorio Zito e del comandante dell’Ufficio circondariale marittimo T.V. Di Benedetto, intervengono le archeologhe Maria Teresa Iannelli e Roberta Eliodoro in un incontro coordinato e moderato da Nicola Monteleone, presidente dell’Archeoclub di Locri, che parleranno delle testimonianze custodite nei fondali e dell’importanza della collaborazione tra studiosi, istituzioni, pescatori e cittadini nella segnalazione e nella protezione dei reperti.

Fara in Sabina (Ri). A Palazzo Martini il convegno “Ti racconto il Museo – 25 anni di storia e cultura”: due giornate di incontri e approfondimenti per il 25° anniversario dell’inaugurazione del museo civico Archeologico della Sabina Tiberina in Palazzo Brancaleoni

Il museo civico Archeologico della Sabina Tiberina a Fara in Sabina (Ri) celebra il 25° anniversario dell’inaugurazione nella sua attuale sede presso Palazzo Brancaleoni con il convegno “Ti racconto il Museo – 25 anni di storia e cultura”, in programma sabato 11 e domenica 12 luglio 2026 a Fara in Sabina. Due giornate di incontri e approfondimenti – tra Palazzo Martini e il museo civico Archeologico – dedicate all’archeologia, alla conoscenza e alle nuove prospettive di studio del territorio, con l’illustrazione dei più recenti risultati della ricerca archeologica nel territorio sabino e le prospettive future degli studi.

Programma di sabato 11 luglio 2026. Alle 17, al museo civico Archeologico della Sabina Tiberina, presentazione del nuovo allestimento della Sala della Capanna al museo civico Archeologico della Sabina Tiberina, con il prof. Alessandro Guidi e il dott. Federico Floridi. Alle 18, a Palazzo Martini, in via della Repubblica 8 in Centro Storico di Fara in Sabina, il convegno “CURES: Nuove Prospettive”: dopo i saluti istituzionali del Comune e della Soprintendenza, intervengono Maria Luisa Agneni su “Storia di Palazzo Brancaleoni, sede del museo”; Marco Cavalieri su “Archeologia nell’area del complesso termale di Cures (campagne 2013-2014) dieci anni dopo”; Dylan Bloy, Gary Farney, Andrew McLean, James Page, Simone Nardelli su “Cures Sabini: nuove prospettive di indagine archeologica”; Flaminia Santarelli su “Valori e opportunità del museo civico per la promozione e la commercializzazione turistica del territorio”; Martino Maioli e Martina Tapinassi su “A tavola con i Sabini: storia e archeologia del cibo del territorio”.

Programma di domenica 12 luglio 2026. Alle 18, a Palazzo Martini, l’incontro “Eretum: la Necropoli dei Principi”. Dopo i saluti istituzionali, intervengono: Roberto Sparapani su “Storia della prima area del CNR – area territoriale di ricerca di RM1”; Folco Biagi su “La Tomba XI di Colle del Ferro: dalla documentazione grafica alla pubblicazione”; Luciano Lauteri su “Slow Tourism e le aree interne”. Chiude gli interventi Sofia Scafati, direttore del museo civico Archeologico della Sabina Tiberina.

Sirmione (Bs). Visita guidata alle Grotte di Catullo e al museo Archeologico nazionale

Sabato 11 luglio 2026, alle 16, visita guidata alle Grotte di Catullo e al museo Archeologico nazionale di Sirmione (Bs). Nuovo appuntamento con le visite guidate al complesso archeologico. Un’opportunità per comprendere a fondo la straordinarietà di questa incredibile villa romana che ha attraversato i secoli in un luogo unico. Partecipazione con biglietto d’ingresso o abbonamento al parco archeologico. Prenotazioni al 030 916157, drm-lom.grottedicatullo@cultura.gov.it.

Ercolano (Na). Al parco archeologico riaperta dopo quasi trent’anni e un lungo e paziente restauro la Casa del Mobilio Carbonizzato, primo capitolo di una nuova stagione di scoperte con la riapertura in autunno di altre domus. La direttrice Colaiacomo: “Frutto di una strategia di tutela che guarda lontano”

Casa del Mobilio Carbonizzato a Ercolano: ambiente 4 dell’oecus dopo il restauro (foto paerco)

C’è una casa, a Ercolano, che per quasi trent’anni ha custodito in silenzio i suoi segreti, chiusa agli occhi dei visitatori ma viva nella memoria di chi lavora ogni giorno alla tutela di questo straordinario sito UNESCO. Da giovedì 9 luglio 2026 quel silenzio si è interrotto: la Casa del Mobilio Carbonizzato ha riaperto al pubblico, restituendo a Ercolano uno dei suoi ambienti più intimi e toccanti. Ma il racconto è appena all’inizio: questa riapertura è solo il primo capitolo di una nuova stagione di scoperte. Il countdown per l’autunno 2026 è già partito, quando altre straordinarie domus del Parco Archeologico torneranno a raccontarsi al pubblico, in un susseguirsi di riaperture che promette di riscrivere ancora una volta la mappa dell’antica Ercolano. Il nome di questa domus racconta già una storia che emoziona: deve la sua identità al ritrovamento di un tavolino e di un letto con alta spalliera, che conservavano ancora tracce di tessuto e i resti della rete di corda a cui erano agganciate le doghe in legno. Oggetti di vita quotidiana, sorpresi dall’eruzione e custoditi dal tempo, riportati alla luce tra il 1932 e il 1933 durante la grande stagione di scavi condotta da Amedeo Maiuri, il grande archeologo che più di ogni altro ha restituito al mondo il volto dell’antica Ercolano. “Riportare alla luce e restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent’anni di chiusura”, sottolinea Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano, “è un traguardo che ci riguarda nel profondo. Non parliamo soltanto del recupero di uno spazio architettonico, ma della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani – un letto, un tavolino – che l’eruzione ha congelato nel tempo e che oggi, grazie a un lungo e paziente lavoro di restauro, possiamo finalmente raccontare di nuovo. È il segno tangibile di una strategia di tutela che guarda lontano, fondata sulla cura quotidiana e sulla pianificazione a lungo termine del nostro patrimonio”.

Federica Colaiocomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano, apre le porte della Casa del Mobilio Carbonizzato a Ercolano (foto paerco)

Varcare la soglia di questa casa, costruita in età repubblicana, significa attraversare un impianto domestico che si è conservato con straordinaria coerenza: gli ambienti si dispongono intorno all’atrio e al giardino sul fondo, dove un piccolo larario a forma di tempietto accoglieva le devozioni della famiglia. Al piano superiore, un loggiato con colonne si affacciava sull’atrio già dalla prima fase costruttiva della casa, mentre le pareti, decorate in IV Stile, raccontano i segni di più fasi di vita e di rinnovamento dell’abitazione. Tra gli ambienti più preziosi, il triclinio a destra dell’ingresso conserva un pavimento a mosaico con un raffinato emblema marmoreo e decorazioni con nature morte; il tablino custodisce a sua volta un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell’antico soffitto affrescato. E proprio sul fondo della casa, nel cosiddetto oecus Cyzicenus, aperto da una grande finestra sul giardino, vennero ritrovati gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome a questa domus: un tavolino e un letto, testimoni silenziosi di una vita interrotta in un attimo, quasi duemila anni fa.

Casa del Mobilio Carbonizzato a Ercolano: l’atrio prima del restauro (foto paerco)
Casa del Mobilio Carbonizzato a Ercolano: l’atrio dopo il restauro (foto paerco)

Un restauro lungo e paziente. La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il frutto di un percorso di restauro avviato più di 10 anni fa, quando furono eseguite le prime opere urgenti di ricostruzione delle coperture e di messa in sicurezza delle superfici decorate, nell’ambito del partenariato pubblico-privato tra il parco archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute (PHI), che opera attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali (IPBC), attivo a Ercolano da venticinque anni. L’architetto PHI-IPBC Rossella Di Lauro racconta: “Gli interventi più recenti rappresentano la prosecuzione naturale delle prime opere. In questa fase, abbiamo dato priorità a criticità rimaste irrisolte, come la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi, il consolidamento e restauro completo delle colonne che affacciano nell’atrio collocate al primo piano sopra la copertura del tablino. Quest’ultimo intervento, in particolare, è stato realizzato grazie ad accurati rilievi tridimensionali e a delicate operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato, in stretta sinergia con i conservatori-restauratori. Gli architravi-teche in ferro, che presentano eccezionali porzioni di legno carbonizzato, sono stati sostituiti da nuove strutture in legno opportunamente lavorate con soluzioni innovative, in modo da continuare a svolgere la funzione di teche protettive; infatti, all’interno di queste sono stati ricollocati i frammenti carbonizzati accuratamente restaurati; questa specifica tipologia di intervento è stata pensata per facilitare il monitoraggio e la manutenzione futura dei preziosi reperti lignei”.

Il peristilio della Casa del Colonnato Tuscanico a Ercolano, riaperta dopo un lungo restauro (foto paerco)

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto “Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano”, che prevede la riapertura di sei tra le più importanti domus del sito, frutto della programmazione congiunta tra il parco archeologico di Ercolano e le fondazioni Packard, sviluppato dal partner privato e attuato sotto il coordinamento scientifico e tecnico del Parco. Un approccio fondato sulla manutenzione programmata e sulla conservazione a scala urbana, che ha già permesso, nel marzo 2025, la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno.

Casa del Mobilio Carbonizzato a Ercolano: la parete Nord dell’oecus prima del restauro (foto paerco)
Casa del Mobilio Carbonizzato a Ercolano: la parete Nord dell’oecus dopo il restauro (foto paerco)

Oggi la domus restituisce piena leggibilità ai propri apparati decorativi: dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni a lungo compromessi dalla vegetazione infestante sono stati messi in sicurezza, stabilizzati e, dove possibile, sottoposti a interventi di pulitura e ritocco pittorico. Un traguardo importante per Ercolano, dove per anni le priorità sono state concentrate sulla riduzione del rischio: oggi, raggiunta una maggiore stabilità conservativa, è stato possibile dedicarsi anche al recupero estetico di diverse decorazioni, restituendo al pubblico qualità artistica e valore storico. La riapertura dell’atrio e degli ambienti che lo circondano è un primo, fondamentale passo verso la piena fruizione della domus: i prossimi interventi riguarderanno il giardino-hortus e il restauro del larario, in continuità con una gestione del patrimonio che punta sulla pianificazione per fasi e sulla cura quotidiana di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.

Tavolino proveniente dalla Casa del Mobilio Carbonizzato esposto nell’Antiquarium di Ercolano (foto paerco)

La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato non si esaurisce tra le sue mura: i legni carbonizzati che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti al pubblico al piano ammezzato dell’Antiquarium di Ercolano, insieme ad altri reperti che custodiscono, ciascuno, una storia e un vissuto propri. Tra questi, anche un tavolino proveniente proprio da questa casa. I visitatori sono dunque invitati a proseguire il proprio percorso in Antiquarium, per completare la conoscenza della domus e chiudere il cerchio di un’esperienza di visita che attraversa l’intero parco archeologico di Ercolano.

Cabras (Or). Visita guidata speciale con Carlo Tronchetti alla sala di Mont’e Prama e ai Giganti nel museo civico “Giovanni Marongiu”

È l’occasione per scoprire la storia di Mont’e Prama e dei suoi Giganti con Carlo Tronchetti al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or). L’11 luglio 2026 sarà possibile infatti visitare il museo civico “Giovanni Marongiu” partecipando alla visita guidata a cura di Carlo Tronchetti. L’archeologo, che ha partecipato alla campagna di scavo più significativa di Mont’e Prama, farà riscoprire ai partecipanti la storia e l’archeologia esplorando la sala del Museo dedicata all’area archeologica e la sala del Paesaggio dove si trovano i Giganti di Mont’e Prama. L’ingresso è a pagamento con prenotazione obbligatoria al link: https://tr.ee/gKUFwI.

Grizzana Morandi (Bo). Alla Rocchetta Mattei arriva la mostra “Sguardi sul paesaggio”: 60 splendide fotografie scelte fra le più di 2000 inviate dai cittadini, un viaggio virtuale attraverso sguardi inediti e straordinari paesaggi dell’Appennino bolognese

Dal 10 al 26 luglio 2026 la mostra “Sguardi sul paesaggio”, che racconta i paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna attraverso 60 splendide fotografie scelte fra le più di 2000 inviate dai cittadini, arriva alla Rocchetta Mattei (Grizzana Morandi, Bo). Venerdì 10 Luglio 2026, alle 17.30, inaugurazione della mostra “Sguardi sul paesaggio”: partecipazione e ingresso gratuiti con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA. Per info e prenotazioni: rocchettamattei@comune.grizzanamorandi.bo.it. A seguire visita guidata gratuita in esclusiva alla mostra e alla Rocchetta Mattei, aperta per l’occasione solo per i partecipanti all’iniziativa. La mostra è stata promossa dal Comitato Tecnico Scientifico per l’adeguamento del piano paesaggistico, composto pariteticamente dal ministero della Cultura e dalla Regione Emilia-Romagna, fra le attività di divulgazione e partecipazione messe in campo all’interno dell’adeguamento cartografico del piano al Codice dei Beni Culturali. Un’occasione straordinaria per arricchire la splendida veduta sul paesaggio dell’Appennino Bolognese che si può ammirare dalla cima della Rocchetta, con nuovi sguardi fotografici su beni paesaggistici tutti da scoprire -prima virtualmente e poi di persona- nella nostra Regione. Una mostra che, attraverso le immagini presentate, rappresenta un viaggio virtuale attraverso sguardi inediti e straordinari paesaggi da poter poi esplorare dal vivo, anche grazie al sito Tourer.it che per i paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna mette a disposizione del pubblico schede dettagliate con informazioni, mappe, sentieri e approfondimenti sui beni culturali e gli alberi monumentali al loro interno.