Roma. Al via la 15ma edizione di “Musei in Musica”, la storica manifestazione dell’autunno cittadino che diffonde l’intrattenimento musicale nei Musei Civici di Roma Capitale dedicata al ricordo di Ornella Vanoni con Rita Marcotulli: oltre 100 gli spettacoli in programma e molte visite guidate. Musei aperti dalle 20 alle 2 di domenica mattina a 1 euro. Qualche idea nel ricco programma

Sabato 29 novembre 2025 Roma celebra l’incontro tra patrimonio culturale e arti performative con la 15ma edizione di “Musei in Musica”, la storica manifestazione dell’autunno cittadino che diffonde l’intrattenimento musicale nei Musei Civici di Roma Capitale e negli altri spazi espositivi e culturali della città e che quest’anno sarà dedicata al ricordo di ORNELLA VANONI, il cui straordinario talento verrà omaggiato durante la serata dai numerosi artisti presenti. Inaugurata simbolicamente dal concerto della Banda Musicale della Polizia Locale di Roma Capitale, in programma alle 19.30 in piazza del Campidoglio, la lunga notte di “Musei in Musica” attraverserà l’intera città al ritmo dei generi musicali più disparati – dalla musica etnica al jazz, dal pop alla musica sacra e classica, dalla musica da film allo swing – raggiungendo gli oltre 50 spazi eccezionalmente aperti dalle 20 alle 2 del mattino di domenica e accessibili al costo speciale di 1 euro (o gratuitamente dove espressamente indicato). Saranno oltre 100 gli spettacoli in programma, tra concerti corali e strumentali, performance, ensemble e formazioni ridotte, a cui si aggiunge una ricca offerta di visite guidate per una programmazione che vedrà la partecipazione di oltre 150 artisti.

La compositrice e pianista jazz RITA MARCOTULLI in “Omaggio a Ornella Vanoni” (foto musei in comune)

“Avvicinare i cittadini ai luoghi più belli della città, ovunque, in periferia e nel centro: lo faremo con una grande festa di musica che animerà la notte del 29 novembre, nelle piazze e nei musei della città”, dichiara l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio. “Musei in Musica anche quest’anno dedicherà attenzione a tutto il patrimonio artistico e musicale ma in particolar modo omaggerà Ornella Vanoni, appena scomparsa, un’artista che ha dato tanto e che è molto amata. Lo faremo anche grazie ad un ospite speciale, la compositrice e pianista jazz di fama mondiale Rita Marcotulli. Anche in questa 15ma edizione le cittadine e i cittadini potranno assistere a concerti, spettacoli dal vivo e ammirare, al contempo, le più grandi opere d’arte che i nostri musei offrono a tutti i romani e ai turisti. Roma sta vivendo una grande trasformazione e le cittadine e i cittadini, da ogni quadrante di Roma, potranno apprezzarlo anche con questa iconica e tradizionale iniziativa ‘Musei in musica’, per la cui organizzazione voglio fin d’ora ringraziare tutti i lavoratori che permetteranno questa iniziativa e in particolare la società in house Zètema Progetto Cultura”.

Ospite speciale di questa 15ma edizione di “Musei in Musica” è, quindi, la compositrice e pianista jazz RITA MARCOTULLI, artista di caratura internazionale che contribuirà al ricordo di Ornella Vanoni proponendo alle 20.30 alla CENTRALE MONTEMARTINI il concerto “Omaggio a Ornella” in cui si ripercorrerà la straordinaria carriera dell’artista milanese. Sarà un viaggio di ricordi, di musica e di percorsi vissuti, in cui gli aneddoti legati alla loro amicizia e collaborazione si alterneranno ai tanti brani che hanno reso immortale Ornella: da “L’appuntamento” a “Domani è un altro giorno”, da “Senza fine” a “Ti lascio una canzone”. Entrambi scritti per lei da Gino Paoli. E poi ancora un passaggio attraverso i ritmi della musica brasiliana, così amata dalla Vanoni e un finale di racconto in ricordo di un altro grande compositore della musica italiana: Pino Daniele.

La compagnia La Veronal in “Testamento” al museo dell’Ara Pacis (foto musei in comune)

L’altare monumentale dedicato alla Pace sullo sfondo mentre sul proscenio la musica attraversa diverse epoche entrando in contatto con il movimento dei corpi. Altro ospite speciale di questa edizione è il coreografo e regista spagnolo MARCOS MORAU, artista di caratura internazionale, già nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal ministero della Cultura francese e più volte selezionato come miglior coreografo dell’anno dalla prestigiosa rivista Tanz. Insieme alla compagnia acclamata dalla critica internazionale LA VERONAL, in questa sede accompagnata dalla voce di Valentina Gargano e dall’arpa di Elisa Greco, proporrà per il pubblico del MUSEO DELL’ARA PACIS, alle 21.15, 22.15, 23.15 e 00.15, la performance “Testamento”, in cui la musica dal vivo – una rilettura di Bach attraversata da strati di elettronica – seguirà il movimento di tre corpi vestiti di nero, il cui carattere effimero si confronterà a sua volta con la materia immutabile del monumento. La pièce, a cura di ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza, si risolverà in un lampo in cui magia, memoria e presenza fisica si intrecciano dando vita a un rituale di bellezza coreografica e musicale. Da uno spazio all’altro, da un momento prestigioso a un altro. A pochi metri di distanza, sul palco dell’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, alle 20.30, 22.40 e 00.30, per la direzione artistica di Gerardo Di Lella, si terrà, invece, il Disney Music Trio Concert (ingresso gratuito) a cura dell’Associazione Musicale Nuova Diaphonia, un viaggio tra musica e magia in cui grandi e piccoli saranno trasportati nel mondo incantato delle fiabe Disney e del loro vasto repertorio musicale ricco di generi diversi: dal jazz al pop, dalla musica sinfonica a quella etnica.

Tra gli appuntamenti da non perdere di questa edizione, c’è sicuramente la doppia iniziativa ad accesso gratuito ospitata dalla SALA DELLA PROTOMOTECA in Campidoglio. A esibirsi nel prestigioso ambiente di Palazzo Senatorio sarà dapprima la Reale Ambasciata di Arabia Saudita a Roma alle 20.15 con lo spettacolo “La Notte della Luna Piena”, performance di poesia e musica con testi di poesia classica araba tradotta in italiano di alcuni componimenti di SAR Altezza il Principe Badr bin Abdul Mohsen bin Abdulaziz Al Saud, leggendario poeta e pittore. Le poesie verranno declamate dall’attrice Susanna Marcomeni, accompagnata dal suono dell’oud, lo strumento tradizione arabo. A seguire, alle 22 e 23 saranno i giovani artisti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma che si cimenteranno in un Recital lirico sulla grande tradizione operistica italiana ed europea. Con Sofia Barbashova (soprano), Maria Elena Pepi (mezzosoprano) accompagnate al pianoforte da Elettra Aurora Pomponio. Poco distante nella SALA SANTA RITA, si esibirà alle 20.30, 21.40 e 22.50 l’Associazione Mandolinistica Romana che proporrà il concerto gratuito Scultura e Armonia: “L’Arte Italiana tra Forme e Suoni”, incentrato sulla ricerca dell’identità artistica italiana attraverso il filo conduttore della musica per mandolino, inteso come strumento di musica popolare che come importante strumento solista o d’orchestra della musica italiana, dal Barocco ai nostri giorni.

Altra opportunità per i visitatori è rappresentata dall’apertura straordinaria dalle 20 alle 2 di WEGIL, hub culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, che nell’ambito della mostra attualmente in corso Movie Icons, dedicata agli oggetti originali dei film di Hollywood (ingresso in mostra al prezzo speciale di 10 euro), proporrà diversi momenti di intrattenimento gratuito. Alle 20 il djset di Dj Lela Xein presenterà una selezione di brani tratti da colonne sonore di film incontrati in mostra. A seguire, alle 22 circa, Federico Zampaglione, ripercorrerà i passaggi salienti della propria carriera musicale e artistica attraverso l’esecuzione di alcuni dei suoi brani più conosciuti. Non prima però di aver ricevuto un riconoscimento per il contributo fornito al cinema, in qualità di regista di film di genere horror. Al termine della performance di Zampaglione, la serata proseguirà di nuovo con Dj Lela Xein, che tornerà in consolle per accompagnare il pubblico fino alla chiusura.

Occasione da non perdere anche per questa 15ª edizione sarà l’apertura straordinaria di Palazzo Madama, sede del SENATO DELLA REPUBBLICA e Montecitorio, sede della CAMERA DEI DEPUTATI. Nel primo caso, dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23.30) si potrà visitare Palazzo Madama e la Sala Capitolare di Palazzo della Minerva; mentre nel secondo i visitatori potranno accedere a Palazzo Montecitorio dalle 20 alle 1 (ultimo ingresso 00.30) percorrendo alcuni degli ambienti più importanti dell’edificio. Anche qui, ad aprire la serata, alle 20, il concerto della Banda musicale dell’Esercito Italiano, seguito dal Nuovo Gruppo Folk Lungoni di Santa Teresa di Gallura.

ACCADEMIE E ISTITUTI DI CULTURA STRANIERI Nella tradizione di Musei in Musica c’è sicuramente la partecipazione di alcune delle istituzioni estere presenti sul territorio cittadino. Pertanto, ad aggiungersi alla Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita, presente in Sala della Protomoteca, ci saranno le adesioni dell’ACCADEMIA DI BELLE ARTI D’EGITTO A ROMA, che aprirà gratuitamente la sede di via Omero 4 (dalle 20 alle 22, ultimo ingresso 21.30), proponendo, alle 20, il concerto corale Voci in libertà con la direzione del Maestro Jessica Caponero e consentendo di visitare la mostra permanente e la mostra fotografica Ugo Monneret De Villard’s Photografic Lens. Egypt and Nubia in the Photographic Archive of the Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte; e dell’ISTITUTO SVIZZERO, in via Ludovisi, che rimarrà aperto fino alle 23 (ultimo ingresso ore 22) consentendo di visitare gratuitamente how we always survived, la prima mostra monografica in Italia del duo Pauline Boudry/Renate Lorenz.

Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale “Buon Compleanno Andrea Palladio”, conferenza-concerto a cura del Maestro Franco Guidetti in occasione del compleanno di Andrea Palladio

In occasione del compleanno di Andrea Palladio, nato a Padova il 30 novembre 1508, il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, sabato 29 novembre 2025, alle 17.30, propone “Buon Compleanno Andrea Palladio”, conferenza-concerto a cura del Maestro Franco Guidetti. Il museo Archeologico infatti è ospitato nella Barchessa Settentrionale di Villa Badoer prima villa di Palladio in Polesine e patrimonio UNESCO. La conferenza-concerto si svolgerà nell’ambiente suggestivo del museo Archeologico, creando un dialogo profondo tra i reperti della civiltà del bronzo e l’architettura palladiana, entrambi espressioni della sapienza umana del proprio tempo. L’evento è un’occasione imperdibile per celebrare il compleanno di Andrea Palladio e per scoprire il suo genio attraverso una prospettiva sensoriale e musicale del tutto inedita. Attività ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0425668523; e-mail: drm-ven.museofratta@cultura.gov.it.

Il Maestro Franco Guidetti, chitarrista-ricercatore di fama internazionale, noto per le sue chitarre multimanico (uno strumento con un numero variabile di corde da lui ideato e realizzate dall’artigiano Gianni Baretta) negli ultimi anni ha portato avanti la sua passione per il patrimonio artistico e culturale rinascimentale del Veneto, in particolare per l’architettura palladiana. Guidetti ha trasposto in spartiti musicali le proporzioni auree e le rispondenze armoniche degli edifici palladiani – descritte nei trattati dell’architetto, in particolare ne “I Quattro Libri dell’Architettura” – dando vita a una musica che è la traduzione sonora della logica architettonica di Palladio. Il concerto non è solo un’esecuzione, ma un’autentica immersione nelle geometrie e nell’armonia del Rinascimento.

Cortona. Al Maec presentazione del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini (Giunti editore). Le creature “prodigiose” tornano a parlarci: sfingi, gorgoni, animali fantastici che popolavano templi, tombe e racconti millenari

Sabato 29 novembre 2025, alle 16.30, al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – Maec, in piazza Signorelli 9 a Cortona (Ar) presentazione del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini (Giunti editore), autore di un viaggio affascinante tra mito, arte e storia del Mediterraneo. Nel suo “Mare Monstrum”, le creature “prodigiose” tornano a parlarci: sfingi, gorgoni, animali fantastici che popolavano templi, tombe e racconti millenari. Al MAEC molte di queste presenze vivono ancora oggi: custodi silenziosi di significati profondi, tra paura, protezione e trasformazione. Al termine della presentazione è previsto un firma copie con l’autore. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni: 0575 630415, info@cortonamaec.org, www.cortonamaec.org.

Copertina del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini

Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo. Sulle rive del Mediterraneo sono fiorite le civiltà che hanno dato vita all’Europa, alla nostra cultura condivisa, a religioni, leggende, credenze che tuttora sopravvivono in varie forme: “mostri” nel senso originario di cose prodigiose, leggendarie, magiche, da vedere: animali e uomini dai poteri e dall’aspetto sovrannaturale, invenzioni di viaggiatori fantasiosi, pregiudizi di popoli verso altri popoli, invenzioni di menti talentuose, mondi paralleli irti di insidie. Aneddoti, scoperte, racconti e un’ampia documentazione visiva. Le storie raccolte in questo libro parlano – attraverso l’arte del mondo egizio, fenicio, greco, etrusco e romano – di curiosità, di vicende sorprendenti di viaggi e di esplorazioni svolte in tempi remoti, di migrazioni, di legami e inimicizie fra popoli, di come venivano visti e descritti gli “stranieri”, oppure flora e fauna “esotiche”, di luoghi immaginari, di riti misteriosi, di commerci di oggetti dai confini del mondo, di cibi, spezie e ricette.

Roma. Apre a Villa Caffarelli (Musei Capitolini) la mostra “La Grecia a Roma”, secondo appuntamento del ciclo “I Grandi Maestri della Grecia Antica”: 150 capolavori originali greci, alcuni mai esposti prima, svelano l’incontro artistico che ridefinì identità, potere e bellezza nella Roma antica

150 capolavori originali greci, alcuni mai esposti prima, svelano l’incontro artistico che ridefinì identità, potere e bellezza nella Roma antica: quando l’arte greca fece splendere Roma. È un viaggio immersivo che ripercorre l’incontro tra due civiltà straordinarie, protagoniste di un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente, quello che propone la nuova mostra “La Grecia a Roma” aperta a Villa Caffarelli – Musei Capitolini dal 29 novembre 2025 al 12 aprile 2026, secondo appuntamento del ciclo “I Grandi Maestri della Grecia Antica” dopo il successo della mostra “Fidia”. La mostra, curata da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce, e promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, e catalogo edito da Gangemi Editore, narra la fortuna delle opere greche giunte nella Città Eterna nel periodo tra la fondazione di Roma e l’età imperiale grazie a contatti commerciali, conquiste militari e passione collezionistica.

Allestimento della mostra “La Grecia a Roma” a Villa Caffarelli dei Musei Capitolini (foto wps / roma capitale))

In mostra una raffinata e preziosa selezione di oltre 150 capolavori – sculture, rilievi, ceramiche, bronzi – tutti originali greci, alcuni dei quali esposti per la prima volta e altri ritornati a Roma dopo secoli di dispersione. Così l’esposizione offre l’eccezionale opportunità di ammirare, in un unico e prestigioso spazio museale come Villa Caffarelli, un insieme così ricco e autorevole di originali, riuniti per restituire la magnificenza dell’arte greca ed esaltarne la bellezza e la purezza materiale. Vedere queste opere accostate significa anche poter ricostruire la storia dei significati che hanno assunto nel tempo: oggetti nati come votivi o funerari diventano simboli politici, entrano nelle domus aristocratiche per rappresentare cultura, prestigio e potere. Il progetto espositivo restituisce anche questa trasformazione, mettendo in evidenza come ogni opera abbia avuto più vite, più usi e più letture; non sono dunque solo testimonianze estetiche ma sono oggetti che, nel loro passaggio dalla Grecia a Roma, hanno cambiato funzione e hanno contribuito a plasmare il linguaggio artistico romano.

Allestimento della mostra “La Grecia a Roma” a Villa Caffarelli dei Musei Capitolini (foto wps / roma capitale))

La mostra “La Grecia a Roma” ripercorre l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe secondo tre tappe fondamentali – le prime importazioni, il periodo delle conquiste mediterranee, l’età del collezionismo. Parallelamente alle tre diversi fasi dell’arco narrativo, racconta i contesti d’uso delle opere, ossia gli spazi pubblici, quelli sacri e le residenze private. È quest’ultima l’età della diffusione del collezionismo privato, quando si sviluppa l’arte detta neoattica con la produzione di oggetti d’arredo su commissione dell’élite cittadina: i manufatti diventano strumenti di autorappresentazione e simboli di status.

Testa di ariete in marmo pario (fine V-IV sec. a.C.) conservata al Museum of Fine Arts di Boston (foto wps / roma capitale)

Oltre ad opere provenienti dal Sistema Musei di Roma Capitale – Musei Capitolini, Antiquarium, Centrale Montemartini, museo di Scultura antica “Giovanni Barracco”, museo della Civiltà Romana, museo dell’Ara Pacis, Teatro di Marcello, Area Sacra di Largo Argentina, museo dei Fori Imperiali – e da importanti istituzioni italiane, come il museo nazionale Romano, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il museo Archeologico di Napoli, la mostra vanta prestiti provenienti dai più famosi musei del mondo, tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, il Museum of Fine Arts di Boston, i Musei Vaticani, il Metropolitan Museum of Art di New York, il British Museum di Londra, il Museum of Fine Arts di Budapest. Completano l’esposizione anche opere provenienti da collezioni private, in particolare la Fondazione Sorgente Group di Roma e la Collezione Al Thani di Parigi.

Tra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini, eccezionalmente riuniti, affiancati da monumenti chiave come la magnifica

Stele funeraria greca in marmo dall’Abbazia di S. Nilo a Grottaferrata (Rm) (410-390 a.C.) (foto roma capitale) (Per gentile concessione del ministero della Cultura – direzione regionale Musei nazionali Lazio)

e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi, che nel Seicento era a Roma. Presenti anche dei reperti inediti, come le ceramiche attiche rinvenute in recenti scavi archeologici presso il Colosseo.

Cratere di Mitridate VI Eupatore con dedica iscritta in greco. Bronzo, da Anbzio (fine II – prima metà I sec. a.C.), conservato ai Musei Capitolini (foto roma capitale)

L’allestimento della mostra “La Grecia a Roma” colpisce non solo per la magnificenza dei numerosi capolavori originali esposti, ma anche per l’efficacia della sua narrazione. Il percorso è arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio immersivo tra ricostruzioni architettoniche, contesti cerimoniali e apparati decorativi. Questo approccio integrato, che unisce archeologia e tecnologie digitali, offre da un lato un’esperienza di visita coinvolgente e, dall’altro, la possibilità di contestualizzare le opere nel loro spazio originario, avvicinando il pubblico alle più recenti interpretazioni e alle moderne tecniche di studio e restauro dei manufatti antichi.

Torino. A Palazzo Madama “arrivano” i Giganti di Mont’e Prama con “Un viaggio nel mondo dell’archeologia della Sardegna” promosso dalla Fondazione Mont’e Prama con il Cagliari Calcio in occasione dell’incontro con la Juventus

I Giganti di Mont’e Prama arrivano a Torino: cultura e sport insieme per celebrare le nostre radici. Sabato 29 novembre 2025, alle 11, la Fondazione Mont’e Prama con l’incontro con “Un viaggio nel mondo dell’archeologia della Sardegna” porta la storia archeologica del Sinis nella suggestiva Sala delle Feste di Palazzo Madama, grazie alla collaborazione con il Cagliari Calcio, che sarà a Torino per il match con la Juventus alle 18. Apriranno l’incontro i saluti istituzionali di Gregorio Thaon Di Revel Mazzonis, responsabile Ufficio Mostre della Fondazione Torino Musei; di Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama; di Stefano Melis, direttore generale del Cagliari Calcio; di Bastianino Mossa, presidente FASI; e di Francesco Pongiluppi, vicepresidente della FASI. Quindi due conferenze per raccontare il passaggio dalla pietra al culto dell’acqua e il motivo per cui oggi, i Giganti, meritino di essere conosciuti e protetti: “Dalla pietra all’acqua” a cura dell’archeologo Giorgio Murru con le immagini di Nicola Castangia e “La scoperta dei Giganti e la loro valorizzazione” a cura dell’archeologa Ilaria Orri.

Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del Mare apre “La grotta del suono-35.000 anni di note” un’esperienza sensoriale immersiva ideata e curata dall’archeologo e musicista Simone Pedron, presidente di Tramedistoria

Per iniziativa della direzione regionale Musei nazionali Veneto in collaborazione con Tramedistoria Impresa Sociale sabato 29 novembre 2025, alle 11, al museo nazionale di Archeologia del mare di Caorle (Ve) arriva “La grotta del suono-35.000 anni di note” è il titolo dell’esperienza ideata e curata dall’archeologo e musicista Simone Pedron, presidente di Tramedistoria, un’esperienza sensoriale che unisce archeologia, musica ed emozione. L’esperienza sensoriale immersiva, che consentirà al visitatore di percorrere un viaggio nel tempo lungo 35.000 anni, attraverso i suoni degli strumenti musicali, luci, profumi e suggestioni acustiche che ci accompagnano da millenni, approda a Caorle dopo il successo ottenuto nelle edizioni 2024 e 2025 al museo “Vittorino Cazzetta” di Selva di Cadore (Bl). Un percorso unico nel suo genere che ha già affascinato migliaia di visitatori e che ora trova casa tra le sale del museo, dove sarà visitabile dal 29 novembre 2025 al 3 maggio 2026. L’esperienza sarà inclusa nel biglietto d’ingresso del museo e fruibile nei consueti orari: venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17). Per info e prenotazioni: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it, 0421 83149 – 379 1805649.

L’installazione è il risultato di oltre trent’anni di ricerca e sperimentazione sull’archeologia del suono: flauti in osso, fischietti, rombi sonori, tamburi in terracotta, raschiatori e conchiglie-tromba ricostruiti partendo da reperti originali e capaci di restituire le sonorità del Paleolitico Superiore, del Mesolitico, del Neolitico e dell’Età del Rame. Il percorso accompagna il visitatore in un ambiente immersivo dove suoni in quadrifonia, luci calde e fragranze naturali evocano luoghi che potevano essere frequentati dalle prime comunità umane. La “colonna sonora” è stata registrata nel Castello di Andraz (Bl), con la collaborazione di Eleonora Demattia e Virginia Salvatore, musiciste, e la produzione audio di Federico Pelle di The Basement Studio di Vicenza. Nell’allestimento di Caorle ci sarà un collegamento con il relitto del Mercurio, le cui evidenze sono esposte al museo. Tra queste un fischietto in osso rinvenuto nel relitto ed esposto in vetrina che sarebbe stato usato dal nostromo per impartire ordini a bordo del brigantino militare, affondato dagli Inglesi nel 1812 durante la battaglia di Grado (Go). In alcune giornate, durante la visita, il pubblico potrà vedere e ascoltare proprio una replica del “sifflet de bosco”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apertura straordinaria della biblioteca e dei depositi archeologici con visita guidata da di chi vive il Museo ogni giorno

Sabato 29 novembre 2025, per una sola mattina, le porte della biblioteca e dei depositi archeologici del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si apriranno per accogliere i visitatori in un percorso speciale e raro. Un invito a entrare nei luoghi dove si conserva, si studia e si racconta la storia etrusca e non solo, guidati passo dopo passo dalla voce di chi vive il Museo ogni giorno. Alle 10, “Di volume in volume: alla scoperta della biblioteca di Villa Giulia” a cura di Antonietta Simonelli con Sara Crestini; 12.30, “ETRU dietro le quinte: visita esclusiva ai depositi del Museo” a cura di Stefania de Majo con Mariacristina Masci. Durante questa mattinata esclusiva, il personale scientifico del Museo accompagnerà i partecipanti in un racconto affascinante dalle mille storie nascoste, offrendo una narrazione intima e appassionata, svelando il lavoro quotidiano che fa rivivere il patrimonio del museo. Fra volumi antichi e documenti rari emergeranno curiosità e legami nascosti con le collezioni del museo e tra le file ordinate di casse e reperti, si potranno ammirare oggetti mai esposti, materiali in corso di studio e testimonianze silenziose che attendono di essere interpretate. Un’esplorazione lenta e attenta, pensata per chi desidera scoprire ciò che resta solitamente invisibile e lasciarsi affascinare dalle storie che abitano i luoghi dietro le quinte. Visite guidate gratuite comprese nel biglietto del Museo. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

Udine. A Palazzo Clabassi, sede Sabap Fvg, il pomeriggio di studio “La riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio storico-architettonico: dagli studi al progetto”. Ecco il programma

La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia organizza un pomeriggio di studi nella sede di Udine, in via Zanon 22, dalle 15.30 alle 18.30, di venerdì 28 novembre 2025. Tema dell’incontro “La riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio storico-architettonico: dagli studi al progetto”, che rappresenta uno degli obiettivi prioritari degli interventi finanziati negli ultimi anni dal Ministero della cultura, attuato sul territorio grazie all’operato degli istituti periferici. Il convegno intende illustrare l’attività di coordinamento e di gestione diretta svolta dalla Soprintendenza ABAP FVG in alcuni casi studio in corso di progettazione al fine di stimolare una riflessione sull’impostazione metodologica da adottare a partire dalle attività propedeutiche, necessarie per raggiungere un’adeguata conoscenza della fabbrica, delle sue trasformazioni e del suo comportamento, e successivamente definire consolidamenti mirati che garantiscano il massimo dell’efficienza con il minimo grado di invasività. Nel pomeriggio di studi saranno inoltre mostrati i risultati delle verifiche sulle strutture e delineati gli interventi per la riduzione delle vulnerabilità effettuati al duomo di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Martino a Cividale del Friuli.

PROGRAMMA. Alle 15.30, dopo i saluti istituzionali gli interventi: Roberta Cuttini, funzionario architetto della soprintendenza ABAP FVG, “Le campagne di ricerche, rilievi e indagini propedeutiche al progetto di riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio architettonico. Nota metodologica e casi studio: Duomo di Santa Maria Assunta e Chiesa di San Martino a Cividale del Friuli”; Giorgia Musina, funzionario archeologo della soprintendenza ABAP FVG, e Dario Gaddi, Archeotest s.r.l., “La lettura archeologica dei dati: Duomo di Santa Maria Assunta e Chiesa di San Martino a Cividale del Friuli”; Alberto Moretti, ingegnere, e Laura Cagni, MemoTesting s.r.l., “Duomo di Santa Maria Assunta in Cividale del Friuli: approfondimento sul percorso di conoscenza dell’edificio e sulla vulnerabilità sismica delle strutture”; Andrea Giannantoni, Giannantoni Ingegneria, “La sicurezza sismica per gli organismi strutturali complessi in muratura storica: nuovi metodi diagnostici e prassi operativa per interventi minimi ed efficaci. Il caso studio della Chiesa di San Martino a Cividale”. Conclusioni. Al termine delle conferenze si terrà un brindisi Ingresso fino ad esaurimento posti. Capienza massima: 70 persone.

Fiavè (Tn). Al museo delle Palafitte con il laboratorio “La memoria delle cose. Frammenti di vite quotidiane nei reperti del Museo delle Palafitte di Fiavè” al via la rassegna “Natale al museo delle Palafitte di Fiavè 2025”. Ecco il programma

Al museo delle Palafitte di Fiavè (Tn) al via la rassegna “Natale al museo delle Palafitte di Fiavè 2025”. Il primo appuntamento in calendario venerdì 28 novembre 2025, alle 16.30: “La memoria delle cose. Frammenti di vite quotidiane nei reperti del Museo delle Palafitte di Fiavè” realizzato in collaborazione con la Biblioteca di Valle delle Giudicarie Esteriori. Si tratta di un laboratorio di lavorazione dell’argilla abbinato a una visita partecipata alle collezioni del museo, per riscoprire frammenti di storie di donne e uomini sospese tra Preistoria e modernità attraverso alcuni reperti speciali e significativi. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria. Minimo 5, massimo 20 partecipanti. L’attività non comprende l’ingresso al museo.

Gli altri appuntamenti. “Domenica al museo”, domenica 7 dicembre 2025, ingresso gratuito al museo delle Palafitte di Fiavé. “Il palafitticolo scalzo”, visita insolita al museo delle Palafitte di Fiavé, domenica 7 dicembre 2025, alle 14.30, con la partecipazione di Nicola Sordo. Attività per tutti. Partecipazione gratuita previa prenotazione online   oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura), minimo 5, max 25 partecipanti. “L’officina della lana cotta”, martedì 23 dicembre 2025, alle 14.30, laboratorio per famiglie alla scoperta della lana e dei suoi molteplici utilizzi preistorici, per realizzare una pecorella di feltro. Partecipazione gratuita previa prenotazione online   oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura). Ingresso a pagamento. Minimo 5 massimo 20 persone. “La produzione ceramica nei villaggi palafitticoli”, sabato 27 dicembre 2025, alle 14.30, laboratorio per famiglie sulla produzione ceramica nei villaggi preistorici di Fiavé.Partecipazione gratuita previa prenotazione online   oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura). Ingresso a pagamento. Minimo 5 massimo 20 persone. “Fili di lana e intrecci di rame”, lunedì 29 dicembre 2025, alle 14.30, laboratorio per famiglie per sperimentare l’arte della tessitura preistorica e della lavorazione a sbalzo su lamine di rame. Partecipazione gratuita previa prenotazione online    oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura). Ingresso a pagamento. Minimo 5 massimo 20 persone.

Chiusi – Sarteano (Si). Convegno “Del primo amor non ci si scorda mai. Ranuccio Bianchi Bandinelli: Clusium 100 anni dopo”: 24 relazioni a carattere scientifico che fanno il punto sullo stato dell’arte dell’archeologia della Valdichiana senese. Ecco il programma di tre giorni tra incontri e visite guidate

Del primo amor non ci si scorda mai. Ranuccio Bianchi Bandinelli, Clusium 100 anni dopo” è il titolo del convegno che si tiene tra Chiusi e Sarteano (Si) dal 28 al 30 novembre 2025. “Del primo amor non ci si scorda mai”, così Ranuccio Bianchi Bandinelli (1900-1975), archeologo e storico dell’arte senese di fama internazionale, esordiva nella prefazione al volume di Mauro Cristofani del 1975 sulle statue-cinerario chiusine di età classica, in ricordo della sua prima fatica scientifica: la tesi di laurea che tra il 1922 e il 1923 lo vide attivo nell’esplorazione delle campagne chiusine, fino alla pubblicazione nel 1925 con il titolo di “Clusium. Ricerche archeologiche e topografiche su Chiusi e il suo territorio in età etrusca”. La carta archeologica di Bianchi Bandinelli rappresenta ancora oggi la pietra miliare degli studi sull’archeologia dell’antica Clevsi/Clusium e del suo agro. Il moderno metodo della ricerca archeologica che unisce lo studio della cultura materiale, delle fonti storiche e della topografia antica, ma anche il ricorso ai documenti di archivio e alla memoria viva della comunità locale nelle ricognizioni dirette sul terreno, veniva per la prima volta applicato per ricostruire la fisionomia di una delle grandi metropoli dell’Etruria. A distanza di 100 anni, questo lavoro, pur con gli errori e le naturali revisioni che caratterizzano in ogni campo il progresso della scienza, resta oggi un’eredità imprescindibile, punto di partenza di ogni attività di ricerca, tutela e valorizzazione dell’archeologia del territorio che unisce i 10 comuni della Valdichiana senese.

Al convegno vengono presentate 24 relazioni a carattere scientifico che fanno il punto sullo stato dell’arte dell’archeologia della Valdichiana senese. Ideazione e organizzazione: Mattia Bischeri, università per Stranieri di Siena – Centro CADMO.  Il 28 novembre 2025, alle 18, è prevista l’inaugurazione di una mostra ospitata nel museo nazionale Etrusco di Chiusi, dal titolo «Un giovane di belle speranze…». Ranuccio Bianchi Bandinelli 1922-1929: i primi passi di un archeologo, che propone un percorso inedito negli anni verdi di Ranuccio Bianchi Bandinelli, attraverso le tappe fondamentali della formazione che lo porteranno a diventare archeologo e storico dell’arte di fama internazionale. Il 30 novembre 2025 saranno invece organizzate visite guidate gratuite, un’occasione unica per fare un viaggio dalla preistoria all’età romana nell’antico agro chiusino, accompagnati direttamente dai direttori dei musei e delle aree archeologiche della Valdichiana senese (su prenotazione).

PROGRAMMA VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2025. Al teatro Mascagni di Chiusi, alle 9.30, saluti istituzionali: Gianluca Sonnini, sindaco di Chiusi; Edo Zacchei, presidente Unione comuni Valdichiana; Agnese Carletti, presidente Provincia di Siena; Eugenio Giani, presidente Regione Toscana; Gabriele Nannetti, soprintendente Sabap Si; e Stefano Casciu, direttore regionale musei nazionali Toscana. SESSIONE i, modera Gilda Bartoloni (Sapienza, Roma). Interventi: alle 10.30, Alessandro Zanini “Il quadro del popolamento di Chiusi e dell’Etruria interna nella formazione dell’Etruria storica”; 10.50, Maria Chiara Bettini “Chiusi villanoviana… 100 anni dopo Clusium”; 11.10, Giulio Paolucci “Nella ricognizione fatta al tempo della mia carta archeologica vidi il Poggio Gaiella: qualche nuova osservazione sulle sepolture”. Dopo il coffee break, alle 11.50, Enrico Benelli “Le necropoli chiusine, cento anni dopo. Qualche osservazione sulla carta archeologica di Clusium 1925”; 12.10, Mattia Bischeri “La forma della città. Appunti per una anatomia urbana di Chiusi in età preromana”; 12.30, Fabrizio Vallelonga “Chiusi tardoantica e altomedievale: appunti per una ricerca”. Pranzo. SESSIONE II, modera Laura Maria Michetti (Sapienza, Roma). Interventi: alle 15, Barbara Arbeid “Ranuccio Bianchi Bandinelli e la scultura chiusina: riflessioni critiche intorno all’urna del Bottarone”; 15.20, Debora Barbagli “Bianchi Bandinelli e l’archeologia chiusina: note d’archivio sui materiali del museo Archeologico nazionale di Siena; 15.40, Marina Sciafani “I bronzi della collezione Casuccini del museo “A. Salinas” di Palermo. Da una prima ricognizione: materiali dall’età orientalizzante all’età ckassica”. Dopo il coffee break, alle 16.40, Andrea Martelli “Teseo, il Minotauro e la Potnia Theron. Analisi iconografica del motivo a cilindretto Valentini IX e considerazioni sul ruolo della Potnia nell’immaginario figurativo chiusino tardo orientalizzante e alto arcaico”; 17, Alessandro Maccari “Religiosità e riti funebri a Chiusi nell’età di Porsenna”; 17.20, Anna Rastrelli “Sulle orme di Ranuccio Bianchi Bandinelli”; 17.40, discussione; 18, al museo nazionale Etrusco di Chiusi inaugurazione della mostra “Un giovane di belle speranze… Ranuccio Bianchi Bandinelli 1922–1929” dedicata agli anni di formazione dello studioso, dal primo tirocinio sul campo alla definizione del metodo che avrebbe segnato un’epoca.

PROGRAMMA SABATO 29 NOVEMBRE 2025. Al Teatro degli Arrischianti di Sarteano, alle 9.30, saluti istituzionali: Francesco Lanci, sindaco di Sarteano; Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici. SESSIONE III, modera Giuseppe Sassatelli. Interventi: 10, Ada Salvi “Tra riletture e nuovi dati: ritorni e inediti da Chiusi e dal suo territorio”; 10.20, Marina Angela Turchetti “Poggio Renzo, scavi 2015–2016: le tombe a fossa”; 10.40, Paola Romi “Tra le incostanti acque del Clanis e il tranquillo specchio del Trasimeno. Il territorio chiusino orientale a 100 anni dalle ricerche di Ranuccio Bianchi Bandinelli”. Dopo il coffe break, alle 11.30, Jacopo Tabolli “Ranuccio Bianchi Bandinelli e San Casciano dei Bagni 100 anni dopo”; 11.50, Claudio Bizzarri “La villa di Claudio Tiberio Termodonte: sovrapposizioni culturali lungo il fiume Clanis”; 12.20, Franco Cambi “Amiata e Tinia: archeologia di un paesaggio immateriale”. Pranzo. SESSIONE IV, modera Luca Cappuccini (università di Firenze). Interventi: alle 15, Elisa Salvadori “Al confine etrusco: dalle ricerche di Ranuccio Bianchi Bandinelli”; 15.30, Paolo Binaco e Luca Pulcinelli “Contributi per una definizione dei Fines Clusinorum meridionali”; 15.50, Marco Pacifici “Progetto F.I.N.E.S. Un nuovo contributo per la definizione dei confini meridionali di Chiusi”. Dopo il coffe break, alle 16.40, Cynthia Mascione e Maria Gabriella Carpentiero “Valdichiana (Torrita di Siena). Insediamenti, viabilità e commerci nei periodi etrusco e romano”; 17, Giuliano Caracciolo “Identità e rango dei Clusini romani alla luce delle testimonianze epigrafiche (I sec. a.C. – IV sec. d.C.)”; 17.20, Stefano Bruni “Bianchi Bandinelli e le mostre etrusche degli anni Cinquanta (Firenze 1951 e 1952, Milano 1955)”; 17.40, discussione e conclusione dei lavori.

PROGRAMMA DOMENICA 30 NOVEMBRE 2025. “Chiusi e il suo territorio dalla preistoria all’età romana” visite tematiche gratuite ai siti e ai musei archeologici della Valdichiana (su prenotazione). Alle 10, “La preistoria sul Monte Cetona”, visita alla Grotta Lattaia e all’archeodromo del Parco di Belvedere di Cetona, a cura di M.T. Cuda”; 14.30, “Il santuario ritrovato tra culto e medicina termale”, visita agli scavi del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni, a cura di E. Mariotti; 17.30, “I volti degli Etruschi”, visita al museo civico Archeologico di Chianciano Terme, a cura di G. Paolucci. Per info e prenotazioni: 0578 269221, staff@valdichiana2025.it