Terzigno (Na). Al Matt si presenta il nuovo spazio espositivo “Il Tesoro di Terzigno. Ori e argenti della Villa 2”

terzigno_museo-Archeologico-Territoriale_inaugurazione-il-tesoro-di-terzigno_locandinaIl museo Archeologico Territoriale di Terzigno – MATT (Na) si arricchisce di un nuovo spazio espositivo “Il Tesoro di Terzigno. Ori e argenti della Villa 2” con i reperti e i monili in oro e argento provenienti dalla cosiddetta Villa 2 di cava Ranieri. La presentazione giovedì 13 febbraio 2025, alle 11, al Matt, con il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e il sindaco del comune di Terzigno, Francesco Ranieri. I preziosi oggetti esposti fanno parte dei reperti sui quali il Parco archeologico di Pompei ha competenza scientifica e che trovano nel museo comunale una adeguata collocazione di contesto.

Bologna. Al museo civico Archeologico il direttore del museo Egizio, Christian Greco, presenta “La memoria è il nostro futuro”, pubblicazione ufficiale del bicentenario, in dialogo con Daniela Picchi, responsabile della sezione Egizia

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Copertina del libro “La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio” a cura di Christian Greco

L’Antico Egitto al museo civico Archeologico di Bologna. Appuntamento giovedì 13 febbraio 2025, alle 18, nella sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, con il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che racconterà l’Egizio presentando il libro “La Memoria è il nostro futuro”, la pubblicazione ufficiale del bicentenario del museo Egizio, edito da Franco Cosimo Panini Editore. Introduce Paola Giovetti, direttrice del museo civico Archeologico. Dialoga con Greco Daniela Picchi, responsabile della sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

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Il direttore Christian Greco, il presidente Sergio Mattarella e il ministro Alessandro Giuli nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio. Questo libro, curato dal direttore Christian Greco, rappresenta la pubblicazione ufficiale del bicentenario e offre uno sguardo senza precedenti su tutto ciò che ruota attorno al museo Egizio, non limitandosi a una semplice ricostruzione della storia dell’istituzione torinese, delle sue collezioni o della sua fortuna; attraverso una struttura a più voci ogni aspetto della vita del museo Egizio è presentato all’interno del più ampio contesto in cui si trova a esistere. Nelle pagine si alternano gli interventi di curatori del museo Egizio e docenti, ricercatori e curatori provenienti da altre istituzioni nazionali e internazionali, talvolta in dialogo tra loro. I contributi diventano così laboratori nei quali si confrontano idee, visioni e proposte inerenti a un ampio ventaglio di temi: il ruolo del Museo nello sviluppo dell’egittologia, e a sua volta l’impatto che l’evoluzione della disciplina ha avuto e ha ancora ancora oggi sulle sue scelte; l’importanza dell’integrazione tra discipline umanistiche e scientifiche; i rapporti con altre istituzioni museali, con gli studiosi e con il pubblico; l’Egitto immaginato dell’ “egittomania” e quello reale che rivendica una voce nel raccontare la propria storia. Il risultato è un volume che dimostra come futuro e memoria siano strettamente intrecciati.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale per “AltinoAperta” visita guidata “Rituali funerari: l’inumazione” alla scoperta dei reperti conservato nei depositi

altino_parco_altinoaperta_rituali-funerari-l-inumazione_reperti_foto-musei-archeo-veQuali storie raccontano i corredi funerari di Altino? Se ne parla giovedì 13 febbraio 2025, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) nella visita guidata “Rituali funerari: l’inumazione” per il ciclo AltinoAperta. I reperti conservati nei depositi saranno nuovamente protagonisti di quest’incontro dedicato all’inumazione, una tra le forme più antiche di sepoltura. Si visiteranno i depositi in compagnia dello staff del parco archeologico di Altino, per scoprire le storie degli altinati dell’antichità attraverso gli oggetti deposti nelle loro sepolture. La visita – su prenotazione – è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0422789443 o scrivere a drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it.

Civitavecchia. In biblioteca per “I Giovedì dell’Archeologia” promossi dal museo Archeologico nazionale la conferenza “Materiali per la forma urbis di Centumcellae” con Simone Gargiulli (Sapienza università di Roma)

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Il nuovo appuntamento con “I Giovedì dell’Archeologia”, promossi dal museo Archeologico nazionale di Civitavecchia in programma il 13 febbraio 2025, alle 17.30, alla biblioteca comunale “A. Cialdi”, in piazza Calamatta 18 a Civitavecchia, è dedicato ai “Materiali per la forma urbis di Centumcellae”. Simone Gargiulli (Sapienza università di Roma) presenta uno studio che si propone di ricostruire l’assetto urbanistico di Centumcellae attraverso l’analisi dei resti archeologici e delle planimetrie storiche. Informazioni e prenotazioni: museo Archeologico nazionale di Civitavecchia, tel. +39 076623604, e-mail: drm-laz.mucivitavecchia@cultura.gov.it. Nonostante alcune difficoltà nell’accesso ai documenti e ai materiali, è stata elaborata una carta archeologica basata su una mappa catastale, con particolare attenzione alla localizzazione dei rinvenimenti. Lo studio esamina l’abitato di Centumcellae utilizzando evidenze archeologiche, letterarie ed epigrafiche, proponendo una nuova interpretazione dell’urbanistica del Portus Traiani. Si concentra sulla formazione di un centro abitato intorno allo scalo portuale, un aspetto non trattato negli studi precedenti. Sostenendo l’ipotesi che l’abitato lungo la via Aurelia sia sorto dopo la fondazione del porto traianeo, si considera la testimonianza di Plinio il Giovane sulla costruzione del porto.

Aidone (En). Al museo Archeologico il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” a cura di Alessandra Mirabella a novant’anni dalla morte dell’archeologo roveretano. E al cinema proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa” a cura di Dario Di Blasi. Ecco il programma e gli interventi

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A novant’anni dalla morte, nel 1935, di Paolo Orsi, giovedì 13 febbraio 2025, il Comune di Aidone (En) per diretta iniziativa dell’assessore alla Cultura, prof.ssa Alessandra Mirabella, e il parco archeologico Morgantina-Villa del Casale organizzano il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” per approfondire la conoscenza del lavoro del grande archeologo roveretano e l’impatto della sua ricerca sul patrimonio culturale. “Paolo Orsi – ricorda Mirabella – condusse indagini archeologiche nel nostro territorio e definì la città antica in contrada Serra Orlando, quella che poi sarebbe stata identificata come Morgantina, Pompei siciliana che racchiude le più vaste e belle rovine della Sicilia orientale”. Appuntamento dunque il 13 febbraio 2025, alle 16.30, al museo Archeologico regionale di Aidone nel seicentesco convento dei Padri Cappuccini, con il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” a cura e coordinato da Alessandra Mirabella, con la consulenza di Dario Di Blasi, che nella primavera 1990 come conservatore onorario del museo civico di Rovereto collaborò all’organizzazione, quale segretario, del convegno “Paolo Orsi e l’archeologia del ‘900”. Dopo i saluti di Annamaria Raccuglia, sindaco di Aidone, e di Carmelo Nicotra, direttore del parco archeologico Morgantina-Villa del Casale, intervengono Maurizio Battisti, archeologo Fondazione Museo Civico di Rovereto, “La formazione del giovane Orsi e il carteggio”; Gioconda Lamagna, già direttrice del parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, “I taccuini di Paolo Orsi. Dall’acquisizione all’avvio della pubblicazione”; Massimo Frasca, archeologo e già docente università di Catania, “Paolo Orsi e le anonime città siculo-greche della Sicilia interna”; Massimo Cultraro, dirigente di ricerca, CNR-ISPC, Catania, “Paolo Orsi e l’Egitto: un amore mai dichiarato”. Alle 19, ci si sposta al cineteatro Herbita, dove Dario Di Blasi, già direttore artistico della rassegna del cinema archeologico di Rovereto e curatore di festival e rassegne in Italia, presenta la proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa”. Vediamo meglio gli interventi.

MAURIZIO BATTISTI “La formazione del giovane Orsi e il carteggio”. Le tappe formative del giovane Paolo Orsi: i suoi inizi al museo civico di Rovereto, la sua città natale; i suoi primi scavi e le sue prime ricerche in Trentino; i suoi studi universitari e la sua partenza verso la Sicilia. Si daranno anche aggiornamenti sull’inventariazione in corso del carteggio inedito pubblicato in rete in collaborazione con il museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa.

GIOCONDA LAMAGNA “I taccuini di Paolo Orsi. Dall’acquisizione all’avvio della pubblicazione”. Nel corso dei suoi oltre quarant’anni di instancabile attività di ricerca e tutela in Sicilia e Calabria, Paolo Orsi annotò pressoché quotidianamente il lavoro svolto nei suoi taccuini, raccogliendo una quantità enorme di dati. Questo materiale costituisce oggi un prezioso giacimento di informazioni, in parte ancora inesplorato. Il presente contributo si propone di ripercorrere le fasi travagliate dell’acquisizione di questi manoscritti, inizialmente in possesso degli eredi Orsi, e le successive attività che al museo Paolo Orsi di Siracusa, dove furono depositati dopo l’acquisto avvenuto negli anni Sessanta del Novecento, hanno portato alla microfilmatura e poi alle operazioni di trascrizione e scansione dell’intera raccolta. Le operazioni hanno infine condotto all’avvio dell’edizione a stampa, iniziata nel 2018 con la pubblicazione dei primi quattro taccuini in un volume edito dall’Accademia Nazionale dei Lincei, l’illustre istituzione a cui Orsi appartenne fin dal 1896. Già nei primi quattro taccuini (anni 1888-1889) emerge con chiarezza la figura di Orsi, che sarebbe diventato per molti anni l’indiscusso protagonista della ricerca archeologica in Sicilia e Calabria. In queste pagine manoscritti e si evidenzia anche la forte accelerazione che egli impresse alle indagini sul campo subito dopo il suo arrivo a Siracusa, nel settembre del 1888, con l’avvio degli scavi a Megara Hyblaea e una serie di accura sopralluoghi nei principali si archeologici del siracusano, finalizza ad ottenere una piena conoscenza del territorio. Una partenza straordinaria che lo porterà, già alla fine dell’anno successivo, a varcare lo Stretto, avviando, assieme a Petersen e a Dörpfeld, gli scavi di Locri, descritti a partire dal taccuino n. 5, già pubblicato nel volume II dei taccuini, edito nel 2022 (taccuini 5-16, anni 1889-1892).

MASSIMO FRASCA “Paolo Orsi e le anonime città siculo-greche della Sicilia interna”. Nel contributo si esamineranno i dati relativi a tre siti interni indagati da Paolo Orsi nell’interno della Sicilia: Monte Bubbonia, Monte San Mauro e Serra Orlando. Attraverso la documentazione edita, saranno affrontati i problemi relativi alla cosiddetta ellenizzazione dei centri indigeni e alla eventuale presenza di Greci insediati nell’interno dell’Isola.

MASSIMO CULTRARO “Paolo Orsi e l’Egitto: un amore mai dichiarato”. Nella complessa e articolata biografia intellettuale di Paolo Orsi, un posto di rilievo è giocato dall’interesse per l’Egitto antico. Il tema non è stato sufficientemente indagato, ma a una più attenta analisi dei suoi numerosi scritti emerge con chiarezza una specifica attenzione verso la storia e l’archeologia dell’Egitto. Nato nel corso della formazione viennese, l’interesse per la terra dei Faraoni si articola in Orsi in due differenti piani: il primo è la visione diffusionista che impone di identificare nel Mediterraneo orientale i centri di propulsione dei più importanti fenomeni della storia mediterranea. Per Orsi anche l’Egitto avrebbe avuto un ruolo importante nella formazione delle culture preistoriche siciliane, spingendo in tal direzione il pensiero del fisiologo torinese Angelo Mosso, suo personale amico, nell’identificare una “componente mediterranea-nordafricana”, attiva fin dal Neolitico. Il secondo piano riguarda l’interesse di Orsi per il collezionismo di materiali egizi, che implica l’acquisto di una raccolta di manufatti litici dal Fayyum destinata al museo di Siracusa e a cui segue anche uno spiccato interesse per le produzioni di arte copta. Quest’ultimo segmento di interesse, ad oggi totalmente sconosciuto, mette in evidenza l’attenzione dello studioso verso il nascente campo dell’archeologia medievale. Infine, all’interno di questa attività si inserisce l’acquisto di alcuni vasi della cultura di Naqada, oggi conservati al museo civico di Rovereto.

DARIO DI BLASI Proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa” (Sirio Film). Nell’aprile del 1990 prese il via la Rassegna internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto da una felice intuizione di Dario Di Blasi che, in visita a Siracusa, si rese conto che solo pochi roveretani erano consapevoli della levatura di Orsi e del suo significativo ruolo nella ricerca archeologica della tra fine ‘800 e inizi ‘900, da qui l’idea di organizzare un convegno su Orsi e di dar vita ad una rassegna che divulgasse le conoscenze in ambito archeologico attraverso il cinema.

Padova. Al Liviano il seminario “I Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna: prime strategie di valorizzazione per un nuovo istituto dotato di autonomia speciale” con Marianna Bressan, direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna

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Nell’ambito del corso di Gestione dei Beni archeologici alla Scuola di specializzazione in Beni archeologici (prof. Ugo Soragni) e del corso di dottorato in Storia, Critica e Conservazione dei Beni culturali del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, in programma mercoledì 12 febbraio 2025, alle 14, nell’aula “Franco Sartori” di Palazzo Liviano , piazza Capitaniato 7, a Padova, il seminario “I Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna: prime strategie di valorizzazione per un nuovo istituto dotato di autonomia speciale” con Marianna Bressan, direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. Sono invitati a partecipare gli specializzandi, i dottorandi, gli studenti e tutti gli interessati.

Roma. Al museo delle Civiltà per il Darwin Day l’incontro “Storie di Neanderthal e iene: i reperti di Grotta Guattari del museo delle Civiltà” a cura di Francesca Alhaique e Alessandra Sperduti. Visita introduttiva al percorso di Preistoria

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Cranio dell’uomo di Neanderthal scoperto nella Grotta Guattari al Circeo, oggi conservato al museo delle Civiltà (foto muciv)

Sul promontorio del Circeo, lungo la costa laziale, si trova Grotta Guattari, uno dei siti più importanti per lo studio dei Neanderthal. Per celebrare il Darwin Day — che si tiene ogni anno il 12 febbraio in occasione dell’anniversario della nascita di Charles Darwin — il Servizio di Bioarcheologia del museo delle Civiltà a Roma-Eur apre le porte del suo Laboratorio per mostrare e raccontare gli importantissimi reperti provenienti dagli scavi effettuati a partire dal 1939 nel sito di Grotta Guattari (Circeo). Questi reperti, insieme a quelli rinvenuti durante le ricerche degli ultimi anni, saranno oggetto, nel 2025, di un nuovo allestimento dedicato alle più recenti scoperte sul sito e sui Neanderthal. Appuntamento mercoledì 12 febbraio 2025, alle 17, al museo delle Civiltà con “Storie di Neanderthal e iene: i reperti di Grotta Guattari del museo delle Civiltà” a cura di Francesca Alhaique e Alessandra Sperduti. L’attività prevede una visita introduttiva al percorso di Preistoria. Ingresso con Biglietto Amico 5 euro. Posti limitati. Prenotazione richiesta. Per informazioni mu-civ.bioarcheologia@cultura.gov.it.

Locri (RC). Ecco il programma 2025 di “Un caffè… storicamente corretto” il giovedì al museo Archeologico nazionale con il circolo di Studi storici “Le Calabrie”, a cura di Elena Trunfio e Marilisa Morrone

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Elena Trunfio direttrice dei musei e dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina (foto drm-calabria)

Solo qualche giorno fa avevamo annunciato della volontà di Elena Trunfio e Marilisa Morrone di bissare per il 2025 “Un caffè…storicamente corretto” con un programma variegato, a partire da febbraio, con presentazioni di volumi, conferenze, seminari, incontri con esperti (vedi Locri (RC). Elena Trunfio e Marilisa Morrone annunciano l’edizione 2025 della rassegna “Un caffè… storicamente corretto”: ogni mese un appuntamento con ricercatori e studiosi per trattare temi di archeologia, storia, arte, museografia | archeologiavocidalpassato). Il progetto, curato dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, Elena Trunfio, e dalla presidente del circolo di Studi storici “Le Calabrie”, Marilisa Morrone, oltre che con il patrocinio del Comune di Locri, quest’anno si arricchisce del patrocinio del Comune di Portigliola e della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e vuole, come di consueto, offrire al pubblico diversi spunti di approfondimento su temi ampi legati al mondo della storia, dell’arte e dell’archeologia, con il coinvolgimento di studiosi autorevoli, afferenti tra l’altro ai più importanti atenei italiani. Il programma è stato concepito di concerto dalla direzione del Museo e dalla presidenza del Circolo che si è avvalsa della collaborazione del comitato scientifico del sodalizio nello specifico da Marco Cicciò, Alfredo Fulco, Filippo Racco, Gianfrancesco Solferino, Vincenzo Tavernese. “I nostri caffè sono stati un successo, una delle iniziative più partecipate che abbiamo svolto nel 2024 a Locri Epizefiri”, commenta Elena Trunfio. “Ogni appuntamento è stato l’occasione per presentare ricerche nuove e aggiornate, coinvolgendo studiosi da tutta Italia che hanno saputo trasferire, anche ad un pubblico non specialistico, le loro ricerche. Gli appuntamenti sono stati arricchiti dall’interazione degli uditori con i relatori, con domande e curiosità che hanno animato il dibattito. Ci sembrava pertanto interessante riproporre una seconda edizione del progetto”. Gli incontri si svolgono di giovedì e l’ingresso è gratuito. Non è necessaria la prenotazione.

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L’edizione 2025 è in partenza il 20 febbraio al museo Archeologico di Locri Epizefiri, con la presentazione del libro “Calabria angioina (1266-1382). Novità gotiche e tradizione bizantina al tramonto del Medioevo” curato da Stefania Paone dell’università della Calabria. “Nel 2025 il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, fra le sue varie attività, reitera la collaborazione con il museo nazionale di Locri Epizefiri e con la direttrice Elena Trunfio, anch’ella “socio cultore” del Circolo, che ringrazio per la cortese ospitalità tra le sale del Museo”, dichiara la presidente del Circolo “Le Calabrie” Marilisa Morrone. “Il successo della prima edizione della rassegna ci ha incoraggiati a insistere su una formula che si è rivelata vincente. Ancora una volta la Storia, l’Arte e l’Archeologia saranno protagoniste dei giovedì dei Caffè… storicamente corretti, stimolando intense e proficue discussioni su novità editoriali e sulle più recenti ricerche. Avremo anche quest’anno ospiti illustri che renderanno vivo il dibattito coinvolgendo il pubblico, sempre più esperto ed attento alle tematiche trattate. Vogliamo arricchire ancora la conoscenza del nostro passato perché essa è alla base di una più matura consapevolezza delle potenzialità del territorio ed è mezzo per un’adeguata salvaguardia e valorizzazione delle risorse culturali”.

Nel mese di marzo Maurizio Cannatà, direttore del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia presenterà il libro “Temesa. Il mito e la storia”. L’archeologia sarà protagonista anche degli appuntamenti di aprile e settembre: il primo sarà incentrato sulla valorizzazione e accessibilità dei musei con l’intervento del direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria Fabrizio Sudano, mentre a maggio, il funzionario archeologo Andrea M. Gennaro illustrerà le scoperte più recenti effettuate dalla soprintendenza di Reggio Calabria in Aspromonte e nella “chora” locrese.  Nel mese di maggio un tema storico appassionante con la conferenza di Sebastiano Marco Cicciò (università LUMSA Palermo) e Vincenzo Pintaudi (università di Messina) dal titolo “Gli Anglosassoni nel Mediterraneo e le relazioni con il Regno delle Due Sicilie”. Torna anche per la rassegna 2025 il professore Aurelio Musi, ordinario di Storia dell’università di Salerno che illustrerà il profilo biografico di un personaggio calabrese illustre ma qui dimenticato, il chirurgo Marco Aurelio Severino. Dopo la pausa estiva, il mese di settembre proporrà nuovamente un tema di natura archeologica con l’archeologo Giuseppe Hyeraci dell’università di Napoli “Suor Orsola Benincasa” che illustrerà il ruolo e i modelli di rappresentazione del monachesimo italo-greco in tempo di guerra nella Calabria bizantina.

Ad ottobre sarà la volta di Claudia Pingaro, dell’università della Campania “L. Vanvitelli” con la conferenza dal titolo “Il viceregno di don Pedro de Toledo tra politica interna e internazionale”.  A novembre un appuntamento imperdibile con la tavola rotonda “Dal commercio al contrabbando” che, insieme ad esponenti del mondo delle istituzioni ed esperti, traccerà un quadro sull’evoluzione del traffico illecito di beni culturali. La stagione si concluderà a dicembre con Salvatore Bottari, ordinario di Storia moderna all’università di Messina che ci condurrà lungo le sponde dello Stretto per illustrare tale territorio nel Quattrocento e Cinquecento. “Anche quest’anno un programma ricchissimo con studiosi di chiara fama”, conclude la direttrice Trunfio: “ogni mese un appuntamento per dare continuità ad un progetto culturale di alto livello. Ringrazio pertanto la presidente Morrone e tutto il Circolo per il lavoro svolto nel 2024 e per quello che realizzeremo insieme nel 2025. Sono certa dell’importanza di questa rassegna in termini di sviluppo culturale e sociale di quest’area”.

Egitto. Un tour operator egiziano annuncia la data dell’inaugurazione ufficiale del Grand Egyptian Museum a Giza, a un passo dalle Piramidi, con l’accesso alle gallerie di Tutankhamon e al Museo delle Barche solari. Ma per ora non c’è la conferma dal Ministero

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Nell’autunno scorso l’avevano annunciata per la primavera 2025. L’ennesima data che viene aggiornata periodicamente da molti anni. Ma stavolta c’è una data precisa: il Grande Museo Egizio (GEM), a Giza, a un passo dalle Piramidi dovrebbe aprire ufficialmente il 3 luglio 2025 con celebrazioni che dureranno diversi giorni per consentire a più visitatori di vivere l’evento. Il condizionale è d’obbligo, visto che la notizia è stata data sul proprio sito dal tour operator Vacations to go travel, basato in Egitto, ma che per il momento non ci sono conferme ufficiali né sul sito del Ministry of Tourism and Antiquities del Cairo né su quello del Grand Egyptian Museum. Staremo a vedere se questa sarà la volta buona. Secondo il tour operator l’inaugurazione includerà l’apertura della Sala d’Oro, dove sono esposti i tesori del faraone Tutankhamon, e della sezione delle Barche Solari (che prima erano nel museo ai piedi delle Piramidi), alla presenza di leader mondiali. Con un costo totale di 550 milioni di dollari, finanziati in parte da un prestito giapponese di 300 milioni di dollari, il progetto ha coinvolto aziende leader come Heneghan Peng Architects per la progettazione, Atelier Brückner per la disposizione espositiva, Orascom e Besix per la costruzione.

Situato vicino alle Piramidi di Giza, il GEM si estende su 117 acri e presenta 100.000 artefatti, molti esposti per la prima volta, insieme a facciate in vetro che offrono splendide viste piramidali. Finora ha conosciuto aperture parziali: si era iniziato nel 2022 quando, saltata l’apertura in concomitanza col centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon nella valle dei Re a Tebe Ovest (4 novembre 1922 – 2022), il pubblico ha potuto visitare la Piazza dell’Obelisco Sospeso, la sala principale nota come Sala Grande, il museo dei Bambini e un’esperienza di realtà virtuale, giardini, ristoranti, caffè e negozi. Poi dall’ottobre 2024 è possibile visitare dodici sale espositive che mostrano la storia dell’antico Egitto dalla preistoria all’epoca romana. L’ingresso al GEM è dunque attualmente limitato alle Gallerie Principali, alla Sala Grande, allo Scalone d’Onore, all’area commerciale e ai giardini esterni. Per l’apertura definitiva ora non resta che attendere l’ufficializzazione.

 

Napoli. Doccia fredda del Mic sulle aspettative di una città: “Paolo Giulierini non può ricandidarsi alla guida del Mann”. Lo annuncia lo stesso Giulierini: “Le ali sono spezzate e non voleremo più insieme”. Le reazioni: attestazioni di stima e di affetto

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Paolo Giulierini, già direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)

“Oggi è un giorno difficile perché le ali sono spezzate e non voleremo più insieme”, comincia con queste parole che grondano amarezza il breve saluto di commiato postato l’8 febbraio 2025 da Paolo Giulierini col quale il Direttore con la “D” maiuscola si congeda dal “suo” Mann e da quella Napoli che l’ha adottato come un figlio illustre e che non ha esitato a tappezzare col suo volto i luoghi più significativi partenopei, accanto ad altri grandi come Maradona, in una campagna che voleva tributare il grazie della città a chi l’ha valorizzata e portata nel mondo. “Niente sarà come prima ma nessuno mi potrà mai togliere l’orgoglio di aver riportato in prima fascia il Mann. Vi assicuro che ho dato tutto quello che potevo, così come enorme è l’affetto che ho ricevuto dai colleghi e dai cittadini di questa superba città. Dura lex sed lex. FORZA NAPOLI SEMPRE”. Una postilla inattesa in un bando macchinoso, già aperto il 4 febbraio, e inserita il 7 febbraio 2025, impedirebbe al momento a Paolo Giulierini la partecipazione, nascondendo il tutto dietro la saracinesca burocratica del “principio di rotazione”: “…al fine di evitare il consolidarsi di relazioni che possono favorire dinamiche improprie nella gestione amministrativa, conseguenti alla permanenza prolungata…”. “Un delitto perfetto”, è stato definito.  

“Lavorare otto anni in città come Napoli – aveva dichiarato Paolo Giulierini ad archeologiavocidalpassato alla vigilia della fine del suo mandato, nel settembre 2023 – è come in qualche modo aprire il cuore a un grande amore. Insomma questi sono stati anni importanti per la mia crescita, per l’affetto che la città mi ha dato, per l’impegno che ho cercato di fornire nel restituire una fiducia incondizionata da parte dei cittadini e delle istituzioni. Adesso si profila all’orizzonte una nuova fase. È molto importante non lasciare a metà il museo ed è per questo che abbiamo presentato tutti i progetti per il futuro (vedi Napoli. “Ecco il Mann del futuro”: il direttore Giulierini a chiusura del suo mandato annuncia progetti e interventi (tutti esecutivi già finanziati) per i prossimi cinque anni, a cominciare dai depositi e nuovi servizi nei sotterranei. Una strada tracciata ben precisa per il direttore che verrà. I dettagli e le considerazioni | archeologiavocidalpassato) che consegnano o a chi sta parlando o a un nuovo direttore una strada ben più chiara di quella che ho trovato io quando arrivai. Quindi io credo che onestamente sia importante amare il proprio lavoro, amare il proprio museo. Ma è un po’ come l’amore per i figli: bisogna predisporli e crescerli perché diventino grandi in autonomia a prescindere. Poi se ci sarà la possibilità di accompagnarli ancora, appunto come un figlio, lo faremo volentieri”.

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Il saluto dei dipendenti del museo Archeologico nazionale di Napoli al direttore Paolo Giulierini a fine mandato il 14 novembre 2023 scandendo “O capitano, mio capitano” (foto mann)

Le attestazioni di stima e di affetto si sono susseguite in queste ore. Quelle poche righe postate da Giulierini cancellavano con un colpo di spugna lunghi mesi di attesa e di speranza, dopo quel 14 novembre 2023 quando i dipendenti hanno salutato il direttore Paolo Giulierini mostrando cartelli e scandendo: “O capitano, mio capitano”. Contraccambiati dall’abbraccio simbolico di Giulierini che commentava: “Ci sono cose che ti segnano la vita e che ti ripagano di tutto. Grazie Napoli!”. E l’archeologo Mario Grimaldi sottolineava: “Mai vista una cosa del genere … mai visto una persona saper creare una tale unità di intenti tra l’interno e l’esterno di un ambito lavorativo … una squadra grandissima … in attesa di un ritorno, un nostos epico, perché il meglio deve ancora venire …”.

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Conferenza con Giulia Longo e Paolo Giulierini su Thorvaldsen nel novembre 2022 all’Accademia di Danimarca a Roma

Quel ritorno non ci sarà, salvo soprese, ripensamenti o ricorsi. Scrive l’archeologa Giulia Longo: “Nulla concessero gli dei agli uomini senza fatica, caro Paolo. Sono certa che porterai successi e sorrisi in qualsiasi altro museo andrai a dirigere in futuro. Beato chi potrà iniziare o continuare a collaborare con te e con la tua mente vulcanica, instancabile, visionaria. God vind dicono i danesi per augurare il meglio in una fase di cambiamento, e letteralmente significa infatti Buon vento. Cogli allora la tua rosa, caro Paolo. Napoli per te sarà sempre casa. Qualunque cosa farai, non ci deluderai. Questo adesso è il tuo momento. Grazie di cuore per tutto, e buon vento!”. E un napoletano doc, Roberto Cinquegrana, esperto di arte equestre, e “studente” di archeologia: “Voglio solo ringraziare il direttore Paolo Giulierini per l’enorme contributo che ha dato alla mia città ed al Mann. Molteplici sono state le attività con lui nella vastità di interventi che ha fatto con la sua grande proiezione e disponibilità verso tutti. La città di Napoli tutta è grata incondizionatamente così come la mia persona nella speranza che il suo futuro possa essere sempre radioso portando con sé una Napoli che gli ha voluto bene. Ma tanto tanto bene”. E un’altra napoletana doc, esperta d’arte, Luciana Mastrangelo: “Grazie carissimo e splendido direttore del museo Archeologico di Napoli, che hai portato il Mann ai vertici, rendendolo uno tra i più bei Musei al mondo. Con te il Mann era il MyMann. Grazie per l’impegno, la professionalità ma soprattutto l’amore e la dedizione con cui hai svolto il tuo lavoro, creando uno staff di energie positive e propositive. Grazie per aver donato alla città di Napoli Cultura e passione come mai prima… ma io spero e credo che prima o poi riporterai la tua luce qui”.

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Antonella Carlo, Paolo Giulierini e Mario Grimaldi in un evento al Mann nel 2018 (foro di leva)

Antonella Carlo, responsabile Comunicazione del Mann: “Come cittadina, non dimentico la luce che Paolo Giulierini ha fatto brillare su uno dei tesori della nostra Napoli. Come funzionario del Mann, non dimentico il bene che ha fatto al Museo. Come persona, non dimentico l’ascolto e la fiducia che mi ha sempre concesso. Auguri, caro Paolo, per tutti i successi che meriti”. E la storica dell’arte Lucia Emilio: “Paolo Giulierini grande competenza ed enorme passione. Ha reso il museo il “Mann internazionale”, una realtà immensa per Napoli, per i napoletani e non solo. Grazie di tutto Paolo. Con l’affetto di sempre”. E l’archeologo Mario Grimaldi: “Come vuole la prassi … si utilizzano le regole con sapiente uso e abuso … in questi ultimi anni abbiamo assistito a tante cose strane ma la luce che il Mann ha avuto per se stesso e per la città trasformandosi in una piazza coperta è qualcosa che nessuna regola ad hoc potrà cambiare … l’intelligenza di chi verrà si misurerà dal modo in cui si saprà confrontare e collegare a questo passato aureo dopo un grigio presente per andare verso un futuro che assomigli a quanto fatto in termini di connessione, cooperazione e fervore scientifico … magari un giorno riprenderemo da dove abbiamo lasciato con un rassicurante “dove eravamo rimasti” ma per ora resta tanta gratitudine verso una persona che ha fatto comprendere che esiste un metodo di far stare le persone assieme diverso, basato sul rispetto e la cooperazione … merce rara, rarissima e quindi preziosa”.