Palermo. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” presentazione del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome)

palermo_archeologico_libro-Dalla-ceramica-alla-storia-economica-Il-caso-di-Palermo-islamica_locandinaPresentazione del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome), un’opera fondamentale per gli studi sulla Palermo islamica e medievale, che si fonda sul l’analisi di oltre 40mila reperti, alcuni dei quali conservati nelle collezioni del museo Salinas. Appuntamento mercoledì 30 ottobre 2024, alle 17, nell’Agorà del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. La presentazione vedrà la partecipazione di studiosi di prestigio, Lucia Arcifa (università di Catania) e Annliese Nef (université de la Sorbonne). L’autrice Viva Sacco (British Academy-UCL) discuterà i risultati del suo lavoro pionieristico. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

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Copertina del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome)

Il libro. Negli ultimi anni lo studio della Sicilia islamica, per lungo tempo affidato esclusivamente all’analisi delle fonti scritte, ha beneficiato di numerosi nuovi risultati archeologici, i quali hanno permesso di accedere a nuovi tipi di informazioni utili a gettare luce su alcuni aspetti della storia sociale ed economica dell’isola. Allo stesso tempo si è reso necessario distinguere la cultura materiale tipica dell’età islamica da quella della successiva epoca normanna, a lungo considerate un tutt’uno. Questo nuovo approccio allo studio della Sicilia islamica ha fatto emergere in maniera più evidente il ruolo chiave che Palermo ebbe nelle dinamiche politiche, economiche e sociali del Mediterraneo centrale. Il presente lavoro si inserisce in questa nuova fase degli studi concentrandosi sulla capitale siciliana, osservata attraverso il filtro delle sue produzioni fittili destinate sia al mercato locale sia al più ampio mercato mediterraneo, oltre che delle importazioni ceramiche. Per la prima volta vengono messi a sistema oltre 40.000 frammenti provenienti da contesti archeologici di diversi siti palermitani ed extra-urbani al fine di proporre un utile strumento di lavoro per lo studio dei depositi stratigrafici. Inoltre, questo lavoro classificatorio permette anche e soprattutto di mostrare il contributo che la fonte archeologica, ed in particolare la ceramica, può offrire nella ricostruzione della storia economica di un periodo e di un’area geografica a lungo considerati avvolti nell’oscurità.

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L’archeologa Viva Sacco

Viva Sacco. Dottore in archeologia e storia dell’arte islamica all’université Paris-Sorbonne e l’università di Messina, ancienne membre de l’École française de Rome, è una archeologa e ceramologa specialista nello studio delle produzioni ceramiche circolanti in Sicilia e Ifrīqiya tra IX e XII secolo.

Roma. Al dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università presentazione del libro “Museo dell’Arte Classica: Gipsoteca. Volume II” di Raffaella Bucolo (casa editrice Aguaplano)

roma_sapienza_libro-museo-d-arte-classica_gipsoteca_raffaella-bucolo_locandinaMercoledì 30 ottobre 2024, alle 17.30, nell’aula di Archeologia del museo dell’Arte classica del dipartimento di Scienze dell’Antichità – Polo Museale – Sapienza Università di Roma, presentazione del libro “Museo dell’Arte Classica: Gipsoteca. Volume II” di Raffaella Bucolo (Casa Editrice Aguaplano). Dopo i saluti di Giorgio Piras, direttore del dipartimento di Scienze delle Antichità di Sapienza università Roma; e Claudia Carlucci, direttrice del polo museale Sapienza, presentano Anna Anguissola, università di Pisa; Claudia Cecamore, museo della Civiltà Romana; Simone Rambaldi, università di Palermo.

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Copertina del primo volume sul “Museo dell’Arte classica. Gipsoteca” curato da Marcello Barbanera

Il catalogo “Museo dell’Arte classica. Gipsoteca II” di Raffaella Bucolo segue dopo quasi trent’anni il primo volume del Catalogo delle sculture a firma di Marcello Barbanera, allora conservatore del museo, che concepì la sua opera presentando i calchi non solo allo scopo di valorizzare il senso della loro storicizzazione e la funzione quali strumenti della ricerca sulla ricostruzione della scultura antica, ma anche impiegando le fonti dell’archivio storico del Museo per ripercorrerne la storia insieme a quella della sua importante collezione. Il primo catalogo comprende i calchi esposti dalla sala I alla sala XIX del museo, mentre il secondo volume prosegue con le schede dei singoli calchi fino alla sala XLI. L’impostazione del Catalogo segue quella del precedente, nel presentare i calchi secondo il percorso allestitivo tradizionale del Museo – dal 1935 trasferito nell’edificio di Lettere e Filosofia della nuova Città universitaria -, basato sullo sviluppo cronologico degli originali greci e della loro distribuzione nelle sale, mantenuto anche dopo il rinnovato allestimento curato da Andrea Carandini e Marcello Barbanera del 1997. Il percorso cronologico, impostato ab origine da E. Löwy, continua ad essere il filo rosso che connota l’esposizione dei calchi per dare una continuità nel tempo al Museo anche nei futuri assetti museografici.

 

Pompei. “Una sera a Pompei. Tra la Villa dei Misteri e Boscoreale”: passeggiate serali in occasione della presentazione del libro “Villa dei Misteri” di Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel alla Biblioteca “Giuseppe Fiorelli”, che viene riaperta al pubblico nei nuovi spazi di San Paolino 

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La Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Nuovo appuntamento, mercoledì 30 ottobre 2024, con le passeggiate serali al parco archeologico di Pompei, con possibilità di visitare la Villa dei Misteri e la Villa Regina a Boscoreale con l’annesso Antiquarium. Due esempi di ville suburbane del territorio, l’una grande dimora residenziale dedita anche ad attività di produzione del vino, l’altra villa rustica, vera e propria fattoria del vino, l’unica interamente conservata dell’epoca, che saranno collegate dal servizio navetta Pompeii Artebus.

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I nuovi spazi della biblioteca “Giuseppe Fiorelli” nell’edificio di San Paolino a Pompei (foto parco archeologico pompei)

In occasione di questa apertura serale il Parco presenta alle 17.30, nei nuovi spazi della Biblioteca “Giuseppe Fiorelli”, nell’edificio di San Paolino, via Plinio 4, a Pompei, il libro “Villa dei Misteri” a cura di Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel, edizioni Arte’m. La biblioteca “Giuseppe Fiorelli” ubicata negli edifici demaniali di San Paolino, dopo una attività di ristrutturazione e adeguamento dei locali, sarà aperta al pubblico da giovedì 31 ottobre 2024, dal lunedì al venerdì, dalle 10-17. Specializzata in archeologia, con particolare attenzione al sito di Pompei e al territorio vesuviano, la biblioteca è custode di un patrimonio librario di oltre 21mila unità bibliografiche, continuamente incrementato da acquisti, scambi e donazioni. Una prima biblioteca negli Scavi fu costituita nell’ambito della Scuola Archeologica fondata nel 1866 dal Direttore degli Scavi, Giuseppe Fiorelli. La biblioteca aveva sede nella Casa dei Cadaveri di Gesso (VI 17, 27) ed era specializzata in archeologia di Pompei e dei siti vesuviani. Dopo la soppressione della Scuola nel 1875 anche la Biblioteca cessò la sua esistenza. Oggi riprendendo l’idea di Giuseppe Fiorelli, con la sua riqualificazione si intende offrire un sostegno a studiosi e ricercatori per le indagini scientifiche e farne un luogo di riferimento per la promozione e la valorizzazione della ricerca archeologica. L’accesso alla Biblioteca è gratuito ed è consentito a tutti gli interessati dietro presentazione di un documento d‘identità. Oltre alle sale destinate alla ricerca e allo studio, la Biblioteca è dotata anche di una sala eventi per svolgimento di seminari, lezioni, conferenze, dotata di 47 posti a sedere. Tutti gli ambienti sono utilizzabili previa autorizzazione e su prenotazione. Al piano superiore dell’edificio di San Paolino che ospita la Biblioteca è stata realizzata, inoltre, una foresteria composta da 6 stanze con bagno per un totale di 9 posti letto e dotata di una grande sala comune. Tale spazio è pensato per accogliere ospiti nell’ambito delle attività di ricerca, studio, istituzionali e di collaborazione del parco archeologico di Pompei.

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Dettaglio degli ambienti della Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)

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Copertina del libro “Villa dei Misteri” a cura di Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel (edizioni Arte’m)

Il libro “Villa dei Misteri” esce nell’ambito della collana “I Cantieri di Pompei”, all’esito del progetto di restauro e di sostituzione delle coperture della villa. L’intervento, conclusosi nel 2023, è stato progettato dal parco archeologico di Pompei che ha tenuto conto dei principi fondamentali del restauro, quali il minimo intervento, la reversibilità, la compatibilità con gli edifici archeologici, ma anche del criterio della sostenibilità energetica tramite l’uso di coppi fotovoltaici. Il volume si propone anche come occasione per rileggere alcune interpretazioni riguardanti il grande fregio del salone della villa, riattualizzandole alla luce degli studi sul processo che ha portato la nascita dell’arte romana. Quest’ultima viene approcciata tramite l’introduzione del concetto di arte “post-ellenistica” nel testo di Gabriel Zuchtriegel, che interpreta il grande fregio come una testimonianza antesignana di tale movimento artistico. Non manca, nel volume, un omaggio al soprintendente Amedeo Maiuri, in carica dal 1924 al 1961, il quale, oltre a completare lo scavo della villa dei Misteri, si rivela essere un precoce esperto di “fundraising”, dal momento che chiese e ottenne un finanziamento dal Banco di Napoli per questa impresa “da manuale” di tutela, ricerca e fruizione del patrimonio vesuviano. Ma il volume affronta anche i temi del restauro, della fruizione, dell’illuminazione e dell’accessibilità, chiudendo con un accenno ai nuovi scavi in corso dopo l’abbattimento di un edificio abusivo sovrastante l’area del Parco e che finora aveva impedito le indagini archeologiche della parte ancora inesplorata della villa. Splendide immagini corredano il testo, rese possibili grazie al contestuale progetto di illuminazione che ha scelto soluzioni sostenibili, attraverso l’utilizzo di coppi di reimpiego delle vecchie coperture, a cui sono stati associati embrici fotovoltaici: scelte efficaci che, pur adottando soluzioni tecnologiche innovative, rimangono rispettose dell’ecosistema e del paesaggio.

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Panoramica notturna della Villa Regina a Boscoreale (foto parco archeologico pompei)

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Il portico della Villa dei Misteri di Pompei illuminato per le visite serali (foto parco archeologico pompei)

Le passeggiate serali del 30 ottobre 2024 prevedono un percorso delle ville suburbane – Villa dei Misteri e Villa Regina a Boscoreale con annesso Antiquarium – e un secondo itinerario di visita alla mostra “L’altra Pompei. Vite comuni all’ombra del Vesuvio” allestita nella palestra grande di Pompei. Il percorso Ville suburbane ha il costo di 7 euro, incluso il servizio navetta Pompeii Artebus (gratuità e riduzioni come da normativa). Orari: 19.30-23.30 con ultimo ingresso alle 22.30. Durata del percorso: circa 40 minuti Villa dei Misteri e circa 1 ora Boscoreale. L’ingresso alla Villa dei Misteri è da strada urbana esterna. Il servizio navetta Pompeii Artebus è in partenza da Piazza Esedra con fermate a Villa dei Misteri e a Boscoreale. Orari consultabili sul sito www.pompeiisites.org. L’accesso alla mostra “L’altra Pompei” all’Anfiteatro ha invece il costo di 5 euro (gratuità e riduzioni come da normativa). Orari 19.30-23.30 con ultimo ingresso alle 22. Durata del percorso: circa 1 ora. Info: www.pompeiisites.org.

Cairo (Egitto). All’Ifao (Institut Français d’Archéologie Orientale) il simposio “Reading reuse. Image recycling in Egypt and beyond”, in presenza e on line: quattro giorni di confronto sul riutilizzo dei manufatti decorati in contesti archeologici o architettonici

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_locandina“Reading reuse. Image recycling in Egypt and beyond” è il titolo del simposio internazionale promosso al Cairo (Egitto) nella propria sede dall’Ifao (Institut Français d’Archéologie Orientale) dal 30 ottobre al 2 novembre 2024, in inglese, in presenza e on line. Per partecipare alle sessioni della conferenza all’Ifao del Cairo, è necessario registrarsi compilando il modulo collegato qui: https://forms.gle/VSzpRnfKgcW6cmpB6. È disponibile anche la partecipazione a distanza. Per partecipare a distanza bisogna selezionare la casella corrispondente sottostante nello stesso modulo online. L’Ifao organizza un simposio sul concetto di riutilizzo dei manufatti decorati (interi monumenti o rilievi parietali, mobili, statue, figurine, vasi dipinti o incisi, oggetti di ornamento personale o mobiliare, ecc.) in contesti archeologici o architettonici. L’obiettivo è contribuire alla comprensione della creazione e dell’uso di oggetti portatori di immagini nelle società nel corso del tempo e oltre i confini: come e perché possono cambiare nella forma e nella funzione, e cosa significa studiare e interpretare tali oggetti biografici. “Forma, dimensione, materiale e decorazione sono solo alcuni degli elementi che giocano un ruolo importante nella percezione e nel possibile riutilizzo dei manufatti, che si rivelano versatili, sempre mutevoli nella loro apparente passività in base alle nostre necessità. In quanto tali, gli oggetti vivono diverse vite meritevoli di essere esplorate, il cui susseguirsi costruisce nel tempo una biografia” (Kopytoff 1986, Henare 2006). I loro usi successivi non sono necessariamente quelli destinati loro dai produttori e dai committenti; inoltre, persone e oggetti si influenzano costantemente a vicenda, come teorizzato da Gell (1998), Freedberg (1989), Bredekamp (2017). Il simposio del Cairo è in gran parte incentrato sul contesto e sul corpus materiale egiziano, ma lo scopo è decisamente interdisciplinare e transculturale. I casi di studio ancoreranno le varie riflessioni a pratiche concrete e serviranno a costruire un quadro metodologico, interpretativo e teorico comune, accessibile a un corpo diversificato di specialisti. È nell’interesse accademico riunire studiosi di ambiti ed epoche diverse, attraverso un approccio comparativo, che non si limiti allo studio delle società del passato ma si avvalga anche delle intuizioni dell’antropologia culturale. L’Ifao vuole collocare questo incontro scientifico al crocevia tra archeologia, antropologia e storia dell’arte, e conta che i dialoghi attingano da una varietà di approcci.

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_programma_locandinaPROGRAMMA GIORNO 1 (30 ottobre) CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE. Alle 8.20, benvenuto ai partecipanti; 8.45, discorso introduttivo del direttore; introduzione generale (Vera Allen, Axelle Brémont, Simon Connor). SESSIONE 1. TECNICHE E METODI. IDENTIFICAZIONE DEI MARCATORI ARCHEOLOGICI DEL RIUTILIZZO Tecnologie di imaging: 9.20, FOCUS TALK: “Confronto di diversi approcci sperimentali nella visualizzazione del sarcofago riutilizzato di Ramses IV: evidenziare ciò che non si vede”, Nour Bader et al.; 9.35, “Il “potere” delle immagini nel riuso dei sarcofagi gialli”, Stefania Mainieri; 9.55, discussione.  Abbigliamento da uso: 10.05, “Dalla vita quotidiana all’aldilà: la circolazione dei gusci di ostriche del Medio Regno”, Ahmed Mekawy; 10.25, “Oggetti votivi per la fertilità riutilizzati? Andando oltre i modelli rappresentativi ed esplorando le variazioni materiali, contestuali e d’uso nelle figurine antropomorfe femminili”, Paulina Wandowicz; 10.45, discussione; 10.55, pausa caffè. Registrazione di palinsesti: 11.20, “Analisi comparativa dei libri memoriali del primo Medioevo”, Ciara Cronin (online); 11.40, FOCUS TALK: “Adattare la matrice Harris per analizzare i palinsesti”, Axelle Brémont; 11.50, discussione. Contesto archeologico: 12, “Determinazione degli eventi del ciclo di vita della scultura e dell’architettura, nuovi approcci nel museo e sul campo”, Candace Richards; 12.20, “Una città completamente riciclata: Saint-Bertrand-de -Comminges/Lugdunum des Convènes (Francia)”, William van Andringa; 12.40, discussione; 12.50, pausa pranzo. SESSIONE 2. LUNGA VITA. SMONTATO BLOCCO DOPO BLOCCO Il destino delle Immagini. Spazi cultuali di fronte all’abbandono: 14.20, “Ladri che rubano ad altri ladri: un approccio interdisciplinare sullo smantellamento, la distruzione e il riutilizzo delle spoglie faraoniche nel Cairo Vecchio”, Mustafa Tupev e Kyra Gospodar; 14.40, “Pratiche di riuso in un paesaggio culturale continuamente in divenire”, Nico Staring; 15, discussione. Nuove funzioni per vecchie pietre: 15.15, FOCUS TALK: “Testimoni silenziosi del cambiamento. Blocchi kushiti riutilizzati provenienti da Karnak e Medinet Habu”, Aleksandra Hallmann; 15.30, FOCUS TALK: “Frantumato in pezzi. Lo smantellamento e la riconversione dei monumenti nell’area di Memphite”, Kyra Gospodar; 15.45, “Due esempi menfiti di riuso ideologicamente motivato”, Philippe Collombert; 16.05, discussione; 16.25, pausa caffè. SESSIONE 3. AGGIUNTA E AGGIORNAMENTO. COME SI COMPORTANO LE NUOVE IMMAGINI CON QUELLE PRECEDENTI SULLO STESSO ARTEFATTO? 16.45, “Incrocio. Oppure, come abitare ambienti diversi”, Vera E. Allen; 17.05, discussione; 17.20, “I calzolai sono i peggiori calzati? Informazioni sulla maestria di un capo scultore e sui requisiti estetici in azione per il riutilizzo della sua tomba”, Alexis Den Doncker; 17.40, discussione; 18, apertura della mostra “REading REuse” nella sala principale dell’Ifao, alla presenza degli artisti. Cocktail di benvenuto nel giardino Ifao (solo relatori).

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_programma_locandinaGIORNO 2 (31 OTTOBRE) IL PROBLEMA DELL’USURPAZIONE: TRA APPROPRAZIONE E OMAGGIO. Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della giornata. SESSIONE 4. LA POSTA IN GIOCO DEL POTERE. IL PRESTIGIO DEI CIMELI E DEL PATRIMONIO DEL PASSATO. Collezionare e fare tesaurIzzazione: 9, “Il passato presente: oggetti curati dalle tombe dell’Apulia centrale (525-350 a.C.)”, Bice Peruzzi; 9.20, “Doni diplomatici, cimeli o manufatti scambiati? Recinzioni nell’antichità”, Karin Kopetzky; 9.40, discussione. Premi e memoriali. Decontestualizzare e “museificare”: 9.50, “Frammenti di statue egiziane a Kerma: doni diplomatici? Rituali di esecrazione?”, Dietrich Raue e Simon Connor; 10.10, “Fuori contesto: la semiotica del riutilizzo monumentale”, Benjamin de Almeida; 10.30, discussione; 10.40, pausa caffè. Il signore del riuso. Ramses II e i suoi imitatori: 11, “Ramses il Grande fa rivivere i monumenti abbandonati”, Hourig Sourouzian; 11.30, “Modelli di riutilizzo durante il tardo periodo ramesside e il successivo”, Simone Burger; 11.50, “Imitare il faraone? Riutilizzo di statue antiche da parte di individui non reali sotto Ramses II”, Simon Connor e Tom Hardwick; 12.10, discussione; 12.30, pausa pranzo. Riutilizzo in bella vista o riuso mimetizzato?: 14, “Riutilizzo del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Il caso delle cancellature e delle reincisioni sotto il regno di Thutmosi III”, Katarzyna Kapiec; 14.20, “Riuso e riconversione degli obelischi nell’impero romano”, Nicola Barbagli; 14.40, discussione. SESSIONE 5. LO SPECIALE INTERESSE DEL RIUSO FUNERARIO. Oltre la disfunzionalizzazione: fatto per la tomba?: 14.50, “Manufatti funerari modificati: pratica e significato”, Helen Strudwick e Melanie Pitkin (online); “Questo è riuso? Immagini del vestiario bizantino: riciclo o utilizzo a lungo termine?”, Apolline Gay; 15.30, discussione; 15.40, pausa caffè. “C’è spazio per due” – su “usurpazione”, salvataggio e omaggio: 16, “Ripensare il riutilizzo delle tombe nell’antico Egitto”, Carina van den Hoven; 16.20, “Il riutilizzo degli ushabti nell’antico Egitto”, Rahel Glanzmann; 16.40, discussione. Fatto per il riutilizzo?: 16.50, FOCUS TALK: “Identità dell’immagine e biografia dell’oggetto: considerazioni sui sarcofagi egiziani “gialli” della XXI dinastia”, Cynthia May Sheikholeslami e Jaume Vilaró Fabregat; FOCUS TALK: “Proprietà dei sarcofagi gialli e “biografia dell’oggetto” durante la XXI dinastia”, Jaume Vilaró Fabregat; 17.25, discussione.

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_programma_locandinaGIORNO 3 (1° NOVEMBRE) RIUTILIZZO ORIENTATO ALL’IMMAGINE E COMPORTAMENTO VERSO LE IMMAGINI (1) Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della sessione del giorno. SESSIONE 6. COMPRENSIONE DELL’OGGETTO STRANIERO. REINTERPRETARE, RIMOTIVARE? Contatti culturali e distanza geografica: 9, “Il riuso della statuaria dell’antico Egitto in contesti non egiziani”, Ashley Arico; 9.20, “L’uso e il riutilizzo degli amuleti egiziani nelle antiche necropoli del Mediterraneo”, Carmen Muñoz; 9.40, “Oggetti egiziani a Mishrifa/Qatna”, Alexander Ahrens; 10, discussione; 10.15, pausa caffè. Distanza cronologica e “lIsIbIlItà”: 10.40, “Riuso e riciclo dell’arte monumentale preistorica: il caso dei vishap armeni”, Alessandra Gilibert; 11, “Riuso della scultura antica nell’Egitto islamico medievale: atteggiamenti e pratiche”, Jorge Elices Ocón; 11.20, “Frammenti di una biografia dell’Anfiteatro Romano di Lucca”, Aloisia de Trafford; 11.40, discussione. SESSIONE 7. IMMAGINI A FACCIA IN GIÙ. IL RIUTILIZZO PUÒ NON AVERE ALCUNA UTILITÀ PER LE IMMAGINI? 11.50, “Il riutilizzo delle lastre decorate nella costruzione delle tombe megalitiche neolitiche in Europa occidentale (V-III millennio a.C.)”, Guillaume Robin (online); 12.10, discussione; 12.20, FOCUS TALK: “Un blocco decorato riutilizzato da Karnak”, Khaled Ismail; 12.35, FOCUS TALK: “Il concetto di inquinamento semantico”, Benjamin de Almeida; 12.50, discussione; 13, pranzo leggero. Escursione al Cairo islamico. Cena al Cairo islamico (hotel Riad) (solo relatori).

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_programma_locandinaGIORNO 4 (2 NOVEMBRE) RIUSO ORIENTATO ALL’IMMAGINE E COMPORTAMENTO VERSO LE IMMAGINI (2) Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della sessione del giorno. SESSIONE 8. AL DI LÀ DEGLI “SPOLIA” PURAMENTE ECONOMICI, COSA RENDE ATTRAENTE UN’IMMAGINE? 9, “Il riuso dei capitelli antichi nell’architettura religiosa islamica della Medina di Tunisi”, Khaoula Mighri (online); 9.20, “Il riuso delle iscrizioni geroglifiche nello spazio pubblico nel periodo medievale: economia o magia apotropaica?”, Jean-Charles Ducène; 9.40, FOCUS TALK: “Un frammento spoliato dell’antico Egitto nel Khanqah islamico medioevale di Shaykhu”, Peter J. Moore; 9.55, “Gli spolia pittorici nel Cairo medievale islamico: rivisitare il concetto di immagine contro natura“, Radwa Zaki; 10.15, discussione; 10.30, pausa caffè. SESSIONE 9. RESTAURO, RIPARAZIONE, RISTRUTTURAZIONE A che punto la rielaborazione si trasforma in una nuova opera d’arte?: 10.50, “Scavando più a fondo: il riutilizzo e la ristrutturazione delle chiese scavate nella roccia in Cappadocia”, Elizabeth Zanghi; 11.10, “Lettura dell’intervento materiale e interpretazione del riutilizzo nei ritratti della Roma imperiale”, Emily Frank; 11.30, “Strato su strato. Ridipintura degli edifici nell’Egitto romano”, Sara Kitat; 11.50, discussione. Politica, etica ed economia della conservazione e del restauro come riutilizzo: 12.05, FOCUS TALK: “Riutilizzo nel contesto del restauro, della ricostruzione e della distruzione: esempi tratti da siti del patrimonio culturale islamico e copto in Egitto”, Dina Bakhoum; 12.20, discussione; 12.30, pausa pranzo. SESSIONE 10. MANIPOLAZIONI FISICHE DI IMMAGINI ANTICHE Riutilizzo vs. distruzione. Funziona perché è rotto/sepolto/scartato: 14, “Efficacia attraverso la sepoltura: talismani etiopi”, Siena de Ménonville (online); 14.20, discussione; 14.30, FOCUS TALK: “Mutilare Min: dove è finito il fallo – e perché?”, Marion Claude; 14.45, FOCUS TALK: “Il Sumhuram Yakṣī e il semiotica della rottura”, Divya Kumar-Dumas; 15, pausa caffè. Gesti e credenze: 15.20, “La permanenza dell’oggetto: il tavolo delle offerte dell’antico Egitto come utensile, segnaposto e simbolo”, Esmeralda Lundius; 15.40, “Il riuso è nel dettaglio: riciclo di immagini funerarie attraverso contesti e media nel Nuovo Regno”, Silvia Zago; 16, discussione; 16.15, “Spunti di riflessione: alcuni casi di studio dall’Egitto e oltre”, Axelle Brémont e Simon Connor; 16.30, discussione; 16.45, breve pausa caffè; 17, discussione finale (con caffè).

Taranto. Al museo Archeologico nazionale si festeggia Halloween con “Reperti… da paura!”: visite tematiche per adulti al mattino, e i più piccoli al pomeriggio

taranto_archeologico_halloween-al-marta_locandinaIl museo Archeologico nazionale di Taranto si appresta a vivere il periodo più pauroso dell’anno dedicata alla Festa di Halloween. Il 30 e il 31 ottobre 2024, alle 11, il personale del MArTA accompagnerà i visitatori in “Reperti… da paura!”: una visita tematica, della durata di un’ora e mezza, destinata a grandi e piccini. Un viaggio nel tempo attraverso i corridoi dei due piani del museo di Taranto e le sue collezioni permanenti, alla coperta delle vicende avventurose di divinità, eroi e creature mostruose che si celano fra le vetrine. La visita delle 11 è prevista per un massimo di 25 partecipanti. Alle 16.30 invece la visita diventa un percorso con indizi e indovinelli tra i capolavori custoditi nelle sale del museo incontrando mostri e fantasmi, civette, gorgoni e satiri, dedicata a bambini tra i 6 e i 12 anni. La visita dura circa un’ora e mezza e al termine del percorso sarà consegnato a tutti i bambini un ricordo della giornata.

Roma. Al Palazzo delle Esposizioni la conferenza “Quello che Omero ha taciuto. Il viaggio dei Troiani verso Occidente tra archeologia, storia e mito” con Massimo Cultraro (Cnr-università di Palermo) nell’ambito della rassegna “Mirabilia Urbis. Racconti d’arte a Roma”

roma_palazzo-esposizioni_mirabilia-urbis_locandinaSold-out in un lampo. È la conferenza “Quello che Omero ha taciuto. Il viaggio dei Troiani verso Occidente tra archeologia storia e mito” con Massimo Cultraro, dirigente di ricerca del CNR e docente di Archeologia egea all’università di Palermo, martedì 29 ottobre 2024, alle 18.30, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, nell’ambito della rassegna “Mirabilia Urbis. Racconti d’arte a Roma” a cura di Ivana Della Portella e Irene Berlingò.

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Heinrich Schliemann (1822-1890)

Nell’autunno del 1875 Heinrich Schliemann (1822-1890), il celebre scopritore di Troia, in un momento di difficoltà con le autorità ottomane che gli avevano revocato il permesso di scavo ad Hissarlik, si trasferisce a Roma, dando avvio ad un nuovo e ambizioso progetto di ricerca. Nasce l’idea di ricostruire la storia degli esuli troiani in Italia, attraverso una combinazione di indagini archeologiche e la rilettura del celebre mito della fuga di Enea dalla città di Troia. Seguendo il viaggio dei Troiani, Schliemann esplora prima Segesta ed Erice, alla ricerca della tomba di Anchise, per poi spostarsi nel Lazio, dove alcuni saggi di scavo presso Marino rivelano una necropoli ad incinerazione dell’età del Ferro, identificata con la mitica Alba Longa.

Padova. Prima conferenza della terza edizione di “Incontri bizantini e neogreci d’autunno” promossi dall’università di Padova tra ottobre e dicembre. Ecco il programma

padova_palazzo-maldura_Incontri-bizantini-e-neogreci-d-autunno_locandinaLa conferenza di Maria Rosa Caracausi dell’università di Palermo, martedì 29 ottobre 2024, apre la terza edizione di “Incontri bizantini e neogreci d’autunno” organizzati, in collaborazione con l’associazione italiana di Studi Bizantini e l’associazione nazionale di Studi Neogreci, da Niccolò Zorzi e Francesco Scalora del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, nell’ambito degli insegnamenti di Letteratura bizantina, Filologia bizantina, Storia e civiltà bizantina, “Tra Oriente e Occidente: da Bisanzio al Rinascimento italiano, Lingua e Letteratura neogreca”, che riuniscono giovani ricercatori e studiosi affermati, che presentano ricerche in corso o sintesi critiche. Gli incontri si tengono da ottobre a dicembre 2024 a Palazzo Maldura e al Complesso di Beato Pellegrino di Padova, aperti agli studenti della laurea triennale e magistrale, i dottorandi, gli assegnisti e tutti gli interessati.

IL PROGRAMMA. Martedì 29 ottobre 2024, alle 16.30, al Complesso Beato Pellegrino, Maria Rosa Carausi (università di Palermo) in “Jorgos Seferis, Οι γάτες τ’ Αϊ-Νικόλα: storia di una poesia”; giovedì 31 ottobre 2024, alle 14.30, al Complesso Beato Pellegrino, Lambros Liavas (National and Kapodistrian University of Athens) in “Music in the Aegean: the Sounding Sea. The musical tradition of the Aegean Archipelago from Antiquity toour days”; martedì 19 novembre 2024, alle 12.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Daniele Tinterri (università di Padova) in “Le voci dei greci negli archivi genovesi e veneziani. Appunti sulla società dell’Egeo tardomedievale”; lunedì 25 novembre 2024, alle 12.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Vivien Prigent (Ecole Française de Rome – CNRS Paris) in “Bisanzio e l’Occidente nel secolo XI: nuove sfide, nuove opportunità”; mercoledì 11 dicembre 2024, alle 14.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Massimo Peri (università di Padova) in “Ideologia e metrica neogreca”.

Reggio Calabria. La storia dei guerrieri venuti dal mare conquista il pubblico del Rhegion International Film Festival: il film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo vince il premio “Città di Reggio Calabria”

film-semidei-di-alessandra-cataleta-e-fabio-molloLa storia dei guerrieri venuti dal mare conquista il pubblico del Rhegion International Film Festival che con un punteggio di 9.0 ha assegnato il premio “Città di Reggio Calabria” della prima edizione del RIFF al film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo. La proclamazione in chiusura della cerimonia di premiazione domenica 27 ottobre 2024 in Piazza Paolo Orsi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. A fare gli onori di casa i direttori artistici del RIFF, Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, con il direttore del MArRC, che hanno tracciato il bilancio, più che positivo, di questa prima edizione, ringraziando quanti hanno reso possibile la sua realizzazione, dalle istituzioni agli sponsor, dallo staff di ArcheoVisiva al personale del museo.

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Il sindaco Giuseppe Falcomatà consegna il premio “Cittò di Reggio Calabria” alla regista Alessandra Cataleta, per il film “Semidei” (foto riff)

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Frame del film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo

Lorenzo Daniele ha proclamato i titoli dei primi tre film che hanno riscosso il maggior consenso del pubblico: “Al terzo posto con il punteggio di 8,6, un punteggio abbastanza alto, il film “Askòs. Il canto della sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023, 63’). Al secondo posto con un punteggio di 8,7 (quindi i decimali contano moltissimo in questi casi) il film “One big family” di Vassilis Loules (Grecia, 2022, 69’). Vince il premio del pubblico “Città di Reggio Calabria”, con il punteggio di 9.0, il film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo (Italia, 2023, 94’). Il premio, realizzato dall’Accademia di Belle arti di Reggio Calabria che raffigura il leprotto della monetazione greca di Rhegion, lo stesso che è stato scelto per il logo del RIFF, è stato consegnato dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, alla co-regista Alessandra Cataleta che ha commentato: “ll film Semidei ha avuto vari riconoscimenti, ma questo è il primo premio che il film Semidei vince realmente e lo vince in presenza dei protagonisti: i Bronzi di Riace. E questo mi emoziona tantissimo. Lo vince qui al museo che è la casa dei Bronzi ed è stata la casa che ha ospitato le riprese. Quindi – ha continuato – rinnovo i ringraziamenti allo staff del Museo che ci ha accompagnati durante le riprese supportandoci, sopportandoci, soprattutto cercando ovviamente di tamponare qualsiasi cosa. Perché noi eravamo attentissimi però voi siete i custodi di un tesoro, fate un lavoro di un’importanza fondante perché custodite la memoria, la memoria della possibilità che l’essere umano possa voltare le spalle a guerre e dedicarsi all’arte, a qualcosa di sublime che ci unisce tutti. Luoghi come questo sono un avamposto – volendo usare un termine in realtà belligerante – ma un avamposto di pace e di dialogo tra esseri umani. Quindi il vostro lavoro è importantissimo. E quello che voleva dimostrare, raccontare il film è anche questo attraverso la storia dei Bronzi, la storia di questo splendido territorio che abbiamo cercato di raccontare attraverso lo sguardo dei Bronzi. Porto i ringraziamenti di un reggino doc, Fabio Mollo, che mi ha trascinato in questa sua avventura, in questo viaggio così intimo nella sua terra”.

Semidei, il documentario diretto da Alessandra Cataleta e Fabio Mollo, racconta una storia straordinaria, iniziata duemila anni fa e riaffiorata nell’estate del 1972. Due misteriose statue in bronzo che rappresentano due guerrieri, riemergono dal mare che costeggia Riace Marina in provincia di Reggio Calabria. Ribattezzati i Bronzi di Riace, i due guerrieri sono riconducibili alla Grecia Antica e sono rimasti sommerse per oltre due millenni. Il documentario ripercorre, attraverso testimonianze e materiale inedito, le tappe della straordinaria vicenda ancora oggi intrisa di mistero. Le due statue si trovano nel museo Archeologico di Reggio, ad oggi gli studiosi si interrogano sull’esistenza di altri bronzi non ancora ritrovati e su diverse incongruenze che mantengono vivo l’enigma attorno ai due guerrieri a cui mancano le lance e gli scudi.

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Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria (foto FB)

La prima edizione del Rhegion Film Festival è stata chiusa dall’intervento del sindaco Falcomatà. Falcomatà: Complimenti a voi per aver organizzato questa prima edizione del festival che è stato un successo di pubblico e di critica, che è andato ad arricchire un ottobre già ricco di iniziative nella nostra città. Questo testimonia quanto l’offerta culturale e turistica possa e debba essere sempre più destagionalizzata nel corso dell’anno nella nostra città. Perché la città si presta ad accogliere più iniziative durante l’anno, si presta per il suo clima per la sua voglia di vivere e respirare cultura. E questa iniziativa va esattamente in questa direzione. Naturalmente complimenti a Semidei, noi l’abbiamo apprezzato nei mesi scorsi e siamo molto orgogliosi di questo prodotto che in qualche modo racconta quella che è stata la storia dei Bronzi e raccontando la storia dei Bronzi racconta anche la storia della nostra città. Fa sempre bene recuperare la memoria di quello che è stato e soprattutto in prospettiva di quello che la nostra città può essere e può diventare. E in questo un ruolo importantissimo lo gioca il nostro museo. Io ho finito i termini per ringraziare Fabrizio Sudano per la sua attività, per quello che sta facendo non solo per il museo ma anche per la nostra città. Si dice che non basti l’esilio per definirsi poeta, mutuando un po’ questa frase noi potremmo dire non bastano le opere d’arte per definirsi museo, ed è quello che in qualche modo sta facendo il direttore insieme a tutto il suo staff: organizzare cioè delle iniziative, degli incontri che consentano ancora di più di apprezzare le opere d’arte all’interno del museo e di apprezzare la nostra città. Naturalmente noi non ci accontentiamo, sappiamo benissimo che si può fare sempre meglio, si può fare sempre di più. Proprio per questo noi sia come Comune sia come Città metropolitana siamo disponibili e contenti di poter dare una mano per la prossima edizione affinché possa essere una conferma di quanto questo tipo di iniziative possano aiutare la città a crescere e a promuovere se stessa. Perché noi abbiamo uno straordinario patrimonio storico, artistico, culturale, archeologico e lo dobbiamo promuovere in ottica futura, in ottica di quello che davvero la città potrà diventare nei prossimi anni sfruttando tutte quelle che sono le sue unicità, le sue bellezze naturali”.

Roma. Al museo nazionale di Villa Giulia “La Donna attraverso i gioielli: dagli Etruschi ad oggi” con l’Academy of Victorian Dance: ecco il programma

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“Danza con noi” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’Academy of Victorian Dance (foto etru)

L’associazione Academy of Victorian Dance lunedì 28 ottobre 2024 presenta a Villa Giulia “La Donna attraverso i gioielli: dagli Etruschi ad oggi”. Evento compreso nel biglietto d’ingresso ai giardini. Per info e prenotazioni: + 39 335 1535878. Alle 15, “Danza con noi”, danze storiche dell’800 con l’associazione Academy of Victorian Dance; 15.15, introduzione e proiezione “Non è come”, videoclip contro la violenza sulle donne vista dai bambini; 16.15, presentazione del libro “…E Dante sbarcò in America”. Tavola rotonda sul ruolo della donna e la riscoperta dell’oreficeria: il caso della famiglia Castellani; 18, “Danza con Noi”, balli con il coinvolgimento del pubblico.

Caltanissetta. Alla Fondazione Sicana il convegno “Quali sono le buone pratiche dell’archeologia?” promosso da Italia Nostra: per tre giorni di studio e confronto alcuni tra i massimi archeologi illustreranno le buone pratiche nello scavo, nel restauro, nella manutenzione programmata, nella musealizzazione e nella valorizzazione

caltanissetta_fondazione-sicana_convegno-le-buone-pratiche-dell-archeologia_locandina“Quali sono le buone pratiche dell’archeologia?” è una domanda ma anche il titolo del convegno promosso da Italia Nostra il 28, 29 e 30 ottobre 2024 nella sede della Fondazione Sicana di SICILBANCA a Caltanissetta, col patrocinio del Comune di Caltanissetta, Fondazione Sicana e Sicilbanca: per tre giorni di studio e confronto alcuni tra i massimi archeologi dell’accademia internazionale e italiana cercheranno di dare una risposta proprio a questa domanda.

A introdurci al convegno con un video di Italia Nostra sono Lorenzo Guzzardi, archeologo e già direttore della Villa del Casale di Piazza Armerina e di molti siti della soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali della Sicilia, e Caterina Greco, archeologa e già direttrice del museo Archeologico regionale ‘A. Salinas” di Palermo. “In un panorama scompaginato da attività tra le più disparate – Telamoni ricostruiti ad Agrigento, festini tra i templi di Selinunte, sfilate di moda nel Parco Archeologico di Nora e concerti rock nel Teatro greco di Siracusa – tutte tese a dare spazio esistenziale ad un turismo guarda e fuggi”, commentano gli organizzatori di Italia Nostra, “vogliamo ragionare oggi intorno alla possibilità per i nostri siti archeologici di essere riconosciuti per quello che sono: un diritto collettivo di godere della bellezza, partecipare della cultura, acquisire competenze e appartenenza a una storia identitaria e condivisa e mitigare le disuguaglianze sociali”. I relatori illustreranno le buone pratiche nello scavo, nel restauro, nella manutenzione programmata, nella musealizzazione e nella valorizzazione, con particolare attenzione ai rapporti tra siti archeologici e territorio.

PROGRAMMA LUNEDÌ 28 OTTOBRE 2024. Alle 15, saluti istituzionali: sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro; vicesindaco e assessore alla Cultura e Turismo, Giovanna Candura; presidente di SICILBANCA, Giuseppe Di Forti; presidente del consiglio regionale Sicilia di Italia Nostra, Leandro Janni. Introduzione ai lavori: contributo del vicepresidente della Fondazione Sicana, Antonio Piraino. PRIMA SESSIONE: comunicazioni provenienti dalle aree europee. Alle 15.45, introduce e coordina: Michel Gras. Alcuni casi in ambito europeo: Dominique Garcia, “Il nuovo modello francese”; Giorgio Rocco, “Prospettive per una disciplina del restauro dell’antico”; Nikolaos Stampolidis, “Il caso studio di Eleutherna (Creta) dagli scavi al museo e sito UNESCO”.

PROGRAMMA MARTEDÌ 29 OTTOBRE 2024. Alle 10, SECONDA SESSIONE: esempi italiani provenienti da alcune aree gestite direttamente dal MiC ovvero da altre istituzioni. Coordina: Michele Campisi. Carlo Pavolini, “Il caso di Ostia e i Parchi archeologici come possibili esperienze di gestione multidisciplinare”; Silvia Guideri, “Un’esperienza di valorizzazione integrata di un patrimonio archeologico e paesaggistico: il Sistema dei parchi della Val di Cornia in Toscana”; Enrico Rinaldi, “Il Parco archeologico di Sepino: gestione, manutenzione programmata e valorizzazione”; Anna Maria Rotella, “Il caso di Vibo Valentia e il “parco archeologico diffuso”; Fabio Pagano, “Il Parco archeologico dei Campi Flegrei, una memoria relazionale”. Alle 15, TERZA SESSIONE: casi siciliani nelle varie forme delle organizzazioni al fine di identificare i punti di forza e quelli di debolezza. Coordina: Leandro Janni. Caterina Greco, “Musei in Sicilia: analisi, problemi e proposte”; Elisa Bonacini, contributo, “Esperienze, soluzioni e tecniche di comunicazione e valorizzazione per un patrimonio al digitale”; Lorenzo Guzzardi, “La grande esperienza delle istituzioni siciliane soprintendenze/parchi/musei”; Serena Raffiotta, “Archeologia e comunità d’eredità: buone pratiche dall’entroterra della Sicilia”; Simona Modeo, “La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale della Sicilia centrale e il ruolo delle Associazioni di volontariato: i casi di Sabucina, Montagna di Marzo e Monte Scalpello”; Rosa Lanteri, “Il Parco archeologico di Siracusa. Dalla perimetrazione alla gestione”.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 30 OTTOBRE 2024. Alle 9.30, QUARTA SESSIONE: gli aspetti teorici e normativi: un problema aperto. Introduce e Coordina: Filippo Coarelli. Rita Paris, contributo, “La figura di Parco archeologico: creazione e funzionamento”; Adriana Laudani, “Il contesto normativo in Sicilia: la sua genesi e il suo tradimento?”; Francesca Valbruzzi, “Luoghi della Cultura in Sicilia: lo Stato dell’Arte”; Massimo Frasca, “Esempi di buone pratiche in archeologia: collaborazione fra le istituzioni”. Tavola rotonda: per l’elaborazione del documento finale delle giornate. Coordina: Massimo Frasca. Intervengono: Michel Gras, Michele Campisi, Massimo Cultraro, Dieter Mertens. I lavori si concluderanno con una relazione del prof. Filippo Coarelli con il compito di trarre le più opportune conclusioni e sullo “stato presente” dell’Archeologia in Sicilia.