Ministero della Cultura. Annunciati i direttori delegati dei quattro istituti cui Giuli non ha rinnovato il mandato: museo nazionale Romano, Palazzo Reale di Napoli, musei nazionali di Matera, musei nazionali di Bologna

A pochi giorni dall’annuncio da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, della pubblicazione di un bando di gara internazionale per la selezione dei candidati a Direttore per cinque istituti di prima fascia e 11 di seconda fascia, con il contestuale annuncio che per quattro direttori non ci sarebbe stato il rinnovo del mandato (vedi Ministero della Cultura. Annunciata la pubblicazione di un bando di gara internazionale per la selezione dei candidati a Direttore per cinque istituti di prima fascia e 11 di seconda fascia: incarichi per enti scoperti per accorpamento, nuova istituzione, aggiornamento della fascia; o per fine mandato. Per 4 direttori il ministro Giuli non rinnova l’incarico | archeologiavocidalpassato),il ministero della Cultura ha comunicato che il Capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo, di concerto con il ministro della Cultura, ha conferito le deleghe di direttore del museo nazionale Romano a Edith Gabrielli, direttrice generale dell’istituto ViVe – Vittoriano e Palazzo Venezia. Il ministero della Cultura ha poi comunicato che la direzione generale Musei ha provveduto a coprire gli altri tre posti rimasti scoperti incaricando altrettanto delegati, “nelle more della pubblicazione e dell’espletamento della procedura di selezione dei nuovi direttori titolari”. A Palazzo Reale di Napoli arriva l’arch. Paola Ricciardi, dirigente MiC; ai musei nazionali di Matera – Direzione regionale Musei nazionali Basilicata il dott. Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari; ai musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia Romagna il dott. Costantino D’Orazio, direttore dei musei nazionali di Perugia – direzione regionale Musei nazionali Umbria. I direttori delegati, sulla base degli obiettivi assegnati dal direttore generale Musei, si occuperanno non solo di garantire la continuità amministrativa e la gestione ordinaria, ma anche di assicurare l’efficace realizzazione dei progetti in essere o in programmazione, con particolare riferimento a quelli relativi al PNRR.
Milano. A BookCity Giuseppe Sassatelli e Maurizio Harari presentano “Bologna etrusca. La città invisibile”, primo appuntamento del ciclo “Mitologia e Antichità” promosso dalla Fondazione Luigi Rovati
Per il secondo anno Fondazione Luigi Rovati partecipa a BookCity (11-17 novembre 2024) con un palinsesto di cinque appuntamenti su “Mitologia e Antichità”. Martedì 12 novembre 2024, alle 18, Giuseppe Sassatelli e Maurizio Harari presentano “Bologna etrusca. La città “invisibile”, edito da Bologna University Press.

Copertina del libro “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli (Editore Bologna University Press)
Al contrario delle “città invisibili” di Italo Calvino che vivono solo nella fantasia di Marco Polo e nella credulità del Kublai Khan, la Bologna etrusca non si vede, ma è reale e concreta. Nel suo abitato di straordinaria estensione, nei suoi luoghi di sepoltura, specchio fedele della società e dei cittadini, nella sua economia agricola e nel controllo della fertile pianura padana, nella sua dimensione produttiva, nel suo ruolo di snodo commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa. Per la prima e unica volta nella sua storia, con gli Etruschi, Bologna è stata una grande capitale. Il libro intende raccontare il lungo e complesso periodo storico che va dal X al IV secolo a.C., sulla base delle tracce archeologiche dell’abitato etrusco e delle necropoli recuperate dal sottosuolo della città, delle sue vie, delle sue piazze e delle sue case, tracce non più visibili, ma bene individuate dalla ricerca archeologica che dura da tanti anni. Manca comunque uno strumento conoscitivo che metta insieme tutti i dati disponibili fornendo un quadro complessivo dell’estensione della città, della sua struttura, della sua importanza territoriale e del suo ruolo economico. Questo si propone il libro “Bologna etrusca. La città invisibile”. L’esigenza di una sintesi su una lunga e importante fase della storia più antica è particolarmente sentita in ragione dei molti scavi, fatti in particole negli ultimi decenni in occasione di diversi interventi urbani, dai quali è emerso un quadro completamente nuovo della città etrusca e del suo ruolo storico. Un ricco apparato di figure e fotografie accompagna il lettore in questa narrazione. Il volume è completato dai testi delle principali fonti scritte greche e latine sulla città e da una bibliografia di approfondimento.
Gli altri appuntamenti: Sabato 16 novembre alle 15, Roberto Piumini, Milva Maria Cappellini con Enrica Caretta presentano “Il dio spezzato. Tra arte e mito”, edito dalle Edizioni di Storia e Letteratura. Sabato 16 novembre alle 18, Silvia Romani e Mauro Bonazzi presentano “Omero oltre Omero: in guerra con i Greci”, edito da Il Mulino. Domenica 17 novembre alle 11, Guido Barbujani presenta “L’alba della storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa”, edito da Laterza. Domenica 17 novembre alle 18, Laura Pepe e Mauro Bonazzi presentano “Sparta”, edito da Laterza.
Spalato (Croazia). All’ottava edizione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico (MFAF) vince il film francese “Mysteries of the Bayeux Tapestry / Misteri dell’arazzo di Bayeux” di Alexis de Favitski. Riconoscimenti a due film di produzione italiana “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello e “Black Italian Renaissance” di Christiano Di Mattia

Cerimonia di premiazione dell’8. Festival Internazionale del Film Archeologico di Spalato (MFAF 7-9 novembre 2024 (foto mfaf)
Nel palmares dell’8. Festival Internazionale del Film Archeologico di Spalato (MFAF 7-9 novembre 2024) ci sono due dei quattro film di produzione italiana in concorso (vedi Spalato (Croazia). Al via l’ottava edizione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico (MFAF): tre giorni di proiezioni, workshop e conferenze, con 18 film in concorso tra cui 4 produzioni italiane. Ecco i titoli | archeologiavocidalpassato): sono il film “L’oro di Venezia” diretto da Nicola Pittarello e il film “Black Italian Renaissance” dal regista Christiano Di Mattia. Ma vediamo nel dettaglio tutti i premi.

Frame del film francese “Mysteries of the Bayeux Tapestry / Misteri dell’arazzo di Bayeux” diretto da Alexis de Favitski
Il primo premio dell’8. Festival Internazionale del Film Archeologico di Spalato è andato al film francese “Mysteries of the Bayeux Tapestry / Misteri dell’arazzo di Bayeux”, diretto da Alexis de Favitski (Francia 2022, 59’). L’Arazzo di Bayeux è un’opera d’arte straordinaria e unica che è sopravvissuta per quasi 1.000 anni. Realizzato nell’XI secolo, racconta la storia della rivendicazione di Guglielmo di Normandia al trono inglese, culminata nell’invasione normanna dell’Inghilterra e nella battaglia di Hastings. Con una lunghezza di quasi 70 metri, l’Arazzo di Bayeux comprende 623 personaggi, centinaia di animali e un’ampia varietà di scene che raffigurano la vita quotidiana ed eventi epici. È un tesoro di informazioni, che offre una visione straordinaria di un momento cruciale della storia.

Frame del film “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello
La giuria ha assegnato il secondo premio al film “L’oro di Venezia” diretto da Nicola Pittarello (Italia 2022, 55’). Pochi conoscono il rapporto tra la Repubblica di Venezia e i suoi possedimenti terrieri. Nei boschi veneti, friulani e istriani, Venezia trovava il legno indispensabile per costruire le navi da guerra. Per preservare tali materiali, la Serenissima attuò una serie di buone pratiche volte a salvaguardare il territorio, dando luogo anche a un profondo cambiamento di mentalità.

Frame del film “The Time They Spent Here” diretto da Ed Owles
Mentre il terzo è stato vinto dal film “The Time They Spent Here” diretto da Ed Owles (Regno Unito 2023, 10’). Qual è la magia dell’arte rupestre? Due esperti archeologi attivi a Tanum, in Svezia, provano a comprendere quale sia il metodo migliore per catalogare le incisioni svedesi dell’Età del Bronzo ed esaminano le differenze tra documentazione analogica e digitale.

Frame del film “The black Italian Renaissance / Rinascimento nascosto” di Cristian di Mattia
Quest’anno, la giuria di esperti ha assegnato due premi speciali: per il cortometraggio è stato assegnato al film “Kurnati: l’alfabeto della memoria – Walls”, diretto da Mateja Šarić, e per il lungometraggio, il premio è andato al film “The black Italian Renaissance / Rinascimento nascosto” di Cristian di Mattia (Italia 2023, 90’). Il film racconta le vite di personaggi afro-discendenti nell’Italia Rinascimentale, legati tra loro dalla diffusione delle esplorazioni geografiche del XV e XVI secolo, e che, in modi diversi, hanno segnato la Storia. I loro volti fanno capolino tra le tele di alcune delle più grandi opere d’arte di tutti i tempi. I loro nomi sono sparsi tra i libri mastri di archivi antichi. Raccontando le storie di nobili, schiavi, ambasciatori e cavalieri, il documentario svela come il concetto rinascimentale di “razza” fosse diverso da quello che conosciamo oggi.
Ministero della Cultura. Nel ponte di Ognissanti (2 giorni a pagamento, 2 giorni a ingresso gratuito) il Colosseo è stato il sito più visitato, seguito dal Pantheon e da Pompei

Grande affluenza di visitatori al Colosseo e al Foro romano (foto graziano tavan)
Due giorni a pagamento (1° e 2 novembre), due giorni a ingresso libero (#domenicalmuseo il 3, Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate il 4): è il ponte di Ognissanti 2024. E se la domenica sul podio assoluto dei siti più visitati si è confermata l’area archeologica di Pompei (vedi #domenicalmuseo: Pompei si conferma il sito più frequentato anche nella domenica a ingresso gratuito di novembre, seguito da Colosseo e Foro-Palatino | archeologiavocidalpassato), nell’arco del ponte è stato il Colosseo con 72.448 ingressi a salire sul gradino più alto, seguito dal Pantheon (61.545) e da Pompei (58.529).
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo – Anfiteatro Flavio 72.448; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 61.545; area archeologica di Pompei 58.529; Foro Romano e Palatino 53.767; museo e area archeologica di Paestum 10.753; Terme di Caracalla 9.539; museo Archeologico nazionale di Napoli 9.089; parco archeologico di Ercolano 8.124; Villa Adriana 7.094; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 6.327; area archeologica di Ostia antica 6.038; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 4.016; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico e Catacombe ebraiche 4.014; Villa della Regina 3.673; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.173; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” 3.131; museo nazionale Romano – Palazzo Massimo 2.438; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 2.355; museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano 2.320; Museo di Palazzo Grimani 2.169; museo Archeologico nazionale di Taranto 2.165; Rocca Albornoz – museo nazionale del Ducato di Spoleto 2.120; necropoli della Banditaccia e museo nazionale archeologico Cerite a Cerveteri 2.042.
Pompei. Dopo un’estate con numeri da record dal 15 novembre viene introdotto il biglietto nominativo, limite giornaliero di 20mila visitatori e fasce orarie dal 1° aprile al 31 ottobre. Zuchtriegel: “Puntiamo su un turismo slow, sostenibile, gradevole e non di massa e soprattutto diffuso su tutto il territorio intorno al sito Unesco”

#domenicalmuseo: con oltre 35mila ingressi è record di visitatori a Pompei la prima domenica del mese di ottobre 2024 (foto parco archeologico pompei)
25.604 ingressi il 3 novembre, 36.480 ingressi il 6 ottobre, 18.356 ingressi il 1° settembre, 17.463 ingressi il 4 agosto, 18.409 ingressi il 7 luglio, 27.250 ingressi il 2 giugno: sono solo alcuni numeri che hanno interessato in questi mesi del 2024 l’area archeologica di Pompei. Già a ottobre 2024, dopo il record di oltre 36mila visitatori in un giorno, era intervenuto il direttore Gabriel Zuchtriegel auspicando degli interventi a salvaguardia del sito Unesco (vedi #domenicalmuseo: Pompei con oltre 36mila visitatori (il doppio di settembre: un record) è il sito più frequentato nella domenica a ingresso gratuito di ottobre, seguito da Colosseo e Foro-Palatino. Zuchtriegel, direttore di Pompei: “Bisogna definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei” | archeologiavocidalpassato). E ora arrivano i primi provvedimenti. Dal 15 novembre 2024, i biglietti del parco archeologico di Pompei saranno personalizzati e riporteranno i nomi dei visitatori. Vige, inoltre, un limite giornaliero di 20mila ingressi, con una suddivisione in fasce orarie nel periodo estivo. Una novità che arriva appunto dopo un’estate record che ha visto afflussi mai visti prima nella storia degli Scavi, con oltre 4 milioni di visitatori, e punte di oltre 36mila visitatori in occasione di una delle prime domeniche del mese ad ingresso gratuito.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico Pompei)
“Stiamo lavorando a una serie di progetti per attenuare la pressione antropica sul sito, che può essere un rischio sia per le persone, per esempio in caso di un sisma, sia per il patrimonio, così unico e fragile”, dichiara il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “In particolare, lavoriamo per ampliare le aree fruibili nella città antica e per sviluppare gli altri siti del territorio, tra cui Boscoreale, Torre Annunziata, Villa dei Misteri, Civita Giuliana e Stabia. Puntiamo su un turismo slow, sostenibile, gradevole e non di massa e soprattutto diffuso su tutto il territorio intorno al sito Unesco, che è ricco di gioielli culturali da scoprire. Le misure per gestire i flussi e la sicurezza e la personalizzazione della visita si inseriscono in questa strategia. L’esperienza mostra che solo chi punta sulla qualità cresce in maniera sostenibile e noi puntiamo su questo, cercando al tempo stesso di aiutare il territorio e gli operatori del settore che stanno lavorando in un conteso che è profondamente cambiato dopo la pandemia e che cambierà ancora. Questi cambiamenti vanno gestiti in maniera condivisa e propositiva e non passivamente subiti. In questa fase di avvio osserveremo da vicino la situazione e continueremo il dialogo con tutti gli stakeholder per aggiustare eventualmente il corso”.
Le misure dal 15 novembre 2024 saranno le seguenti: 1) limite giornaliero di 20mila visitatori; 2) l’introduzione di fasce orarie per il sito di Pompei nel periodo estivo, ovvero di maggiore affluenza – dal 1° aprile al 31 ottobre 2024 – che consentiranno: dalle 9 alle 12, un massimo di 15mila ingressi (suddivisi in 12mila per il Pompei express e 3mila per il Pompei+); dalle 12 alle 17.30 un massimo 5mila ingressi (suddivisi in 3mila per il Pompei express e 2mila per il Pompei+); 3) introduzione del biglietto nominativo. L’acquisto dei biglietti sarà possibile sia on-site che on-line. Sarà attivato il biglietto nominativo per tutte le tipologie di titolo (Pompei express, Pompei+, Pompei 3days e per i singoli siti) sia on line, che presso le biglietterie fisiche, previa esibizione di documento di identità in originale da parte del visitatore.
“Porte aperte al Deposito archeologico di Granarolo dell’Emilia” in occasione della Festa del Borgo di Granarolo dell’Emilia (Bo)
“Porte aperte al Deposito archeologico di Granarolo dell’Emilia”: in occasione della Festa del Borgo di Granarolo dell’Emilia (Bo), sabato 9 novembre 2024, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le provincie di Modena Reggio Emilia e Ferrara, dal 14.30 alle 17.30, apre le porte del deposito archeologico inaugurato nel 2020 all’interno del Borgo Servizi, in via San Donato 74, grazie alla collaborazione del Comune di Granarolo dell’Emilia e dell’associazione Hydria Aps. Ingresso libero senza necessità di prenotazione. I minori devono essere accompagnati da un adulto. Dopo l’ultima apertura del 29 settembre 2024, durante la quale i visitatori hanno potuto comprendere il compito di tutela svolto dalla Soprintendenza e ascoltare una dottoranda che sta svolgendo uno studio su un sito archeologico del territorio, il 9 novembre 2024 saranno esposti al pubblico gli esiti preliminari degli ultimissimi scavi condotti dalla SABAP-BO e, di seguito, un’antropologa racconterà come studiare i resti umani rinvenuti negli scavi e quali dati ottenere dall’analisi degli stessi.

Mercoledì 13 e giovedì 14 novembre 2024 al teatro Caio Melisso di Spoleto (Pg) il convegno “Sulle tracce dei Longobardi”, organizzato dall’Associazione Italia Langobardorum, ente di gestione del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Il convegno, a partecipazione libera e organizzato grazie alle risorse erogate dal ministero della Cultura a valere sulla legge 77/2006 dedicata ai siti UNESCO, rappresenta un importante momento di riflessione scientifica, che si rivolge non solo agli specialisti, ma a una platea ampia ed eterogenea, con l’obiettivo di condividere con il grande pubblico le nuove scoperte e conoscenze legate alla civiltà dei Longobardi. Dopo numerose iniziative di successo sui temi della promozione, della divulgazione conoscitiva e dell’educazione culturale, connessi alla valorizzazione del sito seriale UNESCO, l’Associazione Italia Langobardorum punta nuovamente i riflettori sui temi della ricerca coinvolgendo studiosi di rilevanza internazionale, con interventi che spazieranno dalla geopolitica del VI secolo alle pratiche funerarie, fino all’architettura religiosa longobarda, le forme di insediamento e la presenza dei Longobardi nei musei, presentando anche una serie di case studies focalizzati sui sette gruppi monumentali appartenenti al sito seriale UNESCO.
Il programma e il taglio scientifico del convegno sono stati messi a punto e definiti grazie al comitato scientifico composto da: Immacolata Aulisa (direttrice del Centro Studi Micaelici e Garganici dell’università di Bari Aldo Moro), Gian Pietro Brogiolo (già università di Padova), Angela Maria Ferroni (già ministero della Cultura), Paola Mercurelli Salari (direttrice museo del Ducato e Tempietto sul Clitunno), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva e Tourisma), Marcello Rotili (già università del Sannio), Marco Sannazaro (università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Donatella Scortecci (università di Perugia) e Luca Villa e al coordinamento tecnico scientifico di Francesca Morandini, Fondazione Brescia Musei e responsabile di progetto per l’Associazione Italia Langobardorum; Maria Stovali, Comune di Spoleto e responsabile di progetto per l’Associazione Italia Langobardorum; e Arianna Petricone, responsabile di progetto per l’Associazione Italia Langobardorum.














Al via “Che non sia solo il 25 novembre”, il festival culturale organizzato da “Io Calabria Magazine” in collaborazione con i Parchi archeologici di Crotone e Sibari e dedicato al contrasto della violenza di genere. Appuntamento dal 9 al 23 novembre 2024 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide. “Che l’archeologia (e la cultura in generale) possa essere un buon viatico per contrastare la violenza di genere ai parchi archeologici di Crotone e Sibari ne siamo ben consapevoli”, spiegano al museo della Sibaritide. “È per questo motivo che, a fine 2023, in collaborazione col Centro Antiviolenza Fabiana, abbiamo lanciato #nonRompeteci, una serie di azioni concrete (conferenze, laboratori tematici, un’asta di beneficenza i cui proventi sono stati utilizzati per finanziare un mensile che affronta il tema da vari punti di vista, e tanto altro) per contrastare la violenza di genere stimolando giovani e meno giovani per educarli alla cultura del rispetto, raccontare loro le donne del passato e la condizione contemporanea, attraverso un impegno civico necessario, un sistema di relazioni da costruire fin da piccoli, con una comunicazione sana che dia gli strumenti giusti a decodificare la violenza e le sue strategie. È su questa rotta che si inserisce anche “Che non sia solo il 25 novembre”, il festival culturale organizzato da Io Calabria Magazine in collaborazione con i parchi archeologici di Crotone e Sibari e dedicato al contrasto della violenza di genere che si terrà dal 9 al 23 novembre 2024 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide”.
9 novembre 2024, alle 18, “L’inizio della storia delle discriminazioni attraverso la voce del mito”. Indagando le figure femminili nel mito greco, da Penelope a Clitemnestra, da Circe ad Arianna, fino ad arrivare a figure storiche della romanità come Poppea, proveremo a ripercorrere la storia del ruolo della donna nelle società antiche toccando “con mano”, attraverso i reperti archeologici, la vita quotidiana, le abitudini e i costumi femminili che sono stati parte di una storia dalle radici lontane, ma che resta comunque strettamente connessa alla nostra cultura. A cura di Gianluca Sapio, archeologo, giornalista, scrittore, e Paola Sammarro, giornalista e imprenditrice. Titolare del centro sanitario multidisciplinare Io Calabria e direttrice della testata giornalistica Io Calabria Magazine.
16 novembre 2024, alle 18, “La performance della mascolinità: e tu che uomo sei?”. L’inganno principale che la società patriarcale crea negli uomini? L’illusione della loro libertà. Gli uomini, al pari delle donne, sono intrappolati dentro schemi sociali e costrizioni culturali di genere talmente interiorizzati da inchiodarli, senza che neanche se ne accorgano, a comportamenti preconfezionati, rigidi, stereotipati. Come decostruire quindi il mito della mascolinità tossica? Con Lorenzo Gasparrini, filosofo femminista, formatore e autore di molti libri dedicati ai femminismi e alle nuove maschilità, pubblicati con vari editori, come Tlon, Eris, Effequ. Dialogano con Gasparrini: Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari e, ad interim, direttore regionale Musei Calabria, e Giovanna Vingelli, ricercatrice di sociologia, insegna “Differenze e disuguaglianze di genere” al dipartimento di Scienze politiche e sociali, Unical.
23 novembre 2024, alle 18, presentazione del libro “Corpi invisibili” (Ediz. Becco Giallo 2024) di Antonia Caruso (autore), Michela Rossi (illustratore), Chiara Melchionna (illustratore), dialoga con l’autrice Gemma-Anaïs Principe, archivista della soprintendenza Archivistica e bibliografica della Calabria, storica e critica d’arte. Si occupa di tutela e valorizzazione culturale.
Cosa succede quando un corpo viene ignorato, nascosto o ne viene proposta una percezione diversa? Questo corpo diventa invisibile. C’è chi non deve pensare al proprio corpo, quando è in pubblico, perché conforme, adatto, “normale”; e ci sono corpi invece che vengono (e sono sempre stati) tenuti fuori dalla sfera pubblica, dai luoghi fisici, dalle narrazioni. La loro assenza non si nota, anzi, al contrario turba la loro presenza perciò “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” e questi corpi cessano di esistere, vengono dimenticati. L’idea di questo libro è quella di rappresentare i corpi invisibilizzati dal 1930 fino ai nostri tempi. A corredo degli incontri laboratorio gratuito per bambini “Il tuo corpo è tuo” a cura della dottoressa Valeria Aloe. Psicologa clinica e del benessere. Insegnante di Yoga Kundalini e pratiche mente/corpo. Rivolto ai bambini dai 6-10 anni max 10 persone dalle ore 18 alle ore 19, il 9 e il 16 novembre (su prenotazione) insegna ai bimbi a riconoscere e rispettare le parti del proprio corpo, i confini personali e l’importanza di stabilire e rispettare i propri spazi e quelli degli altri. Tramite la lettura condivisa del libro “Il tuo corpo è tuo” di Lucía Serrano e la pratica dello yoga, il laboratorio ha l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere situazioni inappropriate e come reagire. Promuove l’idea che ogni bambino ha il diritto di decidere cosa è giusto per il proprio corpo e l’incoraggia a parlare con adulti di fiducia se si sentono a disagio o minacciati. Per partecipare al laboratorio è necessario iscriversi inviando una mail a
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