Catania. Alla Libreria Etnea incontro con Carlo Ruta sul suo saggio “Il leone e il cammello. Cristianità e Islam dagli Altavilla a Federico II di Svevia”
Venerdì 9 maggio 2025, alle 18, nella sala conferenze della Libreria etnea “Catania Libri”, in via Etnea n. 325 a Catania, in collaborazione con la Casa editrice di Palermo “Libri Mediterranei”, incontro con il prof. Carlo Ruta che discuterà sul suo recente saggio storico “Il leone e il cammello. Cristianità e Islam dagli Altavilla a Federico II di Svevia”. La prospettiva adottata dallo studioso sottolinea, in modo nuovo, i caratteri della “frontiera mediterranea” del tempo e propone uno sguardo accurato sulle eversioni intellettuali che caratterizzarono l’Europa del XIII secolo. Lo studioso risponderà alle domande della giornalista Flora Bonaccorso. Si aprirà quindi una discussione.
Santa Severa (Roma). Al castello conferenza e proiezione del film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro
Venerdì 9 maggio 2025, alle 18, al museo del Mare e della Navigazione antica nel Castello di Santa Severa a Santa Marinella (Roma) proiezione del film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro, Premio del pubblico e Menzione speciale della giuria all’edizione 2025 del Firenze Archeofilm. La proiezione sarà preceduta da una introduzione storica a cura di Mario Mazzoli, general manager A.S.S.O. e Massimo D’Alessandro, autore e regista del documentario. Un viaggio nella storia millenaria di Campo della Fiera e un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di archeologia, storia e avventura. La proiezione è organizzata dal GATC – Gruppo Archeologico del Territorio Cerite e dal Polo Museale Civico del Comune di Santa Marinella e fa parte del programma delle manifestazioni culturali estive organizzate al castello. Ingresso libero senza prenotazione.
IL FILM. Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico. Consulenza scientifica: Marco Cruciani, Danilo Leone, Mario Mazzoli, Silvia Simonetti, Simonetta Stopponi, Vincenzo Valenzano. Una produzione A.S.S.O. ETS in collaborazione con l’associazione Campo della Fiera e il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Foggia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della Provincia di Viterbo e dell’Etruria Meridionale.
Due francobolli dedicati ad altrettante scoperte archeologiche italiane: la statua ritratto in veste di Ercole dal parco archeologico dell’Appia Antica, e la statua di Apollo arciere da San Casciano dei Bagni: ecco le due presentazioni ufficiali

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy emette il 9 maggio 2025 due francobolli celebrativi di Europa 2025 dedicati ad altrettante scoperte archeologiche: la statua ritratto in veste di Ercole dal parco archeologico dell’Appia Antica, e la statua di Apollo arciere da San Casciano dei Bagni. Le vignette riproducono rispettivamente: la statua-ritratto di un personaggio raffigurato come Ercole, opera in marmo di epoca romano-imperiale e di dimensioni appena maggiori del vero, ritrovata a Roma nel parco archeologico dell’Appia Antica nel gennaio del 2023; la statua di Apollo Arciere, statua in bronzo databile intorno al 100 a.C. che raffigura il dio in una posa particolare, in leggera torsione, quasi in un passo di danza, nell’atto di scoccare la freccia, tipologia che risulta estremamente rara se non unica nella statuaria antica. Completano i francobolli le legende “STATUA RITRATTO IN VESTE DI ERCOLE”, “PARCO ARCHEOLOGICO DELL’APPIA ANTICA”, “APOLLO ARCIERE”, “SAN CASCIANO DEI BAGNI”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B ZONA 1”. I due francobolli saranno presentati ufficialmente venerdì 9 maggio 2025 al Complesso di Capo di Bove (parco archeologico dell’Appia Antica) e al teatro dei Georgofili Accalorati di San Casciano dei Bagni (Si).

Statua ritratto in veste di Ercole scoperta nell’area del parco Ardeatino (foto parco archeologico appia antica)
PARCO ARCHEOLOGICO DELL’APPIA ANTICA. Venerdì 9 maggio 2025, alle 17, il Complesso di Capo di Bove ospita, con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e Poste Italiane Spa, la cerimonia di presentazione e annullo filatelico del francobollo appartenente alla serie tematica dedicata alle scoperte archeologiche nazionali che raffigura la statua-ritratto in veste di Ercole. L’evento è l’occasione per presentare al pubblico, insieme all’Istituto Centrale per l’Archeologia che ne ha curato l’edizione, la monografia dedicata alla pubblicazione integrale dello straordinario rinvenimento, edita nel Bollettino di archeologia online, Anno XV, 2024/1. In particolare verrà evidenziato il contributo che il Bollettino può offrire, al fianco di soprintendenze, parchi archeologici e musei, attraverso un’edizione tempestiva, attenta al rigore scientifico, e autorevole delle più recenti scoperte archeologiche nazionali. Alla presentazione del Bollettino interverranno: Irma Della Giovampaola, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; Elena Calandra, docente di Archeologia classica all’università di Pavia; Francesca Romana Paolillo, soprintendente nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo; Annarena Ambrogi, docente di Archeologia classica all’università di Roma Tor Vergata. La straordinaria statua-ritratto, riportata alla luce nel corso di complessi lavori di riparazione di un impianto fognario che hanno previsto uno scavo in grande profondità nell’area del Parco Ardeatino, ritrae un personaggio raffigurato come Ercole, rappresentato nella sua nudità eroica e accompagnato dai caratteristici attributi cioè la clava, la pelle di leone che copre testa e le spalle, la faretra. Il suo rinvenimento ha suscitato l’interesse della comunità scientifica internazionale e dei media di tutto il mondo. L’opera è attualmente esposta all’interno del Casale di Santa Maria Nova, in via Appia antica 251. Presso il desk allestito da Poste Italiane all’interno del Complesso di Capo di Bove sanno disponibili, con annullo del primo giorno di emissione, il francobollo e tutti i prodotti filatelici correlati, compresa la cartella filatelica completa a tre ante. L’evento è gratuito senza necessità di prenotazione.

Dettaglio della statua in bronzo di Apollo Arciere scoperta nel Bagno grande di San Casciano dei Bagni (foto mic)
SAN CASCIANO DEI BAGNI. Venerdì 9 maggio 2025, alle 11, il teatro dei Georgofili Accalorati di San Casciano dei Bagni (Si) ospiterà la cerimonia di presentazione e annullo filatelico del francobollo appartenente alla serie tematica dedicata alle scoperte archeologiche nazionali ritraente la statua in bronzo di Apollo Arciere. Il francobollo è emesso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in collaborazione con Poste Italiane. Alla cerimonia interverranno rappresentanti del MIMIT, dell’IPZS e di Poste Italiane. A seguire sarà presentata la monografia edita da Archeo dedicata a San Casciano dei Bagni “Sette anni a San Casciano dei Bagni”, a cura di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli. Al desk allestito da Poste Italiane all’ingresso del Comune di San Casciano dei Bagni sanno disponibili, con annullo del primo giorno di emissione, il francobollo e tutti i prodotti filatelici correlati, compresa la cartella filatelica completa a tre ante.
Montebelluna (Tv). Al museo civico la conferenza “So much more than sex. Oltre alle immagini della situla di Montebelluna” di Louis Nebelsick e Clara Schaller, con la partecipazione di Luca Zaghetto, a corollario della mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi”
La scena di amplesso tra un uomo e una donna rappresentata sulla situla figurata di Montebelluna non è solo una storia di sesso, ma ha molteplici significati da interpretare nel giusto contesto sociale dei Veneti antichi. Ne parleranno nella conferenza “So much more than sex. Oltre alle immagini della situla di Montebelluna” Louis Nebelsick e Clara Schaller, con la partecipazione di Luca Zaghetto, giovedì 8 maggio 2025, alle 20.45, al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (Tv) dove, fino al 31 agosto 2025, si può visitare la mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi” con protagoniste le due situle figurate, scoperte una nel 2002 e l’altra nel 2012 nella necropoli preromana di via Cima Mandria di Posmon di Montebelluna. La conferenza è in lingua inglese con traduzione a cura di Luca Zaghetto. Per adulti. Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni: info@museomontebelluna.it, 0423 617479.
Della prima situla di Montebelluna, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Fabuilae”, Angela Ruta, già direttrice del museo nazionale Atestino, ha fatto un’attenta descrizione per archeologiavocidalpassato.com che qui riproponiamo.

La situla di Montebelluna scoperta nel 2002 nella tomba 244 della necropoli di Posmon e conservata al museo civico di Montebelluna (foto sabap-ve-met)
“La prima situla esposta in questa mostra è stata ritrovata nel 2002 e fa parte di una tomba – la 244 – della necropoli di Posmon. La situla purtroppo è molto corrosa e quindi non è facile ricostruire la storia che vi è raccontata. Rispetto all’altra situla, quella della tomba 5, ha una caratteristica: la situla della tomba 5 rappresenta il conflitto territoriale, mentre questa della 244 rappresenta la festa, il matrimonio, l’unione, perché il racconto inizia con un corteo di carri con dei signori seduti, e subito abbiamo due particolarità. La prima è che dietro un carro c’è un prigioniero legato, l’altra è che su una biga compare una coppia. Ed è la prima volta che la donna è ritratta a fianco del personaggio maschile. Poi nella fascia mediana c’è tutta una serie di scene di festa con una scena musicale, una scena di libagione, e – qui viene il bello – una scena di accoppiamento amoroso molto realistica, come è usanza però sull’arte delle situle. Ma la sorpresa, la novità, è la scena successiva, perché dopo l’accoppiamento sul materasso ondulato si vedono due donne, una di fronte all’altra, entrambe impugnano una grande conocchia e dalla conocchia pende il fuso con la fusaiola, e già questa è una novità per l’arte delle situle del Veneto, della Slovenia, etc. Ma cosa sorprendente una delle due donne è in attesa, nel senso che ha il ventre prominente e la cintura bassa. Ecco sicuramente si pensa subito per associazione di idee alla situla dell’Alpago dove alle scene amorose – anche un po’ trasgressive alcune – segue invece il parto. Qui non abbiamo il parto abbiamo la gravidanza rappresentata. E anche questa è una novità stupefacente. Non avevamo niente del genere. Poi nella fascia inferiore invece sono scene di ambientazione: la caccia, la natura più consueta”.
Udine. A San Francesco la presentazione del libro “Terra di incontro, dialogo e conoscenza. Esperienze di educazione al patrimonio culturale in Friuli Venezia Giulia” a cura di Morena Maresia, apre due giornate di studio a Palazzo Clabassi, in presenza e on line

Copertina del libro “Terra di incontro dialogo e conoscenza. Esperienze di educazione al patrimonio culturale in Friuli Venezia Giulia”
Giovedì 8 maggio 202, alle 10, nella chiesa di San Francesco, in via Beato Odorico da Pordenone 1 a Udine, presentazione del libro “Terra di incontro, dialogo e conoscenza. Esperienze di educazione al patrimonio culturale in Friuli Venezia Giulia” a cura di Morena Maresia promossa dal Segretariato regionale del ministero della cultura per il Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. L’evento rientra all’interno delle iniziative del Festival vicino/lontano Premio Terzani 2025. Intervengono Tomaso Montanari, storico dell’arte, rettore dell’università per Stranieri di Siena; Andrea Pessina, direttore Segretariato regionale del ministero della Cultura per il Friuli Venezia Giulia; Valentina Minosi, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia.
Terra di incontro, dialogo e conoscenza. Il libro presenta il patrimonio culturale regionale quale punto di partenza per sviluppare una riflessione in ambito sociale, un’esperienza di inclusione e partecipazione fondante della “Comunità di eredità”, come delineata dalla Convenzione di Faro. I lavori realizzati, e qui raccontati, riportano l’eterogeneità, la ricchezza, la storia di un territorio di passaggi e di confini, di emigrazione e immigrazione. I vari progetti sono incontri in cui comprendere l’altro e l’alterità e riconoscere come i valori storici, culturali e artistici di palazzi, piazze e paesaggi si possono trasformare in metafore e simboli per comprendere la complessità del nostro presente. Le iniziative culturali presentate sono analizzate in questo volume nel loro svolgimento, nella metodologia sperimentata e nelle loro potenzialità, al fine di poterle far diventare momento di riflessione condivisa e strumento di replicabilità e ricerca in ambito educativo. Il libro, ricco di contributi e approfondimenti, è edito da Nardini Editore di Firenze.
GIORNATE DI STUDIO: Terra di incontro, dialogo e conoscenza. La presentazione del libro apre due giornate di studio, l’8 maggio (ore 14-17) e il 9 maggio (ore 10-13 e 14-17), a Palazzo Clabassi in via Zanon 22 a Udine, dedicate all’educazione al patrimonio culturale, conversazioni a docenti, educatori socio-pedagogici, professionisti del patrimonio e studenti, con l’obiettivo di far diventare i percorsi progettuali presentati riflessioni condivise, metodologie replicabili e strumenti di ricerca. Interventi di Andrea Pessina, Valentina Minosi, Morena Maresia, Elisabetta Borgia, Marina Di Berardo, Susanna Occorsio, Camilla Casonato, Anna Frangipane, Enrico Sbriglia, Davide Zoletto, Marco Ius, Carmine Marinucci, Fabio Spitaleri, Valentina Masotto, Monica Bernacchia, Elena Rocco, Giovanna De Appolonia, Farnaz Farahi, Elisabetta Iob. Ingresso libero sino ad esaurimento posti – capienza massima: 70 persone. INFO E PRENOTAZIONI: https://forms.gle/GkhyVcU3Be83fwDe6. Sarà possibile seguire gli incontri in webinar diretto collegandosi ai seguenti link per le diverse sessioni: GIORNATA DI STUDIO Giovedì 8 maggio 14.00-17.00 pomeriggio; GIORNATA DI STUDIO Venerdì 9 maggio 10.00-13.00 mattina; GIORNATA DI STUDIO Venerdì 9 maggio 14.00-17.00 pomeriggio. Saranno inoltre disponibili anche in diretta YouTube collegandosi ai seguenti link: 1- GIOVEDÌ 8 MAGGIO 14.00-17.00 pomeriggio https://youtube.com/live/1n6ezSeXhbA?feature=share; 2- VENERDÌ 9 MAGGIO 10.00-13.00 mattina https://youtube.com/live/4oBLkZUOsq4?feature=share; 3- VENERDÌ 9 MAGGIO 14.00-17.00 pomeriggio https://youtube.com/live/3ONOjv1Cmlk?feature=share.
Villanova di Castenaso (Bo). Al museo della Civiltà villanoviana presentazione del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità” dell’archeologo e divulgatore storico Giorgio Franchetti (Edizioni Efesto)
Giovedì 8 maggio 2025, alle 17, al MUV – museo della Civiltà villanoviana, in via Tosarelli 191 a Villanova di Castenaso (Bo), presentazione del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico” dell’archeologo e divulgatore storico Giorgio Franchetti (Edizioni Efesto). L’autore condurrà i partecipanti in un affascinante viaggio nel mondo antico alla scoperta di come l’ape ed il miele abbiano accompagnato da sempre l’uomo nel suo percorso evolutivo, cercando di sensibilizzare le coscienze ad una maggior tutela di questo antichissimo alleato. Interverranno con Giorgio Franchetti, Paola Poli conservatrice archeologa del MUV, e Ambra Grossi apicultrice. Al termine della presentazione si terrà una degustazione di miele del territorio a cura dell’azienda agricola Zarri di Ambra Grossi. Ingresso gratuito.

Copertina del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità” di Giorgio Franchetti
L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità. L’uomo ha sempre avuto, per lungo tempo inconsapevolmente, il migliore degli alleati in natura: l’ape. Dalla sua comparsa sulla terra, quasi 100 milioni di anni fa, è stata lei principalmente, insieme ad altri agenti pronubi, a permettere lo sviluppo, la diversificazione e la sopravvivenza di un complesso e meraviglioso apparato di reciproche biodipendenze che oggi chiamiamo semplicemente Natura. L’ape ha accompagnato l’umanità per l’intera durata del suo percorso evolutivo e infatti, seguendo le tracce di questo rapporto, possiamo risalire per millenni fino agli albori della Storia. Ma non solo. Possiamo spingerci più indietro ancora, con certezza al Neolitico e, secondo alcuni studiosi, anche alle fasi finali del Paleolitico. Testimonianze di come il miele abbia costituito per moltissimo tempo un elemento fondamentale di apporto calorico nella dieta umana sono rintracciabili nelle pitture rupestri di culture lontanissime anche a livello geografico, segno evidente di come universalmente l’uomo si fosse reso conto dell’importanza di questo insetto e dei suoi prodotti. Dall’inizio dei tempi storici troviamo non solo raffigurazioni di api e della lavorazione del miele legate al fabbisogno alimentare ma, da subito, anche miti e culti legati a questa piccola e operosa creatura. Questo volume ripercorre la storia, e in parte la preistoria, del rapporto uomo-ape andando alla ricerca di evidenze archeologiche confrontandole con le fonti scritte, con l’intento di raccontare un lato meno conosciuto delle pratiche in uso nel Mondo Antico e con l’accesa speranza di sensibilizzare le coscienze verso la tutela di questo nostro antichissimo alleato.
Parma. All’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta la conferenza “Cremazioni e campi d’urne dell’età del Bronzo a Parma, in Emilia e in Europa. Cosa sappiamo oggi rispetto a Pigorini?” di Claudio Cavazzuti (università di Bologna), quarto appuntamento del ciclo “Pigorini Cent’anni dopo 1925 – 2025”
Giovedì 8 maggio 2025, all’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta di Parma quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Pigorini Cent’anni dopo 1925 – 2025”. Alle 17, la conferenza “Cremazioni e campi d’urne dell’età del Bronzo a Parma, in Emilia e in Europa. Cosa sappiamo oggi rispetto a Pigorini?” di Claudio Cavazzuti. Al centro della relazione sarà lo studio dei resti dei cremati di epoca protostorica come metodo per il recupero di numerose informazioni di carattere antropologico e culturale che può aiutare a delineare un quadro della società dell’età del Bronzo cui tali sepolture appartenevano. Ingresso libero e gratuito fino all’esaurimento dei posti (max 100). Nella seconda metà del II millennio a.C., si diffonde in tutta Europa l’uso della cremazione. A differenza di quello che si potrebbe pensare, i resti dei cremati di epoca preistorica (non paragonabili alle ceneri della pratica attuale) consentono, se accuratamente trattati, il recupero di numerose informazioni di carattere antropologico e culturale. All’interno dei cinerari, il microscavo viene solitamente eseguito in laboratorio, con le stesse procedure usate negli scavi archeologici: grazie all’esame dei resti umani, delle loro posizioni entro l’urna, con lo studio degli (eventuali) oggetti di corredo è possibile stabilire la temperatura raggiunta dal rogo funebre, le procedure dell’ossilegio (raccolta e inserimento nel cinerario dei resti), l’età e il sesso dei defunti e, nel caso di gruppi di sepolture sufficientemente numerosi, delineare un quadro della società dell’età del Bronzo cui tali sepolture appartenevano.
Claudio Cavazzuti, ricercatore in Preistoria e Protostoria, Alma Mater Studiorum – università di Bologna, titolare dell’insegnamento di “Networks and mobility in Archaeology”; curatore del progetto Marie Skłodowska-Curie “Ex-SPACE”, mirato alla ricostruzione della mobilità nell’età del Bronzo tramite un approccio integrato fra bio-archeologia e analisi isotopiche.
Ercolano. Al parco archeologico Festa della Mamma speciale: per le mamme di Ercolano visita esclusiva guidata dal direttore Francesco Sirano
Una Festa della Mamma speciale: l’8 maggio 2025 visita dedicata alle mamme di Ercolano. L’appuntamento è per l’8 maggio, alle 15.30, all’interno del sito archeologico, in un’atmosfera di condivisione e riscoperta che renderà questa giornata ancora più speciale per tutte le mamme di Ercolano. Il parco archeologico di Ercolano conferma ancora una volta il proprio impegno verso l’inclusione sociale e la partecipazione attiva della comunità locale, promuovendo iniziative che mirano a rinsaldare il legame tra i cittadini e il patrimonio culturale che li circonda. Le mamme di Ercolano, assieme ai loro figli, festeggeranno la loro Festa, l’8 maggio, all’interno del Parco con una visita esclusiva guidata da Francesco Sirano. L’attività è realizzata nell’ambito del Progetto Seed Napoli, sostenuto da Fondazione con il Sud e Fondazione Grimaldi. Un gesto simbolico e concreto per onorare il ruolo centrale delle madri all’interno della comunità e, al tempo stesso, favorire un momento di riappropriazione collettiva del patrimonio culturale locale. L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di coinvolgimento del territorio, portato avanti dal Parco con l’obiettivo di rendere i cittadini protagonisti attivi nella valorizzazione della propria storia. In un dialogo costante tra passato e presente, il Parco Archeologico di Ercolano si propone come luogo vivo, inclusivo e partecipato, dove il patrimonio diventa occasione di crescita condivisa. “Restituire alla comunità il senso di appartenenza alla propria storia e alla propria eccellenza culturale”, dichiara Francesco Sirano funzionario delegato per il Parco, “è parte integrante della nostra missione. Celebrare la Festa della Mamma in questo modo significa ribadire che il patrimonio è di tutti, e che la sua cura passa anche attraverso gesti di riconoscimento e vicinanza alle persone”.










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