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#domenicalmuseo: il 1° febbraio ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Domenica 1° febbraio 2026 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. La scorsa #domenicalmuseo, 4 gennaio 2026, ha registrato 223.018 ingressi.

Romans d’Isonzo (Go). Apre il civico museo Archeologico di Romans nella nuova sede di Casa Candussi Passian con reperti mai esposti prima: la spada longobarda, necropoli di Villanova di Farra, reperti di epoca romana e post-longobarda. Il programma del week end

Il civico museo Archeologico di Romans d’Isonzo nella nuova sede di Casa Candussi Passian (foto comune di romans)

Ci siamo! Sabato 31 gennaio 2026, alle 11, in Casa Candussi Passian a Romans d’Isonzo (Go), apre ufficialmente al pubblico nella sua nuova sede il civico museo Archeologico di Romans, con un allestimento completamente rinnovato, pensato per raccontare il passato in modo coinvolgente, accessibile e sorprendente. Un viaggio che parte dalla popolazione longobarda, protagonista di una delle più importanti scoperte archeologiche del territorio: la necropoli di San Giorgio, rinvenuta nel giugno 1986. Nel 2026 ricorre il quarantennale di quell’evento straordinario e, per l’occasione, il museo presenta reperti mai esposti prima, tutto ciò grazie al lavoro svolto da Comune e Soprintendenza FVG, con il supporto di ministero della Cultura, Regione, Fondazione Carigo e Gect GO, tra cui la prima spada longobarda ritrovata a Romans, materiali provenienti dalla necropoli di Villanova di Farra, reperti di epoca romana e post-longobarda rinvenuti sul territorio. Il nuovo percorso espositivo è arricchito da postazioni multimediali, interattive e immersive, che rendono la visita un’esperienza unica per adulti, giovani e famiglie.

Sarà un weekend intenso. Dopo l’inaugurazione, alle 11, del civico museo Archeologico di Romans, da parte del sindaco Michele Calligaris, il pomeriggio del 31 gennaio 2026 riprende alle 15 con la proiezione del docufilm “Langobardi. Grimoaldo, il primo re friulano” (Italia 2024, 52’) di Sandra Lopez Cabrera. A termine della proiezione ci sarà un approfondimento storico. Alle 16, visita guidata nei nuovi spazi del museo. Alle 17.30, “La scoperta della necropoli longobarda di Romans”: dialogo con Ivaldi Calligaris, Germano Pupin e il prof. Vinicio Tomadin. Le attività riprendono domenica 1° febbraio 2026, alle 10 e alle 11, con il laboratorio didattico per bambini e ragazzi sulla lavorazione dell’argilla: prenotazione obbligatoria a bibliotecaromans@gmail.com (posti limitati). Alle 15, visita guidata nei nuovi spazi del museo. Alle 16.30, proiezione del docufilm “Langobardi. Grimoaldo, il primo re friulano” (Italia 2024, 52’) di Sandra Lopez Cabrera. A termine della proiezione ci sarà un approfondimento storico.

 

Sibari (Cs). Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide apre la mostra “70 anni con Italia Nostra. Città, cultura, natura e paesaggio” che racconta, con immagini e documenti, le battaglie che hanno cambiato il modo di pensare la tutela del nostro patrimonio

“Prima che Sibari fosse un grande parco archeologico, fu un’intuizione. Negli anni Trenta Umberto Zanotti Bianco scelse di scavare qui, dando voce a una città antica e a un’idea di tutela che univa cultura, paesaggio e comunità. Da quella stessa visione nasce Italia Nostra, e oggi – a settant’anni da quell’impegno – la sua storia torna a casa!”. Dopo l’esordio a Roma, arriva ai parchi archeologici di Crotone e Sibari la mostra “70 anni con Italia Nostra. Città, cultura, natura e paesaggio” per raccontare, attraverso una mostra di immagini e documenti, le battaglie che hanno cambiato il modo di pensare la tutela del nostro patrimonio. La mostra sarà inaugurata sabato 31 gennaio 2026, alle 18, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, e sarà visitabile fino al 28 febbraio 2026. Intervengono Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari; Edoardo Croci, presidente nazionale di Italia Nostra; Maurizio Di Stefano, presidente di Icomos Italia; Paola Aurino, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza; Angelo Malatacca, consigliere nazionale di Italia Nostra. Modera Maria Olivito, ufficio stampa dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Successivamente sarà ospitata al museo Archeologico nazionale di Crotone, rafforzando il dialogo culturale tra i due poli che costituiscono il sistema integrato dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. . Il percorso espositivo presenta materiali visivi e documentari che raccontano alcune delle principali sfide affrontate nel tempo per la salvaguardia di città, paesaggi, beni culturali e ambienti naturali, offrendo al pubblico una lettura accessibile e articolata di temi ancora oggi di grande attualità. Testi e curatela scientifica sono di Michele Campisi, con la collaborazione di Maria Rosaria Iacono, consigliera nazionale di Italia Nostra, e Luca Carra, presidente di Italia Nostra Milano Nord. La grafica è a cura di Dafne Cola. L’esposizione si è avvalsa del patrocinio di Aeroporti di Roma, BrianzAcque, parco regionale Appia Antica, Municipio Roma VIII e Roma I, Rai Cultura (Media Partner). L’esposizione al museo Archeologico nazionale della Sibaritide è realizzata con il patrocinio di parchi archeologici di Crotone e Sibari; Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori di Cosenza; ICOMOS Italia.

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone (foto drm-calabria)

“L’arrivo della mostra di Italia Nostra nei parchi archeologici di Crotone e Sibari”, afferma Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, “si inserisce pienamente nella visione del ministero della Cultura di una tutela attiva e partecipata del patrimonio. Si tratta di molto più di un passaggio espositivo: è un momento di incontro tra una lunga tradizione di impegno civile e un patrimonio archeologico e paesaggistico che racconta secoli di storia mediterranea. La scelta di Sibari e Crotone come prime tappe dopo Roma non è casuale: questi territori incarnano in modo esemplare il rapporto tra memoria, paesaggio e comunità e invitano a riflettere sul senso pubblico della conservazione. Per non parlare della circostanza storica che Italia Nostra ed il Parco di Sibari sono uniti dalla figura di Umberto Zanotti Bianco, lo scopritore della città antica, la cui attività culturale ha illuminato la piana a partire dagli anni ’30 e per tutto il secondo dopo guerra. Ospitare questa iniziativa significa ribadire che la tutela non è solo protezione del passato, ma produzione di conoscenza, identità e responsabilità condivisa verso le generazioni future, in un dialogo virtuoso tra istituzioni e cittadinanza attiva”.

Sirmione (Bs). Visita guidata gratuita alle Grotte di Catullo

Sabato 31 gennaio 2026, alle 12.30, visita guidata gratuita alle Grotte di Catullo a Sirmione (Bs) alla scoperta della grande villa romana. Il servizio è gratuito previo acquisto di titolo d’ingresso alle Grotte di Catullo, il numero massimo di partecipanti per ciascun gruppo è di 40 persone. Per prenotarsi chiamare al 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 030 916157 oppure tramite email all’indirizzo 𝘥𝘳𝘮-𝘭𝘰𝘮.𝘨𝘳𝘰𝘵𝘵𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘶𝘭𝘭𝘰@𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢.𝘨𝘰𝘷.𝘪𝘵

Grosseto. Alla Fondazione Polo Universitario la conferenza “La stele di Kaminia. Gli etruschi e l’isola di Lemmo” di Carlo De Domenico (UniSi) apre ufficialmente l’edizione 2026 degli “Incontri con le voci dell’archeologia”

Con la conferenza “La stele di Kaminia. Gli etruschi e l’isola di Lemmo” di Carlo De Domenico, venerdì 30 gennaio 2026, alle 16, nell’Aula Magna della Fondazione Polo Universitario Grossetano in via Ginori 43 a Grosseto, apre ufficialmente l’edizione 2026 degli “Incontri con le voci dell’archeologia” organizzata in collaborazione tra Fondazione Polo Universitario Grossetano, dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’università di Siena ed Associazione Archeologica Maremmana.

Dettaglio della Stele di Kaminia, conservata al museo Archeologico nazionale di Atene, ed esposta in mostra alla Fondazione Luigi Rovati di Milano (foto Daniele Portanome / Fondazione Luigi Rovati)

La Stele di Kaminia è una delle iscrizioni più enigmatiche e discusse dell’antichità classica. Rinvenuta sull’isola di Lemno, ha alimentato per oltre un secolo il dibattito sui rapporti tra gli Etruschi e il Mediterraneo orientale, diventando il punto di partenza delle ricerche della Scuola Archeologica Italiana di Atene sull’isola, avviate nel 1926. La recente esposizione della stele al museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati di Milano (21 dicembre 2022 – 19 settembre 2023) (vedi Milano. Alla Fondazione Luigi Rovati, incontro di studi “Gli Etruschi e Lemno: un secolo di ricerche archeologiche italiane” con la Scuola Archeologica di Atene in occasione della mostra sulla Stele di Kaminia, una delle iscrizioni più dibattute dell’antichità classica, in prestito dal museo nazionale di Atene | archeologiavocidalpassato) ha offerto l’occasione per

Copertina del libro “La stele di Kaminia, gli Etruschi e l’isola di Lemno”

un nuovo studio della celebre iscrizione, condotto in collaborazione con la Scuola Archeologica Italiana di Atene e le Università di Siena e di Foggia. Questo lavoro ha portato alla pubblicazione del libro La stele di Kaminia, gli Etruschi e l’isola di Lemno (Johan & Levi Editore), edito in tre lingue tra il 2023 e il 2024. La conferenza presenterà i risultati di questa recente ricerca, ripercorrendo la storia degli studi sulla stele e illustrando il suo valore per la comprensione dei contatti culturali, linguistici e storici tra l’Etruria e l’isola di Lemno, offrendo nuove prospettive sul Mediterraneo dell’età arcaica.

L’archeologo Carlo De Domenico (UniSi)

Carlo De Domenico, ricercatore a tempo determinato – Lettera B in Archeologia Classica (ARCH-01/D) al dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’università di Siena; ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a professore associato nel 2022. Si è formato all’università di Siena e l’Universität zu Köln ed è stato allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA). Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Scienze dell’Antichità all’università di Pisa nel 2020 ed è stato assegnista di ricerca in Numismatica antica e professore a contratto all’università di Milano Statale fino al 2024. Dal 2018 è assistente scientifico del direttore alla Comunicazione e alle Pubbliche relazioni della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA), membro del Comitato Editoriale delle pubblicazioni della SAIA e dal 2023 è coordinatore delle Monografie e direttore della Collana Lateres Signati Graeci. Ha partecipato a scavi e ricerche archeologiche in Italia (Castel di Iudica-CT, Centuripe-EN, Strongoli Petelia-KR e Vignale Riotorto-LI), in Grecia (Efestia, Lemno), in Egitto (Dionysias, Qasr Qarun, Fayyum) e in Marocco (Lixus, Larache). Dal 2018 co-dirige con Emanuele Papi gli scavi della Missione della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA) presso il Quartiere Sud-Orientale di Efestia, sull’isola di Lemno (Grecia), in collaborazione con l’Eforia alle Antichità di Lesbo. Dal 2021 è membro della Missione Archeologica Italo-Egiziana ad Aswan (EIMAWA) dell’Università di Milano Statale e dal 2022 è coordinatore della Missione Archeologica Subacquea Italo-Greca sull’isola di Lemno, in collaborazione con l’Eforia alle Antichità Subacquee, la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, l’Istituto Centrale per il Restauro e la Scuola Archeologica Italiana di Atene.

Incontri con le voci dell’archeologia 2026, alle16. Venerdì 27 febbraio 2026, E. Giorgi, L. Fazi, L. Luppino, J. Scoz, “Dalla villa al castello: primi dati dalle ricerche in corso sul territorio di Vignale-Riotorto”; venerdì 27 marzo 2026, E. Papi, L. Tinagli, “Lo scavo della grotta-miniera della Lucerna (San Vincenzo, Li): per un inquadramento geologico e archeologico”; venerdì 24 aprile 2026, M.R. Luberto, “Greci e co. Da Taranto a Siracusa tra VII e VI sec. a.C.”; venerdì 29 maggio 2026, F. Cambi, “1985-2025. Ritorno a Settefinestre”; venerdì 18 settembre 2026, S. Camporeale, N. Mugnai, “La grande domus dell’acropoli di Populonia (II-I sec. a.C.): architettura, status e vita quotidiana nella città etrusco-romana”; venerdì 30 ottobre 2026, S.F. De Pieri, “Tra uomini e dei: spazi sacri e pratiche cultuali nell’Etruria settentrionale tirrenica”; venerdì 27 novembre 2026, G. Bianchi, “Montieri. Una chiesa, un gioiello, un possibile eremita”.

Paestum (Sa). A 100 giorni dalla partenza del 109° Giro d’Italia il Tempio di Nettuno si è “vestito” di rosa per una notte

Il tempio di Nettuno a Paestum illuminato di rosa a 100 giorni dall’avvio del Giro d’Italia 2026 (foto pa-paeve)

A 100 giorni esatti dalla partenza del 109° Giro d’Italia, a maggio 2026, per una notte sono state unite idealmente da un filo di luce rosa due velodromi, otto castelli, sette edifici religiosi, sei palazzi di governo, tre torri, due ponti, due fontane, due musei, un molo, un tempio, un teatro, due colonne, due archi di trionfo, una statua e un obelisco. In questo omaggio alla corsa rosa, a Paestum (Sa) è stato illuminato di rosa il Tempio di Nettuno, anticipando l’arrivo della corsa che a maggio attraverserà la Città di Capaccio Paestum, e creando un incontro suggestivo tra l’energia dello sport e la solennità della storia, in un dialogo che attraversa secoli e passioni.

 

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). Al via la nuova campagna di scavi archeologici: focus sulla palafitta protostorica e su evidenze ellenistico-romane

Al via nei prossimi giorni una nuova campagna di scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta in provincia di Salerno, dopo le importanti scoperte emerse nel corso delle indagini condotte a novembre 2025. Le ricerche si svolgeranno lungo l’alveo del fiume sotterraneo che attraversa la cavità e riemerge all’esterno confluendo nel fiume Tanagro.

Lo svuotamento del bacino idrico all’interno delle grotte di Pertosa-Auletta (foto mic)

Le operazioni di scavo sono rese possibili dallo svuotamento temporaneo di un bacino idrico artificiale posto in prossimità dell’ingresso della grotta, condizione che consente agli archeologi di operare in un contesto normalmente sommerso. Le ricerche sono svolte in regime di concessione ministeriale e sono affidate dal ministero della Cultura alla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente (2025–2027), in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Al progetto scientifico collaborano il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” e l’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC. Le indagini godono inoltre del sostegno economico e tecnico del Gruppo IREN, l’azienda che gestisce gli impianti idroelettrici a valle delle grotte.

Scavi archeologici nelle grotte di Pertosa-Auletta (foto mic)

L’obiettivo della nuova campagna è proseguire l’esplorazione del deposito archeologico situato a circa 40 metri dall’imbocco della cavità, un’area che conserva preziose testimonianze di diverse fasi di frequentazione umana. I dati finora raccolti indicano una presenza che si articola in più periodi, in particolare dall’età del Bronzo medio-finale fino all’epoca ellenistico-romana. L’area oggetto di indagine è di particolare interesse perché concentra il maggior numero di palificazioni verticali legate alla palafitta protostorica, scoperta già alla fine dell’Ottocento. Questo straordinario insediamento rappresenta, allo stato attuale delle conoscenze, un unicum a livello europeo, sia per la sua collocazione in ambiente sotterraneo sia per la capacità delle comunità preistoriche di bonificare un’area umida soggetta a periodiche inondazioni.

Scavi archeologici nelle grotte di Pertosa-Auletta (foto mic)

Oltre alle strutture palafitticole, gli archeologi stanno indagando anche evidenze di età ellenistico-romana, probabilmente riconducibili a pratiche cultuali legate alle divinità venerate nella grotta e alle acque che scorrono nel sottosuolo.

 

 

Verona. Nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, al via al museo di Storia naturale la mostra “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio: ultime riserve glaciali nelle Prealpi venete” a cura di Leonardo Latella e Roberta Salmaso, dedicata a uno degli ambienti meno conosciuti al mondo: i ghiacciai che si trovano all’interno delle cavità naturali. 

Dal 29 gennaio al 12 aprile 2026, nell’atrio e cavedio di Palazzo Pompei, sede del museo di Storia naturale di Verona, la mostra “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio, ultime riserve glaciali nelle Prealpi venete” a cura di Leonardo Latella e Roberta Salmaso, dedicata a uno degli ambienti meno conosciuti al mondo: i ghiacciai che si trovano all’interno delle cavità naturali. La mostra si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, di cui la città scaligera sarà protagonista con le cerimonie di chiusura delle Olimpiadi invernali e di apertura delle Paralimpiadi. All’inaugurazione, giovedì 29 gennaio 2026, alle 16, dopo i saluti di Marta Ugolini, assessore alla Cultura di Verona; e Barbara Lavanda, dirigente ad interim dei Musei Civici; sono intervenuti Leonardo Latella (museo civico Storia naturale di Verona) su “La vita nei ghiacciai sotterranei”, e Valeria Lancioni (Muse Trento) su “Ecologia dei ghiacciai superficiali”. La mostra è accessibile dall’ingresso principale con scale o tramite la rampa di accesso per disabili dall’ingresso laterale in via Museo. La visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso al museo. Durante il periodo di apertura della mostra saranno organizzate visite guidate, laboratori per bambine e bambini e conferenze riguardanti lo stato di salute dei ghiacciai e le ricerche in corso sugli effetti del cambiamento climatico.

Mostra “Ghiacciai nascosti” al museo di Storia naturale di Verona: il Buso delle Taccole (foto daniele sighel)

I depositi di ghiaccio, non solo quelli superficiali, ma anche quello meno conosciuti che si trovano all’interno di alcune grotte, rischiano di scomparire completamente entro pochi anni, con la concomitante perdita irreparabile di dati storici sul clima, sulle condizioni ambientali e sulla vita che ospitano. Si sa ancora molto poco sugli adattamenti fisiologici e morfologici delle specie delle grotte con ghiaccio e, data la velocità con cui questi ecosistemi stanno scomparendo, è necessario intensificare la ricerca su questi ambienti unici. Per questo motivo, il museo di Storia Naturale, in collaborazione con alcuni gruppi speleologici, ha iniziato a studiare l’ecologia e la fauna delle grotte con ghiaccio delle Alpi e delle Prealpi, dando vita alla prima ricerca biologica completa su questo tipo di ambiente in Italia.

Mostra “Ghiacciai nascosti” al museo di Storia naturale di Verona: Caverna del Sieson (Vi) (foto daniele sighel)

La mostra. Gli ambienti glaciali sotterranei vengono illustrati con 20 immagini fotografiche di Daniele Sighel, video, modelli in scala di alcune delle specie che frequentano questi ambienti, esemplari reali e oggetti di ricerca.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia speciale visita guidata “Gli Etruschi e la Memoria. L’antichità etrusca negli scrittori del Novecento” con Antonietta Simonelli (Etru) e Martina Piperno (UniRoma) nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria

Cosa c’entrano gli Etruschi con la “Memoria”? Giovedì 29 gennaio 2026, alle 17, nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia vi proponiamo di attraversare le stanze espositive in una speciale visita guidata “Gli Etruschi e la memoria. L’antichità etrusca negli scrittori del Novecento” con questo quesito in mente. Un popolo, quello etrusco, è scomparso misteriosamente millenni fa dopo la conquista romana. Un popolo, quello ebraico, ha rischiato di scomparire improvvisamente nel Novecento, per mano della barbarie nazifascista, insieme ad altri “diversi”: rom, sinti, omosessuali, disabili e oppositori politici. Per quanto queste esperienze possano essere lontane e differenti, molti artisti e scrittori del Novecento, come l’italiano Giorgio Bassani e il rumeno Elie Wiesel, hanno provato a esprimere la loro angoscia per lo sterminio degli ebrei (la Shoah) facendo ricorso alla memoria collettiva della scomparsa degli Etruschi. La visita guidata “letteraria” è curata da Antonietta Simonelli, funzionario archeologo e responsabile dell’Archivio Fotografico del Museo, e da Martina Piperno, ricercatrice al dipartimento di Studi europei americani e interculturali di Sapienza università di Roma, con la partecipazione di studenti e studentesse del corso di Letteratura italiana contemporanea 2025-2026: Arianna Mancini, Chiara Manzi, Flavio Meloscia, Francesco Mosca, Melissa Navarretta, Miriam Pasquale, Federica Rocco, Valerio Rotondi, Martina Streppetti. La visita è gratuita compresa nel biglietto di ingresso al Museo. Prenotazione all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Max 25 posti.

 

Roma. A Palazzo Braschi per il ciclo #RomaRacconta conferenza dedicata alla mostra “La Grecia a Roma”, in corso a Villa Caffarelli (musei Capitolini) con Claudio Parisi Presicce e Alessandra Avagliano (sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali) che ripercorreranno il rapporto complesso tra due civiltà fondamentali

La mostra “La Grecia a Roma” esce dalle sale di Villa Caffarelli (musei Capitolini) e arriva a Palazzo Braschi (museo di Roma) per una conferenza che racconta, in modo semplice e dialogico, come Roma abbia accolto e rielaborato la cultura greca: tra scambi, modelli, copie e originali, fino a diventare un pezzo della nostra idea di identità. Appuntamento giovedì 29 gennaio 2026, alle 16.30, nella Sala Tenerani del museo di Roma si tiene la conferenza nell’ambito di #RomaRacconta dedicata alla mostra “La Grecia a Roma”, in corso ai musei Capitolini fino al 12 aprile 2026: Claudio Parisi Presicce e Alessandra Avagliano, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, ripercorreranno il rapporto complesso tra due civiltà fondamentali, con un taglio accessibile e dialogico che invita a guardare l’antico come uno spazio di confronto ancora attuale. Roma ha conquistato il Mediterraneo con la forza, ma ha scelto la Grecia come modello culturale, imparando, trasformando, rielaborando. La partecipazione alla conferenza in presenza è libera fino a esaurimento dei posti disponibili. È consigliata comunque la prenotazione allo 060608. Non è garantito l’accesso alla conferenza a coloro che arriveranno dopo le 16.30. L’ingresso è gratuito solo nell’area prevista per la conferenza. Il museo e le mostre potranno essere visitati previa esibizione del biglietto di ingresso secondo tariffazione vigente.

La mostra “La Grecia a Roma” a Villa Caffarelli (Musei capitolini) a Roma (foto roma capitale)

Attraverso una selezione di opere e temi, l’intervento propone una lettura narrativa del processo con cui Roma, pur affermandosi come potenza politica e militare, fece della cultura greca un modello di riferimento, rielaborandone linguaggi e forme. La mostra diventa così occasione per riflettere su concetti quali scambio culturale, copia e originalità, costruzione dell’identità. La conferenza privilegia un approccio accessibile e dialogico, invitando a considerare l’antico come uno spazio di confronto ancora attuale.

Claudio Parisi Presicce è sovrintendente capitolino ai Beni Culturali dal 2022 (incarico già ricoperto dal 2013 al 2019). Ha diretto scavi archeologici e restauri a Selinunte, a Cirene (Libia) e a Roma in particolare sul Campidoglio, nei Fori Imperiali e al Mausoleo di Augusto. È direttore scientifico degli interventi di restauro di Palazzo Senatorio e dell’Ospedale Germanico sul Campidoglio; dei lavori di anastilosi delle colonne del portico occidentale del Templum Pacis; dei lavori di scavo per l’eliminazione di via Alessandrina; dell’intervento di ampliamento dell’area archeologica del Foro di Cesare; dello scavo archeologico del Templum Pacis a Largo Corrado Ricci. Ha pubblicato numerosi studi sull’architettura e topografia antica e sulla scultura greca e romana. Membro e organizzatore di comitati scientifici nazionali e internazionali, ha curato numerose mostre e manifestazioni culturali in Italia e all’estero

Alessandra Avagliano è archeologa specialista in archeologia classica. Funzionaria della sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, opera nei Musei Capitolini nell’ambito della valorizzazione e della catalogazione delle collezioni. Dottore di ricerca, è autrice di studi sulla scultura romana e sull’Italia antica.