Verona. Al museo di Storia naturale l’incontro “Specie aliene in viaggio: storie e impatti sugli ecosistemi naturali” con Piero Genovesi (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale di Roma) per le conferenze dei Musei civici
Martedì 17 febbraio 2026, alle 17, nella Sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, l’incontro “Specie aliene in viaggio: storie e impatti sugli ecosistemi naturali” con Piero Genovesi dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale di Roma, nuovo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per millenni, il trasporto intenzionale e involontario di flora e fauna da parte dell’uomo ha plasmato culture e economie, facilitando la diffusione di risorse agricole e zootecniche che sono ormai elementi fondanti delle nostre culture e delle nostre civiltà. Tuttavia, l’accelerazione degli scambi globali ha trasformato questo fenomeno in una delle principali cause di perdita di biodiversità a livello planetario che sta crescendo in modo esponenziale, con gravissimi impatti anche sulla salute e il benessere delle comunità umane. Capire le cause e gli effetti delle invasioni biologiche ci offre una base essenziale prevenire e mitigare gli effetti negativi di questa minaccia, in modo da mettere al sicuro gli ecosistemi naturali, l’economia e la vita delle persone.
Flumeri (Av). Scoperta con i droni la città scomparsa Fioccaglia, l’antica Forum Aemilii, sulla Via Appia, nodo strategico nella Campania romana: individuati assi stradali, foro e teatro. Ora tutela e valorizzazione. Gli interventi di Ceraudo (UniSa), Onesti e Mancini (Sabap-Sa), Lanza (Comune)

Fioccaglia (Forum Aemilii): ortofoto e mappa magnetica con indicazione delle strutture scoperte (elab. LabTAF Unisalento)
Archeologia Hi-Tech a Flumeri (Av): grazie a prospezioni e droni individuano la città scomparsa di Fioccaglia sulla Via Appia. L’ultima campagna di ricerca nel sito archeologico di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri in provincia di Avellino, ha prodotto risultati di eccezionale rilievo sull’articolazione urbanistica dell’antica città romana, confermando il valore strategico dell’insediamento lungo la Via Appia, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Il sito, identificato da alcuni studiosi con l’antica Forum Aemilii e risalente al II-I secolo a.C., rappresenta un tassello cruciale per comprendere il processo di romanizzazione dell’Irpinia. La sua importanza storica è legata anche alla presenza della Regina viarum e all’origine della Via Aemilia voluta dal console Marco Emilio Lepido nel 126 a.C. Già negli anni Ottanta del Novecento, le indagini avevano portato alla scoperta di un decumano basolato e di una domus di lusso decorata in primo stile pompeiano, attestando la presenza all’interno del centro di personaggi di rango elevato.
L’équipe di ricerca, diretta dal professor Giuseppe Ceraudo dell’università del Salento, in stretta collaborazione con la soprintendenza Archeologia e Belle arti per le province di Salerno e Avellino e con l’Amministrazione comunale di Flumeri, ha utilizzato tecnologie avanzate per individuare con chiarezza le strutture fondamentali dell’insediamento. Una serie di assi stradali che confermano la struttura dell’impianto ortogonale – tipico delle città romane di nuova fondazione – e la pianificazione di ampi isolati urbani con all’interno la presenza di edifici pubblici e privati. Il Foro: il cuore civile e commerciale della città, di cui è stata delineata la vasta piazza centrale e il perimetro degli edifici pubblici che vi si affacciavano. Il Teatro: la presenza di una grande struttura votata agli spettacoli e alla vita pubblica, finora ignota, è essenziale per attestare l’importanza e la monumentalità per la vita sociale e culturale di un centro urbano romano. Queste nuove evidenze rafforzano la convinzione che Fioccaglia fosse un centro organizzato e dotato di strutture monumentali, un dato che ne rivaluta il ruolo storico e strategico in relazione al tracciato della Via Appia. La documentazione e i dati raccolti saranno ora oggetto di studio approfondito. Il progetto prevede la prosecuzione delle indagini non invasive, volte a confermare le evidenze finora emerse ai fini della tutela e della valorizzazione del sito.
Il professor Ceraudo, direttore scientifico del progetto sottolinea l’importanza dell’approccio multidisciplinare: “La combinazione di prospezioni geofisiche con le indagini telerilevate tramite droni, dotati di sensori termici e multispettrali, ci ha fornito una quantità di dati senza precedenti. Questa integrazione di tecnologie non invasive ci ha permesso di ottenere una sorta di radiografia del centro abitato antico ancora presente sotto la superficie del terreno, identificando le strutture sepolte grazie alle variazioni nella crescita della vegetazione e alla composizione magnetica del sottosuolo, altrimenti non percepibili con metodi tradizionali. Avere le prove dell’articolazione del Foro e l’individuazione di un Teatro ci permette di riscrivere una pagina importante sulla romanizzazione dell’Irpinia e sull’evoluzione di un centro di fondazione romano in un momento cruciale per la storia di Roma, tra l’età dei Gracchi e Silla, e risulterà di fondamentale importanza per la pianificazione delle future attività sul sito”.
Il soprintendente ABAP per le province di Salerno e Avellino, l’architetto Anna Onesti, ha commentato: “La sinergia tra ricerca accademica e tutela ha dato risultati eccezionali. Le informazioni raccolte costituiscono la base per un nuovo piano di gestione e per la futura valorizzazione delle aree individuate”. Lorenzo Mancini, funzionario archeologo della soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, ha aggiunto: “La piana alla confluenza tra l’Ufita e il torrente Fiumarellasi conferma uno dei comprensori di maggiore interesse archeologico dell’intera Irpinia. Le indagini non invasive dell’Università del Salento nell’area del forum di Fioccaglia, in questo senso, integrano un quadro conoscitivo che va arricchendosi ogni giorno di nuovi dati grazie alle indagini nel sottosuolo legate alla realizzazione della Stazione Hirpinia dell’alta velocità, attualmente in corso, con la direzione scientifica della soprintendenza, all’intersezione fra i territori comunali di Flumeri, Ariano Irpino e Grottaminarda”.
“Questa scoperta – ha detto il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza – è un motivo di grande orgoglio e un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Il Comune è pronto a collaborare strettamente con l’Università e la Soprintendenza per garantire che Fioccaglia, nodo stradale strategico della Via Appia, diventi un punto di riferimento nell’offerta storico-culturale della Campania interna. Questa scoperta è un motivo di grande orgoglio e un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Il Comune, pur senza trascurare le opportunità di sviluppo e trasformazione in atto nella Valle Ufita, dovute essenzialmente alla costruenda stazione Hirpinia per l’alta velocità, è pronto a collaborare strettamente con l’Università e la Soprintendenza per garantire che Fioccaglia, nodo stradale strategico della Via Appia, diventi un punto di riferimento nell’offerta storico-culturale della Campania interna”.
Ercolano. Al parco archeologico, ogni lunedì e mercoledì fino a maggio, arriva “Veni, Vidi, Herculaneum”, la Virtual Reality Experience che trasforma la visita in un viaggio immersivo nel tempo grazie all’utilizzo di visori
La storia si vive, non si guarda: al parco archeologico di Ercolano arriva la Virtual Reality Experience. Dal 16 febbraio al 5 maggio 2026, ogni lunedì e mercoledì, i visitatori potranno vivere l’esperienza senza costi aggiuntivi: sarà sufficiente acquistare il biglietto di ingresso e prenotarsi in anticipo per indossare i visori; e si potranno muovere i primi passi virtuali tra le antiche mura della città. Il passato non è mai stato così vicino al parco archeologico di Ercolano che presenta VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience, un nuovo progetto sperimentale che, ancora prima di accedere al sito archeologico, trasforma la visita in un viaggio immersivo nel tempo grazie all’utilizzo di visori di realtà virtuale. Con VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience il patrimonio archeologico non si osserva soltanto: si attraversa, si esplora, si vive.
Si tratta di un’iniziativa innovativa, coinvolgente e accessibile, che consente di entrare idealmente nell’antica Ercolano, esplorarne gli spazi, riviverne atmosfere e dettagli, osservare ambienti e architetture ricostruiti in 3D come se fossero davanti ai propri occhi. Grazie alla realtà virtuale, i visitatori possono comprendere meglio l’organizzazione urbana, gli edifici e la vita quotidiana della città antica, con un livello di coinvolgimento emotivo e cognitivo particolarmente intenso. Orari e modalità: dalle 9.30 alle 12.30, turni da 10 minuti (comprensivi di consegna e ritiro dei visori, con supporto di personale del Parco); 2 postazioni, per 2 visitatori ogni turno; attività presso il Visitor Center. L’attività è gratuita, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide riduzioni e gratuità secondo normativa). Prenotazione obbligatoria: online: ercolano.coopculture.it; call center: +39 081 0106490 (dal lunedì al sabato, 9–17). Partecipazione fino a esaurimento dei posti disponibili. Un’esperienza per tutti: particolare attenzione è dedicata all’inclusione. L’attività è pensata per ogni tipologia di pubblico, con un’apertura specifica alle persone con disabilità fisiche, cognitive e sensoriali. L’esperienza si svolge in totale sicurezza, con il supporto di personale specializzato del Parco che accoglie, guida e assiste i partecipanti in ogni fase. Un modo concreto per abbattere le barriere e rendere la cultura realmente accessibile e condivisa.
Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” visita tematica “San Faustino oltre San Valentino. Dell’amore e dei suoi volti”
Il 15 febbraio 2026, alle 17.30, il museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz) celebra San Faustino, festa dedicata ai single, con il percorso tematico “San Faustino oltre San Valentino. Dell’amore e dei suoi volti”. Partendo dalla concezione antica per cui esistono sei diverse forme d’amore, da quello narcisistico a quello filiale, da quello passionale a quello spirituale, verranno analizzati insieme i molteplici aspetti di questo complesso sentimento. I reperti esposti nel museo saranno lo spunto per affrontare questa tematica da una prospettiva insolita, attraverso mito, storia e arte. Informazioni e prenotazioni al n. 0972.36095.
Verona. San Valentino al museo Archeologico nazionale di Verona con “Amore, vino e archeologia”: visita guidata tematica sui doni dell’amore, brindisi e stuzzichini
San Valentino al museo Archeologico nazionale di Verona con “Amore, vino e archeologia”. Sabato 14 febbraio 2026, mattinata speciale dedicata agli innamorati, tra storia, emozioni e un brindisi condiviso. In occasione di San Valentino, il museo apre le sue sale per una visita guidata tematica sui doni d’amore del passato: oggetti, simboli e racconti che attraversano la preistoria e l’antichità, svelando come l’amore veniva celebrato molto prima dei biglietti e dei cioccolatini. A rendere l’esperienza ancora più suggestiva, un aperitivo con un buon calice di vino, per brindare insieme e lasciarsi trasportare da storie di passioni, riti e legami senza tempo. Un viaggio romantico tra archeologia e sentimenti, perfetto per chi vuole festeggiare San Valentino in modo originale. Dalle 12 alle 14, visita guidata esclusiva (italiano, inglese, francese) con un esperto (archeologo/storico dell’arte). Inclusa la degustazione di vini della Valpolicella (cantina Benedetti) e/o di opzioni alcohol-free. Inclusi anche stuzzichini con opzioni vegane e gluten-free. Costo: 25 euro a coppia; 15 euro prezzo singolo. Escluso il biglietto del museo da acquistare a parte al Museo al momento dell’arrivo (5 euro salvo riduzioni e gratuità). Info e prenotazioni: SAP – Società Archeologica, museovr@archeologica.it; tel/whatsapp: +39 346 5033 652
Caorle (Ve). San Valentino speciale al museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle con “Lezioni di baci. Storia di un gesto d’amore antichissimo” con Alice Padovese
Un San Valentino da vivere insieme tra arte, cultura e romanticismo al museo di Caorle (Ve). Sabato 14 febbraio 2026, alle 16, al museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle, “Lezioni di baci. Storia di un gesto d’amore antichissimo”. Pillole di storia dell’arte a cura di Alice Padovese, accompagnate da letture interpretate dai Narratori di Mondi. Un viaggio affascinante attraverso i secoli per scoprire come il bacio è stato rappresentato nell’arte, da Klimt alle opere classiche, dalla scultura alla pittura. In collaborazione con la Biblioteca Civica di Caorle. Biglietto ingresso ridotto eventi: 4 euro. Info e prenotazioni: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it; 0421 83149 – 379 1805649.
Carsulae (Tr). Scoperti nuovi e raffinati pavimenti musivi della “domus dei mosaici”: il ministero stanzia 2,3 milioni di euro per la loro tutela e valorizzazione
Nell’area archeologica di Carsulae, in provincia di Terni, sono emersi nuovi e raffinati pavimenti musivi pertinenti a una grande residenza romana affacciata sul foro, la cosiddetta “domus dei mosaici”, oggetto delle recenti campagne di scavo. Una scoperta che riscrive la conoscenza di uno dei più importanti centri romani dell’Umbria e apre una nuova stagione di valorizzazione con l’investimento di 2,3 milioni di euro del ministero della Cultura per la tutela dei nuovi mosaici.

I nuovi e preziosi mosaici scoperti nella “domus dei mosaici” nell’area archeologica di Carsulae (Tr) (foto mic)
Le indagini archeologiche, avviate nel 2017, con il supporto economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e condotte dall’Associazione Astra ONLUS nell’ambito di una concessione ministeriale, hanno portato alla scoperta di una vasta domus databile alla fine del I secolo a.C., con ambienti di rappresentanza, peristili, ninfei e un articolato settore termale privato. I mosaici, in bianco e nero e con decorazioni geometriche di straordinaria conservazione, testimoniano l’alto livello architettonico e decorativo dell’edificio, indagato finora per circa metà della sua estensione. Grazie all’ultima campagna di scavo dell’estate 2025, è stata inoltre individuata una seconda fase di vita della domus, caratterizzata dall’aggiunta di un complesso termale con frigidarium, tepidarium e calidarium dotati di ipocausto, nonché ulteriori ambienti abitativi con ampie superfici musive. Contestualmente, sono stati eseguiti interventi di consolidamento e restauro dei pavimenti e dei materiali più significativi, oggi ricoperti per garantirne la corretta conservazione.
Alla scoperta archeologica si affianca ora un importante investimento per la valorizzazione del sito. Con un finanziamento complessivo di oltre 2.300.000 euro, disposto con decreto del ministero della Cultura che fa capo ad Alessandro Giuli, è stata avviata la progettazione di un ampio piano che prevede la realizzazione di una copertura protettiva dei mosaici della domus e il completo riallestimento del Centro Visite. L’intervento consentirà di rendere finalmente visibili al pubblico i pavimenti musivi e di migliorare in modo significativo l’accessibilità e la fruizione dell’area. Il progetto coinvolge i musei nazionali dell’Umbria, la soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, il Comune di Terni e l’università di Perugia, con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni. Un ulteriore finanziamento ministeriale di 340mila euro, previsto per il 2026, rafforzerà le azioni di valorizzazione attraverso nuovi apparati didattici e il potenziamento dei servizi del sito.




















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