Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale “Buon Compleanno Andrea Palladio”, conferenza-concerto a cura del Maestro Franco Guidetti in occasione del compleanno di Andrea Palladio
In occasione del compleanno di Andrea Palladio, nato a Padova il 30 novembre 1508, il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, sabato 29 novembre 2025, alle 17.30, propone “Buon Compleanno Andrea Palladio”, conferenza-concerto a cura del Maestro Franco Guidetti. Il museo Archeologico infatti è ospitato nella Barchessa Settentrionale di Villa Badoer prima villa di Palladio in Polesine e patrimonio UNESCO. La conferenza-concerto si svolgerà nell’ambiente suggestivo del museo Archeologico, creando un dialogo profondo tra i reperti della civiltà del bronzo e l’architettura palladiana, entrambi espressioni della sapienza umana del proprio tempo. L’evento è un’occasione imperdibile per celebrare il compleanno di Andrea Palladio e per scoprire il suo genio attraverso una prospettiva sensoriale e musicale del tutto inedita. Attività ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0425668523; e-mail: drm-ven.museofratta@cultura.gov.it.
Il Maestro Franco Guidetti, chitarrista-ricercatore di fama internazionale, noto per le sue chitarre multimanico (uno strumento con un numero variabile di corde da lui ideato e realizzate dall’artigiano Gianni Baretta) negli ultimi anni ha portato avanti la sua passione per il patrimonio artistico e culturale rinascimentale del Veneto, in particolare per l’architettura palladiana. Guidetti ha trasposto in spartiti musicali le proporzioni auree e le rispondenze armoniche degli edifici palladiani – descritte nei trattati dell’architetto, in particolare ne “I Quattro Libri dell’Architettura” – dando vita a una musica che è la traduzione sonora della logica architettonica di Palladio. Il concerto non è solo un’esecuzione, ma un’autentica immersione nelle geometrie e nell’armonia del Rinascimento.
Cortona. Al Maec presentazione del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini (Giunti editore). Le creature “prodigiose” tornano a parlarci: sfingi, gorgoni, animali fantastici che popolavano templi, tombe e racconti millenari
Sabato 29 novembre 2025, alle 16.30, al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – Maec, in piazza Signorelli 9 a Cortona (Ar) presentazione del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini (Giunti editore), autore di un viaggio affascinante tra mito, arte e storia del Mediterraneo. Nel suo “Mare Monstrum”, le creature “prodigiose” tornano a parlarci: sfingi, gorgoni, animali fantastici che popolavano templi, tombe e racconti millenari. Al MAEC molte di queste presenze vivono ancora oggi: custodi silenziosi di significati profondi, tra paura, protezione e trasformazione. Al termine della presentazione è previsto un firma copie con l’autore. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni: 0575 630415, info@cortonamaec.org, www.cortonamaec.org.

Copertina del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini
Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo. Sulle rive del Mediterraneo sono fiorite le civiltà che hanno dato vita all’Europa, alla nostra cultura condivisa, a religioni, leggende, credenze che tuttora sopravvivono in varie forme: “mostri” nel senso originario di cose prodigiose, leggendarie, magiche, da vedere: animali e uomini dai poteri e dall’aspetto sovrannaturale, invenzioni di viaggiatori fantasiosi, pregiudizi di popoli verso altri popoli, invenzioni di menti talentuose, mondi paralleli irti di insidie. Aneddoti, scoperte, racconti e un’ampia documentazione visiva. Le storie raccolte in questo libro parlano – attraverso l’arte del mondo egizio, fenicio, greco, etrusco e romano – di curiosità, di vicende sorprendenti di viaggi e di esplorazioni svolte in tempi remoti, di migrazioni, di legami e inimicizie fra popoli, di come venivano visti e descritti gli “stranieri”, oppure flora e fauna “esotiche”, di luoghi immaginari, di riti misteriosi, di commerci di oggetti dai confini del mondo, di cibi, spezie e ricette.
Roma. Apre a Villa Caffarelli (Musei Capitolini) la mostra “La Grecia a Roma”, secondo appuntamento del ciclo “I Grandi Maestri della Grecia Antica”: 150 capolavori originali greci, alcuni mai esposti prima, svelano l’incontro artistico che ridefinì identità, potere e bellezza nella Roma antica
150 capolavori originali greci, alcuni mai esposti prima, svelano l’incontro artistico che ridefinì identità, potere e bellezza nella Roma antica: quando l’arte greca fece splendere Roma. È un viaggio immersivo che ripercorre l’incontro tra due civiltà straordinarie, protagoniste di un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente, quello che propone la nuova mostra “La Grecia a Roma” aperta a Villa Caffarelli – Musei Capitolini dal 29 novembre 2025 al 12 aprile 2026, secondo appuntamento del ciclo “I Grandi Maestri della Grecia Antica” dopo il successo della mostra “Fidia”. La mostra, curata da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce, e promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, e catalogo edito da Gangemi Editore, narra la fortuna delle opere greche giunte nella Città Eterna nel periodo tra la fondazione di Roma e l’età imperiale grazie a contatti commerciali, conquiste militari e passione collezionistica.

Allestimento della mostra “La Grecia a Roma” a Villa Caffarelli dei Musei Capitolini (foto wps / roma capitale))
In mostra una raffinata e preziosa selezione di oltre 150 capolavori – sculture, rilievi, ceramiche, bronzi – tutti originali greci, alcuni dei quali esposti per la prima volta e altri ritornati a Roma dopo secoli di dispersione. Così l’esposizione offre l’eccezionale opportunità di ammirare, in un unico e prestigioso spazio museale come Villa Caffarelli, un insieme così ricco e autorevole di originali, riuniti per restituire la magnificenza dell’arte greca ed esaltarne la bellezza e la purezza materiale. Vedere queste opere accostate significa anche poter ricostruire la storia dei significati che hanno assunto nel tempo: oggetti nati come votivi o funerari diventano simboli politici, entrano nelle domus aristocratiche per rappresentare cultura, prestigio e potere. Il progetto espositivo restituisce anche questa trasformazione, mettendo in evidenza come ogni opera abbia avuto più vite, più usi e più letture; non sono dunque solo testimonianze estetiche ma sono oggetti che, nel loro passaggio dalla Grecia a Roma, hanno cambiato funzione e hanno contribuito a plasmare il linguaggio artistico romano.

Allestimento della mostra “La Grecia a Roma” a Villa Caffarelli dei Musei Capitolini (foto wps / roma capitale))
La mostra “La Grecia a Roma” ripercorre l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe secondo tre tappe fondamentali – le prime importazioni, il periodo delle conquiste mediterranee, l’età del collezionismo. Parallelamente alle tre diversi fasi dell’arco narrativo, racconta i contesti d’uso delle opere, ossia gli spazi pubblici, quelli sacri e le residenze private. È quest’ultima l’età della diffusione del collezionismo privato, quando si sviluppa l’arte detta neoattica con la produzione di oggetti d’arredo su commissione dell’élite cittadina: i manufatti diventano strumenti di autorappresentazione e simboli di status.

Testa di ariete in marmo pario (fine V-IV sec. a.C.) conservata al Museum of Fine Arts di Boston (foto wps / roma capitale)
Oltre ad opere provenienti dal Sistema Musei di Roma Capitale – Musei Capitolini, Antiquarium, Centrale Montemartini, museo di Scultura antica “Giovanni Barracco”, museo della Civiltà Romana, museo dell’Ara Pacis, Teatro di Marcello, Area Sacra di Largo Argentina, museo dei Fori Imperiali – e da importanti istituzioni italiane, come il museo nazionale Romano, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il museo Archeologico di Napoli, la mostra vanta prestiti provenienti dai più famosi musei del mondo, tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, il Museum of Fine Arts di Boston, i Musei Vaticani, il Metropolitan Museum of Art di New York, il British Museum di Londra, il Museum of Fine Arts di Budapest. Completano l’esposizione anche opere provenienti da collezioni private, in particolare la Fondazione Sorgente Group di Roma e la Collezione Al Thani di Parigi.
Tra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini, eccezionalmente riuniti, affiancati da monumenti chiave come la magnifica

Stele funeraria greca in marmo dall’Abbazia di S. Nilo a Grottaferrata (Rm) (410-390 a.C.) (foto roma capitale) (Per gentile concessione del ministero della Cultura – direzione regionale Musei nazionali Lazio)
e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi, che nel Seicento era a Roma. Presenti anche dei reperti inediti, come le ceramiche attiche rinvenute in recenti scavi archeologici presso il Colosseo.

Cratere di Mitridate VI Eupatore con dedica iscritta in greco. Bronzo, da Anbzio (fine II – prima metà I sec. a.C.), conservato ai Musei Capitolini (foto roma capitale)
L’allestimento della mostra “La Grecia a Roma” colpisce non solo per la magnificenza dei numerosi capolavori originali esposti, ma anche per l’efficacia della sua narrazione. Il percorso è arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio immersivo tra ricostruzioni architettoniche, contesti cerimoniali e apparati decorativi. Questo approccio integrato, che unisce archeologia e tecnologie digitali, offre da un lato un’esperienza di visita coinvolgente e, dall’altro, la possibilità di contestualizzare le opere nel loro spazio originario, avvicinando il pubblico alle più recenti interpretazioni e alle moderne tecniche di studio e restauro dei manufatti antichi.
Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del Mare apre “La grotta del suono-35.000 anni di note” un’esperienza sensoriale immersiva ideata e curata dall’archeologo e musicista Simone Pedron, presidente di Tramedistoria
Per iniziativa della direzione regionale Musei nazionali Veneto in collaborazione con Tramedistoria Impresa Sociale sabato 29 novembre 2025, alle 11, al museo nazionale di Archeologia del mare di Caorle (Ve) arriva “La grotta del suono-35.000 anni di note” è il titolo dell’esperienza ideata e curata dall’archeologo e musicista Simone Pedron, presidente di Tramedistoria, un’esperienza sensoriale che unisce archeologia, musica ed emozione. L’esperienza sensoriale immersiva, che consentirà al visitatore di percorrere un viaggio nel tempo lungo 35.000 anni, attraverso i suoni degli strumenti musicali, luci, profumi e suggestioni acustiche che ci accompagnano da millenni, approda a Caorle dopo il successo ottenuto nelle edizioni 2024 e 2025 al museo “Vittorino Cazzetta” di Selva di Cadore (Bl). Un percorso unico nel suo genere che ha già affascinato migliaia di visitatori e che ora trova casa tra le sale del museo, dove sarà visitabile dal 29 novembre 2025 al 3 maggio 2026. L’esperienza sarà inclusa nel biglietto d’ingresso del museo e fruibile nei consueti orari: venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17). Per info e prenotazioni: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it, 0421 83149 – 379 1805649.
L’installazione è il risultato di oltre trent’anni di ricerca e sperimentazione sull’archeologia del suono: flauti in osso, fischietti, rombi sonori, tamburi in terracotta, raschiatori e conchiglie-tromba ricostruiti partendo da reperti originali e capaci di restituire le sonorità del Paleolitico Superiore, del Mesolitico, del Neolitico e dell’Età del Rame. Il percorso accompagna il visitatore in un ambiente immersivo dove suoni in quadrifonia, luci calde e fragranze naturali evocano luoghi che potevano essere frequentati dalle prime comunità umane. La “colonna sonora” è stata registrata nel Castello di Andraz (Bl), con la collaborazione di Eleonora Demattia e Virginia Salvatore, musiciste, e la produzione audio di Federico Pelle di The Basement Studio di Vicenza. Nell’allestimento di Caorle ci sarà un collegamento con il relitto del Mercurio, le cui evidenze sono esposte al museo. Tra queste un fischietto in osso rinvenuto nel relitto ed esposto in vetrina che sarebbe stato usato dal nostromo per impartire ordini a bordo del brigantino militare, affondato dagli Inglesi nel 1812 durante la battaglia di Grado (Go). In alcune giornate, durante la visita, il pubblico potrà vedere e ascoltare proprio una replica del “sifflet de bosco”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apertura straordinaria della biblioteca e dei depositi archeologici con visita guidata da di chi vive il Museo ogni giorno
Sabato 29 novembre 2025, per una sola mattina, le porte della biblioteca e dei depositi archeologici del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si apriranno per accogliere i visitatori in un percorso speciale e raro. Un invito a entrare nei luoghi dove si conserva, si studia e si racconta la storia etrusca e non solo, guidati passo dopo passo dalla voce di chi vive il Museo ogni giorno. Alle 10, “Di volume in volume: alla scoperta della biblioteca di Villa Giulia” a cura di Antonietta Simonelli con Sara Crestini; 12.30, “ETRU dietro le quinte: visita esclusiva ai depositi del Museo” a cura di Stefania de Majo con Mariacristina Masci. Durante questa mattinata esclusiva, il personale scientifico del Museo accompagnerà i partecipanti in un racconto affascinante dalle mille storie nascoste, offrendo una narrazione intima e appassionata, svelando il lavoro quotidiano che fa rivivere il patrimonio del museo. Fra volumi antichi e documenti rari emergeranno curiosità e legami nascosti con le collezioni del museo e tra le file ordinate di casse e reperti, si potranno ammirare oggetti mai esposti, materiali in corso di studio e testimonianze silenziose che attendono di essere interpretate. Un’esplorazione lenta e attenta, pensata per chi desidera scoprire ciò che resta solitamente invisibile e lasciarsi affascinare dalle storie che abitano i luoghi dietro le quinte. Visite guidate gratuite comprese nel biglietto del Museo. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
Udine. A Palazzo Clabassi, sede Sabap Fvg, il pomeriggio di studio “La riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio storico-architettonico: dagli studi al progetto”. Ecco il programma
La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia organizza un pomeriggio di studi nella sede di Udine, in via Zanon 22, dalle 15.30 alle 18.30, di venerdì 28 novembre 2025. Tema dell’incontro “La riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio storico-architettonico: dagli studi al progetto”, che rappresenta uno degli obiettivi prioritari degli interventi finanziati negli ultimi anni dal Ministero della cultura, attuato sul territorio grazie all’operato degli istituti periferici. Il convegno intende illustrare l’attività di coordinamento e di gestione diretta svolta dalla Soprintendenza ABAP FVG in alcuni casi studio in corso di progettazione al fine di stimolare una riflessione sull’impostazione metodologica da adottare a partire dalle attività propedeutiche, necessarie per raggiungere un’adeguata conoscenza della fabbrica, delle sue trasformazioni e del suo comportamento, e successivamente definire consolidamenti mirati che garantiscano il massimo dell’efficienza con il minimo grado di invasività. Nel pomeriggio di studi saranno inoltre mostrati i risultati delle verifiche sulle strutture e delineati gli interventi per la riduzione delle vulnerabilità effettuati al duomo di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Martino a Cividale del Friuli.
PROGRAMMA. Alle 15.30, dopo i saluti istituzionali gli interventi: Roberta Cuttini, funzionario architetto della soprintendenza ABAP FVG, “Le campagne di ricerche, rilievi e indagini propedeutiche al progetto di riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio architettonico. Nota metodologica e casi studio: Duomo di Santa Maria Assunta e Chiesa di San Martino a Cividale del Friuli”; Giorgia Musina, funzionario archeologo della soprintendenza ABAP FVG, e Dario Gaddi, Archeotest s.r.l., “La lettura archeologica dei dati: Duomo di Santa Maria Assunta e Chiesa di San Martino a Cividale del Friuli”; Alberto Moretti, ingegnere, e Laura Cagni, MemoTesting s.r.l., “Duomo di Santa Maria Assunta in Cividale del Friuli: approfondimento sul percorso di conoscenza dell’edificio e sulla vulnerabilità sismica delle strutture”; Andrea Giannantoni, Giannantoni Ingegneria, “La sicurezza sismica per gli organismi strutturali complessi in muratura storica: nuovi metodi diagnostici e prassi operativa per interventi minimi ed efficaci. Il caso studio della Chiesa di San Martino a Cividale”. Conclusioni. Al termine delle conferenze si terrà un brindisi Ingresso fino ad esaurimento posti. Capienza massima: 70 persone.
Roma. In Curia Iulia la conferenza “Egitto, storie di dèi egizi e la docta religio del Corpus Hermeticum nel Rinascimento italiano”, a cura di Claudia La Malfa (American University of Rome) per il ciclo Aegyptophilia, a cura di Carmelo Occhipinti e Claudio Castelletti
Giovedì 27 novembre 2025, alle 16.30, in Curia Iulia a Roma, la conferenza “Egitto storie di dèi egizi e la docta religio del Corpus Hermeticum nel Rinascimento italiano”, a cura di Claudia La Malfa (American University of Rome). Accesso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento su https://egitto27novembre.eventbrite.it. Dopo i saluti istituzionali di Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, introduzione di Claudio Castelletti, università di Roma Tor Vergata. Nel 2024, per iniziativa del Corso di Studi magistrali in Storia dell’Arte dell’università di Roma Tor Vergata, il Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di Storia dell’Arte dello stesso Ateneo ha istituito in convenzione col museo Egizio di Torino il laboratorio di ricerca EgyLab, dedicato alla ricezione dell’Egitto dall’Antichità greco-romana all’età contemporanea, diventato laboratorio didattico a partire dall’anno accademico 2025-2026. Nel quadro delle attività di EgyLab, il Dipartimento ha promosso nel 2025 in convenzione col parco archeologico del Colosseo un ciclo di conferenze “Aegyptophilia”, a cura di Carmelo Occhipinti e Claudio Castelletti, patrocinato dal DiVA – Dipartimento di valorizzazione del patrimonio culturale, dal museo Egizio, Torino, dall’Accademia d’Egitto, dall’Institutum Romanum Finlandiae – Villa Lante al Gianicolo, dalla Fondazione Marco Besso e dal 3ARC – Ancient Art Architecture Reception Center. Il ciclo è stato ideato non solo come un’occasione di confronto interdisciplinare tra studiosi e studiose di diversa formazione scientifica e metodologica (archeologi, egittologi, storici, storici dell’arte, storici dell’architettura, ecc.), ma anche come uno “spazio” di condivisione e accessibilità del sapere, per promuovere e valorizzare il dialogo tra cultura egiziana e cultura europea, in particolare italiana.
Firenze. Per “I pomeriggi dell’Archeologico” al MAF presentazione del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dal neolitico alla tarda antichità” di Giorgio Franchetti (Edizioni Efesto). Interviene l’egittologa Valentina Santini
Alcuni milioni di anni fa i primi esemplari della specie homo fecero un incontro incredibile, che avrebbe per sempre segnato la vita dei futuri Sapiens. In un giorno qualunque, che sarebbe poi passato alla storia, per la prima volta i nostri antenati videro un organismo molto piccolo, che già da più di 90 milioni di anni popolava la Terra: l’ape. Nel libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dal neolitico alla tarda antichità” di Giorgio Franchetti (Edizioni Efesto): l’autore ripercorre la storia, e in parte la preistoria, del rapporto uomo-ape andando alla ricerca di evidenze archeologiche confrontandole con le fonti scritte, con l’intento di raccontare un lato meno conosciuto delle pratiche in uso nel Mondo Antico e con l’accesa speranza di sensibilizzare le coscienze verso la tutela di questo nostro antichissimo alleato. Il libro sarà presentato giovedì 27 novembre 2025, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Firenze, nell’ambito de “I pomeriggi dell’Archeologico” con gli interventi dell’autore Giorgio Franchetti e dell’archeologa Valentina Santini. Un viaggio nel tempo e nello spazio, tra archeologia e storia, ma anche entomologia, etnografia, paleobotanica, paleontologia, antropologia, reso possibile grazie alla preziosa collaborazione di professionisti ed esperti dei vari settori. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria: man-fi@cultura.gov.it.

Copertina del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dal neolitico alla tarda antichità” di Giorgio Franchetti
L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dal neolitico alla tarda antichità. L’uomo ha sempre avuto, per lungo tempo inconsapevolmente, il migliore degli alleati in natura: l’ape. Dalla sua comparsa sulla terra, quasi 100 milioni di anni fa, è stata lei principalmente, insieme ad altri agenti pronubi, a permettere lo sviluppo, la diversificazione e la sopravvivenza di un complesso e meraviglioso apparato di reciproche biodipendenze che oggi chiamiamo semplicemente Natura. L’ape ha accompagnato l’umanità per l’intera durata del suo percorso evolutivo e infatti, seguendo le tracce di questo rapporto, possiamo risalire per millenni fino agli albori della Storia. Ma non solo. Possiamo spingerci più indietro ancora, con certezza al Neolitico e, secondo alcuni studiosi, anche alle fasi finali del Paleolitico. Testimonianze di come il miele abbia costituito per moltissimo tempo un elemento fondamentale di apporto calorico nella dieta umana sono rintracciabili nelle pitture rupestri di culture lontanissime anche a livello geografico, segno evidente di come universalmente l’uomo si fosse reso conto dell’importanza di questo insetto e dei suoi prodotti. Dall’inizio dei tempi storici troviamo non solo raffigurazioni di api e della lavorazione del miele legate al fabbisogno alimentare ma, da subito, anche miti e culti legati a questa piccola e operosa creatura.
Trento. Al via “Natale a Tridentum”: la mostra “I colori di Tridentum”, visite guidate, teatro e attività per le famiglie nei siti della Trento Romana: lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e la Villa di Orfeo. Ecco il programma
Nei siti della Trento romana torna “Natale a Tridentum”: lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti, e la Villa di Orfeo, in via Rosmini faranno scoprire il fascino della città di duemila anni fa con una nuova mostra, visite guidate, teatro e attività per le famiglie. Le iniziative sono curate dall’Ufficio Beni archeologici della soprintendenza per i Beni culturali della Provincia. Dopo il primo appuntamento allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di sabato 22 novembre 2025, con lo spettacolo “Bambini diritti bambini rovesci” con Gabriele Lentino e Valeria Casatta di TeatroE, “Natale a Tridentum” entra nel vivo giovedì 27 novembre 2025, alle 16 e alle 17.30, alla Villa romana di Orfeo a Trento dove va in scena L’INCANTO DI ORFEO, un recital di letture, musica e danza a cura dei Latinisti errantes del liceo musicale Coreutico Bonporti di Trento. L’ingresso è gratuito previa prenotazione al numero 0461 230171 fino ad esaurimento posti.
Per visitare i siti in compagnia di un esperto, venerdì 28 novembre, 5 e 12 dicembre 2025, alle 15, i Servizi Educativi dell’Ufficio Beni archeologici propongono “Un viaggio nel tempo alla scoperta della Tridentum romana”, un percorso dallo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas alla Villa di Orfeo passando per l’area archeologica di Palazzo Lodron, nell’omonima piazza. Partecipazione gratuita previa prenotazione tel. 0461 230171 entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa, minimo 5 massimo 25 persone. La visita non comprende l’ingresso ai siti archeologici. È dedicato alle famiglie con bambini, il 6 dicembre 2025, alle 15.30, alla Villa di Orfeo, “A tu per tu con gli animali”, un divertente spettacolo di e con Nicola Sordo. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Domenica 6 dicembre 2025 e 4 gennaio 2026, in occasione di “Domenica al museo”, sarà gratuito l’ingresso a entrambi i siti.

Lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento (foto soprintendenza tn)
Evento principale di “Natale a Tridentum” è la nuova mostra archeologica “I colori di Tridentum: decorazione e arredo nella città romana” che sarà inaugurata giovedì 18 dicembre 2025, alle 17.30, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas. Mosaici, affreschi e reperti marmorei esposti per la prima volta al pubblico condurranno alla scoperta dei colori che abbellivano gli spazi privati e pubblici della Trento di duemila anni fa. Una sezione della mostra sarà allestita presso la Villa di Orfeo. E venerdì 19 dicembre 2025, alle 15, allo Spazio Sotterraneo del Sas, visita guidata alla mostra “I colori di Tridentum: decorazione e arredo nella città romana” con le curatrici. Partecipazione gratuita previa prenotazione tel. 0461 230171 entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa, minimo 5 massimo 25 persone. Ingresso a pagamento.











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