Ischia. “Il rapporto tra il mondo greco e quello etrusco in ambito coloniale” con Nizzo (Etru) (Mann) e Giulierini: nuovo appuntamento all’Archeologico di Lacco Ameno del progetto “Kepos 2022 paesaggi e archeologia” promosso dalla Fondazione Walton
“Ci fu un tempo nel quale quasi tutta l’Italia fu sotto il dominio degli Etruschi”, così Catone il Censore nel II secolo a.C. ricordava ancora quella che era stata la potenza degli Etruschi, dal Tirreno all’Adriatico, mari che anche agli occhi dei Greci avevano un “cuore” e un “nome” etrusco, come attesterà ancora nel I secolo a.C. Tito Livio. Gli storici greci come Polibio erano altrettanto consapevoli di questa originaria potenza riconducendone le ragioni al controllo di due vaste e fertili pianure, epicentro strategico della loro economia. Parte da queste suggestioni “Il rapporto tra il mondo greco e quello etrusco in ambito coloniale”, il nuovo appuntamento del percorso culturale del progetto Kepos “Incontri su archeologia e paesaggio”, organizzato dalla Fondazione Walton e Giardini La Mortella. Giovedì 8 settembre 2022, alle 18.30, al museo Archeologico di Pithecusae a Villa Arbusto di Lacco Ameno sull’isola d’Ischia, dopo i saluti istituzionali, parleranno il direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo (se supera il tampone finale per il Covid) su “I popoli del mare. Greci e Etruschi nel Tirreno”, e il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini su “I popoli della pesca tra Greci e Etruschi: mito e storia”. Modera Mariangela Catuogno, responsabile scientifico del progetto Kepos. Nizzo ripercorrerà attraverso il mito, le fonti letterarie e la straordinaria evidenza archeologica di Pithekoussai e di Cuma, i moventi e le dinamiche di questo lungo processo e la dialettica dei rapporti, degli scambi e degli scontri che impegnarono Greci, Etruschi e Italici dall’VIII fino al V secolo a.C., quando con la seconda battaglia di Cuma del 474 a.C. le ambizioni etrusche nel Tirreno meridionale subiscono una gravissima battuta di arresto che segnò per sempre l’inizio di una nuova epoca. Giulierini spiegherà quel delicato rapporto tra il mare e la pesca. Del resto pescare nel mondo antico significa, a differenza di altre pratiche, come l’agricoltura, condurre una lotta quotidiana per il sostentamento in un ambiente tutt’altro che asservito, pieno di elementi sconosciuti, infidi e talora mortali, tali da ribaltare il concetto di preda e predatore, come nel noto caso del cratere di Ischia. Gli Etruschi e i Greci sono presentati a confronto rispetto alle fonti letterarie, agli ambienti di pesca, all’evoluzione degli utensili e delle tecniche utilizzate, ai sistemi organizzativi e alle economie degli abitati e delle città costiere, che spesso giungono a battere monete con effigiate creature marine. Pescare è, dunque, un’esperienza con mille sfaccettature: riguarda solo le classi umili abituate a pesci di piccola taglia ma, talora, personaggi delle élites che compiono atti di eroismo contro “mostri del mare”, alla base dello sviluppo di raffigurazioni su tombe o classi vascolari al limite della mitologia.
Ravenna. Al via “Ravenna Historia Mundi. Festival della Storia. Verso Teodorico 1500° 526-2026 d.C.”: scene di vita quotidiana e attività in uso tra il I sec. d.C. e il VII secolo d.C., quando Ravenna è stata per tre volte capitale
Il Festival della Storia arriva in città. Dal 9 all’11 settembre 2022 è in programma “Ravenna Historia Mundi. Festival della Storia. Verso Teodorico 1500° 526-2026 d.C.” L’iniziativa – che guarda alle celebrazioni teodoriciane del 2026 per i 1500 anni dalla morte del re degli Ostrogoti – farà rivivere scene di vita quotidiana e attività in uso nell’antichità delle civiltà che si sono susseguite nella storia ravennate, dal I sec. d.C. fino al VII secolo d.C., periodo che ha portato Ravenna a essere 3 volte capitale. Il viaggio nella storia avrà inizio venerdì 9 settembre 2022, quando dalle 20.45 alle 23, il corteo storico animerà le vie del centro cittadino, con una sfilata che, toccando i numerosi monumenti storici, farà rivivere idealmente l’Età dell’Oro di Ravenna. Sabato 10 settembre 2022, dalle 10 alle 23, e domenica 11 settembre 2022, dalle 10 alle 18, il parco antistante il museo Classis Ravenna, sarà protagonista di un vero e proprio viaggio nel tempo. Numerosi accampamenti storici riproporranno scene di vita passata, in un ideale percorso storico (dal I sec. d.C. fino al VII secolo d.C.) che illustra le civiltà che si sono susseguite nell’area ravennate. Ma non finisce qui: laboratori didattici, conferenze, proiezioni cinematografiche, visite guidate e tanto altro vi faranno rivivere a 360° un vero e proprio viaggio nel tempo. Per conoscere il programma completo dell’iniziativa e per l’acquisto dei biglietti consultate il sito www.ravennahistoriamundi.it. Per informazioni e prenotazioni: 3209539916.
Pompei. Per la “Palestra Culturale” Massimo Fusillo presenta “La Grecia secondo Pasolini” primo appuntamento della rassegna “il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica”

Il giardino della Palestra grande di Pompei dove si tengono gli appuntamenti della rassegna “Palestra culturale” (foto parco archeologico di pompei)
Nuovo appuntamento agli Scavi di Pompei con la “Palestra culturale” al giardino della Palestra Grande. Dopo il successo della presentazione del libro “La Fortuna” della scrittrice Valeria Parella tenutosi lo scorso luglio, si prosegue con la sezione della rassegna “il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica”, progetto, cura e testi di Gennaro Carillo, con 4 appuntamenti nel mese di settembre. Il primo incontro è in programma l’8 settembre 2022, alle 19, con Massimo Fusillo che presenta “La Grecia secondo Pasolini”. L’iniziativa fa parte del programma Campania by Night, rassegna di eventi culturali e di spettacolo promossa dalla Regione Campania attraverso la Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei, ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. “La Grecia di Pasolini sarebbe impensabile senza Burckhardt e Nietzsche”, sottolinea il curatore della rassegna Gennaro Carillo. “Senza il rovesciamento di quell’immagine dell’antico idealizzata, marmorea, accreditata dal classicismo, che fa di Canova, a giudizio di Roberto Longhi (amatissimo da PPP), uno scultore nato morto. È la caldaia di Medea, per dirla con Manganelli, che invece attrae Pasolini, una Grecia barbarica, ferina, arcaica, in cui il selvaggio – l’agrammaticale – incombe e alla fine predomina sulla compiutezza apollinea delle forme. Massimo Fusillo insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università degli Studi dell’Aquila, dove è anche coordinatore del dottorato di ricerca in Letterature, arti, media. La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema è uscito quest’anno in una nuova edizione per Carocci”.

Il gruppo scultoreo dell’ermafrodito dalla Villa A di Oplontis al centro della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” (foto parco archeologico di pompei)
Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, allestita all’interno del percorso della Palestra Grande e curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. L’ingresso all’evento e la visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata su http://www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 euro, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).
Archeologia partecipata a Pyrgi. Dal Castello di Santa Severa ogni giovedì accesso del pubblico al cantiere di scavo di Sapienza Università a Pyrgi porto e nel grande santuario marittimo della città etrusca di Caere
Appuntamento con l’archeologia partecipata a Pyrgi per far conoscere il territorio e il patrimonio culturale. Oltre alle aperture straordinarie e visite guidate il sabato e la domenica che proseguiranno per tutto il mese di settembre, il giovedì è previsto l’accesso allo scavo in corso, alle 11 e alle 15, dall’ingresso del castello di Santa Severa, in modalità libera e gratuita. Le attività di valorizzazione sono in collaborazione con la Regione Lazio. È infatti partita da qualche giorno la 57ma campagna di scavo della Sapienza Università di Roma, svolta su concessione del MIC- Soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. In via inedita, sarà possibile visitare il cantiere di scavo e vedere in azione gli archeologi e ricercatori della Sapienza Università di Roma (da sempre impegnata qui in indagini) nel comprensorio archeologico di Pyrgi porto e del grande santuario marittimo della città etrusca di Caere (Cerveteri).
Milano. Apre il nuovo museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati. Ingresso gratuito per tutto il mese

La collezione etrusca nell’allestimento del nuovo museo Arte della Fondazione Luigi Rovati a Milano (foto fondazione rovati)
A Milano, in corso Venezia, apre un nuovo museo: è il museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati. Appuntamento mercoledì 7 settembre 2022, alle 12. E fino al 30 settembre l’ingresso è gratuito Il museo è aperto dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 20. Si consiglia la prenotazione. In questo periodo, alle 11, visite guidate gratuite su prenotazione. La visita guidata al museo si sviluppa tra il piano ipogeo e il piano nobile del Palazzo. Il rapporto tra uomo e natura, la figura umana, il mito, gli dei e le religioni nell’antico e nel contemporaneo sono alcuni dei temi della narrazione museale. Fondazione Luigi Rovati promuove la ricerca, lo studio, la catalogazione, la conservazione, il restauro e l’esposizione del proprio patrimonio materiale e immateriale. Le collezioni archeologiche e artistiche della Fondazione Luigi Rovati sono esposte nelle sale museali o custodite nei depositi e costituiscono la base per gli allestimenti permanenti e temporanei del Museo d’arte. Attraverso prestiti sono condivise con Istituzioni culturali italiane ed estere. La Fondazione ha attivato convenzioni con i dipartimenti di Archeologia dell’università di Milano e dell’università Cattolica del Sacro Cuore, con l’Istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’École normale supérieure per promuovere una ricerca scientifica coordinata e compatibile con i filoni di ricerca sviluppati dal Museo, con particolare riferimento all’arte etrusca. I progetti di studio ricerca che richiedano la visione e lo studio dei reperti o opere rientranti nelle Collezioni della Fondazione possono inviare formale richiesta al Conservatore, Giulio Paolucci, che seguirà il procedimento e coordinerà e supervisionerà tutte le fasi del lavoro, offrendo la necessaria consulenza scientifica e assistenza sia in sede che per corrispondenza.
Domenica al museo. Successo pieno della prima domenica gratuita di settembre 2022: nei primi venti posti ci sono ben 10 tra musei e parchi archeologici
Successo pieno di Domenica al Museo di settembre 2022 nei musei e nei parchi archeologici statali, introdotta nel 2014 dal ministro Dario Franceschini con l’ingresso libero nei luoghi della cultura del MiC ogni prima domenica del mese. “Ancora file davanti ai musei”, ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, “con una grande festa popolare attorno alla cultura. È bellissimo vedere non solo i turisti ma soprattutto le famiglie e i cittadini andare visitare e riscoprire i musei delle loro città”. Nei primi venti posti ci sono ben 10 tra musei e parchi archeologici: sul gradino più alto ci sono le Gallerie degli Uffizi (26.262). Poi il podio è completato dal parco archeologico del Colosseo (23.765) e dal parco archeologico di Pompei (20.622). Più sotto, all’8° posto Villa Adriana e Villa d’Este (5.204), 9° il Pantheon (5.021), 10° il museo Archeologico nazionale di Napoli, che per un refuso non è stato inserito nella classifica-top15 ufficiale del Mic (4.863). Seguono all’11° posto il parco archeologico di Paestum e Velia (4.268), 15° le Grotte di Catullo di Sirmione (3.389), 16° il parco archeologico di Ercolano (3.325), 17° il museo nazionale Romano (3.162), 18° il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (3.005).
Al parco archeologico di Pompei con settembre entra nel vivo la rassegna “Palestra culturale”: quattro incontri sul progetto di Gennaro Carillo “Il fantasma dell’antico: dialoghi sulla tradizione classica”. E ad ottobre “Pompei per l’Ucraina”
Al parco archeologico di Pompei l’anteprima di “Palestra culturale”, una serie di incontri speciali con scrittori e artisti, nell’ambito della VII edizione di Campania by Night, era stata il 27 luglio 2022 con la presentazione del libro “La Fortuna” di Valeria Parrella, Feltrinelli Editore (vedi Pompei. Alla Palestra Grande anteprima della rassegna “Palestra Culturale” con la presentazione del libro di Valeria Parrella “La Fortuna”. Visite libere o guidate alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, e intitolazione ad Annamaria Ciarallo il Laboratorio di ricerche applicate del Parco | archeologiavocidalpassato). Il calendario della “Palestra culturale” si concentra nel mese di settembre 2022 (8, 15, 23, 29) con “Il fantasma dell’antico: dialoghi sulla tradizione classica”, progetto, cura e testi di Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico nel Dipartimento di Scienze umanistiche dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove insegna anche Storia della filosofia e Filosofia teoretica. Al Dipartimento di Architettura della Federico II insegna Filosofie della polis. Ha scritto su Vico, i tragici e i comici greci, la storiografia antica, Antifonte, Platone, Balzac, Simone Weil, oltre a occuparsi da tempo delle riscritture moderne e contemporanee del mito di Diana e Atteone. Condirettore artistico di Salerno Letteratura, è il curatore de Gli Ozi di Ercole al Parco Archeologico di Ercolano e di Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico al MANN di Napoli. Infine venerdì 7 ottobre 2022 si chiude la rassegna con “Pompei per l’Ucraina – una lettera dal fronte”. E c’è la possibilità di una visita libera o guidata su richiesta alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti, con prenotazione consigliata su www.ticketone.it.

Copertina del libro “La Grecia secondo Pasolini” di Massimo Fusillo (Carocci editore)
Giovedì 8 settembre 2022. Massimo Fusillo, “La Grecia secondo Pasolini”. La Grecia di Pasolini sarebbe impensabile senza Burckhardt e Nietzsche. Senza il rovesciamento di quell’immagine dell’antico idealizzata, marmorea, accreditata dal Classicismo, che fa di Canova, a giudizio di Roberto Longhi (amatissimo da PPP), uno scultore nato morto. È la caldaia di Medea, per dirla con Manganelli, che invece attrae Pasolini, una Grecia barbarica, ferina, arcaica, in cui il selvaggio – l’agrammaticale – incombe e alla fine predomina sulla compiutezza apollinea delle forme. Massimo Fusillo insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura all’università dell’Aquila, dove è anche coordinatore del Dottorato di ricerca in Letterature, arti, media. La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema è uscito quest’anno in una nuova edizione per Carocci.

L’antichista Eva Cantarella (foto Fondazione Feltrinelli)
Giovedì 15 settembre 2022. Eva Cantarella, “La democrazia greca tra mito e disincanto”. L’Atene classica fu la prima polis retta da una costituzione democratica. Tuttavia quello ateniese non fu un modello di democrazia. Almeno se attribuiamo a democrazia il significato attuale. La parola stessa, demokratia, suona ambigua: non va intesa come sovranità di tutto il demo ma come supremazia politica della fazione popolare ai danni di quella oligarchica. O comunque è questo che ci consegnano le fonti più malevole. Peraltro, la libertà e l’uguaglianza democratiche presupponevano esclusioni severe dalla cittadinanza: i liberi e gli uguali, coloro ai quali spettava la partecipazione al governo della polis, erano davvero pochi. Fra loro non c’erano le donne. E uno dei fondamenti inconfessabili della democrazia era la schiavitù. Oltre a un eros per l’espansione imperialistica dissimulato dietro una retorica dell’esportazione della democrazia che ha fatto proseliti anche tra i nostri contemporanei. Eva Cantarella è tra le maggiori antichiste italiane. Ha insegnato Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università Statale di Milano.

Copertina del libro “Saffo. La ragazza di Lesbo” di Silvia Romani (Einaudi)
Venerdì 23 settembre 2022. Silvia Romani, “Saffo. La ragazza di Lesbo”. Se in ogni eroe o eroina c’è un Achille, nella poesia d’amore di ogni tempo c’è Saffo, riscritta all’infinito. Silvia Romani ci conduce nel mistero della ragazza di Lesbo vissuta in un’epoca – e su un’isola – nella quale la memoria degli eroi omerici era ancora fresca, al punto da farne figure non tanto del mito quanto della storia. Ma parlare di Saffo significa anche misurarsi con il debito contratto con lei dal nostro immaginario, in un andirivieni vertiginoso da Catullo a Leopardi, da Shakespeare ad Anna Maria Ortese, da Rilke a María Zambrano, passando – fra le altre stazioni del viaggio – per Rodin, Salinger e Picnic a Hanging Rock. Silvia Romani insegna Mitologia, Religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico all’università Statale di Milano. “Saffo, la ragazza di Lesbo” (Einaudi) è il suo ultimo libro.

Il musicologo Giovanni Bietti (foto oficina ocm)
Giovedì 29 settembre 2022. Giovanni Bietti, “La lira di Orfea. I miti classici nella musica occidentale” – Lezione/concerto. Il mito classico è un repertorio pressoché inesauribile cui attinge a piene mani il nostro immaginario. Letterario ma non solo. Si pensi alle arti figurative, al cinema, al teatro. Se dunque Eschilo campava di rendita con le briciole del banchetto di Omero, noi – più o meno consapevolmente – facciamo altrettanto. Con Omero e con tutti coloro che sono venuti dopo di lui. La musica non fa eccezione. Qualche nome a caso? Monteverdi, Händel, Cherubini, Strauss, Stravinskij… Alla lezione/concerto di Giovanni Bietti il compito di accompagnarci in un viaggio musicale nella tradizione classica. Giovanni Bietti, compositore, pianista, musicologo, è considerato uno dei maggiori divulgatori musicali italiani.
Venerdì 7 ottobre 2022. Pompei per l’Ucraina – una lettera dal fronte. Rassegna di opere filmiche e immagini in movimento di artisti contemporanei dall’Ucraina, presentato per l’occasione in collaborazione con il parco archeologico di Pompei, nell’ambito del progetto Pompeii Commitment. Il programma “Una lettera dal fronte” è stato originariamente commissionato e prodotto dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, uno dei più autorevoli musei d’Arte contemporanea internazionali (membro AMACI-Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), a seguito dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. Il programma è curato da Nikita Kadan (Kiev, 1982; vive e lavora a Kiev) con Giulia Colletti, curatrice dei progetti digitali e per il pubblico del Castello di Rivoli. L’evento avrà anche una programmazione digitale temporanea sul sito pompeiicommitment.org e pompeiisites.org. Introduce Andrea Viliani.
San Gemini (Tr). All’area archeologica di Carsulae riapre, dopo due anni di lavori, l’anfiteatro romano: cerimonia accompagnata dal violoncello di Naomi Berril e visite guidate il pomeriggio e la sera
Domenica 28 agosto 2022 era tutto pronto a Carsulae, nei pressi di San Gemini (Tr), per il grande evento. Quel giorno infatti doveva essere inaugurato l’anfiteatro romano restaurato, dopo due anni di lavori, dalla Direzione regionale Musei dell’Umbria su progetto avallato dalla Soprintendenza. Ma il maltempo ha fatto saltare il programma. Ma la Direzione regionale Musei dell’Umbria non demorde. “Ci riproviamo!”, scrive. “Non prendete impegni domenica 4 settembre 2022, vi aspettiamo”. “Siamo molto soddisfatti del risultato conseguito”, ha affermato la direttrice Silvia Casciarri. “È stato finalmente restituito alla collettività un altro spazio da utilizzare per iniziative di sicuro prestigio e richiamo. Un ulteriore passo in avanti verso la piena valorizzazione di un’area archeologica di notevole importanza a livello nazionale”. Appuntamento alle 11, per festeggiare il restauro e la riapertura al pubblico dell’anfiteatro accompagnata, dalle 11.30, dalle dolci note di Naomi Berrill “Not only Cellist” grazie a Suoni Controvento. Si potrà così finalmente rientrare nell’arena (ingresso gratuito per tutti dalle 8.30 alle 19.30), e nel corso del pomeriggio e della sera previste visite guidate dedicate proprio al monumento più nuovo, più desiderato e più sfavillante di Carsulae. L’ingresso serale (dalle 19.30 alle 23.30) è a bigliettazione ordinaria. Le visite guidate si terranno alle 16, alle 18, alle 20.30 e alle 21.30. Per info e prenotazioni: drm-umb.carsulae@cultura.gov.it, 0744 333074.

L’anfiteatro di Carsulae (San Gemini, Terni) dopo i due anni di lavori per il restauro delle strutture (foto drm-umbria)
L’anfiteatro sorge nell’area della antica città di Carsulae, su un vasto pianoro a circa 450 metri sul livello del mare, di fronte all’antico teatro. La costruzione, che risulta in parte incassata nel terreno per l’innalzamento dell’attuale livello, poggiava direttamente sul terrapieno in modo tale che il peso delle gradinate si scaricasse solo in parte sui muri e i pilastri esterni. Venne realizzato nel I secolo d.C. con pietra calcarea e laterizio, utilizzando la tipica tecnica del periodo, a blocchetti piccoli con fasce orizzontali di due mattoni. Il muro è rafforzato esternamente con piccoli contrafforti posti a distanze regolari tra loro. In seguito agli scavi effettuati durante il Settecento, il muro perimetrale venne quasi del tutto scoperto e la grande arena liberata dai detriti franati dal pendio orientale del pianoro.

Veduta zenitale dell’anfiteatro di Carsulae (San Gemini, Tr) (foto drm-umbria)
L’anfiteatro misura nel suo asse maggiore m 86,50 e m 62 in quello minore; all’altezza di un terzo circa dei due lati lunghi, dipartono dei muri diritti edificati con la stessa tecnica, che si dipanano nella parte orientale verso il teatro e sul versante occidentale in direzione della basilica, in cui doveva trovarsi un accesso che portava al monumentale ingresso dell’anfiteatro. I muri di contenimento, privi delle fasce laterizie, vengono fatti risalire ad un periodo antecedente a quello di costruzione dell’anfiteatro; forse appartenevano al portico post scaenam del teatro ed utilizzati per esibizioni di gladiatori (munera gladiatoria) prima della costruzione dell’anfiteatro stesso. Attualmente, sono visibili cinque degli accessi aperti lungo il perimetro, di cui uno sul lato lungo a settentrione e due su ciascuno dei lati corti. Le gradinate sono ormai del tutto scomparse, mentre è stato restaurato il muro sul lato Nord che corre verso l’arena e pochi metri dell’ingresso occidentale.
Gli scavi proseguiranno fino al 17 settembre 2022, ma giovedì 8 settembre 2022 è una data da memorizzare perché l’università di Padova presenta i risultati delle ricerche in corso sulla chiesa di San Giovanni. Siamo a Castelseprio (Va) dove il castrum di Castelseprio, con la chiesa di Santa Maria foris Portas e il complesso di Torba, è patrimonio Unesco come parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774)”. Alle 15, all’Antiquarium del parco archeologico di Castelseprio il seminario “Nuove ricerche sulla chiesa di San Giovanni a Castelseprio”. Modera e presenta Elena Percivaldi, medievista e divulgatrice. Dopo i saluti del sindaco Silvano Martellozzo, introducono i lavori Emanuela Daffra e Sara Matilde Casseroli della Direzione regionale Musei della Lombardia. Quindi intervengono Pere Gelabert (università di Vienna) su “Indagini paleogenetiche nel cimitero di San Giovanni”; Gian Pietro Brogiolo (università di Padova) su “San Giovanni di Castelseprio: interventi dopo un terremoto”; Maria Rosa Valluzzi e altri (università di Padova) su “Indagini strutturali e valutazione della vulnerabilità sismica delle strutture murarie di San Giovanni”. Segue la visita allo scavo condotto dalla prof.ssa Alexandra Chavarría Arnau.
Nel cuore dell’Egeo, un’isola greca di origine vulcanica diviene il simbolo di un’antichissima lotta di libertà: siamo nel 416 a.C. e, nella piccola Melo (oggi Milos, in italiano Milo), si svolgono le trattative fra i magistrati locali e gli ambasciatori ateniesi. Perno dello scontro, raccontato in uno dei più celebri dialoghi di Tucidide, è la pretesa neutralità dei cittadini melii, che non intendono sottoporsi all’egemonia ateniese nel duro conflitto in corso con Sparta. Parte da questo antefatto storico la mostra “Il diritto del più forte. Il dialogo degli Ateniesi e dei Melii in Tucidide. Alessandro Baricco e il MANN per MARetica”: l’esposizione, in programma nelle sale cosiddette della Farnesina da giovedì 8 settembre 2022 (inaugurazione alle 12) al 9 gennaio 2023, stringe ancor di più quel filo rosso tra letteratura e arte che, nello scorso anno, aveva legato le opere del museo Archeologico nazionale di Napoli ai versi di Omero e alla rivisitazione contemporanea di Alessandro Baricco. Nel percorso, curato da Marialucia Giacco (responsabile Ufficio Mostre Italia/Estero, Mann), grazie all’apparato didascalico le opere stabiliscono un ideale dialogo con le pagine di Tucidide. E, proprio seguendo la scrittura dello storiografo greco, venerdì 9 settembre 2022, alle 21, nell’ambito della rassegna MARetica, Paolo Giulierini e Alessandro Baricco si confronteranno sui conflitti che hanno caratterizzato il nostro passato e il nostro presente. Un calco della doppia erma di Erodoto-Tucidide, in prestito dal Mann, accompagnerà il dialogo tra i due intellettuali.


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