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Roma. Per “Estate all’Etru”, visita guidata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con Giulia Bison “Servizi da banchetto in bronzo nelle collezioni di Villa Giulia”

roma_villa-giulia_estate-all-etru_servizi-da-banchetto-in-bronzo-a-villa-giulia_locandina“Servizi da banchetto in bronzo nelle collezioni di Villa Giulia”: quarto appuntamento con le speciali visite guidate di Estate all’ETRU. Giovedì 3 agosto 2023, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Giulia Bison guiderà i partecipanti lungo le sale espositive alla scoperta degli oggetti e degli strumenti in bronzo impiegati durante il simposio e conservati nelle collezioni del museo di Villa Giulia. Momento fondante della vita sociale nell’antica Grecia, il rituale del simposio costituisce anche un punto di contatto fondamentale fra la civiltà greca e quella etrusca, in un processo di scambio e reciproche influenze culturali e produttive. Visita guidata gratuita compresa nel costo del biglietto al Museo. Prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per agosto il focus è su la dea Vei, protettrice della vita

roma_villa-giulia_un-anno-con-gli-dei-etruschi_locandinaNuovo mese e nuova divinità in un anno con gli dei etruschi: uno da scoprire per ogni mese dell’anno. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ha deciso di ritmare il 2023 con il racconto degli dei etruschi. Sul sito del museo è stato inserito un approfondimento dedicato alle divinità venerate dagli Etruschi, una per ciascun mese dell’anno: dodici narrazioni curate dall’archeologa Vittoria Lecce che a gennaio sono partite con Culsans, il guardiano delle porte e dei cicli temporali; seguite a febbraio con Fufluns, il Dioniso greco; a marzo con Laran, il dio guerriero; ad aprile con Turan, la dea dell’amore; a maggio con Tinia, il dio della Luce; a giugno con Uni, la sposa di Tinia; a luglio con Menerva, la dea guerriera protettrice dei giovani (vedi Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per luglio il focus è sulla dea Menerva, la guerriera protettrice dei giovani | archeologiavocidalpassato). Per agosto il focus è su la dea Vei, protettrice della vita.

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Testa di statua in terracotta modellata a mano, dal deposito votivo di Fontanile di Legnisina a Vulci (scavi 1985, fine IV secolo a.C.) conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

AGOSTO E LA DEA VEI. Vei era una divinità sconosciuta fino agli anni ’80 del secolo scorso perché il suo nome non compare sul Fegato di Piacenza né fra le divinità etrusche tramandate dalle fonti antiche. Le iscrizioni e lo studio dei dati archeologici hanno permesso la “riscoperta” di questa figura divina, che ad oggi risulta venerata in molte grandi città etrusche, come Cerveteri, Tarquinia (presso il porto di Gravisca), Vulci, Orvieto e Veio; quest’ultima città addirittura porta lo stesso nome della dea. Si trattava quindi di una divinità importante, probabilmente fra le più antiche del pantheon etrusco. Secondo una suggestiva interpretazione, “Vei” potrebbe aver avuto lo stesso significato del termine latino “vis”, da intendere specificamente come “forza generatrice”. Il nome, qualunque sia stato il significato originario, definisce certamente una dea preposta alla rigenerazione del ciclo vitale, sia umano sia della natura, e non a caso “Ati” (Madre) era uno dei suoi attributi. Per le sue caratteristiche Vei venne assimilata alla Demetra dei Greci e alla Cerere dei Romani.

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Statuetta votiva in terracotta modellata a stampo con due dee in trono, dal santuario di Vei a Campetti (Veio) (fine V secolo a.C.) conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Il culto doveva comprendere l’offerta di primizie e di simboli legati alla fertilità: in diversi santuari sono state rinvenute “ollette” (recipienti da fuoco) destinate probabilmente alla preparazione di zuppe di cereali e uteri femminili. Questi doni richiamano la capacità di Vei di assicurare la fertilità dei campi e la fecondità umana, attraverso la protezione della gravidanza. Non sembra sia esistito un modo “etrusco” di raffigurare la dea: le immagini note derivano da iconografie greche, legate soprattutto a Demetra ma anche ad Afrodite.

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Statua di divinità femminile in marmo pario di produzione greca dal santuario della Cannicella a Orvieto. (fine VI secolo a.C.) conservata al museo Claudio Faina di Orvieto (foto wikimedia commons(. A destra, ricostruzione della Venere della Cannicella in versione “nuda” e “vestita”. Disegno di Nancy de Grummond (foto wikimedia commons)

È il caso della cosiddetta Venere della Cannicella, una scultura di importazione realizzata in marmo greco e rinvenuta a Orvieto, dove era quasi certamente utilizzata per il culto di Vei. La dea è nuda, in origine la statua era completata da gioielli e forse era anche rivestita di stoffe preziose. I seni appaiono “consumati”, tanto che uno venne restaurato in antico: probabilmente in alcune occasioni i fedeli potevano toccare la statua per assicurarsi la protezione della divinità, come accade ancora oggi in alcuni santuari cristiani.

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Utero a placca in terracotta modellata a stampo con iscrizione “Vei” dal deposito votivo di Fontanile di Legnisina a Vulci (scavi 1985. Fine IV secolo a.C.) conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

L’assimilazione di Vei con Demetra favorì anche la diffusione dei misteri eleusini (riti segreti che si celebravano in origine nel santuario di Demetra a Eleusi) in Etruria: agli iniziati veniva promessa una sorte migliore nell’aldilà o una “rigenerazione”, ovvero una nuova vita dopo la morte. A Fontanile di Legnisina è documentato il culto di Vei; gli uteri, sia del modello “a placca” sia “pieni” (raffigurati gonfi, probabilmente per indicare una gravidanza) sono una delle offerte votive più comuni del santuario.

Aquileia. Al via la XIV edizione dell’Aquileia Film Festival: ecco il programma. Si apre con la serata dedicata alla ricorrenza dei 25 anni dal riconoscimento del titolo Unesco ad Aquileia e film sulla candidatura della Via Appia regina viarum

aquileia_fondazione_film-festival-2023_locandinaLa proiezione del trailer-anteprima della puntata di “Viaggio nella bellezza” dedicata ad Aquileia  – di cui sono in corso le riprese – prodotto da Rai Cultura con la regia di Federico Cataldi, autrice Keti Riccardi, apre martedì 1° agosto 2023, in piazza Capitolo ad Aquileia, la XIV edizione di Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia e il sostegno della Famiglia Mattiussi. Documentari di produzione internazionale si alterneranno agli esperti sul palco sotto le stelle di piazza Capitolo da martedì 1° agosto 2023 – serata dedicata alla ricorrenza dei 25 anni dal riconoscimento del titolo Unesco ad Aquileia – a venerdì 4 agosto 2023, alle 21 (vedi Aquileia. L’archeologia ritorna sul grande schermo dal 1° all’8 agosto 2023 per la XIV edizione dell’Aquileia Film Festival: antiche vie, mosaici sommersi, dinosauri, capolavori di arte etrusca, il mistero dei geroglifici e le pitture rupestri. E incontri con i protagonisti. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria | archeologiavocidalpassato). Tutte le serate sono a ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria su www.fondazioneaquleia.it.

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Frame del film “Regina viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi

Eugenio Farioli Vecchioli

Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura (foto fondazione aquileia)

La serata del 1° agosto 2023 prosegue ospitando la proiezione del film “Regina Viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi, che racconta l’antica strada consolare, lunga novecento chilometri che connette Roma a Brindisi, prima candidatura Unesco promossa e coordinata dal ministero della Cultura. Protagonisti della conversazione condotta e moderata da Giulia e Piero Pruneti, caporedattore e direttore di Archeologia Viva saranno Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Angela Maria Ferroni, coordinatrice scientifica della candidatura della Via Appia; Laura Acampora, funzionaria dell’ufficio Unesco del Mic; ed Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura.

Biga Etrusca di Monteleone di Spoleto_foto-etru

La biga etrusca di Monteleone di Spoleto trafugata dall’Italia 120 anni fa e ora esposta al Met di New York come Golden Chariot (foto etru)

Valentino Nizzo direttore del Museo archeologico di Villa Giulia - Roma

Valentino Nizzo direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Mercoledì 2 agosto 2023, alle 21, si entra nel vivo del concorso con la proiezione del film “L’anello di Grace” di Dario Prosperini in cui si ricostruisce la storia del “carro d’oro” di Monteleone, una biga etrusca unica al mondo su cui era raffigurato il ciclo completo della vita dell’eroe omerico Achille. Appena scoperto nel 1902 il reperto sparì misteriosamente nell’oblio. A nulla valsero le indagini di carabinieri, prefetti e alti funzionari del Ministero: la biga riapparve nel 1903 in una teca del Metropolitan Museum di New York.  A seguire la conversazione con Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. A seguire la proiezione del film “Jurassic Cash”, regia di Xavier Lefebvre, produzione Gedeon Programmes, un documentario sul nuovo business dei fossili di dinosauro e sulle aste milionarie frequentate dai collezionisti di tutto il mondo.

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Frame del film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant,

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Fatma Naït Yghil, direttrice del museo nazionale del Bardo a Tunisi (foto fondazione aquileia)

Giovedì 3 agosto 2023, alle 21, la serata si apre con il documentario francese “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici”, regia di Jacques Plaisant, produzione Tournez s’il vous plait – Agnès & Christie Molia, che narra come duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. A seguire Piero Pruneti e Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, converseranno con Fatma Naït Yghil, direttrice del museo nazionale del Bardo a Tunisi. In chiusura la proiezione del film “Baia, la città sommersa”, regia di Marcello Adamo, con il racconto del lavoro di un team di restauratori unico al mondo che ha l’arduo compito di restaurare e preservare il più grande sito archeologico sommerso del pianeta a pochi chilometri da Napoli: Baia la città del lusso e del piacere edonistico dei nobili romani.

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Frame del film “I misteri della grotta Cosquer” di Marie Thiry

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Licia Colò, conduttrice di “Eden, un pianeta da salvare” e autrice televisiva (foto fondazione aquileia

Venerdì 4 agosto 2023, alle 21, va in scena l’ultimo dei film in concorso “I misteri della grotta Cosquer”, regia di Marie Thiry, che ci porta a più di trentacinque metri sotto il mare, nel Parco Nazionale delle Calanques, dove si nasconde l’ingresso di uno dei più grandi capolavori dell’arte rupestre: la grotta Cosquer. Poco nota, in quanto accessibile solo ai subacquei, questa incredibile grotta custodisce dipinti di 27.000 anni. Oggi è però minacciata dall’innalzamento delle acque. Il film ripercorre l’incredibile storia di una delle grotte dipinte più importanti d’Europa. Quindi, conversazione con Licia Colò, conduttrice di “Eden, un pianeta da salvare” e autrice televisiva, ha collaborato con diverse testate giornalistiche. Ama molto la natura e da sempre è impegnata nella difesa dei diritti degli animali e nella salvaguardia dell’ambiente. In chiusura assegnazione del “Premio Aquileia” al film più gradito al pubblico.

Sperlonga (Lt). Visto il successo, prorogata di un mese la mostra “Depositi (ri)scoperti… Ulisse e i suoi viaggi” dedicata alla figura dell’eroe greco e alle sculture che lo rappresentano

sperlonga_archeologico_mostra-ulisse-e-i-suoi-viaggi_prorogata_locandinaAncora un mese per visitare la mostra “Depositi (ri)scoperti… Ulisse e i suoi viaggi” al museo Archeologico nazionale di Sperlonga (Lt). Visto infatti l’enorme successo, la mostra “Depositi (ri)scoperti… Ulisse e i suoi viaggi”, che doveva chiudere il 30 luglio 2023, è stata prorogata fino al 27 agosto 2023. Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra il museo nazionale Romano e la direzione regionale Musei del Lazio per ridare voce ai tanti reperti conservati nei depositi, che ha visto, nella prima tappa, la mostra organizzata presso il museo delle Navi romane di Nemi (Rm) (vedi Roma. Alle Terme di Diocleziano chiude la prima parte della mostra “Ulisse e gli altri” nell’ambito del progetto “Depositi (ri)scoperti” del museo nazionale Romano: opere solitamente custodite all’interno dei depositi | archeologiavocidalpassato). La mostra nasce anche nell’ambito dell’esposizione “L’istante e l’eternità – Tra noi e gli antichi”, che si tiene nel museo nazionale Romano alle Terme di Diocleziano (vedi Roma. A un mese dalla sua chiusura, scopriamo la grande mostra “L’istante e l’eternità” alle Terme di Diocleziano, 300 pezzi eccezionali tra opere greche, romane, etrusche e italiche, medievali, moderne e contemporanee. Intervento esclusivo del direttore Stéphane Verger | archeologiavocidalpassato) e che ha visto un importante contributo del museo Archeologico nazionale di Sperlonga con il prestito di alcune delle sue sculture più significative, come la testa di Ulisse e il gruppo del Palladio.

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Mostra “Ulisse e gli altri” alle Terme di Diocleziano: testa di Ulisse (ora al museo di Sperlonga) in marmo greco proveniente dal sepolcreto degli Statili (prima età imperiale) (foto mnr)

“Ulisse e i suoi viaggi” è dedicata alla figura dell’eroe greco e alle sculture che lo rappresentano: le opere provenienti dai depositi del museo nazionale Romano integrano quelle del museo Archeologico nazionale di Sperlonga creando un dialogo vivo e fattivo tra istituzioni. Proprio al museo nazionale Romano, che aveva il compito di accogliere i principali ritrovamenti di Roma e del Lazio, erano state destinate, in un primo tempo, le sculture di Sperlonga; per accoglierle nel luogo in cui erano state scoperte fu invece realizzato nel 1963 il museo Archeologico nazionale.

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Mostra “Ulisse e gli altri” alle Terme di Diocleziano (ora al museo di Sperlonga): grande mosaico di Ulisse e le Sirene (da Quarto di Corzano, provincia di Rieti, II secolo d.C.) (foto mnr)

Il percorso espositivo inizia dal grande mosaico di Ulisse e le Sirene (da Quarto di Corzano, provincia di Rieti, II secolo d.C.), presentato in un suggestivo allestimento multimediale che immerge il visitatore nel racconto del viaggio di Ulisse. Intelligente, tenace e assetato di sapere e di avventura, l’eroe è rappresentato nelle sue fattezze dalla testa di Ulisse in marmo greco (proveniente dal sepolcreto degli Statili, prima età imperiale): un uomo maturo, con chioma fluente e fitta barba, riconoscibile dal caratteristico copricapo, il pileus, suo comune attributo.

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Mostra “Ulisse e gli altri” alle Terme di Diocleziano (ora al museo di Sperlonga): testa di Circe in marmo greco rinvenuta nel 1928 sul promontorio del Circeo (foto mnr)

A dare risalto alle virtù di Ulisse contribuiscono le numerose figure femminili che animano il mito: l’amata moglie Penelope (esposta una testa in marmo del II secolo d.C.); l’affascinante Circe, con i suoi magici sortilegi (esposto un suo ritratto in marmo greco rinvenuto nel 1928 sul promontorio del Circeo); e la sua protettrice divina Atena, rappresentata da un busto rinvenuto nel suburbio di Roma.

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Mostra “Ulisse e gli altri” alle Terme di Diocleziano (ora al museo di Sperlonga): sarcofago con raffigurazione di Achille tra le figlie di Nicomede (da Isola Sacra, seconda metà del II secolo d.C.) (foto mnr)

A raccontare le avventure di Ulisse, e degli altri personaggi che gravitano intorno alla sua figura, sono inoltre esposti un sarcofago con raffigurazione di Achille tra le figlie di Nicomede (da Isola Sacra, seconda metà del II secolo d.C.) e un’urna con scena della contesa per le armi di Achille (proveniente da Ostia Antica, seconda metà del II secolo d.C.).

Reggio Calabria. Gli Etruschi per la prima volta in Magna Grecia. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Le nuvole e il fumine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”: più di 100 opere dal museo Archeologico nazionale di Firenze

reggio-calabria_archeologico_mostra-Etruschi_le-nuvole-e-il-fulmine_locandinaGli Etruschi arrivano a Reggio Calabria. Una nuova esposizione arricchirà la programmazione estiva del museo Archeologico nazionale. Il 4 agosto 2023 (inaugurazione alle 18) apre la grande mostra “Le nuvole e il fumine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”, nata dalla collaborazione con la direzione regionale Musei della Toscana e il museo Archeologico nazionale di Firenze. Più di un centinaio le opere in esposizione, giunte sulla riva dello Stretto dal più importante museo dell’Etruria settentrionale. Statue, preziosi oggetti in oro, argento e bronzo, ceramiche figurate e le caratteristiche urne cinerarie decorate con i più distintivi motivi etruschi, tra cui quello dei defunti sul coperchio. Molto suggestivi i due canopi scelti per presentare la mostra: si tratta di complesse urne cinerarie a testa umana che cercavano di mantenere il ricordo dell’immagine del defunto. L’esposizione è curata dal direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino; dal direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, Mario Iozzo; e dalla curatrice della sezione etrusca dello stesso Museo, Barbara Arbeid. Il percorso espositivo sarà articolato in varie sezioni tematiche, che accompagneranno il visitatore alla scoperta del mondo etrusco attraverso decine di straordinari reperti, databili dal IX al II secolo a.C. “Il titolo Le nuvole e il fulmine“, spiega la curatrice Arbeid, “prende spunto da un passo di Seneca. Mentre i Romani credevano che i fulmini si producessero a causa dello scontro fra le nuvole, per gli Etruschi le nuvole si scontravano proprio per produrre i fulmini, considerati messaggi divini per gli uomini, cui spettava il compito di interpretarne il significato. Gli scrittori antichi sottolineano le diversità che contraddistinguevano gli Etruschi dagli altri popoli, spesso legate alle credenze religiose: Livio riteneva gli Etruschi sommamente dediti alla religione, mentre Isidoro di Siviglia faceva discendere l’etimologia di Tyrrhenoi, il nome greco degli Etruschi, da thusiazein, ovvero fare sacrifici“. “Ho accolto con entusiasmo questo progetto”, dichiara Stefano Casciu, direttore regionale dei Musei della Toscana, “che porta la straordinaria cultura degli Etruschi nel cuore della Magna Grecia. L’accordo di collaborazione firmato con il MArRC segna l’avvio di una significativa sinergia, volta a promuovere e valorizzare in rete il ricchissimo patrimonio archeologico del nostro Paese”. “La mostra”, sottolinea Iozzo, “vuole illustrare al pubblico più ampio il fascino della civiltà etrusca, vista attraverso gli aspetti della vita quotidiana, dei culti e dei rituali funerari. Un’attenzione particolare è stata rivolta alle pratiche religiose della divinazione, evidenziando l’abitudine degli Etruschi di trarre presagi dal volo degli uccelli, dalle viscere degli animali e dall’osservazione del cielo con i suoi fenomeni atmosferici”.

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Locandina della mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 20 luglio al 26 novembre 2023

La nuova mostra, che si potrà visitare fino al 29 ottobre 2023, si aggiunge alle altre già aperte al pubblico nelle settimane precedenti. “Sarà un’estate magnifica”, conclude Malacrino. “Accanto alla programmazione delle Notti d’Estate sulla terrazza del Museo, questa nuova esposizione offrirà la possibilità di un inedito viaggio nel mondo degli Etruschi. È la prima volta che questo tema viene presentato a Sud di Napoli e siamo felici di questa opportunità, resa possibile grazie alla direzione regionale Musei della Toscana e al museo Archeologico nazionale di Firenze. Dall’inizio di agosto, oltre alla ricca collezione permanente e a questo nuovo progetto, i visitatori avranno a disposizione molte esposizioni temporanee: la mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia” e “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”; il percorso “Per gli dei e per gli uomini. Musica e danza nell’antichità”; l’esposizione “Sullo scaffale dello speziale. Vasi da farmacia nella Calabria del Settecento”; e la piccola sezione dei “Depositi in mostra”. Il mio ringraziamento va a tutto il personale che lavora quotidianamente per arricchire l’offerta espositiva del Museo e per accogliere al meglio il pubblico”.

Roma. Sotto Palazzo della Rovere o dei Penitenzieri, a un passo da San Pietro, scoperto il Teatro di Nerone, noto dalle fonti antiche ma mai ritrovato, dove l’imperatore provava le sue esibizioni artistiche. Dopo gli studi sarà reinterrato

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I resti del Teatro di Nerone scoperti sotto Palazzo della Rovere a Roma (foto fabio caricchia)

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I resti del Teatro di Nerone scoperti sotto Palazzo della Rovere a Roma (foto fabio caricchia)

A Roma, nel cortile di Palazzo della Rovere o dei Penitenzieri, in via della Conciliazione, a un passo dalla basilica di San Pietro, qui dove duemila anni fa c’erano gli Horti di Agrippina, sono venute alla luce le strutture identificabili con il Teatro di Nerone: la ricerca sul campo condotta dalla soprintendenza speciale di Roma, dopo oltre due anni di indagini archeologiche, ha restituito una articolata stratigrafia, che dalla tarda età repubblicana arriva fino al XV secolo. Lo scavo si è svolto inizialmente sotto la direzione scientifica prima dell’archeologo Renato Sebastiani e poi dell’archeologo Alessio De Cristofaro, ed è stato condotto sul campo dall’archeologa Marzia Di Mento. Il Palazzo dei Penitenzieri, di proprietà dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, in parte è stato ceduto alla società Four Season di Bill Gates per la realizzazione di una struttura ricettiva di lusso. Per la loto posizione, i resti archeologici, dopo gli studi necessari, saranno reinterrati per garantire la loro conservazione. I reperti mobili, statue, colonne, elementi architettonici saranno valorizzati all’interno di Palazzo della Rovere.

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I resti del Teatro di Nerone scoperti sotto Palazzo della Rovere a Roma (foto fabio caricchia)

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I resti del Teatro di Nerone scoperti sotto Palazzo della Rovere a Roma (foto fabio caricchia)

“Si tratta di una scoperta di eccezionale importanza”, spiega Daniela Porro soprintendente speciale di Roma, “che testimonierebbe uno straordinario edificio di età giulio claudia, il teatro dove Nerone provava le sue esibizioni poetiche e canore, noto dalle fonti antiche ma mai ritrovato. Di grande interesse anche i rinvenimenti medioevali e moderni, che arricchiscono le conoscenze storiche e topografiche sulla evoluzione di una importante area della città. Ottimi risultati scientifici conseguiti grazie alla proficua collaborazione con l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme”.

Roma. Per “Estate all’Etru”, visita guidata a villa Poniatowski del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con Francesca Montuori “Sulle tracce delle famiglie Cesi e Sinibaldi”

roma_villa-giulia_estate-all-etru_sulle-tracce-delle-famiglie-cesi-e-sinibaldi_locandina“Sulle tracce delle famiglie Cesi e Sinibaldi”: terzo appuntamento con le speciali visite guidate di Estate all’ETRU. Venerdì 28 luglio 2023, alle 17, a villa Poniatowski del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Francesca Montuori farà scoprire ai partecipanti le decorazioni cercando di ricostruire l’aspetto di un tempo di Villa Poniatowski. Quando il Principe Poniatowski acquistò la Villa lungo via Flaminia, il suo aspetto era molto differente da quello che vediamo oggi: durante gli ultimi restauri sono emerse in diverse sale numerose tracce delle decorazioni precedenti agli interventi ottocenteschi, affreschi realizzati per volontà delle famiglie Cesi e Sinibaldi, cui la villa è appartenuta dopo la morte di Giulio III. La visita guidata è compresa nel costo del biglietto. Per partecipare occorre prenotarsi all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

Aquileia. Al museo Archeologico nazionale le statue di Augusto e di Venere raccontano storie con il progetto “Anche le statue parlano”: un vero e proprio viaggio indietro nel tempo

aquileia_archeologico_anche-le-statue-parlano_augusto_2023_locandinaE se le statue di Augusto e di Venere iniziassero a parlare, quali storie ci racconterebbero? Venerdì 28 luglio 2023 (alle 19.15, alle 20.30 oppure alle 21.45) con il progetto “Anche le statue parlano”, gli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e il cantautore Edoardo De Angelis ci porteranno alla scoperta delle affascinanti storie che il museo Archeologico nazionale di Aquileia conserva. Il progetto “Anche le statue parlano”, che nasce dall’idea che i Musei non vadano solo visti, ma anche ascoltati, vuole collegare passato e presente, archeologia e storia contemporanea. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’indietro nel tempo, di tipo espressivo e artistico, un progetto innovativo di valorizzazione culturale accessibile a tutti, ideato per far conoscere e apprezzare le storie e le leggende relative alle opere conservate presso le realtà museali coinvolte nell’iniziativa. Nel caso del museo aquileiese, gli artisti – grazie alle suggestioni della musica e dei testi scritti per l’occasione – creeranno un dialogo tra i dati scientifici e le memorie dei personaggi storici e mitologici: ci racconteranno storie di divinità e di semidèi, miti e leggende, storie di imperatori e di uomini comuni vissuti circa 2000 anni fa… Un viaggio nell’Antichità, ma anche un filo diretto con la Storia dei nostri giorni e un appello alla necessità di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale. Sono previsti tre turni di visita: ore 19.15 (1° gruppo); ore 20.30 (2° gruppo); ore 21.45 (3° gruppo). I posti per le visite guidate teatralizzate sono limitati. È obbligatoria la prenotazione inviando un’e-mail a: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it oppure chiamando il numero di telefono 0431 91016. L’evento è incluso nel biglietto di ingresso al Museo. Il progetto “Anche le statue parlano 3” è finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia ed è organizzato dall’associazione A.C.CulturArti in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Aquileia e in partenariato con la direzione regionale Musei del Friuli Venezia Giulia.

Napoli. L’annuncio del direttore Giulierini: “Il museo Archeologico nazionale poco fa è stato decretato Museo di prima fascia”

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Il ministro Sangiuliano con la professoressa Capaldi nella visita della sezione Campania romana al Mann (foto graziano tavan)

“Il Mann poco fa è stato decretato Museo di prima fascia”. Ad annunciarlo, sul suo sito, con poche parole piene di soddisfazione, Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. “Vince il lavoro di questi 8 anni, di chi ha creduto nel nostro progetto; onore alla capacità decisionale del ministro Gennaro Sangiuliano. Viva Napoli e l’archeologia, mai più figlia minore. Comunque vada la città torna protagonista e il più grande museo di archeologia classica al mondo si riprende il rango che gli spetta”.

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Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano con il direttore del Mann Paolo Giulierini nella sala del Toro farnese (foto mann)

Il ministro Sangiuliano l’aveva già annunciato a maggio, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Alessandro e l’Oriente” al Mann (vedi Napoli. Il ministro Sangiuliano: “Il museo Archeologico nazionale sarà museo di prima fascia, ed epicentro di un progetto culturale che dalla Galleria Principe arriva fino all’Albergo dei Poveri in via Foria” | archeologiavocidalpassato). “Il Mann è diventato un grande museo”, aveva esordito il ministro Sangiuliano, “anche grazie all’opera del direttore Paolo Giulierini a cui va sempre il mio plauso, senza dimenticare il lavoro di regia del direttore generale Luigi La Rocca, una persona che mi insegna molto e che ho assunto come docente su queste questioni. Il Mann diventerà – adesso ci stiamo lavorando – museo di prima fascia”. E ora ci siamo. Il museo Archeologico nazionale di Napoli diventa museo di prima fascia, come lo sono la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, la Reggia di Caserta. E il parco archeologico del Colosseo, il Museo nazionale Romano e l’area archeologica di Roma e il parco archeologico di Pompei.

Aquileia. L’archeologia ritorna sul grande schermo dal 1° all’8 agosto 2023 per la XIV edizione dell’Aquileia Film Festival: antiche vie, mosaici sommersi, dinosauri, capolavori di arte etrusca, il mistero dei geroglifici e le pitture rupestri. E incontri con i protagonisti. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria

aquileia_fondazione_film-festival-2023_locandinaIl patrimonio culturale al centro di sei serate (1-4 agosto e 7-8 agosto 2023) in cui si alternano cinema, libri, archeologia, esperti, scrittori e divulgatori. L’archeologia ritorna sul grande schermo ad Aquileia dal 1° all’8 agosto 2023 per la XIV edizione dell’Aquileia Film Festival – la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia e il sostegno della Famiglia Mattiussi. Antiche vie, mosaici sommersi, dinosauri, capolavori di arte etrusca, il mistero dei geroglifici e le pitture rupestri al centro dei documentari di produzione internazionale che si alterneranno agli esperti sul palco sotto le stelle di piazza Capitolo da martedì 1° agosto 2023 – serata dedicata alla ricorrenza dei 25 anni dal riconoscimento del titolo Unesco ad Aquileia – a venerdì 4 agosto 2023, alle 21. Il Festival, dopo la pausa del 5 e 6 agosto, proseguirà lunedì 7 e martedì 8 agosto 2023 con due serate dedicate ad “Aquileia, una guida”, il manuale di viaggio di Elena Commessatti e al film “Le donne di Pasolini” una coproduzione Rai Documentari e Anele, con il contributo di Rai Teche e con il sostegno di Fondazione Aquileia. Tutte le serate sono a ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria su www.fondazioneaquleia.it.

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Piazza Capitolo ad Aquileia dove si tiene l’Aquileia Film Festival (foto fondazione aquileia)

Un programma ricco di appuntamenti che permetteranno al pubblico tra immagini inedite, grandi scoperte e scenari mozzafiato di viaggiare in universi lontani, nel tempo e nello spazio, soffermandosi, con gli ospiti intervistati da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, anche su tematiche di grande attualità, come il cambiamento climatico, il traffico di opere d’arte, l’archeologia ferita nel Mediterraneo. Ospiti delle serate saranno Eugenio Farioli Vecchioli, responsabile Rai Cultura con Angela Maria Ferroni e Laura Acampora funzionarie dell’Ufficio Unesco del ministero della Cultura (1° agosto), Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (2 agosto), Fatma Naït Yghil, direttrice del museo nazionale del Bardo a Tunisi (3 agosto), Licia Colò, conduttrice di “Eden- un pianeta da salvare” (4 agosto). Il pubblico sarà chiamato a votare ogni sera il proprio film preferito e il vincitore riceverà il Premio Aquileia, un mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli che sarà consegnato la sera di venerdì 4 agosto 2023.

aquileia_fondazione_guida-aquileia_presentazione-e-intervista-commessatti_locandinaLunedì 7 agosto 2023 il festival proseguirà con una serata, condotta da Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli, dedicata ad “Aquileia, una guida” di Elena Commessatti che vedrà protagonisti sul palco, oltre alla scrittrice, gli autori della sezione “le Top 5 dei luoghi del cuore” – da Gigi Delneri a Emilio Rigatti e Francesco Tullio Altan alle guide turistiche, ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale. Martedì 8 agosto 2023 la serata conclusiva condotta dalla scrittrice Elena Commessatti ospiterà la proiezione di “Le donne di Pasolini” e ospiterà sul palco l’attrice Anna Ferruzzo, il regista Eugenio Cappuccio e la produttrice Gloria Giorgianni.

logo_unesco“Da 14 anni l’Aquileia Film Festival, grazie alle proiezioni che ci porteranno alla scoperta di antiche civiltà e agli incontri con i protagonisti del mondo culturale si impegna a diffondere”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “un messaggio di conoscenza e maggior consapevolezza del valore del patrimonio culturale. Quest’anno in particolare, in occasione dei 25 anni dall’assegnazione del riconoscimento Unesco ad Aquileia ci teniamo a ricordare, da questo palcoscenico unico che vede protagonista la Basilica dei Patriarchi e il suo campanile millenario, che il patrimonio è l’eredità culturale di ognuno di noi e richiede l’impegno di tutti per essere trasmesso alle generazioni future”. E il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi: “Come ogni anno, la rassegna rappresenta inoltre – spiega – una utilissima occasione di confronto, anche dietro le quinte, con gli ospiti, rappresentanti di prestigiosi enti ed istituzioni italiane e non, con i quali si tessono o si rafforzano rapporti e relazioni in grado di proiettare sempre più Aquileia in una dimensione internazionale”.