Padova. Visita guidata gratuita all’ex chiesa di Sant’Agnese con l’archeologa Debora Tosano grazie alla collaborazione tra soprintendenza e fondazione Alberto Peruzzo
Grazie alla collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, e la Fondazione Alberto Peruzzo, al fine di approfondire la conoscenza delle vicende storiche dell’ex chiesa di Sant’Agnese, delle attività di scavo archeologico, dei restauri e dei reperti (i frammenti di intonaco affrescato e le lapidi sepolcrali), sono in calendario visite guidate gratuite condotte da Debora Tosato della Soprintendenza, secondo un calendario che viene definito mensilmente. La prossima visita guidata – gratuita – è in programma il 15 maggio 2024, alle 11, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili (max 25 persone). Scrivere a debora.tosato@cultura.gov.it indicando il numero dei partecipanti e un recapito telefonico. Ritrovo davanti all’ingresso principale dell’ex chiesa di Sant’Agnese in via Dante 63 a Padova.
Ercolano. Riapre al pubblico il percorso sotterraneo del Teatro antico: il mercoledì e il sabato, da maggio a novembre. Ecco modalità e costi per andare alla scoperta della storia dell’antica città

Teatro Antico di Ercolano: un passaggio del suggestivo percorso di visita sotterraneo (foto Pier Paolo Metelli – Arte’m)

L’ingresso al Teatro antico di Ercolano in corso Resina (foto Pier Paolo Metelli – Arte’m)
Da mercoledì 15 maggio 2024 riapre al pubblico il percorso sotterraneo del Teatro antico del parco archeologico di Ercolano. I visitatori potranno trasformarsi in veri e propri esploratori con caschi, mantelline e torce, per andare alla scoperta della storia dell’antica città. Appuntamento bisettimanale per i turisti uniti in gruppi di 12 persone, il mercoledì e il sabato, fino al 9 novembre 2024, con 6 turni, con un’interruzione nei mesi di luglio e agosto. Si tratta di un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso i cunicoli settecenteschi accompagnati dal personale del Parco nell’ambito del progetto di valorizzazione con apertura al pubblico del percorso di visita sotterranea e azioni di inclusione del quartiere di Via Mare.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, mostra la pianta del teatro antico di Ercolano (foto paerco)
“La riapertura ciclica del Teatro”, dichiara il direttore del Parco Francesco Sirano, “rappresenta per l’intera area vesuviana la possibilità di un viaggio nella storia, è da qui che tutto è partito, da quando è stato casualmente scoperto il teatro e sono state avviate le indagini che hanno condotto alla scoperta di Ercolano e di Pompei. Un’esperienza da consigliare ad ogni visitatore appassionato di cultura e storia con un emozionante percorso che trasporta indietro nei secoli e ci rende protagonisti di una scoperta che si rinnova ogni volta sotto i nostri occhi stupefatti. Ma il teatro è anche collocato nel cuore del centro storico di Ercolano e può facilmente diventare una tappa alla scoperta delle altre bellezze e dei punti di interesse della città moderna, ad iniziare dal famoso e variopinto mercato di Pugliano e dal museo Archeologico Virtuale, e a poche centinaia di metri la Villa Campolieto e la Reggia di Portici”.

L’Antico Teatro di Ercolano scoperto dai Borboni sotto 20 metri di lava (foto parco archeologico Ercolano)
Le visite si svolgeranno il mercoledì e il sabato alle 9.30, 10.30, 11.30, 14.30, 15.30, 16.30 (turni in lingua inglese alle 11.30 e 16.30). I biglietti potranno essere acquistati on line sul sito www.ercolano.coopculture.it e direttamente alla biglietteria del Parco. Biglietto d’ingresso al Teatro antico di Ercolano: 5 euro; biglietto integrato d’ingresso Parco Archeologico di Ercolano + Teatro antico di Ercolano: 15 euro; biglietto ridotto previsto unicamente per il biglietto solo teatro di 2 euro per ragazzi con età compresa tra i 18 e i 25 anni. Sospese tutte le gratuità ad eccezione di quelle relative ai portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore, che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria.

Visitatori con torcia e caschetto durante la visita al Teatro Antico di Ercolano (foto paerco)
Informazioni per la visita al Teatro Antico. Il percorso è sotterraneo e raggiunge circa 25 metri dalla quota stradale. La visita è riservata ai maggiorenni. L’appuntamento è alla biglietteria del parco archeologico 30 minuti prima dell’inizio del proprio turno di visita. La pavimentazione è bagnata in più punti ed è scivolosa a causa della presenza di sedimentazioni calcaree e di acqua. Inoltre, il percorso prevede molti gradini. Pertanto, non è adatto ai soggetti claustrofobici e alle persone con problemi di deambulazione o in gravidanza, ovvero con patologie influenzabili dal contesto di visita. Per motivi di sicurezza si richiede ai visitatori di portare con sé solo borse di piccole dimensioni. Saranno forniti dal parco archeologico di Ercolano caschetti, cuffia per capelli, mantelline e torce da utilizzare nel percorso. È obbligatorio l’uso di scarpe chiuse, basse, resistenti ed impermeabili. è preferibile l’utilizzo di scarpe da trekking. Si consiglia nei periodi estivi di munirsi di maglie o giacche comode, da indossare prima della visita, dato il considerevole sbalzo termico da affrontare durante il percorso.
Torino. Al museo Egizio lo storico Aldo Schiavone dialoga con Christian Greco e Orazio Licandro sul suo libro suo libro “Cleopatra. Una donna” (Einaudi). Incontro in presenza e on line
Nell’ambito del palinsesto di appuntamenti in occasione del Salone del Libro OFF di Torino, il 13 maggio 2024, alle 18.30, il museo Egizio di Torino ospita un incontro con Aldo Schiavone sul suo libro “Cleopatra. Una donna” (Einaudi), in conversazione con il direttore Christian Greco e l’epigrafista e papirologo Orazio Licandro (università di Catania). Ingresso libero in sala conferenze, con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/aldo-schiavone-cleopatra…. L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul nostro canale YouTube del museo. L’evento è in collaborazione con Einaudi Editore. Aldo Schiavone ha insegnato all’università di Firenze, l’Istituto Italiano di Scienze Umane, di cui è stato direttore, e la Scuola Normale di Pisa. Nel suo nuovo lavoro racconta la vita di Cleopatra attraverso sette momenti cruciali, recuperando uno sguardo oltre la narrazione dei vincitori e, soprattutto, superando la diffusione dei tanti stereotipi legati ad una donna di grande potere, all’impensabile.

Copertina del libro “Cleopatra. Una donna” di Aldo Schiavone
Cleopatra. Una donna. Nella storia che qui si presenta, a concepire l’idea di conquistare il potere sul mondo è stata una donna. Una regina che avrebbe lottato sino alla fine, mettendo tutto in gioco, per portare a compimento il suo progetto. Un piano che se si fosse realizzato avrebbe spostato definitivamente a Oriente l’asse politico e culturale dell’impero romano. Cleopatra sarebbe diventata così la garante di questo nuovo equilibrio, mettendo l’Egitto alla guida di un sistema di dominio organicamente integrato in quello romano. Il tentativo si concluderà con una rovinosa sconfitta, ma l’intelligenza, l’ambizione e la libertà di cui la protagonista aveva dato prova erano uno scandalo indicibile per il suo tempo, assolutamente da rimuovere e da trasformare in qualcosa di meno sconvolgente e di più comprensibile e familiare: non altro che in una dismisura sfrenata – e tuttavia non eversiva – di sesso, di seduzione e di tradimenti. Cleopatra ha dedicato la sua intera vita alla realizzazione di un progetto di straordinaria ambizione: spostare a Oriente l’asse politico e culturale dell’impero romano, e diventare ella stessa la garante di questo nuovo equilibrio, mettendo l’Egitto alla guida di un sistema di dominio organicamente integrato in quello romano, che sarebbe dovuto arrivare dal Nilo al regno dei Parti e oltre. Se un simile disegno fosse stato realizzato, la storia di Roma avrebbe preso un’altra direzione, e con essa, probabilmente, la storia d’Europa. L’aver concepito questa visione è la chiave del rapporto della regina con Cesare, e poi con Antonio: in apparenza subalterno nel primo caso; da leader incontrastata nel secondo. La vicenda di Cleopatra viene ricostruita illuminandone in presa diretta sette momenti cruciali, intorno ai quali è eseguito il montaggio dell’intero racconto: la notte prima della battaglia di Azio; l’incontro con Cesare, ad Alessandria, nell’autunno del 48; il giorno della morte di Cesare, trascorso dalla regina nella sua villa romana di Trastevere; il primo incontro con Antonio, a Tarso, in Cilicia, sulle rive del Cidno, in un giorno d’estate del 41; la ripresa dei rapporti con lui, nell’estate del 37, ad Antiochia; la giornata di Azio, il 2 settembre del 31; il colloquio con Ottaviano (Augusto) e il suicidio ad Alessandria, nel Palazzo dei Tolomei, fra l’8 e il 10 agosto del 30.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per la Festa della Mamma speciale visita guidata “La maternità al tempo degli Etruschi” con Chiara Cecot
Statuette in terracotta raffiguranti donne con bambini sono presenti in tutto il Mediterraneo antico. Vengono comunemente chiamate kourotrophoi. Si tratta di offerte votive destinate spesso a perpetuare la memoria di un rito o di un voto e a proteggere i neonati e (probabilmente) le loro madri. La maternità nel mondo antico è densa di racconti e l’infanzia era un periodo molto delicato. Domenica 12 maggio 2024, in occasione della Festa della Mamma, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, speciale visita guidata “La maternità al tempo degli Etruschi”. Appuntamento alle 17 con Chiara Cecot che ai partecipanti parlerà della donna etrusca e della sua condizione di maternità per riscoprire un aspetto significativo della società antica e celebrare la Festa della Mamma. Visita guidata gratuita, compresa nel biglietto d’ingresso. Info e prenotazioni all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza salvo disponibilità.
Appia Antica. Per “Incontri di archeologia” alle Tombe di Via Latina con visita guidata alla Tomba dei Valeri, presentazione del libro “Archeologia del Nuovo Testamento. Introduzione” (Carocci editore) di Giancarlo Rinaldi (università “L’Orientale” di Napoli)
Nuovo appuntamento con gli “Incontri di archeologia” alle Tombe della Via Latina, in via dell’Arco di Travertino a Roma, promossi dal parco archeologico dell’Appia Antica. Sono occasioni uniche per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valeri. Sabato 11 maggio 2024, alle 10, Ingresso in via dell’Arco di Travertino 151, presentazione del libro “Archeologia del Nuovo Testamento. Introduzione” (Carocci editore) di Giancarlo Rinaldi, già docente di Storia del Cristianesimo all’università “L’Orientale” di Napoli. Dopo i saluti del direttore del parco archeologico dell’Appia antica Simone Quilici, e del responsabile del sito Santino Alessandro Cugno, interviene l’autore Giancarlo Rinaldi. Segue la visita guidata alla Tomba dei Valeri.

Copertina del libro “Archeologia del Nuovo Testamento. Introduzione” di Giancarlo Rinaldi
Archeologia del Nuovo Testamento. Introduzione. Il libro propone di studiare la stesura dei ventisette libri del Nuovo Testamento e gli eventi che vi sono narrati avvalendosi anche delle informazioni fornite dai realia (scavi, iscrizioni, papiri, monete). Nello stesso tempo, invita a considerare questi scritti come una fonte utile per approfondire la conoscenza dell’impero romano nel i secolo d.C. L’archeologia non ha il compito di provare la “verità” della Bibbia; tuttavia l’analisi del contesto storico agevola una corretta lettura delle sue pagine, lontane da noi nel tempo ma importanti per comprendere una ancor viva vicenda culturale dipanatasi sulle coste del Mediterraneo tra Oriente e Occidente.
Ercolano. Nella Sede degli Augustali partito il cantiere spettacolo nella cd. Stanza del Custode: progetto complessivo (finanziato con l’Art Bonus) per lo studio, la conservazione, il restauro e la valorizzazione dell’intero contesto con l’obiettivo di approfondirne la conoscenza e di riallestire la stanza in modo tale da renderla fruibile da parte dei visitatori

Stanza del custode nella sede egli Augustali a Ercolano: avviato il progetto di restauro (foto paerco)
Fu uno dei primi scheletri scoperti da Amedeo Maiuri nella cosiddetta Stanza del Custode della Sede degli Augustali a Ercolano. È lì che il parco archeologico di Ercolano ha fatto partire in questi giorni il cantiere spettacolo che contempla documentazione, scavo, manutenzione e restauro. Da qualche anno il team del Parco aveva ripreso, sempre in affiancamento con i professionisti dell’Herculaneum Conservation Project, gli studi e le ricerche su questo straordinario ritrovamento.

I resti del corpo carbonizzato del custode degli Augustali a Ercolano con la posizione dei resti analizzati dal team di Petrone (foto Petrone / Plos One)
In tale contesto una prima ricognizione sui resti scheletrici condotta da un’équipe capitanata da Pier Paolo Petrone dell’università “Federico II” di Napoli identificò in corrispondenza della testa del custode resti cristallizzati che secondo gli studiosi del team federiciano si identificano come tessuto cerebrale (vedi Nuova straordinaria scoperta scientifica ad Ercolano del team di Petrone: individuati i neuroni nel cervello vetrificato dello scheletro carbonizzato del custode del Collegio degli Augustali trovato da Maiuri. La ricerca multidisciplinare utile anche per la valutazione del rischio vulcanico | archeologiavocidalpassato). Il Parco ha ora lanciato un progetto complessivo per lo studio, la conservazione, il restauro e la valorizzazione dell’intero contesto della stanza del Custode, con l’obiettivo di approfondirne la conoscenza e di riallestire la stanza in modo tale da renderla fruibile da parte dei visitatori.

Sede degli Augustali a Ercolano: la cameretta del custode (foto graziano tavan)

Il letto carbonizzato con il corpo del Custode scoperto da Maiuri ad Ercolano nel 1961 (foto Petrone)
Indagata già in epoca borbonica nella primavera del 1740, la Sede degli Augustali fu completamente liberata dal deposito piroclastico nella lunga stagione di scavo a cielo aperto intrapresa da Amedeo Maiuri a partire dal 1927. Nel 1961 un uomo di circa 20 anni, probabilmente il custode dell’edificio, fu trovato disteso su un letto di legno, sepolto dal fango vulcanico. Lo scavo del letto rimase volontariamente incompiuto per consentire al pubblico una prospettiva di visita immersiva, in aderenza all’idea di Maiuri di Città Museo con la possibilità di tramandare ai posteri ulteriori scoperte, con la lungimirante visione del progresso in ambito archeologico. All’epoca erano davvero pochissimi i ritrovamenti di scheletri di vittime dell’eruzione (solo negli anni 80 del secolo scorso vennero in luce i 340 scheletri sull’antica spiaggia) e la scoperta fu messa in evidenza musealizzando il letto con il suo tragico carico di informazioni sugli ultimi istanti della città in una teca in corrispondenza dell’esatto luogo di rinvenimento. Nei decenni successivi le condizioni di esposizione, così come quelle di conservazione, si degradarono al punto da dovere chiudere al pubblico questo ambiente posto in uno degli edifici più visitati del sito.

La sede degli Augustali a Ercolano (foto paerco)

Il prof. Pier Paolo Petrone e il direttore Francesco Sirano nella stanza del custode delal sede degli Augustali a Ercolano (foto paerco)
“Questo progetto mi sta particolarmente a cuore”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “per molti motivi: l’eccezionalità del ritrovamento e le prospettive scientifiche dischiuse dai resti cristallizzati presenti in corrispondenza della testa della vittima, il contesto archeologico dove avvenne il ritrovamento, che è uno dei più importanti edifici pubblici di Ercolano antica, la straordinaria convergenza di una progettualità internazionale, pubblica e privata. Vorrei ricordare qui Peter Smith, sfortunatamente da poco scomparso. Mi piace pensare che Peter, che era venuto più volte ad Ercolano e con il quale avevamo discusso e condiviso tanti punti dell’iniziativa, si fosse avvicinato al sito archeologico ispirandosi al grande e visionario esempio di David Packard che con il Packard Humanities Institute da 22 anni ha messo in campo ad Ercolano un’attività di rafforzamento, programmazione e potenziamento delle capacità di gestione su breve e lungo termine riconosciuta come best practice a livello mondiale. Ma questa occasione conferma anche la validità delle iniziative ministeriali, come l’Art Bonus, rivolte alle erogazioni liberali da parte di tutti i cittadini che possono diventare, secondo le disponibilità di ciascuno, mecenati dell’arte e della cultura”.

Una fase dei restauri della stanza del custode nella sede degli Augustali a Ercolano (foto paerco)
Il team del Parco ha messo a punto, in collaborazione con gli archeologi dell’Herculaneum Conservation Project, un intervento multidisciplinare al quale hanno aderito anche le università di Bordeaux e Limonges con la partecipazione di Henry Duday, direttore emerito della Ricerca al CNRS. Lo scavo si baserà su standard di documentazione altissimi e tali da supportare l’ambizione di potere riprodurre con stampa 3D i resti scheletrici ricollocandoli, al termine della campagna di restauro e messa in sicurezza delle strutture e degli apparati decorativi, nella posizione originaria per la visione da parte del pubblico.

Interventi di restauro nella sede degli Augustali a Ercolano (foto paerco)
Ercolano conferma la sua vocazione ad essere un vero e proprio laboratorio a cielo aperto e tutti i visitatori del Parco potranno assistere alle attività di cantiere e vedere il lavoro degli archeologi e restauratori in diretta su uno schermo visibile dall’esterno della stanza del Custode. Il progetto presentato sul portale Art bonus del MiC è stato sostenuto da una cospicua donazione di un membro della Friends of Herculaneum Society di Cambridge e cofinanziato dal ministero della Cultura.

Rilievi tecnici nella sede degli Augustali a Ercolano (foto paerco)
Il progetto prevede anche la manutenzione straordinaria degli elementi strutturali e degli apparati decorativi della stanza. Per facilitare le operazioni è previsto l’allestimento di un laboratorio da campo all’interno della Sede degli Augustali in modo da permettere all’equipe interdisciplinare di poter lavorare in sinergia e ai visitatori di essere coinvolti nel processo di recupero senza escludere l’esperienza immersiva nel caratteristico ambiente finemente affrescato.
Napoli. All’Acquedotto Augusteo del Serino presentazione del libro “Napoli Greca. Alla scoperta della Città Antica” di Teresa Tauro (edizioni Intra Moenia) promossa dall’Archeoclub Napoli e associazione VerginiSanità
“Guardatela da vicino, questa città”, scrive Maurizio de Giovanni. “Salite su una delle sue colline e osservate il mare, la montagna e la culla brulicante della sua gente. Capirete immediatamente che questo è un viaggio ancora in corso, compiuto senza muoversi dallo stesso luogo. Un viaggio di venticinque secoli, ancora lontano dal raggiungere la sua meta. Teresa Tauro – continua – vi racconta questo lungo percorso. E lo racconta con cura scientifica e passione: spiegando con chiarezza che Napoli è assolutamente necessaria. E lo è sempre stata”. Venerdì 10 maggio 2024, alle 17.30, all’Acquedotto Augusteo del Serino, in via Arena Sanità 5 a Napoli, per iniziativa dell’Archeoclub d’Italia – sede di Napoli e dell’associazione VerginiSanità presentazione del libro “Napoli Greca. Alla scoperta della Città Antica” di Teresa Tauro (edizioni Intra Moenia). Modera il presidente Archeoclub d’Italia sede di Napoli “Parthenope” Antonio Arcudi. Ospite dell’incontro Teresa Tauro, autrice del libro e architetto che collabora da anni con la Soprintendenza e l’Arcidiocesi di Napoli e si occupa di restauro monumentale, restauro e rilievo archeologico e allestimenti museali, oltre che di storia di Neapolis e della sua origine. Per il Comune, nell’Ambito del Grande Progetto Centro Storico di Napoli – Valorizzazione del Sito UNESCO, ha redatto il progetto definitivo del “Nuovo Percorso di visita degli Scavi sottostanti il Duomo di Napoli”. Attualmente sta progettando, sempre per l’Arcidiocesi, il “Grande Museo Diocesano” e il restauro del Quadriportico, straordinario ambiente paleocristiano del V secolo d.C. All’incontro anche Sergio Siano, fotoreporter del quotidiano “Il Mattino”, che ha realizzato numerose mostre e pubblicazioni fotografiche tra cui “Il mare che bagna Napoli” (Rogiosi, 2013). Per le edizioni Intra Moenia ha collaborato alla realizzazione della “Storia fotografica di Napoli”; sue anche le magnifiche foto presenti nel libro della Tauro. Per coloro che sono interessati sarà possibile acquistare una copia del libro, durante l’evento.

Copertina del libro “Napoli Greca. Alla scoperta della Città Antica” di Teresa Tauro (edizioni Intra Moenia)
Napoli greca. Una nuova e più aderente narrazione sulle origini di Neapolis. L’acropoli, l’agorà, le mura, le porte, le strade: l’iniziale nucleo urbano della colonia greca ci viene restituito come una città ideale per il mondo conosciuto dell’epoca. Filosofia, astronomia, geometria, aritmetica, tutto l’antico sapere concorse – unitariamente e armonicamente – a realizzare un modello di Città-Nuova, innovativo e razionale. Il libro è anche una guida alla scoperta della Napoli Greca. Basterà seguire la passeggiata descritta e raccontata anche da una voce narrante attraverso i QR-Code inseriti nella seconda parte del testo, per scoprire un “monumento di pietra” unico al mondo per condizioni di conservazione e di integrità. Allegata al volume la planimetria del Centro Antico di Napoli – Sito UNESCO con indicazione della matrice geometrica di fondazione in scala 1:4000.
Ariano nel Polesine (Ro). Al centro turistico culturale Jacopo Turchetto (università di Padova) nella prima conferenza sulle scoperte della campagna di scavo 2024 a San Basilio
Ad Ariano nel Polesine è tempo di anticipare qualche informazione sulle novità della campagna di scavo a San Basilio, iniziata da una decina di giorni. Venerdì 10 maggio 2024, parte ufficialmente il nuovo ciclo di conferenze legate agli scavi di San Basilio. Alle 18.30, al centro turistico culturale di San Basilio, Jacopo Turchetto dell’università di Padova terrà la prima conferenza sulle nuove scoperte a San Basilio. Alle 20, al termine della conferenza, sarà offerto un’apericena per tutti i partecipanti.
Taranto. Per San Cataldo il museo Archeologico nazionale propone due visite guidate sui “Reperti cristiani nelle collezioni del MArTA”
10 maggio 2024: nel giorno in cui Taranto celebra solennemente il suo patrono San Cataldo, anche il museo Archeologico nazionale partecipa ai festeggiamenti proponendo, alle 17.30 e alle 18.30, “Reperti cristiani nelle collezioni del MArTA”, un approfondimento della durata di circa 30’ sui reperti esposti nella sala XXV del MArTA.
Sarà un viaggio alla scoperta dell’anima multietnica della città dal IV al XII secolo d.C. attraverso le testimonianze epigrafiche e la cultura materiale. Un approfondimento guidato nella sala XXV del MArTA che rivela dettagli meno noti delle ricche collezioni del Museo: dalle lucerne ed anfore recanti simboli cristiani, alle iscrizioni funerarie con menorah in lingua ebraica, fino alla stele in arabo proveniente da Santa Maria del Galeso. Tra questi spiccano reperti significativi come la croce funeraria in argento ritrovata nella Cattedrale di San Cataldo, un elemento tipico del rituale funerario dei longobardi dell’Italia meridionale, databile tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo d.C., l’epoca in cui si pone l’episcopato del vescovo Cataldo. Le due visite guidate di approfondimento sono attività comprese nel biglietto di ingresso al MArTA al costo di 10 euro (salvo le gratuità o le riduzioni previste dalla legge e dalle convenzioni). Nella stessa giornata sarà possibile prenotare anche attività di visite guidate a pagamento a cura della società Aditus, concessionaria per i servizi aggiunti del MArTA. Per l’acquisto dei ticket d’ingresso o l’acquisto di ulteriori visite guidate si può consultare il sito www.museotaranto.cultura.gov.it e accedere all’area “Biglietteria”. “La città di Taranto si appresta a vivere il solenne appuntamento con i festeggiamenti dedicati a San Cataldo, patrono della città”, interviene la direttrice Stella Falzone, “e il Museo archeologico nazionale di Taranto conferma questo legame con il territorio, accompagnando i visitatori attraverso un itinerario fortemente rappresentativo della cultura di questa terra. Un aspetto del Museo forse meno noto, eppure particolarmente affascinante, ricco ed evocativo”.
Bologna. Al dipartimento di Storia e Culture dell’università la conferenza internazionale “L’archeologia dell’opulenza. Prospettive comparative sul surplus, la ricchezza e l’organizzazione sociale nell’Egeo, nel Mediterraneo centrale e nel Vicino Oriente nell’età del Bronzo e della prima età del Ferro”: due giorni di confronto per innescare un dibattito nell’archeologia delle società pre-moderne (dal Neolitico fino al primo periodo arcaico)
Più di mezzo secolo fa, in un’opera fondamentale “L’economia dell’età della pietra. Scarsità e abbondanza nelle società primitive” (1972), l’antropologo americano Marshall David Sahlins avanzò la sua definizione di “società benestante originale” introducendo il concetto di “ricchezza” e sfidando le opinioni consolidate sull’associazione ricorrente tra complessità, progresso e prosperità. Da allora, il rapporto tra disponibilità di risorse e organizzazione sociale è stato riconosciuto come un tema fondamentale per lo studio delle società pre-moderne, un dibattito che ora è riemerso e si è rafforzato all’indomani della pubblicazione di David Graeber e David Wengrow “L’alba di tutto. Una nuova storia dell’umanità” (2021). Tale dibattito deve ancora avere un impatto sostanziale nello studio dell’organizzazione politica nelle prime politiche, in particolare in Asia occidentale, nell’Egeo e nell’area circum-mediterranea, una regione che ha sperimentato le trasformazioni sociali più antiche, più rapide e più sorprendenti in tutto il mondo. Mercoledì 8 e giovedì 9 maggio 2024, nell’aula Prodi del dipartimento di Storia e Culture dell’università di Bologna in piazza San Giovanni in Monte 2, la conferenza internazionale “L’ARCHEOLOGIA DELL’OPULENZA. Prospettive comparative sul surplus, la ricchezza e l’organizzazione sociale nell’Egeo, nel Mediterraneo centrale e nel Vicino Oriente nell’età del Bronzo e della prima età del Ferro” a cura di Santo Privitera, Francesco Iacono, Palmiro Notizia si propone di innescare l’avvio di un dibattito di questo tipo nell’archeologia delle società pre-moderne (dal Neolitico fino al primo periodo arcaico).
Questo complesso enigma verrà esplorato in tutte le sue possibili sfaccettature, esaminando vari argomenti. Le radici del benessere: era l’agricoltura? L’eccedenza era disponibile per le comunità con scarse coltivazioni o situate vicino alle coste e/o alle zone umide? La zootecnia è stata la variabile chiave? Quali strategie stavano impiegando gruppi di pastori e agricoltori per superare la scarsità di risorse e, a loro volta, creare ricchezza? La relazione tra ricchezza individuale e comunità: quanto uniformemente è stata distribuita la ricchezza tra le popolazioni? Questo era collegato a uno squilibrio negli accordi sociali? Come si traduce questo squilibrio (o la sua mancanza) nella documentazione archeologica del mondo dei vivi o dei morti? In che modo l’opulenza è stata resa evidente e comunicata (ad esempio attraverso la disposizione di edifici e spazi monumentali, l’ampliamento di abitazioni private o l’arredamento di tombe?). La gestione dell’opulenza: l’opulenza è stata un moltiplicatore della complessità sociale? In che modo i gruppi gestivano il benessere? Attraverso le pratiche di banchetto e/o la distruzione della ricchezza? Quanto è stato esteso l’uso di strumenti amministrativi finalizzati alla contabilità (economie sacrificali o archivistiche)? In una prospettiva più ampia, qual è stato il ruolo svolto dall’accumulo e dallo stoccaggio di beni di prima necessità, da un lato, e dalla produzione di manufatti di alto rango e preziosi, dall’altro? La relazione tra ricchezza e tecnologia: quali sono stati i mezzi attraverso i quali la ricchezza è stata raggiunta e rigenerata nel tempo? (ad esempio, sfruttamento delle zone umide, pratiche agricole, zootecnia, estrazione di metalli, stoccaggio di materie prime, tecniche tessili speciali, relazioni commerciali) Quali sono le sue tracce nella documentazione archeologica (ad esempio, monumentalità architettonica, servizi da pranzo in metalli preziosi, scheuomorfi fittili, iconografia)?
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 8 MAGGIO 2024. SESSIONE MATTUTINA. Alle 9, accoglienza e registrazione; 10, saluti e introduzione al workshop; 10.15, lezione di apertura Paul Halstead (università di Sheffield) “Eccedenza, scarsità e ricchezza: questioni di definizione, riconoscimento archeologico e mutamento sociale”; 11, pausa caffè; 11.30, lezione principale di Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma, Accademia dei Lincei) “La produzione di eccedenza è di per sé un’indicazione di “ricchezza” e prosperità generale nelle società pre-statali e nei primi stati del Vicino Oriente?”; 12.15, Massimo Cultraro (CNR – ISPC) “Indagine sui modelli delle comunità benestanti e fluenti dell’Età del Bronzo nell’Egeo settentrionale: Poliochni su Lemno e le radici della complessità proto-urbana”; 12.35, Simona Todaro (università di Catania) “Tazze semplici per luoghi centrali? La distribuzione dei pasti e la gestione delle opere collettive a Creta al termine dell’EBA: nuove prospettive dall’EM III Festo”; 12.55, Massimo Perna (università di Sassari) “Sulle orme di Enrica Fiandra. Le cretule: un sistema contabile elementare tra l’Egeo e il Vicino Oriente antico”; 13.15, Q&A e discussione; 13.45, pranzo.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 8 MAGGIO 2024. SESSIONE POMERIDIANA. Alle 14.45, Gabriele Giacosa (università di Bologna) “Preparati per tempi migliori: strategie di stoccaggio pubblico nella Karkemish della prima età del Ferro”; 15.05, Luca Girella (università UniNettuno di Roma) “Vivere con e senza i kouloures (fosse circolari sotterranee): il significato di una presenza e di un’assenza nella Creta Protopalaziale e Neopalaziale”; 15.25, Barbara Montecchi (università di Firenze) “La gestione dell’affluenza al tardo minoico IB Agia Triada”; 15.45, Q&A e discussione; 16, pausa caffè; 16.30, Maria Emanuela Alberti (università di Firenze) “Creare valore aggiunto: la gestione della produzione tessile nella Creta minoica (MM IB – LM IB)”; 16.50, Dario Puglisi (università di Catania) “I raccoglitori di crochi dello Xestè 3 ad Akrotiri: iniziazioni femminili e gestione della ricchezza nella tarda età del Bronzo I Egeo”; 17.10, Davide G. Aquini (università di Catania) “L’argento e l’oro si alternano. Indagare la dicotomia dell’opulenza nella gioielleria minoica”; 17.30, Emilia Oddo (università di Tulane) “Ricchezza dentro e fuori: ambiente costruito e organizzazione regionale di Cnosso Neopalaziale”; 17.50, Q&A e discussione.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 9 MAGGIO 2024. SESSIONE MATTUTINA. Alle 9.20, Sergio Cesaratto (università di Siena) “Il concetto di surplus nell’economia contemporanea e la sua applicazione alle civiltà antiche”; 9.40, Anastasia M.A. Vergaki (Irish Institute of Hellenic Studies) “La disuguaglianza sociale nella Creta della tarda età del Bronzo: origini, evoluzione e ruolo della moltitudine”; 10, Luca Bombardieri, Marialucia Amadio (università di Siena) “L’uomo non vivrà di solo pane. Esplorare i contesti socio-economici della Erimi della media età del Bronzo agli albori dell’urbanizzazione a Cipro”; 10.20, Francesca Porta, Jan Driessen, Joachim Bretschneider (università di Bologna, Université Catholique de Louvain, università di Gand) “Svelare Pyla-Kokkinokremos: esplorare le strutture socio-economiche di un insediamento tardo cipriota”; 10.40, Q&A e discussione; 11, pausa caffè; 11.30, Anna Simandiraki-Grimshaw (MOLA Londra) “Ecosistemi corporei di ricchezza nella Creta (minoica) dell’età del Bronzo”; 11.50, Elisabetta Borgna, Assunta Mercogliano (università di Udine) “Ricchezza, risorse e crescita sociale in una comunità rurale di lungo periodo dell’Acaia orientale: il Trapezio di Aigion, dall’MBA all’LBA finale”; 12.10, Francesco Iacono, Maurizio Cattani (università di Bologna) “Società affluenti dell’età del Bronzo: disaccoppiamento tra ricchezza e gerarchia nel Mediterraneo centrale 2000-1000 a.C. ca”; 12.30, Agostino Sotgia, Luca Alessandri, Peter Attema (università di Groeningen, Sapienza Università di Roma) “Echi di prosperità: svelare antiche città attraverso il benessere. Il ruolo del surplus nello sviluppo del fenomeno urbano nel Centro Italia”; 12.50, Q&A e discussione; 13.15, pranzo.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 9 MAGGIO 2024. SESSIONE POMERIDIANA. Alle 14.15, Sveva Savelli (Saint Mary’s University) “Valutare la ricchezza tra le comunità indigene lungo la costa ionica della Basilicata (Italia): un’analisi diacronica dalla tarda età del Bronzo al VII secolo a.C.”; 14.35, Owain Morris (università di Londra) “Andare in bagno a Pontecagnano: surplus agricolo, formazione dello Stato e ricchezza in un contesto di frontiera”; 14.55, Cristiano Iaia (università di Torino) “Società dello spreco. Sacrificio delle ricchezze nell’Italia dell’inizio del primo millennio a.C.”; 15.15, Christos Giamakis (York Museums Trust) “Espressioni di ricchezza nei cimiteri macedoni del periodo arcaico: i casi di Archontiko, Sindos e Aegae”; 15.35, Q&A e discussione; 16, osservazioni finali.
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