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Orvieto (Tr). Al museo Etrusco “Claudio Faina” la mostra “Volsinio capto 265-264 a.C.” racconta la caduta in mano romana dell’ultima città etrusca, Velzna (Volsinii in latino, l’odierna Orvieto), alla vigilia della prima guerra punica, nel 264 a.C.

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Alla vigilia della prima guerra punica, nel 264 a.C. cadeva in mano romana l’ultima città etrusca, Velzna (Volsinii in latino, l’odierna Orvieto). Cruento e feroce nel loro ultimo contatto nell’antichità, il rapporto tra Roma e Orvieto diventa oggi legame di cultura e conoscenza con la mostra “Volsinio capto 265-264 a.C.”, ospitata dal 7 settembre all’8 dicembre 2024 nel museo Etrusco “Claudio Faina” di Orvieto e organizzata dalla fondazione per il museo “Claudio Faina” in collaborazione con Roma Capitale, assessorato alla Cultura, e la sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. In mostra due importanti opere provenienti dalle collezioni dei musei civici di Roma Capitale: la base del donario dedicato dal console vincitore Fulvio Flacco nell’area sacra di Sant’Omobono, e una testa femminile in pietra lavica che in origine forse decorava una delle porte urbiche di Volsinii.

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Testa femminile da Orvieto (foto roma capitale)

UNA TESTA FEMMINILE DA ORVIETO (ARIANNA?) La testa, che costituisce una scultura da collegare a una struttura architettonica come suggerisce la zeppa destinata ad imperniare il pezzo a parete, fu rinvenuta prima del 1893 dall’ingegnere Riccardo Mancini. Egli la dice proveniente da una necropoli di Orvieto. Ė stato ipotizzato anche che fosse da riferire alla decorazione scultorea di una porta urbica. La sua eccezionalità risiede nell’iconografia, negli elementi antiquariali, nella peculiare cifra stilistica e nel pregio della sua alta qualità formale dagli esiti estetici ed espressivi suggestivi. Tra i suoi capelli è stato riconosciuto uno dei simboli dionisiaci più comuni: la corona di edera. L’individuazione di un elemento tanto qualificante dell’ambito dionisiaco, coincide pienamente con la proposta di Giovanni Colonna, secondo il quale il nostro personaggio può identificarsi con una Menade (forse Arianna?). La scultura è stata ascritta al primo Ellenismo, segnatamente per quanto riguarda la scultura lapidea funeraria, dove, però, non trova facili confronti stilistico-formali. Il suo artefice si mostra profondo conoscitore dei modelli greci e latore di richiami tardo-classici, per i quali è stato suggerito il nome dello scultore Skopas. La cronologia è collocabile agli inizi del III sec. a.C. e quindi pochi decenni prima della fine di Velzna (Volsinii, in lingua latina), l’ultima città-stato etrusca a cadere in mano romana

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Il donario di Marco Fulvio Flacco proveniente dall’area di Sant’Omobono a Roma (foto roma capitale)

IL DONARIO DI MARCO FULVIO FLACCO Il donario venne ritrovato nel 1961 nell’area di Sant’Omobono, a Roma, al di sotto del pavimento a lastre di tufo messo in opera dopo l’incendio del 213 a.C. I ventisei frammenti riferibili al monumento erano stati depositati attorno al basamento di un altro donario di forma circolare, anch’esso obliterato dalla stessa pavimentazione a lastre. Nove dei frammenti rinvenuti avevano dimensioni e lavorazione simili e recavano nella parte superiore tracce di perni per il fissaggio di piccole statue. Sei di essi presentavano lettere iscritte. L’archeologo Mario Torelli, che li ha studiati a fondo, ha ritenuto che i frammenti facciano parte di due donari gemini e rettilinei, recanti la medesima iscrizione, dove il console afferma di averli dedicati per la conquista della città etrusca di Velzna (Volsinii, in lingua latina) Essi dovevano trovarsi di fronte ai templi gemelli di Fortuna e Mater Matuta e celebravano il trionfo del dedicante, Marco Fulvio Flacco, sulla città di Velzna nel 264 a.C.

Pompei. All’anfiteatro del parco archeologico ultima replica di “Ludi Pompeiani”: dimostrazione di vita militare prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

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Locandina dell’evento “Ludi pompeiani” (foto paolo di nunno)

“Ludi pompeiani. Tra gladiatori, legionari e Plinio il Vecchio”, ultimo atto. Domenica 8 settembre 2024 sarà possibile partecipare all’ultimo dei tre appuntamenti speciali al parco archeologico di Pompei dove, nell’Anfiteatro, si esibiranno gladiatori in abbigliamento storico filologicamente ricostruito, simulando ipoteticamente quelli che erano gli originali combattimenti e relative tecniche dell’epoca. Un’occasione per adulti e bambini di partecipare a una dimostrazione di vita militare prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. presso l’Anfiteatro, sede di giochi e di esercitazioni. Le esibizioni si svolgeranno in 4 fasce orarie (ore 10 e 12, e ore 15 e 17). La partecipazione all’evento è al costo di 5 euro, oltre al biglietto di ingresso al sito. Gratuito al di sotto dei 6 anni. Acquisto su www.ticketone.it o presso le biglietterie del Parco. L’evento è per posti limitati. È consigliata la prenotazione e l’acquisto su piattaforma Ticketone > Special Tour per garantirsi la disponibilità di posti. Durata: 1 ora

Ravenna. Ultimi giorni per visitare il Palazzo di Teodorico prima della chiusura per lavori fino a dicembre

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Il Palazzo di Teodorico nel cuore di Ravenna (foto drm-er)

Segnatevi le date sull’agenda: sabato 7 settembre 2024, 17.30 – 19.15 (ultimo ingresso 19); lunedì 9 settembre 2024, 8.30 – 13.30 (ultimo ingresso 13.15); sabato 14 settembre 2024, 17.30 – 19.15 (ultimo ingresso 19); lunedì 16 settembre 2024, 8.30 – 13.30 (ultimo ingresso 13.15). Sono i giorni e gli orari di apertura del Palazzo di Teodorico a Ravenna prima della chiusura per lavori fino a dicembre 2024. Infatti partiranno il 17 settembre 2024 gli interventi di adeguamento alla normativa antincendio del Palazzo di Teodorico di Ravenna. I lavori interesseranno tutto l’edificio, importante testimonianza architettonica ravennate dell’VIII secolo d.C., che al primo piano ospita una selezione dei mosaici pavimentali rinvenuti durante i primi del ‘900 nell’area circostante, ritenuta l’area del palazzo imperiale della città di Ravenna. “Si tratta di lavori fondamentali per migliorare le condizioni di sicurezza dello straordinario ed enigmatico sito ubicato in pieno centro città”, commenta il direttore dei musei nazionali di Ravenna, Andrea Sardo. “Il Palazzo di Teodorico diverrà uno spazio sicuro e pronto ad accogliere nuove attività di fruizione e di incontro a beneficio della collettività”. “I lavori, che si concluderanno a dicembre 2024”, prosegue Sandra Manara direttore e responsabile del Procedimento, “sono finalizzati all’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi e interamente finanziati con fondi POIn/FESR. Il cantiere proseguirà per alcuni mesi ed implicherà la sospensione dell’apertura al pubblico per motivi di sicurezza”.

Campagna 2024 nel sito protostorico di Villamarzana (Ro) nell’ambito del progetto Prima Europa: anticipazioni e obiettivi. Ne parlano ad “archeologiavocidalpassato.com” il direttore dello scavo, prof. Michele Cupitò; il direttore del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, Maria Letizia Pulcini; e il sindaco d Villamarzana, Daniele Menon

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Villamarzana: campagna 2024. Gli archeologi sono tornati sul sito protostorico (foto drm-veneto)

Gli archeologi dell’università di Padova sono tornati a Villamarzana per la seconda campagna di scavo e ricerche nel sito protostorico, “aperta” ufficialmente nella serata di presentazione “3000 anni fa a Villamarzana. Risultati degli scavi 2023 e prospettive 2024” il 3 settembre 2024 al teatro parrocchiale di Villamarzana, organizzata nell’ambito del Progetto “Prima Europa. Protostoria del Polesine” sostenuto dalla fondazione Cariparo (vedi Al via l’edizione 2024 del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”: già aperto lo scavo di Frattesina, e a Villamarzana (lo scavo dal 9) conferenza sui risultati 2023 e le prospettive 2024. Già programmati gli Open Day con visita al museo Archeologico di Fratta Polesine e poi sul cantiere di scavo | archeologiavocidalpassato). E gli obiettivi della campagna 2024 sono ambiziosi, come spiega il prof. Michele Cupitò dell’università di Padova, direttore dello scavo di Villamarzana, ad archeologiavocidalpassato.com. C’è innanzitutto la necessità di raccogliere nuovi dati per capire meglio le trasformazioni che hanno caratterizzato il X sec. a.C. anche il Medio Polesine con la nascita del sito di Villamarzana nel Sistema Medio Polesine. E poi capire meglio l’organizzazione – urbanistica e quindi socio-economica – del sito, se sia composto da due nuclei distinti ma collegati o se sia stato un unico grande agglomerato. A seguire lo sviluppo delle ricerche, con la comunicazione e la divulgazione, ci penserà anche quest’anno il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) come conferma ad archeologiavocidalpassato.com la direttrice Maria Letizia Pulcini. Per il Comune di Villamarzana è l’occasione per conoscere meglio la propria storia e le proprie origini e avere l’opportunità di “vivere” in diretta l’archeologia sul campo: ne è convinto il sindaco Daniele Menon che lo conferma ad archeologiaviocidalpassato.com.

“Oggi è il 3 settembre 2024 e possiamo considerare che questa giornata – spiega Michele Cupitò – sia l’avvio della seconda campagna di scavo nel sito di Villamarzana nell’ambito del progetto “Prima Europa”, progetto coordinato dalla soprintendenza per le province di Verona Rovigo e Vicenza e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Siamo al secondo anno, appunto: quindi è una prosecuzione di quanto abbiamo avviato già nell’inverno 2022. Gli obiettivi di questa campagna sono innanzitutto approfondire gli aspetti che abbiamo già sondato nello scorso anno. In particolare – con la giornata di oggi (3 settembre, ndr) – abbiamo già ampliato il settore di scavo. Riteniamo di poter identificare un edificio la cui funzione ancora non è chiara. Potrebbe essere un’abitazione, potrebbe essere una struttura di carattere produttivo, ma databile sempre al X sec. a.C., momento nel quale sappiamo il Medio Polesine ha un momento di trasformazione fondamentale con appunto la nascita del grande sito di Villamarzana e la nascita di quello che ora possiamo effettivamente chiamare Sistema Medio Polesine.

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Tavola sull’assetto del popolamento tra Adige e Po tra Bronzo finale 3 e primo Ferro (foto dbc-pd)

“Un secolo, il X, particolarmente problematico – sottolinea Cupitò -, nel senso che è meno noto rispetto ai secoli precedenti. In questo territorio, ma più in generale in Europa, in Italia e nel bacino del Mediterraneo, rappresenta un momento di grandissima trasformazione. Grandissima trasformazione dalla Grecia all’Europa, ma anche per l’area polesana, proprio perché rappresentava uno snodo fondamentale nei traffici che collegavano l’area alpina e l’area europea con l’Adriatico e il resto dell’Italia, si configura come un momento chiave.

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Gli straordinari frammenti di ceramica di tipo protogeometrico dell’Italia sud-orientale, in particolare della Puglia, rinvenuti nel sito protostorico di Villamarzana: prima e dopo il restauro (foto dbc-pd)

“Lo scavo di Villamarzana quindi intende inserire dei tasselli maggiori – assicura Cupitò – per comprendere questo momento particolarmente complicato, particolarmente complesso, ma particolarmente importante dal punto di vista delle trasformazioni di carattere economico, socio-politico, commerciale. Già l’anno scorso con il rinvenimento di alcuni straordinari frammenti di ceramica di tipo protogeometrico, probabilmente prodotta o comunque legata alle produzioni dell’Italia sud-orientale, in particolare della Puglia, avevamo compreso come in questo momento problematico – come detto – il Medio Polesine era ancora un sistema estremamente attivo, estremamente fiorente. E quindi il nostro obiettivo di quest’anno è approfondire e inserire dei dati per comprendere questo aspetto. Anche perché questo aspetto prelude – e quindi i dati che riusciremo a considerare, a recuperare, saranno fondamentali in questo senso – all’inizio del IX secolo a.C. quando il sistema, fiorente per almeno tre secoli, implode. E come tutti i collassi di sistema dobbiamo ed è interessante comprenderne le ragioni.

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Prospezioni geofisiche a Villamarzana: in rosso le ricerche 2022, in giallo quele 2023. Rimane un tassello da studiare per il 2024 (foto dbc-pd)

“Sul piano operativo – continua Cupitò – procederemo come l’anno scorso, quindi con un impianto estremamente interdisciplinare, dalla geo-archeologia all’archeobotanica all’archeozoologia già direttamente sullo scavo. Ed estenderemo l’area di indagine dello scavo per comprendere in maniera più dettagliata la struttura, l’organizzazione del sito, quindi la planimetria, l’urbanistica di questo grande insediamento, ma proseguiremo anche con le prospezioni magnetometriche condotte dalla collega Wieke de Neef dell’università di Bamberg soprattutto analizzando il segmento che unisce i due settori che abbiamo indagato per comprendere – aspetto estremamente importante – se questo sito – come apparirebbe dalle evidenze di superficie – è un insediamento costituito da nuclei separati ma ovviamente parte di un unico sistema oppure se è un unico grande insediamento.

villamarzana_sito-protostorico_obiettivi-2024_foto-dbc-pd“Importanti saranno anche le collaborazioni che abbiamo già avviato l’anno scorso, in particolare per quel che riguarda gli aspetti geo-morfologici, sedimentologici, con il prof. Cristiano Nicosia del dipartimento di Geoscienze di Padova perché in questo momento chiave, e soprattutto per la comprensione delle ragioni dell’implosione del sistema, è estremamente utile – conclude Cupitò – per capire se e quanto le trasformazioni di carattere ambientale, di carattere paleoidrografico (ricordiamoci che nell’Età del Ferro il Po di Adria cambia completamente corso e quindi scardina completamente i sistemi che si erano avviati nelle fasi precedenti) hanno avuto un peso oppure se – e sicuramente è anche così – hanno avuto un ruolo importante determinante anche quelle trasformazioni radicali sotto il profilo politico e socio-economico di cui vi ho parlato in precedenza”.

fratta-polesine_archeologico_settembre-al-museo-2024_locandinafratta-polesine_archeologico_laboratorio-archeologia-in-barattolo_locandina“Ricominciamo. Siamo tutti molto emozionati per questa ripresa. E il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine – spiega Maria Letizia Pulcini – si occuperà delle attività di comunicazione e di valorizzazione sia per gli scavi di Frattesina che per gli scavi di Villamarzana, ovviamente in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, con le università – la Sapienza di Roma e l’università di Padova – e il CPSSAE di Rovigo. Stiamo già iniziando a muoverci sia sui nostri canali social sia con i comunicati stampa. Sia la stampa scritta che i giornali online stanno già rispondendo positivamente e stasera, appunto, 3 settembre c’è il primo degli eventi organizzato dal Comune di Villamarzana ma a cui noi partecipiamo proprio in virtù di questa rete di collaborazione di cui andiamo molto fieri. E poi a seguire ci saranno gli Open Day, ci sarà un’attività con i bambini prevista per sabato 7 settembre proprio per spiegare ai bambini con questo laboratorio ludico-didattico a cura di Scatola Cultura per spiegare ai bambini cos’è uno scavo archeologico. Ci sarà quindi una simulazione di scavo archeologico e costruiranno la loro stratigrafia in barattolo. Quindi quest’anno abbiamo pensato agli adulti ma anche ai visitatori più giovani proprio per avvicinarli all’archeologia e in particolar modo all’archeologia del Polesine. Seguiteci tutti. Così sarete aggiornati sulle novità di entrambi gli scavi di Frattesina e Villamarzana”.

“Sono il sindaco di Villamarzana. Per noi come comunità – sottolinea Daniele Menon – è molto importante questa serie di scavi archeologici che durano da anni ma in particolare lo scavo che c’è stato l’anno scorso e quello che faremo quest’anno perché permettono di scoprire quello che era la storia del nostro paese e le nostre origini. È un’opportunità che Villamarzana ha anche nel riscoprire quella che è l’attività dell’archeologo, perché ci saranno degli Open Day che permetteranno a tutti i cittadini a chi vuol vedere di seguire quello che è lo scavo in prima persona e quindi io penso che sia una cosa molto positiva e che ne valga la pena anche seguirla e anche partecipare alle varie attività che ci saranno nel corso di questo mese”.

Firenze. Per la Festa della Rificolona il museo Archeologico nazionale aperto anche la sera con laboratorio didattico e visite guidate. Il direttore Maras svela i segreti della Chimera e dell’Arringatore

firenze_archeologico_festa-della-rificolona_locandinaIn occasione della Festa della Rificolona, sabato 7 settembre 2024, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze sarà aperto eccezionalmente dalle 18 alle 22, con ultimo ingresso alle 21.15, con una serata ricca di eventi per grandi e piccini. Troverete un laboratorio didattico e visite guidate per tutti i gusti. Tutte le attività sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo ed è possibile farle anche tutte. Info e prenotazioni: claudia.noferi@cultura.gov.it.

“Sulle tracce di Maria Maddalena de’ Medici”, alle 18. Laboratorio didattico dedicato a tutti i bambini dai 5 agli 11 anni, a cura dei Servizi educativi del MAF. Non solo archeologia: nel laboratorio didattico della durata di 75 minuti circa, scopriremo insieme la storia di Maria Maddalena de’ Medici, un tempo vissuta nel Palazzo della Crocetta, ora sede del museo, e attraverseremo il suo passaggio segreto che la conduceva proprio sull’affaccio all’interno della Basilica della SS. Annunziata. E soprattutto costruiremo una Rificolona speciale da sfoggiare durante la processione, come gli storici contadini, e alla Festa che si terrà proprio su piazza SS. Annunziata, dove affaccia il museo. Il laboratorio è è compreso nel biglietto d’ingresso al museo e la prenotazione è obbligatoria. È opportuno che i genitori portino lo smartphone perché servirà.

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Il Coretto di Maria Maddalena a Firenze (foto maf)

Visita guidata al “Corridore” di Maria Maddalena e al “Coretto”, della durata di 30 minuti circa, alle 18.30, 19.30 e 21.15, con la curatrice Claudia Noferi. Apertura straordinaria del Coretto di Maria Maddalena de’ Medici con l’affaccio sulla Basilica della SS. Annunziata. Il corridoio delle gemme porterà i partecipanti in uno degli angoli più intimi e suggestivi del Palazzo della Crocetta alla scoperta della vita di una dama seicentesca della famiglia de’ Medici. La visita è compresa nel biglietto d’ingresso al museo e la prenotazione è obbligatoria.

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Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, tra due capolavori del Maf, la Chimera e l’Arringatore (foto maf)

“Al Museo con il direttore. Parliamo di capolavori: la Chimera e l’Arringatore”, alle 18.15 e 20.45, con il direttore Daniele Federico Maras. Se qualcuno pensa di conoscere tutto sui due spettacolari grandi bronzi del MAF, si dovrà ricredere ascoltando il direttore che farà scoprire tutti gli intrighi e i segreti che si nascondono nei secoli successivi alla scoperta di questi grandi capolavori etruschi. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.

Museo Archeologico di Firenze

I sarcofagi conservato al museo Egizio di Firenze (foto unifi / maf)

“I signori della vita. Alla scoperta dei sarcofagi del Museo Egizio”, alle 19 e 20.30, con la curatrice Anna Consonni. Nel programma non potevano mancare delle visite guidate alla sezione “Museo Egizio”, tanto amato. Viene proposto un viaggio alla scoperta degli straordinari sarcofagi che arricchiscono la sezione “Museo Egizio”, tra usi e costumi del rituale funerario di questo affascinante popolo. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.

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La Testa di cavallo Medici-Riccardi conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

“Il restauro dei grandi bronzi del Museo: il caso della Testa di cavallo Medici-Riccardi e della Minerva”, alle 19.30 e 20.45, con la restauratrice Giulia Basilissi. Una visita che condurrà i partecipanti nei secoli, attraverso la storia dei restauri di due grandi capolavori del MAF, per scoprire come questa sublime arte, possa ancora rivelare sorprese inaspettate. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.

Bentivoglio (Bo). A Saletto la conferenza “La stele di Saletto di Bentivoglio e altre sculture orientalizzanti dell’Etruria padana” a cura di Paola Poli, archeologa del MUV: l’incontro “sul luogo del ritrovamento” di uno degli esempi più significativi di arte funeraria del VII secolo a.C. (periodo orientalizzante)

bentivoglio_saletto_conferenza-la-stele-di-saletto-di-bentivoglio-e-altre-sculture-orientalizzanti_poli._locandinaStoria, cultura, arte… musica, tè e biscotti nel luogo dove è avvenuto il ritrovamento la stele di Saletto, protagonista dell’incontro “La stele di Saletto di Bentivoglio e altre sculture orientalizzanti dell’Etruria padana” a cura di Paola Poli, archeologa del museo della Civiltà Villanoviana di Castenaso (Bo). Appuntamento venerdì 6 settembre 2024, alle 20.30, all’interno del sagrato della chiesa di Santa Maria e San Folco di Saletto di Bentivoglio (Bo) “per continuare a parlare del nostro territorio”, scrivono i promotori, “per riscoprire e tornare a valorizzare i piccoli paesi”. In caso di maltempo l’incontro si terrà all’interno.

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La stele etrusca di Saletto di Bentivoglio, conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

La stele etrusca di Saletto di Bentivoglio, conservata al museo civico Archeologico di Bologna, è uno degli esempi più significativi di arte funeraria del VII secolo a.C., durante il periodo orientalizzante. Questa stele antropomorfa, caratterizzata da una forma allungata sormontata da un disco circolare che richiama la figura umana, è decorata con motivi simbolici profondamente influenzati dalle culture del Vicino Oriente. Tra questi, spicca l’albero della vita, un motivo che trova le sue origini nella tradizione mesopotamica, rappresentato con una fedeltà sorprendente ai modelli assiri del II e I millennio a.C. Un dettaglio distintivo di questa stele è la presenza di una sfinge alata all’interno del disco, simbolo di potere e protezione.

castenaso_villanova_civiltà-villanoviana_mostra-la-stele-delle-spade-e-le-altre_locandinaLa stele di Saletto è stato altresì uno dei pezzi principali della mostra “La Stele delle Spade e le altre”, ospitata nella sala Gozzadini del MUV (Museo della civiltà Villanoviana) a Castenaso e tenutasi nel 2017. Un’esposizione dedicata ai primi esempi di sculture di età orientalizzante prodotte nell’Etruria padana tra la fine dell’VIII secolo a.C. e i primi decenni del VI secolo a.C. I cippi e le stele esposti, provenienti da scavi nel territorio bolognese, hanno inteso rappresentare una peculiarità di Bologna e del suo territorio, offrendo una panoramica su un periodo di intensi scambi culturali con l’Oriente.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale, dopo l’intervento di rinnovamento, riapre la collezione delle Gemme Farnese una delle raccolte glittiche più prestigiose. Il direttore generale Musei Osanna: “A dicembre toccherà alla sezione numismatica”

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La Tazza Farnese al centro della sala che ospita la collezione delle Gemme Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Riapre al pubblico la collezione delle Gemme Farnese del museo Archeologico nazionale di Napoli, alla fine dell’intervento di rinnovamento, eseguito nell’ambito del Progetto PON Cultura e Sviluppo 2014-2020 “Valorizzazione del Medagliere”, una delle raccolte glittiche più prestigiose soprattutto per il fatto di avere conservato l’originaria unitarietà, annoverando sia gemme antiche che moderne. L’inaugurazione venerdì 6 settembre 2024, alle 12, alla presenza del direttore generale dei Musei del ministero della Cultura, professore Massimo Osanna, che commenta: “Si riparte a settembre con un’attenta operazione di valorizzazione delle collezioni museali. Tra queste, le Gemme Farnese presentano sia un notevole interesse antiquario, sia un eccezionale pregio artistico. Si lavora anche per restituire ai visitatori, entro dicembre, la sezione della numismatica, che comprenderà uno spazio dedicato alle oreficerie antiche conservate al Museo”.

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Gli spazi della collezione delle Gemme Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli dopo l’intervento di rinnovamento (foto mann)

Gli interventi di rinnovamento delle Gemme Farnese, pur lasciando inalterato l’allestimento curato nel 1995 dal professore Carlo Gasparri, hanno avuto l’obiettivo di valorizzare la storia della collezione e la bellezza delle opere. Si è lavorato sia sugli apparati didattici, ora bilingue e corredati di immagini, sia sulle vetrine ravvivate da nuovi corpi illuminanti a risparmio energetico e da ingrandimenti fotografici esemplificativi. Nelle teche sono ospitate 492 gemme, tra cammei e intagli. Se, in queste sale, è possibile ammirare uno dei più celebri capolavori della glittica, la Tazza Farnese, filo conduttore del riallestimento è promuovere la conoscenza degli splendidi esemplari in mostra: in questa prospettiva, nelle vetrine sono stati posizionati spot luminosi, che permettono di ammirare i dettagli di vere e proprie sculture in miniatura.

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Collezione delle Gemme Farnese del Mann: le vetrine con gli apparati didattici (foto mann)

Nei pannelli informativi vi sono approfondimenti sui grandi collezionisti che, nel tempo, hanno permesso di stratificare e arricchire la storia di questa grande raccolta: Pietro Barbo, Lorenzo de’ Medici, i cardinali Ranuccio e Alessandro Farnese insieme al dotto Fulvio Orsini. Gli apparati didattici sono concepiti, dunque, per accompagnare il visitatore in un’esperienza dal valore conoscitivo ed emozionale.

Bolsena-Saturnia. Al via il XVII Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria “Sorgenti della Nova: 50 anni di scoperte. Per una rilettura del Bronzo Finale in Italia”. Ecco il ricco programma della tre giorni di lavori

bolsena-saturnia_preistoria-e-protostoria-in-etruria_XVII-incontro_Sorgenti-della-Nova-50-anni-di.scoperte_locandinaAl via il XVII Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria in programma il 6, 7 e 8 settembre 2024 a Bolsena (Vt) e Saturnia (Gr), promosso dal Centro Studi di Preistoria e Archeologia di Milano, Comune di Valentano, Comune di Bolsena, Comune di Manciano, museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese, museo diffuso della Comunità Mancianese. A 50 anni di distanza dall’inizio degli scavi di Sorgenti della Nova, il XVII Incontro di Studi di Preistoria e Protostoria in Etruria sarà dedicato ad una rilettura del Bronzo Finale della penisola italiana. Seguirà la sezione dedicata a: Ricerche e Scavi che raccoglierà gli interventi relativi agli studi e alle scoperte pre- e protostoriche effettuate in Etruria durante gli ultimi anni, con preferenza per gli aggiornamenti dei temi affrontati nei convegni precedenti.

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Ferrante Rittatatore Vonwiller sulla sua fida 850 nel 1971 (foto csp)

Sorgenti della Nova: 50 anni di scoperte. Per una rilettura del Bronzo Finale in Italia. Individuato per la prima volta da Ferrante Rittatore Vonwiller nel 1938, l’abitato di Sorgenti della Nova è oggetto di scavi sistematici dal 1974, condotti prima dall’università di Milano e oggi dal Centro Studi di Preistoria e Archeologia. Quest’anno ricorre quindi il 50° anniversario dell’inizio delle ricerche, che hanno reso Sorgenti della Nova un punto di osservazione privilegiato per la comprensione delle dinamiche storiche che interessarono la media valle del fiume Fiora e, più in generale, l’Etruria meridionale nel Bronzo Finale e all’alba dell’età del ferro. A 50 anni di distanza dall’inizio degli scavi, il XVII Incontro di Studi di Preistoria e Protostoria in Etruria sarà dunque dedicato ad una rilettura del Bronzo Finale della penisola italiana. Scopo del convegno è quello di indagare le trasformazioni avvenute in questo periodo, dall’occupazione del territorio, allo sviluppo della società, ai cambiamenti culturali e ideologici. Le tematiche che ci si propone di affrontare saranno quindi: la relazione uomo-ambiente, lo sfruttamento del territorio, la percezione e la costruzione del paesaggio, l’articolazione degli spazi abitativi, la concezione del sacro e l’ideologia funeraria, l’organizzazione sociale, la concezione del potere e simboli di status. L’Incontro di Studi costituirà inoltre un’occasione sia per ripercorrere la storia degli studi sia per presentare nuove scoperte. Come di consueto, la discussione si incentrerà sulle testimoniane restituite dal territorio italiano. Allo scopo di meglio contestualizzare i temi proposti, saranno tuttavia valutati anche interventi che interessano il Mediterraneo e i territori d’Oltralpe.

PROGRAMMA VENERDÌ 6 SETTEMBRE 2024. Bolsena – palazzo Monaldeschi della Cervara – centro visite SIMULABO. Alle 9.30, saluto delle autorità: Raffaella Bruti, vicesindaco e assessore Cultura e Scuola del Comune di Bolsena; Barbara Barbaro, funzionario della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale; Marco D’Aureli, coordinatore scientifico SIMULABO (Sistema Museale del Lago di Bolsena); Andrea Cardarelli, presidente Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Alle 10, inizio dei lavori. Christian Metta, Veronica Gallo “Sorgenti della Nova: 50 anni di scoperte”; Francesco di Gennaro “Le ultime pagine di Nuccia Negroni sul protovillanoviano”; Marica Venturino, Marina Giaretti “L’età del bronzo finale in Piemonte. Un aggiornamento Francesco Rubat Borel Settant’anni dopo F. Rittatore Vonwiller, il “Bronzo Finale” nell’Italia nord-occidentale tra XIII e IX secolo a.C.: considerazioni culturali e di storia degli studi”. Alle 11.40, pausa caffè. Marco Baioni, Cristina Longhi, Claudia Mangani “Il Bronzo Finale nella Lombardia orientale: alcune riflessioni Laura Pau Il Bronzo Finale in area padana centro-orientale. Cronologia e aspetti insediativi”; Valentina Donadel “Il Bronzo Finale nel Veneto orientale e il centro di Treviso”. Alle 13.15, pausa pranzo. Alle 14.30, ripresa dei lavori. Michele Cupitò, David Vicenzutto, Cristina Ambrosioni, Ivana Angelini, Vanessa Baratella, Veronica Gallo, Nadia Noio, Vito G. Prillo, Silvia Tinazzo, Massimo Vidale, Paola Salzani, Claudio Bovolato, Claudio Balista, Maria Sofia Manfrin, Wieke de Neef, Cornelius Meyer, Cristiano Nicosia, Marta Dal Corso, Elena Zaffaina “Le ricerche dell’università di Padova a Villamarzana. Nuovi dati per una lettura aggiornata del “sistema Medio Polesine” alla fine dell’età del bronzo”; Riccardo Vanzini, Claudio Cavazzuti “Il Bronzo Finale in Emilia orientale: nuove prospettive di ricerca”; Alberto Agresti “La fine dell’età del bronzo nel bacino dell’Arno. Forme del popolamento e dinamiche culturali”; Carlo Cavanna, Paolo Nannini, Claudio Calastri, Massimo Cardosa “I tumuli e le strutture megalitiche di Monte Leoni (Roccastrada – Campagnatico, Gr): un progetto di ricerca in corso”; Carlo Persiani “Montarana (Tarquinia – Vt), Bronzo Recente e Finale. Analisi quantitativa dei ritrovamenti di superficie”. Alle 16.30, pausa caffè. Anna Maria Conti “Tuscania – Dal villaggio alla città? Nuovi dati da Colle San Pietro”; Patrizia Costa, Fabio Rossi “Le Rogge (Canino, Vt): i materiali ceramici del Bronzo Finale”. Alle 18, presentazione del volume “Le abitazioni a pianta ellittica di Sorgenti della Nova e Sovana. Confronti con l’Etruria e il Latium vetus, tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro” di Nuccia Negroni Catacchio e Matilde Kori Gaiaschi. Edizioni del Centro Studi di Preistoria e Archeologia, Milano 2024. Presenta il volume: Monica Miari.

PROGRAMMA SABATO 7 SETTEMBRE 2024. Saturnia – sala Bartolini. Alle 9.30, saluto della autorità: Matteo Bartolini, consigliere delegato alla Cultura del Comune di Manciano; Giovanni Altamore, funzionario della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Siena Grosseto e Arezzo; Massimo Cardosa, direttore del museo diffuso della Comunità Mancianese; Marco Firmati, direttore del polo culturale Pietro Aldi di Saturnia; Massimo Barbini, presidente TEMA Vita ETS. Alle 10, inizio dei lavori. Alessandro Zanini “Il Bronzo Finale medio-tirrenico. Cronologie e sincronismi”; Carlo Virili, Alessandro Zanini, Alessandro M. Jaia “L’apogeo prima della crisi: il sito perilacustre di Paduli nell’età del bronzo finale nel quadro della dialettica tra uomo e ambiente”; Anna De Santis, Claudio Giardino “Geopolitica del Latium vetus nell’età del bronzo finale”; Kewin Peche-Quilichini “Paci è saluta. Il Bronzo Finale della Corsica: elementi per una sintesi”. Alle 11.40, pausa caffè. Laura Pau, Salvatore Sebis “Il Bronzo Finale nel Sinis e nel Campidano Maggiore. Stato delle ricerche”; Paola Basoli “Relazione fra uomo e ambiente tra Bronzo Finale e alba dell’età del ferro nel sito di San Luca (Ozieri-Sassari)”; Gaia Pignocchi “Il Bronzo Finale nelle Marche. Trasformazioni e dinamiche evolutive fino all’inizio dell’età del Ferro”. Alle 13.15, pausa pranzo. Alle 14.30, ripresa dei lavori. Tomaso Di Fraia “A 50 anni dalla scoperta: l’insediamento di Archi testimone di un’inaspettata complessità nell’area medio-adriatica alla fine dell’età del Bronzo”; Teodoro Scarano, Claudio Cavazzuti “Il Bronzo Finale della necropoli a cremazione di Torre Guaceto”; Andrea Celestino Montanaro “La Daunia tra Bronzo Finale e prima età del ferro. La nascita della civiltà iapigia e l’ideologia funeraria”; Elisa Pizzuti, Alessandro Vanzetti “Nuovi dati sul Bronzo Finale in Italia meridionale attraverso la rilettura della necropoli a cremazione di Timmari (Mt)”; Massimo Cultraro “Il Bronzo Finale nella Sicilia centro-orientale: dati generali e problemi aperti”. Alle 16.30, pausa caffè. Discussione poster – tema monografico. Alice Maria Sbriglio, Barbara Grassi, Omar Larentis, Claudia Mangani “Una necropoli del Protogolasecca a Colle Brianza (LC)”; Giulia Mannino “La fase di passaggio tra Bronzo Recente e Bronzo Finale nella Romagna occidentale”; Alberto Agresti, Luca Biancalani, Lionello Morandi, Niccolò Mazzucco “Tra monti e mare. Le comunità dell’Appennino tosco-ligure alla fine dell’età del Bronzo. Revisione preliminare delle forme del popolamento e potenzialità della ricerca tra Toscana settentrionale e Liguria di Levante”; Alberto Agresti, Lionello Morandi “Le tazze con ansa sormontante configurata. Riflessioni su forma e funzione di una delle forme vascolari rappresentative del Bronzo Finale dell’Italia centrale”; Veronica Gallo, Francesco Radin “Nuovi dati da Sorgenti della Nova (Farnese, Vt): la Struttura h del settore IX”. Alle 18, presentazione del volume “Archeologia del Fuoco. La vita, la morte, i culti: una presenza costante. Ricerche e Scavi”, Atti del XVI Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria. Edizioni del Centro Studi di Preistoria e Archeologia, Milano 2024. Presenta il volume Massimo Cardosa.

PROGRAMMA DOMENICA 8 SETTEMBRE 2024. Saturnia – sala Bartolini. RICERCHE E SCAVI Alle 9.30, iInizio dei lavori. Simona Pannuzi, Carlo Persiani, Carlo Rosa “Presenze eneolitiche sulle sponde dell’antico Stagno di Ostia (Roma)”; Felice Larocca, Donata Luiselli, Federico Spiganti, Mirko Traversari “La Grotta dei Conoidi nel Fosso del Bagno di Parrano (Terni). Un nuovo sito archeologico presso il complesso delle Tane del Diavolo”; Fabio Martini, Lapo Baglioni, Patrizio Balli, Federica Biagiotti, Chiara De Marco, Isabella Matera, Samuele Mugnai, Filippo Olmi, Pasquino Pallecchi, Lucia Sarti “Il progetto “Tane del Diavolo di Parrano”: nuove indagini sui contesti produttivi e programmi di valorizzazione”; Alessandro Zanini “La fase subappenninica di Poggio Gaiella nel quadro del sistema di popolamento Cetona-Chiusi”. Alle 10.45, pausa caffè. Francesco Laurita, Roberto Dan, Artur Petrosyan “Un’ossidiana è per sempre. Analisi preliminare dell’industria in pietra scheggiata dell’età del ferro da Solak-1/Varsak, Armenia”; Orlando Cerasuolo “I dati archeologici sulla lavorazione dell’ambra: spunti per un confronto tra Etruria ed Europa”. Discussione poster – Ricerche e scavi. Sem Scaramucci, Teresa Cavallo “Nuovo rinvenimento di industrie litiche paleolitiche a Marsiliana d’Albegna (Manciano-Gr); Anna Maria Conti, Carlo Persiani “Tuscania – Testimonianze dell’Eneolitico finale da Colle San Pietro”; Simona Carosi, Fabio Rossi, Alessandro Tizi “Nuovi dati per l’Eneolitico di Tuscania. Due reperti inediti da Montebello”; Christian Metta, Matteo Aspesi “Nuove indagini in località La Botte (Farnese, Vt). Relazione preliminare”; Patrizia Costa, Fabio Rossi “Un nuovo sito protostorico in località Cerrosughero – Canino (Vt); Giulia Deimichei, Elena Marocchino, Jessica Taormina, Massimo Cardosa, Fabio Rossi, Silvia Amicone “Investigating ceramic production in the early Iron Age site of Duna Feniglia (Orbetello, Gr): an archaeometric approach”. Alle 13, conclusioni e chiusura dei lavori.

Rovereto (Tn). Nuove anticipazioni della 35ma edizione del RAM film festival edizione del RAM film festival: al Planetario il programma Off Fulldome, per un nuovo modo di vivere la cultura e il cinema. E poi lo spazio RAM-X, con installazioni multimediali di realtà virtuale e anteprima del nuovo progetto VR per le Palafitte UNESCO

rovereto_RAM-film-festival-2024_anticipazioni_fulldome_foto-fmcrIl RAM 2024 si apre a nuove tecnologie, linguaggi e sperimentazioni, alla ricerca delle più variegate dimensioni del cinema. Per il pubblico che sarà a Rovereto (Tn) dal 2 al 6 ottobre 2024 per la 35ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, che quest’anno analizza le piccole e grandi migrazioni del passato e proposti approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente, offrendo diversi punti di vista – gli “Sguardi sulle Migrazioni”, appunto, sarà disponibile un nuovo programma Off Fulldome del festival, parallelo al main program, dove si andrà alla scoperta dei siti antichi attraverso il cinema immersivo al Planetario del museo di Scienze e Archeologia. È questa una delle anticipazioni più curiose dell’edizione 2024. Grazie alla partnership che il festival ha stretto con APA Vd’A e il festival Frontdoc, ci sarà infatti anche uno spazio sperimentale con installazioni multimediali di realtà virtuale in cui troveranno la loro ideale collocazione la sperimentazione espressiva e l’utilizzo delle nuove tecnologie.

A consentire questa nuova esperienza è lo strumento digitale da poco installato nello spazio del Planetario del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto, che da quest’anno viene trasformato nei giorni del festival in sala cinematografica declinata non solo sulle tematiche astronomiche, ma sui temi culturali. Le proiezioni avverranno tutti i pomeriggi, dalle 16 alle 18. Sono state selezionate nuove produzioni di varie parti del mondo, oltre ad alcuni film di repertorio sui cieli antichi, per far conoscere al pubblico un nuovo modo di vivere la cultura e il cinema. Abbazie, castelli e tombe del Galles nello straordinario “From the shadows of the stones” di Matt Wright e Janire Najera (2024), il movimento artistico del “Suprematism” nel film tedesco di Sergej Prokofiev 2024), una visione profonda della storia epica australiana in “The Earth Above: A Deep Time View of Australia’s Epic History” (2024) a cura del Ruwe collective, un collettivo di registi australiani indigeni e non, o ancora “The secrets from a forest” di Jim Brandenburg e Neil Luca per il Bell Museum, dove l’esibizione dei musicisti della Minnesota Orchestra è trasportata nella straordinaria foresta da cui proviene il legno degli strumenti, la foresta di Paneveggio. Viene poi dal Canada un film sulla vita e le opere di René Derouin, prodotto da Figure 55, dal titolo “Lands of the Americas” (2021) di Patrick Bossé. Un’esperienza immersiva che collega le creazioni dell’artista alle aree chiave delle sue migrazioni: dal Québec al Messico, al Giappone agli Stati Uniti, attraversando il Grande Nord canadese.

rovereto_RAM-film-festival-2024_anticipazioni_RAM-X_foto-fmcrSpazio RAM-X. Accanto allo spazio del programma Off di Cinema Fulldome, il RAM inaugurerà quest’anno al museo civico di Scienze e Archeologia uno spazio sperimentale con installazioni multimediali di realtà virtuale in cui troveranno la loro ideale collocazione la sperimentazione espressiva e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Lo spazio, denominato RAM-X, sarà a cura di Filippo Maria Pontiggia, esperto di Virtual Reality, tecnologie immersive e linguaggi innovativi. L’intervento è nell’ambito della partnership che il RAM ha stretto con APA VdA, che raccoglie tecnici, produttori e filmmaker valdostani. APA organizza dal 2008 FRONTDOC, un festival cinematografico internazionale dedicato al CInema di Frontiera. La collaborazione con il FRONTDOC è legata non solo al focus sulle grandi migrazioni (naturalmente connaturato al tema del festival valdostano), ma anche sui nuovi linguaggi del cinema, su cui il RAM pone per questa edizione un’attenzione speciale. Uno spazio speciale in questo ambito sarà riservato a un nuovo progetto VR in anteprima, realizzato per le Palafitte UNESCO, “Reflections VR: A Stilts life story”, un progetto innovativo realizzato da ETT di Genova, finalizzato a raccontare, attraverso uno storytelling immersivo in VR, la vita delle comunità preistoriche che popolavano vari siti palafitticoli dell’Italia settentrionale, tra cui Fiavè.

 

Ercolano. Ripartono le visite accompagnate al Teatro Antico di Ercolano con aperture bisettimanali. E intanto il parco archeologico traccia un bilancio dell’estate con I Venerdì. Il direttor Sirano: “Un’altra stagione di successi”

ercolano_parco_riparte-il-teatro-antico_locandinaRipartono le visite al Teatro Antico di Ercolano con aperture bisettimanali, il mercoledì e il sabato, dal 4 settembre al 9 novembre 2024. “Un’esperienza catartica e suggestiva a metri e metri di profondità”, l’ha definita il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, particolarmente soddisfatto in questi giorni in cui si traccia un primo bilancio dell’estate ercolanese.

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Grande partecipazione di pubblico nei percorsi serali teatralizzati de “I Venerdì” al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

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I Venerdì di Ercolano: la partenza del percorso serale dall’Antica Spiaggia (foto paerco)

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I Venerdì di Ercolano: suggestivi tableaux vivant di Teatri 35 (foto paerco)

Estate ercolanese. Venerdì 30 agosto 2024 si è tenuta infatti l’ultima serata ai percorsi del parco archeologico di Ercolano I Venerdì di Ercolano che, come ogni estate, si confermano la scelta preferita per le serate da trascorrere all’aria aperta ma immersi nel suggestivo scenario delle antiche strade illuminate e rese vive grazie alle performances teatrali create ad hoc da Teatri 35. Sono stati 2.487 i fortunati visitatori che hanno potuto accedere nonostante i numerosi i sold out nei 16 turni che si sono ripetuti ogni venerdì a partire dal 2 agosto. L’itinerario del 2024 ha dato valore particolare all’Antica Spiaggia, fissando la partenza del percorso dal simbolico luogo recentemente restituito alla fruizione dei visitatori, per proseguire all’interno di case e strade in un viaggio nel tempo, sulle tracce di Ercole, ravvivate dalle esibizioni degli attori di Teatri 35. “Ancora un anno di successi”, dichiara Sirano. “Sono orgoglioso che il Parco sia protagonista delle scelte dei visitatori del territorio durante l’estate e soddisfatto delle opportunità che offriamo andando incontro alle diverse esigenze. Così per le serate dei Venerdì, come per la novità dei percorsi all’alba che anche ha riscontrato il suo interesse”.

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Uno scorcio del Teatro Antico di Ercolano (foto metelli)

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Un gruppo di visitatori venti metri sotto la lava alla scoperta del Teatro Antico di Ercolano (foto parco Ercolano)

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Visitatori accompagnati ad esplorare il Teatro antico di Ercolano sepolto sotto venti metri di lava (foto parco archeologico di Ercolano)

Teatro antico. Gli ingressi accompagnati al Teatro Antico riprendono – come si diceva – il 4 settembre e si ripeteranno con un aperture bisettimanali, il mercoledì e il sabato, in gruppi di 10 persone fino al 9 novembre 2024 con 6 turni di visita: alle 9.30, 10.30, 11.30, 14.30, 15.30, 16.30 (in lingua inglese alle 11.30 e 16.30). I visitatori potranno trasformarsi in esploratori con caschi, mantelline e torce, per andare alla scoperta della storia dell’antica città; un viaggio nel tempo attraverso i cunicoli settecenteschi accompagnati dal personale del Parco nell’ambito del progetto di valorizzazione. Le visite si svolgeranno il mercoledì e il sabato I biglietti potranno essere acquistati on line sul sito http://ercolano.coopculture.it e direttamente presso la biglietteria del Parco. Ingresso Teatro antico di Ercolano: 5 euro, integrato ingresso Parco Archeologico di Ercolano + Teatro antico di Ercolano: 15 euro. Biglietto ridotto previsto unicamente per il biglietto solo teatro di 2 euro per ragazzi con età compresa tra i 18 e i 25 anni. Sospese tutte le gratuità ad eccezione di quelle relative ai portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore, che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria. Il percorso è sotterraneo e raggiunge circa 25 metri dalla quota stradale. La visita è riservata ai maggiorenni. L’appuntamento è presso la biglietteria del parco archeologico 30 minuti prima dell’inizio del proprio turno di visita. La pavimentazione è bagnata in più punti ed è scivolosa a causa della presenza di sedimentazioni calcaree e di acqua. Inoltre, il percorso prevede molti gradini. Pertanto, non è adatto ai soggetti claustrofobici e alle persone con problemi di deambulazione o in gravidanza, ovvero con patologie influenzabili dal contesto di visita. Per motivi di sicurezza si richiede ai visitatori di portare con sé solo borse di piccole dimensioni. Saranno forniti dal Parco Archeologico di Ercolano caschetti, cuffia per capelli, mantelline e torce da utilizzare nel percorso. È obbligatorio l’uso di scarpe chiuse, basse, resistenti ed impermeabili. è preferibile l’utilizzo di scarpe da trekking. Si consiglia nei periodi estivi di munirsi di maglie o giacche comode, da indossare prima della visita, dato il considerevole sbalzo termico da affrontare durante il percorso.