Pompei. Al via la quarta stagione di “Raccontare i cantieri”: ogni giovedì da novembre ad aprile. Si comincia con la Casa della Fontana Piccola, dove si è appena concluso il cantiere di restauro

A Pompei, ogni giovedì da novembre ad aprile, torna “Raccontare i cantieri” (foto parco archeologico pompei)
Con la riapertura al pubblico della casa della Fontana Piccola a Pompei, giovedì 21 novembre 2024, a seguito della conclusione del cantiere di restauro, si inaugura la nuova stagione dell’iniziativa “Raccontare i cantieri”, giunta alla sua quarta edizione, che consentirà ogni giovedì fino al 17 aprile 2025 (alle 10.30), ai possessori della MyPompeii Card, la visita ai cantieri di valorizzazione e restauro in corso presso i siti del parco archeologico di Pompei.

L’atrio della Casa della Fontana Piccola, che si vede in fondo (foto parco archeologico pompei)

Casa della Fontana Piccola a Pompei: la Fontana e gli affreschi con grandi vedute di paesaggio sulle pareti del peristilio (foto parco archeologico pompei)

Casa della Fontana Piccola a Pompei: i mosaici colorati e le conchiglie che decorano la fontana (foto parco archeologico pompei)
Il primo cantiere della Casa della Fontana Piccola sarà illustrato ai visitatori dai funzionari e restauratori del Parco che hanno seguito i lavori, giovedì 21 novembre 2024, a partire dalle 10.30. Collocata in una posizione importante lungo Via di Mercurio, la casa è organizzata in modo tale che sin dall’ingresso sia possibile scorgere la splendida fontana che decora il giardino della parte posteriore, e intuire l’elevato stato sociale del proprietario. La preziosa fontana è rivestita di mosaici colorati e conchiglie ed è ornata dalla statua bronzea di un pescatore e di un Amorino (esposti in copia). Tutto intorno, le pareti laterali del peristilio sono affrescate con grandi vedute di paesaggio eseguite pochi anni prima dell’eruzione, tra cui notevole è la rappresentazione di una città marittima, tema molto in voga nelle rappresentazioni dell’epoca e particolarmente adatto alla decorazione di giardini. Le coperture in cemento dei due atri, riposizionate all’altezza originaria, risalgono ad un restauro del 1971 e restituiscono la percezione della volumetria antica dell’abitazione.

Il peristilio della Casa della Fontana Piccola a Pompei (foto parco archeologico pompei)
La casa è stata oggetto di interventi di manutenzione straordinaria delle coperture. Tra le principali operazioni condotte, spicca il rinforzo strutturale delle travi in calcestruzzo dell’atrio principale, effettuato con l’impiego di materiali FRP, insieme alla completa sostituzione del suo manto di copertura. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla revisione della copertura del peristilio, per garantire una protezione ottimale dagli agenti atmosferici, e all’impermeabilizzazione di tutti i solai piani, intervento fondamentale per prevenire infiltrazioni d’acqua che potrebbero danneggiare le strutture storiche. Inoltre, è stata effettuata la messa in sicurezza degli apparati decorativi del peristilio, preservandone l’integrità e la bellezza. Questo ciclo di lavori è stato completato dal restauro dei blocchi in muratura della facciata della Fontana Grande, domus adiacente alla Fontana Piccola, intervento complesso per la movimentazione dei singoli blocchi, e testimonianza del continuo impegno del Parco nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio storico di Pompei.

Terme femminili del Foro di Pompei: una fase dei delicati restauri (foto parco archeologico pompei)
L’iniziativa “Raccontare i cantieri” fino al 17 aprile 2025, consentirà di conoscere 20 cantieri del sito di Pompei e del sito di Oplontis. Dalla Casa della Fontana Piccola allo Scavo IX-10, dalla Casa dell’Atrio all’Insula Occidentalis. E poi, ancora, le Terme del Foro, l’Insula Meridionalis, la Necropoli di Porta Stabia, l’Insula dei Casti Amanti, il cantiere di Civita Giuliana, la Casa di Leda, i Granai del Foro, la Casa di Cesio Blando, la Casa di Giulio Polibio a vari altri cantieri. Un’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo, di messa in sicurezza, restauro e manutenzione, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi, architetti, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento. L’iniziativa è organizzata dall’ufficio Tecnico del Parco. Tutti i possessori della MyPompeii Card o i nuovi acquirenti potranno prenotare la visita prescelta, secondo il calendario, all’indirizzo mail: mypompeiicard@cultura.gov.it. Le prenotazioni dovranno pervenire almeno un giorno prima rispetto alla data prescelta, ed entro le 14. I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno.

Con il percorso sopraelevato nell’Insula dei Casti Amanti a Pompei si possono ammirare gli ambienti emersi dagli scavi (foto parco archeologico pompei)
CALENDARIO CANTIERI. Novembre: 21.11.2024, Casa della Fontana Piccola; 28.11.2024, Scavo Regio IX Insula 10. Dicembre: 05.12.2024, Casa dell’Atrio; 12.12.2024, Insula Occidentalis; 19.12.2024, Accordo Quadro Manutenzione (Terme del Foro). Gennaio: 09.01.2025, Insula Meridionalis; 16.01.2025, Necropoli di Porta Stabia e Acque meteoriche San Paolino; 23.01.2025, Insula dei Casti Amanti; 30.01.2025, Civita Giuliana. Febbraio: 06.02.2025, Casa di Leda; 13.02.2025, percorso paesaggistico extrameniano; 20.02.2025, Casa di Adone ferito; 27.02.2025, Granai del Foro. Marzo: 06.03.2025, Casa di Trebio Valente; 13.03.2025, Depositi di Porta Nola; 20.03.2025, Balcone Pensile; 27.03.2025, Casa di Cesio Blando. Aprile: 03.04.2025, Casa del Labirinto; 10.04.2025, Oplontis: scavo via dei Sepolcri; 17.04.2025, restauro domus di Giulio Polibio.
Napoli. Alla “Federico II” presentazione degli esiti della convenzione triennale di ricerca università – parco archeologico di Pompei con la giornata di studio “Pompei fuori / tra le mura. La cinta antica, le necropoli, gli ingressi moderni, la Buffer zone e il rapporto con i siti minori”

Mappa del sito di Pompei con il giro delle mura con le torri e le porte (foto parco archeologico pompei)
Giornata di studio “Pompei fuori / tra le mura. La cinta antica le necropoli gli ingressi moderni la Buffer zone e il rapporto con i siti minori” all’università Federico II di Napoli per presentare gli esiti della Convenzione di ricerca, di consulenza tecnico-scientifica e supporto alla didattica che il rettore dell’ateneo federiciano Matteo Lorito consegnerà al direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, il 20 novembre 2024, alle 11, nella Sala del Consiglio di amministrazione dell’ateneo. Il lavoro, frutto della convenzione stipulata il 5 ottobre 2021, tra il parco archeologico di Pompei e l’università di Napoli Federico II, si è concluso dopo tre anni di lavori con il coinvolgimento di numerosi colleghi e giovani studiosi del Dipartimento di Architettura (DiArc), con la collaborazione di docenti e studiosi del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e dell’Architettura (DiST), del Dipartimento di Scienze della Terra (Distar) e del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile Ambientale (DICEA) della Federico II con il coordinamento scientifico della professoressa Renata Picone e con Vincenzo Calvanese, RUP per il parco archeologico di Pompei. La giornata di studio vedrà i saluti di Matteo Lorito, Gabriel Zuchtriegel, Michelangelo Russo e Renata Picone; gli interventi di Fabio Mangone, Renata Picone, Valentina Russo, Bianca Gioia Marino, Raffaele Amore, Gianluigi De Martino, Mariarosaria Villani, Piergiulio Cappelletti, Alessandro Flora, Gian Piero Lignola, Anna Terracciano, Francesca Coppolino; e le conclusioni di Vincenzo Calvarese e Arianna Spinosa. I risultati dell’intenso e ampio lavoro confermano l’incisività degli studi della Federico II sul sito della città antica di Pompei, che ha confermato proprio in questi giorni il suo primato di sito più visitato d’Italia. La ricerca, con esiti inediti e innovativi, ha approfondito tre punti.
Il piano di conoscenza e restauro delle mura emerse di Pompei. La ricerca ha interessato lo studio della murazione emersa della città antica restituendo un rilievo dimensionale completo che non era stato incluso nell’indagine del Grande Progetto Pompei. Grazie ad un’accurata survey diagnostica e a uno studio critico delle fonti disponibili sono state individuate per la prima volta le problematiche conservative delle strutture emerse che hanno permesso l’elaborazione di linee guida per il restauro delle mura che si sono avvalse di un’indagine strutturale e geognostica inedita: un contributo che potrà costituire per il parco archeologico di Pompei uno strumento scientifico e al contempo una guida operativa per gli interventi futuri.
La rete di connessione tra la città antica di Pompei e i siti territoriali. Lo studio ha riguardato il rapporto tra la città antica di Pompei e la città contemporanea, estendendo tale rapporto ai sette siti territoriali vesuviani incardinati nel Parco Archeologico (Boscoreale, Oplontis, Stabiae, Longola, Lettere, Quisisana, Polverificio Borbonico), delineando un quadro strategico delle possibili connessioni, anche con la creazione di percorsi di mobilità sostenibile.
Il parco agricolo e la passeggiata sulle mura. Questa parte della ricerca ha preso in considerazione linee guida per rendere fruibili le mura e le aree agricole annesse, come strumento per la valorizzazione di una parte del Parco archeologico ancora non del tutto fruita dai visitatori come nuova opportunità di visita, di percezione della città antica e di decongestione del sito. Riprendendo un’idea di Amedeo Maiuri, la ricerca ha approfondito la possibilità di un nuovo percorso, fruibile con un biglietto dedicato e dagli altri valori naturalistici.
Veio (Roma). Apertura straordinaria del parco archeologico (col santuario etrusco del Portonaccio) per tre domeniche con visite gratuite grazie ai volontari del Corpo di San Lazzaro
Quella di mercoledì 20 novembre 2024 è l’unica apertura (su prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: booking@csli-roma.eu) dedicata alle scuole del parco archeologico di Veio, all’interno del programma delle tre domeniche di apertura straordinaria al pubblico, annunciate dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, nell’ambito del protocollo d’intesa stipulato con l’ente regionale Parco di Veio e la collaborazione del Municipio XV di Roma Capitale. Appuntamento dunque per tutti, nelle domeniche del 10, 24 novembre e 8 dicembre, dalle 10 alle 16, per visitare il Parco liberamente con ingresso gratuito e senza prenotazione, grazie ai volontari del Corpo di San Lazzaro – gruppo Roma e Viterbo. Il parco archeologico di Veio, affidato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con l’ultima riforma del ministero della Cultura, è situato ai confini settentrionali della città metropolitana di Roma, all’interno dell’area naturale protetta del parco regionale di Veio. È possibile visitare il Santuario etrusco dell’Apollo (o santuario di Portonaccio, dal nome della località), che sorgeva subito al di fuori della città etrusca e che conobbe una lunga vita, dalla metà del VII secolo a.C. fino alla piena età romana (II secolo a.C.). Si tratta del più antico e del più notevole esempio di tempio tuscanico finora conosciuto, ornato originariamente da una splendida decorazione in terracotta policroma culminante sulla sommità del tetto in una serie di statue, tra le quali il celebre gruppo di Apollo ed Ercole, oggi esposto al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, insieme alle decorazioni architettoniche e a tutte le offerte rinvenute. È un luogo dal connubio perfetto fra natura e cultura, un ambiente paesaggistico ideale per escursioni e passeggiate dove scoprire un contesto archeologico straordinario.
Napoli. Alla Médiathèque de l’Institut français presentazione del libro “Terra sigillata della Baia di Napoli. Tipologia, produzione e diffusione” di Giovanni Borriello

Martedì 19 novembre 2024, alle 17.30, alla Médiathèque de l’Institut français Napoli, a Palazzo “il Grenoble” in via Francesco Crispi 86 a Napoli, presentazione del libro “Terra sigillata della Baia di Napoli. Tipologia, produzione e diffusione” di Giovanni Borriello che si propone una nuova tipologia basata sia sui rinvenimenti effettuati nel porto di Neapolis che sulle evidenze edite. Oltre a raccogliere un elevato numero di reperti bollati, vengono definite le principali officine attive nella realizzazione di tali prodotti e la diffusione nelle province romane. Dopo i saluti di Lise Moutoumalaya, Console Generale di Francia a Napoli; Valérie Huet e Priscilla Munzi, Centre Jean Bérard, (CNRS – EFR); Matteo D’Acunto, università di Napoli L’Orientale; Stefano lavarone, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il comune di Napoli; presentano Daniele Malfitana, università di Catania – Scuola Superiore; Laetitia Cavassa, CNRS, Centre Camille Jullian – Maison méditerranéenne des sciences de l’homme. Ne discutono con l’autore Gianluca Sorricelli, università del Molise; Marco Giglio, università di Napoli L’Orientale. Modera Marcella Leone, CNRS, Centre Jean Bérard. “Una bella occasione per riflettere sull’importanza degli studi sulla cultura materiale del mondo antico e sulle implicazioni storiche, politiche ed economiche che il frammento ceramico è in grado di dare. Un messaggio molto chiaro per gli studenti dei nostri corsi di laurea in archeologia”.
Roma. Open day nell’area archeologica scoperta al km 11,700 della Via Cassia nella piana dell’antica Veio: creato un percorso pedonale tra tomba a camera etrusca, strada lastricata e gallerie idriche ipogee

Area archeologica al km 11,700 della Via Cassia a Roma: lo scavo di una tomba etrusca (foto ssabap-roma)
Open day nell’area archeologica della Via Cassia. Domenica 17 novembre 2024 la soprintendenza speciale di Roma presenta alla cittadinanza il progetto di valorizzazione del complesso archeologico scoperto tra il 2020 e il 2022 lungo la Via Cassia al km 11,700 poco oltre il Grande Raccordo Anulare, lato destro della Cassia venendo da Roma, all’altezza di via Igino Lega, all’interno del distributore di benzina. Un vero e proprio open day, dalle 10 alle 13, che permetterà agli abitanti del territorio e non solo, di scoprire la storia di un’area strategica da cui si domina la vallata nel territorio dell’antica città di Veio, cuore dell’Etruria meridionale. Il progetto è stato realizzato con la Eos Arc Srl nell’ambito di un’operazione di archeologia preventiva con la committenza di Rossetti Fuel Srl.

Area archeologica al km 11,700 della Via Cassia a Roma: la strada lastricata (foto ssabap-roma)
L’area è stata valorizzata attraverso la realizzazione di un percorso pedonale che, all’interno di una stazione di servizio, si snoda tra una tomba a camera etrusca, una strada lastricata e l’accesso alla rete di gallerie idriche ipogee che attraversano gran parte del sito e che servivano ad alimentare l’impianto termale di una mansio situata lungo la Cassia. Un vero e proprio dialogo tra archeologia e tessuto urbano, tra storia e quotidianità, che resterà fruibile in modo permanente.

Area archeologica al km 11,700 della Via Cassia a Roma: vasellame etrusco ritrovato nello scavo (foto ssabap-roma)
Durante l’open day del 17 novembre 2024 sarà possibile partecipare alla visita con gli archeologi che hanno effettuato lo scavo, che illustreranno le varie fasi di vita del sito, dagli etruschi, all’epoca romana della repubblica e dell’impero attraverso oltre dieci secoli di storia.
Per il secondo anno Fondazione Luigi Rovati partecipa a BookCity (11-17 novembre 2024) con un palinsesto di cinque appuntamenti su “Mitologia e Antichità”. Ecco i due appuntamenti di sabato 16 e i due di domenica 17 novembre 2024

Per il secondo anno Fondazione Luigi Rovati partecipa a BookCity (11-17 novembre 2024) con un palinsesto di cinque appuntamenti su “Mitologia e Antichità”. Dopo l’incontro del 12 novembre, due nuovi appuntamenti sabato 16 e altri due domenica 17 novembre 2024

Copertina del libro “Il dio spezzato” di Roberto Piumini e Milva Maria Cappellini
Sabato 16 novembre 2024, alle 15, Roberto Piumini, Milva Maria Cappellini con Enrica Caretta presentano il libro “Il dio spezzato. Tra arte e mito”, edito dalle Edizioni di Storia e Letteratura. In una giornata di primavera del 1923 il giovane ispettore della polizia greca Nikos Karateodori assiste dal porto del Pireo alla partenza della nave che gli sta portando via una storia d’amore. Come se non bastasse, viene sollevato dalle indagini che sta compiendo in un’Atene corrotta e inviato sull’isola di Naxos per far luce sulla mutilazione di una scultura. Un caso poliziesco di second’ordine, ma del tutto particolare, essendo stato asportato nottetempo il fallo di un’antica statua, privandola dell’espressione più evidente della sua prorompente sessualità e lasciando nello sconforto gli abitanti dell’isola. Fingendosi un innocuo professore di archeologia, Nikos Karateodori conduce indagini discrete, ma professionali, che lo porteranno a compiere scelte difficili. Un vertiginoso racconto d’amore interrotto e intervallato dalle riflessioni della correttrice di bozze del romanzo.

Copertina del libro “Omero. Delle armi e del vero amore” di Silvia Romani (edizioni Il Mulino)
Sabato 16 novembre 2024, alle 18, Silvia Romani e Mauro Bonazzi presentano il “Omero oltre Omero: in guerra con i Greci”, in collaborazione con Il Mulino. Il sesto dell’Iliade è il canto di Glauco e Diomede, nemici pronti a incrociare le armi ma anche poi a deporle in nome dell’ospitalità è il canto di Ettore e Andromaca, due figure avvinte per sempre dalla sincerità del sentimento coniugale. Ma è anche il canto delle prime volte. Per la prima volta nella tradizione occidentale la fragilità della vita umana è accostata alle foglie che cadono. Per la prima volta la malinconia imprigiona l’anima di un uomo, Bellerofonte. Per la prima volta un grande guerriero, Ettore, abbraccia il figlio Astianatte sapendo di andare forse a morire. Valori, gesti, parole e passioni tuttora capaci di suscitare il felice stupore delle lettrici e dei lettori di oggi.

Copertina del libro “L’alba della storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa” di Guido Barbujani
Domenica 17 novembre 2024, alle 11, Guido Barbujani presenta il libro “L’alba della storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa”, edito da Laterza. Avvenimenti di diecimila anni fa ancora influenzano la quotidianità. La genetica e l’archeologia (ma anche la linguistica) evidenziano la presenza di una rivoluzione preistorica. Da allora tutto è cambiato: dall’alimentazione all’aspetto fisico, dall’ambiente alla struttura sociale. È la cosiddetta rivoluzione neolitica: il momento in cui, più che in qualunque altro, biologia e cultura si sono intrecciate, influenzandosi a vicenda e producendo la storia. Dopo il successo di Come eravamo, uno dei più importanti genetisti italiani ricostruisce l’alba della nostra storia. Inseguendo la geografia, sulla base di evidenze archeologiche e attraverso il racconto di molte storie, Guido Barbujani ci fa rivivere una rivoluzione, quella neolitica.

Copertina del libro “Sparta” di Laura Pepe
Domenica 17 novembre 2024, alle 18, Laura Pepe presenta il libro “Sparta”, edito da Laterza. Laura Pepe prova ad andare oltre gli stereotipi per capire che cosa fu davvero Sparta, nel tentativo di restituirne un’immagine più veritiera. Sparta non era brutale con i suoi figli, le donne avevano più libertà, più cultura e più diritti rispetto alle altre donne greche e l’educazione spartana non era poi così diversa da quella impartita ai ragazzi nelle altre città di Grecia. Vivere a Sparta non significava votarsi solo alla guerra e all’addestramento militare, anzi: Sparta era la città dei motti di spirito, della musica, delle feste, dei bagni nel fiume Eurota.
Ravenna. Al museo Classis per Trilogia d’Autunno c’è “Divenir del mondo esperto: eroi tra abbandoni e ritorni”: due appuntamenti con le nuove composizioni originali degli allievi del Conservatorio “Giuseppe Verdi”

È tempo di Trilogia d’Autunno a Ravenna e anche quest’anno il trittico che Ravenna Festival dedica all’opera ispira iniziative che si intrecciano al calendario di eventi al Teatro Alighieri. È questo il caso di “Divenir del mondo esperto: eroi tra abbandoni e ritorni”, due appuntamenti in programma sabato 16 novembre 2024, alle 17, e domenica 17, alle 11, a Classis, il Museo della città e del territorio. Dopo un’introduzione curata, rispettivamente, da Franco Masotti, co-direttore artistico di Ravenna Festival, e Francesca Masi, direttrice di RavennAntica, saranno proposte le nuove composizioni originali degli allievi di Mauro Montalbetti, titolare della cattedra di Composizione presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Ravenna. A eseguire i brani creati da Gabriel De Pace, Andrea Badiali, Filippo Bittasi, Mattia Dattolo e Damiano Ferretti sarà l’Orchestra La Corelli diretta dallo stesso Mattia Dattolo. Al termine sarà possibile unirsi alla visita al grande mosaico raffigurante Priamo che implora Achille di restituire le spoglie di Ettore, condotta da archeologhe di Fondazione RavennAntica. I biglietti a 5 euro, comprensivi di libero accesso al museo, sono disponibili alla biglietteria del Teatro (anche telefonicamente 0544 249244 e online su ravennafestival.org) e presso gli IAT di Ravenna; biglietteria a Classis da mezz’ora prima dell’appuntamento. Ingresso gratuito per possessori del biglietto della Trilogia d’Autunno, Associazione Amici di Ravenna Festival, studenti del Conservatorio e per chi visita un sito di RavennAntica dal 15 al 19 novembre 2024.
Sabato 16 novembre 2024 Franco Masotti e i giovani compositori conversano sull’ispirazione che li ha guidati nella creazione di questi nuovi lavori, sulla rilettura dei miti e sulle tecniche compositive. I brani proposti saranno quelli di Gabriel De Pace e Andrea Badiali. Con Di perdite e ricordi, De Pace rende omaggio a Barbara Strozzi, compositrice seicentesca inclusa anche nel programma del recital Beyond | Orliński con il controtenore polacco Jakub Józef Orliński e l’ensemble Il Pomo d’Oro (domenica 17 novembre). Le prime parole nel titolo scelto da Badiali, Amor è un idol vano – mute lontananze, appartengono invece a Penelope ne Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi, prima delle opere proposte per la Trilogia (15, 18 novembre) con il debutto della nuova produzione che vede Pier Luigi Pizzi alla regia e Ottavio Dantone sul podio di Accademia Bizantina.
Domenica 17 novembre 2024 l’introduzione di Francesca Masi ha una prospettiva letteraria e si concentra sui protagonisti delle opere – da una parte Didone e Enea, la cui vicenda Virgilio narra nel IV libro dell’Eneide, e dall’altra Ulisse, anche attraverso il ritratto che ne dà Dante nel celebre canto XXVI dell’Inferno. A seguire, sarà la volta delle composizioni di Filippo Bittasi, Mattia Dattolo e Damiano Ferretti. La Penelope monteverdiana parla anche nel titolo scelto da Bittasi, Del tuo tornar il giorno, mentre Dattolo ha battezzato le sue variazioni su un lamento come The Feeble Stroke of Destiny, da un verso del Didone e Enea di Purcell, che la seconda delle nuove produzioni della Trilogia incastona all’interno dell’Ode a Santa Cecilia del compositore inglese (16, 19 novembre), sempre con la firma di Pizzi e Dantone. È shakespeariana invece l’eco nel titolo della cantata drammatica per flauto, orchestra d’archi e percussioni di Ferretti – So as thou art è la seconda parte del primo verso del sonetto 131, fra i componimenti dedicati alla “dark lady”.
Vigevano (Pv). Al museo Archeologico nazionale della Lomellina presentazione del catalogo scientifico della Collezione Strada, edito da SAP, e curato da Rosanina Invernizzi: la collezione esemplifica la cultura materiale del territorio nell’antichità e illustra i gusti dei collezionisti ottocenteschi
Sabato 16 novembre 2024, alle 15, al museo Archeologico nazionale della Lomellina di Vigevano (Pv) Rosario Maria Anzalone, archeologo e direttore regionale Musei nazionali Lombardia, presenta il catalogo scientifico della Collezione Strada, edito per i tipi di SAP Società Archeologica srl. Il libro “La collezione archeologica Strada. Catalogo dei materiali”, curato da Rosanina Invernizzi, già direttrice del museo che dal 2023 conserva ed espone la collezione, costituisce un altro importante tassello della complessa operazione di acquisizione, studio ed esposizione della collezione Strada. Esito del lavoro di un team di specialisti, il libro contestualizza i materiali nel quadro delle conoscenze archeologiche del territorio: comprende saggi introduttivi sulla figura del collezionista, sulla formazione della collezione, sui motivi dell’acquisizione al patrimonio dello Stato e presenta quindi il catalogo di tutti i reperti in ordine cronologico, suddivisi per materiali e classi. Un ricco apparato di disegni e fotografie illustra gli oggetti.

Copertina del libro “La collezione archeologica Strada. Catalogo dei materiali” curato da Rosanina Invernizzi
La collezione Strada, di recente acquistata dallo Stato e conservata presso il museo Archeologico nazionale di Vigevano, comprende reperti provenienti per lo più da ritrovamenti occasionali effettuati tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento in Lomellina, che erano già parte di altre collezioni locali. Di notevole interesse perché costituisce una preziosa testimonianza di un patrimonio che sarebbe andato altrimenti disperso, la raccolta esemplifica, dal punto di vista cronologico e tipologico, la cultura materiale del territorio nell’antichità e illustra significativamente i gusti dei collezionisti ottocenteschi. Spicca, per abbondanza di presenze e qualità degli oggetti, la classe dei vetri, componente caratteristica della documentazione archeologica locale. La provenienza da corredi funerari è provata dall’integrità della maggior parte dei reperti. Il catalogo contestualizza i materiali nel quadro delle conoscenze archeologiche del territorio, evidenziando gli elementi di novità che emergono dallo studio delle provenienze.
Roma. Apertura straordinaria della fonte di Anna Perenna: visita guidata nel nuovo allestimento immersivo dedicato alla dea dell’eterna rinascita. Quattro turni con prenotazione obbligatoria

La musealizzazione della Fonte di Anna Perenna a Roma, scoperta nel 1999 (foto ssabap-roma)
Nel 1999 nel quartiere Parioli a nord di Roma uno scavo archeologico ha portato alla luce i resti di una fontana con iscrizioni che riportano il nome di Anna Perenna, un’antica divinità festeggiata nel primitivo Capodanno romano, a marzo, così come racconta Ovidio nei Fasti. Nella cisterna retrostante la fontana sono stati trovati nel fango rappreso diversi oggetti utilizzati per pratiche magiche e riti religiosi: laminette in piombo con maledizioni, contenitori di piombo contenenti figurine antropomorfe, un pentolone di rame e diverse monete e lucerne. Questi ed altri oggetti sono oggi conservati al MNR – Terme di Diocleziano. La scoperta dei rituali magici praticati alla fontana di Anna Perenna, con la presenza di contenitori sigillati ermeticamente con vere e proprie “bambole voodoo” al loro interno, ha completamente cambiato la prospettiva e le conoscenze sul rapporto degli antichi con la sfera magico-religiosa.

Visite guidate alla Fonte di Anna Perenna a Roma, scoperta nel 1999 (foto pietro francesco laganà / ssabap-roma)
Sabato 16 novembre 2024, la fonte di Anna Perenna nel nuovo allestimento immersivo dedicato alla dea dell’eterna rinascita, in via Guidubaldo del Monte 4 a Roma, sarà aperta al pubblico. La prenotazione è obbligatoria compilando gli appositi moduli. Quattro i turni di visita di 50 minuti ciascuno: ore 9.40 https://forms.gle/7ZzEWcUeJhWKcv6L7; ore 10.40 https://forms.gle/iqKucfDj6wRVdyz27; ore 11.40 https://forms.gle/PfNtRWabqwrXSkQi6; ore 12.40 https://forms.gle/NqwDYzqb1v3EBFFE8.
“La ninfa Anna Perenna era conosciuta attraverso le fonti antiche, Ovidio in particolare, ma, al contrario di altre divinità”, spiega il soprintendente speciale di Roma Daniela Porro, “fino al secolo scorso non erano stati trovati luoghi di culto a lei dedicati. Dopo un lungo lavoro di allestimento, con queste aperture straordinarie, restituiamo alla città una delle scoperte più importanti avvenute a Roma alla fine del secolo scorso, con l’intenzione di rendere sempre più regolare l’apertura di questo sito”.

La musealizzazione della Fonte di Anna Perenna a Roma, scoperta nel 1999 (foto ssabap-roma)
“Per la riapertura della Fonte di Anna Perenna, è stato realizzato un progetto di valorizzazione”, dichiara l’archeologo Fabrizio Santi, responsabile del sito, “volto a migliorare l’esperienza di visita. La nuova illuminazione è pensata per creare un ambiente immersivo, evocando la presenza dell’acqua attraverso il blu, mentre una luce bianca radente consente una migliore leggibilità delle iscrizioni. Sono stati realizzati un intervento di pulitura e il restauro delle murature; un video, attraverso un rilievo 3D, mostrerà ai visitatori le caratteristiche costruttive e degli oggetti rinvenuti nella fonte”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “La tomba Olmo Bello 16 di Bisenzio (Vt), un guerriero viaggiatore? Indizi di transculturalità nell’VIII sec. a.C.”, con l’archeologo Andrea Babbi: nono incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”
Venerdì 15 novembre 2024, alle 16, in sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “La tomba Olmo Bello 16 di Bisenzio (Vt), un guerriero viaggiatore? Indizi di transculturalità nell’VIII sec. a.C.”, nono incontro del ciclo “Chi (Ri)cerca Trova. I professionisti si raccontano al Museo: ricerche scientifiche, studi e progetti” presentati da esperti e studiosi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Andrea Babbi presenterà i risultati degli studi condotti sul contesto tombale 16 della necropoli Olmo Bello di Bisenzio (Capodimonte, VT) nell’ambito del più ampio programma di ricerche di “The Bisenzio Project” da lui ideato e diretto. L’intero contesto è conservato nel museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Su richiesta del relatore, tale conferenza non sarà registrata. In base alle notizie pubblicate da Roberto Paribeni nel 1928, derivate dalle note fornitegli da Fausto Benedetti ed Enrico Stefani, autori della scoperta, è possibile riconoscere nel titolare del sepolcro una figura preminente della comunità visentina della seconda metà dell’VIII sec. a.C. Ad oggi gli studi sul contesto avevano meritoriamente evidenziato la pervasività degli influssi ‘egei’ nella scelta di alcuni elementi del corredo tombale. Le nuove ricerche, recuperando indizi di una vera e propria poliedricità culturale del defunto e di una sua possibile mobilità geografica, invitano a riconsiderare il dinamismo della comunità locale coeva nel quadro delle reti di contatti con le regioni medio-tirreniche di ‘frontiera’.

L’archeologo Andrea Babbi (Cnr-Ispc)
Andrea Babbi, archeologo, è primo ricercatore all’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del Consiglio nazionale delle Ricerche e ricercatore ospite al Leibniz-Zentrum für Archäologie a Mainz (LEIZA). Allievo di Giovanni Colonna, Gilda Bartoloni e Filippo Delpino, con i quali alLa Sapienza Università di Roma si è laureato in Lettere Classiche, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Archeologia (Etruscologia) e il Diploma di Specializzazione in Archeologia Classica.
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