archivio | Roma e Italia RSS per la sezione

Roma. Nel Rione Testaccio passeggiata gratuita con visita guidata dagli archeologi del collettivo DecameRome nei sotterranei del Mercato di Testaccio e alla Porticus Aemilia

roma_ssabap_mercato-di-testaccio_sotterranei_foto-fabio-caricchia_ssabap-roma

L’area archeologica ipogea al Mercato di Testaccio a Roma (foto fabio caricchia / ssabap-roma)

roma_ssabap_mercato-di-testaccio_porticus-aemilia_foto-fabio-caricchia_ssabap-roma

Porticus Aemilia nel Rione Testaccio a Roma (foto fabio caricchia / ssabap-roma)

Il Rione Testaccio, popolare quartiere dell’area ovest di Roma, conserva significative testimonianze e presenze monumentali delle varie epoche e vanta una continuità funzionale dalla città antica alla città moderna per la singolare vocazione economico-commerciale periodicamente riemersa nel corso dei secoli. Per iniziativa della soprintendenza speciale di Roma, appuntamento sabato 23 novembre 2024 al Mercato di Testaccio in via Lorenzo Ghisberti 19 a Roma: sarà possibile partecipare a una passeggiata accompagnata dagli archeologi del collettivo DecameRome tra due aree archeologiche vicine ma diverse: i sotterranei del Mercato di Testaccio e la Porticus Aemilia. Il “sotto” che è invisibile nel quotidiano e i resti della Porticus che invece si confondono tra i palazzi moderni. Due visite guidate gratuite senza prenotazione alle 10 e alle 12 di un’ora ciascuna.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Veio tra Museo dell’Agro Veientano e Villa Giulia, valorizzare la città e il territorio” con Iefke van Kampen, direttore del museo dell’Agro Veientano, ultimo incontro del ciclo “Etruschi, Latini e Romani nella prima Italia” promosso dall’Archeoclub di Formello

roma_villa-giulia_conferenza-veio-tra-museo-dell-agro-veientano-e-villa-giulia_van-kampen_locandinaUltimo appuntamento del ciclo di conferenze promosse e organizzate dall’Archeoclub di Formello “Etruschi, Latini e Romani nella prima Italia. Percorsi storici e archeologici dai musei ai territori”. Sabato 23 novembre 2024, alle 10, Iefke van Kampen, direttore del museo dell’Agro Veientano a Formello (Roma) terrà la conferenza “Veio tra Museo dell’Agro Veientano e Villa Giulia. Valorizzare la città e il territorio”. A seguire, visita guidata alle sale delle collezioni di Veio. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria al 3917428170 o mail: archeoclubformelloaps@gmail.com

Ozzano dell’Emilia (Bo). A Claterna visite guidate alla Domus dei mosaici con le archeologhe della soprintendenza. Prenotazione obbligatoria

ozzano_claterna_area-archeologica_visita-domus-dei-mosaici_locandinaGiornata speciale, sabato 23 novembre 2024, nell’area archeologica della città romana di Claterna in località Maggio a Ozzano dell’Emilia (Bo), con “Claterna. Visite guidate alla Domus dei mosaici” per iniziativa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo: sabap-bo.stampa@cultura.gov.it (nella mail di richiesta va precisato l’orario del turno prescelto con eventuale alternativa e il numero dei partecipanti; attendere conferma). Visite guidate alla Domus dei mosaici di Claterna a cura delle archeologhe della Sabap-Bo, nei seguenti turni: 10 / 11 / 12 / 14 / 15 / 16. Iniziativa gratuita, fino ad un massimo di 20 persone a turno. Ritrovo al parcheggio ubicato di fronte al sito archeologico e adiacente la casa gialla (via Emilia n. 484, località Maggio, Ozzano dell’Emilia). Evento all’aperto, si consiglia un abbigliamento comodo. In caso di maltempo le visite verranno annullate.

Pompei. All’auditorium l’incontro con l’archeologo Stefano De Caro, già Dg alle Antichità del ministero, su “Il barone d’Hancarville e la sessualità nell’antica Roma. Appunti sulla cultura libertina del Settecento tra nobili, avventurieri e studiosi di antichità”, promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei”   

pompei_auditorium_conferenza-Il-barone-d-Hancarville-e-la-sessualità-nell-antica-Roma_de-caro_locandina

stefano de caro_foto mic

L’archeologo Stefano De Caro

La figura dello spregiudicato e licenzioso barone d’Hancarville è al centro dell’incontro promosso dall’Associazione Internazionale “Amici di Pompei” ETS con l’archeologo Stefano De Caro, già direttore generale alle Antichità del ministero per i Beni e le Attività culturali, su “Il barone d’Hancarville e la sessualità nell’antica Roma. Appunti sulla cultura libertina del Settecento tra nobili, avventurieri e studiosi di antichità”: appuntamento all’auditorium scavi del parco archeologico di Pompei, venerdì 22 novembre 2024, alle 17. La conversazione ha al centro la figura di Pierre-François Hugues (1719-1805), sedicente barone d’Hancarville, di cui il prof. De Caro ha curato la traduzione, la prima in italiano, di due sue operette tardo settecentesche di cui una, in particolare, “Monumento del culto segreto delle dame romane ovvero Venere e Priapo come si osservano nelle gemme antiche”, è stata pubblicata quest’anno (Artem, 2024).

Hugues d’Hancarville, antiquario di fiducia dell’ambasciatore inglese a Napoli, William Hamilton, è stato l’autore dei testi del catalogo della sua famosa collezione di vasi greci dipinti, la prima acquistata da un museo pubblico, il British Museum.  Al pari di altri intellettuali squattrinati del tempo, come Giacomo Casanova, d’Hancarville era anche uno spregiudicato avventuriero, sempre alla ricerca di modi più o meno leciti di sbarcare il lunario e salire nella scala sociale. Il suo campo d’azione preferito era diventato l’editoria licenziosa, attraverso la pubblicazione, in forma rigorosamente anonima, di disegni erotici (inventati da lui), di presunte gemme antiche che egli commentava dottamente con brani dei poeti latini e greci, autori moderni e con le sue idee, largamente apprezzate nell’ambiente dei philosophes, sulla religione naturale, una delle cui manifestazioni sarebbe stata il culto di Priapo. A questo tema dedicò il primo libretto, sul culto segreto che sarebbe stato praticato dalle dame romane, “Venere e Priapo come si osservano nelle gemme antiche”, riedito come “Monumens du culte secret des dames romaines”, pubblicazione per la quale fu espulso da Napoli. Poco dopo, incoraggiato dal successo incontrato dalle varie edizioni pirata, d’Hancarville affrontò, con lo stesso escamotage delle gemme inventate, il più impegnativo e pericoloso tema della vita privata dei Dodici Cesari (Monumens de la vie privée des Douze Césars), attingendo a piene mani alle maldicenze che Svetonio e Tacito riversano sugli imperatori romani del I secolo, e ai poemetti erotici del tempo. Una riflessione, insomma, su un personaggio che ci immerge totalmente nell’atmosfera di un periodo storico e della vita della società che lo rappresentava.

Firenze. Il museo Archeologico nazionale propone “Indipendenti e bellissime: le donne etrusche tra letteratura antica e iconografia”, tre visite guidate a tema nell’ambito della kermesse L’Eredità delle Donne-OFF

firenze_archeologico_eredità-delle-donne-off_visiste-guidate_locandinaAnche quest’anno il museo Archeologico nazionale di Firenze partecipa all’Eredità delle Donne-OFF, con tre visite guidate del direttore, etruscologo, e delle curatrici della sezione etrusca nei giorni 22-23 novembre 2024. “Indipendenti e bellissime: le donne etrusche tra letteratura antica e iconografia”, è questo il percorso che il museo propone, rivolto a tutte le tipologie di pubblici che vogliano approfondire il ruolo effettivo della donna etrusca all’interno della società, attraverso le controverse letture degli autori antichi e le incontrovertibili testimonianze dei sarcofagi e delle decorazioni dei vasi etruschi. L’intento è quello di offrire spunti di riflessione sulla condizione della donna etrusca, attraverso l’esplorazione delle opere principali del museo e il confronto con le immagini delle donne greche del tempo. Le visite sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo e non necessitano di prenotazione. Info: claudia.noferi@cultura.gov.it

Venerdì 22 novembre 2024: alle 10, Claudia Noferi, “Ritratto di un’aristocratica donna chiusina: Il sarcofago di Larthia Seianthi”; 11.30 Barbara Arbeid, “Ceramica al femminile: insolite rappresentazioni di donne su vasi greci ed etruschi”.

Sabato 23 novembre 2024: alle 10, Daniele F. Maras, “La donna etrusca tra le maldicenze degli autori greci e la libertà delle immagini locali”.

Trento. Al Castello del Buonconsiglio il convegno di studi “LONGOBARDI NEL CASSETTO. Nuovi dati dalle ricerche sulle collezioni storiche museali”: due giorni di confronto in occasione della mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano”

trento_buonconsiglio_convegno-longobardi-nel-cassetto_locandinaIn occasione della mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano”, in programma fino al 12 gennaio 2025 al Castello del Buonconsiglio di Trento (vedi Trento. Al Castello del Buonconsiglio la mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano” racconta la storia dei Longobardi in Trentino attraverso i capolavori rinvenuti nelle tombe della “principessa” – conservata a Trento – e del “principe” di Civezzano – conservata a Innsbruck – esposti assieme per la prima volta. Gli interventi dei curatori Annamaria Azzolini, Veronica Barbacovi e Wolfgang Sölder per archeologiavocidalpassato.com | archeologiavocidalpassato), il museo ha condotto una revisione dei materiali di cultura longobarda rinvenuti in Trentino, custoditi nei propri depositi e in quelli del Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck, partner dell’iniziativa espositiva. Un excursus nelle collezioni storiche che ha portato a nuove conoscenze grazie anche a innovative metodologie di indagine, condotte sui reperti. Appuntamento venerdì 22 e sabato 23 novembre 2024 al Castello del Buonconsiglio di Trento col convegno di studi “LONGOBARDI NEL CASSETTO. Nuovi dati dalle ricerche sulle collezioni storiche museali”. Partendo dunque da questo recente “scavo nel museo”, il convegno vuole mettere a fattor comune le esperienze maturate da altre importanti realtà museali italiane, condividendo idee, progetti e criticità incontrate nel corso degli anni, per promuovere in maniera forte ed incisiva anche attraverso forme di collaborazione la conoscenza e la valorizzazione di collezioni che ancora rimangono chiuse “nel cassetto”.

PROGRAMMA VENERDÌ 22 NOVEMBRE 2024. Alle 9.30, in sala G. Gerola, registrazione partecipanti. Coffee Break. Alle 10.30, saluti istituzionali; 11.30, presentazione delle giornate di studi a cura di Annamaria Azzolini, responsabile scientifico; 11.45, inizio lavori, modera Katia Fortarel, Comune di Civezzano, Trento; 11.45, Veronica Barbacovi, TIROLER LANDESMUSEUM FERDINANDEUM, INNSBRUCK, “Rileggendo una scoperta: la tomba del Principe di Civezzano alla luce delle nuove ricerche”; 12.15, Annamaria Azzolini, MUSEO CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO DI TRENTO, “Esplorando le collezioni del Museo Castello del Buonconsiglio: il caso dei Longobardi di Civezzano”; 12.45, Elisa Possenti, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI, TRENTO, “La presenza longobarda in Trentino alla luce di recenti scavi nei musei e scavi sul campo”; pausa pranzo. Alle 14.30, inizio lavori, modera Veronica Barbacovi, Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck; 14.30, Francesca Morandini, Lucia Durjava, FONDAZIONE BRESCIA MUSEI, BRESCIA, “Longobardi nei musei di Brescia tra storia e innovazione”; 15.10, Stefano Papetti, MUSEO DELL’ALTO MEDIOEVO, ASCOLI PICENO, “Il Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno: il ritorno dei reperti Longobardi”; 15.40, Angela Borzacconi, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE, CIVIDALE DEL FRIULI, “Il Ducato longobardo del Friuli. Prospettive di ricerca e di valorizzazione”; discussione; 17, visita alla mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano” per i relatori.

PROGRAMMA SABATO 23 NOVEMBRE 2024. Alle 9, inizio lavori, modera Annamaria Azzolini, MUSEO CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO, TRENTO; 9, Rosanina Invernizzi, MUSEI CIVICI, PAVIA, “I materiali longobardi dei Musei Civici di Pavia”; 9.30, Armando Bernardelli, MUSEO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO, VICENZA, “Longobardi e dintorni. Materiali di epoca longobarda al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza”; 10, Anna Provenzali, MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO, MILANO, “La sezione altomedievale del Civico Museo Archeologico di Milano: l’allestimento attuale e le prospettive future”; coffe break; 11, Ilaria Negretti, MUSEI CIVICI, BOLOGNA, “Dal Museo Civico al Museo Medievale: la collezioni di metalli e oreficerie altomedievali”; 11.30, Elisa Panero, Patrizia Petitti, MUSEI REALI, TORINO, “Dalla “necropoli barbarica scoperta a Testona” alle tombe longobarde di Borgo d’Ale: appunti per il riallestimento del Settore del Territorio piemontese del Museo di Antichità — Musei Reali di Torino”; 12.10, conclusioni dei lavori; pausa pranzo; 14.30, visita alla mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano” per tutti.

Altino (Ve). Riprendono gli incontri “Scavi aperti” nel primo parco archeologico del Veneto: i nuovi resti riportati in luce della città romana del I secolo rivelano tracce di attività metallurgica adiacente alla grande cloaca scavata nel 2022

altino_parco-archeologico_scoperte_scavi-aperti_foto-vlman

Pubblico numeroso agli appuntamenti “Scavi aperti” nel parco archeologico di Altino (foto vlman)

Ritrovamenti dell’assetto urbano di Altino nel I secolo dopo Cristo, un tratto della città romana e materiali residuali di un edificio con tracce di un’attività metallurgica adiacente alla grande cloaca scavata nel 2022. Sono questi i principali ritrovamenti degli scavi in corso nella zona del parco archeologico di Altino, che ora sono visitabili durante gli appuntamenti di “Scavi aperti” (prenotazioni 0422.789443 e drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it). Il prossimo sarà giovedì 21 novembre 2024, alle 15.30. Il parco archeologico sta infatti collaborando con l’università di Padova (e in particolare con la prof. Rita Deiana) che si occupa di fare prospezioni geofisiche mirate all’apertura dei saggi di scavo. “Le prospezioni geofisiche sono indagini che non prevedono scavi (per questo sono dette «non invasive») ma attraverso impulsi elettrici o magnetici inviati nel sottosuolo restituiscono una sorta di radiografia di quello che c’è sotto – spiega la direttrice Marianna Bressan – i dati raccolti vanno interpretati, perché la prospezione rileva tanto il manufatto antico quanto il manufatto moderno, come un semplice tubo del gas, ma permette di capire dove concentrare gli scavi”.

altino_area-archeologica_cloaca_ripresa-scavi_3_foto-drm-veneto

Quartiere residenziale augusteo di Altino (Ve): il cantiere di scavo nella cloaca (foto drm-veneto)

altino_area-archeologica_cloaca_reperto-in-vetro-colorato_frammento_foto-drm-veneto

Frammento di oggetto in vetro colorato dalla cloaca dell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

La cloaca. La cloaca scoperta nel 2022 è un’infrastruttura sotterranea del quartiere urbano conservato nell’area archeologica del decumano. Questo quartiere fu uno dei primi a essere scoperto dell’Altino romana, negli anni Sessanta; successivamente fu interessato da scavi a più riprese, fino ai primi anni Novanta, senza che ne venissero esaurite le potenzialità archeologiche. Nel 2022, nell’ambito del progetto tutt’ora in corso, si è presentata l’occasione di riprendere a scavare. Da lì le sorprese inaspettate. Durante gli scavi è emerso il corpo di un imponente manufatto funzionale allo smaltimento idrico che ha permesso di raccontare i dettagli della vita quotidiana degli abitanti della zona. “Questo ultimo scavo – chiarisce Marianna Bressan – è avvenuto su un’area mai indagata prima, scelta per il suo potenziale e con un duplice obiettivo: procedere con la risistemazione dell’area già aperta al pubblico, con la speranza, ampiamente ripagata, di trovare qualcosa di nuovo”. E quel qualcosa di nuovo non si è fatto attendere troppo.

altino_parco_museo_mostra-modus-vivendi_vetri-romani_foto-vlman

Bottiglie in vetro dalla cloaca romana dell’area archeologica di Altino, esposte nella mostra “Modus vivendi” al museo Archeologico nazionale di Altino (foto vlman)

altino_archeologico_mostra-modus-vivendi_logoI reperti. I reperti più interessanti ritrovati nella cloaca sono esposti nella mostra “Modus vivendi” inaugurata a maggio 2023 e ancora visibile al museo (La mostra è stata ideata in collaborazione con il MUB – museo della Bonifica di San Donà di Piave e P.ET.R.A. soc. coop con il contributo di Regione del Veneto L.R. 17/2019 “Legge per la cultura”, annualità 2022 e di ministero della cultura Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali). Nella mostra si possono vedere recipienti di vetro di colori vivaci, suppellettili di ceramica decorata che facevano parte dell’arredo della casa ma anche un raro balsamario blu con inserti in foglia d’oro che serviva a contenere profumi o unguenti per la cura del corpo (in tutto l’Impero romano se ne conoscono soltanto nove di simili). Dall’allestimento facevano capolino tre coppette decorate che vivacizzavano la tavola imbandita e le lucerne, piccole lampade portatili ma anche gli oggetti “preziosi”, perle in pasta di quarzo, a forma di melone, che facevano parte di collane di uso quotidiano o l’ago, anch’esso di osso, che era una forcina per capelli.

altino_parco_area-archeologica_veduta-zenitale(38)_foto-vlman

Area archeologica di Altino intressata dagli scavi (foto vlman)

altino_parco-archeologico_logo_azzurroGli scavi sono ripresi grazie a un finanziamento ad hoc erogato per la prima volta da parte del ministero della cultura, in particolare della direzione generale Musei, e destinato proprio a campagne di scavo nei parchi archeologici nazionali (svolti oggi ad Altino dalla SAP Società archeologica). Il museo archeologico e l’area archeologica di Altino inoltre sono infatti ufficialmente diventati un Parco archeologico. Con il decreto del ministero della Cultura di marzo scorso (il decreto di istituzione del Parco è il numero 57 del 15 marzo 2024) il percorso cominciato tre anni fa è arrivato a compimento dando la spinta definitiva al nuovo progetto.

altino_archeologixo_marianna-bressan_nuovo-direttore-musei-archeologici-di-venezia_foto-drm-veneto

Marianna Bressan, già direttore del museo nazionale e area archeologica di Altino, è ora direttore del musei Archeologici di Venezia e della laguna (foto drm-veneto)

Sarà un “museo all’aperto”, che unirà dunque la parte attualmente contenuta nel museo Archeologico con quella degli scavi, in un unico percorso più fruibile al pubblico che racconterà la storia di un luogo e del suo paesaggio in tutti i suoi aspetti. “Ogni parco archeologico – commenta il direttore generale Musei prof. Massimo Osanna – è espressione di un sistema integrato che vede resti archeologici e paesaggio come elementi inseparabili, un contesto in cui la memoria storica si intreccia con il valore paesaggistico e ambientale, nello spirito della Costituzione. Il parco archeologico di Altino assume così un ruolo chiave nella ricerca, conservazione e valorizzazione di questo peculiare ambito territoriale, in un’ottica di promozione e fruizione sostenibile dei luoghi della cultura, in quella prospettiva di rete che caratterizza il nostro Sistema museale nazionale”. Il parco archeologico di Altino è inoltre stato inserito nel nuovo istituto dotato di autonomia speciale denominato Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, che comprende anche il museo archeologico nazionale di Venezia, il museo di Palazzo Grimani, il futuro museo Archeologico nazionale della laguna di Venezia sull’isola del Lazzaretto vecchio. Il nuovo istituto è diretto da Marianna Bressan.

Padova. Al Palazzo Liviano il convegno Internazionale “The Materiality of Sacred Textiles in Europe from Antiquity to the Middle Ages”: due giorni di confronto, in presenza e on line, sui manufatti tessili in contesti sacri europei dall’Antichità al Medioevo

padova_liviano_international-conference-the-materiality-of-sacred-textiles-in-europe-from-antiquity-to-the-middle-ages_locandina

Due giorni di confronto sui tessuti sacri antichi nel convegno Internazionale “The Materiality of Sacred Textiles in Europe from Antiquity to the Middle Ages” organizzato da Margarita Gleba, Zuleika Murat e Valentina Baradel del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. Appuntamento il 21 e 22 novembre 2024, in presenza nell’aula Diano e la sala Sartori di Palazzo Liviano, piazza Capitaniato 7 a Padova, e online. Per partecipare online è necessario registrarsi: unipd.link/sacredtextiles. Il convegno intende esplorare, in una prospettiva interdisciplinare, l’uso di diverse tipologie di manufatti tessili in contesti sacri europei, lungo un vasto arco cronologico dall’Antichità al Medioevo. Attraverso la lente della materialità – ovvero partendo dall’idea che le proprietà fisiche di questi manufatti influenzassero il loro uso e significato – il convegno proporrà una riflessione combinata con lo studio dei rituali e delle pratiche devozionali, supportata dalle fonti scritte, per approfondire il valore culturale e simbolico dei tessuti sacri nelle società antica e medievale.

PROGRAMMA DEL 21 NOVEMBRE. Palazzo Liviano, Aula Diano: alle 9, Welcome and Introduction. Session I MATERIALITY AND PERCEPTION OF SACRED TEXTILES, modera Giulia Zornetta, università di Padova; 9.15, Margarita Gleba (università di Padova) “Through the Scientific Looking Glass: The Unholy Materiality of Sacred Textiles”; 9.45, Lauren Bock (University of Texas at Austin) “An Exploration of the Sensory Properties of Fragrant Textiles in Antiquity”; 10.15, Alexandra Makin (Manchester Metropolitan University) “The Sacred Materialities of Early Medieval Embroidery in England (450-1100 CE)”; discussione; pausa caffè. Session II TEXTILES IN FUNERARY CONTEXTS, modera Valentina Baradel, università di Padova: 11.30, Emeline Retournard (Université Clermont Auvergne) “The Textiles from the Supposed Tomb of Odalric, Archbishop of Reims (10th Century; Marne, France)”; 12, Gretchen Meyers (Franklin & Marshall College, Lancaster) “Textiles and Transitions: Etruscan Sacred Cloth at Birth, Marriage and Death”; 12.30, Maria Stella Busana, Margarita Gleba, Melania Gigante (università di Padova) “Funerary Textile Use in Ancient Mediterranean: Recent Discoveries from Sardinia and Mainland Italy”; discussione; pausa pranzo. Session III DRESSING THE SACRED, modera Margarita Gleba, università di Padova: 15, Caroline Vogt (Abegg-Stiftung Riggisberg – Switzerland) “Gold-Embroidered Episcopal Shoes and Stockings of the High Middle Ages: Materials, Motifs and Meanings”; 15.30, Valentina Baradel (università di Padova) “Liturgical Vestments as Materialised Memories: The Embroidered Mitre for Jean de Marigny, Bishop of Beauvais”; 16, Mingzhu Lyu (University of Zurich) “Experiencing the Sacred: The Medieval Embroidered Silk Skull Reliquary from Turku Cathedral”; 16.30, Juliette Calvarin (Humboldt Universität zu Berlin) “Wrapped in Linen: The Holy Face and the Amice”; discussione.

PROGRAMMA DEL 22 NOVEMBRE. Palazzo Liviano, Sala Sartori: Session IV TEXTILES AND THE SACRED, modera Zuleika Murat, università di Padova; 9.15, Bela Dimova (università di Padova) “Textiles in Cult Contexts in the Aegean During the First Millennium BC”; 9.45, Sabine Schrenk and Petra Linscheid (Rheinische Friedrich Wilhelms – Universität Bonn) “A “Textile Archive” on the Veneration of Bishop Ambrose in Milan”; 10.15, Emma Lyandres (New York University’s Institute of Fine Art) “The Padua “Parokhet” as Gateway to Jerusalem: A Sacred Textile in Early Modern Italy”; 10.45, Mina Miyamoto (Paris Lodron Universität Salzburg) “Applications of Precious Textiles in Sacred Manuscripts with Special Focus on the Spanish Silk Woven”; discussione; 12, :osservazioni conclusive.

Parco archeologico di Ostia antica. Nuova visita guidata al museo delle Navi con Tiziana Sorgoni e nell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano col progetto “Muri per tutti” con Marina Lo Blundo e Valeria Di Cola

fiumicino_museo-delle-navi_inaugurazione-1_foto-parco-ostia-antica

Il museo delle Navi di Fiumicino (parco archeologico di ostia antica)

Il parco archeologico di Ostia antica propone questa settimana due visite guidate. Giovedì 21 novembre 2024, alle 10.30, al museo delle Navi di Fiumicino visita guidata al museo con focus sugli interventi di restauro compiuti e in corso sui relitti, a cura di Tiziana Sorgoni. Evento gratuito, compreso nel biglietto di ingresso al Museo, non è necessaria prenotazione.

ostia-antica_parco_visite-guidate-21-e-23-novembre_marina-lo-blundo_foto-parco-ostia-antica

L’archeologa Marina Lo Blundo durante una visita guidata al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Sabato 23 novembre 2024, alle 10, nell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano, visita guidata con focus mirato sulle tecniche murarie degli edifici portuali che caratterizzano i grandi complessi di stoccaggio di Portus: i Magazzini Traianei e i Magazzini Severiani. La visita sarà condotta da Marina Lo Blundo, responsabile scientifico dell’area, e da Valeria Di Cola, archeologa esperta di Archeologia dell’Architettura e ideatrice del progetto “Muri per tutti”. Evento gratuito, compreso nel biglietto di ingresso all’area archeologica; è richiesta la prenotazione via -mail a pa-oant.portus@cultura.gov.it.

ostia-antica_parco_visite-guidate-21-e-23-novembre_valeria-di-cola_foto-parco-ostia-antica

L’archeologa Valeria Di Cola durante una visita guidata al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

I muri sono veri e propri palinsesti che portano su di sé le tracce di una pluralità di azioni, distruzioni, ricostruzioni, restauri, riusi antichi e moderni. Attraverso l’osservazione delle tecniche murarie impiegate nella costruzione dei due complessi di stoccaggio si guarderanno gli aspetti strutturali e tecnologici, tipologici e funzionali e, quando possibile, anche cronologici. I due complessi di stoccaggio ben si prestano a un racconto incentrato sui muri: i Magazzini Traianei si conservano ancora in elevato su una vasta area e presentano diverse tipologie di paramenti murari, sintomatici delle diverse fasi di costruzione e di restauro che essi affrontarono nel corso della loro lunga vita, dalla seconda metà del I secolo d.C. alla fine del V secolo, con il passaggio delle mura tardoantiche e oltre, fino al IX secolo d.C.; i Magazzini Severiani, d’altro canto, pur presentando murature omogenee, offrono lo spunto per porsi domande sul loro progetto originario e sulla loro funzione.

ostia-antica_parco_porto-claudio-e-traiano_magazzini-traianei_muri_foto-parco-ostia-antica

I muri dei Magazzini Traianei nell’area archeologica di porti di Claudio e Traiano (foto parco archeologico ostia antica)

La visita ha la durata di circa due ore; è gratuita, compresa nel biglietto di ingresso all’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano. È necessaria la prenotazione all’indirizzo e-mail pa-oant.portus@cultura.gov.it. Il punto di ritrovo è presso la biglietteria. Al termine della visita guidata, che si concentra sull’Antemurale, sui Magazzini Traianei e i Magazzini Severiani, i partecipanti sono liberi di continuare la visita dell’area archeologica in autonomia.

Napoli. A Palazzo Reale la giornata di studio “Puteoli e il suo territorio: progetti di ricerca e attività di tutela” sui nuovi progetti di ricerca e sulle attività di tutela del territorio di Pozzuoli con un’attenzione particolare al Rione Terra

napoli_palazzo-reale_giiornata-di-studi-Puteoli-e-il-suo-territorio-progetti-di-ricerca-e-attività-di-tutela_locandina

“Puteoli e il suo territorio: progetti di ricerca e attività di tutela” è il titolo della giornata di studio, a cura di Mariano Nuzzo e Maria Luisa Tardugno, organizzata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli lunedì 18 novembre 2024 nella sala Carbonara del Palazzo Reale di Napoli, per un momento di condivisione e approfondimento sui nuovi progetti di ricerca e sulle attività di tutela che interessano il territorio di Pozzuoli, sviluppato grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza e le istituzioni accademiche delle regioni Campania e Molise.

napoli_palazzo-reale_giiornata-di-studi-Puteoli-e-il-suo-territorio_nuzzo-de-caro_foto-sabap-met-na

Giornata di studio “Puteoli e il suo territorio”: il soprintendente Mariano Nuzzo e l’archeologo Stefano De Caro (foto sabap-met-na)

“Questa giornata di studi”, dichiara Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, “rappresenta un’importante occasione per fare il punto sulle attività di ricerca e tutela che, negli ultimi vent’anni, hanno permesso di approfondire la conoscenza dell’antica Puteoli. Si tratta di un momento di confronto in cui passato e presente si riconnettono, fornendo una chiave per comprendere le dinamiche che sottendono le attività di studio e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Un’attenzione particolare è dedicata al Rione Terra, luogo unico di sperimentazione, dove archeologia e architettura si intrecciano per restituirci un quadro vivo delle tecniche costruttive e delle strutture urbane antiche. Questo evento ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari – dall’archeologia all’architettura alle tecniche costruttive – uniti dal desiderio di contribuire alla conoscenza e alla tutela di un patrimonio che appartiene a tutti. La divulgazione, infatti, è parte integrante della conoscenza: è nostro dovere rendere accessibili i risultati delle ricerche e trasmettere la consapevolezza del valore di ciò che ci circonda. La conoscenza è un bene collettivo, e non possiamo permetterci di non condividerla”.

pozzuoli_rione-terra_panoramica_foto-sabap-met-na

Panoramica del Rione Terra di Pozzuoli (foto sabap-met-na)

L’incontro, aperto con i saluti di Fulvio Maria Soccodato e Luigi Manzoni, è stato moderato da figure di rilievo come Stefano De Caro e Teresa Elena Cinquantaquattro. Durante la giornata, esperti e studiosi di fama nazionale hanno approfondito numerosi aspetti del patrimonio puteolano e delle attività di ricerca ad esso collegate. Il Rione Terra di Pozzuoli, con le sue stratificazioni storiche, è stato al centro di numerose discussioni, grazie agli interventi di Maria Luisa Tardugno, Lucia Manuela Proietti, Carmela Capaldi, Marco de Napoli, Giuseppe Faella e Aldo Giordano. Inoltre, i partecipanti hanno avuto modo di approfondire gli aspetti archeologici relativi al territorio puteolano con gli interventi di Luigi Cicala, Carlo Ebanista, Emanuela Spagnoli, Marina Taliercio e Antonella Ciotola, oltre che riflettere sulle trasformazioni sociali e culturali attraverso i contributi di Giuseppe Camodeca, Carlo Rescigno, Michele Silani e Michele Stefanile, tra storia, archeologia e tutela del territorio.