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Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Museo in Fest” il concerto solo piano di Remo Anzovino

Venerdì 8 agosto 2025, alle 21, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria apre le porte alla musica d’autore con un evento imperdibile: il concerto solo piano di Remo Anzovino, in programma nella suggestiva cornice di Piazza Paolo Orsi. Il concerto si inserisce nel calendario estivo del Museo, “Museo in Fest”, che per l’occasione osserverà un’apertura straordinaria dalle 20 alle 24. L’ingresso è consentito esclusivamente tramite l’acquisto del biglietto al link: https://ticketing.coopculture.it/…/8001FEAE-2821-CC67….

L’occasione è il tour di “Atelier”, album dal vivo con cui il celebre compositore festeggia vent’anni di carriera tra musica, arte e cinema. Un viaggio emozionante tra stili e suggestioni, colori e registri musicali, in cui il pianoforte diventa tela e pennello. In programma, alcuni dei brani più iconici del suo repertorio – da Nocturne in Tokyo a Yo te cielo, passando per Istanbul, Igloo e Vincent – riletti in una forma intima e potente. Con oltre 30 milioni di streaming e un Nastro d’Argento per la Musica dell’Arte, Anzovino si conferma una delle voci più originali del panorama musicale contemporaneo.

Ancona. Nei venerdì e sabato di agosto visiate guidate all’anfiteatro romano e ai resti archeologici degli edifici vicini

L’anfiteatro romano di Ancona (foto man-marche)

Anche per il mese di agosto 2025 sarà possibile visitare l’anfiteatro romano di Ancona e scoprire la lunga storia di quest’area del centro storico. Si potranno scoprire i resti archeologici di edifici vicino all’anfiteatro, visibili da via Pio II: si tratta dei balnea, le terme romane realizzate nel I secolo a.C., connesse e intrecciate alla struttura dell’anfiteatro, un caso davvero raro per il mondo romano. L’Anfiteatro romano di Ancona, che racconta la storia della città dall’età ellenistica ai giorni nostri, dalle terme romane al camminamento di marcia-ronda dell’ex carcere, è visitabile con guida il venerdì e il sabato, con partenza dal museo Archeologico nazionale delle Marche (via G. Ferretti, 6). Il venerdì visite guidate alle 14.30, 15.30, 16.30; il sabato visite guidate alle 17.30, 18.30, 19.30. Biglietti acquistabili alla biglietteria MAN Marche, fino a 15 minuti prima della partenza della visita. Biglietto intero (adulti) Anfiteatro + MAN Marche: 8 euro (con possibilità di visita al museo anche nel giorno successivo all’acquisto). Biglietto ridotto (18-25 anni): 2 euro. Gratuito per minorenni e categorie di legge. Posti limitati, info e prenotazioni al numero 071.202602.

Terme romane di Ancona: il pavimento del frigidarium con con l’iscrizione di dedica a Publio Hortorio Scauro (foto man-marche)

Balnea. I diversi spazi termali lasciano intuire le funzioni delle sale. Fra queste il grande frigidarium, pavimentato a mosaico bianco e nero con iscrizione di dedica a Publio Hortorio Scauro, che fece realizzare queste terme. In questa sala l’acqua fredda tracimava da una vasca (labrum), che doveva essere posizionata dove il pavimento è realizzato con lastre di trachite, una pietra vulcanica utilizzata ingegnosamente per un effetto antiscivolo.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, la visita guidata “Altorilievo di Pyrgi: dialogo tra arte e scienza” con Roberta Mingione secondo appuntamento di “Agosto all’ETRU”

Venerdì 8 agosto 2025, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, per “Agosto all’Etru”, “Altorilievo di Pyrgi: dialogo tra arte e scienza” con Roberta Mingione, secondo appuntamento guidato e gratuito alla scoperta delle collezioni del Museo. La visita proposta da Roberta Mingione si concentrerà su un’opera identitaria del Museo: l’altorilievo di Pyrgi. Si tratta della decorazione frontonale del tempio A di Pyrgi che molti studiosi ritengono fosse consacrato alla dea Leucotea, la “dea bianca”, dai Romani assimilata a Mater Matuta, dea profondamente legata ai riti di passaggio e transizione, come la nascita e l’aurora. Il mito raffigurato è quello dei “Sette contro Tebe” e racconta la contesa per il trono di Tebe da parte dei due gemelli Eteocle e Polinice, figli di Edipo. I due avrebbero dovuto alternarsi nel regnare, ma Eteocle non restituisce il regno al fratello e Polinice insieme a sette eroi attacca Tebe. Il visitatore sarà accompagnato a scoprire il legame tra espressione artistica e percezione estetica del manufatto. Ci interrogheremo sull’impatto emotivo di quest’opera, sulla percezione e gli stimoli che essa può generare nel visitatore e che vanno ben oltre la sua manifestazione artistica. La visita è compresa nel biglietto del Museo. Per partecipare è necessario prenotarsi all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

Egitto. Dopo annunci, smentite, rinvii il Governo fissa al 1° novembre 2025 la data ufficiale di inaugurazione del Grand Egyptian Museum (GEM) a Giza, a un passo dalle Piramidi: finalmente si potrà ammirare la Sala d’Oro con tutto il tesoro di Tutankhamon

Il grande atrio del Grand Egyptian Museum a Giza con la statua di Ramses II (foto ministry of tourism and antiquities)

Veduta panoramica del cantiere del Grand Egyptian Musem (Gem) del Cairo (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Sarà la volta buona? Dopo annunci, smentite, rinvii che hanno riempito le cronache degli ultimi anni, stavolta c’è una data “ufficiale” per l’apertura del Grand Egyptian Museum (GEM) a Giza, a un passo dalle Piramidi: il 1° novembre 2025. In una nota del ministero egiziano del Turismo e delle Antichità di mercoledì 6 agosto 2025 si legge: “Il primo ministro Mostafa Madbouly ha annunciato che il presidente Abdel Fattah El-Sisi ha approvato la data dell’inaugurazione ufficiale del Grand Egyptian Museum, che avrà luogo il 1° novembre 2025”. La nota poi precisa poi che “Il Primo Ministro ha inoltre incaricato tutti i ministeri e le autorità competenti di completare i preparativi finali per garantire che il museo e l’area circostante siano completamente pronti per questo evento storico, destinato a rappresentare un momento di orgoglio per tutti gli egiziani e un punto di riferimento sulla mappa culturale mondiale”.  Con oltre 100mila reperti, tra cui molti mai esposti prima, il museo offrirà uno scorcio senza precedenti sul vasto e storico passato dell’Egitto. Le sue facciate in vetro incorniciano viste mozzafiato sulle piramidi, fondendo senza interruzioni storia antica con brillantezza architettonica moderna. Un punto fondamentale dell’apertura ufficiale sarà l’inaugurazione della Sala d’Oro, dove sarà esposto tutto il tesoro di Tutankhamon.

Lo scalone d’onore del Grand Egyptian Museum a Giza (Cairo, Egitto) aperto al pubblico (foto ministry of tourism and antiquities)

Anche se la comunicazione viene dal ministero del Turismo e delle Antichità, la prudenza è d’obbligo, visti i precedenti. Quella più clamorosa fu la mancata apertura del GEM in concomitanza col centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon nella valle dei Re a Tebe Ovest (4 novembre 1922 – 2022) che portò a un’apertura parziale utilizzando alcuni spazi per ospitare eventi speciali e ricevere gruppi di visitatori in visite limitate ad alcune sezioni e aree all’interno del museo. Così il pubblico – dal 2022 – può visitare la Piazza dell’Obelisco Sospeso, la sala principale nota come Sala Grande, il museo dei Bambini e un’esperienza di realtà virtuale, giardini, ristoranti, caffè e negozi che includono i principali marchi egiziani. Entrando nella sala principale del Grande Museo Egizio, i visitatori possono anche vedere molte antichità uniche come la statua di Ramses II, le dieci statue del faraone Sesostri, la famosa Lista dei re di Saqqara e la stele di Merenptah o stele della Vittoria, oltre a due statue di faraoni di epoca tolemaica.

Due anni dopo, nel novembre 2024, non essendo ancora arrivato il momento dell’inaugurazione ufficiale, viene lanciata a livello sperimentale l’apertura di dodici sale che mostrano la storia dell’antico Egitto dalla preistoria all’epoca romana. E si annuncia l’apertura per la primavera 2025. La primavera arriva senza alcuna cerimonia. Ma il ministero del Turismo e delle Antichità fissa la data dell’inaugurazione al 3 luglio 2025. Stavolta è veramente tutto pronto. Ma il Governo egiziano deve fare i conti con la situazione contingente internazionale, soprattutto con la crisi medio-orientale, Israele, Gaza, Hamas, Libano, Hezbollah… Crisi che coinvolge anche l’Egitto come Paese – tra gli altri – di mediare tra le parti. Così a metà giugno 2025 il ministero annuncia che “l’apertura ufficiale del Grande Museo Egizio slitta all’ultimo trimestre di quest’anno. Alla luce degli attuali sviluppi regionali, è stato deciso il rinvio dell’apertura ufficiale del Grande Museo Egizio, prevista per il terzo giorno di luglio. Questa decisione è arrivata anche a causa della responsabilità nazionale dello Stato egiziano e del suo impegno a presentare un evento globale eccezionale in un’atmosfera si addice alla grandezza della civiltà egiziana e al suo patrimonio unico, e garantisce un’ampia partecipazione internazionale che segue l’importanza dell’evento”. E subito dopo comincia a circolare la data del 4 novembre 2025, subito smentita dalle autorità egiziane. Ora c’è la data del 1° novembre 2025: sarà quella definitiva?

Aquileia (Ud). “4.600 spettatori in piazza e 23.223 utenti unici da 13 Paesi in diretta streaming”: il presidente di Fondazione Aquileia dà i numeri della XVI edizione dell’Aquileia Film Festival. “L’AFF si conferma uno degli appuntamenti più attesi della programmazione culturale di Aquileia e dell’intero Friuli Venezia Giulia”

Aquileia Film Festival: suggestiva panoramica di piazza Capitolo gremita vista da drone (foto n.oleotto / fondazione aquileia)

Con la serata che ha visto protagonista Altan e con uno straordinario successo di pubblico in piazza e in streaming la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival, “Strati di memoria”, la rassegna di cinema arte e archeologia, che ha animato Aquileia per 6 serate, con 9 film e 12 ospiti delle conversazioni, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm con il sostegno di PromoTurismoFvg e di Cassa Rurale Fvg. E a dare i numeri che danno la misura di questo successo è lo stesso presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo.

Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, con Francesco Tullio Altan (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

“La splendida piazza Capitolo con la Basilica dei Patriarchi illuminata scenograficamente per l’occasione sono state il palcoscenico naturale di un’edizione che ha visto una straordinaria partecipazione”, sottolinea Corciulo, “quasi tutti esauriti, spesso già in fase di prenotazione, ogni sera gli 800 posti a sedere in piazza per un totale di 4600 persone in presenza e 23.223 utenti unici collegati in diretta streaming dall’Italia e dall’estero (Italia, Francia, Belgio, Croazia, Inghilterra, Stati Uniti,   Svizzera, Austria, Germania, Canada, Sud Africa, Thailandia, Argentina). Il 15% del pubblico in piazza appartiene alla fascia d’età 35-54, il 58% circa è over 55. Circa il 73% proviene dal Friuli Venezia Giulia, di cui poco meno della metà dalla provincia di Udine. Altre presenze dal Veneto, Lombardia e Lazio. L’Aquileia Film festival si conferma – continua Corciulo – uno degli appuntamenti più attesi della programmazione culturale di Aquileia e dell’intero Friuli Venezia Giulia. Un evento che unisce cinema, conoscenza e comunità e che ogni anno diventa occasione per riflettere sul valore della memoria come ponte tra passato e presente. Questa edizione è stata pensata per essere accessibile a tutti grazie a film sottotitolati, audiodescrizioni e trascrizioni in tempo reale delle conversazioni, permettendo a un pubblico sempre più ampio di partecipare e sentirsi coinvolto”.

Aquileia Film Festival 2025 (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

Anche sul web e sui social il festival è stato molto seguito: il sito internet della Fondazione Aquileia ha avuto un incremento di utenti del 21.7% nell’ultimo trimestre con 21.2% di nuovi utenti concentrati prevalentemente a cavallo di luglio e agosto nelle giornate del Festival. Sui social il pubblico risulta essere al 60% circa declinato al femminile con 77.000 utenti raggiunti nell’ultimo mese su Facebook, un incremento del 33% delle visite alla pagina. “La prossima edizione – annuncia Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia – si terrà dal 28 luglio al 4 agosto 2026”.

Trento. “Un giro al Sas al tempo dei Romani”, visita guidata a ritroso nel tempo per conoscere i segreti dell’antica Tridentum

Mosaici pavimentali della villa romana di Orfeo a Trento (foto sbc-tn)

Giovedì 7 agosto 2025, alle 15.30, “Un giro al Sas al tempo dei Romani”, una visita guidata a ritroso nel tempo per conoscere i segreti dell’antica Tridentum. Il ritrovo è allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza C. Battisti a Trento. Partecipazione 3 euro previa prenotazione al numero di tel. 0461230171 entro le 13 del 7 agosto. La quota non comprende il biglietto d’ingresso ai siti.

Il decumano minore nello Spazio archeologico sotterraneo (Sas) di Trento (foto sbc-tn)

Il percorso invita a scoprire i segreti dell’antica città romana camminando sui basoli del decumano minore che attraversava la città da Est a Ovest. Si potranno ammirare i raffinati mosaici dell’atrio e del triclinium di una ricca domus e scoprire le abitudini alimentari di chi viveva in Trentino duemila anni fa. La visita prosegue all’area archeologica di Palazzo Lodron dove si potrà ammirare un’antica vineria, vedere le mura meridionali della città e quanto è rimasto di una torre. Il percorso termina alla Villa romana di Orfeo, una ricca abitazione situata all’esterno della cinta muraria. Qui in un allestimento affascinante e suggestivo si potrà vedere lo straordinario mosaico pavimentale che raffigura il mitico cantore, oltre a numerosi vani, fra cui un impianto termale con lo spogliatoio e la stanza per il bagno caldo.

San Zeno (Val di Non, Tn). Al museo Retico l’incontro-laboratorio “L’arte delle situle illustrata con l’archeologia sperimentale” a cura di Stefano Buson, In occasione della mostra “RETI. Tesori archeologici del Ferdinandeum dalla Valle dell’Inn alla Val di Non”

Situla ricostruita con la tecnica usata dagli antichi popoli della Pianura Padana e delle Alpi (foto sbc-tn)

Stefano Buson, già funzionario restauratore alla direzione regionale Musei Veneto (foto drm-veneto)

In occasione della mostra “RETI. Tesori archeologici del Ferdinandeum dalla Valle dell’Inn alla Val di Non” è in programma giovedì 7 agosto 2025, alle 16.30, al museo Retico di Sanzeno in Val di Non (Tn) l’incontro-laboratorio “L’arte delle situle illustrata con l’archeologia sperimentale”, a cura di Stefano Buson già funzionario restauratore alla direzione regionale Musei Veneto, adatto a tutti per scoprire da vicino l’affascinante arte delle situle. Attraverso gli attrezzi e le lamine in corso di lavorazione, sarà possibile toccare con mano alcune situle ricostruite con la tecnica usata dagli antichi popoli della Pianura Padana e delle Alpi. Partecipazione gratuita previa prenotazione tel. 0463434125 (entro le 13 del 7 agosto).

La mostra, curata da Gianluca Fondriest, Wolfgang Sölder e Veronica Barbacovi, e visitabile fino al 12 ottobre 2025, è un progetto che unisce passato e presente, storia e arte, comunità e territorio. Pensata per raccontare la cultura retica attraverso i prestigiosi reperti concessi in prestito dal Ferdinandeum di Innsbruck, celebra il patrimonio condiviso delle culture alpine centro- orientali nell’età del Ferro e il profondo legame tra i territori un tempo abitati dai Reti. Al centro dell’esposizione, la cultura Fritzens-Sanzeno (conosciuta anche come “retica”) viene presentata come espressione di un mondo alpino dinamico, aperto agli scambi e alle relazioni, lontano dall’idea di una popolazione isolata tra le montagne. Reperti archeologici provenienti dalla Val di Non, dal Trentino, dall’Alto Adige e dal Tirolo – suddivisi in sezioni tematiche dedicate alla vita quotidiana, ai culti, alla scrittura, all’economia contadina e al ruolo del banchetto e del vino – dialogano con le opere di artisti contemporanei attivi nelle stesse aree alpine, accompagnati da suoni, filmati e illustrazioni realizzate appositamente per la mostra. Il percorso espositivo si sviluppa su tre piani di Palazzo Assessorile a Cles e in una sala del Museo Retico a Sanzeno. Non mancheranno laboratori didattici per bambini e famiglie, eventi serali e visite guidate: un’occasione unica per vivere un’esperienza culturale a tuttotondo. Perché ogni reperto è un frammento vivo del nostro passato, e ogni scoperta un invito a guardare il mondo con maggiore consapevolezza.

Pompei. Dai reperti organici nuovi dati sulla gestione e sfruttamento delle risorse animali (allevamento di pecore, capre e suini, pesci) e vegetali (coltivazione di cereali e legumi) per l’alimentazione degli antichi pompeiani: i risultati pubblicati dello studio sulla rivista Scientific Reports

Cacciagione e risorse ittiche: dettaglio di un affresco della Casa del Tiaso a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Come erano allevati pecore, capre e suini, ma anche come erano sfruttate le risorse acquatiche e coltivati i cereali e i legumi nell’antica Pompei. Lo studio di diversi prodotti che erano alla base dell’alimentazione della popolazione della città di Pompei, ma anche delle pratiche di coltivazione e gestione delle risorse alimentari, è oggetto di analisi dettagliate condotte nell’ambito della collaborazione tra il Laboratorio di Ricerche Applicate “Annamaria Ciarallo” del parco archeologico di Pompei e il Laboratorio DistaBiF dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, con il significativo apporto scientifico dell’università La Sapienza di Roma e il dipartimento di Archeologia dell’università di York. I risultati di questa ricerca sono riportati nell’articolo Open Access appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports “Variabilità isotopica basale in piante e animali e implicazioni per la ricostruzione della dieta umana nel I secolo d.C. Pompei”, pubblicato il 3 agosto 2025, con contributi di Silvia Soncin, Valeria Amoretti, Chiara Comegna, Chiara Assunta Corbino, Noemi Mantile, Simona Altieri, Maria Rosa Di Cicco, Valentina Giacometti, Jan Bakker, Marina Caso, Angela Trentacoste, Steven Ellis, Maria Anna Tafuri, Gabriel Zuchtriegel, Oliver Edward Craig, Carmine Lubritto (vedi https://www.nature.com/articles/s41598-025-12156-7).

Fichi recuperati dal sito di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“La ricerca continua anche dopo lo scavo; anzi, come mostra questo studio, un attento esame di testimonianze portate alla luce anche tempo fa, grazie all’uso di analisi e metodologie nuove, ci apre interi orizzonti di cui prima non avevamo idea”, sottolinea il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel. “Se un terzo della città antica di Pompei è ancora non scavato, la mole di dati potenzialmente ricavabile da analisi come queste non è nemmeno quantificabile, perché dipende dal progresso tecnologico e metodologico in corso. Sicuramente investiremo ancora nello studio dei resti umani e dei materiali organici a Pompei che riservono ancora molti segreti da svelare”.

Animali domestici e selvatici: dettaglio di un affresco della Casa del Tiaso a Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Mentre Pompei ha a lungo catturato l’immaginazione con la sua storia e la sua tragica fine”, scrivono gli autori nell’abstract del loro studio, “gli sforzi recenti si sono spostati verso la scoperta degli stili di vita quotidiana. Il nostro studio cerca di esplorare le pratiche agricole e di allevamento a Pompei, con l’obiettivo di esplorare la variabilità isotopica di diverse categorie di alimenti disponibili per i Romani all’interno di questa istantanea, scenario unico. A tal fine, utilizziamo l’analisi degli isotopi stabili del carbonio e dell’azoto di piante e animali. I nostri risultati suggeriscono una diversità di pratiche, con variazioni isotopiche di carbonio in cereali e leguminose che indicano l’utilizzo di una maggiore varietà di tecniche colturali rispetto alle colture arboree. Evidenziamo i diversi regimi di gestione utilizzati per le diverse specie animali – continuano – e scopriamo uno spettro di ambienti acquatici, indicativi della diversità delle pratiche di pesca. Questi risultati forniscono un supporto diretto alle prove archeologiche e alle interpretazioni testuali dei sistemi alimentari romani a Pompei. Tuttavia, il nostro set di dati rivela anche i limiti degli approcci isotopici di massa nel rilevare questa diversità alimentare quando lo usiamo per interpretare la dieta umana locale attraverso modelli di miscelazione. Al contempo, i nostri risultati mostrano che una linea di base isotopica ampia e ben contestualizzata può aiutarci a comprendere gli antichi sistemi alimentari, rivelando anche le sfide per districare la complessità della dieta utilizzando solo i dati sugli isotopi stabili di massa”.

Pane recuperato dal sito di Pompei (foto parco archeologico pompei)

La ricerca riguarda le risorse alimentari di Pompei, partendo da una base scientifica – analisi degli isotopi (atomi che hanno numero atomico, ma massa atomica diversa) del carbonio e dell’azoto – al fine di indagare la dieta degli antichi pompeiani, l’accesso alle risorse vegetali e animali, le pratiche di agricoltura e allevamento. Pochi sono i siti archeologici che costantemente restituiscono una tale quantità e varietà di reperti organici come nel caso di Pompei. Dunque oltre alle informazioni che emergono circa l’alimentazione dei pompeiani, questo studio fornisce anche utili dati circa la diversificazione delle tecniche di allevamento e produzione delle specie animali e vegetali. Le conclusioni, che rimandano a un approfondimento scientifico relativo alla dieta degli esseri umani e degli stessi animali, evidenziano un apporto alimentare estremamente variabile nei suini, oltre a differenti pratiche di allevamento per capre e pecore. Le ricerche riguardano anche il consumo di legumi e cereali, alla base dell’alimentazione della popolazione della città.  Si conferma inoltre la presenza nella dieta di risorse marine variegate, attestate nelle fonti letterarie, che riportano l’evidenza di uno sfruttamento intensivo delle risorse acquatiche. La dieta dei pompeiani e tali linee di ricerca sono già state oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “l’Altra Pompei” tenutasi nella Palestra Grande di Pompei (dicembre 2023 – dicembre 2024):

Datteri recuperati dal sito di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“La nostra analisi dei resti botanici e faunistici di Pompei e dintorni”, concludono gli autori dello studio, “fornisce una visione nuova e diretta delle pratiche agricole e di gestione animale prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I nostri dati isotopici suggeriscono varie condizioni di crescita di carbonio in cereali e legumi, comprendenti eventualmente materiale di importazione, come ipotizzato dagli studiosi dell’economia romana. Le differenze tra lenticchie e fave suggeriscono che sono state acquistate e coltivate in condizioni diverse, allineandosi con le osservazioni archeobotaniche e offrendo un supporto diretto. L’analisi degli isotopi stabili del carbonio e dell’azoto informa anche sulle pratiche di allevamento: i suini probabilmente ricevevano una dieta varia, mentre gli ovini e i bovini erano probabilmente allevati in pascoli diversi e foraggiati distintamente dalle capre. I polli, in modo unico, mostrano un segnale coerente del consumo di piante indicando un sistema di approvvigionamento distinto dagli altri animali. I pesci presentano una vasta gamma di variazioni di carbonio e azoto, valori indicativi di vari ambienti e comportamenti acquatici, coerenti con le evidenze archeologiche e letterarie dello sfruttamento intensivo delle risorse acquatiche nell’area”.

 

Arona (No). All’archeomuseo “Khaled al-Asaad” la conferenza “Alle origini di una bevanda di successo: la birra nella storia” con Cristiano Brandolini, terzo appuntamento del ciclo “Archeo-Vita, 5 sere di mezza estate per scoprire abiti, reperti e bevande dal profondo del tempo” nell’ambito della rassegna biennale “Viaggi nel tempo e nello spazio in una sera di mezza estate”

Cosa c’è di meglio di una bella birra fresca in una calda giornata d’estate! Ma chi ha inventato la birra? Con quali ingredienti era fatta in origine? Quando e in quali culture avremmo potuto bere un bel boccale di birra? Se ne parla mercoledì 6 agosto 2025, alle 21, all’archeomuseo “Khaled al-Asaad” di Arona (No), nella conferenza “Alle origini di una bevanda di successo: la birra nella storia” con Cristiano Brandolini, conservatore del civico museo Archeologico e Paleontologico di Arsago Seprio (Va), terzo appuntamento del ciclo “Archeo-Vita, 5 sere di mezza estate per scoprire abiti, reperti e bevande dal profondo del tempo” nell’ambito della rassegna biennale “Viaggi nel tempo e nello spazio in una sera di mezza estate” realizzata con il contributo del ministero del Turismo – Fondo, nell’ambito del progetto Palafitte Unesco, in favore dei Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica, nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità.

Vetulonia (Gr). Per la rassegna “Archeologia sotto le stelle 2025” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” conversazione archeologica “La collezione di Giovanni Pietro Campana. Un’occasione mancata” con Susanna Sarti, direzione regionale Musei della Toscana

Per la rassegna “Archeologia sotto le stelle 2025” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia conversazione archeologica “La collezione di Giovanni Pietro Campana. Un’occasione mancata” con Susanna Sarti, direzione regionale Musei della Toscana. Appuntamento mercoledì 6 agosto 2025, alle 21, in piazza Vetluna a Vetulonia. Ingresso libero. Il marchese Giovanni Pietro Campana costituì una delle più importanti collezioni private della prima metà del XIX secolo ed è stato una figura centrale, ma anche controversa, nella storia dell’archeologia e del collezionismo nell’Italia e nell’Europa dell’Ottocento. La sua incredibile collezione, dispersa a partire dal 1840 è in parte oggi visitabile nei grandi musei internazionali come il Louvre e l’Hermitage.