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Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Historias de tango”, un viaggio emotivo tra baladas, milongas, sesto appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Domenica 26 aprile 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto sesto appuntamento della stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. Appuntamento col concerto “Historias de tango” con Ettore Bassi, voce recitante; Gennaro Minichiello, violino; Giovanna D’Amato, violoncello; Manuel Petti, fisarmonica; Rachele Morelli e Nelson Piliu, ballerini di tango. La straordinaria voce di Ettore Bassi, con il supporto di un ensemble strumentale, guida il pubblico in un viaggio emotivo tra baladas, milongas, passioni, disillusioni e tradimenti, restituendo il pathos e l’ironia della cultura sudamericana. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET:  https://www.vivaticket.com/…/historias-de-tango/294516.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Contenere il cibo: nutrire il corpo rispettare la terra”, il secondo appuntamento del nuovo ciclo dei laboratori di ceramica “Kéramos”

Domenica 26 aprile 2026, alle 11, il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita un nuovo appuntamento del laboratorio di ceramica Kéramos dal titolo “Contenere il cibo: nutrire il corpo, rispettare la terra”. Un’esperienza che unisce archeologia, ceramica e cultura del cibo, trasformando i reperti del passato in un’esperienza concreta e creativa da vivere oggi. L’attività è inclusa nel biglietto d’ingresso o nell’abbonamento Paestum&Velia. I posti sono limitati a un massimo di 25 partecipanti ed è richiesta la prenotazione obbligatoria. Prenotazione su https://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/laboratorio-di-ceramica-keramos-contenere-il-cibo-nutrire-il-corpo-rispettare-la-terra/. L’attività è ispirata alle pratiche di conservazione e consumo del cibo nel mondo greco-romano: dalle anfore alle hydrie, fino alle ceramiche da mensa conservate nel museo, testimonianze preziose della vita quotidiana antica. Partendo da questi oggetti, i partecipanti potranno avvicinarsi a un modo di vivere profondamente legato alla terra, ai suoi ritmi e alle sue risorse, riscoprendo il valore dei materiali naturali e delle tradizioni. Guidati dalle artiste dell’Associazione Pandora Artiste Ceramiste, infatti, realizzeranno manufatti in argilla ispirati ai reperti esposti come piccoli contenitori per spezie e legumi, orci e vasetti decorati con motivi vegetali. A ispirare l’attività è stato anche un raffinato esemplare conservato nel museo, che si vede nella locandina dell’evento: una lekythos a vernice nera a forma di mandorla, databile al IV secolo a.C. e proveniente dal Santuario meridionale di Poseidonia. Realizzata in argilla e di piccole dimensioni (h 10 cm, larghezza 5 cm), presenta un corpo allungato e affusolato, con la parte superiore rivestita da vernice nera lucida. La porzione inferiore, invece, è lasciata grezza e incisa con grande cura per riprodurre la superficie rugosa del guscio di una mandorla, completa della tipica linea centrale. Priva di ansa e con una lieve sbeccatura sul bordo, questa forma così particolare restituisce un esempio significativo della creatività e della ricerca formale nella ceramica antica.

 

Melfi (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” appuntamento speciale con “La conversione di un cavallo. Tableaux vivants da Caravaggio” per le celebrazioni dei 50 anni del museo

Sabato 25 aprile 2026, negli spazi del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”, nel Castello di Melfi (Pz), “La conversione di un cavallo. Tableaux vivants da Caravaggio”, articolato in due turni, alle 17 e alle 18.15. Un appuntamento speciale che si inserisce nel programma di celebrazioni per i cinquant’anni del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi, un importante traguardo che si vuole condividere con il pubblico attraverso un calendario di iniziative di alto valore culturale. L’iniziativa propone un’esperienza immersiva di forte impatto visivo ed emotivo, in cui la pittura si fa azione scenica: i capolavori di Michelangelo Merisi da Caravaggio prendono vita attraverso la tecnica dei tableaux vivants, restituendo al pubblico la potenza espressiva dell’arte caravaggesca, fondata su intensi contrasti di luce e ombra, capaci di rivelare e coinvolgere profondamente lo spettatore. Lo spettacolo, a cura della compagnia Ludovica Rambelli Teatro di Dora De Maio, prevede la rappresentazione di 23 celebri tele del maestro lombardo, ricostruite dal vivo in una sequenza di immagini di straordinaria suggestione. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria al numero 0972238726. Con questa iniziativa, i Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa rinnovano il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale, promuovendo forme innovative di fruizione capaci di avvicinare pubblici diversi e offrire nuove chiavi di lettura dell’esperienza artistica.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale in occasione del 25 Aprile la visita guidata “Un patrimonio in fuga. La storia del salvataggio degli ori di Taranto”

In occasione del 25 aprile 2026, il museo Archeologico nazionale di Taranto propone un approfondimento al primo piano, sale XI e XII, con la visita guidata “Un patrimonio in fuga. La storia del salvataggio degli ori di Taranto”, un appuntamento alle 16.30 dedicato alla memoria e alla tutela del patrimonio culturale. Un racconto che attraversa uno dei momenti più delicati della storia del Museo: dall’armistizio alla Liberazione, ripercorrendo le vicende e il coraggio di chi contribuì al salvataggio degli ori di Taranto. Un’occasione per riscoprire il valore della cultura come bene da proteggere, anche nei tempi più difficili. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti al numero 099 4532112, indicando nome e cognome, email, telefono e numero di partecipanti.

25 Aprile, ingresso gratuito ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) con un ricco programma per una giornata all’aria aperta, tra storia, natura e luce

Primavera al parco archeologico di Paestum (foto pa-paeve)

Questo 25 Aprile 2026 ci si può concedere una pausa diversa dal solito. In occasione della Festa della Liberazione, i Parchi archeologici di Paestum e Velia aprono le loro porte gratuitamente (dalle 8.30 alle 19.30, ultimo ingresso 18.30), per vivere una giornata all’aria aperta, tra storia, natura e luce. “Lasciati avvolgere dal sole che illumina i templi di Paestum, cammina tra gli spazi senza tempo di Velia e riscopri il piacere delle cose semplici: un passo lento, uno sguardo curioso, il silenzio che racconta. È il momento perfetto per fermarsi, respirare e condividere. Porta con te chi ami e regalati qualche ora di bellezza, libertà e leggerezza”. Per la giornata, i parchi archeologici di Paestum e Velia propongono un programma di iniziative pensato per accompagnare il pubblico in un’esperienza di scoperta e partecipazione. A Paestum, visite ai depositi del Museo (alle 10, 12, 15 e 17) e percorsi guidati al Santuario e al giardino di Hera (alle 11); a Velia, itinerari tematici (alle 12 e alle 17), passeggiata al Crinale degli Dei (alle 10) e tour immersivo (dalle 9.30 alle 13.30) con la possibilità di spostarsi tra i due siti grazie al servizio di navetta gratuita, pensato per favorire una mobilità sostenibile e una fruizione integrata dei due siti.

Firenze. Per le festività primaverili visite guidate a Villa Corsini a Castello ristrutturata nel ‘600 dall’architetto e scultore granducale Foggini, oggi arricchita con marmi della raccolta del museo Archeologico nazionale

Veduta dall’alto del salone di Villa Corsini a Castello (Fi) (foto maf)

Facciata della Villa Corsini a Castello (Fi) (foto maf)

Occasione speciale per trascorrere un pomeriggio diverso, tra cultura e bellezza, nel cuore della primavera: “Storia e bellezza aprono i battenti a Villa Corsini a Castello” a Firenze. In occasione delle festività primaverili è possibile visitare guidati la villa comprata dal Consigliere del Granduca Cosimo III de’ Medici, Filippo Corsini, che ne affidò la ristrutturazione a Giovan Battista Foggini (1652-1725), architetto e scultore granducale, oltre che direttore delle manifatture di corte. La Villa rimase in proprietà dei principi Corsini fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando venne occupata dalle armate tedesche, per passare poi agli alleati della Divisione Fulgore. Successivamente i Corsini la diedero in affitto alle suore Dorotee che vi ospitarono il loro Educandato, ma fu requisita dal Commissariato per gli alloggi del Comune di Firenze perché fosse assegnata a quattro famiglie di sfrattati. Rimase così occupata fino al 1956, quando Tommaso Corsini avviò le pratiche di vendita. Passata dal 1971 al demanio dello Stato, dal 2015 è entrata a far parte della Direzione regionale musei della Toscana.

Salone di Villa Corsini a Castello (Fi) con i marmi romani (foto maf)

Visite guidate. Sabato 25 aprile 2026, alle 14, 15, 16, 17. Chiusura alle 18. Domenica 26 aprile 2026, alle 9, 10, 11, 12, 13. Chiusura alle 14. Venerdì 1° maggio 2026, alle 14, 15, 16, 17. Chiusura alle 18. Nel salone sono stati collocati alcuni fra i marmi più significativi della raccolta del museo Archeologico nazionale di Firenze fra cui spiccano la statua in porfido dell’imperatore Adriano, unica nel suo genere, e quella della Peplophoros da palazzo Cepparello, splendida replica d’età romana da un originale greco del V sec. a.C. Lungo le pareti del cortile, invece, hanno trovato posto numerosi sarcofagi etruschi in nenfro da Tuscania, provenienti dalla tomba gentilizia degli Statlane, databili dalla fine del IV al II secolo a. C., oltre ad un pregevolissimo sarcofago femminile da Tarquinia, decorato a bassorilievo con scene figurate cariche di valenze simboliche che alludono a riti e a culti salvifici. In altri ambienti del piano terra si è voluto invece recuperare parte della fastosa decorazione di marmi antichi un tempo nel “Ricetto delle Iscrizioni” degli Uffizi, allestito dal Foggini per Cosimo III quale maestoso ingresso alla Galleria e smantellato entro il 1920, dopo alterne fasi allestitive. Al primo piano il visitatore potrà invece ripercorrere la millenaria storia della piana fiorentina attraverso un’esposizione permanente di reperti rinvenuti nel territorio. Fra essi spiccano i resti del corredo della Tomba della Mula (fine VII sec. a.C.) e sculture funerarie di botteghe fiesolane arcaiche, tre i quali l’eccezionale Cippo di Settimello (metà VI sec. a.C.). È importante ricordare che dell’esposizione fanno parte anche reperti provenienti dalla città etrusca di Gonfienti, scoperta ormai oltre dieci anni fa non lontano da Calenzano.

 

25 aprile: ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

In occasione dell’ottantunesimo anniversario della Liberazione, sabato 25 aprile 2026 i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente.

Paestum. Al parco archeologico “pulizie di primavera” ai pavimenti mosaicati delle case romane: l’intervento della direttrice Tiziana D’Angelo e della restauratrice Milena Micillo

Interventi di pulizia sui pavimenti mosaicati delle case romane di Paestum (foto pa-paeve)

È primavera. Anche al parco archeologico di Paestum (Va) è tempo di “pulizie”. È la direttrice Tiziana D’Angelo a portarci direttamente sul cantiere delle case romane dove Milena Micillo, restauratrice Ales / parchi archeologici di Paestum e Velia, illustra l’intervento in atto sui pavimenti mosaicati delle domus. Ecco il video dei parchi archeologici di Paestum e Velia.

“Stiamo passeggiando per le case romane di Paestum”, spiega Tiziana D’Angelo. “È arrivata la bella stagione ed è tempo anche per noi di fare un po’ di pulizie di primavera. La nostra squadra di manutenzione programmata sta portando avanti un intervento importante sulle pavimentazioni mosaicate. Entriamo in una delle domus e spiamoli mentre lavorano”. “Nell’intervento di manutenzione e restauro dell’opus signinum”, spiega la restauratrice Milena Micillo, “abbiamo utilizzato principalmente del biocida per togliere la vegetazione che era all’interno della superficie lungo tutto il perimetro. Dopodiché ci siamo serviti di una pulitura utilizzando una soluzione in ammonio carbonato e di spazzole di nylon per la rimozione del deposito superficiale. Nella seconda fase abbiamo previsto di andare a rimuovere le stuccature che non sono compatibili attualmente con la superficie e rifarle con una malta compatibile con essa”.

 

Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Alla scoperta della Tomba delle Olimpiadi” di Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, primo incontro del secondo ciclo di conferenze “Attualità degli Etruschi” promosso dal Pact col Comune di Tarquinia

Al museo Archeologico nazionale di Tarquinia (Vt) al via il secondo ciclo di conferenze “Attualità degli Etruschi” promosso dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia con il coinvolgimento del Comune di Tarquinia: tre appuntamenti per esplorare le nuove scoperte e l’eredità vivente di questa civiltà straordinaria che ancora oggi parla al nostro presente. Si inizia venerdì 24 aprile 2026, alle 17, nella sala dei Capolavori del museo Archeologico nazionale di Tarquinia, con la conferenza “Alla scoperta della Tomba delle Olimpiadi” di Vincenzo Bellelli. Dopo i saluti di Francesco Sposetti, sindaco di Tarquinia, il direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia Vincenzo Bellelli guiderà i partecipanti alla scoperta della celebre Tomba delle Olimpiadi, un capolavoro dell’arte etrusca che racconta storie di atleti, corse e competizioni di oltre 2500 anni fa. Un’occasione unica per approfondire i dettagli pittorici e il significato di questa straordinaria opera. Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti in sala. Non è necessaria la prenotazione.

Il ciclo di conferenze “Attualità degli Etruschi” che accompagnerà gli appassionati fino alle porte dell’estate continua venerdì 29 maggio 2026, alle 17, con la conferenza di Mattia Maturo, ricercatore università dell’Insubria, su “Tarquinia e Capua bell’età orientalizzante: élite, scambi e nuovi modelli sociali”; e venerdì 5 giugno 2026, alle 17, con Rui Morais, professore università di Porto, su “Un patrimonio dimenticato: il miele degli Etruschi”.

 

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” la conferenza “Le prospezioni nello stagno di Cabras e lo scavo del nuraghe Cannevadosu” con le archeologhe della Fondazione Mont’e Prama, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu, secondo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”

Secondo appuntamento al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or) con i “Venerdì al Museo”: venerdì 24 aprile 2026, alle 18, nella sala conferenze del museo civico di Cabras, l’incontro “Le prospezioni nello stagno di Cabras e lo scavo del nuraghe Cannevadosu” con le archeologhe della Fondazione Mont’e Prama, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle attività di ricerca e scavo della Fondazione Mont’e Prama: dalle prospezioni nello stagno di Cabras fino allo scavo del Nuraghe Cannevadosu. Un’occasione per approfondire il lavoro sul campo e le nuove ricerche sul territorio. “Il nuraghe Cannevadosu è il primo ad essere indagato nel Sinis, e le prospezioni nello stagno danno conto del cambiamento della morfologia della laguna negli anni, grazie all’uso di tecnologie moderne”, sostiene Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “L’indagine non è solo un atto di recupero monumentale, ma una ricerca volta a comprendere la vita quotidiana e le strutture sociali in età nuragica. Desideriamo che la comunità sia coinvolta sugli sviluppi delle nostre ricerche scientifiche, sempre con l’obiettivo di fornire una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale di questo territorio”. Per partecipare all’incontro è necessaria la prenotazione al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/le-ricerche-della-fondazione-monte-prama-tickets-1987902484845?aff=ebemoffollowpublishemail&ref=eemail&utm_campaign=following_published_event&utm_content=follow_notification&utm_medium=email&utm_source=eventbrite