Firenze. Per le festività primaverili visite guidate a Villa Corsini a Castello ristrutturata nel ‘600 dall’architetto e scultore granducale Foggini, oggi arricchita con marmi della raccolta del museo Archeologico nazionale
Occasione speciale per trascorrere un pomeriggio diverso, tra cultura e bellezza, nel cuore della primavera: “Storia e bellezza aprono i battenti a Villa Corsini a Castello” a Firenze. In occasione delle festività primaverili è possibile visitare guidati la villa comprata dal Consigliere del Granduca Cosimo III de’ Medici, Filippo Corsini, che ne affidò la ristrutturazione a Giovan Battista Foggini (1652-1725), architetto e scultore granducale, oltre che direttore delle manifatture di corte. La Villa rimase in proprietà dei principi Corsini fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando venne occupata dalle armate tedesche, per passare poi agli alleati della Divisione Fulgore. Successivamente i Corsini la diedero in affitto alle suore Dorotee che vi ospitarono il loro Educandato, ma fu requisita dal Commissariato per gli alloggi del Comune di Firenze perché fosse assegnata a quattro famiglie di sfrattati. Rimase così occupata fino al 1956, quando Tommaso Corsini avviò le pratiche di vendita. Passata dal 1971 al demanio dello Stato, dal 2015 è entrata a far parte della Direzione regionale musei della Toscana.
Visite guidate. Sabato 25 aprile 2026, alle 14, 15, 16, 17. Chiusura alle 18. Domenica 26 aprile 2026, alle 9, 10, 11, 12, 13. Chiusura alle 14. Venerdì 1° maggio 2026, alle 14, 15, 16, 17. Chiusura alle 18. Nel salone sono stati collocati alcuni fra i marmi più significativi della raccolta del museo Archeologico nazionale di Firenze fra cui spiccano la statua in porfido dell’imperatore Adriano, unica nel suo genere, e quella della Peplophoros da palazzo Cepparello, splendida replica d’età romana da un originale greco del V sec. a.C. Lungo le pareti del cortile, invece, hanno trovato posto numerosi sarcofagi etruschi in nenfro da Tuscania, provenienti dalla tomba gentilizia degli Statlane, databili dalla fine del IV al II secolo a. C., oltre ad un pregevolissimo sarcofago femminile da Tarquinia, decorato a bassorilievo con scene figurate cariche di valenze simboliche che alludono a riti e a culti salvifici. In altri ambienti del piano terra si è voluto invece recuperare parte della fastosa decorazione di marmi antichi un tempo nel “Ricetto delle Iscrizioni” degli Uffizi, allestito dal Foggini per Cosimo III quale maestoso ingresso alla Galleria e smantellato entro il 1920, dopo alterne fasi allestitive. Al primo piano il visitatore potrà invece ripercorrere la millenaria storia della piana fiorentina attraverso un’esposizione permanente di reperti rinvenuti nel territorio. Fra essi spiccano i resti del corredo della Tomba della Mula (fine VII sec. a.C.) e sculture funerarie di botteghe fiesolane arcaiche, tre i quali l’eccezionale Cippo di Settimello (metà VI sec. a.C.). È importante ricordare che dell’esposizione fanno parte anche reperti provenienti dalla città etrusca di Gonfienti, scoperta ormai oltre dieci anni fa non lontano da Calenzano.



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