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Trento. Alla Casa della SAT l’incontro “La riscoperta del Bagno di San Martino a Trento”: l’archeologa Cristina Bassi e lo storico Marco Gramola presentano i risultati delle indagini condotte con metodo archeologico sui resti del bagno pubblico

“La riscoperta del Bagno di San Martino a Trento”: giovedì 19 marzo 2026, alle 20.30, nello Spazio Alpino alla Casa della SAT, in via Manci 57 a Trento, Cristina Bassi, archeologa della soprintendenza per i Beni culturali, e Marco Gramola, studioso della Grande Guerra e componente della Commissione Storico Culturale della SAT, presentano gli esiti della campagna di indagini condotte con metodo archeologico sui resti del bagno pubblico, dotato di una grande piscina, noto come “Bagno di San Martino”, in piazza Centa a Trento. . Realizzata negli ultimi decenni del XIX secolo, la struttura venne chiusa nel 1915. La serata è proposta nell’ambito del programma di attività culturali della SUSAT, la Sezione Universitaria della SAT, in collaborazione con la commissione Storico Culturale e la Biblioteca della SAT. L’ingresso è libero.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTa” che intreccia moda, arte antica e rappresentazioni del mondo femminile

Dal 19 marzo 2026 (vernice alle 18) e fino al 12 luglio 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTa”, realizzata grazie alla collaborazione tra il MArTA, la Fondazione Roberto Capucci e Civita Sicilia. Un percorso espositivo originale che mette in relazione il genio di Roberto Capucci con il patrimonio del museo Archeologico nazionale di Taranto, intrecciando moda, arte antica e rappresentazioni del mondo femminile. Bozzetti creativi e venti abiti di alta sartoria, vere e proprie sculture tessili che hanno segnato la storia della moda italiana nel mondo, entrano in dialogo con mosaici, ori, sculture e pitture vascolari, all’interno del percorso permanente e negli spazi dedicati alle mostre temporanee. Un confronto suggestivo tra forme, materia e ispirazioni, che restituisce tutta la forza di una visione artistica capace di attraversare il tempo.

 

Roma. A Palazzo Patrizi Clementi (Sabap met-Roma) la conferenza “Stalking e femminicidio nell’antica Roma, da Rea Silvia a Ipazia” con Giuseppina Ghini, ispettore onorario della Soprintendenza

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, istituita dalle Nazioni Unite l’8 marzo 1977, per dare risalto all’importanza della lotta per i diritti femminili e per l’emancipazione delle donne, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti organizza giovedì 19 marzo 2026, alle 17, a Palazzo Patrizi Clementi in via Cavalletti 2 a Roma, la conferenza “Stalking e femminicidio nell’antica Roma, da Rea Silvia a Ipazia”, quindi dalla fondazione al periodo tardoantico, con Giuseppina Ghini, ispettore onorario della Soprintendenza, che svilupperà il tema con il supporto di un’ampia documentazione storico-artistica che nel corso dei secoli ha ruotato intorno all’argomento. Con questa iniziativa si vuole porre l’attenzione su una tematica così delicata analizzando la condizione della donna in una società patriarcale come quella romana, che la relegava alle attività domestiche e alla procreazione. Il percorso narrativo avrà inizio dal principio stesso della storia di Roma, da Rea Silvia, madre dei gemelli Romolo e Remo, vittima di più uomini. Il racconto si concluderà con la vicenda di Ipazia protagonista di un mondo romano ormai diviso e prossimo alla caduta. Ingresso libero, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti. Per informazioni: sabap-met-rm.comunicazione@cultura.gov.it

 

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari, primo incontro del 2026 del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. Ecco il programma

Giovedì 19 marzo 2026, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, ripartono gli incontri del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca: sette appuntamenti, distribuiti da marzo a dicembre, grazie ai quali conoscere testi di recente pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del Museo di Storia Naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. Gli incontri si svolgono il giovedì pomeriggio, tra le 17 e le 18.30. Ogni intervento, della durata di un’ora e mezza, è strutturato in maniera seminariale e discorsiva, con una breve presentazione dell’opera, un dialogo con uno o più discussants e uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico. L’iniziativa è realizzata dai Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il programma. 19 marzo 2026, ore 17, “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre, 2025). Discutono con con i curatori Leonardo Latella (Musei Civici di Verona) e Antonio Guerreschi, già presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI. 30 aprile 2026, ore 17, “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (UTET, 2025). Discutono con l’autore Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) e Mara Migliavacca (Università di Verona). 14 maggio 2026, ore 17, “Morituri. La vera storia dei gladiatori” di Luca Fezzi e Marco Rocco (Garzanti, 2024). Discutono con Luca Fezzi, uno degli autori, Francesca Morandini (Musei Civici di Verona) e Patrizia Basso (Università di Verona). 17 settembre 2026, ore 17, “Veneti in Egitto.
Tra i Faraoni e l’Unesco”
di Silvana A. Bianchi e Giamberto Bochese (Cierre, 2023). Discutono con gli autori Andrea Tenca (Musei Civici di Verona) e Simonetta Ponchia (Università di Verona). 8 ottobre 2026, ore 17, “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra Alessandra Pizzato (Carocci, 2025). Dialogo tra curatori e autori del volume. 19 novembre 2026, ore 17, “Prima delle STEM. L’educazione scientifica nella storia d’Italia” di Chiara Martinelli (Junior, 2025). Discutono con l’autrice Fedra Alessandra Pizzato (Università di Verona) e Roberta Silva (Università di Verona). 17 dicembre 2026, ore 17: “Una scomoda eredità. L’africano negli studi antropologici fra Otto e Novecento” di Paola Zagatti (CLUEB, 2024). Discutono con l’autrice Monica Ghidoni (Musei Civici di Verona) e Anna Maria Paini (Università di Verona).

Copertina del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre Edizioni)

Si inizia dunque giovedì 19 marzo 2026, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, con la presentazione del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre Edizioni). I curatori dialogheranno assieme a Leonardo Latella, responsabile delle collezioni scientifiche del museo di Storia naturale di Verona, e Antonio Guerreschi, già presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI. Il libro esplora il mondo del ghiaccio e dei ghiacciai in Trentino considerandoli come ampi ecosistemi di alta quota e analizzando la loro evoluzione nel tempo. Utilizzando come filo conduttore i ghiacciai e le loro forme più nascoste, anche celate nel sottosuolo, l’opera racconta la storia di questi ambienti unici e fragili, seguendo l’evoluzione nel tempo della loro morfologia e di quella delle zone circostanti. La narrazione scientifica, arricchita da mappe storiche, da rilievi cartografici recenti e da pregevoli confronti fotografici, si intreccia con il racconto delle prime esplorazioni alpinistiche e con storie di uomini e donne che sui ghiacciai hanno vissuto e combattuto. Il testo pone l’attenzione sulle dinamiche di questi ecosistemi e su come la loro fragilità porti a interrogarsi sulle implicazioni ecologiche legate agli effetti dei cambiamenti climatici, con la formazione di nuovi ambienti e la perdita di biodiversità. Un viaggio che, attraverso le mutazioni della natura, invita a riflettere sulla relazione tra il nostro futuro e il destino delle montagne. La presentazione del libro accompagna la mostra “Ghiacciai Nascosti”, visibile al Museo di Storia Naturale fino al 12 aprile 2026.

 

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Fabio Negrino, docente di Preistoria e Protostoria al dipartimento di Antichità Filosofia Storia dell’università di Genova su “La fine di un mondo: gli ultimi neandertaliani di Liguria” 

Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 19 marzo 2026, alle 17, la conferenza “La fine di un mondo: gli ultimi neandertaliani di Liguria” con Fabio Negrino, docente di Preistoria e Protostoria al dipartimento di Antichità Filosofia Storia dell’università di Genova. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. I recenti scavi condotti presso l’Arma delle Manie (Finale Ligure, Savona) offrono nuovi e rilevanti dati sulla fase finale della presenza neandertaliana in Liguria. Il sito, collocato in una posizione strategica tra il litorale tirrenico e l’entroterra alpino-appenninico, documenta occupazioni musteriane attribuibili agli ultimi gruppi di Homo neanderthalensis dell’Italia nord-occidentale. L’analisi stratigrafica e dell’industria litica evidenzia strategie tecnologiche consolidate, un forte radicamento territoriale e un approvvigionamento prevalentemente locale delle materie prime, suggerendo comunque una mobilità non limitata e ben definita. I dati dell’Arma delle Manie si inseriscono nel più ampio quadro della transizione tra Paleolitico medio e superiore, contribuendo al dibattito sulla persistenza, l’adattamento e la scomparsa delle popolazioni neandertaliane in un’area di cerniera ecologica e culturale, poco prima dell’arrivo stabile di Homo sapiens nella regione.

 

Roma-Eur. Al Muciv la mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)” a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri, e il convegno scientifico internazionale “150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini, suo ideatore e fondatore”. Ecco il programma.

Centocinquant’anni fa, nel 1876, inaugurava a Roma il museo Preistorico ed Etnografico fondato dall’archeologo Luigi Pigorini. Oggi il MUCIV-Museo delle Civiltà, che dal 2016 ne è l’erede, torna a quel momento fondativo non solo per celebrarne l’origine, ma per condividere con il pubblico le prospettive aperte dalla storia stratificata dell’istituzione: una vicenda che intreccia la storia culturale dell’Italia, le relazioni internazionali e l’evoluzione disciplinare, etica e formativa dei musei. Giovedì 19 marzo 2026, alle 19, al Muciv di Roma-EUR, inaugurazione della mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)” a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri, in collaborazione con le funzionarie e i funzionari del museo e con la supervisione generale di Andrea Viliani. Dal 20 marzo al 28 giugno 2026, la mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)”, a ingresso libero, proporrà quindi un doppio itinerario: da un lato la ricostruzione del museo del 1876 e del progetto museografico pigoriniano; dall’altro la presentazione del museo di oggi, con due percorsi distinti tra archeologia preistorica ed etnografia e due installazioni dedicate ai processi di aggiornamento, all’incremento dell’accessibilità fisica e cognitiva e alle pratiche di compartecipazione attivate dentro e fuori il museo. Attraverso documenti, reperti, arredi e dispositivi espositivi d’epoca, il percorso espositivo ricostruisce la genesi in Italia dell’archeologia preistorica e dell’etnografia, ripercorrendo le trasformazioni che hanno condotto all’attuale configurazione e missione del museo.

Ritratto di Luigi Pigorini ormai anziano (foto unipd)

La mostra è accompagnata da un convegno scientifico internazionale “150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini, suo ideatore e fondatore”, dal 19 al 21 marzo 2026, che vuole celebrare il primo secolo e mezzo dell’istituzione non come semplice ricorrenza, ma come occasione di riflessione critica. Ricordare il ruolo fondativo di Luigi Pigorini significa così guardare al passato per comprendere il presente e assumere, con responsabilità, il compito di connettere le proprie origini storiche alle prospettive in divenire. Un museo nato nel XIX secolo si configura oggi come un’istituzione che agisce nel presente e si proietta verso il futuro, con le sue molteplici storie ancora in corso.

Il museo Preistorico ed Etnografico ospitato al Collegio Romano (foto archivio muciv)

PROGRAMMA: I SESSIONE Luigi Pigorini e il suo tempo (1860-1925) – Giovedì 19 marzo 2026. Alle 14.30, saluti istituzionali; 15, relazioni introduttive: Massimo Tarantini, Michele Cupitò, Claudio Mancuso; 15.30, Angela Mutti, Maria Grazia Rossi, “Corso libero di paleoetnologia per servire ai profani. Luigi Pigorini e la divulgazione della novella scienza”; 15.45, Massimo Cultraro, “Vorrei servire il Regno d’Italia: Heinrich Schliemann e Luigi Pigorini”; 16, Maria Gloria Roselli, “Polemiche fiorentine dopo la fondazione del Museo Preistorico Etnografico a Roma”; 16.15, Coffee break; 16.30, Roberto Macellari, Giada Pellegrini, “Gaetano Chierici e Luigi Pigorini. Un difficile equilibrio nella dialettica degli scambi. Il contributo del Museo di Reggio Emilia alla formazione del Museo Preistorico Etnografico di Roma”; 16.45, Nicoletta Martinelli, Massimo Saracino, Alberta Facchi, “Lontano da Roma l’Esposizione Preistorica Veronese del 1876 e la costruzione della cultura scientifica nella provincia post-unitaria”; 17, Elisabetta Mangani, Filippo Comisi, “I materiali del Museo Kircheriano conservati nel museo fondato da Luigi Pigorini”; 17.15, Anna Depalmas, Noemi Fadda, “Luigi Pigorini e la Sardegna. Scoperte, ipotesi archeologiche e politiche culturali”; 17.30, discussione; 18.30, inaugurazione della mostra “Origine e Prospettive. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876-2026)”.

Il museo Preistorico ed Etnografico ospitato al Collegio Romano (foto archivio muciv)

Venerdì 20 marzo 2026. Alla 9.30, Sara Faralli, Andrea Gaucci, Silvia Paltineri, “La politica archeologica nell’Italia post-unitaria alla luce del carteggio tra Luigi Pigorini e Gian Francesco Gamurrini”; 9.45, Fabiana Dimpflmeier, Myriam Pilutti Namer, “Luigi Pigorini, Giacomo Boni e Lamberto Loria. L’impatto del modello dell’archeologia preistorica sull’etnografia italiana”; 10, Pierfrancesco Fedi, “Dalla Cina e dal Giappone: le variegate modalità di acquisizione dei pezzi cinesi e giapponesi del Museo Nazionale Preistorico Etnografico sotto la direzione di Luigi Pigorini”; 10.15, Massimo Casagrande, “Luigi Pigorini, i Taramelli e la Sardegna: mezzo secolo di collaborazioni”; 10.30, Mario Mineo, “La “Capanna Pigorini” e la problematica dei falsi nella costruzione dell’identità nazionale”; 10.45, Gloria Manenti, Marco Foravalle, “La Real Casa nelle collezioni del Museo di Pigorini. Legami e scambi di collezioni extra-europee (1878-1919)”; 11, Stefania Quilici Gigli, “Luigi Pigorini e il valore culturale del progetto di scavo a Norba”; 11.15, Coffee break; 11.30, Paola Poli, Elena Rodriguez, Alessandra Serges, “Una collezione da Verucchio nel Museo preistorico etnografico di Roma”; 11.45, Francesco Rubat Borel, “Un atlante del Bullettino di Paletnologia Italiana degli anni di Luigi Pigorini”; 12, Paolo Boccuccia, Francesca Candilio, Myriam Pierri, “Carissimo amico… i contatti internazionali di Luigi Pigorini attraverso i libri della sua biblioteca”; 12.15, Francesco di Gennaro, “Le antichità di Tolfa e Allumiere nella visione di G.A. Colini”; 12.30, discussione; 13, Pausa pranzo.

Il museo Preistorico etnografico “Luigi Pigorini” all’Eur di Roma (foto mibac)

II SESSIONE L’eredità di Pigorini dalla crisi alla rinascita (1925-1992). Alle 14.15, relazioni introduttive: Alessandro Guidi, Vito Lattanzi; 14.45, Stefano Pintor, Vincenza Scala, “Dalla gestione museale al recupero delle Navi di Nemi. L’attività scientifica di Ugo Antonielli”; 15, Myriam Pierri, Alessandro Quercia, Francesco Rubat Borel, “Il museo pigoriniano dal 1934 al 1954 tra regime, guerra, dopoguerra. Gli anni di Pietro Barocelli”; 15.15, Antonella Romani, “La tardiva ricezione della Preistoria nella manualistica scolastica. Una revisione critica dei programmi ministeriali e di un campione significativo di libri di testo dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra”; 15.30, Giulia Pessina, Francesca Manuela Anzelmo, Beatrice Falcucci, Silvia Florindi, Myriam Pierri, “La spedizione archeologica italiana in Perù (1959-1962) negli archivi del MUCIV-Museo delle Civiltà e dell’IIPP”; 15.45 Coffee break; 16, Anna De Santis, “Il Museo Nazionale Preistorico-Etnografico “Luigi Pigorini” e le ricerche di protostoria. La necropoli di Osteria dell’Osa”; 16.15, Giulia Recchia, Alberto Cazzella, “Salvatore Maria Puglisi e l’eredità di Luigi Pigorini nel secondo dopoguerra”; 16.30, Elisa Dalla Longa, Alberta Arena, Irene Baroni, Paolo Boccuccia, Diana Dobreva, Ivan Drnić, Michele Pacioni, “Collezioni museali, archivi e storia delle ricerche. I materiali Radmilli dalla Grotta del Gambero (Isola di Lastovo, Dalmazia) tra il MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma e il MNU di Padova”; 16.45, Claudio Giardino, “Analisi archeometallurgiche su reperti del Museo Nazionale Preistorico-Etnografico Luigi Pigorini”; 16.45, discussione.

Preistoria, storia dell’antropocene: il nuovo allestimento al Muciv – Palazzo delle scienze (foto giorgio benni)

III SESSIONE Dalla Soprintendenza Speciale al MUCIV-Museo delle Civiltà: musei, saperi disciplinari e politiche della cultura – Sabato 21 marzo 2026. Alle 9, relazioni introduttive: Andrea Cardarelli, Berardino Palumbo, Andrea Viliani; 9.45, Leandro Ventura, Francesco Rubat Borel, “2015-2017, dal Polo Museale al MUCIV-Museo delle Civiltà. Travagli e resilienza di un museo in una età di riforme”; 10, Giulia Cervi, Serena Francone, Alessandra Montedoro, Laura Tocci, “Tra passato e presente. La conservazione del materiale polimaterico dal Regio Museo Preistorico Etnografico al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 10.15, Michela Grimaldi, Myriam Pierri, Antonio Borrani, “Il metodo scientifico per Luigi Pigorini e la sua eredità nel MUCIV-Museo delle Civiltà”; 10.30, Rosa Anna Di Lella, “Rifondare un museo, riallestire una collezione. Per una storia critica del ri-allestimento del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini dagli Anni Sessanta a oggi”; 10.45, Coffee break; 11, Davide Domenici, “Storie di cose. La cultura materiale come terreno di dialogo interdisciplinare al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 11.15, Francesca Alhaique, Luca Bondioli, Antonio Tagliacozzo, Alessandra Sperduti, “Il Servizio di Bioarcheologia. Esperienze di laboratorio condiviso al MUCIV- Museo delle Civiltà”; 11.30, Lucia Borrelli, “Valorizzazione e reinterpretazione delle storiche collezioni del Museo di Antropologia dell’Università di Napoli Federico II”; 11.45, Francesca Manuela Anzelmo, “Archivi fotografici e diritto alla memoria. Rilettura storica e pratiche collaborative su alcune fotografie del Fondo Giglioli presso il MUCIV-Museo delle Civiltà”; 12, Gaia Delpino, Amarachi Cynthia Aniagu, Paolo Ricci, Ferdinando Spanò, Adriana Firrincieli, Alessandra Sperduti, “Restituire voci agli oggetti. Un olifante dell’antico regno di Dahomey come caso di studio multidisciplinare”; 12.15, Elisa Dalla Longa, Katalin Jankovits, Paolo Boccuccia, Myriam Pierri, Daniele Rossetti, Francesca Alhaique, “Luigi Pigorini e i reperti pre-protostorici da Ungheria, Serbia e Slovacchia al MUCIV-Museo delle Civiltà. Uno studio di archeologia interdisciplinare, storia degli studi e biografia delle collezioni”; 12.30, Camilla Fratini, Giulia Cantisani, Valeria Bellomia, “Tra archeologia ed etnografia. Nuove acquisizioni e pratiche collaborative per il riallestimento della collezione mesoamericana del MUCIV-Museo delle Civiltà”; 12.45 Pausa pranzo; 14, Laura Giuliano, “L’Asia a Roma. Fusione, dialogo e trasformazione delle collezioni orientali riunite al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 14.15, Fabiola Tambone, “Dal collezionismo privato al patrimonio pubblico. La collezione africana di Eugène Berman al museo pigoriniano”; 14.30, Ludovica Piazzi, Sara Visco, “Felice chi gli tocca. La rappresentazione del corpo femminile nelle insegne dei cocomerai delle collezioni di Arti e Tradizioni Popolari del MUCIV-Museo delle Civiltà. Problematiche e prospettive di allestimento”; 14.45, Chiara Cecalupo, “La collezione archeologica e etnografica del Museo della catacomba di Sant’Agata (Malta)”; 15, Marco Izzolino, “Verso un “museo liquido”. L’apporto del visitatore estraneo al contesto territoriale nella conoscenza, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale”; 15.15, Matteo Lucchetti, “Metodologia contemporanea per le collezioni nazionali del MUCIV-Museo delle Civiltà. Nuovi linguaggi e prospettive per riscrivere storie e creare nuove relazioni”; 15.30, Coffee break; 15.45, Cinzia Lamolinara, “Rendere visibile l’invisibile. Depositi museali etnografici e pratiche etiche di custodia condivisa 16.00 Emanuela Rossi – Indigenità contemporanea e patrimonio culturale. Il caso canadese 16.15 Alessandro Lupo – Le comunità indigene messicane e i musei. Luci e ombre di un secolare rapporto 16.30 Alessandra Sperduti, Luca Bondioli, Giusy Capasso, Claudio Cavazzuti, Viola Cecconi, Carmen Esposito, Luciano Fattore, Ivana Fiore, Melania Gigante, Eveline Guidi, Naomi Imposimato, Federica Iovino, Jessica Melchiorre, Alessia Nava, Serena Vaccaro, Francesca Alhaique – “Quel popolo ebbe il costume di bruciare i propri morti” (L. Pigorini). Conservare, analizzare e valorizzare le sepolture a cremazione al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 16.45, Eleonora D’agostino, “Folklore “non conforme” e collezionismo in Italia oggi”; 17, Francesca Coletti, Alessandro Ciccola, Ilaria Serafini, Michela Grimaldi, “Dalla vocazione di Luigi Pigorini al futuro della ricerca museale. Indagini archeometriche sui tessuti copti del MUCIV-Museo delle Civiltà”; 17.15, discussione.

 

Roma. Nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari la conferenza “Crypta Balbi. Nuovi dati dallo scavo archeologico e prospettive di valorizzazione” per il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma” a cura di Federica Rinaldi e Saveria Petillo

Per il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma”, dedicato alla presentazione dei cantieri del grande progetto “URBS, dalla città alla campagna romana”, a cura di Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e di Saveria Petillo, appuntamento mercoledì 18 marzo 2026, alle 17, nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari a Roma, la conferenza “Crypta Balbi. Nuovi dati dallo scavo archeologico e prospettive di valorizzazione”, in collaborazione con la Rettoria di S. Caterina de’ Funari e l’Istituto Romano di S. Michele. Intervengono Chiara Matteazzi, Tstudio Guendalina Salimei e BCD progetti, e Antonella Ferraro, a cura dei gruppi di lavoro coordinati dai Responsabili dei Progetti e dai Direttori dei Lavori con la partecipazione dei progettisti e delle imprese coinvolte. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-si…

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro Paolo di Paolo su “Viaggio nella letteratura del 900”: nuovo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 18 marzo 2026, alle 17.45, appuntamento con Paolo di Paolo su “Viaggio nella letteratura del 900”, per l’ultimo talk della serie “Il viaggio” il grande scrittore Paolo Di Paolo, novello Virgilio, condurrà i partecipanti tra le vie della letteratura del 900 che tra Nobel e grandi novità ci ha aperto le porte verso il futuro. Ingresso gratuito in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com.

Lo scrittore Paolo di Paolo (da FB)

Paolo di Paolo è un autore italiano nato a Roma il 7 giugno 1983. Ha conseguito la laurea in Lettere alla Sapienza di Roma e ha ottenuto un dottorato di ricerca in Studi di Storia Letteraria e Linguistica Italiana all’Università Roma Tre. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui “Raccontami la notte in cui sono nato” e “Mandami tanta vita”, e ha vinto vari premi, tra cui il Premio Mondello e il Premio Salerno Libro d’Europa. Inoltre, ha collaborato con La Repubblica, L’Espresso e Vanity Fair, e ha condotto le Lezioni di Storia all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, visita guidata alla mostra “I COLORI DI TRIDENTVM” con la curatrice Cristina Bassi

La mostar “I colori di Tridentvm” nello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento (foto sopr-tn)

Mercoledì 18 marzo 2026, alle 16, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, visita guidata alla mostra “I COLORI DI TRIDENTVM” con la curatrice Cristina Bassi, archeologa della soprintendenza per i Beni culturali per la provincia autonoma di Trento. Il ritrovo è allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento in piazza Cesare Battisti, per poi proseguire alla Villa romana di Orfeo. La partecipazione è inclusa nel biglietto di ingresso al sito, previa prenotazione al tel. 0461 230171. La mostra offre una nuova visione della città fondata dai Romani sulle sponde del fiume Adige: mosaici, affreschi e reperti marmorei esposti per la prima volta al pubblico e un filmato con ricostruzioni virtuali conducono alla scoperta dei colori che abbellivano gli spazi privati e pubblici della Trento di duemila anni fa.

Padova. Al museo di Scienze archeologiche ed Arte di Palazzo Liviano inaugurazione della mostra “Nel suburbio di Padova. Il contesto funerario romano di via Sant’Eufemia” a cura di Stefania Mazzocchin, Cecilia Rossi, Silvia Tinazzo

Mercoledì 18 marzo 2026, alle 17, al museo di Scienze archeologiche ed Arte di Palazzo Liviano in piazza Capitaniato 7 a Padova, inaugurazione della mostra “Nel suburbio di Padova. Il contesto funerario romano di via Sant’Eufemia” a cura di Stefania Mazzocchin, Cecilia Rossi, Silvia Tinazzo, frutto di collaborazione tra il dipartimento dei Beni culturali, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio (SABAP) di Padova e il Centro Ateneo per i Musei dell’università di Padova. All’inaugurazione intervengono Maria Stella Busana, dipartimento dei Beni culturali, università di Padova; Elena Pettenò, soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Padova Treviso e Belluno. La mostra è visitabile dal 18 marzo al 20 maggio 2026 ogni mercoledì non festivo, dalle 15 alle 18, sabato 4 aprile e sabato 2 maggio dalle 9.30 alle 13. La Mostra è visitabile al solo costo del biglietto d’ingresso ordinario al Museo. Ingresso gratuito per la comunità @unipd.

Attività al Laboratorio Didattico di Archeologia Funeraria (LaDAF) dell’università di Padova (foto agnese lena / unipd)

Vaso ossuario dalla necropoli di via Sant’Eufemia a Padova (foto sabap-pd)

La mostra illustra i risultati di un lungo e complesso progetto di ricerca dedicato allo studio di un contesto funerario romano scavato in via Sant’Eufemia a Padova, applicando metodologie e tecniche sia tradizionali che all’avanguardia, configurandosi come un modello di indagine nel settore dell’archeologia funeraria. Analisi e studio si sono svolti nell’ambito di un laboratorio didattico interdisciplinare presso i Laboratori di Archeologia dell’università di Padova, con la partecipazione di studenti, specializzandi e dottorandi, accanto a specialisti di alta qualificazione. Il percorso della mostra consente di comprendere quale fosse in epoca romana il rapporto tra centro abitato e suburbio, dove si insediano e si espandono le necropoli occupando terreni bonificati e resi asciutti grazie al riutilizzo di contenitori da trasporto. Nelle vetrine sono presentate alcune delle tombe ritrovate con il loro corredo, che ben esemplificano il rituale funerario della cremazione indiretta. Le analisi antropologiche dei resti ossei umani e quelle biomolecolari applicate su alcuni dei materiali esposti rivelano dettagli più precisi sulle pratiche di cremazione e sui riti alimentari e di purificazione messi in atto presso le tombe. Chiude il percorso l’analisi di alcuni reperti rinvenuti nello scavo di via sant’Eufemia, che consentono di localizzare nel suburbio anche una serie di attività artigianali