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Verona. Al Centro Polifunzionale di Quinzano al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano. Ecco il programma

Dal 24 febbraio al 26 maggio 2026, alle 20, nella sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale, in via Quinzano 24D a Verona, al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, articolato in quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano per offrire un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona. Gli appuntamenti sono promossi dalla Circoscrizione 2ª, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, i Musei Civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza. Il ciclo di conferenze rappresenta un’occasione di divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio archeologico locale, favorendo il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e cittadinanza, e restituendo centralità a Quinzano come luogo chiave per la comprensione delle origini più antiche di Verona. Attraverso il contributo di studiosi e ricercatori che hanno dedicato parte significativa delle loro ricerche all’analisi del sito, verranno affrontati temi legati all’insediamento umano nel Neolitico, alle pratiche funerarie, alla cultura materiale e alle più recenti metodologie di analisi applicate ai reperti archeologici e antropologici.

Il programma è stato presentato dal consigliere comunale Pietro Trincanato, su delega dell’assessora alla Cultura Marta Ugolini, insieme ad Andrea Rosignoli soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; e a Leonardo Latella e Massimo Saracino dei Musei Civici di Verona – museo di Storia Naturale. “Un calendario di appuntamenti di particolare interesse”, evidenzia il consigliere Pietro Trincanato, “che non solo arricchisce gli eventi in programmazione in Circoscrizione 2^ ma è anche la prova tangibile della forza delle collaborazioni, essendo il risultato di un fattivo lavoro di squadra fra istituzioni di ogni livello. Una proposta che mira a valorizzare la storia del nostro territorio da una prospettiva che è assolutamente originale. Siamo abituati a vedere Verona soltanto per la sua monumentalità. Nella realtà c’è tutto un mondo non solo da valorizzare ma anche da scoprire per la straordinaria e bellezza”. “È un’occasione estremamente importante”, sottolinea il soprintendente Andrea Rosignoli, “un momento di restituzione alla cittadinanza e, in particolare, alle comunità locali, perché Quinzano è una delle zone più interessanti dal punto di vista delle ricerche archeologiche paleontologiche. Le ex cave hanno restituito ormai decenni fa dei reperti di notevole interesse, ma anche in tempi molto più recenti, a partire dal 2023, attraverso uno scavo della soprintendenza, sono emersi nuovi resti ancora in fase di studio. Questo ciclo di quattro conferenze, quindi, presenterà le anteprime e i primi risultati. L’aspetto veramente suggestivo è che sembrano essere i resti del primo insediamento stabile del territorio veronese, quindi le origini della città risalenti a circa 7000 anni fa”.

Programma. Martedì 24 febbraio 2026, Nicoletta Martinelli & Massimo Saracino (Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale), “Dalle cave di Quinzano al progetto VBQ: archeologia e innovazione nella preistoria di Verona”; martedì 3 marzo 2026, Emanuela Cristiani (università “La Sapienza” di Roma) & Irene Dori (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Vivere a Quinzano durante il Neolitico. Cosa raccontano le ossa”; martedì 31 marzo 2026, Paola Salzani (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della Soprintendenza Archeologica”; martedì 26 maggio 2026, Marika Ciela (università di Trento), “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI–V millennio a.C.)”.

 

Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas va in scena “Pompei. Persone di gesso”, lezione recitata scritta da Valentina Cabiale e interpretata da Chiara Galliano: originale drammaturgia che spazia attraverso i tempi e i generi, dai testi storici di Plinio il Vecchio alla musica di Freddie Mercury

Lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento (foto soprintendenza tn)

Appuntamento con il teatro martedì 24 febbraio, alle 17.30, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento in piazza Cesare Battisti, dove andrà in scena “Pompei. Persone di gesso”, lezione recitata scritta da Valentina Cabiale e interpretata da Chiara Galliano. Lo spettacolo, prodotto dalla compagnia Lo stagno di Goethe, prende spunto dai calchi di Pompei e dallo svelamento di come nacquero per riflettere sul presente, sui desideri, sulle paure e sul rapporto con il dolore e i sentimenti altrui, andando oltre il puro ambito archeologico per esplorare terreni letterari, storici, antropologici e filosofici. Tutto questo in modo brillante, grazie a una originale drammaturgia, che spazia attraverso i tempi e i generi – dai testi storici di Plinio il Vecchio alla musica di Freddie Mercury. Il recital sarà preceduto, alle 16.30, da una visita guidata alla mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”, allestita nel sito. L’ingresso e la partecipazione alla visita e allo spettacolo sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Chiara Galliano è violoncellista e attrice. Diplomata al Conservatorio di Torino, si perfeziona a Parigi dove frequenta il Master di creazione teatrale dell’Università Sorbonne Nouvelle. Ha partecipato a svariati progetti teatrali e musicali. È co-fondatrice della compagnia teatrale Collectif Merci pour la tendresse. Dal 2022 fa parte dell’equipe di mediazione del Théâtre des Quartiers d’Ivry (CDN du Val-de-Marne).

Valentina Cabiale, archeologa specializzata in archeologia medievale a Firenze, dal 2004 lavora in attività di scavo archeologico e archeologia preventiva e dal 2013 è direttore tecnico di un’azienda specializzata nel settore. In parallelo, partecipa a progetti in ambito teatrale, scrive recensioni, articoli, testi drammaturgici tra i quali le “Lezioni recitate” della compagnia teatrale “Lo stagno di Goethe”. Uno dei suoi principali interessi è lo studio dei molteplici modi attraverso i quali il passato è attivo e influenza il presente.

Dettaglio del calco di una delle vittime dell’eruzione del Vesuvio ritrovati a Porta Nocera di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Nel caso archeologico eccezionale che è Pompei, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. non ha pietrificato soltanto l’ultimo giorno di vita di una città, con le sue strade, le abitazioni, la cultura materiale degli abitanti. La città sepolta conserva anche i resti e le impronte di molti degli uomini e donne che vi morirono. Giuseppe Fiorelli, ispettore degli Scavi, nel 1863 ebbe la geniale intuizione di colare del gesso liquido nelle cavità che si conservavano all’interno degli strati deposti dall’eruzione vulcanica; in questo modo dalle impronte in negativo fu possibile ricreare il volume dei corpi umani, che si erano decomposti dopo che gli strati si erano già induriti. Così furono ottenuti i famosi calchi di Pompei, che ci permettono di vedere gli uomini e le donne pompeiani nell’istante in cui morirono. La morte “colta sul fatto”, come scrisse il letterato svizzero Marc Monnier nel 1864. Sin dall’inizio i calchi sono stati un oggetto da esposizione e una delle principali attrattive di Pompei: attraggono almeno quanto spaventano e la loro esposizione solleva questioni di etica, come nel caso delle mummie o di altri resti umani ma in misura anche maggiore, perché i calchi mostrano uomini e donne in agonia. È eticamente corretto mostrarli pubblicamente? Esiste un modo di esporli più dignitoso di un altro? I calchi di Pompei, reperti archeologici senza confronti, ci interrogano nel profondo su come porci davanti al dolore degli altri.

 

Roma. All’Istituto Italiano di Numismatica a Palazzo Barberini giornata di studi “Offerte di moneta al santuario etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni” a cura di Renata Cantilena (IIN) e Giacomo Pardini (Unisa/DiSPaC). Ecco il programma

Martedì 24 febbraio 2026, nella sede dell’Istituto Italiano di Numismatica a Palazzo Barberini a Roma, giornata di studi “Offerte di moneta al santuario etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”, a cura di Renata Cantilena (IIN) e Giacomo Pardini (Unisa/DiSPaC), riunisce studiose e studiosi per un confronto interdisciplinare sui ritrovamenti monetali del Santuario Ritrovato di San Casciano.

Monete antiche dal Bagno Grande di San casciano dei Bagni (foto sabap-si/unistrasi)

Monete antiche dal Bagno Grande di San casciano dei Bagni (foto sabap-si/unistrasi)

Il programma. Alle 9.30, saluti e introduzione Renata Cantilena (Istituto Italiano di Numismatica); 10, Jacopo Tabolli (università per Stranieri di Siena) e Ada Salvi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Arezzo e Grosseto), “Nuove prospettive per il Santuario Ritrovato di San Casciano dei Bagni”; 11, Emanuele Mariotti (Comune di San Casciano dei Bagni/università per Stranieri di Siena), “Il santuario tra le sorgenti: nuovi dati dalla campagna di scavo 2025”; 11.30, pausa caffè; 12, Giacomo Pardini (università di Salerno), “L’offerta monetale: questioni interpretative e prospettive di ricerca”; 12.30, Federico Carbone (università di Salerno), “Le monete dalla vasca sacra: dati preliminari”; 13, Vilma Basilissi (Istituto Centrale per il Restauro), “L’intervento conservativo sui reperti monetali: dal primo intervento in situ all’esposizione”; 13.30, pausa buffet; 14.30, Mattia Bischeri (università per Stranieri di Siena), “Due pesi e due misure. Riflessioni metrologiche sulle offerte in bronzo a figura umana”; 15, Michele Asolati (università di Padova), “Il deposito monetale della sorgente di Doccia della Testa (San Casciano dei Bagni-SI)”; 15.30, tavola rotonda “Monete e non solo: temi e spunti di ricerca sulle offerte nelle acque sacre”: introduce e coordina Samuele Ranucci (musei nazionali di Perugia – direzione regionale Musei nazionali Umbria); partecipano Claudia Perassi (università Cattolica del Sacro Cuore – Milano), Maria Cristina Biella (università di Roma- La Sapienza), Philippa Walton (University of Leicester); 17.30, discussione e conclusioni.

 

Tutti venduti i 100 esemplari emessi dai Parchi archeologici di Paestum e Velia del biglietto Aeternum, il primo “pass” che vale tutta la vita promosso da un’istituzione culturale statale. Il direttore Tiziana D’Angelo: “È la mia dichiarazione d’amore verso questi luoghi”

L’eternità è l’attimo infinito, è quella sensazione che ti porti addosso e che il tempo non riesce a cancellare, è tutto ciò che resta anche “oltre” e che vive nei ricordi. È un’emozione che continua a vibrare anche quando il momento è passato. È un luogo che ti chiama ancora, anche dopo che lo hai lasciato. È uno sguardo, una pietra, un silenzio che custodisce secoli. Da questo nasce qualcosa che non è solo un biglietto. È una promessa. È un legame. È memoria. È storia. Nasce Aeternum, il biglietto eterno dei parchi archeologici di Paestum e Velia, il primo Biglietto Eterno promosso da un’istituzione culturale statale: un “pass” che vale tutta la vita, perché la storia non è fatta per essere visitata una sola volta… ma per essere vissuta, amata, ritrovata ogni volta come fosse la prima. Perché l’eternità è tutto ciò che supera il tempo e che continua a vivere dentro di noi, per sempre.

Cento esemplari numerati, al costo di 250 euro l’uno. Nominale, irripetibile. Non è un abbonamento. È una dichiarazione. Significa scegliere di appartenere a un luogo. Tornare senza limiti. Crescere insieme alla storia. Emessi il 13 febbraio 2026, sono andati esauriti in un lampo. “È accaduto qualcosa di straordinario”, commentano alla direzione dei parchi di Paestum e Velia. “I 100 Biglietti Eterni dei parchi archeologici di Paestum e Velia sono stati scelti, uno dopo l’altro, da cento persone che vedranno la loro storia intrecciarsi con quella di questi luoghi. Un progetto nato come iniziativa speciale è diventato un legame permanente. A chi ha scelto AETERNUM, grazie per aver deciso di coltivare un legame infinito con i Parchi”. Realizzato in lamina placcata color oro, custodito in un cofanetto dedicato, firmato dal direttore Tiziano D’Angelo: AETERNUM è pensato per durare, come il nostro patrimonio. Un gesto simbolico. Un oggetto unico. Un legame definitivo. Perché l’eternità non si visita, si sceglie.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

“Ci sono luoghi che incontri e che, senza che tu lo sappia, ti scelgono per sempre”, commenta il direttore Tiziana D’Angelo. “La prima volta che ho visto Paestum ero poco più che una ragazzina. Velia è arrivata dopo, come una rivelazione silenziosa. Non immaginavo che un giorno sarebbero diventate parte così importante della mia vita. Eppure è successo. Dirigere questi Parchi significa custodire non solo maestosi templi e straordinari reperti, ma anche vite. Storie di comunità, di donne e uomini che hanno abitato questi luoghi, che hanno amato, costruito, sperato. A Paestum e a Velia l’eternità non è un concetto astratto. É per questo che abbiamo scelto di presentare qualcosa che parla di durata, di legame, di appartenenza. AETERNUM: il Biglietto Eterno. È la mia dichiarazione d’amore verso questi luoghi. Un modo per dire: questa storia mi appartiene e io le appartengo. Ci sono incontri che cambiano il nostro cammino. Alcuni, semplicemente, restano per sempre”.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale visita accompagnata “Dalla fornace al manufatto: i vetri altinati”

Coppa murrina a millefiori di fondo verde scuro, ricomposta e integrata (I secolo d.C.) conservata al museo Archeologico nazionale di Altino (foto parco archeologico altino)

Domenica 22 febbraio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), “Dalla fornace al manufatto: i vetri altinati”: una visita accompagnata a cura dello staff del Parco dedicata alle tecnologie di produzione dei vetri di Altino nell’antichità. La visita è su prenotazione (info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443); è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Voci dal Nord e dal Sud d’Europa” col coro L.A. Chorus diretto dal maestro Alessandro Fortunato, secondo appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Domenica 22 febbraio 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto secondo appuntamento della stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. Appuntamento col concerto “Voci dal Nord e dal Sud d’Europa” col coro La Chorus diretto dal maestro Alessandro Fortunato. La severa luminosità della musica corale nordica e la passione ritmica dei Balcani si coniugano all’interno di un paesaggio sonoro sorprendente. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET: https://www.vivaticket.com/…/voci-dal-nord-e-dal…/294525.

Torino. Matinée gratuita al museo Egizio: nella Galleria dei Re il concerto “Diacronia” con Merz e Gebbia, secondo appuntamento con la rassegna musicale “ONDE”

Domenica 22 febbraio 2026, alla Galleria dei Re del museo Egizio di Torino, secondo appuntamento con “ONDE”, la rassegna musicale al museo Egizio, in collaborazione con l’orchestra filarmonica di Torino Oft, il conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. Ingresso al museo da via Duse. Appuntamento, alle 11, con “Diacronia”, un viaggio sonoro, a cura di Fondazione Merz, in cui Oriente e Occidente si sfiorano e si confondono dando vita a forma nuove, sospese tra tradizione e sperimentazione. Con Willy Merz all’harmonium indiano e Gianni Gebbia al sax soprano e al flauto bansuri. Il dialogo tra i fiati e l’harmonium genera un tessuto sonoro fatto di vibrazioni, microtoni, silenzi e improvvisazioni che si sviluppano come un racconto in continua trasformazione. Per questo concerto Merz siede all’harmonium indiano, strumento dal respiro ancestrale. Accanto a lui Gebbia intreccia le sue linee melodiche con il sax soprano — dove lirismo, minimalismo e tecniche estese convivono — e con il flauto bansuri. Prenotazione del biglietto gratuito per questo appuntamento al link https://egizio.museitorino.it/…/onde-ingresso-gratuito…/. I partecipanti potranno visitare gratuitamente la Galleria delle Sekhmet in Galleria dei Re, ma non potranno accedere a altre zone e servizi del museo.

 

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale visita accompagnata “Alla scoperta di Adria antica. Il percorso sulle Olimpiadi nell’antichità al MAN Adria”

Sabato 21 febbraio 2026, alle 15 e alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) visita accompagnata “Alla scoperta di Adria antica. Il percorso sulle Olimpiadi nell’antichità al MAN Adria”. Il terzo sabato di ogni mese, il personale del museo accompagna i partecipanti nella visita delle sale. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Info e prenotazioni 0426 21612 o drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

 

Roma. Week end alle Terme di Diocleziano: visita immersiva in realtà virtuale nei sotterranei dell’Aula Ottagona

Week end speciale alle Terme di Diocleziano promosso dal museo nazionale Romano che invita a fare un salto nel passato con una visita immersiva in realtà virtuale scendendo nei sotterranei delle Terme di Diocleziano per esplorare le trasformazioni della Roma antica, dalla costruzione delle Terme fino ad oggi. Appuntamento sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026, alle 11 e alle 15, nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano. Prenotazione sul posto fino a esaurimento posti (massimo di partecipanti 10). Per info: mn-rm.servizioeducativo@cultura.gov.it.

Roma. Al Drugstore Museum l’incontro “Geroglifici e fake news: smontiamo i falsi miti sull’antico Egitto!” con l’egittologa Valentina Santini, promossa da CAMNES e Mensa Italia

Dopo l’evento fiorentino di giugno 2025, CAMNES e Mensa Italia, con la collaborazione del Drugstore Museum, dell’Unitre Arvalia e della soprintendenza speciale di Roma, ripropongono “Geroglifici e fake news: smontiamo i falsi miti sull’antico Egitto!” per parlare delle bufale più curiose e significative legate all’epoca faraonica. L’appuntamento è sabato 21 febbraio 2026, alle 16.30, al Drugstore Museum, via Portuense 317, Roma. Valentina Santini, egittologa di CAMNES e socia Mensa Italia, presenterà alcuni dei più curiosi e significativi falsi miti sull’antico Egitto, mettendoli a paragone con le evidenze archeologiche in nostro possesso. Un incontro per smontare i falsi miti che riguardano l’antico Egitto. Introdurrà l’incontro Francesco Lioce (Unitre Arvalia). Ingresso libero.