Firenze. All’auditorium Paolucci (Gallerie degli Uffizi) la conferenza “La religione: santuari, divinità e culti” con Laura Michetti dell’università di Roma La Sapienza, settimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”
Settimo appuntamento del ciclo di conferenze “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, organizzato dall’Istituto di Studi Etruschi e Italici di Firenze e dalle Gallerie degli Uffizi, in collaborazione con la Regione Toscana. Mercoledì 23 luglio 2025, alle 17, all’Auditorium “Antonio Paolucci” delle Gallerie degli Uffizi, in piazzale degli Uffizi 6 a Firenze, toccherà a Laura Michetti dell’università di Roma La Sapienza, con la conferenza “La religione: santuari, divinità e culti”. Ingresso gratuito. Il calendario degli incontri proseguirà poi fino all’8 ottobre 2025, per celebrare degnamente il quarantesimo anniversario dell’Anno degli Etruschi e rilanciare la conoscenza di questo importante popolo dell’Italia preromana, la cui storia si intreccia con i fondamenti delle identità culturali italiana, mediterranea ed europea.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Il viaggio nell’Aldilà. Il libro delle porte” con il direttore Christian Greco, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Il Libro delle porte è uno dei principali testi funerari dell’antico Egitto. Compare verso la fine della XVIII dinastia e viene iscritto normalmente nella camera funeraria, o nella prima camera colonnata, di molte tombe. Se ne parla al museo Egizio di Torino mercoledì 9 luglio 2025, alle 18.30, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “Il viaggio nell’Aldilà. Il libro delle porte” con il direttore Christian Greco. La conferenza è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/il-viaggio-nellaldila-il…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Grosseto. Il pubblico del IV Maremma Archeofilm ha assegnato il premio Maremma Archeofilm 2025 al film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo

Un momento delle premiazioni nella serata finale del Maremma Archeofilm 2025 (foto alessia piccinetti / AV)
Il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo ha conquistato i favori del pubblico grossetano. Domenica 20 luglio 2025, in occasione della serata finale della IV edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico, nel Giardino dell’Archeologia (piazza San Francesco) a Grosseto, spostata di un giorno rispetto al programma ufficiale causa maltempo, è stato infatti attribuito il “Premio Maremma Archeofilm” 2025” per il film più votato dal pubblico. Il Maremma Archeofilm Festival è organizzato da Comune di Grosseto, Regione Toscana, associazione M.arte @Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, con il contributo di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, Toscana Promozione Turistica, In collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura.

La proiezione del film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo al Maremma Archeofilm (foto alessia piccinetti /AV)

Dettaglio del volto di Alessandro del grande mosaico di Alessandro conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.
Aidone (En). Nel giardino del museo Archeologico regionale la rappresentazione teatrale-musicale “Donne di ventu e di sciara” con la compagnia teatrale Mai Sazi d’Amore
Un viaggio nel tempo e nella memoria attraverso il teatro e la musica. Lunedì 21 luglio 2025, alle 20, il giardino del museo Archeologico regionale di Aidone (En) ospiterà la rappresentazione teatrale-musicale “Donne di ventu e di sciara”, proposta dalla compagnia teatrale Mai Sazi d’Amore. L’evento, gratuito, è inserito nella programmazione estiva del museo di Aidone e rappresenta un’occasione per vivere il sito archeologico in una veste inedita, tra antichità e linguaggi contemporanei. Uno spettacolo che celebra la forza, il coraggio e la resilienza delle donne siciliane, raccontate attraverso parole, canti e suggestioni visive. La rappresentazione, con adattamento teatrale di Fanny Consoli e direzione artistica di Giovanni Cunsolo, intreccia narrazione e musica dal vivo in un contesto unico: il cuore della Sicilia antica, dove storia e cultura si fondono in un’atmosfera senza tempo. Il titolo stesso richiama due elementi profondamente legati al territorio e al vissuto femminile: il “ventu”, simbolo di cambiamento e libertà, e la “sciara”, termine che evoca la durezza della terra lavica e il sacrificio. Una dicotomia che diventa metafora della condizione femminile in una terra tanto affascinante quanto difficile.
Trento. Open day al sito archeologico del Doss Penede a Nago-Torbole: visita guidata dal prof. Emanuele Vaccaro, direttore scientifico dello scavo, e dal suo team
Lunedì 21 Luglio 2025, open day al sito archeologico del Doss Penede a Nago-Torbole (Tn) dove scava un team dell’università di Trento, diretto dal prof. Emanuele Vaccaro. Ritrovo alle 17.30 all’ingresso al parco del Doss Penede. Tutti gli interessati potranno vedere i risultati della campagna in corso sull’insediamento protostorico e romano e sentire il racconto degli archeologi e degli specialisti impegnati nella ricerca. La partecipazione è gratuita e non è richiesta alcuna iscrizione. Saranno organizzati dei piccoli gruppi, ciascuno dei quali avrà un membro del team come guida, a cominciare dal prof. Vaccaro. Sarà anche possibile visionare una parte dei reperti emersi nel corso della campagna 2025 e, in particolare, sigillate, anfore e ceramiche comuni che molto ci dicono sui costumi alimentari della comunità romana e sul sistema degli scambi in cui il sito era ben inserito.
Campagna 2025. Gli scavi di Area 11000, posta nella parte meridionale del ripiano allungato che attraversa il Doss Penede, stanno procedendo a pieni ritmi. Un nuovo ambiente messo in luce nei giorni scorsi sta restituendo notevoli quantitativi di ceramica databile alla media età imperiale. Una fossa utilizzata per lo spegnimento della calce è stata tagliata da una buca circolare, forse riferibile ad attività di cantiere. Dal suo riempimento provengono frammenti di ceramica da fuoco, con almeno il profilo di un’olla largamente ricostruibile, e anfore, prevalentemente di area medio e alto-adriatica.
Bolsena (Vt). Abitato sommerso del Gran Carro di Bolsena: apertura straordinaria serale con visite guidate nel sito sommerso al tramonto e in notturna
L’abitato sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena (Vt) verrà aperto eccezionalmente al pubblico di sera domenica 20 luglio 2025, dalle 19 alle 22. L’evento è dedicato ad appassionati che verranno guidati a visitare l’area dove si stanno svolgendo le ricerche subacquee da parte della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, sia sott’acqua che in snorkeling. Ad accogliere i visitatori ci sarà il personale afferente al Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza. Il sito è raggiungibile dal km 107,2 della Via Cassia lungo la strada sterrata che porta sulla riva del lago di Bolsena. Per info e prenotazioni: sabap-vt-em.subacquea@cultura.gov.it
Vibo Valentia. Nel castello normanno, sede del museo Archeologico nazionale, la settimana del “Mito tra arte e memoria collettiva” apre col laboratorio “Attualizzare il mito” e continua con lo spettacolo teatrale “ILIOS. La città brucia”, protagonista sempre Angelica Artemisia Pedatella
Per la settimana del “Mito tra arte e memoria collettiva” nel castello normanno di Vibo Valentia, sede del museo Archeologico nazionale, diretto da Michele Mazza, sono due gli appuntamenti culturali programmati nell’arco di pochi giorni, dedicati alla riscoperta dei racconti arcaici e delle loro risonanze nel presente. Si inizia domenica 20 luglio 2025, alle 18, con il Laboratorio esperienziale “Attualizzare il mito” proposto da Angelica Artemisia Pedatella. Un momento di arte e memoria collettiva, aperto al pubblico, in cui parola, gesto e memoria dialogheranno con gli spazi del museo, in un percorso partecipativo e creativo volto a rielaborare i temi fondanti del mito antico alla luce della sensibilità contemporanea. Ingresso libero.
La Settimana del Mito al museo di Vibo Valentia, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria, guidata da Fabrizio Sudano, prosegue venerdì 25 luglio 2025 con lo spettacolo teatrale all’aperto “ILIOS. La città brucia”, in programma alle 21.30. Protagonista, in questo caso, sarà anche Claudio Cavaliere. L’opera, di forte impatto visivo ed emotivo, offrirà una rilettura inedita e contemporanea del celebre poema omerico. Lo spettacolo, scritto e diretto dalla stessa Pedatella, porterà in scena le passioni, i turbamenti interiori e le guerre dell’anima degli eroi e delle donne di Troia. ILIOS non è solo il racconto della guerra, ma l’esplorazione profonda dei sentimenti che animano figure immortali come Achille, Ettore, Priamo, Andromaca, Cassandra e Briseide. Attraverso intensi monologhi e una narrazione serrata, lo spettacolo restituisce al pubblico tutta l’umanità dei personaggi omerici, offrendo uno specchio drammatico e moderno dei dilemmi esistenziali che ancora oggi ci interrogano. Ad arricchire la rappresentazione, la colonna sonora originale di Daniele Fabio, eseguita dal vivo, le coreografie di Giada Guzzo, gli inserti in lingua grecanica di Calabria e un affascinante impianto scenico che prevede anche l’uso del fuoco dal vivo negli spettacoli all’aperto. Anche questo appuntamento è a ingresso libero e fino a esaurimento dei posti. Ulteriori informazioni si potranno richiedere al numero telefonico: 0963 43350 e alla e-mail: drm cal.capialbi@cultura.gov.it.
Agrigento. “Il tempio perduto di Artemide” in Grecia e “I misteri della basilica sommersa di Iznic” in Turchia conquistano pubblico e giuria del Festival del Cinema archeologico del parco archeologico della Valle dei Templi realizzato in collaborazione con il RAM film festival

Serata finale al Festival del cinema archeologico 2025 della Valle dei Templi (Ag): da sinistra, Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico Rovereto; Valentina Caminneci, archeologa del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi; Claudia Beretta, della segreteria Fondazione museo civico di Rovereto; Maurizio Dapor, nuovo presidente della fondazione museo civico di Rovereto (foto regione siciliana)
Dopo sette serate in tre città della Sicilia – Licata, Realmonte, Agrigento -, 15 film, 3Archeotalk, l’edizione 2025 del Festival del Cinema archeologico del parco archeologico della Valle dei Templi, giunto alla 21esima edizione, realizzato in collaborazione tra il parco archeologico della Valle dei Templi, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo e il RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto, si è chiusa con le proiezioni e le premiazioni delle due pellicole selezionate dagli spettatori e dalla giuria composta da Valentina Camminecci, Eleonora Cassaro e Brigida Gullo. Ad aver ricevuto i riconoscimenti sono stati “Artémis le temple perdu / ll tempio perduto di Artemide”, regia di Sébastien Reichenbach (premio del pubblico) e “Iznik, les mystères de la basilique engloutie / Iznik, i misteri della basilica sommersa”, regia di Pascal Guérin (premio della giuria).
“Artémis le temple perdu / ll tempio perduto di Artemide” di Sébastien Reichenbach (Svizzera 2023, 53’). L’ubicazione del santuario di Artemide ad Amarynthos è stato a lungo uno dei grandi enigmi dell’archeologia greca. Dopo 50 anni di studi, l’archeologo Denis Knoepfler e un team greco-svizzero hanno portato alla luce, nel 2017, una delle scoperte più spettacolari degli ultimi decenni in Grecia.

Frame del film “Iznik, les mystères de la basilique engloutie / Iznik, i misteri della basilica sommersa” di Pascal Guérin
“Iznik, les mystères de la basilique engloutie / Iznik, i misteri della basilica sommersa” di Pascal Guérin, (Francia 2022, 55’). 2014, Turchia. Un volo di ricognizione sul Lago di Iznik rivela i resti sommersi di una basilica bizantina del IV secolo. La scoperta rivoluzionaria spinge gli studiosi a indagare sulla scomparsa di una chiesa dell’antica città romana di Nicea – oggi nota come Iznik. Il film segue un team di fama mondiale nello scavo di questo tesoro con riprese aeree e subacquee, e spettacolari ricostruzioni virtuali.
Roma. Visite guidate gratuite all’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme con l’archeologa Simona Morretta responsabile del sito
In occasione della rassegna “Effetto notte”, per iniziativa della soprintendenza speciale di Roma, sarà possibile visitare l’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma e scoprire le sue tante storie insieme all’archeologa Simona Morretta, responsabile del sito. Le visite guidate, gratuite e senza prenotazione, si terranno: il 20 luglio alle 17 e alle 18, il 24, 25 e 26 luglio alle 18, il 27 luglio alle 17 e alle 18. Il punto di incontro per iniziare la visita è davanti al cancello a sinistra della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
L’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme restituisce una storia lunga e complessa, fortemente stratificata. Da area in prevalenza funeraria, viene trasformata da Mecenate, tra il 42 e il 38 a.C., in quartiere residenziale con grandi villae e domus immerse in vasti giardini, successivamente entra a far parte del demanio imperiale legandosi alla dinastia dei Severi. Con Costantino (306-337 d.C.) l’area conobbe una nuova fase di splendore: fu trasformata in un complesso polifunzionale, noto come palazzo Sessoriano, protetto su tre lati dalle mura, e costituito da una parte pubblica, una destinata agli alloggi della corte e un settore privato riservato all’imperatore.











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