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Arona (No). All’archeomuseo “Khaled al-Asaad” la conferenza “Storie di tessuti e ornamenti dall’età del Bronzo” con l’archeologa Claudia Mangani, secondo appuntamento del ciclo “Archeo-Vita, 5 sere di mezza estate per scoprire abiti, reperti e bevande dal profondo del tempo” nell’ambito della rassegna biennale “Viaggi nel tempo e nello spazio in una sera di mezza estate”

Mercoledì 30 luglio 2025, alle 21, all’archeomuseo “Khaled al-Asaad” di Arona (No), la conferenza “Storie di tessuti e ornamenti dall’età del Bronzo” con Claudia Mangani, archeologa e conservatrice del museo Archeologico “Giovanni Rambotti” di Desenzano del Garda (Bs), secondo appuntamento del ciclo “Archeo-Vita, 5 sere di mezza estate per scoprire abiti, reperti e bevande dal profondo del tempo” nell’ambito della rassegna biennale “Viaggi nel tempo e nello spazio in una sera di mezza estate” realizzata con il contributo del ministero del Turismo – Fondo, nell’ambito del progetto Palafitte Unesco, in favore dei Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica, nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità. Con Claudia Mangani si andrà alla scoperta di tessuti e ornamenti dal mondo palafitticolo, indagando nelle trame e negli intrecci del tempo per scoprire gli outfit più alla moda nell’età del Bronzo. Ingresso libero.

Locri (RC). Doppio evento al museo e parco archeologico nazionale: “Alla scoperta del Museo e della polis greca”, visita guidata con l’Archeoclub al museo; e “Dioniso è qui”, mostra di Massimo Sirelli al Complesso museale del Casino Macrì

Luglio 2025 al museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC) chiude con due appuntamenti storicizzati: la visita con l’Archeoclub e la mostra di arte contemporanea presso il Complesso museale del Casino Macrì. Si comincia mercoledì 30 luglio 2025, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Locri, “Alla scoperta del Museo e della polis greca”, visita guidata al museo a cura dell’Archeoclub Locri. Si continua giovedì 31 luglio 2025, alle 19, al Complesso museale del Casino Macrì con l’inaugurazione della mostra “Dioniso è qui” di Massimo Sirelli a cura di Stefania Fiato, visitabile fino al 30 settembre 2025, nell’ambito del Festival MitiCu, dedicato al mito e alla cultura greca, promosso dal GAL Terre Locridee dal 4 al 7 settembre 2025 e intitolato “Dioniso. Il dio doppio”.

Nato a Catanzaro nel 1981, Massimo Sirelli si avvicina alle arti visive in adolescenza influenzato dal mondo della graffiti art. Nel suo immaginario creativo gli strumenti e i supporti si mischiano: lo strumento diventa supporto e il supporto diventa strumento.I suoi lavori sono pubblicati su alcuni dei più importanti libri di grafica e design al mondo editi da Taschen Gestalten PepinPress e altre note case editrici. Dal 2008 è docente di Tecniche di presentazione e Porfolio presso lo IED di Torino. È libero professionista in ambito di comunicazione pubblicitaria crossmedia. Grazie al suo linguaggio personale e vario oggi è tra i più interessanti artisti italiani del panorama pop e urban art. Ha lavorato per American Express, Amarelli, Banca Ifis, Bordoni, Bosh, Brand Dubai, Callipo, Cirio, Dolly Noire, Dremel, Fondazione Prada, Giro d’Italia, Idra Water, Independent Republic, Insuperabili, Lavazza, Montblanc, Pastiglie Leone, SuperaBike Racing SBK,Tissot, Wired, Zero Assoluto.

Aquileia (Ud). Al museo Archeologico nazionale l’incontro presentazione del libro “Anche le statue parlano di Edoardo de Angelis, la cronaca di un’avventura iniziata per caso, che prosegue con crescente successo nelle sale di molti straordinari musei, ultimo appuntamento delle “Suggestioni archeologiche” 2025, dedicate quest’anno alla divulgazione archeologica: “Pagine di archeologia. Comunicare il passato tra narrativa, scoperte d’archivio e di cantiere”. Brindisi finale coi vini di Ca’ Tullio

Se la mima Bassilla, Diomede delle Grandi Terme o Agrippina, lassù, al secondo piano del museo, non riuscissero più a trattenersi dalla voglia di dirci qualcosa, stanchi di starsene ingessati, immobili nel percorso espositivo, lusingati dagli occhi meravigliati di bambini e non più bambini o risentiti dagli sguardi assenti di chi passa oltre senza dar loro attenzione? Se fuori dal museo Archeologico nazionale di Aquileia, in un qualsiasi altro dei fantastici musei italiani accadesse lo stesso? Se la Stele di Meru del museo Egizio di Torino iniziasse a parlare? O se a parlare tra loro fossero gli sposi del sarcofago del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma? Quali storie ci racconterebbero? Le “Suggestioni archeologiche” 2025 del Mn Aquileia sono giunte al loro ultimo appuntamento. Le “Pagine di Archeologia” chiudono con una presentazione davvero speciale: il libro “Anche le statue parlano” di Edoardo De Angelis. L’appuntamento è al museo Archeologico nazionale di Aquileia mercoledì 30 luglio 2025, alle 17.15. Dialoga con l’autore Edoardo De Angelis, la presidente della A.C. CulturArti Roswitha Del Fabbro e l’attore Alessandro Maione, l’archeologa Annalisa De Franzoni, con la partecipazione dell’assessore regionale alla Cultura e allo Sport Mario Anzil. Al termine dell’appuntamento si brinda con i vini di Ca’ Tullio di Aquileia. È raccomandata la prenotazione a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it / 0431 91016.

“Anche le statue parlano”: il cantautore Edoardo De Angelis (foto man aquileia)

Fresco di stampa, “Anche le Statue Parlano” di Edoardo De Angelis è l’ultima novità a scaffale della così variegata biblioteca archeologica che MAN Aquileia e associazione nazionale per Aquileia hanno pensato per la vostra estate. Il libro è la cronaca di un’avventura iniziata per caso, che prosegue con crescente successo nelle sale di molti straordinari musei, tra impalcature di Fantasia, pagine di Storia, elementi di Cultura, slanci d’Amore, frammenti di Bellezza, respiri d’Arte e una piccola quota di sorriso. Dopo tre anni di successo nei principali musei e siti di interesse storico-archeologico italiani, quei tipi pazzeschi dell’associazione culturale A.C.CulturArti sono passati alla carta stampata e hanno messo nero su bianco il loro viaggio per l’Italia, tra statue, reperti e oggetti pronti a parlare a orecchie attente e impazienti cuori in ascolto.

“Anche le statue parlano”: l’attrice Caterina Bernardi (foto man aquileia)

“Anche le statue parlano” nasce da un’idea piuttosto semplice: i musei non vanno solo visti, ma vanno anche ascoltati. Ogni oggetto conservato in un museo, dal più semplice al più complesso, dal più anonimo al più conosciuto, dal più comune al più prezioso, ha una storia da raccontare. Le opere esposte in un museo ci colpiscono inizialmente per il loro aspetto estetico, ma in realtà sono lì per raccontarci una storia: la loro storia che è anche la “nostra” storia. Questi oggetti collegano tempi differenti, disegnando la traiettoria della bellezza. “Anche le statue parlano” nasce con l’intento di collegare passato e presente, archeologia e storia contemporanea. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’indietro nel tempo. Il progetto si è sviluppato intorno all’idea di dare voce a queste opere con una serie di visite teatralizzate, realizzate grazie ai testi originali scritti da Edoardo De Angelis, uno dei nomi più significativi della canzone d’autore italiana. Regìa e “messa in scena” sono state affidate a due giovani attori, Caterina Bernardi e Alessandro Maione, che hanno prestato le loro voci, i loro corpi e il loro sentimento alle opere prescelte. Nel corso delle visite guidate teatralizzate gli artisti – grazie alle suggestioni della musica e dei testi scritti per l’occasione – creano un dialogo tra i dati scientifici e le memorie dei personaggi storici e mitologici: ci raccontano storie di divinità e di semidèi, sovrani e regine, miti e leggende, e storie di uomini comuni vissuti nei millenni che ci hanno preceduto.

“Anche le statue parlano”: l’attore Alessandro Maione (foto man aquileia)

“Anche le statue parlano” è un appello alla necessità di tutelare, conservare, promuovere e valorizzare il ricco patrimonio culturale regionale, nazionale e internazionale. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli. “Anche le statue parlano” è prodotto e organizzato dall’associazione culturale CulturArti (A.C.CulturArti), in partenariato con la direzione regionale Musei del Friuli Venezia Giulia, la soprintendenza Archeologia Belle arti E Paesaggio – Friuli Venezia Giulia, e gli organi direttivi di tutti i distretti museali fin qui visitati: museo nazionale Etrusco di Villa Giulia – Roma; museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud); civico museo d’Antichità “J.J. Winckelmann” – Trieste; museo Archeologico nazionale Cividale (Ud); museo Archeologico – Civici Musei Udine; museo Egizio di Monaco di Baviera; museo della Grande Guerra – Gorizia; Lapidario Tergestino – Castello di S. Giusto – Trieste; museo Paleocristiano – Aquileia (Ud); museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” – Palermo; museo Archeologico del Friuli Occidentale – Castello di Torre – Pordenone; Castello di Gorizia; Casa Cavazzini – Civici Musei – Udine; museo Etnografico del Friuli – Civici Musei – Udine; Miramare museo Storico e il parco del Castello – Trieste; Antiquarium di Lucrezia Romana – parco archeologico dell’Appia Antica – Roma; museo Egizio, Torino; Castello Aragonese di Baia – parco archeologico Campi Flegrei (Na).

Copertina del libro “Anche le statue parlano” di Edoardo De Angelis

Il libro “Anche le statue parlano” – edito da Readaction – contiene all’interno i QR Code che permettono ai lettori di “entrare” nelle sale dei Musei e guardare le opere rappresentate dai testi. Nella prefazione, il vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil scrive: “Avrete anche voi sentito qualcuno sussurrare frasi del tipo: “quante ne hanno viste queste pareti, ah, se potessero parlare…”. Immaginate, allora, quante storie hanno visto le statue antiche, e che bello sarebbe se potessero raccontarcele. A tal proposito se qualcuno volesse oltrepassare il confine tra immaginazione e realtà, e farsi narrare storie dalle statue, basterebbe che leggesse con attenzione questo bel libro. Esso raccoglie i cento testi più rappresentativi del lavoro fin qui svolto dall’ A.C.CulturArti. Si tratta di viaggio affascinante, iniziato quattro anni fa, consistente in una serie di visite teatralizzate nei principali distretti museali regionali e nazionali. È un progetto che merita il plauso ufficiale della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. La cultura non può essere solo un insieme di nozioni acquisite asetticamente, la cultura di ciascuno piuttosto è costituita da personali e soggettive rielaborazioni di esperienze vissute. E queste esperienze possono essere divertenti, suggestive e affascinanti come in questo fortunato caso, perfettamente in linea con la visione futura della cultura per la nostra Regione”.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “La luce oltre la siepe” di Oney Tapia e Maurizio Boldrini, con la partecipazione dell’atleta paralimpico Medaglia d’Oro a Parigi 2024. Segue passeggiata serale lungo la Via Sacra

Mercoledì 30 luglio 2025, alle 19.30, il parco archeologico del Colosseo propone una serata speciale con la partecipazione di Oney Tapia, atleta paralimpico Medaglia d’Oro a Parigi 2024, che presenterà in Curia Iulia, a Roma, il suo libro “La luce oltre la siepe” (edito dall’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna). Ingresso da largo della Salara Vecchia (angolo via dei Fori Imperiali). Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria qui https://docs.google.com/…/1FAIpQLSfCAHn5AAs…/viewform…. Programma dell’incontro. Introduce Andrea Schiappelli, funzionario del parco archeologico del Colosseo responsabile programma #SalusperArtem del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Andrea Romagnoli, direttore Opera di Religione della Diocesi di Ravenna; suor Veronica Donatello, responsabile del servizio nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità – CEI; Dino Angelaccio, coadiutore gruppo accessibilità dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità – Presidenza del Consiglio dei Ministri; Edoardo Schina, presidente Ancos Roma. Presentazione del libro “La luce oltre la siepe”: Rachele Bombace, giornalista dell’Agenzia Dire e Magazine Superabile, dialoga con gli autori Oney Tapia, campione paralimpico Medaglia d’Oro Parigi 2024, e Maurizio Boldrini, giornalista e docente di Giornalismo università di Siena. A seguire, dalle 21.30 alle 22, catering a cura de La Locanda dei Girasoli. Dalle 22 alle 22.30, passeggiata lungo la Via Sacra. Diretta streaming sul profilo Facebook del parco archeologico del Colosseo.

Copertina del libro “La luce oltre la siepe” di Oney Tapia e Maurizio Boldrini

Libro “La luce oltre la siepe”. Trovarsi improvvisamente a essere un uomo cieco, dopo un incidente sul lavoro e riuscire – con una forza di volontà inaudita – a trasformare quella che poteva essere una siepe e una barriera che lo avrebbe per sempre separato dalla vita, in un’occasione di una nuova esperienza. Oney Tapia, medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Parigi 2024, si racconta in questo suo nuovo libro. Rispondendo alle cento domande di Maurizio Boldrini, giornalista e docente, ricostruisce non solo gli attimi di quel terribile incidente. Il racconto muove dalla spensieratezza dell’adolescenza nella sua Cuba per poi descrivere il suo mutato rapporto con i sensi. Tante parole per dire delle sue molteplici attività sportive che lo hanno portato a essere protagonista sulla scena nazionale e internazionale fino al passaggio dal buio alle luci della notorietà mediatica che si accendono vincendo “Ballando con le stelle”. Un filo lega la dura riconquista dei gesti nel vivere quotidiano e la vitalità del suo essere testimone e campione di inclusione. Si legge d’un fiato come un romanzo, scandito con il ritmo di un documentario su questo personaggio.

Aquileia (Ud). Al via la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm: sei serate con cinema, archeologia, esperti. Ecco il ricco programma. Tutti i film sottotitolati per le persone sorde e audiodescritti per ciechi e ipovedenti

Con la proiezione del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli martedì 29 luglio 2025, alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia (Ud), apre la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival: cinema, archeologia, esperti si alterneranno per sei serate (29-30-31 luglio e 1-4-5 agosto 2025). Il tema scelto per quest’anno è “Strati di memoria”, un fil rouge che attraversa il Festival esplorando il patrimonio culturale e archeologico attraverso lo sguardo di autori, studiosi e testimoni che ne restituiscono la ricchezza e la fragilità. La rassegna internazionale di cinema archeologico è organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm; in collaborazione con ministero della Cultura, Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Basilica di Aquileia; con il sostegno di PromoTurismoFVG e Cassa Rurale FVG. L’ingresso è gratuito su prenotazione obbligatoria al link Eventi di Fondazione Aquileia – 6 attività e biglietti futuri | Eventbrite. Come di consueto, il pubblico sarà chiamato a votare il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli che verrà consegnato la sera di venerdì 1° agosto 2025: i film in concorso sono scelti tra il meglio della produzione cinematografica internazionale.

“Ogni civiltà lascia dietro di sé tracce, impronte sedimentate nel tempo, capaci di raccontare ciò che siamo stati e, in parte, ciò che siamo. In ogni film riaffiora un patrimonio che appartiene a tutti noi, e che abbiamo il dovere di proteggere, condividere e tramandare”, sottolinea il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo. “È fondamentale che questa memoria, custodita nei luoghi e nei reperti del passato, sia restituita in forme comprensibili, inclusive e partecipate. Rendere la cultura accessibile a tutti significa aprire spazi di conoscenza condivisa, in cui ogni persona può riconoscersi e trovare strumenti per comprendere il presente attraverso il passato. Per questo motivo – annuncia Corciulo – l’Aquileia Film Festival da quest’anno sarà interamente accessibile grazie alla collaborazione con Sub-T”. Spiega Federico Spoletti, ceo di Sub-Ti Access “tutti i film in programma saranno sottotitolati per le persone sorde e ipoacusiche e audiodescritti per le persone cieche e ipovedenti, mentre le conversazioni con gli ospiti avranno la trascrizione in tempo per renderle fruibili anche dalle persone con disabilità uditive. L’Aquileia Film Festival si conferma quest’anno un esempio autentico di inclusione. Sono davvero felice che l’edizione 2025 sia accessibile anche alle persone con disabilità sensoriale – continua Spoletti – È uno dei primi festival cinematografici al mondo a rendere l’intero programma accessibile a tutti. La Fondazione Aquileia dà così un segnale concreto e importante di apertura e partecipazione culturale”. Aggiunge Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva: “L’Aquileia Film Festival, dopo ben sedici anni ininterrotti di programmazione, si conferma un fiore all’occhiello del Friuli Venezia Giulia e come uno degli eventi culturali più importanti e partecipati d’Italia. Credo che tutto questo si debba alla capacità degli organizzatori di attualizzare le trascorse vicende dell’umanità facendone uno strumento di dibattito per la comprensione della realtà storica che stiamo vivendo. Anche quest’anno lo dimostrano i film in calendario e gli ospiti di assoluto rilievo che interverranno ogni sera”. “Come ogni anno, la rassegna rappresenta inoltre”, aggiunge il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi, “un’utilissima occasione di confronto, anche dietro le quinte, con gli ospiti, rappresentanti di prestigiosi enti e istituzioni italiane e non, con i quali di discute sulle prospettive di valorizzazione e i sistemi di gestione dei siti archeologici”.

Frame del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 29 LUGLIO 2025. Serata di apertura. Alle 21, apre il film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli (Italia 2021, 60’). Archeologia, industria, agricoltura, lottizzazione edilizia. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso le ragioni del patrimonio archeologico sono spesso entrate in conflitto con quelle dello sviluppo industriale, agricolo e urbanistico del nostro Paese. Dalle aree archeologiche della Basilicata allo scavo dell’antica città di Sibari. Dai templi di Paestum alla straordinaria scoperta del santuario-emporio di Gravisca. Il film ripercorre le storie esemplari dei conflitti, delle scoperte, e della salvaguardia del nostro patrimonio archeologico.

Francesca Cenerini dell’università di Bologna (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Francesca Cenerini, professoressa ordinaria di Storia romana all’università di Bologna. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 30 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling (Regno Unito 2024, 54’). Per tre anni lo Stato islamico ha terrorizzato Mosul, l’antica capitale degli Assiri, Ninive, e distrutto inestimabili reperti. Ora gli archeologi stanno portando alla luce nuove testimonianze, risolvendo alcuni enigmi di questa civiltà: come è stato forgiato il primo impero dell’umanità? Quali progressi hanno permesso loro di costruire una città di oltre 100.000 abitanti? Ninive potrebbe essere la sede di una delle sette meraviglie del mondo ovvero i Giardini Pensili di Babilonia?

Luca Peyronel dell’università di Milano (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Luca Peyronel, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’università di Milano “La Statale”. È direttore della Missione Archeologica Italiana nella Piana di Erbil (Kurdistan iracheno) e del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe, Turchia. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Libano segreto: i tesori di Byblos / Secret Lebanon: the treasures of Byblos” di Philippe Aractingi (Francia 2024, 52’). Sulla costa del Libano si trova una delle città più antiche del mondo: Byblos. Durante l’antichità, fu un importante centro di scambi commerciali e culturali con Egitto e Mesopotamia. Si credeva che le ricerche archeologiche, andate avanti per oltre un secolo, avessero rivelato tutti i suoi segreti… Ora, recenti scoperte svelano inediti e sorprendenti aspetti dell’antica Byblos.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

PROGRAMMA di GIOVEDÌ 31 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), terminata a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali. L’aspirazione più alta per uno studioso quella di produrre conoscenza: ovvero interrogare i reperti e restituire al pubblico la loro storia.

Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Jacopo Tabolli, docente di Civiltà dell’Italia Preromana ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e direttore scientifico dello scavo di San Casciano dei Bagni. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.

Il giornalista Corrado Augias (foto fondazione aquileia)

PROGRAMMA DI VENERDÌ 1° AGOSTO 2025. Alle 21, apre il film fuori concorso “Regina Viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi (Italia 2023, 47’). Uno speciale realizzato da Rai Cultura, in collaborazione con il Ministero della Cultura, racconta la storia della più antica via pubblica del nostro Paese, inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2024. Segue la conversazione con Corrado Augias, giornalista, scrittore e conduttore televisivo. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Aquileia” 2025 al film più votato dal pubblico.

Frame del film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro

Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF; Claudio Zorzenon, di Arte Video; Marco Fabbro, regista (foto fondazione aquileia)

FUORI FESTIVAL. LUNEDÌ 4 AGOSTO.  Alle 21, il film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro (Italia 2024, 60’). Il film documentario ricostruisce le vicende del nobile Marcho, signore di Moruzzo, l’ultimo alfiere del Patriarcato di Aquileia che si oppone alla Repubblica di Venezia. La storia si snoda tra il 1335 quando il patriarca Bertrando consegna il vessillo del Patriarcato a Federico, nonno di Marcho e il 1421 quando il doge di Venezia fa assediare il castello di Moruzzo, e in poco tempo sconfigge gli assediati e fa arrestare Marcho. Prima di essere catturato Marcho riesce a far fuggire il figlio Pileo che porta con sé il vessillo del Patriarcato. Di lui non si saprà più nulla e il vessillo non sarà mai ritrovato. Segue la conversazione con Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana; Claudio Zorzenon, di Arte Video srl; Marco Fabbro, regista. A cura di Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli.

FUORI FESTIVAL. MARTEDÌ 5 AGOSTO 2025.  Alle 21, “Omaggio ad Altan”, in occasione dei 50 anni della Pimpa. Conversazione con Francesco Tullio Altan, fumettista, vignettista e autore satirico, e Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore. A cura di Elena Commessatti, giornalista e scrittrice. Segue il film “Mi chiamo Altan e faccio vignette” di Stefano Consiglio (Italia 2019, 75’). Un film sul grande disegnatore Francesco Tullio Altan. Un racconto sulla sua vita e sulla sua carriera attraverso i suoi personaggi, fra tutti Pimpa e Cipputi, e con l’aiuto dei suoi amici e colleghi, come per esempio Paolo Rumiz, Michele Serra, Vauro, Sergio Staino e Zerocalcare. Partendo da Aquileia, dove vive e lavora, si giunge nella «sua» Torino, dove c’è la fabbrica per antonomasia: la Fiat di Cipputi. Un documentario con Altan e sul Paese che ha raccontato e che sta continuando a raccontare da oltre quarant’anni, con tutte le sue aspirazioni, le sue evoluzioni e involuzioni.

Cavriana (Mn). Il premio del pubblico della prima rassegna internazionale del cinema archeologico va al film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro. Momenti di commozione in apertura con la curatrice Petra Paola Lucini che ha dedicato la Rassegna all’archeologo Giuseppe Orefici a un mese dalla scomparsa

Il regista Massimo D’Alessandro premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Nel palmares del regista romano Massimo D’Alessandro c’è un nuovo premio, quello assegnato al film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” dal pubblico della prima edizione della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Cavriana (Mn) ideata e curata da Petra Paola Lucini, riparte da Cavriana (Mn) per iniziativa del museo Archeologico dell’Alto Mantovano di Cavriana e della cremonese PetraFILM con nove proiezioni, sei nella sezione pomeridiana e tre seguiranno in quella serale, presentate dagli stesi registi all’inizio di ogni sezione, moderati dalla giornalista Adele Oriana Orlando.

Registi alla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana: da sinistra, Stefano Zampini, Filippo Ticozzi, Massimo D’Alessandro, Marco Castiglioni. e Nicolò Bongiorno (foto graziano tavan)

Il momento della proclamazione dei film votati dal pubblico è stata preceduta da una simpatica chiacchierata informale dei registi col pubblico, molto apprezzata. Un’idea da tenere presente per altre manifestazioni.

Momenti di commozione c’erano stati in apertura di rassegna nella sala civica di Cavriana quando Petra Paola Lucini ha voluto dedicare all’archeologo Giuseppe Orefici, a un mese dalla sua scomparsa (vedi Archeologia in lutto. Si è spento a 79 anni Giuseppe Orefici, uno dei massimi esperti della cultura Nazca, e più in generale delle civiltà precolombiane dell’America Latina. Le sue ricerche da Nazca a Cahuachi, da Tiwanaku a Rapa Nui. Una vita dedicata anche alla divulgazione scientifica | archeologiavocidalpassato), e col quale era particolarmente legata avendo vissuto direttamente in Perù le emozioni di una campagna di scavo e l’umanità dell’archeologo bresciano raccontate dalla stesas Petra Paola Lucini nel film “Cahuachi. Labirinti nella sabbia”.

E proprio dal suo film è stato presentato un breve estratto a memoria e in omaggio a Giuseppe Orefici.

Ecco i primi tre film classificati: al primo posto, come si diceva, il film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’) con il 37,53% dei voti. Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico.

Il regista Nicolò Bongiorno premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Al secondo posto il film “I leoni di Lissa” di Niccolò Bongiorno (Italia 2018, 76’) con il 34,80% dei voti. Il film evoca la storia della leggendaria battaglia navale di Lissa (1866), scontro simbolo e icona della marineria moderna. Il racconto si sviluppa tra le acque di Lissa, lungo i sentieri della memoria, nel cuore di quel mare Adriatico che è luogo di nascita degli eroi e ponte tra le culture del mediterraneo. Una moderna fiaba visiva raccontata in prima persona da grandi pionieri delle immersioni profonde e da maestri dell’archeologia subacquea, che vivono l’esplorazione come un concetto mentale, e conducono lo spettatore, attraverso “l’epica della subacquea”, dentro un affascinante mosaico di suggestioni visive e storiche, alla ricerca del relitto più nascosto e dimenticato, nel grembo profondo dell’Unità d’Italia.

Il regista Filippo Ticozzi premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Al terzo posto il film “Le cime di Asclepio”, di Filippo Ticozzi (Italia 2024, 17’) con il 27,77%. Un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambia posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire? Il film racconta il trasloco di un museo archeologico cercando di assumere il punto di vista dei protagonisti inanimati: oggetti antichi e immortali, ora senz’aura, costretti a confrontarsi con la corruttibilità terrena.

Marzabotto (Bo). Per “Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua” passeggiata archeologica al tramonto per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco con gli archeologi dell’università di Bologna

Domenica 27 luglio 2025, alle 18, a Marzabotto, per “Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua” passeggiata archeologica al tramonto per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto con gli archeologi del dipartimento Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna. La visita, promossa dal Mnema, comprende tutta l’area dell’antica città etrusca, compresa la Necropoli Nord solitamente non accessibile, e il museo nazionale Etrusco. Proposta a numero chiuso, è necessaria la prenotazione al 353 4412879 oppure mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it. La visita inizia alle 18, è consigliato arrivare prima per completare i pagamenti. E dura circa 2 ore. Il costo di partecipazione è 10 euro a persona (sono previste agevolazioni) + il biglietto di ingresso a Museo e area archeologica di 3 euro.

Agrigento. Il sorgere del sole alla Valle dei Templi torna a risplendere di parole, emozioni e memorie eterne con “Il risveglio degli Dei”: cinque gli appuntamenti di questo viaggio teatrale, poetico e civile di Marco Savatteri

“Il risveglio degli Dei” dà appuntamento all’alba, al tempio delal Concordia, nella Valle dei Templi di Agrigento. A partire dal 27 luglio 2025 il sorgere del sole alla Valle dei Templi di Agrigento tornerà infatti a risplendere di parole, emozioni e memorie eterne con il ritorno delle “Albe”, il suggestivo ciclo di narrazioni mitologiche prodotto da Parco Valle dei Templi e Savatteri Produzioni Teatro e Musica con una formula ormai divenuta celebre. Cinque gli appuntamenti di questo viaggio teatrale, poetico e civile, capace di toccare corde profonde e interrogare la nostra epoca attraverso la voce immortale della classicità: il 27 luglio (ore 4.30) e il 3, 24, 29 e 31 agosto 2025 (ore 5). In tutti i casi l’accesso sarà dalla biglietteria di Giunone. Ticket disponibili presso il Box office di Agrigento, via Imera 27, telefono 0922 20500 o su www.agrigento-biglietti.com.

Lungo la via Sacra, tra il Tempio della Concordia e quello di Giunone, il pubblico sarà guidato in un cammino tra i miti del passato. Gli attori in costume, tra recitazione, danza e canto, tra la luce nascente e le vestigia dell’antichità, daranno voce alle storie di dei ed eroi, rievocando un tempo sospeso dove le leggende si intrecciano con la realtà contemporanea con tematiche eterne come amore, odio, guerra. I miti millenari risuoneranno con forza rinnovata: lo spettacolo, infatti, non è sempre uguale a se stesso, ma risente a ogni nuovo appuntamento di modifiche e integrazioni. Il cast, quest’anno, conterà anche alcuni attori americani che sono stati selezionati dallo stesso Savatteri nel contesto di un progetto con la Montclair State University curato dalla professoressa Teresa Fiore.

Rotzo (Vi). Al Bostel di Castelletto la due giorni di Raetica 2025, il Festival dell’Archeologia: un viaggio nel tempo con esperienze di realtà immersiva e aumentata, spettacoli di ricostruzione storica e laboratori di archeologia sperimentale. Ecco il ricco programma

Il 26 e 27 luglio 2025 al Bostel di Castelletto di Rotzo (Vi) sull’altopiano dei Sette Comuni, torna Raetica, l’atteso Festival dell’Archeologia appuntamento ormai fisso per immergersi in un viaggio nel tempo con esperienze di realtà immersiva e aumentata, spettacoli di ricostruzione storica e laboratori di archeologia sperimentale.

PROGRAMMA DI SABATO 26 LUGLIO. Alle 10, apertura del museo Archeologico Sette Comuni; alle 12, apertura del Parco Archeologico, del Villaggio, dei Campi Storici, della Taverna, de Chioschi e del Mercatino; dalle 14 alle 18, Didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici)

Visite guidate all’area archeologica a cura degli archeologi delle università Ca’ Foscari Venezia, Progetto Stempa, Università Pegaso e Nea Archeologia. Partenza dall’info-point ogni 30 minuti, sabato dalle 14 alle 18, domenica dalle 10 alle 11 e dalle 14 alle 18, previo acquisto di un braccialetto valido entrambi i giorni, presso l’info point.

Alle 15, saluti delle autorità e presentazione ufficiale di Raetica 2025.

Alle 17, nell’area conferenze, la conferenza “L’arte delle Situle attraverso l’Archeologia Sperimentale” a cura di Stefano Buson, restauratore per i musei nazionali del Veneto. L’arte delle situle, con le sue scene figurate incise su bronzo, può essere meglio compresa attraverso l’archeologia sperimentale. Questa disciplina, che si occupa di riprodurre antichi manufatti per studiarne le tecniche di fabbricazione, permette di analizzare i processi di progettazione, costruzione e narrazione che stanno dietro alla creazione di questi reperti. Attraverso la riproduzione sperimentale, è possibile comprendere come venivano realizzati i disegni, come veniva inciso il metallo e come venivano ottenuti gli effetti decorativi. L’archeologia sperimentale non solo aiuta a capire il “come” dei manufatti, ma anche il “perché”. Ad esempio, lo studio delle tecniche di incisione può rivelare informazioni sulla complessità del lavoro artigianale e sull’abilità degli artigiani. Le ricostruzioni di situle, come quelle presentate nell’evento al Bostel di Rotzo, permettono di toccare con mano la maestria degli antichi e di apprezzare l’arte delle situle da una prospettiva più concreta, immergendosi nelle tecniche e nei processi che hanno portato alla loro creazione. Al termine della conferenza verrà proiettato un filmato che illustrerà le varie fasi di fabbricazione di una situla.

Alle 18.30, in area palco, Gesti di Antica Memoria: spettacolo di Danze Antiche; e alle 19.30, Mitici Animali e Uomini Divini: epiche leggende e racconti bardici: momenti di grandi emozioni tra Danze Antiche ricostruite, epiche leggende celtiche e racconti bardici mentre assaporate i cibi e le bevande della Taverna Retica. A cura di Teuta Nertobacos.

In area palco, IRON AGE FASHION SHOW: durante l’orario cena del sabato si potrà assistere ad una vera e propria “sfilata di moda dell’Età del Ferro” dove i ricostruttori storici sfoggeranno i loro abiti migliori, i gioielli più belli e le armi più peculiari in base alla cultura e l’epoca storica rappresentata.

Alle 21.30, SITULAE: dai campi della luce alla riva delle tenebre, il grande spettacolo di ricostruzione storica. Come ogni anno, il Bostel diviene lo scenario per la rappresentazione di uno spettacolo emozionante, veicolo della divulgazione storica e scientifica attraverso le emozioni di narrazioni, musiche e rievocatori. Il palcoscenico del Bostel vede sabato sera la rappresentazione di una “situla vivente” che narra i fasti di una vita e la gloria dopo la morte, per terminare con il fuoco sempre caro a tutti noi. Uno spettacolo storico, un teatro, un film… frutto di studio, ricerca e ipotesi. Ma che sa portare indietro nel tempo, emozionare, coinvolgere e ricordare ancora una volta le genti di un passato lontano. A seguire festa, musica e taverna aperta fino a mezzanotte.

PROGRAMMA DI DOMENICA 27 LUGLIO. Alle 10, apertura del parco archeologico, del museo, del villaggio, dei campi storici, dei chioschi e del mercatino; dalle 10 alle 12, didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici); visite guidate all’area archeologica con gli archeologi delle università che coordinano gli scavi (partenza area info point ogni 30 min.); alle 11, Gesti di Antica Memoria: spettacolo di Danze Antiche (area palco), a seguire Mitici Animali e Uomini Divini: epiche leggende e racconti mitici (area palco); alle 12, apertura della Taverna; dalle 14 alle 18, didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici); visite guidate all’area archeologica con gli archeologi delle università e di NEA Archeologia (partenza area info point ogni 30 min).

Alle 15, in area conferenze, la conferenza “Simbolismo folk e pratiche del passato nelle comunità contemporanee” a cura di Elena De Dominicis, antropologa e giornalista. Il Bostel nel modello nordico dei musei all’aria aperta. L’ambiente nelle rappresentazioni storiche partecipate dal vivo e online. Dalle pratiche folk alla musica: Heilung, Wardruna, folk metal, modern vikings nelle tradizioni e nel problema dell’autenticità. Rune, navi, tamburi, archetipi. Lo studio è vincitore del premio nazionale Goi Comunità Bresciana dell’università di Brescia 2024 ed è stato presentato a Marsiglia alla conferenza internazionale di Netnografia Netnocon2025.

Alle 16, in area spettacoli, il Pugilato delle Situle: il bronzo delle Situle ci racconta di competizioni sportive di Pugilato con i manubri, di campioni, di trofei e di astanti. Siete pronti a scegliere il vostro campione e a fare il tifo per lui? A cura di Insubria Gaesata.

Alle 17, al villaggio, apertura della fornace ceramica; alle 18, apertura della Taverna. A seguire chiusura della manifestazione ed arrivederci a RAETICA 2026.

Augusta (Sr). Al Nuovo circolo Tennis “Baia. Il parco sommerso”, terzo e ultimo incontro del ciclo “Parole e pietre. Rassegna di libri e cultura classica”, promosso dall’Archeoclub di Augusta

Sabato 26 luglio 2025, alle 19.30, al Nuovo circolo Tennis di Augusta (Sr), in contrada Balate, “Baia. Il parco sommerso”, terzo e ultimo incontro del ciclo “Parole e pietre. Rassegna di libri e cultura classica”, giunta alla IV edizione, quest’anno dedicato a “Parchi archeologici di terra e di mare poco conosciuti o poco raccontati”, promosso dall’Archeoclub d’Italia sede di Augusta. Questa volta riflettori puntati su una delle cinque meraviglie sommerse in Italia, il Parco sommerso di Baia, Campi Flegrei, Napoli. Antiche rovine sommerse; “immergersi” e visitare un museo straordinario dove la vita marina e i resti storici si fondono in un’esperienza totalmente differente da uno spazio espositivo a terra. Introduce Mariada Pansera, presidente dell’Archeoclub d’Italia sede di Augusta. Intervengono Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, e Massimo Cultraro, archeologo del Cnr-Ispc di Catania.