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Firenze. Per la Giornata nazionale delle Famiglie al Museo, all’Archeologico “Riflessi dal Nilo: un viaggio tra i volti degli antichi Egizi”, visita guidata e laboratorio per bambini

Anche quest’anno torna al museo Archeologico nazionale di Firenze la Giornata nazionale delle Famiglie al Museo (FAMu). Appuntamento sabato 11 ottobre 2025, dalle 10.30 alle 12, con “Riflessi dal Nilo: un viaggio tra i volti degli antichi Egizi”, visita guidata e laboratorio per bambini dai 6 agli 11 anni, della durata di un’ora e trenta circa, con possibilità di attività anche per i fratellini e sorelline più piccoli. L’attività è compresa nel costo del biglietto di ingresso al museo e la prenotazione è obbligatoria, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it. I piccoli saranno guidati attraverso il tema dell’antico ritratto, che riproduceva le caratteristiche fisiche di una persona, e non solo. Scoprendo le sale della sezione egizia i piccoli visitatori saranno incoraggiati a riflettere sul valore emotivo di un ritratto e sulla percezione degli elementi che lo compongono, tanto nell’antico Egitto quanto ai giorni nostri. I bambini saranno accompagnati in una breve visita guidata della durata di circa 30 minuti, che si focalizzerà su pochi ma significativi pezzi della collezione egizia. Successivamente, durante un laboratorio, i piccoli sperimenteranno in prima persona il processo creativo che sta alla base della produzione di queste opere così intime e soggettive, giunte fino a noi.

Capodimonte (Vt). Due giornate speciali al museo della Navigazione delle Acque interne nell’ambito del “Tevere Day”: visite guidate gratuite con la direttrice Giuliana Galli

Due giornate speciali al museo della Navigazione delle Acque interne a Capodimonte (Vt) nell’ambito del “Tevere Day”. Sabato 11 e domenica 12 ottobre 2025 sono in programma quattro visite guidate a Capodimonte, due la mattina (10.30 e 11.30) e due la sera (14 e 15), a cura della direttrice del museo della Navigazione nelle Acque Interne Giuliana Galli, museo che conserva la prima piroga protostorica ritrovata nel Lazio datata tra il XIV e l’XI secolo a.C. Fu proprio il ritrovamento nel 1989 nel lago di Bolsena ai piedi dell’isola Bisentina di una piroga monossila protostorica (XIV-XI secolo a C.) ricavata da un solo tronco di faggio a far nascere, nel 2010, del museo che ha iniziato a comunicare la storia della navigazione interna nell’antichità, accogliendo anche altri ritrovamenti dal lago e imbarcazioni più recenti da vari siti lacustri come Bracciano, Fondi, Posta Fibreno, ripercorrendo un po’ la lenta evoluzione dell’architettura navale dedicata alle acque dolci tra VIII sec. a.C. e XX secolo. Le visite guidate sono gratuite e non richiedono prenotazione.

È la stessa direttrice Giuliana Galli a presentare l’iniziativa. “Quale migliore occasione se non partecipare a questo evento bellissimo del Tevere Day qui a Roma – spiega Galli -. Siamo in Campidoglio e oggi è stato presentato tutto il programma e il museo della Navigazione delle Acque interne di Capodimonte partecipa con quattro visite guidate gratuite sabato 11 e domenica 12. Chiaramente il museo della Navigazione riguarda proprio i fiumi, la navigazione interna. I fiumi servivano nell’antichità tutto il territorio. Quindi Tevere e fiume Marta fino al Tirreno: troviamo reperti antichissimi come per esempio la nostra piroga, che è stata la prima piroga ritrovata nel Lazio. Stiamo parlando di XIV-XI secolo a.C. E quindi dobbiamo immaginare anche tutto il contesto”.

La piroga monossila protostorica (XIV-XI secolo a C.) scoperta nel 1989 nel lago di Bolsena e conservata al museo della Navigazione delle Acque interne a Capodimonte (foto mnai)

A sostegno dell’iniziativa interviene Caterina Pisu, già direttrice del museo della Navigazione delle Acque interne, che Invita “caldamente tutti gli appassionati, e in particolar modo i capodimontani, a partecipare alle visite guidate condotte dalla direttrice Giuliana Galli. Il futuro del Museo risiede nella sua comunità e nella qualità della sua proposta scientifica. Sono certa che questa importante iniziativa sarà accolta con grande interesse e partecipazione!”. E continua: “Questo evento non è solo un’occasione per riscoprire l’autentico gioiello culturale che è il Museo della Navigazione– con il suo percorso unico dalla piroga dell’Età del Bronzo fino all’evoluzione dell’architettura navale – ma è anche un tassello fondamentale in un percorso di valorizzazione che dura da anni. Vedere oggi il Museo tornare al centro dell’attenzione con un evento dedicato al Tevere, promosso dalla nuova direttrice, la dott.ssa Giuliana Galli, mi riempie di soddisfazione.

Una sala del museo della Navigazione delle Acque interne a Capodimonte (foto mnai)

“La dott.ssa Galli – continua – sta portando avanti un lavoro di allestimento e rilancio del valore scientifico del Museo. ​Un segnale di grande continuità e serietà professionale è la conferma del Comitato scientifico che ha affiancato la mia precedente direzione, composto da figure di altissimo profilo come Marco Bonino, Alessandra Broccolini, Francesco di Gennaro, Roberto Petriaggi e Pietro Tamburini. La loro presenza assicura che il Museo di Capodimonte manterrà la rotta verso l’eccellenza, continuando a dare risalto ai temi della navigazione interna, dell’archeologia subacquea e della cultura lacustre e fluviale, come era stato progettato dai primi curatori, Patrizia Petitti e Anna Maria Conti”.

Montecchio Maggiore (Vi). Alla Corte delle Filande presentazione del libro “Sono così: le donne nel Veneto preromano” di Angela Ruta Serafini in dialogo con Graziano Tavan (archeologiavocidalpassato.com)

È un viaggio affascinante alla scoperta delle figure femminili del Veneto preromano quello che propone il museo di Archeologia e di Scienze naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore (Vi) con la presentazione del libro “Sono così: le donne nel Veneto preromano” di Angela Ruta Serafini. Appuntamento venerdì 10 ottobre 2025, alle 18.30, in sala civica Corte delle Filande a Montecchio Maggiore. Angela Ruta Serafini, in dialogo con Graziano Tavan, giornalista di archeologiavocidalpassato.com, ci farà conoscere storie, identità e memorie di donne che hanno lasciato tracce importanti nella storia più antica del Veneto, quello preromano. Le più recenti e importanti scoperte archeologiche faranno da traccia, nella conversazione, per una narrazione che tocca temi antichi ed attuali.

Roma. In Curia Iulia la giornata internazionale di studi “Il miraggio egizio attraverso il tempo. La ricezione dell’Egitto in età greco romana” a cura di Ilaria Sforza con Claudio Castelletti: nuove prospettive metodologiche e interdisciplinari sulla ricezione dell’Egitto in età greco-romana

Venerdì 10 ottobre 2025 il parco archeologico del Colosseo promuove in Curia Iulia ospita la giornata internazionale di studi “Il miraggio egizio attraverso il tempo. La ricezione dell’Egitto in età greco romana”, alle 9.30, con ingresso libero ore 9.30 da largo della Salara Vecchia, previa prenotazione online: https://miraggioegizio.eventbrite.it. La giornata di studi, ideata e organizzata da Ilaria Sforza con la collaborazione di Claudio Castelletti, aspira a offrire nuove prospettive metodologiche e interdisciplinari sulla ricezione dell’Egitto in età greco-romana, favorendo il dialogo tra studiosi di diversa formazione – geografica, storica, storico-religiosa, letteraria, egittologica – a partire dall’esame delle fonti scritte: letterarie, storiografiche e documentarie. Nella tradizione di studi incentrata sul confronto tra Greci e “barbari”, di cui Alien Wisdom (Cambridge 1975) di Arnaldo Momigliano è forse il saggio più rappresentativo, si iscrive anche la serie di studi inaugurata da Christian Froidefond con il volume Le mirage égyptien (Aix-en-Provence 1971), da cui questa giornata di studi sulla ricezione dell’Egitto trae spunto. Il continuo scambio, culturale e cultuale, tra Greci ed Egizi nell’Antichità classica è stato evidenziato da importanti retrospettive critiche, come la monografia di Phiroze Vasunia, The Gift of the Nile (Berkeley 2001), sull’Egitto come costruzione culturale ellenica e quella di Corinne Bonnet e Laurent Bricault, Quand les dieux voyagent (Genève 2016), dedicata all’incontro tra i diversi culti in movimento nel Mediterraneo antico.

Programma. Alle 9.30, saluti istituzionali: Alfonsina Russo (DiVA –Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale), Simone Quilici (parco archeologico del Colosseo), Roberta Alteri (parco archeologico del Colosseo). Presentazione: Ilaria Sforza (università di Roma Tor Vergata), Claudio Castelletti (università di Roma Tor Vergata). Alle 10, SESSIONE I Il territorio dell’Egitto disegnato dai Greci Chair: Virgilio Costa. Interventi: Serena Bianchetti (università di Firenze) “L’Egitto di Eratostene: un laboratorio per disegnare il mondo”; Veronica Bucciantini (università di Firenze) “La correlazione fra Egitto e India nella descrizione geografica degli alessandrografi”. Discussione. Alle 10.50, pausa caffè; 11.10, SESSIONE II L’Egitto dei Greci: fonti letterarie e storiografiche Chair: Serena Bianchetti. Interventi: Mauro Tulli (università di Pisa) “Dall’Egitto in Grecia: la trasmissione del racconto su Atlantide”; Virgilio Costa (università di Roma Tor Vergata) “Le fonti sulla Biblioteca di Alessandria”; Ilaria Sforza (università di Roma Tor Vergata) “Il Περὶ Αἰγυπτίων di Ecateo di Abdera: l’etnografia dell’Egitto nel primo ellenismo”; Yuri Volokhine (Université de Genève) “Manéthon et ses sources égyptiennes”. Discussione. Alle 12.50, pausa pranzo; 14, SESSIONE III Gli dèi degli Egizi e la loro ‘sapienza’ dal paganesimo al cristianesimo Chair: Corinne Bonnet. Interventi: Leone Porciani (università di Pavia) “Erodoto e i nomi degli dèi”; Giuseppe Lentini (Sapienza Università di Roma) “Solone e l’Egitto”; Laurent Bricault (Université Toulouse II Jean Jaurès) “De Joseph à Sérapis. Des pyramides d’Égypte au trône de Ravenne”; Chiara Di Serio (University of Cyprus) “La sapienza ‘barbara’ degli Egizi dagli autori greci ai Padri della Chiesa”. Discussione. Alle 15.40, pausa caffè; 16, SESSIONE IV Dalla parte degli Egizi: i documenti locali nel periodo greco-romano Chair: Laurent Bricault. Interventi: Susanne Töpfer (museo Egizio, Torino) “Scritti e lingue nell’Egitto del periodo greco-romano”; Letizia Loprieno (museo Egizio, Torino) “I ‘Libri della Respirazione’: tradizione e innovazione nella letteratura funeraria egiziana di età greco-romana”. Discussione. Alle 16.50, fine dei lavori.

Fondazione Aquileia Gold Sponsor di Barcolana57: a Trieste lo stand “Aquileia Porta del Mediterraneo” in Riva del Mandracchio e videomapping sul Solaris 50 in piazza Unità d’Italia

Per il terzo anno consecutivo Fondazione Aquileia è Gold Sponsor di Barcolana e nell’occasione è allestito, dall’8 al 12 ottobre 2025, a Trieste sulla Riva del Mandracchio davanti a piazza dell’Unità d’Italia lo stand “Aquileia Porta del Mediterraneo“, dedicato al sito UNESCO di Aquileia, che sarà inaugurato giovedì 9 ottobre 2025, alle 18.30, dove il pubblico potrà scoprire tutti i giorni la storia, i luoghi della cultura, gli eventi, le eccellenze enogastronomiche del territorio e ricevere tutte le informazioni utili per organizzare una visita. Grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia e Solaris Yachts verrà realizzato uno spettacolare videomapping sullo scafo allestito al centro di piazza Unità che diventerà lo schermo per un viaggio visivo che racconterà “Aquileia porta del Mediterraneo”.

“Abbiamo deciso di essere ancora una volta di essere presenti al più importante evento dedicato alla cultura del mare”, dichiara Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “con uno spazio dove il pubblico potrà scoprire tutti i giorni la storia, i luoghi della cultura, gli eventi e ricevere tutte le informazioni utili per organizzare una visita. L’area lounge ospiterà invece, le eccellenze enogastronomiche del territorio. Evento clou – annuncia Corciulo – sarà l’accensione giovedì 8 ottobre alle 19.30, grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia e Solaris Yachts, di uno spettacolare videomapping realizzato da Italy q.b. sul Solaris 50 allestito al centro di piazza Unità”. Lo scafo diventerà lo schermo per un viaggio visivo che racconterà “Aquileia porta del Mediterraneo”, un viaggio iniziato oltre 2000 anni fa quando Aquileia era cerniera tra la grande via del Mediterraneo e il nord, un hub importantissimo e cosmopolita. Lo scafo di 15 metri del cantiere di Aquileia è stato portato via terra e posto al centro di piazza Unità d’Italia, cuore della città e di Barcolana, dove resterà in esposizione per tutta la settimana dell’evento.

 

Grosseto. “Dietro le quinte dell’archeologia”: porte aperte al laboratorio di restauro archeologico della soprintendenza. Occasione per ammirare in via straordinaria alcuni dei Bronzi di San Casciano tra studio restauro e post-intervento. Ecco il programma

I bronzi di San Casciano li abbiamo ammirati in mostra, abbiamo imparato a conoscerli in Tv, al Cinema, sui giornali, negli incontri pubblici. Ma cosa succede a un reperto prima di finire in mostra? A ottobre 2025 si può scoprirlo dal vivo con “Dietro le quinte dell’archeologia”: il laboratorio di restauro archeologico della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo, apre eccezionalmente le sue porte in via Mazzini 24 a Grosseto: nei giorni 9, 10, 16 e 17 ottobre (dalle 10 alle 13, e dalle 14 alle 16) e l’11 e 18 ottobre (dalle 9 alle 13) e offre ai visitatori uno sguardo diretto sul lavoro che restituisce vita a ceramiche, bronzi, affreschi, mosaici e materiali provenienti dal mare e dal territorio. 

Ogni anno questo centro grossetano, altamente specializzato, accoglie preziosi reperti, e li affida alle mani esperte di chi ne cura la conservazione con tecniche avanzate e competenze multidisciplinari. L’iniziativa intende valorizzare non soltanto la ricchezza dei ritrovamenti, ma anche il ruolo fondamentale della ricerca e della tutela nella conservazione del patrimonio. Per informazioni e prenotazioni di gruppi, rivolgersi allo 0564.23300.

Una fase di restauro di un bronzo da San Casciano nel laboratorio di restauro ABAP di Grosseto (foto mic)

Bambino con la sfera a fine restauro: bronzo da San Casciano nel laboratorio ABAP di Grosseto (foto mic)

Dal giovedì al sabato, per due settimane nel mese di ottobre 2025, il laboratorio situato all’interno della sede della SABAP a Grosseto sarà eccezionalmente aperto al pubblico. Un’opportunità di conoscere da vicino il lungo processo che precede l’esposizione museale. I visitatori potranno osservare i professionisti all’opera, assistere alle fasi più delicate del restauro e dialogare con loro, soddisfacendo curiosità, e approfondendo gli aspetti legati all’arte del restauro. Con l’occasione, sarà possibile ammirare in via straordinaria alcuni dei Bronzi di San Casciano, nelle tre diverse fasi di lavorazione: di studio, di restauro e post intervento, ottenendo una visione completa del percorso che porta alla restituzione di un reperto all’ammirazione del pubblico.

Luigi La Rocca, direttore generale ABAP, in sopralluogo al laboratorio di restauro di Grosseto (foto mic)

Una iniziativa che il ministero della Cultura, attraverso gli uffici territoriali e con il contributo del Soprintendente Gabriele Nannetti, dedica a chiunque voglia avvicinarsi al lavoro di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. È soltanto l’inizio di un percorso virtuoso fortemente incoraggiato dal ministro Alessandro Giuli. Una finestra spalancata sull’archeologia, per essere testimoni vivi della riscoperta: un processo che diventa strumento di conoscenza, crescita e formazione per nuove generazioni consapevoli.

Castellammare di Stabia (Na). Al museo Archeologico presentazione del libro (in due volumi) “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis”, in uscita omaggio con il quotidiano La Repubblica Napoli nel week end

Copertine dei due volumi del libro “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis” a cura di Gabriel Zuchtriegel

Dagli scavi al museo diffuso. Cosa è la Grande Pompei? I luoghi che fanno parte di questo ampio museo diffuso sul territorio, raccontato da chi li vive quotidianamente con il suo lavoro, sono i protagonisti del libro “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis”, in uscita omaggio con il quotidiano La Repubblica Napoli sabato 11 e domenica 12 ottobre 2025. Il libro in due volumi, a cura del direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e di Antonio Ferrara de La Repubblica, su progetto editoriale di Ottavio Ragone, sarà presentato giovedì 9 ottobre 2025, alle 17, al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (Na). I capitoli redatti dai funzionari del Parco, si susseguono all’interno di un percorso che prende spunto dalle recenti scoperte di Pompei a partire dalla casa del Tiaso con la stanza della megalografia dionisiaca, allarga lo sguardo oltre le mura della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. (Civita Giuliana, Boscoreale, Terzigno, Poggiomarino, Scafati, Oplontis) si spinge verso l’ager Stabianus, oltre il fiume Sarno (le Ville romane di Varano, il Museo archeologico di Stabia, il Castello di Lettere). Un racconto su protagonisti, aspetti luoghi ed eventi connessi al patrimonio archeologico e alla fruizione anche in chiave turistica dei beni culturali di Pompei e del territorio.

Firenze. All’auditorium Paolucci (Gallerie degli Uffizi) la conferenza “La fine degli Etruschi” con Jacopo Tabolli (università per Stranieri di Siena), quindicesimo e ultimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”

Mercoledì 8 ottobre 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, la conferenza “La fine degli Etruschi” con Jacopo Tabolli (università per Stranieri di Siena), quindicesimo e ultimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, 15 incontri dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 con alcuni tra i massimi esperti del settore a ingresso gratuito. Nel ciclo vengono affrontate le principali novità della storia e dell’archeologia degli Etruschi. Dal dibattutissimo problema delle origini, a quello altrettanto caldo della loro lingua, a quelli delle città e della loro organizzazione interna, dei luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), dei culti e della religione, delle manifestazioni artistiche, della struttura politica e delle cariche magistratuali, della loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, del loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, dei rapporti e delle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e della loro fine nell’impatto con la Roma.

Firenze. “Oltre il museo: visita guidata agli archivi storico e fotografico del museo Archeologico nazionale di Firenze” con Barbara Arbeid e Claudia Noferi in occasione dell’apertura straordinaria serale del MAF

Mercoledì 8 ottobre 2025, in occasione dell’apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze, dalle 18 alle 22, il MAF propone “Oltre il museo: visita guidata agli archivi storico e fotografico del museo Archeologico nazionale di Firenze”. La lunga storia del museo Archeologico nazionale di Firenze lo rende non soltanto un luogo espositivo, ma anche un custode della storia fiorentina e italiana dalla fine del XIX secolo fino ai giorni nostri. Le testimonianze di questo articolato percorso sono conservate negli archivi storico e fotografico del MAF, che le curatrici responsabili Barbara Arbeid e Claudia Noferi illustreranno per i partecipanti in due esclusive visite guidate della durata di circa un’ora ad entrambi gli archivi alle 18.30 e alle 20. Ritrovo al bookshop del museo; iniziative comprese nel costo del biglietto di ingresso. Prenotazione fortemente consigliata scrivendo a man-fi@cultura.gov.it

Roma. A Palazzo Patrizi Clementi, sede Sabap, presentazione del libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera (Edizioni Espera): un lavoro impegnativo e doloroso, ma affascinante per l’attualità delle vicende che racconta

Dopo la presentazione nel 2023 del suo libro “Donne al potere in Oriente e Occidente fra Tardoantico e Medioevo”, Mariarosaria Barbera torna a Palazzo Patrizi Clementi con la sua ultima fatica “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica”. Appuntamento mercoledì 8 ottobre 2015, alle 16.30, nella Sala delle Colonne doriche di Palazzo Patrizi Clementi in via cavalletti 2 a Roma, sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, per la presentazione del libro fatica “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera (Edizioni Espera), un lavoro impegnativo e doloroso, ma affascinante per l’attualità delle vicende che racconta. Introduce la soprintendente Margherita Eichberg. Dialogano con l’autrice Rossella Rea, già direttrice dell’Anfiteatro Flavio, e Roberto Petriaggi, direttore della Rivista Archaeologia Maritima Mediterranea. Ingresso libero, consentito fino ad esaurimento posti.

Copertina del libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera

“Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” si ricollega alla contemporaneità delle violenze di genere, laddove le donne sono viste come oggetti, ‘prede’, bottini di guerra e ricompense per la vittoria e la conquista. Violenze che si ricollegano ai temi della giustizia, del possesso e del potere. Sete di prevaricazione, di dominio, di un’egemonia perversa degli uomini in una società prevalentemente maschilista e patriarcale. La donna è sempre stata assoggettata all’uomo, dedita alla cura dei figli e della casa, mentre l’uomo belligerante prendeva tutti i tributi e la gloria per la sua mascolinità, che si tramutava in prepotenza. Fino ad annientare e annullare la figura femminile (“rapite, uccise, sacrificate o ridotte in schiavitù”). Tuttavia esiste una duplicità che stravolge l’ordine controvertendo quasi le gerarchie. Le donne, spesso umiliate e abusate fisicamente, giungono al punto di riprendersi la scena, fino ad arrivare ad essere fondamentali, a ricoprire un ruolo centrale risolutivo, come parte attiva in guerra, pur restando nella retroguardia e non agendo in prima linea. Diventano guida e sostegno per gli uomini (si pensi ad Andromaca che dà consigli al marito Ettore nell’Iliade di Omero); fino ad essere ‘riconosciute’ e onorate. Uno spiraglio che si apre sullo scenario bellico nel Mediterraneo. Dunque, come era stato per “Donne al potere in Oriente e Occidente fra Tardoantico e Medioevo”, l’obiettivo che si pone Barbera sembra essere, attraverso lo studio, la ricerca e un excursus in parallelo storico, da profonda e competente conoscitrice qual è dell’universo femminile, quello di far cadere i tabù che vogliono considerare ancestrali epoche più remote, mostrandone viceversa tutta la modernità e la portata simbolica nell’esempio e nel messaggio che lasciano. Spaziando fra lo scenario greco e quello romano e passando per i più celebri autori dell’età antica (come Erodoto, Plutarco, Tucidide o Aristofane). Abbiamo un mondo femminile complesso: figure mitologiche come le Amazzoni o le Furie o Erinni. Si va dalle mediatrici e operatrici di pace, ad altre che invece hanno indotto alla guerra (non mancano schede di approfondimento all’interno del volume). Contribuiscono a volte all’andamento della guerra. Teti, madre di Achille, fornisce armi al figlio per la guerra di Troia. Guerra roba da uomini e donne ridotte in schiavitù in uno stato d’inferiorità, nell’anonimato. Quasi prive di diritto perché era consuetudine che appartenessero agli uomini e al vincitore. Tanto che Nicole Loreaux e Pascal Payen arrivano a parlare di narrazioni femminili “fuggitive e opache”, oscurate, sempre in fuga e nell’ombra, la cui presenza però si percepisce. Fino ad ispirare una certa iconografia peculiare, specifica e tipica. Prigioniere di guerra, poche si ribellarono e poche furono ‘risparmiate’ dall’abuso, tanto fisico che psicologico. Tutto per una semplice scelta politica, di strategia per la supremazia. Una lotta per il potere, a cui fa eco la richiesta di giustizia e di pace.

L’archeologa Mariarosaria Barbera

Archeologa, Mariarosaria Barbera ha diretto anche la soprintendenza speciale di Roma e il parco archeologico di Ostia Antica (che ha ottenuto anche il Marchio del Patrimonio Europeo). Autrice di oltre un centinaio di pubblicazioni scientifiche, tra cui anche tre monografie: “Donne romane in esilio a Ventotene. L’opposizione femminile tra Augusto e Domiziano” (2021), nel 2022 “Donne al potere in Oriente e Occidente fra Tardoantico e Medioevo” e la terza, del 2023, “Impronte di donne. Realtà femminili nell’antichità classica”. Ed è proprio l’impronta che queste donne lasciano il fulcro di questi testi e che sarà oggetto di dibattito nella presentazione del libro. Con una dedica speciale “A tutte le donne che hanno sofferto e soffrono per le violenze di guerre”. Da qui si partirà, quale fulcro nodale. Per non dimenticare.