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Ercolano. All’antiquarium apre “Il legno che non bruciò ad Ercolano”: la mostra alla Reggia di Portici diventa un’esposizione permanente. All’inaugurazione il direttore generale Osanna

Lo sgabello della Casa dei due Atri esposto nella mostra “Materia” alla Reggia di Portici (foto graziano tavan)

“Il legno che non bruciò ad Ercolano” da giovedì 10 aprile 2025 diventa esposizione permanente all’antiquarium del parco archeologico di Ercolano con un’ampia scelta della collezione di mobili e strumenti di legno unica al mondo nel suo genere. Dopo essere stati in mostra per oltre un anno alla Reggia di Portici gli arredi in legno saranno esposti in via sperimentale in un’ala dell’Antiquarium, per offrire ai visitatori un ulteriore approfondimento dell’esperienza di visita al Parco. Come con la barca e gli ori dei fuggiaschi ritrovati sull’antica spiaggia, anche attraverso i preziosi mobili ci si potrà immergere nel vissuto quotidiano attraverso materiali che conservano la loro stessa vitalità nel legno che non si è bruciato ma carbonizzato e, in alcuni casi, conservato tal quale con persino le originarie decorazioni dipinte. All’inaugurazione giovedì 10 aprile 2025, alle 12, all’Antiquarium del Parco, saranno presenti il direttore generale Musei Massimo Osanna e il direttore del parco archeologico Francesco Sirano.

Firenze. All’ex-Chiesa di S. Jacopo conferenza di Alessandro Naso (Unina e Camnes) e Martina Zinni (Unina) “Tre anni di ricerche nella necropoli di Saso Pinzuto a Tuscania” nel progetto TAP (Tuscania Archaeological Project)

Appuntamento giovedì 10 aprile 2025, alle 17, all’ex-Chiesa di S. Jacopo in via Faenza 43 a Firenze, per parlare del progetto TAP e degli scavi nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania (Vt). Il TAP (Tuscania Archaeological Project) è un progetto in collaborazione con l’università di Napoli Federico II, dipartimento Studi umanistici. Nella conferenza proposta dal prof. Alessandro Naso (UNINA, CAMNES) e la dott.ssa Martina Zinni (UNINA) saranno presentati i risultati delle prime tre campagne di scavo CAMNES effettuate nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania (Vt).

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del progetto “Space to Tree” per una gestione sostenibile e consapevole del patrimonio arboreo in contesti di straordinario valore storico-archeologico

Giovedì 10 aprile 2025, alle 9.30, in Curia Iulia presentazione ufficiale del progetto “Space to Tree”, un’iniziativa pionieristica che integra tecnologie satellitari, rilievi LiDAR e intelligenza artificiale per promuovere una gestione sostenibile e consapevole del patrimonio arboreo in contesti di straordinario valore storico-archeologico. Ingresso gratuito da largo della Salara Vecchia con prenotazione su eventbrite.it. Diretta streaming su www.facebook.com/parcocolosseo. Il progetto è finalizzato alla creazione di un sistema multiscala e multisensore di remote sensing per il monitoraggio dello stato della vegetazione in parchi storici ed archeologici con particolare attenzione agli alberi monumentali, copertura boschiva e sottobosco che costituiscono una componente essenziale dei valori culturali, naturalistici e paesaggistici dei parchi. Il sistema è concepito per essere riapplicato in aree verdi urbane. L’obiettivo è quello di sviluppare un sistema di supporto alle decisioni e monitoraggio di parchi naturali di interesse storico ed archeologico. L’attività di sviluppo metodologico e tecnologico è stata testata e applicata su due casi studio: il parco archeologico del Colosseo a Roma e la Pineta di Metaponto che include anche il sito archeologico di Metaponto.

L’incontro sarà aperto da Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo e capo del dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, che illustrerà il percorso intrapreso verso una gestione sostenibile del verde, finalizzata alla tutela del patrimonio archeologico e alla valorizzazione della componente naturale del paesaggio storico, attraverso anche l’uso di tecnologiche osservazioni della terra. Seguirà l’intervento di Gabriella Strano, architetto paesaggista, che parlerà del patrimonio arboreo del parco archeologico del Colosseo quale elemento identitario di valore storico e botanico e risorsa viva che racconta la storia del luogo e custodisce biodiversità preziose. Il cuore dell’evento sarà la presentazione del progetto “Space to Tree” a cura di Nicola Masini, dirigente di ricerca del CNR-ISPC. Il progetto propone un nuovo paradigma per la gestione del verde monumentale, fondato sull’integrazione di tecnologie di remote sensing multiscala e Big data: ‘dal satellite all’albero’. A seguire, Rosa Lasaponara, dirigente di ricerca CNR-ISPC, illustrerà l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei dati satellitari per il monitoraggio dei parchi storici urbani, con un focus su resilienza, cambiamento climatico e supporto decisionale. Angelo Donvito, presidente di Digimat srl, presenterà l’architettura tecnologica della piattaforma “Space-to-Tree”, progettata per supportare operazioni di monitoraggio, gestione e valorizzazione in tempo reale. L’intervento di Nicodemo Abate, tecnologo del CNR-ISPC, sarà dedicato alle metodologie di indagine non invasiva alla scala dell’albero, utili per valutare la salute e la stabilità degli esemplari arborei senza arrecare danno.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale visita guidata nei depositi “#AltinoAperta. Luce nelle mani: le lucerne tra produzione, quotidianità e ritualità”

Lucerne romane conservate nel museo Archeologico nazionale di Altino (foto parco altino)

Anche nel mese di aprile lo staff del Parco aprirà le porte dei depositi per farti conoscere dettagli e curiosità sui reperti del parco archeologico di Altino. Giovedì 10 aprile 2025, alle 15.30, la visita “#AltinoAperta. Luce nelle mani: le lucerne tra produzione, quotidianità e ritualità” sarà appunto dedicata alle lucerne: si parlerà della loro produzione e dell’uso nella quotidianità e nei riti. Info e prenotazioni a info.parcoaltino@cultura.gov.it. Mentre al calar del sole, all’aperto, si usavano torce e fiaccole, negli ambienti chiusi si usavano le lucerne, dei lumi portatili che potevano essere anche fissati a dei sostegni come lampadari, appliques o tripodi. Le lucerne erano piccoli contenitori in terracotta, spesso decorati e riempiti di olio o grasso vegetale, nel quale veniva immerso uno stoppino che fuoriusciva dal beccuccio; lo stoppino veniva acceso con una fiamma e bruciava a lungo, assicurando molte ore di illuminazione. Il museo di Altino ne conserva molte databili tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Einaudi editore)

Mercoledì 9 Aprile 2025, in Curia Iulia, per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, presentazione del libro “La Siria antica. Arte e architettura”, di Paolo Matthiae, edito da Einaudi. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Marisa Ranieri Panetta, archeologa e scrittrice. Letture a cura di Sandra Toffolatti. Sarà presente l’Autore. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su https://matthiae_curia.eventbrite.it. Diretta streaming su facebook.com/parcocolosseo.

Copertina del libro “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Giulio Einaudi editore)

Il libro. La Siria è comparsa tardi da protagonista nel grande scenario dell’Archeologia orientale, dominato prima dall’Egitto e poi, dall’Ottocento, dalla Mesopotamia; e solo negli ultimi decenni di quel secolo di straordinarie esplorazioni ebbero inizio gli scavi nell’area siriana. Nel Novecento si sono poi susseguite clamorose scoperte che ci hanno restituito un’inedita immagine del territorio siriano nell’antichità: nel 1929 a Ugarit sulla costa del Mediterraneo, nel 1933 a Mari sul medio Eufrate e nel 1964 a Ebla nella Siria interna. Gli Egizi, creatori della più antica, complessa, durevole e splendida civiltà tra quelle affacciate sul Mediterraneo, consideravano la Siria negativamente singolare per la mutevole situazione climatica, per la costante frammentazione politica, per la bizzarria dei grandi fiumi, Eufrate e Tigri, che avevano un corso, a differenza del Nilo, da nord a sud, e utile solo per rifugiarvisi, come accadde a Sinuhe, o per crearvi un impero, come fecero i Thutmosidi. Ma la Siria, proprio per la sua conformazione geografica, è stata protagonista nel III millennio a.C. della seconda urbanizzazione della storia dell’umanità a scala planetaria, indipendente dalla presenza di una valle alluvionale. La Siria dell’Età del Bronzo ha reso piena verità al detto che città è sinonimo di civiltà e ha fatto sì che la città divenisse un modello universale di illimitata versatilità nella storia della Terra.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì

Martedì 8 aprile 2025, alle 16.30, al museo Archeologico nazionale di Taranto, presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì con il coordinamento scientifico di Paola Dessì (L’Erma di Bretschneider). Il libro rappresenta un contributo significativo allo studio della musica antica, offrendo un’analisi interdisciplinare che integra archeologia, musicologia e storia della cultura. Attraverso un approccio metodologico innovativo, gli autori esplorano il ruolo degli strumenti musicali nell’antichità, rivelando come questi non solo producessero suoni, ma fossero anche portatori di significati simbolici e sociali. Intervengono Stella Falzone, direttrice del MArTA; Valentino Nizzo, università di Napoli L’Orientale; Antonio Origlia, università Federico II di Napoli; Massimo Raffa, università del Salento. Saranno presenti le autrici e i curatori del volume.

Copertina del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì

Focus del libro sono i realia, gli strumenti musicali e gli oggetti sonori custoditi nei musei, e la loro rappresentazione. Essi sono parte di una cultura musicale, solo in apparenza perduta, dei popoli a cui sono appartenuti. Per comprendere il significato che essi avevano nel mondo antico è necessario condividere metodologie e prospettive multi e interdisciplinari che consentano sia la valorizzazione di indicatori di attività connesse al suono, alla musica e alla danza nel record archeologico, sia la lettura contestualizzata del bene musicale come componente significativa del reperto. Il volume è un innovativo esempio di dialogo tra discipline musicologiche, archeologiche, fisiche e ingegneristiche che offre al lettore non solo una prospettiva sulla musica dell’antichità e sulle modalità di fruizione e di trasmissione, ma una più ampia prospettiva culturale, rispetto alla quale porsi in ascolto per comprendere e valorizzare l’uomo e l’umano.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Corvée e lavoro obbligato nell’Antico Egitto” con Federico Poole curatore del museo Egizio, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Coscrizioni e corvée sono chiamate forzate al lavoro, per un tempo limitato e ragioni eccezionali, che comportano di distogliere le persone dalle proprie occupazioni abituali e nell’antico Egitto, lo Stato e i suoi funzionari potevano imporre lavoro obbligato per un certo periodo di tempo. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 8 aprile 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Corvée e lavoro obbligato nell’Antico Egitto” con Federico Poole curatore del museo Egizio. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/e/corvee-e-lavoro-obbligato-nellantico-egitto-tickets-1301827494079?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*11iaaqi*_up*MQ..*_ga*MTUwNzk1NzAyOS4xNzQzNDM0MDM3*_ga_TQVES5V6SH*MTc0MzQzNDAzNy4xLjAuMTc0MzQzNDAzNy4wLjAuMA… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. In questa conferenza, Federico Poole presenta alcuni casi di chiamata al lavoro obbligata: dal trasporto di una statua di 700 tonnellate ai lavori agricoli. Il tema è molto rilevante e noto agli studi, sebbene siano disponibili ancora pochi dettagli.

L’egittologo Federico Poole, curatore del museo Egizio di Torino

Federico Poole è curatore al museo Egizio dal 2013. È direttore della Rivista del Museo Egizio e della serie di monografie scientifiche “Studi del Museo Egizio”. Ha co-curato le mostre “Il Nilo a Pompei”, “Una statua sonora”, “Un falso autentico: la statua di Neshor” e “Il dono di Thot”, e gli allestimenti della Galleria della Scrittura e della Galleria dei Re. Dal 2020 insegna Antichità egizie all’università di Torino.

Verona. Al Vinitaly l’incontro “Vino & Archeologia”: Un’alleanza per il territorio: le “cantine archeologiche” nell’ambito delle azioni di valorizzazione della villa romana dei Mosaici di Negrar

“Vino & Archeologia”: Un’alleanza per il territorio: le “cantine archeologiche”. Appuntamento martedì 8 aprile 2025, al Vinitaly di Verona: alle 14.30, allo Stand della Regione del Veneto, Pad. 4, Stand D4-E4. Nel quadro delle attività di valorizzazione della Villa romana dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (Vr) è nata l’idea di collegare in un’associazione nazionale le diverse aziende agricole e cantine che hanno sviluppato connessioni tra le loro produzione vinicola e importanti siti archeologici del territorio. L’occasione della più grande manifestazione italiana dedicata al vino appare propizia per un kick-off meeting tra i soggetti promotori e per la più efficace comunicazione dell’iniziativa al mondo enologico e archeologico. Interventi puntuali illustreranno alcuni casi-studio di collaborazione pubblico/privato per la promozione dei siti archeologici e dei vini ad essi collegati. Dopo i saluti del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, intervengono: Giuliano Volpe (università di Bari), “Cantine e archeologia”; Roberto Corciulo, Cristiano Tiussi (Fondazione Aquileia), “Il caso di Aquileia”; Andrea Rosignoli, Vincenzo Tiné (Soprintendenza ABAP VR-RO-VI e VEMET-BL-PD-TV), “Il caso di Negrar”; Giuliano Franchini, “Verso un’associazione tra le cantine archeologiche

Padova. Al via il ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, in programma tra aprile e dicembre 2025 allo Stabilimento Pedrocchi e ai Musei Eremitani. Aprono i promotori Michele Cupitò e Silvia Paltineri del DBC dell’università di Padova

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Al via martedì 8 aprile 2025 a Padova il ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, organizzato dalle cattedre di Preistoria e Protostoria ed Etruscologia e antichità italiche, del dipartimento di Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Padova e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, in programma tra aprile e dicembre 2025 allo Stabilimento Pedrocchi e ai Musei Eremitani di Padova.

padova_dbc_luigi-pigorini_fondo-pigorini_locandina_foto-unipdPerché commemorare Luigi Pigorini a Padova? Nel 1923, Luigi Pigorini, fondatore dell’archeologia preistorica e protostorica italiana, lasciò Roma, dove aveva svolto la parte più importante della sua carriera scientifica, accademica e politica, e si trasferì a Padova presso il figlio Luciano, dal 1919 direttore della locale Stazione Bacologica, e ivi morì il 1° aprile 1925. Le esequie dello studioso furono un vero evento per la città e tutte le istituzioni vi parteciparono ai massimi livelli. L’Università, tuttavia, ebbe un ruolo particolare. Carlo Anti, infatti, di lì a poco Magnifico Rettore dell’Ateneo patavino, fu non solo allievo diretto di Pigorini alla Scuola di Archeologia Italiana di Roma ma, per diverso tempo, anche suo assistente al museo Preistorico ed Etnografico, al tempo ospitato presso il Collegio Romano, come responsabile delle collezioni africane. E lo stretto legame tra Pigorini e Anti è anche la ragione per la quale, dopo la morte dello studioso, gli eredi donarono il suo grande e preziosissimo archivio privato all’allora Istituto di Archeologia dell’Università (https://pigorini.beniculturali.unipd.it). Queste vicende, tutto sommato casuali, non rappresentano però l’unico legame tra Pigorini e Padova. L’intensa corrispondenza intercorsa tra lo studioso e le grandi personalità dell’archeologia preistorica e protostorica patavina della seconda metà dell’’800 e i degli inizi del ‘900 – da Giovanni Canestrini, a Gherardo Ghirardini, a Federico Cordenons – dimostra infatti che egli nutrì un profondo e costante interesse per le fasi più antiche della storia della città e del suo territorio e prova ne sia il fatto che prima stratigrafia e i primi materiali riguardanti Padova preromana – cioè quelli recuperati nel 1874 durante lo scavo delle fondazioni per il nuovo Palazzo delle Debite, progettato da Camillo Boito – furono pubblicati nel Bullettino di Paletnologia Italiana del 1877 proprio da Pigorini.

IL PROGRAMMA

8 aprile 2025, Stabilimento Pedrocchi, Sala Rossini, alle 17: saluti, Francesca Veronese, direttrice dei Musei Civici di Padova; Giovanna Valenzano, direttrice del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova; Vincenzo Tiné, soprintendente ABAP per la Città Metropolitana di Venezia e per le Province di Belluno Padova e Treviso. Conferenza “La nascita dell’archeologia preistorica e protostorica in Italia e il ruolo di Luigi Pigorini” con Michele Cupitò e Silvia Paltineri del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

6 maggio 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Pigorini e le ‘selci strane’ di Breonio (Verona). Una storia di falsi nell’archeologia preistorica della fine dell’800” con Massimo Tarantini, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le province di Prato e Pistoia.

3 giugno 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “La preistoria e la protostoria a Padova ai tempi di Pigorini: dal Paleolitico all’Età del Bronzo” con Michele Cupitò del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

7 ottobre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “L’archeologia del Veneto preromano e del mondo italico a Padova ai tempi di Pigorini” con Silvia Paltineri del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

13 novembre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Un legame inaspettato tra Padova, Venezia… e il giovane Pigorini studioso di numismatica” con Michele Asolati del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

2 dicembre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Pigorini e la preistoria dell’Egeo: i rapporti con Heinrich Schliemann e con la Missione Archeologica Italiana a Creta” con Massimo Cultraro dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Catania; e Nicola Cucuzza del dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia, università di Genova.

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Ritratto di Luigi Pigorini ormai anziano (foto unipd)

Chi era Pigorini? Luigi Pigorini, nato a Fontanellato (Parma) il 10 gennaio 1842, può essere a buon diritto considerato il fondatore dell’archeologia preistorica e protostorica italiana. Numismatico di formazione, iniziò giovanissimo la sua attività scientifica sotto la guida di Pellegrino Strobel, insigne geologo e naturalista parmense, e, in pochi anni, grazie alle sue straordinarie capacità tanto di studioso, quanto di organizzatore, assunse un ruolo centrale nella nascente comunità scientifica dei paletnologi italiani ed europei: fu infatti tra i principali organizzatori di due eventi chiave per l’affermazione della nuova disciplina, cioè la mostra di oggetti preistorici allestita all’interno dell’Esposizione Universale di Parigi del 1867 e il V Congresso di Antropologia e Archeologia Preistoriche – fortemente voluto da Cesare Correnti, allora ministro della Pubblica istruzione – svoltosi a Bologna nel 1871. Fu tuttavia tra il 1875 e il 1877 che Pigorini, anche in virtù della comunanza di vedute con Ruggero Bonghi, nuovo ministro della Pubblica istruzione, pose le basi per la realizzazione del suo ampio e lungimirante disegno di politica culturale, disegno che, tra l’altro, identificava nella ricostruzione della più remota storia dell’Italia un passaggio fondamentale anche per il consolidamento della nuova coscienza nazionale.

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Una rara immagine del museo Preistorico ed Etnografico ospitato al Collegio Romano (foto archivio muciv)

Nel 1875, infatti, assieme a Strobel e a Don Gaetano Chierici, altra figura determinate per l’affermazione della pre-protostoria in Italia, fondò il Bullettino di Paletnologia Italiana, prima rivista scientifica specializzata a livello europeo, e inaugurò, presso il Collegio Romano, il Regio Museo Preistorico ed Etnografico del quale fu direttore fino all’uscita dal ruolo; nel 1877, invece, attivò, all’università di Roma, la prima cattedra – anche in questo caso a livello europeo – di Paletnologia. La straordinaria carriera pigoriniana, svoltasi prevalentemente nella Capitale, si mosse sempre sul triplo binario della ricerca, della didattica universitaria e della musealizzazione come strumento chiave sia per la formazione dei giovani studiosi di preistoria e protostoria – e, quindi, con essi, anche i quadri universitari e ministeriali –, sia, come detto, per educare gli Italiani alla storia della Nazione. Fu membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dal 1912 Senatore del Regno e, infine, Vicepresidente del Senato.

 

Napoli. Presentata al teatro Mercadante l’ottava edizione della rassegna POMPEII THEATRUM MUNDI al Teatro Grande di Pompei dal 20 giugno al 20 luglio, promossa dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e dal parco archeologico di Pompei. Zuchtriegel confermato direttore per il secondo quadriennio

Il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale presieduto da Luciano Cannito e diretto da Roberto Andò ed il parco archeologico di Pompei diretto da Gabriel Zuchtriegel presentano l’ottava edizione della rassegna POMPEII THEATRUM MUNDI, in programma dal 20 giugno al 20 luglio 2025 al Teatro Grande di Pompei, realizzata con il sostegno del ministero della Cultura, del Comune di Napoli, della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli, e in collaborazione con Campania Teatro Festival. Il programma della nuova edizione della rassegna, ormai tra le maggiori e più attese dell’estate italiana dei festival, è stato illustrato al Teatro Mercadante di Napoli dal direttore Roberto Andò e dal direttore generale Gabriel Zuchtriegel, preceduti dagli interventi istituzionali del presidente Luciano Cannito, del sindaco dei Napoli Gaetano Manfredi, del Capo di Gabinetto della Regione Campania Almerina Bove. In calendario quattro spettacoli: GOLEM diretto da Amos Gitaï che aprirà la rassegna venerdì 20 giugno 2025, alle 21, con replica sabato 21 giugno sempre alle 21; seguirà NOTTE MORRICONE, con regia e coreografia di Marcos Morau venerdì 4 e sabato 5 luglio 2025, alle 21. I successivi due spettacoli, ovvero ELETTRA di Sofocle con la regia di Roberto Andò, in scena venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 luglio 2025 e LISISTRATA di Aristofane con la regia di Serena Sinigaglia di venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 luglio 2025, avranno inizio alle 20 (non alle 21): un inizio con la luce naturale del giorno, che ripropone la stessa modalità in cui queste opere venivano rappresentate nell’antica Grecia.

Con i suoi quattro titoli in programma, la rassegna estiva del Teatro Nazionale di Napoli conferma la sua natura di vetrina di inedite riletture o rivisitazioni di testi e opere della classicità, ma non solo. “Pompeii Theatrum Mundi – annota infatti Roberto Andò – è il festival dove si confrontano la grande eredità classica e la visione artistica contemporanea». «E mai – sottolinea ancora Andò – come in questo frangente storico la cultura deve continuare a essere, al di fuori da ogni retorica, uno strumento essenziale di libertà”. Anche il Presidente Cannito sottolinea come «Pompeii Theatrum Mundi anno dopo anno conferma il proprio valore culturale e simbolico… Anche quest’anno il Festival rinnova un rito condiviso tra pubblico e artisti, portando in scena opere che mettono in dialogo la grande drammaturgia antica con la sensibilità del nostro tempo”. Il direttore generale del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel sottolinea che “domani (6 aprile 2025, ndr) è l’ultimo giorno del mio primo mandato a Pompei; ringrazio il ministro Alessandro Giuli e il capo del Dipartimento per la Valorizzazione, Alfonsina Russo, per la fiducia che hanno dimostrato affidandomi per altri quattro anni la guida del parco archeologico più bello del mondo, con una squadra eccezionale al mio fianco e tante sfide che ci attendono. Farò del mio meglio, e il teatro avrà un ruolo centrale nel nostro impegno di portare Pompei fuori Pompei, di creare sviluppo culturale, sociale ed economico in tutto il territorio vesuviano”.