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Taranto. La soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo inaugura il catamarano Amphitrite, la prima imbarcazione per la ricerca archeologica subacquea battente bandiera italiana

taranto_castello-aragonese_catamarano-amphitrite_presentazione_locandinaDopo quarantasette anni, finalmente una imbarcazione per la ricerca archeologica subacquea, battente bandiera italiana, torna a solcare i mari. Giovedì 11 gennaio 2024, alle 11, al Castello aragonese di Taranto, grazie all’ospitalità della Marina Militare, la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo inaugura il catamarano Amphitrite che sarà laboratorio scientifico e base appoggio per le attività di tutela, monitoraggio, studio e ricerca archeologica in mare. Parteciperanno i rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose per la benedizione. Madrina di Amphitrite sarà la dirigente dell’UNESCO Krista Pikkat, director Culture and Emergencies and secretary of the 1954, 1970 and 2001 Conventions – Culture Sector UNESCO. Gli invitati, inoltre, potranno fare l’esperienza immersiva sul commercio marittimo del marmo grazie ai contenuti in 3D a 360 gradi visibili con l’uso di oculus (durata di 8 minuti circa).

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Il catamarano Amphitrite della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo destinata alla ricerca subacquea (foto patrimonio subacqueo)

La soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, con sede a Taranto, si è dotata di un catamarano battezzato Amphitrite che sarà utilizzato come laboratorio scientifico e base appoggio per le attività di tutela, monitoraggio, studio e ricerca archeologica in mare. Il catamarano Amphitrite è stato acquistato con i fondi dell’omonimo progetto “Amphitrite. Archeologia Subacquea per tutti nei Parchi Marini digitali. Monitoraggio, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso delle Aree marine protette di Portofino, Capo Testa – Punta Falcone, Parco sommerso di Baia, delle Isole Tremiti, Capo Rizzuto”, finanziato dal ministero della Cultura. Motto dell’imbarcazione è Profunda speculamur aequora, che, tradotto in italiano significa Esploriamo le profondità del mare.

Per l’occasione, con l’autorizzazione della Regione Lazio proprietaria dell’Opera, sarà proiettato il docufilm “Mare Nostrum. Storie dal mare di Roma” regia di Guido Fuganti, soggetto e sceneggiatura di Roberto Petriaggi, prodotto da Syremont SpA e Agorasophia Edutainment SpA, con fondi del FESR POR 2014-2020. Il docufilm, dopo la presentazione in prima nazionale a Roma, il 4 febbraio 2020 ai Mercati Traianei, fu ritirato quasi subito, per il divampare dell’epidemia di Covid 19. Sarà la prima volta che viene reso nuovamente fruibile, dopo la fine dell’emergenza. Della durata di circa 20 minuti, presenta il mondo della marineria romana, con particolare riguardo al commercio dei beni alimentari (grano, olio, vino ecc.)  e generi di lusso, tra i quali spicca il marmo impiegato per le costruzioni, attraverso l’interazione tra attori, interpreti di una storia ambientata a Roma al tempo di Traiano, e il narratore della stessa, impersonato dall’archeologo subacqueo Michele Stefanile. L’opera ha partecipato alla Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea e alla XXIX Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto del 2020, dove è stata selezionata dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per essere proiettata negli Istituti italiani di Cultura nel mondo.

 

Archeologia in lutto. Si è spento improvvisamente a 82 anni Malcolm Bell III, luminare dell’archeologia classica a livello internazionale, specialista di Morgantina, nome indissolubilmente associato al suo da oltre 60 anni

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Il prof. Malcolm Bell III, l’archeologo di Morgantina, è morto a 82 anni a Roma

Archeologia in lutto. Il 7 gennaio 2024 si è spento a 82 anni, a Roma, in ospedale, portato via da un improvviso aggravarsi di una brutta influenza, l’archeologo Malcolm Bell III, luminare dell’archeologia classica a livello internazionale, specialista di Morgantina, nome indissolubilmente associato al suo da oltre 60 anni.  Era nato il 1° giugno 1941. L’Archeoclub Aidone Morgantina invita la comunità aidonese e chiunque abbia conosciuto e stimato il professore Malcolm Bell ad unirsi in preghiera domenica 14 gennaio 2024 alle 10.30 nella chiesa di Sant’Anna di Aidone, dove sarà celebrata una messa in suffragio del caro defunto.

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Il prof. Malcolm Bell III dell’università della Virginia (USA)

A ricordare la figura del professore Malcolm Bell III è l’archeologa siciliana Serena Raffiotta, ricercatrice nel museo Archeologico regionale di Aidone. “Malcolm Bell era l’amico di tutti”, scrive Raffiotta; “per me, prima ancora che un maestro, Mac era come un parente per la grande, forte e sincera amicizia che da sempre lega la mia alla sua famiglia. Quante calde estati trascorse negli anni Ottanta a Serra Orlando insieme ai suoi figli, ai tempi in cui bambini lo seguivano insieme alla moglie ad Aidone, trascorrendo in Sicilia qualche mese di vacanza mentre lui era dedito al suo lavoro e molto impegnato come direttore della missione americana a Morgantina. Dopo averlo sentito a Natale per i consueti auguri, lui felice di trascorrere le feste a Roma con figli e nipoti, lo avevo pensato proprio ieri pomeriggio, senza sapere che da qualche giorno si trovava ricoverato in ospedale per una pesante influenza. Avevo promesso a me stessa di impegnarmi personalmente per organizzare in primavera la presentazione ad Aidone del suo ultimo lavoro, la monumentale monografia sull’agorà di Morgantina edita un anno fa. Ne avevamo parlato mesi fa ma senza raggiungere un accordo, data l’incertezza sulla sua prossima trasferta in Sicilia a causa delle precarie condizioni di salute. Non avevo insistito, intuendo che non si sentiva sicuro di viaggiare soprattutto nella stagione fredda, ma in cuor mio non riuscivo ad accettare che non dovesse essere protagonista di una grande festa tutta per lui al museo, sapendo quali immani fatiche gli era costato lavorare a quest’ultima pubblicazione. E invece Mac ieri 7 gennaio 2024 è volato in cielo, così all’improvviso, nel silenzio e nella riservatezza che lo hanno sempre contraddistinto, lontano dalla sua cara Virginia, a Roma dove insieme alla moglie amava tanto stare e dove ha sempre avuto un’accoglienza speciale dagli amici dell’Accademia Americana, dove aveva vissuto da studente negli anni Sessanta e poi da docente negli anni Novanta e dove da qualche tempo trascorreva gran parte dell’anno, per poter stare più vicino ai suoi adorati figli e nipoti, residenti in Europa. È andato via senza prendersi i nostri accorati applausi, i nostri più bei complimenti e i nostri doverosi e dovuti ringraziamenti per aver investito la sua intera esistenza su Morgantina, per aver fatto di Aidone – dov’era amico di tutti – la sua seconda casa, per aver voluto tanto bene agli aidonesi da meritare nel 2008 la cittadinanza onoraria, per aver lavorato negli ultimi anni – impegnandosi senza sosta, notte e giorno, nonostante l’età avanzata – alla revisione dei dati di scavo in archivio e dei reperti nei depositi del museo di Aidone con l’obiettivo di regalare alla comunità scientifica mondiale il suo più importante studio su Morgantina, una monumentale e minuziosa opera – il volume VII dei Morgantina Studies – dedicata alle attività archeologiche nell’area dell’agorà. Il vuoto che lasci è incolmabile, mio carissimo Mac. E sono certa che la tua anima vivrà per sempre lì, tra le rovine di Morgantina, tra quelle pietre che le tue mani hanno accarezzato tante volte in cerca di risposte. Li a Serra Orlando, dove ogni giorno soffia un vento leggero che ristora, sono certa che ti rivedrò passeggiare, sorridente, calmo e paziente come sei sempre stato, immerso nella beatitudine che è dei buoni. Riposa in pace, Mac!”.

aidone_epigrafe-lutto-malcolm-bell-IIIMolte le partecipazioni al lutto. A cominciare dal sindaco di Aidone, Annamaria Raccuglia, insieme all’amministrazione comunale e al consiglio comunale: “Con grande rammarico abbiamo appreso la triste notizia della dipartita del prof. Malcolm Bell. Profondamente riconoscenti per l’impegno profuso nel corso della sua carriera per Aidone e Morgantina, partecipiamo al cordoglio della famiglia. Il 26 giugno 2008, il Comune di Aidone conferì la cittadinanza onoraria a Malcolm Bell III, professore di Storia dell’Arte all’università della Virginia, direttore degli scavi americani a Morgantina dal 1980, riconoscendo con gratitudine il suo fondamentale contributo alla conoscenza di Morgantina attraverso le ricerche scientifiche e le pubblicazioni sulla città antica. Di lui ricordiamo il garbo e l’entusiasmo nell’approccio con la comunità aidonese che ha sempre nutrito grande stima nei suoi confronti”. L’associazione Ecomuseo di Aidone “I semi di Demetra” ricorda il prof. Malcolm Bell III che “ha servito con passione e generosità la nostra Morgantina. Lo ricorderemo con tantissimo affetto per lo spessore umano e per le capacità professionali che lo hanno distinto, oltre a essergli profondamente riconoscenti per quanto ha fatto per tutta la comunità di Aidone”. I soci dell’Archeoclub Aidone-Morgantina lo ricordano con affetto e stima “grati della sua disponibilità anche quando ci accompagnava nelle interessanti Archeopasseggiate in cui ci faceva partecipi delle ultime scoperte inerenti Morgantina. Grazie Professore”. E scrivono: “Il suo amore per Aidone, la sua appassionata attività di ricerca dedicata a Morgantina, la sua gentilezza e disponibilità incondizionate e la sua affettuosa vicinanza alla nostra associazione saranno il più caro ricordo che custodiremo in eterno”.

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Il prof. Malcolm Bell III nel museo Archeologico di Aidone

Molti anche gli attestati in ricordo del “prof”. Caterina Greco, direttore del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo: “Con grande dolore apprendo della morte di Malcolm Bell, grande studioso di Morgantina (e non solo), cui la ricerca archeologica in Sicilia deve moltissimo. Nei primi anni 2000 stilammo insieme una convenzione di studio tra la Soprintendenza di Enna (il parco ancora non esisteva) e la Virginia University, in modo da dare continuità e il dovuto riconoscimento istituzionale al rapporto ultra decennale che legava la Missione Americana a Morgantina. E il suo ruolo fu fondamentale per il rientro in Sicilia di tanti preziosissimi cimeli illecitamente sottratti all’archeologia siciliana, in primis gli acroliti arcaici e gli argenti della casa di Eupolemos. Un grande studioso e un uomo riservato e gentile, amante della musica e dell’arte, cui mi hanno legato stima reciproca e amicizia sincera. E soprattutto un uomo integro e di principi saldi e incrollabili, che perseguiva con ammirevole tenacia. Ci mancherai molto Mac!”. Flavia Zisa, professore associato di Archeologia classica all’università Kore di Enna: “Mi dispiace davvero molto.  Studioso illuminato ed intuitivo. Le nostre vite si sono intrecciate in varie occasioni e in vari luoghi tra America e Italia. A lui devo l’amore per Morgantina e l’onore di aver scavato nell’agora con lui. Non sono stata sempre in sintonia con lui, ma non ho fatto in tempo a dirgli che invece ero d’accordo con lui su una ipotesi, che però lui stesso ha silenziato. Non la dirò più neanche io: era l’unico con cui avrei avuto il piacere di discuterne. Mi rimarrà la questione aperta… Raffinato, gentile, colto, amava moltissimo la Sicilia, pur rimanendo un perfetto americano in tutto e per tutto. Lo ringrazio per tante cose, per la città antica ci ha svelato ma, personalmente, lo ringrazio per quella giornata bellissima e indimenticabile trascorsa con mio padre, mia madre e mia nonna. C’era il sole, la luce, l’aria bella e i profumi. Buon viaggio, Malcolm dagli occhi sorridenti”. Ezio Di Serio di Enna: “Scompare un grande archeologo di fama internazionale che ha legato molto della sua vita al sito archeologico di Morgantina (Aidone). Addio grande Malcolm Bell III”. L’archeologa palermitana Francesca Spatafora: “Un’altra dolorosa perdita per tutti noi e per l’archeologia”.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Giochi e giocattoli in Grecia e a Roma”: visita guidata di giochi, passatempi e giocattoli per bimbi e adulti greci e romani

taranto_archeologico_visita-guidata-giochi-e-giocattoli_locandinaIn attesa della notte in cui una vecchia signora porta i doni ai più piccoli, il museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA organizza “Giochi e giocattoli in Grecia e a Roma”: una visita guidata tematica per conoscere quali erano i giochi, i passatempi e i giocattoli che hanno accompagnato la vita di bambini e adulti greci e romani. Un viaggio che condurrà grandi e piccini alla scoperta di come erano fatti i giocattoli antichi, in che occasione venivano regalati, i significati che potevano assumere oltre a quello ludico e come, a distanza di millenni, appaiano simili ai giochi odierni. Prenotazione obbligatoria al numero 099 4532112 sino ad esaurimento dei posti disponibili.

Reggio Calabria. Il museo Archeologico nazionale apre il 2024 con il ciclo di tre conferenze “Reggio e oltre. Studi, ricerche e valorizzazione in Calabria” e con il progetto sperimentale “Dietro le quinte: visite al laboratorio di restauro del MArRC”

reggio-calabria_archeologico_buon-anno_locandinaCome si scopre un sito? Come si studiano resti umani, strutture, reperti o manufatti artistici? Come si presentano i dati per mezzo delle nuove tecnologie? A queste e altre domande risponderanno studiosi e ricercatori affermati protagonisti del ciclo di tre conferenze “Reggio e oltre. Studi ricerche e valorizzazione in Calabria” ideato e curato dall’Ufficio Collezioni del MArRC nelle quali presenteranno i loro progetti, spesso condotti in stretta collaborazione con noi. Il 2024 inizia dunque nel segno dell’apertura e della divulgazione per il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. La partecipazione alle conferenze è gratuita e libera fino ad esaurimento posti. “Questo ciclo di tre conferenze”, spiega Daniela Costanzo, archeologa e funzionario responsabile dell’Ufficio Collezioni del Museo, “intende proiettare il Museo nel più ampio contesto della ricerca archeologica e storico-artistica nella nostra regione, proponendo al pubblico novità scientifiche sul doppio asse della ricerca e della valorizzazione del patrimonio”. E a gennaio il MArRC propone il progetto sperimentale “Dietro le quinte: visite al laboratorio di restauro del MArRC”. “Queste due iniziative”, interviene il direttore del MArRC, Filippo Demma, “sono le prime di un breve ciclo che occuperà i mesi di gennaio e febbraio 2024, ideato in queste settimane di lavoro per iniziare a riposizionare il Museo al centro del dibattito scientifico e aprire al pubblico spazi di conoscenza e riflessione, introducendolo anche nei luoghi finora meno accessibili o chiusi. L’idea alla base è che un museo Archeologico sia e debba essere un organismo vivo che alimenta la propria offerta culturale con lo sviluppo della ricerca e con la massima condivisione delle proprie metodologie di lavoro”.

reggio-calabria_archeologico_conferenze-reggio-e-oltre-studi-ricerche-e-valorizzazione-in-calabria_locandinaGiovedì 4 gennaio 2024, alle 17, in sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, si terrà il primo incontro, con la relazione di Dario Piombino Mascali, università di Vilnius, sul tema “Osteobiografie o ricostruire il profilo biologico degli antichi. Riflessioni a partire dalla necropoli reggina di San Giorgio Extra”. Introdurranno l’incontro Daniela Costanzo (MArRC) e Andrea Maria Gennaro, funzionario responsabile della tutela per l’area urbana di Reggio Calabria per la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Martedì 9 gennaio 2024, “La mostra Calabria angioina. Ricerca e tecnologie multimediali per valorizzare il patrimonio medievale”: si prosegue con le applicazioni multimediali per la valorizzazione del patrimonio: esperienze e potenzialità saranno indagate a partire dalla mostra curata da Stefania Paone (università della Calabria) al museo civico di Altomonte (Cs) e dedicata alla cultura artistica della Calabria Angioina, che espone anche un frammento di sarcofago in marmo del XV secolo raffigurante Maria Maddalena e Caterina d’Alessandria normalmente conservato nei depositi del MARC. Nell’ultimo appuntamento, martedì 16 gennaio 2024, “Ricerche archeologiche nella valle del Mercure-Lao: l’insediamento di Santa Gada di Laino Borgo”: Fabrizio Mollo dell’università di Messina, renderà noti i dati del suo scavo iniziato nel 2018 nel sito di Santa Gada di Laino Borgo (Cs): una scoperta recentissima che riscrive in parte la nostra conoscenza di un importante comparto dell’Italia antica, un punto di passaggio tra Jonio e Tirreno che collegava la Sibartitide con l’area del Vallo di Diano e del Lagonegrese, che ha visto avvicendarsi Enotri, Lucani e Romani.

reggio-calabria_archeologico_progetto-dietro-le-quinte-visita-al-laboratorio-di-restauro-del-marrc_locandinaSempre nel mese di gennaio 2024 per la prima volta il Laboratorio di Restauro del MArRC apre le porte al pubblico per mostrare il dietro le quinte delle attività di restauro e conservazione che si svolgono al suo interno. Nelle mattine del 10 – 11 – 17 gennaio 2024 Barbara Fazzari, funzionario responsabile del Laboratorio di Restauro del MArRC, propone il progetto sperimentale “Dietro le quinte: visite al laboratorio di restauro del MArRC”. Gli incontri di “Dietro le quinte: visita al laboratorio di restauro del Museo” si terranno su quattro turni di 30 minuti per 5 persone con prima partenza alle 10 e chiusura alle 12. I posti sono limitati a causa della dimensione degli spazi e per misure di sicurezza, pertanto è obbligatoria la prenotazione mezzo mail all’indirizzo man-rc.comunicazione@cultura.gov.it entro e non oltre il 5 gennaio, comunicando numero, nominativo ed età del partecipante. La partecipazione alle visite guidate nel Laboratorio è inclusa nel costo del biglietto. “Un’occasione unica per capire come il museo si prende cura delle opere, con approfondimenti su aspetti di conservazione, diagnostica e restauro”, dichiara Fazzari. La responsabile del Laboratorio di Restauro accompagnerà i visitatori a conoscere da vicino e con dimostrazioni pratiche i metodi e i processi di un affascinante lavoro che si svolge tra arte e scienza. Durante il percorso sarà possibile assistere ai cantieri didattici degli affreschi provenienti dalle Terme Romane di Via Marina e delle lastre in stucco provenienti dalla chiesa di Santa Maria Terreti restaurati dagli studenti del corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni culturali dell’Università della Calabria sotto la guida della docente e restauratrice Anna Arcudi. Il pubblico potrà finalmente conoscere le attività conservative che si svolgono dietro le quinte del Museo, spesso poco note ai non addetti ai lavori.

Archeologia 2024. Ecco le date da fissare in agenda per le grandi kermesse di incontri e confronti, e le rassegne del cinema archeologico in Italia

Siamo all’inizio di gennaio. Avete pronta l’agenda per fissare le date degli appuntamenti da non perdere? Le grandi kermesse di incontri e confronti aprono e chiudono l’anno. Le rassegne del cinema archeologico più importanti sono concentrate tra l’ultimo scorcio dell’inverno e l’avvio dell’autunno.

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L’ingresso al Palacongressi di Firenze per tourismA (foto archeologia viva)

Si inizia a febbraio con tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale, momento di esposizione, divulgazione e confronto di tutte le iniziative legate alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze promosso da Archeologia Viva, diretta da Piero Pruneti (Giunti editore). Appuntamento al Palacongressi di Firenze dal 23 al 25 febbraio 2024): sarà la decima edizione che, a detta degli organizzatori si annuncia straordinaria. Inaugurazione generale: giovedì 22 febbraio 2024, nel nuovo tempio della cultura Giunti Odeon; inaugurazione riservata a operatori e ospiti: venerdì 23 febbraio 2024, in Palazzo Strozzi Sacrati sede della Regione Toscana.

Si chiude a novembre con la XXIV Borsa mediterranea del Turismo archeologico, promossa da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e Parco Archeologico di Paestum e Velia, col patrocinio del ministero della Cultura, del ministero del Turismo, e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Appuntamento al Next – ex tabacchificio di Paestum (Sa) dal 31 ottobre al 3 novembre 2024: 160 espositori, 20 Paesi esteri. 150 conferenze e incontri con 600 relatori, workshop con bayer europei e nazionali, un viaggio nell’antichità con la mostra di archeologia virtuale e i laboratori di archeologia sperimentale, orientamento alla formazione e al lavoro.

firenze_archeofilm_2024_logo-locandinaA marzo arriva il Firenze Archeofilm, il Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente, giunto alla sesta edizione, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) nell’ambito delle manifestazioni promosse da “tourismA”. Appuntamento dal 6 al 10 marzo 2024 a Firenze, al Cinema La Compagnia (via Cavour 50r), con ingresso libero e gratuito. Anche in questa edizione saranno selezionati documentari prodotti a livello mondiale.

rovereto_rassegna-RAM-2024_logo-locandinaA ottobre, invece, è il momento del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie, giunto alla 35.ma edizione, organizzato dalla Fondazione Museo Civico Rovereto, dedicato all’archeologia e al patrimonio culturale materiale e immateriale. Appuntamento a Rovereto, sede principale il teatro Zandonai, dal 2 al 6 ottobre 2024, con proiezioni, incontri, esposizioni, corsi di formazione, visite guidate alla scoperta del territorio e molto altro, in una contaminazione tra conoscenza, emozione e informazione. In programma i più recenti e spettacolari documentari, docu-fiction e corti animati sulla ricerca archeologica e sul patrimonio culturale materiale e immateriale – siti, monumenti, popoli, culture e tradizioni lontane – per sensibilizzare il pubblico rispetto alla bellezza e alle fragilità dei tesori del nostro passato e del nostro presente attraverso la prospettiva esperienziale del cinema.

licodia-eubea_festival-della-comunicazione-e-del-cinema-archeologico_logoNeanche il tempo di archiviare l’edizione roveretana che è già il momento del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Ct) giunto alla XIV edizione, evento cinematografico dedicato alla divulgazione dell’Antico attraverso le arti visive, organizzato dall’associazione culturale Archeovisiva con la collaborazione logistica dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” e il sostegno di Regione Siciliana, Sicilia Film Commission, ministero della Cultura e Comune di Licodia Eubea. Appuntamento al teatro della Legalità e nella chiesa di San Benedetto e Santa Chiara di Licodia Eubea, piccolo borgo nel cuore degli Iblei, dal 7 al 13 ottobre 2024.

Siracusa. All’alba, saluto al nuovo anno dalla Grotta del Ninfeo nell’area monumentale della Neapolis con lo spettacolo “Astolfo, Cyrano e le lune” promosso dal parco archeologico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai

siracusa_grotta-del-ninfeo_spettacolo-astolfo-cyrano-e-le-lune_locandinaUn saluto alla luna e un benvenuto al nuovo giorno e al nuovo anno dalla Grotta del Ninfeo nell’area monumentale della Neapolis, un’esperienza unica in uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di cultura di Siracusa. Appuntamento all’alba del 1° gennaio 2024, alle 5.30. Il parco archeologico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai, diretto dall’architetto Carmelo Bennardo, inaugura la sua stagione di eventi sotto la direzione artistica di Lello Analfino e dedica alla città un evento “lunare” con lo spettacolo “Astolfo, Cyrano e le lune”, da un’idea di Pietrangelo Buttafuoco con Lello Analfino e Salvo Piparo, ovvero la cosiddetta Compagnia del 3. Lo spettacolo è gratuito e fino a esaurimento posti. Prenotazioni su www.ermescomunicazione.com/eventi. Astolfo è il cavaliere che sale sulla Luna a recuperare il senno di Orlando. La luna, pensata da Ludovico Ariosto, come il luogo “dove si raduna ciò che sulla Terra si perde”, è il luogo dello svelamento, lo specchio rovesciato dell’inutile affannarsi dell’uomo. La prospettiva straniante di Ariosto in “Astolfo, Cyrano e le lune” viene moltiplicata in un ulteriore viaggio tra letteratura, cunto, teatro e musica, attraverso la cucitura di testi classici e contemporanei: Ariosto, Omero, Leopardi, Merini, Apuleio, Perroni, Ronstand. Interpreti: Salvo Piparo – Astolfo e Cyrano; Lello Analfino – S. Onofrio; Valentina Gulizia (voce e arpa): Rossana. Compagnia VAN (Verso Altre Narrazioni): Carlotta Messina Giulia Messina, Giulia Acquasanta, Irene Cangemi e Arianna Pastena – Le ampolle di Astolfo. Drammaturgia e organizzazione Daniela Sessa; regia Salvo Piparo; musiche originali, suoni e rumori Lello Analfino; scene Cesare Inzerillo. Una produzione Kleis.

Giardini Naxos (Me). Il parco archeologico di Naxos Taormina saluta l’anno vecchio con il Gran Concerto al Teatro della Nike

naxos_teatro-della-nike_gran-concerto-di-fine-anno-2023_locandinaPer la prima volta al parco archeologico di Naxos Taormina si saluterà l’anno vecchio in musica con il Gran Concerto dell’Orchestra Filarmonica della Calabria. Appuntamento domenica 31 dicembre 2023, alle 11.30, al Teatro della Nike (di fronte alla statua sul Lungomare Schisó). Ingresso libero. Una grande formazione strumentale con ben cinquanta musicisti diretti dal maestro Mirko Musco insieme ai solisti Eleonora Pisano, soprano, e Federico Parisi, tenore, proporranno arie da Verdi a Bizet, da Puccini a Mascagni e Morricone, per festeggiare insieme l’arrivo del 2024. Presenta Josephine Carioti.

Archeologia in lutto. È morto a 72 anni il prof. Mario Capasso, insigne papirologo, fondatore e illustre direttore del Centro di Studi papirologici, del museo Papirologico e del Soknopaiou Nesos Project dell’università del Salento

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Il prof. Mario Capasso, papirologo, professore emerito dell’università del Salento, è morto a 72 anni (foto unisalento)

Archeologia in lutto. Nel giorno di Santo Stefano si è spento a 72 anni, a Lecce, il prof. Mario Capasso, insigne papirologo, fondatore e illustre direttore del Centro di Studi papirologici, del museo Papirologico e del Soknopaiou Nesos Project dell’università del Salento. Lascia la moglie Gabriella, e le figlie Antonella e Alessandra. I funerali si terranno sabato 30 dicembre 2023, alle 9, nella chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo a Silea (Tv). Così lo ricorda l’università del Salento di cui era professore emerito: “Un uomo di eccezionale valore scientifico e umano, che ha illuminato il nostro Ateneo e che rimarrà sempre nel cuore della sua comunità accademica. Presidente nazionale della Associazione Italiana di Cultura Classica, Direttore di importanti missioni archeologiche in Egitto e fondatore del Museo papirologo dell’Università del Salento. È considerato uno dei più importanti papirologi al mondo e faremo di tutto per onorarne la memoria e dare continuità alle sue ricerche”.

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Il prof. Mario Capasso, papirologo, professore emerito dell’università del Salento, è morto a 72 anni (foto unisalento)

Mario Capasso già professore ordinario di Papirologia nell’università del Salento, nella quale ha insegnato anche Papirologia Ercolanese, Egittologia ed Epigrafia Greca. Ha insegnato, inoltre, Papirologia all’università di Foggia e Paleografia Greca all’università “L’Orientale” di Napoli. Da circa quarant’anni è impegnato nello studio dei Papiri Ercolanesi quali fonti per la storia della filosofia e del libro antico. Ha condotto ricerche su papiri greci letterari e documentari di provenienza egiziana, con particolare interesse per gli aspetti sia testuali sia bibliologici e paleografici.

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Un numero della rivista scientifica “Papyrologica Lupiensa” a cura di Mario Capasso

È stato direttore di alcune Riviste scientifiche: “Papyrologica Lupiensia”. Bollettino annuale del Centro di Studi Papirologici; “Studi di Egittologia e di Papirologia”; “Scripta. An International Journal of Codicology and Palaeography” (con G. Prato); “Byblos”. Bollettino annuale del Museo Papirologico”. Ha diretto le Collane: Biblioteca degli “Studi di Egittologia e di Papirologia”; “I Quaderni di Atene e Roma”; “Syngrammata”; “La memoria e l’Antico”; “Gli Album del Centro di Studi Papirologici”; “Cocumella”; “L’Officina. Piccola Biblioteca di Papirologia Ercolanese”. Inoltre ha fondato e diretto il “Corpus dei Papiri Storici Greci e Latini”. È stato membro del Comité Scientifique di Papyrologica Leodiensia, Collana del CEDOPAL dell’Université de Liège.

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Il prof. Mario Capasso, papirologo, professore emerito dell’università del Salento, è morto a 72 anni (foto unisalento)

Nel 1992 ha fondato il Centro di Studi Papirologici dell’università del Salento, che ha diretto dalla sua fondazione. Dal 1993 al 2003 è stato codirettore della missione congiunta delle università di Lecce e Bologna a Bakchias (Fayyum, Egitto). Dal 2004, insieme a Paola Davoli, è stato direttore della Missione Archeologica dell’università di Lecce a Soknopaiou Nesos (Fayyum, Egitto). Nel 2000 ha fondato la Scuola Estiva di Papirologia dell’università del Salento, a cadenza biennale, alternata al Corso Libero di Restauro del Papiro, che ha fondato nel 2001. Nel 2004 gli è stato attribuito, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il premio Ciaia-Schena per le sue ricerche papirologiche. Nel 2007 ha fondato il museo Papirologico dell’università del Salento, che ha diretto dalla sua fondazione.

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Copertina del libro “Introduzione alla papirologia” di Mario Capasso

Ha organizzato l’International Meeting of Egyptology and Papyrology “New Archaeological and Papyrological Researches on the Fayyum” (con Paola Davoli, Lecce, 8-10 giugno 2005); la I Tavola Rotonda del Centro di Studi Papirologici “Soknopaios, the temple and worship” (con Paola Davoli, Lecce, 10 ottobre 2013). Ha diretto il restauro dei Papiri dell’università di Oxford, del museo Egizio del Cairo, dell’università di Ayn Shams (Cairo). Ha restaurato i papiri del museo civico Archeologico di Bologna, dell’Università di Liegi e la celebre Charta Borgiana del museo Archeologico nazionale di Napoli. Ha pubblicato oltre 400 lavori scientifici nell’àmbito della Papirologia.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Natale all’Etru” doppia visita guidata: al mattino, sulla donna etrusca con Chiara Cecot; al pomeriggio su Spina con Luca Mazzocco

roma_villa-giulia_natale-all-etru_logo-locandinaDoppio appuntamento, venerdì 29 dicembre 2023, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con le visite guidate del ciclo “Natale all’Etru”. Quella della mattina, alle 11, è già sold out; rimangono posti disponibili per quella del pomeriggio alle 16. Le visite guidate sono gratuite, comprese nel costo del biglietto.

Stitched PanoramaSi inizia dunque alle 11, con “La donna etrusca”: Chiara Cecot srotolerà idealmente un gomitolo, richiamo al mondo della filatura, per tessere le storie di donne nell’antichità tra le teche di Villa Giulia. Infatti la tessitura era una delle attività più importanti per la donna etrusca, come testimoniato dai numerosi utensili rinvenuti nelle tombe e dai frammenti di tessuto ancora oggi conservati. Tra i corredi femminili e le urne, da Vulci a Falerii passando per il Sarcofago degli Sposi (nella locandina, avete riconosciuto le mani?), ricostruiamo le vite di queste donne bellissime, emancipate, curate ed amate.

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Dettaglio del cratere con i Sette contro Tebe da Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto etru)

Nel pomeriggio, alle 16, con “Spina. Il fascino di una città riscoperta”: con Luca Mazzocco i visitatori rivivranno gli avvenimenti che, un secolo fa, portarono, tra le sabbie vicino a Comacchio, nel delta della pianura padana, alla riscoperta di una città etrusca nota solo dalle fonti: Spina. La visita si propone, grazie alla presenza della mostra “Spina Etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”, di ricostruire la storia della città e della sua importanza nel mondo etrusco.

Paestum. “Diari di Archeologia”: nel quinto episodio il direttore Tiziana D’Angelo con il funzionario architetto Antonella Manzo ci porta nel vivo dei progetti di monitoraggio dei templi

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L’area archeologica di Paestum (foto Pa-Paeve)

Dopo aver seguito lo scavo del Tempietto dorico di Paestum con Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia, aver partecipato con Teresa Marino, funzionario archeologo del parco, al sopralluogo effettuato con l’Opificio delle Pietre Dure alla Tomba del Sequestro della Finanza, essere andati alla scoperta della sezione “Oltre il museo” nei depositi del museo di Paestum con Manuel Crisci assistente alla fruizione, aver visitato a Velia la mostra “Elea: la Rinascita” col funzionario archeologo del Parco, Francesco Uliano Scelza (vedi Paestum. “Diari di Archeologia”: nel quarto episodio il direttore Tiziana D’Angelo e il funzionario archeologo Francesco Scelza ci porta a scoprire la mostra “Elea: la rinascita” nell’area archeologica di Velia | archeologiavocidalpassato), nel quinto episodio della rubrica “Diari di Archeologia” entriamo nel vivo dei progetti di monitoraggio dei templi insieme al direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo e al funzionario architetto Antonella Manzo.

“Nel marzo del 1787, durante il suo viaggio a Paestum”, racconta il direttore Tiziana D’Angelo, “Goethe descrive i templi pestani come templi sopravvissuti e memoria di una città una volta magnifica. E questi templi sono effettivamente sopravvissuti per oltre 2600 anni, sopravvissuti all’usura del tempo, sopravvissuti a terremoti e anche a conflitti bellici. Costruiti tra la metà del VI e la metà del V secolo a.C. sono delle straordinarie testimonianze dell’architettura dorica in Magna Grecia e tra i meglio conservati nel Mediterraneo.

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Sistema di monitoraggio del tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

“Oggi il compito di preservare l’eterna bellezza di questi monumenti – continua – è affidato a noi. E lo facciamo avvalendoci delle competenze tecniche e scientifiche di manutentori, restauratori, architetti e ingegneri. All’interno di attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma anche di innovativi progetti scientifici di monitoraggio. Ne parliamo con l’architetto Antonella Manzo, funzionaria del parco.

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L’architetto Antonella Manzo con il direttore Tiziana D’Angelo nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

“Ci troviamo qui nel Tempio di Nettuno”, spiega l’architetto Antonella Manzo, “un tempio che è uno già tra i meglio conservati al mondo: in particolare abbiamo avviato un progetto di monitoraggio sismico che ci permette di conoscere in ogni momento la risposta dinamica del tempio, non solo alle sollecitazioni sismiche ma anche alle sollecitazioni ambientali dovute ai cambiamenti climatici.

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Il santuario di Atena a Paestum, noto anche come tempio di Cerere (foto pa-paeve)

D’Angelo si sposta nel santuario settentrionale. “Qui il tempio di Atena da circa un anno è oggetto di un nuovo progetto di monitoraggio realizzato in collaborazione con l’università di Salerno. Il tempio nel corso del Novecento ha subito dei danneggiamenti e conseguenti interventi di restauro, in particolare sulla facciata orientale e sulla colonna centrale. Negli anni ’60 è stato svolto un intervento di consolidamento dell’architrave con delle cuciture armate alla quale sono state agganciate delle barre metalliche poste all’interno delle colonne sulla facciata orientale che scendevano fino al penultimo rocchio. Abbiamo quindi installato dei sensori di ultima generazione proprio in cima alle colonne. E dunque il progetto di monitoraggio in corso è fondamentale in quanto ci consente di valutare potenziali interventi conservativi da effettuare sul tempio. Ora – conclude D’Angelo – questi templi non possono più semplicemente sopravvivere, devono vivere. E perché questo sia possibile abbiamo il dovere di prendercene cura”.