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Roma. Al Complesso di San Michele la presentazione del libro “Un atleta venuto dal mare. Criticità e prospettive di un ritorno” (L’Erma di Bretschneider) di Jessica Clementi, Mariateresa Curcio e Rachele Dubbini nell’ambito dei “Percorsi di lettura” dell’Istituto centrale per l’Archeologia (Ica) per promuovere la riflessione e il dibattito sull’Atleta di Fano, e il contenzioso tra lo Stato italiano e il Paul Getty Museum. In presenza e on line

roma_ica_libro-un-atleta-venuto-dal-mare_di-clementi-curcio-dubbini_presentazione_locandinaPer “Percorsi di lettura dell’Istituto centrale per l’Archeologia”, giovedì 22 febbraio 2024, alle 16, a Roma, nella sala conferenze della Biblioteca delle arti del Complesso monumentale del San Michele, presentazione del libro “Un atleta venuto dal mare. Criticità e prospettive di un ritorno” (L’Erma di Bretschneider) curato da Jessica Clementi, Mariateresa Curcio e Rachele Dubbini. Il testo è dedicato a un rinvenimento archeologico avvincente e controverso: quello del cosiddetto “Atleta di Fano” ritrovato nel 1964 nelle acque dell’Adriatico e oggetto di un lungo contenzioso tra lo Stato italiano e il Getty Museum di Malibu. L’evento sarà trasmesso sul canale YouTube dell’Istituto Centrale per l’Archeologia. Dopo i saluti, portati dal direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio, Luigi La Rocca, e da Massimo Osanna, direttore generale Musei, introduce i lavori Elena Calandra, direttore dell’Istituto centrale per l’archeologia, che animerà il dialogo con le curatrici Jessica Clementi, Mariateresa Curcio e Rachele Dubbini: interverranno Stefania Bisaglia, dirigente del Servizio IV della direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio, che si occupa della circolazione dei beni culturali; Lorenzo D’Ascia, dell’Avvocatura generale dello Stato, che supporta il ministero della Cultura nella complessa vicenda giudiziaria; ed Eugenio Polito, dell’università di Cassino e del Lazio meridionale, esperto sotto il profilo della storia dell’arte antica. La presentazione intende promuovere la riflessione e il dibattito sui molteplici temi posti da un lavoro editoriale ricco di spunti di interesse, che offre un contributo corale su un’opera scultorea dall’alto valore artistico e identitario.

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Copertina del libro “Un atleta venuto dal mare. Criticità e prospettive di un ritorno” (L’Erma di Bretschneider) di Jessica Clementi, Mariateresa Curcio e Rachele Dubbini

Il libro. Un’antica statua in bronzo rinvenuta in mare negli anni Sessanta dai pescatori di Fano: la creazione di un artigiano greco che imita o copia fedelmente un’opera famosa nel mondo romano o l’opera originale dell’illustre scultore Lisippo, razziata dalla Grecia dai conquistatori romani? Di certo siamo di fronte a un bene culturale la cui proprietà è aspramente contesa tra l’Italia e gli Stati Uniti, mentre la memoria del suo rinvenimento e il suo legame con l’Adriatico la rendono parte integrante dell’eredità culturale della città di Fano. L’atleta venuto dal mare è denominato “il Lisippo”, “l’Atleta di Fano”, il “Getty Bronze” o ancora, volendo rimanere più neutrali, “l’Atleta vincitore”. Così come i suoi nomi, numerose sono le questioni aperte che riguardano quest’opera: il volume ospita una discussione che vede protagonisti esperti di varie discipline per affrontare insieme la questione giuridica, la conservazione e la valorizzazione del bene, il rapporto con il territorio adriatico e con le comunità che di questo bene si sentono eredi e il tema della circolazione di opere greche nel mondo romano, al fine di mettere a fuoco possibilità e criticità di un possibile ritorno del pezzo in Italia dal Getty Museum di Los Angeles, ritorno atteso ormai da troppi anni.

Il convegno. Il libro scaturisce dal convegno “Un atleta venuto dal mare. Criticità e prospettive di un ritorno”, promosso dall’università di Ferrara nel 2021 riguardo alla statua dell’Atleta di Fano, così denominato per il luogo di rinvenimento, avvenuto a opera di un peschereccio italiano il 14 agosto 1964 nelle acque antistanti la città. La statua è nota peraltro con varie denominazioni, che ne tradiscono la storia complessa, tra le quali: “il Lisippo”, l’“Atleta vittorioso” e il “Bronzo Getty”. Quest’ultima definizione denuncia l’attuale e controversa proprietà del bene: il John Paul Getty Museum di Malibu, che acquistò l’opera nel 1977 dichiarandone il rinvenimento in acque internazionali. Come spiegato nella prefazione del libro, il ministero della Cultura, i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e l’autorità giudiziaria sono da anni impegnati in un’azione volta “alla restituzione allo Stato italiano dell’opera in forza anche del provvedimento con cui nel 2018 la Corte di Cassazione ne ha reso definitiva la sentenza di confisca, ritenendo che la statua dell’Atleta appartenesse storicamente e culturalmente all’Italia dal cui territorio era stata illecitamente sottratta”. Il museo statunitense si è appellato alla Corte Europea di Giustizia presso cui pende ora il giudizio, ma nel frattempo il convegno e il volume hanno inteso analizzare la statua sotto vari profili. Di essa sono analizzati nella prima sezione il luogo di ritrovamento e i possibili contesti originari (Rachele Dubbini), le denominazioni che si sono sovrapposte a connotarne la poliedrica percezione dell’identità (Materiateresa Curcio), fino alle nuove proposte di valorizzazione (Jessica Clementi); nella seconda parte l’opera è inquadrata nell’ambito del commercio antico delle opere d’arte greca nel Mediterraneo (Alessio Sassù), con un approfondimento sulle sculture d’ornamento a Roma (Alessandra Bravi); la terza parte ripercorre le intricate vicende processuali riguardanti il bronzo (Silvia Cecchi), inquadrandole nella prospettiva della restituzione dei beni archeologici (Serena Epifani); segue la riflessione sulla questione espositiva dei bronzi antichi, sotto il profilo della conservazione (Monica Galeotti e Anna Patera) e della valorizzazione (Francesca Morandini). La quinta sezione del volume guarda alla questione identitaria nel quadro internazionale, della quale l’Atleta è considerato un caso cruciale (Giuditta Giardini), analizzato accanto alle statue-gonfalone simbolo di varie città in età medievale. Il lavoro si chiude con le prospettive di ricerca e di valorizzazione dal contesto di provenienza in senso lato, guardando all’archeologia subacquea nelle Marche (Stefano Finocchi e Stefano Medas), agli spunti per la musealizzazione (Nicoletta Frapiccini), al recupero dell’area del teatro romano di Fanum Fortunae (Stefano Marchegiani). La restituzione all’Italia dell’Atleta è ancora sub iudice, ma innegabile è il valore identitario che si è venuto creando intorno alla statua, che rappresenta un punto di riferimento per i cittadini di Fano e più in generale per la comunità di patrimonio, come la convenzione di Faro insegna.

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Jessica Clementi (Sapienza università di Roma)

Jessica Clementi ha conseguito il dottorato in archeologia classica alla Sapienza università di Roma. È assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra, Sapienza università di Roma e docente di topografia antica all’università di Ferrara. Si occupa di storia dell’arte greca e romana e topografia antica, con molteplici interessi nel campo dell’archeologia funeraria e dei sistemi insediativi nel Delta Padano. La sua ricerca spazia dalla storia dell’archeologia, con una monografia dedicata agli scavi Torlonia sull’Appia Antica, all’applicazione di tecniche remote sensing per il monitoraggio di beni archeologici e la tutela del territorio.

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Mariateresa Curcio, Sapienza università (foto cosenza channel)

Mariateresa Curcio ha conseguito il dottorato in archeologia classica, con titolo congiunto tra Sapienza università di Roma e Paris 1 Panthéon-Sorbonne. Ha lavorato come assegnista di ricerca per il dipartimento di Scienze dell’Antichità alla Sapienza e per il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Ferrara. È autrice di una monografia sulla produzione artistica romana e di diversi articoli sulla statuaria nel mondo antico, la storia dell’archeologia e le metodologie museologiche. Attualmente si occupa di digitalizzazione del patrimonio culturale e di allestimenti museali.

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Rachele Dubbini (università di Ferrara)

Rachele Dubbini è professore associato in Archeologia classica all’università di Ferrara. È la fondatrice del laboratorio “Eredità Culturali e Comunità” specializzato sul rapporto tra il patrimonio culturale e le comunità che lo vivono e dal 2022 è direttrice del progetto di scavo “Appia Antica 39”, che indaga un lotto funerario di epoca imperiale alle porte di Roma. Autrice di numerosi studi sulla Corinto di epoca arcaica, sul paesaggio suburbano della città di Roma e sull’archeologia italiana in epoca fascista, si occupa principalmente dell’archeologia del sacro e dell’archeologia del paesaggio nel mondo greco e romano, della storia dell’archeologia italiana e dell’archeologia pubblica.

Firenze. Al Palazzo dei Congressi al via la X edizione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale: decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, lezioni di geroglifico, mostre, cinema, premi internazionali, installazioni multimediali, virtual tour, archeodegustazioni di pietanze etrusco-romane. Pruneti: “Il programma di questa decima edizione è particolarmente ricco ed elaborato”

Tutto pronto per la X edizione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale organizzato al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 23 al 25 febbraio 2024 da Archeologia Viva (Giunti Editore). Decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, lezioni di geroglifico, mostre, cinema, premi internazionali, installazioni multimediali, virtual tour, archeodegustazioni di pietanze etrusco-romane.  E il gran finale con Alberto Angela, padrino della kermesse fin dalla prima edizione. Tutto a ingresso libero e gratuito. 

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Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, a TourismA (foto AV)

“Sono trascorsi dieci anni da quando tourismA si è affacciato al panorama fieristico europeo con il prestigio della rivista da cui proviene, la forza comunicazionale dei suoi collaboratori, la capacità di coinvolgere, l’idea di un turismo culturale rispettoso e formativo”, scrive Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, nella presentazione. “Siamo passati indenni attraverso il dramma del Covid senza mollare un anno, tornando ora ai livelli iniziali di partecipazione. Molto faticoso, ma ce l’abbiamo fatta. In tanti anni di paziente lavoro siamo riusciti a portare all’attenzione degli appassionati, esperti, operatori del settore un grande evento nato spontaneo, senza protezioni, libero e quindi rispondente solo alle scelte di chi lo organizza e di chi vi partecipa. La nostra forza sono l’indipendenza e il sostegno convinto di quanti ci seguono”.

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Alberto Angela in un auditorium gremito protagonista in una edizione di TourismA (foto AV)

Sarà una festa in grande quella per il decennale di tourismA. Tre giornate a ingresso libero e gratuito per parlare di archeologia, ambiente e turismo culturale con particolare attenzione a un modo di viaggiare consapevole e sostenibile. La kermesse, punto di riferimento per tutti gli appassionati del mondo antico e operatori del settore, offre anche quest’anno un programma ricchissimo con decine di incontri e centinaia di relatori di primo piano richiamando a Firenze appassionati, viaggiatori e addetti ai lavori. “Il programma di questa decima edizione è particolarmente ricco ed elaborato”, continua Pruneti, “con la nutrita presenza di istituzioni e personalità di primo piano sotto il profilo scientifico e mediatico, ma anche per l’adesione di tante piccole realtà “minori”, preziose nel rappresentare il grande mosaico di storia, tradizioni e popolazioni del Mediterraneo: un immenso patrimonio di diversità che abbiamo il dovere di scoprire e difendere partendo dalla conoscenza. Sempre più “tourismA” si distingue come spazio pubblico senza censure, per avere assunto i connotati di un’affollata ed emozionante agorà”.

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Il giornalista Aldo Cazzullo tra gli ospiti di TourismA 2024 (foto AV)

Grandi nomi. Oltre 200 i relatori nei convegni previsti negli spazi del Palacongressi. Tra i big in programma quest’anno il giornalista Aldo Cazzullo, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il filologo Luciano Canfora, il geologo Mario Tozzi, il medievista Franco Cardini, il cantautore Francesco Guccini, il paleoantropologo Giorgio Manzi, l’archeologo classico Andrea Carandini, lo storico Aldo Schiavone… e l’attesissimo Alberto Angela (presenza in sala fino a esaurimento posti; non è possibile prenotare; diretta su pagina facebook di tourismA). Il giornalista Massimo Polidoro interverrà per presentare il libro/intervista Piero Angela. La meraviglia del tutto, appena uscito per Mondadori.

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Paolo Giulierini, già direttore del Mann, e Simona Rafanelli, direttore del Muvet, a TourismA 2023 (foto graziano tavan)

Venerdì 23 febbraio 2024. In auditorium, c’è la prima giornata del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA, con la presentazione – tra l’altro – di tre libri: “I custodi della memoria: nel mondo degli scribi” di Louis Godart, “Com’eravamo… L’Italia prima dei Romani” di Paolo Giulierini, e “Maledette! Quando il mito è contro le donne” di Francesca Ghedini. E, dopo la pausa pranzo, la consegna del premio “R. Francovich” COMUNICARE IL MEDIOEVO al museo Archeologico delle Grandi Opere di Pagazzano (Bg) per la valorizzazione del patrimonio medievale, e a Francesco Guccini per aver cantato il mondo medievale accompagnandoci dall’antica Bisanzio fino ai mistici orizzonti di Marco Polo e Cristoforo Colombo. In sala Onice, al mattino, l’edizione 2024 di ITER Archeologia Patrimonio e Ricerca italiana all’estero – L’Archeologia italiana per lo studio, la protezione e la trasmissione del patrimonio culturale dell’umanità a cura di Luca Peyronel dell’università di Milano con focus su alcune missioni archeologiche italiane all’estero. In sala 100, nel pomeriggio, 10 ANNI DI TOURISMA 70 DI IIPP “La Preistoria nella società che cambia”: Workshop a cura di IIPP – Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria col coordinamento Monica Miari, Silvia Florindi.

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Vittorio Sgarbi a TourismA 2020 ricorda Sebastiano Tusa (foto Graziano Tavan)

Sabato 24 febbraio 2024. In auditorium la seconda giornata del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA è al pomeriggio: in programma, tra l’altro, L’UOMO E IL MARE: assegnazione del premio “Fondazione Sebastiano Tusa – Thalassa” per la ricerca scientifica nel Mediterraneo con l’intervento di Valeria Li Vigni presidente Fondazione Sebastiano Tusa; MONT’E PRAMA (1974-2024) – CABRAS / SARDEGNA: focus nel cinquantesimo della scoperta che ha riscritto la storia della Sardegna. In sala Verde STATI GENERALI DELL’ARCHEOLOGIA ITALIANA: archeologia oggi tra nodi aperti e sfide future. Prima parte. A cura di ANA – Associazione Nazionale Archeologi, FCdA – Federazione Consulte universitarie di Archeologia, Archeoimprese, API – Archeologi del Pubblico Impiego, Assotecnici. In sala 100, tutto il giorno, SPAZIO LIBRI a cura di Massimo Cultraro dirigente di ricerca Cnr-Ispc con presentazione della produzione più recente di pubblicazioni a soggetto archeologico. In sala Limonaia, al mattino, VIAGGI DI CULTURA E ARCHEOLOGIA: rassegna di itinerari turistico-culturali a cura di Mark PR di Nadia Pasqual – Comunicazione per il turismo. In sala 9, tutto il giorno, CULTURA COLTURA CULTO: patrimonio italiano e turismo culturale a cura di Agostino De Angelis attore e regista.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Domenica 25 febbraio 2024. In Auditorium, tutto il giorno, giornata conclusiva del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA con molti interventi aperti da Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, e chiusi da Alberto Angela intervistato da Piero Pruneti. In sala Onice, al mattino, CORSICA ETRUSCA: progetto scientifico – Itinerario culturale – Nuovo museo interpretativo del territorio a cura di Jean Castela (università di Corsica, presidente INEACEM – Istituto di Studi applicati sulle Civiltà e gli Spazi del Mediterraneo), e Simona Rafanelli (direttore museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia). In sala Onice, al pomeriggio, ARCHEOLOGIA… CHE PASSIONE! Mille uno modi per “raccogliere l’Antico” a cura di Simona Rafanelli MuVet – museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. In sala 100, al mattino, SPAZIO LIBRI a cura di Massimo Cultraro dirigente di ricerca Cnr-Ispc. In sala 100, al mattino, Esplorazione, scavo e studio di antiche aree sotterranee artificiali, a cura di Ente del Terzo Settore A.S.S.O. – Archeologia Subacquea Speleologia e Organizzazione. In sala Limonia, al mattino, STATI GENERALI DELL’ARCHEOLOGIA ITALIANA: archeologia oggi tra nodi aperti e sfide future. Seconda parte. A cura di ANA – Associazione Nazionale Archeologi, FCdA – Federazione Consulte universitarie di Archeologia, Archeoimprese, API – Archeologi del Pubblico Impiego, Assotecnici. In sala 9, al mattino, LA ROTTA DEI FENICI: Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa tra innovazione e valorizzazione, a cura di The Phoenicians’ Route – Cultural Route of the Council of Europe.

 

 

Locri (RC). Per la rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie la conferenza “Il Monastero delle Cappuccinelle di Cosenza e l’Ordine della Beata Maria Lorenza Longo nel Regno di Napoli” con Vincenzo Naymo (università di Messina)

locri-epizefiri_archeologico_un-caffè-storicamente-corretto_il-monastero-delle-cappuccinelle_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri è tutto pronto per l’appuntamento di febbraio con “Un caffè…storicamente corretto”, il ciclo del giovedì promosso dal parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone. Alle 17, la conferenza “Il Monastero delle Cappuccinelle di Cosenza e l’Ordine della Beata Maria Lorenza Longo nel Regno di Napoli” a cura del prof. Vincenzo Naymo (università di Messina). Introducono Elena Trunfio, direttore del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri, e Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi storici “Le Calabrie”. L’ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione. Per info: drm-cal.locri@cultura.gov.it, circolostudistorici@lecalabrie.org, tel. 0964.390023 – cell. 334.6126386.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia Roberta Mingione ci porta “Sulla rotta di Spina”, sesto appuntamento con gli itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”

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Una delle tre pentecontere dipinte sul dinos di Exekìas conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma (foto etru)

Per il ciclo di visite guidate “Sulla Rotta di Spina”, appuntamento giovedì 22 febbraio 2024, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roberta Mingione porterà i visitatori a Spina, città etrusca perduta negli echi del mito e ritrovata 100 anni fa nel Delta del Po, descritta nella mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. Visita guidata compresa nel costo del biglietto su prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi all’accoglienza salvo disponibilità. Mingione parlerà di pirati e naviganti, di scambi e relazioni. Al centro è il mare che ci ricorda le grandi capacità commerciali degli Etruschi, ma anche la conflittualità e la competizione che segnarono i rapporti con gli altri popoli del Mediterraneo, come sembra dimostrare il dinos firmato dal celebre ceramografo Exekias, capolavoro della pittura vascolare greca a figure nere (540-530 a.C.), che richiama all’interno dell’orlo una nave da guerra che solca il “mare colore del vino” all’epoca della terribile battaglia navale di Alalìa che decise le sorti del Mediterraneo nei decenni seguenti.

Licodia Eubea (Ct). Il Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico è entrato a far parte nella grande famiglia dell’associazione Festival italiani di Cinema (Afic)

licodia-eubea_festival-della-comunicazione-e-del-cinema-archeologico_associazione-festival-cinema-italiano_home-page-aficLe date della XIV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Ct) sono note da tempo: 9 – 13 ottobre 2024. Ma stavolta per il festival licodiese sarà un po’ diverso perché da febbraio 2024 il festival di Licodia Eubea è entrato a far parte nella grande famiglia dell’associazione Festival italiani di Cinema (Afic) nata nel 2004 come polo di aggregazione di quelle manifestazioni cinematografiche italiane che riconoscono l’importanza e il valore di far parte di un network informativo che sia anche luogo di scambio ed elaborazione progettuale. “Onorati e felici di essere entrati in Afic”, il commento dei direttori artistici del Festival, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, “con l’impegno a contribuire alla valorizzazione dei Festival Cinematografici del nostro Bel Paese”.

licodia-eubea_festival-2024_manifesto-locandina“Il Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea – si legge nella scheda pubblicata da Afic – è un festival internazionale dedicato al cinema storico, archeologico ed etnoantropologico che non trova confronti nel panorama italiano per varie ragioni: per il significativo numero di prime nazionali e internazionali in concorso; per la complessità del programma, articolato in proiezioni, conversazioni con specialisti e autori, sezioni tematiche ed attività collaterali volte a valorizzare le tipicità del territorio in cui la manifestazione ha luogo. La partecipazione di autori, registi e operatori del settore provenienti da tutto il mondo fa sì che la manifestazione rappresenti un vero e proprio ponte tra la produzione audiovisiva e i suoi fruitori.

“Obiettivi primari del Festival sono: rendere la disciplina archeologica “pubblica”, intendendo con questa espressione un’apertura dell’archeologia a tutte le pieghe della società civile: dagli scolari agli studenti universitari, dai curiosi agli appassionati e agli studiosi, dai cittadini ai turisti; promuovere film e documentari di difficile circuitazione che raramente trovano distribuzione nelle sale cinematografiche o nelle reti televisive.

“Il Festival si svolge ogni anno nel mese di ottobre a Licodia Eubea, un autentico borgo della provincia di Catania, che sorge su una altura dei monti Iblei, da dove l’occhio spazia sino al mare Africano. Qui il visitatore del Festival può godere di momenti di relax, tra cultura, storia ed enogastronomia”.

Agrigento. Sold out le due visite didattiche “Tramonti alla Rupe Atenea” pensate per amanti della natura e appassionati di archeologia

agrigento_valle-dei-templi_tramonti-alla-rupe-atenea_visita-didattica_locandinaI posti disponibili sono andati esauriti in un lampo. Le due visite didattiche “Tramonti alla Rupe Atenea” pensate per amanti della natura e appassionati di archeologia, previste il 18 febbraio e il 10 marzo 2024, sono sold out. I fortunati possessori della prenotazione (l’evento è completamente gratuito) si preparino a esplorare l’affascinante Rupe Atenea e ad ammirare il tramonto mozzafiato sulla Valle dei Templi: un’esperienza memorabile, arricchita dalla bellezza naturale e storica del sito. Punto di Incontro: il parcheggio del cimitero di Bonamorone alle 15. Durata tre ore. L’itinerario porta alla scoperta delle meraviglie archeologiche dell’area, tra cui il baluardo a tenaglia, l’area sacra di porta I, il santuario rupestre recentemente restaurato, il tempio C dedicato a Demetra e convertito nella chiesa di S. Biagio. La visita si conclude con un tramonto mozzafiato sulla Valle dei Templi da un punto di vista esclusivo, rendendo l’esperienza ancora più magica.

Melilli (Sr). Omaggio a Luigi Bernabò Brea, grande archeologo e funzionario della soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale, con il convegno “Luigi Bernabò Brea e la Sicilia. Bilancio e prospettive di ricerca a un quarto di secolo dalla sua scomparsa”: due giorni in presenza e on line

melilli_convegno-luigi-bernabò-brea-e-la-sicilia_piccola-locandinaOmaggio a Luigi Bernabò Brea (1910-1999), studioso visionario e innovativo, animato da un rigoroso senso dello Stato e del bene collettivo, capace di trasformare l’archeologia siciliana in un laboratorio permanente di sfide e conquiste scientifiche. Appuntamento a Melilli (Sr), nell’ala consiliare, il 17 e 18 febbraio 2024, per il convegno di archeologia “Luigi Bernabò Brea e la Sicilia. Bilancio e prospettive di ricerca a un quarto di secolo dalla sua scomparsa” organizzato dall’associazione Italia Nostra Melilli, in collaborazione con l’amministrazione comunale, con la partecipazione di funzionari e docenti universitari italiani e stranieri, attivi o in pensione, insieme ad Accademie, Istituti di cultura, Musei e Soprintendenze provenienti da tutta Italia.

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L’archeologo Luigi Bernabò Brea (Genova, 27 settembre 1910 – Lipari, 4 febbraio 1999) (foto regione siciliana)

A venticinque anni dalla scomparsa di Luigi Bernabò Brea (Genova, 27 settembre 1910 – Lipari, 4 febbraio 1999), illustre archeologo e funzionario della soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale, noto per la sua influenza rivoluzionaria nei campi degli scavi e delle pubblicazioni archeologiche, è giunto dunque il momento di fare il punto su quanto si è sviluppato in questo quarto di secolo e di mettere in evidenza la sua eredità scientifica. L’anniversario offre l’opportunità di esplorare, con una prospettiva aggiornata, uno dei periodi più entusiasmanti della storia e dell’archeologia recenti, durante il quale l’intera area della Sicilia orientale, sia ionica che tirrenica, è stata protagonista di campagne archeologiche di rilievo nel Mediterraneo. Le indagini condotte da Luigi Bernabò Brea rimangono ancor oggi fondamentali per gli studi sulla storia e l’archeologia dell’occidente greco.

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L’archeologo Luigi Bernabò Brea (foto giuseppe e luigi santi agnello)

Il convegno si svolge sabato 17 e domenica 18 febbraio 2024: dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19. Per vedere la diretta dell’evento: www.magnetofono.it/streaming/melilli e sulla pagina Facebook di Italia Nostra Melilli (cliccare qui). All’evento saranno presenti l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, e il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, oltre ai sindaci dei Comuni limitrofi con competenza su importanti siti archeologici legati a Luigi Bernabò Brea. Parteciperanno Francesco Italia per Siracusa, Giuseppe Di Mare per Augusta e Megara Iblea, Vincenzo Parlato per Sortino e Pantalica, Giuseppe Gianni per Priolo e Thapsos. Tra gli altri partecipanti figurano il direttore del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, Carmelo Bennardo; il soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Siracusa, Salvatore Martinez; il direttore del parco archeologico di Leontinoi e Megara, Carla Mancuso; e il direttore del parco archeologico delle Isole Eolie, museo “Luigi Bernabò Brea”, Rosario Vilardo.

IL PROGRAMMA DI SABATO 18 FEBBRAIO 2024: 9.30-10-30, introduzione di Giuseppe Immè, docente, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia e consulente scientifico del Comune di Melilli, e saluti delle autorità. 10.30-13, modera Lorenzo Guzzardi. Intervegono: Maria Bernabò Brea, già soprintendenza archeologica dell’Emilia Romagna, “Ricordo di Luigi Bernabò Brea”; Paola Pelagatti, accademia nazionale dei Lincei, “Luigi e Chiara Bernabò Brea tra Genova e Siracusa: dallo sbarco alleato alla ricostruzione della soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale”; Massimo Cultraro, CNR e università di Palermo, “Luigi Bernabò Brea e la Preistoria siciliana: la coerenza di un percorso scientifico”. Dopo la pausa caffè, modera Massimo Frasca. Intervengono: Rosa Maria Albanese, università di Catania (DISUM), “Il crepuscolo del re Hyblon. Mobilità e dinamiche territoriali nella Sicilia protostorica e arcaica”; Gioconda Lamagna, già direttrice del parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, “Luigi Bernabò Brea ad Adrano tra ricerca, tutela e conservazione del patrimonio archeologico”. Dopo la pausa pranzo, dalle 16.30 alle 19, modera Massimo Cultraro. Intervengono: Elvia Giudice e Giada Giudice, università di Catania (DISUM) e Universität München (Germania), “Un cratere a calice frammentario da Leontinoi conservato al Museo “P. Orsi” di Siracusa e il ruolo della colonia calcidese nei commerci attici in Occidente nella seconda metà del V sec. a.C.”; Massimo Frasca, già direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Catania, “L’archeologia a Lentini e Luigi Bernabò Brea”. Dopo la pausa caffè, Concetta Ciurcina, già soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Siracusa, “Luigi Bernabò Brea e lo studio delle terrecotte architettoniche di Gela”; Michel Gras, Accademia nazionale dei Lincei, già direttore dell’École française de Rome (Francia), “Passeggiando per Siracusa”.

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 18 FEBBRAIO 2024: 9.30-13, modera Michel Gras. Intervengono: Giovanni Di Stefano, università della Calabria e università di Roma Tor Vergata, “Le “altre” archeologie di Luigi Bernabò Brea”; Maria Costanza Lentini, già direttrice del parco archeologico di Naxos e Taormina, “Milazzo e le ricerche di Luigi Bernabò Brea nella Sicilia tirrenica”; Giuseppe Immè, docente, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia e consulente scientifico del Comune di Melilli, “Luigi Bernabò Brea e Nino Lamboglia: incontri tra archeologi nella costa tirrenica della Sicilia”; Elena Flavia Castagnino, funzionaria archeologa della soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Siracusa, “Il ruolo-chiave di Luigi Bernabò Brea nella ricerca e nella tutela del patrimonio archeologico sottomarino: una ‘immersione’ inedita nell’archivio storico della Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale”; dopo la pausa caffè, Maria Clara Martinelli, funzionaria archeologa del parco archeologico delle Isole Eolie, museo “Luigi Bernabò Brea”, “Luigi Bernabò Brea nelle Isole Eolie. Dalle prime ricerche all’apertura del Museo di Lipari (1942-1954)”; Umberto Spigo, già direttore del parco archeologico delle Isole Eolie, museo “Luigi Bernabò Brea”, “Luigi Bernabò Brea a Tindari. Capisaldi per la ricerca e per la tutela in parallelo con l’attività della Soprintendenza alle Antichità di Siracusa in altri centri di età ellenistico-romana”; Rosario Vilardo, direttore del parco archeologico delle Isole Eolie, museo “Luigi Bernabò Brea”, “Prospettive di conservazione e valorizzazione del patrimonio nel Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea a Lipari”. Dopo la pausa pranzo, dalle 16.30 alle 19, modera Maria Bernabò Brea. Intervengono: Rosa Lanteri, dirigente U.O.2 del S. 39 parco archeologico e paesaggistico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, “Luigi Bernabò Brea e la difficile stagione della tutela”; Alessandra Castorina, funzionaria archeologa della soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Siracusa, “Luigi Bernabò Brea e la tutela dei siti indigeno-ellenizzati della Sicilia centro[1]meridionale. Nuovi dati dall’archivio storico della Soprintendenza di Siracusa”; Giuseppina Monterosso, funzionaria archeologa del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, “Luigi Bernabò Brea e il Museo Archeologico di Siracusa: da Piazza Duomo a Villa Landolina”; Angela Maria Manenti, funzionaria archeologa del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, “Luigi Bernabò Brea e la numismatica: il medagliere e la sua organizzazione”. Dopo la pausa caffè, Agostina Musumeci, funzionaria archeologa del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, “Dal secondo conflitto mondiale alla Commissione Franceschini: Luigi Bernabò Brea e la catalogazione”; Mariella Musumeci, già dirigente della U.O. Beni archeologici della soprintendenza BB.CC.AA., “L’attività di Luigi Bernabò Brea tra tutela e valorizzazione: alle origini dei parchi archeologici nella provincia di Siracusa”; Ermelinda Storaci, funzionaria archeologa del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, “Luigi Bernabò Brea e il Giappone”.

San Valentino e San Faustino all’Archeologico di Taranto: “Miti di forza e d’amore”. Visite guidate alla scoperta degli amori mitologici: invincibili o non corrisposti

“Miti di forza e d’amore” è il titolo dei percorsi al museo Archeologico nazionale di Taranto dedicati alle giornate di San Valentino e San Faustino dove l’amore sarà protagonista.

taranto_archeologico_san-valentino-2024_locandinaA San Valentino, 14 febbraio 2024, alle 17.30, visite guidate alla scoperta delle storie d’amore più celebri del mondo antico: Eros e Psyche, Andromeda e Perseo, Arianna e Teseo, Ade e Persefone. I volti dell’amore coraggioso, contrastato o più forte di ogni avversità: una lezione di amore supremo per gli innamorati di oggi. Tutte le attività previste sono gratuite con prenotazione obbligatoria e sino ad esaurimento dei posti disponibili. Il costo del biglietto di ingresso al museo è di 10 euro per gli adulti, 2 euro per gli utenti dai 18 ai 25 anni e gratuito per i minori e per le categorie previste in normativa. Per info e prenotazioni delle visite telefonare al 099.4532112.

taranto_archeologico_san-faustino-2024_locandinaA San Faustino, 15 febbraio 2024, alle 17.30, visite guidate dedicata agli amori mitologici non corrisposti attraverso il racconto delle gesta di Pan e Siringa, Atena, Eros e tanti altri. Tutte le attività previste sono gratuite con prenotazione obbligatoria e sino ad esaurimento dei posti disponibili. Il costo del biglietto di ingresso al museo è di 10 euro per gli adulti, 2 euro per gli utenti dai 18 ai 25 anni e gratuito per i minori e per le categorie previste in normativa. Per info e prenotazioni delle visite telefonare al 099.4532112.

Locri (RC). In municipio l’incontro “Patrimonio culturale tra legislazione, storia e valorizzazione” promosso dall’Archeoclub d’Italia – sezione di Locri

locri_sala-consiliare_incontro-patrimonio-culturale-tra-legislazione-storia-e-valorizzazione_locandina“Patrimonio culturale tra legislazione storia e valorizzazione” è il titolo dell’evento promosso dalla sezione di Locri (RC) dell’Archeoclub d’Italia con i Lions di Gerace, Monasterace Kaulon e Siderno. Appuntamento al Palazzo Comunale di Locri sabato 11 febbraio 2024, alle 16. Dopo i saluti istituzionali di Giuseppe Fontana, sindaco di Locri; Domenica Bumbaca, assessore alla Cultura; Nicola Monteleone, presidente Archeoclub d’Italia sezione di Locri; e Adele Careri, presidente Lions Club di Gerace, intervengono Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri; Carmela Neri, presidente dell’ordine degli avvocati di Locri; Rossella Agostino, archeologa; e Carlo Tropiano, avvocato. Conclude Anna Careri.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia Valeria de Scarpis ci porta “Sulla rotta di Spina”, terzo appuntamento con gli itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”

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Coppa con delfini esposta nella mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo” (foto etru)

roma_villa-giulia_sulla-rotta-di-spina_visite-guidate-alla-mostra_locandinaAl museo nazionale Etrusco di Villa Giulia terzo incontro “Sulla rotta di Spina”: ciclo di itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. Appuntamento sabato 10 febbraio 2024, alle 11.30, visita guidata a cura di Valeria de Scarpis, compresa nel costo del biglietto su prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi all’accoglienza salvo disponibilità. A testimoniare il complesso intreccio di rapporti culturali ed economici fra il mondo greco e gli Etruschi, c’è una coppa che presenta sul fondo interno tre delfini che guizzano in sincronia, quasi danzando al ritmo del doppio flauto che il più grande sta suonando. Secondo la maggior parte degli studiosi la scena allude al mito di Dioniso e dei “Pirati Tirreni”, ovvero uno dei modi in cui i Greci identificavano gli Etruschi, i quali ebbero per molto tempo uno stretto controllo sulle rotte commerciali nel mare Tirreno (ovvero il “mare etrusco”). Questa è una delle storie che si conoscono attraversando le sale della mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”.